{"id":1066,"date":"2026-08-14T19:04:49","date_gmt":"2026-08-14T18:04:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stretto-di-hormuz-il-conto-geopolitico-che-stai-gia-pagando"},"modified":"2026-08-14T19:04:49","modified_gmt":"2026-08-14T18:04:49","slug":"stretto-di-hormuz-il-conto-geopolitico-che-stai-gia-pagando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stretto-di-hormuz-il-conto-geopolitico-che-stai-gia-pagando","title":{"rendered":"Stretto di Hormuz, il conto geopolitico che stai gi\u00e0 pagando"},"content":{"rendered":"<p>Tel Aviv, 14 agosto 2026. La USS Abraham Lincoln naviga nel Golfo Persico da pi\u00f9 di 260 giorni. I suoi marinai hanno effettuato oltre 10.000 voli e sganciato 1,5 milioni di sterline di munizioni. Non \u00e8 un&#8217;esercitazione. \u00c8 un presidio permanente attorno a uno dei colli di bottiglia energetici pi\u00f9 densi del pianeta, mentre Teheran continua a ripetere che nessuna nave dovrebbe transitare lo Stretto di Hormuz senza il permesso delle sue forze armate.<\/p>\n<p><strong>La guerra per il controllo dello Stretto di Hormuz non \u00e8 una crisi in corso. \u00c8 la nuova infrastruttura del rischio globale. Chi non la tratta come tale nei propri calcoli finanziari sta gi\u00e0 pagando un costo che non ha ancora visto in bilancio.<\/strong><\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano o europeo, questa non \u00e8 cronaca militare. \u00c8 la struttura dei prezzi di tutto ci\u00f2 che si compra, si vende o si trasporta attraverso i mercati del Golfo e dell&#8217;energia globale. La domanda rilevante non \u00e8 chi vince la guerra narrativa tra Washington e Teheran: \u00e8 quanto ancora questa situazione pu\u00f2 reggere prima di produrre uno shock che ridisegna i parametri operativi delle imprese europee per i prossimi anni.<\/p>\n<p>Nella rubrica Finanza, Potere e Decisioni, leggiamo questa notizia per quello che \u00e8: un segnale di struttura, non un episodio isolato. Chi capisce la differenza tra volatilit\u00e0 di breve e precedente strutturale ha gi\u00e0 una mappa. Chi si ferma al titolo del giorno navigher\u00e0 senza bussola.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Otto Milioni di Barili al Giorno tra Due Rivendicazioni di Sovranit\u00e0<\/h2>\n<p>Il segretario all&#8217;Energia americano Chris Wright ha dichiarato pubblicamente, nelle ultime ore, che tra 8 e 9 milioni di barili al giorno transitano attualmente lo Stretto di Hormuz. Il dato non \u00e8 nuovo, ma il contesto in cui viene citato lo \u00e8: viene usato come argomento di controllo, non come descrizione di un flusso libero. Washington monitora ogni singola nave, sa quale rotta usa (la rotta meridionale attraverso le acque omanite o quella pi\u00f9 diretta) e sa cosa trasporta.<\/p>\n<p>Parallelamente, la Marina americana mantiene il blocco dei porti iraniani, operazione avviata ben prima di questo aggiornamento e ora alla prova della resistenza prolungata: 260 giorni in mare per il carrier strike group della Lincoln sono un dato operativo straordinario, che giustifica le preoccupazioni espresse dai familiari dei militari a bordo e da alcuni parlamentari americani. CENTCOM ha smentito le voci sulle condizioni a bordo, definendo certi resoconti &#8220;flat out false&#8221;. Il solo fatto che sia necessaria una smentita ufficiale dice qualcosa sulla tensione sistemica di questa operazione.<\/p>\n<p>L&#8217;Iran, dal canto suo, ha ribadito che nessuna nave dovrebbe tentare il transito senza autorizzazione preventiva delle sue forze armate. Non si tratta di una dichiarazione isolata: \u00e8 una postura che Teheran ripete da settimane, costruendo attorno ad essa una narrativa di sovranit\u00e0 che serve tanto al pubblico interno quanto alle trattative che si stanno svolgendo in parallelo. Secondo elaborazioni su dati EIA, circa il 20-21% del commercio petrolifero globale via mare passa per questo punto. Per il gas naturale liquefatto, la percentuale sale ulteriormente, coinvolgendo direttamente le esportazioni del Qatar verso l&#8217;Europa e l&#8217;Asia.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Settantasettesimo Giorno di uno Stallo che Non Ammette Stallo<\/h2>\n<p>La pressione militare americana sul Golfo Persico non \u00e8 iniziata ieri, ma nelle ultime 48 ore ha raggiunto una soglia comunicativa significativa: per la prima volta, un membro del Gabinetto americano ha usato numeri di traffico come argomento di potere in una dichiarazione pubblica. Significa che Washington sta uscendo dalla logica del silenzio operativo per entrare in una fase di pressione narrativa, probabilmente coordinata con qualche movimento negoziale non visibile.<\/p>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. A settembre si attendono nuovi round di trattative sull&#8217;accordo nucleare iraniano, e la storia recente insegna che le fasi pi\u00f9 aggressive nella retorica precedono sempre di qualche settimana le aperture negoziali riservate. \u00c8 un pattern documentato: si alzano i toni in pubblico per abbassarli al tavolo senza perdere la faccia. Questa lettura \u00e8 coerente con il fatto che la dichiarazione del Segretario Wright non conteneva minacce ma dati: non &#8220;vi fermeremo&#8221;, ma &#8220;sappiamo gi\u00e0 tutto di voi&#8221;. \u00c8 un segnale di negoziazione, non di escalation.<\/p>\n<p>Quattro mesi fa, Oman aveva gi\u00e0 tentato una mediazione informale sul transito delle rotte meridionali. Il risultato era stato un accordo tacito che aveva fatto scendere il premio assicurativo sulle rotte del Golfo di circa l&#8217;8% in due settimane. Quell&#8217;accordo regge ancora, ma sotto pressione crescente. La riapertura completa dello Stretto come canale neutro dipender\u00e0 da una trattativa pi\u00f9 ampia sul nucleare, e le due questioni, controllo dello Stretto e accordo nucleare, si sono nel frattempo saldate in un unico negoziato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: La Volatilit\u00e0 che Non Appare ancora sui Giornali Finanziari<\/h2>\n<p>Il petrolio si trova in questo momento in una posizione tecnica anomala: il prezzo spot \u00e8 relativamente contenuto rispetto alle aspettative di tre mesi fa, ma la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni a breve termine \u00e8 molto pi\u00f9 alta di quella implicita a lungo termine, la cosiddetta inversione della curva della volatilit\u00e0. \u00c8 il mercato che dice: sa che qualcosa accadr\u00e0 a breve, ma non sa cosa. Chi vende opzioni di copertura sta gi\u00e0 prezzando un evento di coda.<\/p>\n<p>Gli spread assicurativi sulle rotte del Golfo Persico, dopo il piccolo sollievo di maggio, sono tornati a livelli prossimi ai massimi del ciclo. La Joint War Committee di Lloyd&#8217;s ha classificato le acque adiacenti allo Stretto come zona ad alto rischio. Questo si traduce in premi tra l&#8217;1,5% e il 2,5% sul valore della nave, da sommare al costo base del viaggio. Per un carico di macchinari industriali di alto valore diretto negli Emirati, questo pu\u00f2 rappresentare tra i 40.000 e i 120.000 euro di costo aggiuntivo per spedizione rispetto a 18 mesi fa.<\/p>\n<p>Il dollaro si \u00e8 rafforzato nelle ultime settimane su euro e yen in modo progressivo, non brusco: non \u00e8 un flight-to-safety esplosivo ma un flusso strutturale verso la valuta della potenza militarmente dominante nel teatro pi\u00f9 critico per l&#8217;energia globale. La BCE, come emerge dalle comunicazioni di questa settimana, \u00e8 concentrata su dinamiche salariali interne e accessibilit\u00e0 al contante, non su scenario geopolitico. Il gap tra la priorit\u00e0 operativa che questo scenario richiede e la conversazione che si sta facendo a Francoforte \u00e8 visibile e preoccupante.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti per Chi Deve Decidere Adesso<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> La prima azione concreta riguarda la rinegoziazione delle clausole assicurative e delle lettere di credito documentarie per qualsiasi operazione che tocchi il Golfo Persico, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Iraq. Le banche corrispondenti locali hanno gi\u00e0 alzato i requisiti di collaterale per le LC in alcune piazze. Chi ha contratti in esecuzione con pagamento differito deve verificare se i termini includono clausole di forza maggiore legate al transito marittimo, e se la controparte ha la medesima lettura del rischio. I settori pi\u00f9 esposti nell&#8217;immediato sono quelli con forniture continue: macchinari a rate di consegna mensile, componentistica automotive destinata agli hub di assemblaggio del Golfo, e qualsiasi prodotto alimentare con shelf life stretta. Per questi operatori, la prossima settimana \u00e8 il momento di chiamare il proprio broker assicurativo, non tra un mese.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 una chiusura dello Stretto ma una sua amministrazione duale, in cui il transito avviene ma a condizioni negoziate informalmente tra potenze, con costi crescenti e imprevedibili per chi non ha n\u00e9 il tonnellaggio n\u00e9 le relazioni per accedere alle rotte preferenziali. In questo contesto, le aziende italiane che operano nel Golfo attraverso agenti locali si troveranno a dipendere dalla capacit\u00e0 di quegli agenti di navigare le relazioni politiche regionali, non solo quelle commerciali. Il distributore che lavora bene con l&#8217;ADNOC e con i ministeri degli Emirati avr\u00e0 un vantaggio di accesso che nessuna ottimizzazione logistica pu\u00f2 sostituire. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi ha gi\u00e0 costruito relazioni di secondo livello, non solo accordi di distribuzione standard.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che si sta creando \u00e8 questo: le rotte energetiche globali non sono pi\u00f9 infrastrutture neutre ma teatro di negoziazione permanente tra potenze militari. L&#8217;Europa importa circa il 15-18% del suo fabbisogno petrolifero dal Golfo e dipende in misura ancora maggiore dal GNL qatariota. Non ha strumenti propri di protezione delle rotte. Dipende dalla Marina americana, che protegge le rotte in cambio di allineamento politico, ovvero di acquisti militari, posizionamento diplomatico, e cessione di autonomia strategica. Per un&#8217;impresa italiana, questo significa che il costo dell&#8217;energia nei prossimi anni sar\u00e0 determinato non solo dalla domanda e dall&#8217;offerta ma dalla geometria delle alleanze militari. Chi costruisce oggi strutture di approvvigionamento energetico indipendenti dal vettore geopolitico, attraverso contratti a lungo termine con produttori che non passano per Hormuz, o attraverso investimenti in capacit\u00e0 rinnovabile propria, sta ridisegnando il proprio profilo di rischio strutturale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Industria manifatturiera e meccanica strumentale<\/strong><br \/>Le esportazioni italiane di macchinari verso i paesi del Golfo valgono circa 4,2 miliardi di euro annui (ICE, 2025). L&#8217;esposizione \u00e8 doppia: il rischio diretto sulle consegne e il rischio indiretto legato alla domanda, perch\u00e9 se i paesi del Golfo rallentano gli investimenti infrastrutturali per conservare liquidit\u00e0 in un contesto di incertezza, gli ordini calano prima ancora che si discuta di logistica. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nei contratti di manutenzione e assistenza post-vendita: chi ha gi\u00e0 installato macchinari nella regione pu\u00f2 costruire revenue ricorrente in valuta locale che non dipende da nuove spedizioni.<\/p>\n<p><strong>Settore energetico e impiantistica<\/strong><br \/>Le aziende italiane attive nella costruzione e manutenzione di impianti oil&#038;gas, un settore in cui l&#8217;Italia ha un posizionamento eccellente attraverso gruppi come Saipem e una miriade di fornitori di secondo livello, si trovano in una posizione paradossale. La tensione attorno a Hormuz aumenta il premio per chi sa operare in condizioni complesse, ma rallenta le decisioni di investimento dei committenti. Il risultato \u00e8 una compressione dei margini sui nuovi contratti e una valorizzazione dei contratti esistenti. Chi ha contratti pluriennali in essere \u00e8 al sicuro nel breve; chi \u00e8 in fase di gara deve mettere nel prezzo un buffer di rischio che i concorrenti asiatici spesso non prezzano.<\/p>\n<p><strong>Logistica, spedizioni e intermediazione commerciale<\/strong><br \/>\u00c8 il settore meno visibile ma tra i pi\u00f9 esposti, perch\u00e9 assorbe le inefficienze prima che si manifestino nei bilanci dei loro clienti. Gli spedizionieri italiani che operano sulle rotte del Golfo stanno gi\u00e0 applicando surcharge supplementari. Le aziende che usano intermediari non strutturati rischiano di scoprirlo a consegna avvenuta, con costi non preventivati. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta riguarda le rotte alternative: chi investe oggi nella comprensione operativa della rotta terrestre attraverso la Turchia e l&#8217;Iran settentrionale, o della rotta marittima alternativa via Capo di Buona Speranza per i carichi non urgenti, ha un vantaggio competitivo su chi usa solo le rotte standard.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e bevande<\/strong><br \/>L&#8217;esposizione \u00e8 meno ovvia ma concreta. Gli Emirati Arabi e l&#8217;Arabia Saudita sono tra i principali importatori europei di prodotti agroalimentari di qualit\u00e0: vino, formaggi, salumi, pasta premium. Questi prodotti viaggiano su navi con temperature controllate e hanno costi di shipping significativi. Un aumento del 30% nei premi assicurativi e nei tempi di transito pu\u00f2 rendere non conveniente la rotta del Golfo per ordini piccoli, spingendo verso una consolidazione degli ordini che favorisce i grandi operatori rispetto alle PMI che spediscono lotti ridotti. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nella diversificazione dei canali: il canale e-commerce diretto verso consumatori della diaspora italiana in UAE cresce a tassi a doppia cifra e non dipende dalla logistica marittima tradizionale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Soglie che Cambiano tutto<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation comunicativa che precede un incidente<\/strong><br \/>Il pattern attuale prevede dichiarazioni di controllo da entrambe le parti (USA e Iran) senza collisioni fisiche. Ma la storia dello Stretto insegna che gli incidenti avvengono quando la soglia di comunicazione si alza al punto che entrambe le parti non possono ritirare le dichiarazioni senza perdere credibilit\u00e0 interna. Un incidente, anche involontario, con una petroliera o con una nave militare, potrebbe far saltare in 72 ore tutti i calcoli di pricing che le imprese europee hanno fatto nelle ultime settimane.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Disallineamento tra la narrazione Fed e la realt\u00e0 del mercato energetico<\/strong><br \/>I discorsi recenti dei membri del board della Federal Reserve, incluso quello del governatore Cook di inizio agosto, mostrano un focus sulla stabilit\u00e0 dell&#8217;economia americana interna e sullo scenario alaskano, non sulle conseguenze geopolitiche della crisi del Golfo. Se l&#8217;energia continua a costare pi\u00f9 del previsto, l&#8217;inflazione americana non scender\u00e0 ai target e la Fed potrebbe dover mantenere tassi pi\u00f9 alti pi\u00f9 a lungo del consensus attuale. Per le aziende europee che si finanziano in dollari o che operano con clienti americani, questo \u00e8 un rischio di costo del capitale che non appare nei modelli standard.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Frammentazione silenziosa delle rotte assicurative<\/strong><br \/>Il rischio meno visibile \u00e8 la progressiva differenziazione tra le condizioni assicurative offerte a operatori di diverse nazionalit\u00e0. Le compagnie di riassicurazione stanno gi\u00e0 distinguendo tra rotte coperte da garanzie diplomatiche e rotte esposte. Un&#8217;impresa italiana che non ha un accordo quadro con una banca di primo livello per la copertura dei crediti export potrebbe scoprire che le polizze disponibili sul mercato aperto sono significativamente pi\u00f9 costose, o pi\u00f9 limitate, di quelle accessibili attraverso SACE o strutture equivalenti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte: Quello che Devi Sapere Adesso<\/h2>\n<p><strong>Quanto mi coster\u00e0 esportare nel Golfo da qui a sei mesi?<\/strong><br \/>I costi dipendono dalla merce e dalla rotta. Per macchinari verso gli Emirati, aspettati un aumento tra il 15% e il 30% rispetto ai prezzi di febbraio 2026, suddiviso tra premi assicurativi pi\u00f9 alti, ritardi nei tempi di transito e surcharge logistici. Se usi una lettera di credito, verifica anche se la banca locale ha alzato i requisiti di collaterale. Se pagamenti differiti, controlla il tasso di cambio e la validit\u00e0 della clausola di forza maggiore nei tuoi contratti.<\/p>\n<p><strong>Che rotta mi conviene usare?<\/strong><br \/>Se il carico non \u00e8 urgente, la rotta di Capo di Buona Speranza aggiunge 10-14 giorni ma elimina il rischio Hormuz. Il costo logistico netto potrebbe essere simile o anche inferiore se consideri i premi assicurativi evitati. Se il carico \u00e8 urgente o il prodotto ha shelf life stretta, negozia con un broker per una polizza parametrica sul Golfo, che ha costi minori di quelle tradizionali e copre specifici scenari di blocco. Non affidarti a intermediari che non hanno contatti diretti con le banche di primo livello e SACE.<\/p>\n<p><strong>Come faccio a sapere se il mio agent locale nel Golfo sta navigando bene questa situazione?<\/strong><br \/>Chiedi al tuo agent: quali rotte sta usando, quali assicurazioni ha attivato, se ha ridotto il volume di ordini da ordinare a causa del rischio di transito. Se risponde che &#8220;tutto procede normalmente&#8221; senza menzionare i surcharge e le clausole di forza maggiore, probabilmente non sta facendo una lettura strategica della situazione. Contatta direttamente la banca corrispondente locale e verifica che i termini di credito che ti offre rispecchino lo stato attuale, non quelli di tre mesi fa.<\/p>\n<p><strong>Devo ridurre il mio export nel Golfo?<\/strong><br \/>Non necessariamente. La domanda dei paesi del Golfo per prodotti di qualit\u00e0 continua. Quello che cambia \u00e8 il costo di transazione e la durata delle negoziazioni. Chi sa operare con agenti che hanno relazioni di secondo livello con i ministeri regionali e con l&#8217;ADNOC ha una vantaggio netto. Chi usa solo distributori commerciali standard pagher\u00e0 un prezzo pi\u00f9 alto per accedere agli stessi volumi. La scelta non \u00e8 ridurre, ma ristrutturare i canali e il pricing per incorporare il rischio geopolitico.<\/p>\n<p><strong>Quanto influisce tutto questo sulla mia filiera di approvvigionamento energetico?<\/strong><br \/>Molto, anche se indirettamente. Se una parte significativa dei tuoi costi energetici dipende da energia acquistata sul mercato spot europeo, quella energia riflette gi\u00e0 i premi di rischio Golfo. Il prezzo che paghi oggi per l&#8217;energia \u00e8 pi\u00f9 alto di quello che pagheresti in uno scenario di Stretto completamente libero. Se puoi sottoscrivere contratti a lungo termine con fornitori di energia rinnovabile o con fornitori che accedono a gas attraverso rotte alternative (Azerbaigian, Nord Africa), fallo prima che altri lo facciano e i prezzi salgano ulteriormente.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>La notizia di oggi, il segretario all&#8217;Energia americano che elenca quante navi passano per Hormuz e quale rotta usano, \u00e8 in apparenza una dichiarazione di forza militare. Per me \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 interessante: \u00e8 la prima volta in questo ciclo che un membro del gabinetto americano usa il dato di traffico come strumento di pressione pubblica. Non dice &#8220;vi fermiamo&#8221;: dice &#8220;vi osserviamo&#8221;. \u00c8 una mossa da tavolo negoziale, non da teatro militare.<\/p>\n<p>Quello che vedo in questa dinamica \u00e8 uno scambio in corso tra Washington e Teheran che non passa per le dichiarazioni pubbliche. L&#8217;Iran alza la retorica sulla sovranit\u00e0 dello Stretto, gli USA rispondono con i numeri del transito quotidiano: entrambi stanno mandando segnali alla propria base interna mentre mantengono, nell&#8217;ombra, canali aperti. Il fatto che Oman sia rimasto fuori dalla narrazione di questa settimana, pur essendo il paese che fisicamente confina con la rotta alternativa, dice che la mediazione informale che aveva caratterizzato i mesi precedenti \u00e8 in pausa, probabilmente in attesa di un cambio di fase negoziale.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa in tutto questo \u00e8 strutturalmente assente. La BCE parla di cash payments e accessibilit\u00e0 del digital euro. Bruxelles non ha uno strumento militare di proiezione nel Golfo e dipende, per la protezione delle sue rotte energetiche, dalla stessa Marina americana che \u00e8 anche il principale concorrente geopolitico della Cina, con cui l&#8217;Europa intreccia commercio per centinaia di miliardi. \u00c8 un paradosso che molti analisti nominano ma pochi istituzionalizzano: la protezione delle rotte energetiche europee \u00e8 un servizio offerto da una potenza che ha anche interessi divergenti da quelli europei su dazi, commercio, tecnologia.<\/p>\n<p>La lezione operativa per gli imprenditori \u00e8 questa: non affidare la stabilit\u00e0 del vostro piano export a una infrastruttura che non controllate e che nessuno in Europa controlla. I dati che vi servono per decidere esistono e sono accessibili, dai premi assicurativi Lloyd&#8217;s ai report CENTCOM, dai tracker di traffico marittimo alle posizioni delle portaerei in tempo reale. Il problema non \u00e8 la mancanza di informazione: \u00e8 la mancanza dell&#8217;abitudine a usarla prima che diventi emergenza.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del negoziato Iran-USA:<\/strong> Qualsiasi dichiarazione del ministero degli Esteri omanita o qatariota, perch\u00e9 quando Muscat o Doha parlano di &#8220;dialogo costruttivo&#8221; senza specificare i contenuti, significa che i canali informali si sono riattivati. \u00c8 il segnale pi\u00f9 affidabile che una de-escalation \u00e8 in corso.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del traffico marittimo:<\/strong> Monitorare i dati settimanali di MarineTraffic e Kpler sul numero di petroliere VLCC che optano per la rotta di Capo di Buona Speranza invece di Hormuz. Se questo numero supera il 15% del traffico normale, il mercato sta prezzando un blocco imminente, indipendentemente da ci\u00f2 che dicono le cancellerie.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Il differenziale tra il prezzo del Brent e del Dubai Crude \u00e8 l&#8217;indicatore pi\u00f9 diretto del premio di rischio Golfo. Se questo spread si allarga oltre i 4 dollari al barile in modo sostenuto, i raffinatori europei inizieranno a cercare fonti alternative, con effetti a cascata sui prezzi industriali. Tenere d&#8217;occhio anche la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni a 30 giorni sul petrolio: quando supera 40%, il mercato sta comprando protezione da un evento binario.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della politica monetaria:<\/strong> I prossimi discorsi di Powell e del consiglio della Fed a settembre. Se emerger\u00e0 una revisione al rialzo delle proiezioni di inflazione, legata esplicitamente all&#8217;energia, il costo del dollaro salir\u00e0 e le condizioni di finanziamento per le imprese europee con esposizione in valuta americana si deterioreranno in modo non graduale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte assicurativo e del credito export:<\/strong> La prossima revisione della lista Joint War Committee di Lloyd&#8217;s (prevista a fine agosto) e le condizioni offerte da SACE sul mercato iraniano e dei paesi limitrofi. Qualsiasi modifica nelle coperture disponibili \u00e8 un indicatore anticipatore pi\u00f9 affidabile dei telegiornali.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Partita che Si Gioca Sotto lo Stretto<\/h2>\n<p>Si torna alla USS Abraham Lincoln: 260 giorni in mare, 1,5 milioni di sterline di munizioni. Non \u00e8 un d\u00e9ployment temporaneo. \u00c8 un presidio che ha ridefinito la normale operativit\u00e0 del Golfo come qualcosa che richiede protezione attiva, non si d\u00e0 per scontata.<\/p>\n<p>Per le imprese europee, questo cambia la topografia del rischio in modo permanente. Non si tratta di aspettare che la tensione scenda per tornare a operare come prima. Si tratta di capire che &#8220;come prima&#8221; non esiste pi\u00f9: il Golfo \u00e8 un mercato che ora viene con un prezzo geopolitico incorporato, e quel prezzo va messo nel calcolo di ogni contratto, ogni spedizione, ogni lettera di credito.<\/p>\n<p>La notizia del giorno recita &#8220;chi controlla Hormuz&#8221;: ma la vera domanda per un imprenditore italiano non \u00e8 chi vince questa partita militare. \u00c8 quanto di quella partita si riflette gi\u00e0 nel suo prossimo preventivo di export.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tel Aviv, 14 agosto 2026. 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