{"id":1045,"date":"2026-08-08T19:04:05","date_gmt":"2026-08-08T18:04:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/otis-14-miliardi-supply-chain-globale-opportunita-italiana"},"modified":"2026-08-08T19:30:04","modified_gmt":"2026-08-08T18:30:04","slug":"otis-14-miliardi-supply-chain-globale-opportunita-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/otis-14-miliardi-supply-chain-globale-opportunita-italiana","title":{"rendered":"Otis 14 miliardi, supply chain globale: opportunit\u00e0 italiana"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: un impero da 14 miliardi con il 90% dei profitti nel post-vendita<\/h2>\n<p>Otis Worldwide ha chiuso il 2025 con oltre 14 miliardi di dollari di fatturato. La societ\u00e0, quotata separatamente dal 2020 dopo lo spin-off da United Technologies, gestisce attualmente circa 2,5 milioni di ascensori all&#8217;anno in tutto il mondo, rispetto ai 2 milioni del 2020. Il suo portafoglio clienti copre oltre duecento paesi.<\/p>\n<p>Il dato strutturalmente pi\u00f9 rilevante \u00e8 la composizione dei margini: il segmento servizi, che comprende manutenzione, riparazioni e modernizzazione degli impianti esistenti, genera oltre il novanta per cento dei profitti totali. La costruzione di ascensori nuovi \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 a bassa marginalit\u00e0, sostanzialmente un canale di acquisizione clienti per i contratti di servizio pluriennali che seguono.<\/p>\n<p>Le prime due met\u00e0 del 2026 hanno per\u00f2 mostrato una flessione delle margini nel servizio, problema che la societ\u00e0 attribuisce a un calo temporaneo nei tassi di retention dei contratti di manutenzione. La risposta operativa ha comportato un aumento delle assunzioni di tecnici e uno spostamento delle priorit\u00e0 verso interventi di manutenzione preventiva a scapito di attivit\u00e0 pi\u00f9 direttamente remunerative nel breve. Il titolo ha perso terreno nell&#8217;ultimo anno mentre l&#8217;indice industriale complessivo registrava una crescita, amplificando la percezione negativa sui mercati.<\/p>\n<p>Sul fronte competitivo, ad aprile 2026 \u00e8 stata annunciata l&#8217;acquisizione di TKK Elevator da parte di Kone, in un accordo da circa 35 miliardi di dollari. Se approvato dai regolatori, consoliderebbe il mercato globale degli ascensori da quattro a tre grandi operatori. Schindler ha gi\u00e0 annunciato che presenter\u00e0 opposizione antitrust. Il processo di revisione regolatorio \u00e8 in corso.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: la narrativa AI ha creato una distorsione di valutazione che non durer\u00e0 indefinitamente<\/h2>\n<p>La storia di Otis nel 2026 non pu\u00f2 essere separata dal contesto in cui si svolge: un mercato dei capitali che ha sviluppato una monodimensionalit\u00e0 narrativa intorno all&#8217;intelligenza artificiale. Gli industriali con esposizione ai data center o alle infrastrutture energetiche per il grid computing trattano a multipli significativamente superiori rispetto a quelli con modelli simili ma senza quel gancio tematico.<\/p>\n<p>Otis non ha quel gancio, nonostante la sua piattaforma di sensori e diagnostica remota sia tecnologicamente sofisticata. Un sistema che usa smartphone per misurare vibrazioni nelle cabine, trasmette dati ai centri di controllo centralizzati e anticipa guasti prima che si manifestino \u00e8, nella sostanza, un sistema IoT applicato all&#8217;infrastruttura fisica. Ma non viene letto come tale dai gestori di portafoglio che allocano capitale seguendo le narrazioni dominanti.<\/p>\n<p>La precedente fase espansiva in Cina aveva creato un&#8217;aspettativa di crescita strutturale che il mercato non ha ancora rielaborato completamente. Al picco, la Cina rappresentava quasi il cinquanta per cento della produzione di nuovi ascensori Otis. Oggi \u00e8 sotto il venti per cento, dopo che la stretta del governo sullo sviluppo immobiliare dal 2021 ha dimezzato il volume rispetto ai massimi. Quella transizione \u00e8 avvenuta mentre i mercati globali si aspettavano ancora la Cina come driver di crescita degli industriali. Il riallineamento delle aspettative ha penalizzato in modo sproporzionato chi aveva una storia recente di forte dipendenza da quel mercato.<\/p>\n<p>Il timing attuale \u00e8 quello di una convergenza: rallentamento dei margini di servizio, ridimensionamento cinese non ancora digerito, e un mercato che premia AI e data center. \u00c8 una combinazione di fattori temporanei che crea una finestra di valutazione anomala su un asset con fondamentali pluridecennali molto difendibili.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: volatilit\u00e0 selettiva negli industriali, non segnale sistemico<\/h2>\n<p>Il settore industriale americano non si muove in modo uniforme in questo periodo. La divergenza tra industriali &#8220;AI-adjacent&#8221; e industriali tradizionali si \u00e8 ampliata nel corso del 2026. Chi fornisce componentistica per data center, sistemi di raffreddamento, infrastrutture di rete o equipment per la transizione energetica tratta a premi storicamente elevati. Chi produce per l&#8217;edilizia, i trasporti o i servizi di manutenzione fisica subisce un relativo sconto da narrativa.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un segnale di debolezza dei fondamentali. \u00c8 un segnale di distorsione dell&#8217;allocazione del capitale, alimentata da un ciclo di interesse tematico che ha caratteristiche storicamente riconoscibili. I disallineamenti tra valutazione di mercato e valore intrinseco in questa categoria di asset tendono a correggersi su orizzonti di dodici-ventiquattro mesi, spesso in modo brusco quando le aspettative sui margini dei player AI incontrano la realt\u00e0 operativa.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, l&#8217;euro si muove in un contesto in cui la BCE monitora pressioni salariali moderate: il wage tracker BCE segnala una crescita salariale negoziata del 2,7% nel primo trimestre 2027, un dato che implica stabilit\u00e0 nel costo del lavoro europeo rispetto alle tensioni degli anni precedenti. Per le aziende europee che competono nei mercati di manutenzione e servizi tecnici, \u00e8 un segnale positivo sul profilo di costo a medio termine.<\/p>\n<p>La vera volatilit\u00e0 implicita da seguire non \u00e8 sul titolo Otis in s\u00e9, ma sull&#8217;esito della fusione Kone-TKK e sulle decisioni della Commissione Europea in materia antitrust. Un mercato con tre player globali invece di quattro cambia la struttura delle gare d&#8217;appalto su scala mondiale, con effetti diretti sulla subfornitura europea.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi).<\/strong> La modernizzazione degli ascensori in Europa \u00e8 gi\u00e0 in corso e Otis ha dichiarato esplicitamente di star assumendo meccanici qualificati per soddisfare la domanda. Questo crea un&#8217;opportunit\u00e0 immediata per le aziende italiane che producono componentistica meccanica per impianti di sollevamento, sistemi di controllo, cablaggi industriali o che offrono servizi di manutenzione certificata. Chi ha gi\u00e0 contratti attivi con i grandi player globali deve rinegoziare i termini alla luce della pressione sui margini: i grandi OEM stanno ottimizzando la catena di fornitura e chi non si fa trovare con offerte competitive rischia di perdere posizione. Chi non ha ancora relazioni strutturate con questo settore ha una finestra per proporsi come fornitore durante una fase di espansione della capacit\u00e0 tecnica in Europa.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi).<\/strong> L&#8217;esito della fusione Kone-TKK \u00e8 il fattore pi\u00f9 strutturante per il mercato europeo della subfornitura. Un mercato a tre invece di quattro significa contratti di fornitura pi\u00f9 concentrati, processi di qualifica pi\u00f9 lunghi e barriere all&#8217;ingresso pi\u00f9 alte per i nuovi entranti, ma anche economie di scala pi\u00f9 prevedibili per chi \u00e8 gi\u00e0 dentro. Le aziende italiane che producono componenti meccanici di precisione, sistemi elettronici di controllo o materiali per applicazioni in ambienti estremi (resistenza alla corrosione, alle vibrazioni, alle polveri) dovrebbero avviare ora i processi di qualifica con almeno due dei tre player globali, perch\u00e9 dopo la consolidazione il tempo di reazione si accorcia drasticamente.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi).<\/strong> Le tre tesi strutturali che Otis usa per giustificare la propria crescita a lungo termine, ovvero urbanizzazione globale, invecchiamento demografico e modernizzazione delle infrastrutture, sono le stesse che guidano la domanda di prodotti e servizi tecnici complessi nei mercati emergenti ad alta crescita. India, Sud-est asiatico, Africa subsahariana stanno costruendo a una velocit\u00e0 che l&#8217;Europa non ha visto dagli anni del dopoguerra. Chi produce per questi mercati attraverso i grandi player globali come partner di fornitura o come marchio autonomo posizionato sul segmento premium ha un vantaggio competitivo decennale. Il Made in Italy nel segmento della componentistica tecnica di qualit\u00e0 non ha ancora saturato questi mercati. La finestra \u00e8 aperta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Componentistica meccanica e meccatronica.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta: i sistemi di guida, i moduli di controllo del movimento, i sistemi di porte e le guide di scorrimento sono tutti elementi dove l&#8217;Italia ha una tradizione manifatturiera riconosciuta. La pressione sui margini di Otis nel servizio non significa riduzione degli acquisti, significa ottimizzazione dei fornitori. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nel segmento modernizzazione: sostituire componenti obsoleti su impianti esistenti \u00e8 un mercato meno ciclico del newbuild e tecnicamente pi\u00f9 complesso, dove la qualit\u00e0 italiana trova un posizionamento naturale.<\/p>\n<p><strong>Ingegneria del software industriale e diagnostica remota.<\/strong> Otis sta investendo massicciamente nella diagnostica predittiva tramite sensori e app mobile. Meno evidente \u00e8 che questo crea una catena di domanda per integratori software, sviluppatori di piattaforme IoT industriale e aziende specializzate nell&#8217;analisi di dati di vibrazione e anomalia meccanica. Le startup e le PMI italiane nel settore dell&#8217;automazione e del controllo industriale hanno competenze tecniche che si adattano perfettamente a questo tipo di integrazione, spesso senza esserne consapevoli.<\/p>\n<p><strong>Formazione tecnica professionale e servizi di qualifica.<\/strong> La carenza di tecnici qualificati per la manutenzione di ascensori \u00e8 un problema dichiarato da Otis in Europa. Questo \u00e8 meno un&#8217;opportunit\u00e0 diretta e pi\u00f9 un segnale indiretto che riguarda chi opera nella formazione tecnica avanzata, nella certificazione di competenze o nella fornitura di personale tecnico specializzato. Le agenzie di staffing tecnico e le scuole di formazione professionale con curricula in impiantistica industriale o elettromeccanica operano in un mercato che nei prossimi anni vedr\u00e0 una domanda strutturalmente superiore all&#8217;offerta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte: La Guida Diretta<\/h2>\n<p><strong>Come entra un&#8217;azienda italiana nella supply chain di Otis?<\/strong> Il primo passo \u00e8 mappare i requisiti tecnici del componente o servizio che puoi fornire, poi avviare il processo di qualifica attraverso le piattaforme di procurement dei grandi player (Otis, Kone, Schindler). I tempi di qualifica variano da sei a diciotto mesi, quindi \u00e8 critico iniziare adesso se vuoi essere inserito nei prossimi cicli di rinnovamento contrattuale. Serve documentazione ISO, certificazioni di prodotto specifiche per il settore e una capacit\u00e0 produttiva dimostrabile. Non \u00e8 semplice, ma il mercato in questo momento ha una carenza strutturale di fornitori affidabili.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il margine che rimane per i fornitori di componentistica?<\/strong> Dipende dal posizionamento. Chi fornisce commodities standardizzate (bulloneria, materiali, componenti generiche) opera con margini compressi, tipicamente 15-25% lordi. Chi fornisce soluzioni specializzate, componenti meccanici di precisione o integrazioni tecniche custom pu\u00f2 raggiungere margini del 35-45% lordi, a fronte di costi di sviluppo e qualifica pi\u00f9 elevati. La pressione attuale di Otis sui margini colpisce principalmente il primo segmento. Il secondo ha spazio di manovra.<\/p>\n<p><strong>La fusione Kone-TKK per un fornitore italiano cosa significa?<\/strong> Se approvata, il mercato passa da quattro a tre competitor globali. Per chi \u00e8 gi\u00e0 fornitore qualificato, significa contratti pi\u00f9 concentrati e potere negoziale maggiore dei clienti. Per chi vuole entrare, significa that the process diventa pi\u00f9 rigoroso e meno flessibile. Tuttavia, anche un mercato consolidato a tre player ha ancora bisogno di una vasta base di fornitori: la consolidazione spinge verso l&#8217;ottimizzazione, non verso l&#8217;autosufficienza verticale. Chi sa posizionarsi come partner specializzato ha ancora opportunit\u00e0 concrete.<\/p>\n<p><strong>Che timeline ha un&#8217;azienda italiana per entrare nei nuovi contratti?<\/strong> Il momento critico \u00e8 adesso fino a fine 2026. La rinegoziazione contrattuale nei servizi di Otis in Europa inizier\u00e0 nel 2027, e i grandi OEM hanno sempre una fase di qualifiche nuovi fornitori da tre a sei mesi prima della implementazione. Se non sei in pipeline nei prossimi mesi, entrerai in una fase di minor visibilit\u00e0 durante la consolidazione post-fusione.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i rischi maggiori per una PMI che entra in questa supply chain?<\/strong> Tre: primo, il ciclo di qualifica \u00e8 lungo e costoso. Devi investire in certificazioni, test e conformit\u00e0 senza garanzia di contratto finale. Secondo, una volta dentro, il cliente \u00e8 concentrato e ha potere contrattuale. Riduzioni di margine o allungamento dei pagamenti sono possibili. Terzo, il mercato cinese rimane incerto. Se Otis e i competitor decidono di ridurre ulteriormente la presence in Cina, la domanda di componentistica pu\u00f2 contrarsi. Detto ci\u00f2, questi rischi esistono anche per chi rimane fuori, con il vantaggio che dentro hai visibilit\u00e0 su tre anni e contratti rinnovabili.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: le tre incognite che possono cambiare il calcolo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio, la concentrazione del mercato.<\/strong> Se la fusione Kone-TKK viene approvata, il mercato globale degli ascensori si consolida attorno a tre player con un potere contrattuale enormemente amplificato verso i fornitori. Storicamente, ogni consolidazione di questo tipo porta a revisioni degli accordi di fornitura, allungamento dei tempi di pagamento e pressione sui prezzi. Per chi \u00e8 gi\u00e0 fornitore qualificato, il rischio \u00e8 di vedere margini erosi durante la rinegoziazione contrattuale. Per chi non lo \u00e8 ancora, la finestra di ingresso si restringe ulteriormente.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio, la transizione cinese incompleta.<\/strong> Il mercato cinese degli ascensori \u00e8 ancora il pi\u00f9 grande al mondo in volume assoluto, ma i player globali lo stanno gradualmente riorientando verso il modello service-driven anzich\u00e9 newbuild. Questo cambiamento strutturale pu\u00f2 accelerare o rallentare in funzione delle politiche fiscali di Pechino verso il real estate. Una ripresa dei sussidi al settore edilizio potrebbe temporaneamente rigonfiare i volumi di nuovi impianti e distorcere le aspettative sulla composizione del portafoglio ordini globale. Un ulteriore deterioramento del mercato immobiliare cinese potrebbe invece accelerare il ridimensionamento delle operations locali e ridurre la domanda di componentistica a livello globale.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio, la pressione tariffaria sulle supply chain industriali.<\/strong> Le discussioni sui dazi tra USA e Europa non si limitano ai beni di consumo. L&#8217;attrezzatura industriale, la componentistica meccanica di precisione e i sistemi elettronici rientrano in categorie che possono essere colpite da misure protezionistiche. Per le aziende italiane che forniscono ai grandi player globali con fabbriche negli USA o con mercati americani rilevanti, una escalation tariffaria potrebbe ridurre la competitivit\u00e0 rispetto ai fornitori locali o asiatici. Il timing non \u00e8 casuale: le discussioni sulle Section 301 e sugli accordi settoriali sono in corso proprio mentre i grandi industrial americani stanno rivedendo la propria supply chain.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: il mercato premia le narrazioni, non i modelli<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce della storia di Otis, osservandola da qui nell&#8217;agosto 2026, \u00e8 la brutalit\u00e0 con cui i mercati finanziari penalizzano la prevedibilit\u00e0 quando non \u00e8 accompagnata da un aggettivo alla moda. Otis genera profitti ricorrenti su una base installata di 2,5 milioni di impianti, in un settore dove i costi di cambio fornitore sono elevatissimi e dove la domanda \u00e8 indipendente dai cicli economici a breve termine. \u00c8 esattamente il tipo di modello che qualsiasi buon manuale di finanza strategica identificherebbe come un asset difensivo di qualit\u00e0. Eppure il titolo perde terreno mentre i mercati rincorrono chi ha messo un chip di GPU in qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>Questo mi dice qualcosa di utile per chi guida un&#8217;impresa. Il mercato dei capitali, in questo momento, non \u00e8 un buon specchio del valore reale dei modelli di business infrastrutturali. Lo sar\u00e0 di nuovo, probabilmente prima di quanto molti pensino, quando le aspettative sui margini AI incontreranno la realt\u00e0 dei costi operativi. Ma nel frattempo, chi costruisce posizioni in mercati infrastrutturali stabili, chi firma contratti di fornitura pluriennali con player a domanda anelastica, chi presidia nicchie tecniche dove la qualit\u00e0 vale pi\u00f9 del prezzo, sta accumulando valore reale che il mercato non sta prezzando correttamente.<\/p>\n<p>La vera partita che vedo in questa storia non riguarda Otis in quanto tale. Riguarda il segnale sistemico che arriva a tutte le aziende manifatturiere europee con ambizioni di supply chain globale: i grandi industrial americani e globali stanno riconfigurando i propri portafogli fornitori in questo preciso momento, sotto pressione dei margini e con una narrativa sfavorevole che li costringe a dimostrare disciplina sui costi. \u00c8 il momento in cui si entra nelle liste di fornitura, non quando tutto va bene e il procurement si limita a rinnovare i contratti esistenti.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 semplice e scomoda: le opportunit\u00e0 nelle supply chain globali non si presentano quando le notizie sono positive. Si presentano esattamente adesso, quando qualcuno sta tagliando e qualcun altro sta cercando alternative.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte della fusione Kone-TKK.<\/strong> Dichiarazioni della Commissione Europea sui tempi di revisione antitrust, posizione ufficiale di Schindler nella procedura di opposizione, eventuali rimedi strutturali proposti da Kone per ottenere il via libera. Ogni accelerazione o stallo nel processo cambia il calendario delle opportunit\u00e0 per i fornitori.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte operativo di Otis.<\/strong> Dati sui margini di servizio nel terzo trimestre 2026, aggiornamenti sul tasso di retention dei contratti di manutenzione in Europa, annunci su investimenti in personale tecnico nei mercati continentali. Sono i segnali che confermano o smentiscono la narrativa del turnaround in corso.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della domanda infrastrutturale europea.<\/strong> Dati sull&#8217;edilizia multifamiliare in Germania, Francia e Polonia, approvazioni di grandi progetti infrastrutturali con finanziamento europeo, andamento delle gare pubbliche per la modernizzazione di stazioni, aeroporti e ospedali. Questi sono i driver di domanda reale per il segmento ascensori in Europa nei prossimi due-tre anni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati.<\/strong> Andamento del differenziale di valutazione tra industriali &#8220;AI-adjacent&#8221; e industriali tradizionali negli indici americani ed europei, evoluzione dei multipli nel settore building technology, eventuali segnali di rotazione settoriale da parte dei fondi istituzionali.<\/p>\n<hr>\n<h2>L&#8217;Ascensore Come Test di Strategia<\/h2>\n<p>Quella macchina originale del 1931, installata nell&#8217;Empire State Building e conservata nei laboratori di Bristol, Connecticut, \u00e8 diventata inconsapevolmente una metafora perfetta per questo momento. L&#8217;ascensore originale ha resistito per quasi cento anni perch\u00e9 era progettato per funzionare, non per fare notizia. Il mercato finanziario del 2026 non sa bene cosa farsene di questa qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma le imprese che si muovono sulle supply chain globali, quelle che cercano contratti pluriennali in settori a domanda stabile, sanno esattamente cosa farsene. La distorsione narrativa che penalizza oggi i modelli infrastrutturali \u00e8 la stessa che crea finestre di ingresso per chi sa leggere i fondamentali invece di inseguire i titoli.<\/p>\n<p>Un ascensore non \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 di mercato, \u00e8 un contratto di servizio che dura trent&#8217;anni. La domanda rilevante non \u00e8 se ci sar\u00e0 domanda di ascensori, ma chi avr\u00e0 firmato i contratti di fornitura quando il ciclo si completa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: un impero da 14 miliardi con il 90% dei profitti nel post-vendita Otis Worldwide ha chiuso il 2025 con oltre 14 miliardi di dollari di fatturato. 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