{"id":1062,"date":"2026-08-13T07:04:25","date_gmt":"2026-08-13T06:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/politica-monetaria-e-geopolitica-il-nuovo-rischio-rba"},"modified":"2026-08-13T07:04:25","modified_gmt":"2026-08-13T06:04:25","slug":"politica-monetaria-e-geopolitica-il-nuovo-rischio-rba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/politica-monetaria-e-geopolitica-il-nuovo-rischio-rba","title":{"rendered":"Politica monetaria e geopolitica: il nuovo rischio RBA"},"content":{"rendered":"<p>Sydney, 13 agosto 2026. In una sala convegni del quartiere finanziario australiano, il vice governatore della Reserve Bank of Australia Christopher Kent risponde con la calma di chi gestisce incendi sistemici da decenni. Parla di tassi, di mercati immobiliari, di produttivit\u00e0 e, quasi en passant, menziona lo Stretto di Hormuz come una delle variabili che il board monitora con attenzione. La sala annuisce. Qualcuno prende appunti. Nessuno sembra rendersi conto che quello che Kent sta descrivendo non \u00e8 solo la politica monetaria australiana. \u00c8 lo schema globale che si sta replicando in ogni economia aperta del pianeta, comprese quelle europee.<\/p>\n<p><strong>Le banche centrali non stanno gestendo l&#8217;inflazione. Stanno gestendo un&#8217;equazione impossibile in cui ogni variabile dipende da conflitti geopolitici che non controllano, da investimenti in AI che non capiscono ancora, e da mercati immobiliari che si sgonfiano pi\u00f9 velocemente del previsto.<\/strong><\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano con operazioni internazionali, questo non \u00e8 un problema australiano. \u00c8 uno specchio. La RBA ha alzato i tassi tre volte nel 2026, l&#8217;AUD si \u00e8 apprezzato del 5% su base ponderata, il mercato immobiliare di Sydney e Melbourne \u00e8 in contrazione con prezzi in calo assoluto. Kent ammette apertamente che le previsioni di rientro dell&#8217;inflazione target dipendono da &#8220;molte cose che devono andare per il verso giusto simultaneamente&#8221;. Tra queste c&#8217;\u00e8 la riapertura dello Stretto di Hormuz in tempi ragionevoli. Questo non \u00e8 un dettaglio tecnico di politica monetaria australiana. \u00c8 la conferma che la geopolitica del Golfo \u00e8 entrata direttamente nelle sale dei consigli di amministrazione delle banche centrali di tutto il mondo occidentale. E se condiziona le decisioni di tassi a Sydney, condiziona anche i vostri costi di finanziamento, i vostri prezzi di acquisto dell&#8217;energia e la competitivit\u00e0 delle vostre esportazioni.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La RBA e il Nodo Inflation-Hormuz<\/h2>\n<p>I dati presentati da Kent all&#8217;evento Reuters Next Newsmakers di Sydney il 13 agosto 2026 costruiscono un quadro preciso. La RBA ha effettuato tre rialzi dei tassi nel corso del 2026, portando il cash rate nella parte alta della forbice stimata per il tasso neutrale nominale, che i modelli interni alla banca centrale collocano in un range con incertezza significativa. I mutui ipotecari schedulati sono risaliti vicino ai picchi del 2024 come percentuale del reddito disponibile delle famiglie. I nuovi prestiti per acquisto abitativo hanno registrato un calo notevole, le aste immobiliari clearance rates sono scivolate sotto le medie di lungo periodo, e i prezzi delle case a Sydney e Melbourne scendono in termini assoluti con un trend che Kent definisce &#8220;sempre pi\u00f9 diffuso&#8221;.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, l&#8217;AUD si \u00e8 apprezzato di circa il 5% su base trade-weighted dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, effetto diretto del differenziale di tassi rispetto agli altri paesi. La domanda aggregata globale rimane resiliente grazie agli investimenti in AI e nei data center, che supportano la crescita in modo particolare in USA, Corea del Sud e Taiwan. Proprio questa resilienza della domanda globale, combinata con i grandi deficit pubblici di Europa, Giappone e USA che spingono al rialzo i rendimenti obbligazionari offshore, tende a deprezzare l&#8217;AUD rispetto a quanto il solo differenziale di tassi suggerirebbe, riducendo marginalmente la restrittivit\u00e0 della politica monetaria australiana.<\/p>\n<p>Il dato che colpisce in modo particolare \u00e8 la dichiarazione esplicita di Kent durante la sessione di Q&#038;A. Tra i fattori che devono &#8220;andare per il verso giusto&#8221; affinch\u00e9 l&#8217;inflazione rientri nel target, il vice governatore cita esplicitamente la riapertura dello Stretto di Hormuz nei tempi previsti. Una banca centrale del G20, durante un evento pubblico, inserisce una variabile militare del Golfo Persico nelle proprie condizioni di successo della politica monetaria. \u00c8 un livello di dipendenza strutturale dalla geopolitica mediorientale che molte analisi corporate ancora non hanno incorporato nei propri modelli di rischio.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Momento in Cui le Banche Centrali Perdono la Narrazione del Controllo<\/h2>\n<p>La ragione per cui le dichiarazioni di Kent del 13 agosto 2026 contano pi\u00f9 delle usuali comunicazioni di politica monetaria \u00e8 che arrivano in un momento di convergenza di tre tensioni simultane che raramente si sovrappongono con questa intensit\u00e0.<\/p>\n<p>La prima tensione \u00e8 strutturale. I grandi deficit pubblici delle economie avanzate, Europa inclusa, stanno alzando stabilmente i rendimenti dei titoli di stato, quello che gli economisti chiamano un aumento del tasso neutrale globale. Questo significa che per ottenere lo stesso grado di restrittivit\u00e0 monetaria, le banche centrali devono alzare i tassi pi\u00f9 di quanto avrebbero dovuto farlo cinque anni fa. Il costo del denaro globale ha una baseline pi\u00f9 alta indipendentemente dall&#8217;inflazione contingente.<\/p>\n<p>La seconda tensione \u00e8 tecnologica. Gli investimenti in AI e infrastrutture data center stanno sostenendo la domanda aggregata negli USA e in Asia con una forza che non era prevista nei modelli pre-2025. Questa domanda resiliente significa che l&#8217;inflazione ha un sostegno reale che rende pi\u00f9 difficile la discesa, anche se i consumi delle famiglie dovessero rallentare.<\/p>\n<p>La terza tensione \u00e8 geopolitica. Lo scenario del Golfo, con lo Stretto di Hormuz che rimane una variabile aperta nelle proiezioni della stessa RBA, agisce come un moltiplicatore di incertezza su entrambe le precedenti. Ogni escalation tiene i prezzi dell&#8217;energia pi\u00f9 alti, peggiora il trade-off tra disoccupazione e inflazione che Kent riconosce esplicitamente, e costringe le banche centrali a mantenere una postura pi\u00f9 restrittiva pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. Agosto 2026 \u00e8 il momento in cui le principali banche centrali del mondo stanno simultaneamente rivalutando se il loro ciclo di rialzi sia sufficiente o se serva un ulteriore giro di vite. Le parole di Kent, e la menzione esplicita di Hormuz come condizione di scenario per la politica monetaria, arrivano esattamente in questa finestra di incertezza massima.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Strutturali Dietro la Calma Apparente<\/h2>\n<p>I mercati finanziari, in questa fase, mostrano una superficie di calma che maschera segnali strutturali di tensione. Kent stesso ha notato che i premi per il rischio in molti mercati finanziari restano vicini ai minimi storici, una situazione che, tradotta, significa che il mercato sta prezzando uno scenario base di normalizzazione ordinata che le banche centrali stesse non possono garantire.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, il dollaro australiano si muove in un range ristretto da mesi, come conferma la giornalista Stella Chu durante l&#8217;intervista, nonostante la guerra nel Golfo iniziata a febbraio-marzo 2026. Questo potrebbe sembrare tranquillizzante, ma Kent lo spiega con la resilienza dei prezzi delle materie prime australiane, ferro compreso, che ha bilanciato le spinte negative. Quando quelle materie prime cominceranno a scendere, e il prezzo del minerale di ferro ha gi\u00e0 iniziato a cedere, l&#8217;AUD avr\u00e0 meno ammortizzatori.<\/p>\n<p>Per l&#8217;euro e per gli imprenditori europei, il parallelo \u00e8 diretto. L&#8217;euro risente degli stessi venti contrari dei bond yield pi\u00f9 alti offshore, dei flussi verso dollaro come flight-to-safety in caso di escalation nel Golfo, e di una BCE che deve bilanciare pressioni inflattive residue con un&#8217;economia che mostra segni di indebolimento. Il tracker salariale BCE pubblicato il 29 luglio indica pressioni salariali stabili al 2,7% per il Q1 2027, il che non esclude nuovi movimenti di tassi in Europa se l&#8217;inflazione energetica tornasse a salire.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 rilevante da monitorare non \u00e8 il livello dei tassi ma la volatilit\u00e0 implicita sui mercati obbligazionari. Finch\u00e9 i risk premium restano storicamente bassi, il mercato sta scommettendo su un atterraggio morbido globale. Quando quei premi si allargheranno, il costo di finanziamento per le PMI europee salir\u00e0 molto pi\u00f9 velocemente di quanto il ciclo ufficiale di politica monetaria suggerirebbe.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Quando la Politica Monetaria Diventa Variabile Operativa<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le imprese con esposizione a finanziamenti a tasso variabile, oppure con piani di investimento che richiedono accesso al credito nei prossimi sei mesi, si trovano in un contesto in cui la BCE ha chiarito che il ciclo di normalizzazione non \u00e8 ancora chiuso. I costi di finanziamento restano alti e, se lo scenario Hormuz dovesse deteriorarsi, potrebbero salire ulteriormente. Chi ha operazioni in Australia o con controparti australiane deve monitorare l&#8217;AUD, che potrebbe cedere se i prezzi delle materie prime continuano a scendere, creando sia opportunit\u00e0 di acquisto che rischi per chi incassa in quella valuta. Sul fronte operativo immediato, rinegoziare ora le linee di credito a condizioni attuali \u00e8 meglio che aspettare un eventuale nuovo rialzo.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un ambiente in cui le banche centrali restano in modalit\u00e0 &#8220;higher for longer&#8221; pi\u00f9 a lungo di quanto i mercati abbiano prezzato. Il mercato immobiliare australiano in contrazione \u00e8 il segnale anticipatore di un fenomeno che potrebbe replicarsi in altri mercati europei dove i tassi variabili sui mutui sono stati trasmessi in modo pi\u00f9 rapido. Questo comprimer\u00e0 i consumi delle classi medie in diversi paesi, con effetti sulle esportazioni di prodotti consumer. Chi produce beni di lusso o premium per il mercato australiano, o per mercati anglofoni con dinamiche simili, deve iniziare a costruire scenari di domanda compressa. Chi invece serve la domanda industriale legata all&#8217;AI e ai data center, il segmento che Kent identifica come traino della crescita globale, ha davanti una finestra di opportunit\u00e0 che i dati di Cisco pubblicati oggi confermano come strutturale.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che emerge dalle parole di Kent \u00e8 che la geopolitica \u00e8 entrata stabilmente nelle funzioni di reazione delle banche centrali. Non \u00e8 una novit\u00e0 assoluta, ma la menzione esplicita di Hormuz come condizione di scenario per la politica monetaria di un paese come l&#8217;Australia, che non \u00e8 direttamente coinvolto nel conflitto, segnala un livello di interconnessione sistemica che ridisegna il modo in cui le imprese devono costruire i loro piani finanziari. Il piano a tre anni non pu\u00f2 pi\u00f9 ignorare scenari geopolitici come variabili esterne. Devono entrare come variabili interne nei modelli di costo del capitale. Chi adatta i propri processi di pianificazione strategica in questa direzione nei prossimi 18 mesi avr\u00e0 un vantaggio competitivo misurabile rispetto a chi li tratta ancora come eventi imponderabili.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Macchinari e beni strumentali per il settore edilizio e delle costruzioni.<\/strong> Il mercato immobiliare australiano in contrazione con cali di prezzo a Sydney e Melbourne non \u00e8 un fatto locale. Rappresenta uno dei mercati pi\u00f9 dinamici per l&#8217;export italiano di alta gamma nel settore costruzioni e interior design. Chi esporta cucine, bagni, rivestimenti, sistemi d&#8217;automazione per l&#8217;edilizia residenziale premium verso l&#8217;Australia deve mettere in conto una compressione della domanda che potrebbe diventare significativa nei prossimi 12 mesi. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nel segmento commerciale e industriale legato ai data center. L&#8217;AI investment sta generando una domanda di infrastrutture fisiche che il made in Italy nella componentistica meccanica e impiantistica pu\u00f2 intercettare.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e bevande premium.<\/strong> L&#8217;Australia \u00e8 un mercato consumer sofisticato con una propensione storica ai prodotti italiani di alta gamma. La stretta monetaria che comprime i redditi disponibili delle famiglie australiane non elimina la domanda di premium, ma la sposta verso fasce di prezzo pi\u00f9 difendibili. Chi \u00e8 posizionato sul vero premium con margini adeguati regge meglio di chi gioca nel segmento &#8220;accessibile ma di qualit\u00e0&#8221;. La doppia pressione, dollaro australiano potenzialmente pi\u00f9 debole e consumi delle famiglie in frenata, \u00e8 per\u00f2 un segnale che impone una revisione dei target di volume per il prossimo anno fiscale.<\/p>\n<p><strong>Finanza e servizi professionali per PMI.<\/strong> Il tema meno ovvio ma forse pi\u00f9 rilevante \u00e8 quello che emerge dalla discussione sul mercato obbligazionario australiano e sulla diversificazione delle riserve valutarie. Kent conferma che l&#8217;RBA ha aumentato le proprie riserve in euro riducendo quelle in dollari. Questo \u00e8 un segnale di un trend strutturale. Le banche centrali stanno lentamente diversificando fuori dal dollaro, il che avr\u00e0 implicazioni per la competitivit\u00e0 dell&#8217;euro come valuta di fatturazione e di riserva. Le PMI italiane che fatturano in dollari verso mercati asiatici o australiani potrebbero trovare condizioni di hedging pi\u00f9 favorevoli in uno scenario di euro pi\u00f9 forte su base strutturale, ma devono attrezzarsi per gestirlo attivamente, non subire passivamente le oscillazioni di cambio.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che Possono Sorprendere<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio:<\/strong> Shock da produttivit\u00e0 mancata. Kent cita esplicitamente la delusione sulla crescita della produttivit\u00e0 come uno dei rischi principali per lo scenario di rientro dell&#8217;inflazione. Se la produttivit\u00e0 globale, gi\u00e0 indebolita nel post-pandemia, continua a deludere nonostante gli investimenti in AI, le banche centrali si troveranno costrette a mantenere i tassi alti pi\u00f9 a lungo in un contesto di domanda debole. Questa \u00e8 la combinazione peggiore per le PMI esportatrici con margini compressi dall&#8217;inflazione dei costi di produzione.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio:<\/strong> Correzione simultanea degli asset AI. Il vice governatore ha riconosciuto che i premi per il rischio sui mercati azionari sono storicamente bassi e che le valutazioni sembrano &#8220;generose&#8221;. Cisco ha pubblicato oggi risultati record con ricavi in crescita del 18% e previsioni entusiastiche per il 2027, ma il titolo ha comunque ritracciato. Quando le aspettative sui profitti legati all&#8217;AI incontreranno i primi numeri deludenti di qualche grande player, il repricing potrebbe essere rapido e si trasmetterebbe ai costi di funding globali con un allargamento significativo degli spread, colpendo in modo sproporzionato le PMI con minor accesso ai mercati dei capitali.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio:<\/strong> Effetto domino immobiliare cross-border. Il mercato australiano non \u00e8 isolato. Prezzi in calo a Sydney e Melbourne replicano dinamiche che stanno emergendo in Canada, parti del Nord Europa e alcune citt\u00e0 britanniche. Se questo contagio immobiliare dovesse accelerare, gli effetti ricchezza negativi sulle famiglie potrebbero comprimere i consumi in modo pi\u00f9 brusco di quanto le banche centrali abbiano nei loro scenari base, riducendo la domanda di beni di importazione italiani in quei mercati con una velocit\u00e0 che le imprese non avranno tempo di assorbire.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi ha colpito nelle parole di Kent non \u00e8 la tecnicit\u00e0 del discorso sui tassi australiani. \u00c8 una frase quasi marginale, pronunciata in risposta a una domanda sulla tensione tra le previsioni di inflazione in calo e il tono aggressivo del governatore Bullock. Kent dice che tra le cose che devono andare per il verso giusto, c&#8217;\u00e8 la riapertura dello Stretto di Hormuz &#8220;in reasonable time&#8221;.<\/p>\n<p>Una banca centrale di un paese che esporta materie prime, che non ha truppe nel Golfo, che \u00e8 a diecimila chilometri dal conflitto, inserisce nelle proprie condizioni di successo della politica monetaria una variabile militare che dipende da negoziati tra Iran, USA e attori regionali. Questo non \u00e8 un dettaglio. \u00c8 la conferma che stiamo vivendo una fase storica in cui la linea tra geopolitica e politica economica \u00e8 definitivamente saltata.<\/p>\n<p>La parte che mi preoccupa, guardando l&#8217;Europa, \u00e8 l&#8217;assenza speculare di questa consapevolezza nei documenti ufficiali della BCE. Lane a luglio ha parlato di outlook per l&#8217;area euro con toni tecnici e rassicuranti. Nessun riferimento esplicito allo scenario Hormuz come variabile di condizionamento. Eppure l&#8217;Europa importa una quota dell&#8217;energia che transita per quello stretto enormemente pi\u00f9 alta dell&#8217;Australia. Se Sydney \u00e8 preoccupata, Bruxelles dovrebbe essere in sala crisi.<\/p>\n<p>La vera partita che si sta giocando in questo agosto 2026 \u00e8 una competizione tra chi sta costruendo resilienza sistemica, diversificando rotte energetiche, hedge su valute, supply chain alternative, e chi invece sta aspettando che i mercati tornino alla &#8220;normalit\u00e0&#8221;. La normalit\u00e0 che aspettano non torner\u00e0, almeno non nella forma che conoscevano.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori italiani che mi leggono, i dati che vi servono per prendere decisioni migliori esistono gi\u00e0. Le banche centrali li pubblicano. Gli speech dei vice governatori li spiegano in modo abbastanza chiaro se li leggete con la giusta lente. Il problema non \u00e8 la disponibilit\u00e0 dell&#8217;informazione. \u00c8 la volont\u00e0 di incorporarla nelle decisioni operative prima che diventi crisi.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte sulla Politica Monetaria e Geopolitica<\/h2>\n<p><strong>D: La BCE seguir\u00e0 l&#8217;approccio della RBA includendo la geopolitica nelle sue valutazioni di politica monetaria?<\/strong><\/p>\n<p>R: Lane e Lagarde non hanno ancora esplicitato una menzione diretta di Hormuz, a differenza di Kent. Tuttavia, la BCE monitora i prezzi energetici come variabile cruciale. Il cambio di linguaggio dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, con particolare attenzione ai dati energetici e ai rischi di escalation nel Golfo.<\/p>\n<p><strong>D: Come dovrebbe una PMI italiana preparsi a scenari di politica monetaria condizionata dalla geopolitica?<\/strong><\/p>\n<p>R: Tre passi operativi. Primo, costruire scenari espliciti di rischio geopolitico nei piani finanziari a tre anni. Secondo, diversificare il finanziamento riducendo l&#8217;esposizione ai soli tassi variabili europei. Terzo, coprire i rischi di cambio su valute estere in modo attivo, non passivo.<\/p>\n<p><strong>D: Il mercato immobiliare australiano in contrazione rappresenta un anticipo di dinamiche europee?<\/strong><\/p>\n<p>R: S\u00ec, con un lag di 6-12 mesi. Canada, Nord Europa e alcune citt\u00e0 britanniche mostrano gi\u00e0 segnali analoghi. Le imprese con esportazioni verso questi mercati dovrebbero iniziare a ridimensionare le previsioni di domanda da ora.<\/p>\n<p><strong>D: Quale settore italiano trae pi\u00f9 beneficio dall&#8217;AI investment cycle che Kent identifica come resiliente?<\/strong><\/p>\n<p>R: Il segmento B2B della componentistica meccanica, impiantistica e infrastrutture fisiche per data center. Le opportunit\u00e0 sono concrete e anticipano il ciclo europeo di investimenti in AI.<\/p>\n<p><strong>D: Se Hormuz dovesse rimanere chiuso oltre i tempi previsti, quali saranno gli impatti sulla politica monetaria europea?<\/strong><\/p>\n<p>R: Pressione al rialzo sui prezzi energetici, inflazione core pi\u00f9 persistente, e probabilit\u00e0 di tassi BCE pi\u00f9 alti per pi\u00f9 tempo. L&#8217;impatto sui costi di finanziamento delle PMI potrebbe essere significativo e rapido.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte RBA e banche centrali anglofone:<\/strong> le prossime dichiarazioni del governatore Bullock dopo i dati mensili sull&#8217;inflazione australiana, eventuali ulteriori rialzi del cash rate RBA che segnalerebbero che il ciclo non \u00e8 chiuso, le mosse della Bank of Canada e della Bank of England, che operano in contesti immobiliari simili con analoghe pressioni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il differenziale di rendimento tra bond decennali australiani e americani come proxy del sentiment sul differenziale di politica monetaria, i prezzi del minerale di ferro come indicatore anticipatore dell&#8217;AUD, i risk premium sui mercati obbligazionari corporate europei, che restano storicamente bassi ma sono il segnale che cambier\u00e0 prima degli spread bancari ufficiali, il prezzo del greggio Brent come termometro diretto dello scenario Hormuz.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte AI e tecnologia:<\/strong> i prossimi risultati trimestrali dei grandi hyperscaler come Amazon, Microsoft e Google per capire se l&#8217;AI investment cycle ha ancora momentum oppure se i primi segnali di razionalizzazione stanno emergendo, gli ordini di macchinari e infrastrutture fisiche legate ai data center nei mercati europei, un indicatore anticipatore della domanda industriale per il made in Italy nel segmento B2B.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte BCE e policy europea:<\/strong> il prossimo aggiornamento del wage tracker BCE per il Q2 2026, atteso a settembre, eventuali dichiarazioni di Lane o Lagarde sul tema della geopolitica energetica come fattore condizionante della politica monetaria, che segnalerebbero un cambio di linguaggio significativo.<\/p>\n<h2>Il Costo del Silenzio delle Banche Centrali<\/h2>\n<p>Kent \u00e8 tornato nel suo ufficio a Sydney con la stessa calma con cui era salito sul palco. I mercati australiani hanno continuato a muoversi nei range attesi. Nessun allarme rosso, nessuna dichiarazione drammatica. Ma nelle parole di un vice governatore di banca centrale che cita Hormuz come condizione di scenario per la politica monetaria di un paese agli antipodi del Golfo Persico, c&#8217;\u00e8 una mappa del rischio sistemico globale che \u00e8 pi\u00f9 onesta di qualsiasi report di scenario che le imprese ricevono dai loro consulenti.<\/p>\n<p>La geopolitica non \u00e8 pi\u00f9 una variabile esterna da inserire in una nota a pi\u00e8 di pagina del piano industriale. \u00c8 entrata nelle funzioni di reazione delle banche centrali, nei modelli di prezzo delle obbligazioni, nei calcoli di hedging delle valute. Le imprese che la trattano ancora come un rumore di fondo da filtrare stanno costruendo i loro piani su un&#8217;assunzione che le banche centrali stesse hanno gi\u00e0 smesso di fare.<\/p>\n<p>Il piano di internazionalizzazione che non ha uno scenario geopolitico esplicito non \u00e8 un piano. \u00c8 un desiderio espresso in powerpoint.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sydney, 13 agosto 2026. In una sala convegni del quartiere finanziario australiano, il vice governatore della Reserve Bank of Australia Christopher Kent risponde con la calma di chi gestisce incendi sistemici da decenni. 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