{"id":1120,"date":"2026-08-25T19:03:45","date_gmt":"2026-08-25T18:03:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/dazi-canada-2026-cosa-cambia-per-la-supply-chain"},"modified":"2026-08-25T19:03:45","modified_gmt":"2026-08-25T18:03:45","slug":"dazi-canada-2026-cosa-cambia-per-la-supply-chain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/dazi-canada-2026-cosa-cambia-per-la-supply-chain","title":{"rendered":"Dazi Canada 2026: cosa cambia per la supply chain"},"content":{"rendered":"<p>Ottawa, 25 agosto 2026. In un capannone industriale alla periferia della capitale canadese, quattro ministri si alternano al microfono davanti ai lavoratori dell&#8217;Ideal Roofing, azienda fondata nel 1929 che produce coperture in acciaio e d\u00e0 lavoro a 350 persone. Il palco \u00e8 volutamente operaio, il messaggio volutamente simbolico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che il governo Carney ha annunciato questa mattina non \u00e8 una risposta commerciale. \u00c8 una dichiarazione di dottrina economica: il Canada ha deciso che dipendere dagli Stati Uniti non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;opzione strategica accettabile.<\/p>\n<p>E per chi guida un&#8217;azienda europea con catene di fornitura, clienti o partner nordamericani, questa dichiarazione cambia alcune coordinate fondamentali. Non domani. Oggi.<\/p>\n<p>Il commercio transatlantico non \u00e8 uno sfondo neutro su cui si svolge la vostra attivit\u00e0. \u00c8 uno dei terreni di gioco pi\u00f9 instabili degli ultimi decenni, e la partita tra Washington e Ottawa che si \u00e8 definitivamente rotta la scorsa settimana ridisegna, silenziosamente, anche le opportunit\u00e0 che l&#8217;Europa ha davanti a s\u00e9.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: 7,5 Miliardi di Dollari e una Guerra Commerciale che Cambia Fase<\/h2>\n<p>Il 22 agosto 2026, l&#8217;amministrazione Trump ha imposto dazi del 50% su circa 28 miliardi di dollari di esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti. Nella giornata di oggi, Ottawa ha risposto con controdazi speculari: 50%, 25% o 15% su 27,6 miliardi di dollari di importazioni americane, efficaci dal prossimo 8 settembre.<\/p>\n<p>La lista colpisce acciaio e derivati, alluminio, elettrodomestici, prodotti alimentari e bevande. I dazi sull&#8217;automotive restano al 25%, gi\u00e0 in vigore prima del fallimento dei negoziati della scorsa settimana.<\/p>\n<p>Accanto alle contromisure tariffarie, il governo canadese ha annunciato un pacchetto di sostegno da 7,5 miliardi di dollari articolato in tre linee operative: 3 miliardi attraverso le agenzie di sviluppo regionale, con accesso a prestiti a fondo perduto fino a 3 milioni per le piccole imprese con ricavi superiori al milione e prestiti senza interessi fino a 2 milioni; 500 milioni attraverso la Business Development Corporation con linee di credito tra 250.000 e 5 milioni, senza rimborso del capitale per 36 mesi; 2 miliardi attraverso il Canada Strong Diversification Fund per le imprese medie e grandi. Sul fronte lavoro, 3,5 miliardi aggiuntivi su quattro anni per estendere le misure di Employment Insurance, con l&#8217;accesso ai benefici immediato dalla data del licenziamento, 20 settimane aggiuntive per i lavoratori di lungo periodo, e un nuovo programma di work-sharing che consente la riduzione dell&#8217;orario fino a due giorni settimanali con copertura EI al 70% delle giornate non lavorate e un bonus formazione di 1.000 dollari per dipendente.<\/p>\n<p>Il Canada entra in questo scontro con il rapporto debito netto\/PIL pi\u00f9 basso del G7, il secondo tasso di crescita economica previsto tra le maggiori economie sviluppate, e un rating AAA condiviso solo con la Germania. Sono numeri che non vanno letti come rassicurazioni, ma come indicatori della capacit\u00e0 di tenuta canadese in uno scontro che, nelle parole della ministra Jolie, &#8220;non accetteremo mai un accordo sfavorevole, n\u00e9 ora n\u00e9 mai.&#8221;<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: La Settimana in cui il Negoziato \u00c8 Morto<\/h2>\n<p>Per comprendere il timing, \u00e8 necessario capire cosa \u00e8 accaduto negli ultimi sette giorni. I negoziati tra Ottawa e Washington, condotti dalla ministra Leblan e dalla negoziatrice Janice Sharet, si sono conclusi senza accordo la scorsa settimana. Le condizioni proposte dagli Stati Uniti includevano, secondo quanto dichiarato dai ministri canadesi, limitazioni alla sovranit\u00e0 del Canada nella stipula di accordi commerciali con paesi terzi, ovvero una clausola che avrebbe impedito a Ottawa di stringere accordi con Cina, India o altri partner senza il consenso di Washington.<\/p>\n<p>Questa clausola era, nei fatti, una richiesta di subordinazione strategica mascherata da negoziato commerciale. \u00c8 la vera partita che si stava giocando, non i dazi sul legno o sull&#8217;acciaio.<\/p>\n<p>Il Canada ha detto no, e il 22 agosto sono arrivati i dazi punitivi al 50%. La risposta di oggi segna il passaggio da una fase di negoziazione a una fase di posizionamento strutturale. Ottawa non sta pi\u00f9 cercando di convincere Washington: sta costruendo le condizioni per fare a meno di Washington, o almeno per ridurne il peso relativo. Il ministro Champagne incontrer\u00e0 domani il ministro delle finanze dell&#8217;India, quinta economia mondiale con 1,4 miliardi di potenziali consumatori. Non \u00e8 un caso di calendario. \u00c8 un segnale.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Acciaio, Dollaro Canadese e la Ridefinizione dei Flussi<\/h2>\n<p>I mercati obbligazionari hanno risposto con relativa calma all&#8217;annuncio di questa mattina, proprio perch\u00e9 il Canada entra nella crisi con spazio fiscale genuino. Il dollaro canadese ha registrato volatilit\u00e0 contenuta: la chiarezza della risposta governativa ha in parte gi\u00e0 prezzato lo scenario.<\/p>\n<p>L&#8217;acciaio \u00e8 il segnale pi\u00f9 rilevante da monitorare. I dazi canadesi all&#8217;acciaio americano al 50% creeranno pressione sui produttori di acciaio statunitensi che esportavano verso il mercato canadese, aprendo potenzialmente spazio per fornitori europei in un mercato nordamericano che si sta riorganizzando. Non \u00e8 uno scenario certo, ma \u00e8 uno spazio che si apre.<\/p>\n<p>Sul fronte energetico, le dichiarazioni di oggi confermano che il Canada sta accelerando la diversificazione delle esportazioni di GNL verso l&#8217;Asia, con intese gi\u00e0 avviate con operatori tedeschi. Questo \u00e8 un segnale strutturale, non spot: l&#8217;architettura energetica nordatlantica si sta ridisegnando, e l&#8217;Europa \u00e8 uno dei destinatari alternativi che Ottawa sta corteggiando attivamente. La BCE, intanto, ha pubblicato questa settimana dati che confermano come le aspettative dei consumatori europei restino fragili, con Philip Lane che in un recente intervento ha analizzato l&#8217;impatto della spesa per la difesa sull&#8217;economia dell&#8217;area euro. Due segnali che si toccano: l&#8217;Europa ha bisogno di energia affidabile e di partner commerciali stabili. Il Canada si propone su entrambi i fronti.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> le catene di fornitura che passano per il Nord America devono essere verificate con urgenza. Se avete componenti o materie prime che transitano tra Canada e Stati Uniti, o se acquistate acciaio e alluminio da fornitori americani che a loro volta si rifornivano in Canada, la struttura dei costi \u00e8 gi\u00e0 cambiata. I controdazi canadesi del 50% sull&#8217;acciaio americano non riguardano direttamente le vostre importazioni dall&#8217;Europa, ma ridisegnano i prezzi di riferimento globali e creano pressioni a valle su chi acquista semilavorati. Verificate oggi stesso se i vostri fornitori americani hanno esposizione canadese.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> il Canada sta cercando partner commerciali alternativi agli USA con urgenza genuina. La ministra Jolie ha parlato esplicitamente di &#8220;Canada come partner di scelta per investimenti, commercio e sicurezza.&#8221; Per un&#8217;azienda italiana che produce macchinari per la manifattura, impianti industriali, soluzioni per l&#8217;edilizia o tecnologie per l&#8217;energia, il mercato canadese diventa pi\u00f9 permeabile oggi di quanto non fosse sei mesi fa. La pressione politica a comprare canadese si traduce anche in preferenza per fornitori non americani. Il &#8220;non made in USA&#8221; \u00e8 diventato un vantaggio competitivo in Canada. Chi \u00e8 gi\u00e0 presente o ha distributori attivi ha una finestra di opportunit\u00e0 che non rester\u00e0 aperta indefinitamente.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18 mesi e oltre):<\/strong> il precedente strutturale che si sta costruendo \u00e8 quello di un sistema commerciale nordatlantico bipolare, dove Canada e Europa gravitano verso un asse diverso da quello Washington-centrico. Il Canada che accelera su LNG verso l&#8217;Asia, che negozia con l&#8217;India, che corteggia i partner europei sull&#8217;energia, \u00e8 un paese che sta ridefinendo la propria identit\u00e0 commerciale. Per le PMI italiane, questo significa che la diversificazione geografica non \u00e8 pi\u00f9 una raccomandazione prudenziale: \u00e8 la conseguenza logica di un sistema in cui l&#8217;alleato storico diventa un rischio geopolitico.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Acciaio, metalli e componentistica industriale.<\/strong> L&#8217;esposizione pi\u00f9 diretta riguarda chi acquista semilavorati in acciaio o alluminio con catena di fornitura nordamericana. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 meno ovvia: i produttori europei di acciaio e alluminio potrebbero trovare spazio nel mercato canadese dove i prodotti americani diventano meno competitivi dopo i controdazi. Chi ha gi\u00e0 certificazioni per il mercato nordamericano dovrebbe verificare con urgenza se i propri agenti in Canada stanno leggendo questa opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e impianti per la manifattura.<\/strong> L&#8217;Ideal Roofing che ha ospitato la conferenza stampa di oggi ha appena ricevuto 700.000 dollari canadesi per investire in macchinari avanzati. Quel programma da 7,5 miliardi genera domanda di tecnologia industriale. Le PMI italiane del comparto macchinari sono strutturalmente posizionate per rifornire questo tipo di domanda. Il rischio \u00e8 non saperlo, o scoprirlo quando i contratti sono gi\u00e0 stati assegnati ad altri.<\/p>\n<p><strong>Energia e infrastrutture.<\/strong> Il Canada sta investendo massicciamente in LNG, infrastrutture portuali, cantieri navali, grandi opere. Il governo Carney ha citato Churchill Falls, ha annunciato investimenti nella cantieristica. Si tratta di un ciclo di spesa pubblica in settori dove l&#8217;eccellenza italiana in ingegneria e costruzioni ha track record consolidato. La domanda operativa \u00e8: avete qualcuno che monitora le gare d&#8217;appalto canadesi?<\/p>\n<p><strong>Retail, distribuzione e beni di consumo.<\/strong> La campagna &#8220;buy Canadian&#8221; lanciata oggi con forza dai ministri non \u00e8 solo retorica. Le associazioni di dettaglianti canadesi sono gi\u00e0 state mobilitate per valorizzare l&#8217;origine dei prodotti sugli scaffali. Chi produce beni di consumo di fascia media o premium e vende negli Stati Uniti potrebbe vedere dinamiche di rerouting nei prossimi mesi, mentre chi \u00e8 gi\u00e0 presente in Canada con un brand riconoscibile ha una protezione naturale in questo contesto.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Fratture Silenziose<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio, l&#8217;escalation automobilistica:<\/strong> i dazi sull&#8217;automotive restano al 25%, ma Trump ha minacciato esplicitamente un aumento. L&#8217;automotive nordamericano \u00e8 integrato su scala continentale: una Mustang ha componenti canadesi, una Honda prodotta in Ontario ha parti americane. Un&#8217;escalation su questo fronte avrebbe effetti a catena sulla componentistica europea che serve questi stabilimenti, con tempistiche impossibili da prevedere ma con probabilit\u00e0 crescente nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio, la clausola sovranit\u00e0 commerciale:<\/strong> Washington ha chiesto al Canada di limitare la propria libert\u00e0 di stringere accordi con paesi terzi. Ottawa ha rifiutato. Ma questa stessa logica \u00e8 gi\u00e0 presente, in forme diverse, nelle trattative USA-UE. Se Washington inizia a inserire clausole analoghe nelle negoziazioni con Bruxelles, il perimetro commerciale europeo si restringe in modo strutturale. Questo non \u00e8 uno scenario speculativo: \u00e8 la direzione che l&#8217;amministrazione Trump sta testando su Ottawa prima di applicarla su scala pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio, la pressione sui fornitori di secondo livello:<\/strong> il pacchetto canadese da 7,5 miliardi copre principalmente le imprese canadesi. Ma i fornitori europei che lavorano in subappalto con aziende nordamericane esposte ai dazi non hanno accesso a quei fondi e assorbono la pressione sui margini in silenzio. Se non avete mappato chi nella vostra catena di fornitura ha esposizione al commercio Canada-USA, state gestendo un rischio che non vedete.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sui Dazi Canada e la Supply Chain<\/h2>\n<p><strong>Come impatta direttamente sui costi delle mie importazioni il nuovo regime di dazi Canada-USA?<\/strong><br \/>Se importate acciaio o alluminio dall&#8217;America, il vostro costo di riferimento risente gi\u00e0 della volatilit\u00e0. I controdazi canadesi al 50% comprimono la disponibilit\u00e0 di acciaio nordamericano, spingendo i prezzi globali verso l&#8217;alto. Fornitori europei e asiatici diventano meno svantaggiosi al confronto. L&#8217;impatto \u00e8 immediato sui margini: la vostra materia prima costa pi\u00f9 di prima, anche se non arriva direttamente dal Canada.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la finestra di opportunit\u00e0 reale per esportare verso il Canada da qui ai prossimi 18 mesi?<\/strong><br \/>Il Canada sta cercando fornitori alternativi agli USA con pressione politica genuina. Se siete presenti nel settore macchinari, energia, costruzioni o acciaio, avete 6-8 mesi per entrare nella conversazione prima che i mercati si stabilizzino su fornitori nuovi. Dopo il primo anno, le relazioni si cristallizzano. Chi aspetta che &#8220;le cose si normalizzino&#8221; trover\u00e0 porte gi\u00e0 chiuse.<\/p>\n<p><strong>Come verificare se i miei fornitori americani hanno esposizione canadese che mi riguarda?<\/strong><br \/>Fate domande dirette: dove acquistano i vostri fornitori materie prime o semilavorati? Se la risposta include il Canada, avete una vulnerabilit\u00e0 diretta. Chiedete una mappa della supply chain a tre livelli, non una. Sapete chi usa i vostri fornitori, ma non sapete chi usa chi.<\/p>\n<p><strong>I dazi sull&#8217;automotive al 25% possono aumentare ulteriormente?<\/strong><br \/>S\u00ec, Trump l&#8217;ha minacciato esplicitamente. Se accade, la dislocazione nella componentistica europea che serve gli impianti nordamericani sar\u00e0 devastante e improvvisa. Non aspettate: iniziate a diversificare adesso i vostri clienti nel settore automotive, non quando l&#8217;escalation \u00e8 confermata.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa concretamente il Canada Strong Diversification Fund per chi esporta dall&#8217;Italia?<\/strong><br \/>Significa che il governo canadese metter\u00e0 2 miliardi direttamente nelle imprese medie e grandi per investire in nuovi fornitori e tecnologie. Se avete tecnologia che aiuta una fabbrica canadese a diventare pi\u00f9 efficiente, pi\u00f9 moderna, meno dipendente dagli input americani, siete la risposta che cercano. Il capitale \u00e8 disponibile. Il problema \u00e8 che i canadesi non sanno ancora dove trovarvi.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che ho visto oggi nella conferenza stampa di Ottawa mi ha colpito per una ragione precisa: la qualit\u00e0 del framing strategico. Non era una conferenza stampa difensiva. Era il lancio di una dottrina.<\/p>\n<p>Il Canada sta travestendo da risposta tariffaria quello che \u00e8 in realt\u00e0 un processo di riposizionamento identitario. &#8220;Piano A \u00e8 sempre stato costruire il Canada,&#8221; ha detto la ministra Jolie. Non \u00e8 retorica: \u00e8 la descrizione di un cambiamento di paradigma in cui la dipendenza commerciale dagli Stati Uniti viene riclassificata da vantaggio strutturale a vulnerabilit\u00e0 sistemica.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 esattamente la conversazione che l&#8217;Europa non riesce a fare su se stessa. Abbiamo imprenditori italiani che esportano verso gli USA senza un piano B, dipendenze energetiche che stiamo cercando di risolvere in emergenza dopo decenni di sottovalutazione, e una capacit\u00e0 di risposta istituzionale che ancora misura i propri tempi in anni quando i mercati si muovono in settimane.<\/p>\n<p>Il calcolo strategico di Ottawa \u00e8, paradossalmente, un&#8217;opportunit\u00e0 per le imprese europee. Il Canada ha bisogno di fornitori alternativi agli USA, ha spazio fiscale per investire, e sta attivamente corteggiando partner europei sull&#8217;energia. Il punto \u00e8 che questa finestra non \u00e8 permanente: il mercato canadese si riorganizza adesso, e chi arriva tra sei mesi trover\u00e0 posizioni gi\u00e0 occupate.<\/p>\n<p>La lezione operativa che porto via dall&#8217;analisi di oggi \u00e8 questa: ogni volta che due grandi player si scontrano, creano spazi laterali che i pi\u00f9 agili occupano prima che lo scontro si risolva. Non serve aspettare la fine della guerra commerciale per decidere dove posizionarsi. Serve capire dove si apre lo spazio mentre la battaglia \u00e8 ancora in corso.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte canadese:<\/strong> la pubblicazione della lista completa dei prodotti colpiti dai controdazi il prossimo 8 settembre, i dettagli operativi del Canada Strong Diversification Fund per le imprese medie e grandi, l&#8217;esito dell&#8217;incontro tra il ministro Champagne e il ministro delle finanze indiano domani, qualsiasi annuncio sulla cantieristica navale dopo le anticipazioni di ieri.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> eventuali executive order sull&#8217;automotive, la ministra Jolie ha precisato che i dazi attuali restano al 25% ma le minacce sono esplicite, la risposta politica interna negli stati americani pi\u00f9 colpiti dalle contromisure canadesi, eventuali nuove trattative che potrebbero riaprirsi dopo le elezioni di met\u00e0 mandato.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il dollaro canadese come indicatore di fiducia nella tenuta dell&#8217;economia, i prezzi dell&#8217;acciaio europeo come segnale di domanda indiretta dal riposizionamento nordamericano, gli spread sul debito sovrano canadese come misura della credibilit\u00e0 fiscale dichiarata dal ministro Champagne.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte multilaterale:<\/strong> i negoziati Canada-India che si aprono questa settimana, le trattative CETA e le posizioni europee sui dazi americani nel G20 di finanza che si riunisce questo fine settimana, qualsiasi movimento sull&#8217;LNG canadese verso l&#8217;Europa dopo i segnali tedeschi di interesse.<\/p>\n<h2>Il Capannone di Ottawa e la Partita che Si Gioca Altrove<\/h2>\n<p>Tornando all&#8217;Ideal Roofing di questa mattina: una fabbrica fondata nel 1929, l&#8217;anno peggiore del Novecento economico, che arriva al 2026 con 350 lavoratori e un governo che le porta quattro ministri a fare campagna sul suo pavimento industriale. C&#8217;\u00e8 qualcosa di deliberatamente simbolico in quella scelta.<\/p>\n<p>Il messaggio che Ottawa ha voluto inviare oggi non era solo per i canadesi. Era per Washington, che deve capire che il Canada ha la capacit\u00e0 politica e fiscale di resistere. Era per i mercati, che devono vedere uno stato che agisce con metodo e non in preda al panico. E, indirettamente, era per i partner commerciali alternativi, inclusa l&#8217;Europa, che devono capire che il Canada \u00e8 disponibile a ridefinire le proprie alleanze economiche su basi nuove.<\/p>\n<p>La dinamica di potere reale in questa vicenda \u00e8 semplice: Washington ha provato a comprare la subordinazione strategica canadese in cambio di accesso commerciale. Ottawa ha rifiutato perch\u00e9 il prezzo era la perdita di autonomia nelle relazioni con il resto del mondo, inclusa l&#8217;Europa. Quel rifiuto crea uno spazio che l&#8217;Europa, raramente capace di muoversi con rapidit\u00e0, ha l&#8217;opportunit\u00e0 di occupare.<\/p>\n<p>Aspettare che la guerra commerciale si risolva prima di decidere dove posizionarsi non \u00e8 prudenza: \u00e8 lasciare che siano altri a scegliere per voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottawa, 25 agosto 2026. In un capannone industriale alla periferia della capitale canadese, quattro ministri si alternano al microfono davanti ai lavoratori dell&#8217;Ideal Roofing, azienda fondata nel 1929 che produce coperture in acciaio e d\u00e0 lavoro a 350 persone. Il palco \u00e8 volutamente operaio, il messaggio volutamente simbolico. 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