{"id":1181,"date":"2026-09-08T19:03:54","date_gmt":"2026-09-08T18:03:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/guerra-commerciale-usa-canada-effetti-su-export-italiano"},"modified":"2026-09-08T19:03:54","modified_gmt":"2026-09-08T18:03:54","slug":"guerra-commerciale-usa-canada-effetti-su-export-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/guerra-commerciale-usa-canada-effetti-su-export-italiano","title":{"rendered":"Guerra Commerciale USA Canada: Effetti su Export Italiano"},"content":{"rendered":"<p>Ottawa, 8 settembre 2026. Nelle ultime ore il governo canadese ha dato esecuzione a ci\u00f2 che Washington aveva creduto fosse un bluff: venti miliardi di dollari in tariffe su merci americane, con punte al 50% su acciaio, alluminio, prodotti lattiero-caseari e abbigliamento. I negoziati commerciali tra i due paesi sono collassati il mese scorso senza accordo, e ora la risposta canadese \u00e8 calibrata nei minimi dettagli, settore per settore, Stato per Stato, in vista delle elezioni di midterm americane. Questo non \u00e8 un incidente diplomatico. \u00c8 una guerra commerciale tra i due maggiori partner bilaterali del pianeta, condotta con la precisione di un chirurgo che conosce le anatomie del paziente avversario.<\/p>\n<p><em>La vera domanda non \u00e8 chi vincer\u00e0 questa guerra. \u00c8 quanti margini stai bruciando mentre aspetti che finisca.<\/em><\/p>\n<p>Per un&#8217;impresa italiana che esporta verso il Nord America, o che acquista componenti da filiere nordamericane, quello che sta accadendo ai confini del 49\u00b0 parallelo non \u00e8 uno spettacolo lontano. \u00c8 una riconfigurazione in corso delle supply chain continentali. Questa riconfigurazione ridisegna i flussi di costo, le capacit\u00e0 produttive e le opportunit\u00e0 di ingresso in mercati oggi sotto pressione. Chi legge i segnali deboli in questo momento ha un vantaggio strutturale su chi aspetta il comunicato dell&#8217;associazione di categoria.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Anatomia di una Ritorsione Calibrata<\/h2>\n<p>I dati entrati in vigore nelle ultime ore disegnano un quadro preciso. Il Canada ha attivato tariffe su circa 20 miliardi di dollari di merci americane, con un&#8217;aliquota base tra il 15% e il 20% e punte al 50% su acciaio e alluminio. Sono colpiti anche prodotti lattiero-caseari, attrezzature agricole, elettronica, carta e grandi elettrodomestici. L&#8217;industria del miele americano \u00e8 esposta con tariffe al 50%, nonostante il Canada rappresenti appena il 2% delle importazioni americane del settore, un dato che rende la misura palesemente simbolica sul piano economico e brutalmente precisa su quello politico.<\/p>\n<p>La proporzione \u00e8 significativa: i 20 miliardi colpiti rappresentano meno del 10% di quanto il Canada acquista annualmente dagli Stati Uniti, ma la selezione dei settori non \u00e8 casuale. Ottawa ha dichiarato esplicitamente di aver progettato le tariffe in modo da massimizzare l&#8217;impatto elettorale, prendendo di mira industrie localizzate in Stati con alta sensibilit\u00e0 politica per il midterm americano. Nel frattempo, Washington ha risposto con la minaccia di vietare la vendita di aerei Bombardier nel mercato americano, un&#8217;industria strategica per il Qu\u00e9bec, e con la beffa simbolica della ridenominazione del Lago Ontario in &#8220;Lake America&#8221;.<\/p>\n<p>Il Canada \u00e8 il primo acquirente estero per la maggior parte degli Stati americani. Questa simmetria rende la guerra commerciale tra i due paesi strutturalmente diversa da qualsiasi altra: non ci sono veri vincitori, solo gradi diversi di perdita condivisa. La National Honey Board americana, le acciaierie dell&#8217;Ohio, i produttori di elettrodomestici del Midwest: tutti stanno adesso ricalcolando i propri modelli di domanda con una variabile nuova e scomoda.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing di una Crisi Architettata<\/h2>\n<p>Questa escalation non \u00e8 improvvisa. I negoziati tra Washington e Ottawa sono collassati nel mese di agosto, dopo settimane di trattative che avevano alimentato l&#8217;aspettativa, soprattutto nel settore privato canadese, di un accordo dell&#8217;ultimo minuto. La scelta di Ottawa di procedere comunque non \u00e8 solo una risposta alle tariffe americane gi\u00e0 in vigore: \u00e8 un posizionamento strategico in vista del ciclo elettorale americano di midterm, che trasforma ogni settore colpito in un messaggio politico recapitato direttamente a Washington.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 deliberato perch\u00e9 l&#8217;autunno \u00e8 il momento in cui le imprese nordamericane iniziano a consolidare i contratti per l&#8217;anno successivo. Bloccare questo meccanismo oggi significa innescare riconfigurazioni di sourcing che, una volta avviate, difficilmente si invertono in pochi mesi. Chi nel 2025 aveva gi\u00e0 ridotto la dipendenza da forniture transfrontaliere nordamericane \u00e8 oggi in una posizione migliore. Chi invece aveva mantenuto strutture di sourcing integrate tra Canada e USA si trova adesso a rinegoziare costi, contratti e alternative con un calendario compresso.<\/p>\n<p>Sullo sfondo c&#8217;\u00e8 anche un dato strutturale: l&#8217;industria canadese della apicoltura era gi\u00e0 sotto pressione per ragioni indipendenti, tra meteo avverso in Alberta e il problema sistemico del miele adulterato proveniente da paesi terzi. La guerra commerciale non ha creato la fragilit\u00e0: l&#8217;ha accelerata e resa visibile.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali che Precedono i Titoli<\/h2>\n<p>Le tariffe canadesi su acciaio e alluminio al 50% entrano in una fase di mercato gi\u00e0 tesa sul fronte dei metalli industriali. Il London Metal Exchange registra da settimane una volatilit\u00e0 implicita elevata sull&#8217;alluminio, alimentata dalla combinazione di domanda energetica in Europa, riduzione delle capacit\u00e0 produttive europee e ora l&#8217;aggiunta di nuove frizioni commerciali transatlantiche. Le imprese italiane che acquistano semilavorati in alluminio o acciaio da filiere con esposizione nordamericana devono monitorare i forward prices con attenzione crescente.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, il dollaro canadese ha subito pressione nelle ultime sessioni e la volatilit\u00e0 implicita sui cross USD\/CAD si \u00e8 ampliata. Chi fattura in dollari nordamericani, in entrambe le valute, deve verificare oggi la copertura della propria esposizione valutaria sui prossimi sei-dodici mesi.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 sottile riguarda i premi assicurativi sui contratti commerciali transatlantici. Le compagnie di credit insurance stanno aumentando i requisiti di due diligence su controparti con esposizione significativa alle supply chain Canada-USA, un segnale che precede i problemi di almeno due trimestri. Chi ha clienti o fornitori con questa esposizione dovrebbe verificare la propria copertura prima che i premi si adeguino ulteriormente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le imprese italiane che esportano verso clienti americani che a loro volta dipendono da componenti o materie prime canadesi devono fare oggi una verifica della propria catena del valore a due livelli, non solo i propri fornitori diretti, ma i fornitori dei loro clienti. Il rischio non \u00e8 il dazio canadese su prodotti italiani, che per ora non esiste, ma l&#8217;effetto a cascata sulle capacit\u00e0 di acquisto e sui margini operativi dei clienti americani. Se il tuo buyer americano opera nel settore manifatturiero con esposizione a metalli, attrezzature o componentistica proveniente dal Canada, la sua capacit\u00e0 di assorbire prezzi premium si ridurr\u00e0 nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una guerra commerciale prolungata con negoziati paralleli, accordi settoriali parziali e continua volatilit\u00e0. In questo contesto, le aziende italiane che hanno diversificato la propria presenza nel mercato nordamericano, con presenza diretta o distributori radicati sia in Canada sia negli USA, sono pi\u00f9 resilienti. Chi opera attraverso un unico canale distributivo con base americana si ritrover\u00e0 a subire una volatilit\u00e0 che non riesce a governare. Il momento di costruire o rinforzare il canale canadese \u00e8 adesso, non quando i nervi saranno gi\u00e0 a pezzi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale \u00e8 gi\u00e0 scritto. La relazione commerciale USA-Canada non torner\u00e0 all&#8217;architettura del pre-2025 indipendentemente dall&#8217;esito di questa fase. Le imprese nordamericane stanno gi\u00e0 ridisegnando le catene di fornitura per ridurre l&#8217;esposizione transfrontaliera. Questo crea spazi per fornitori europei di qualit\u00e0, in particolare italiani, in settori come macchinari industriali, componentistica di precisione e agroalimentare premium, dove la dipendenza da forniture nordamericane era elevata e la sostituzione con alternative europee \u00e8 economicamente sostenibile. Chi si posiziona come alternativa credibile nei prossimi dodici mesi entrer\u00e0 in conversazioni commerciali che altri non riusciranno ad aprire.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Agroalimentare e bevande:<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta e immediata. I produttori italiani di agroalimentare che vendono negli USA attraverso distributori con portafoglio integrato Canada-USA vedranno pressione sui listini e sugli spazi a scaffale, perch\u00e9 i distributori americani stanno gi\u00e0 riorganizzando le priorit\u00e0 di acquisto. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nel mercato canadese stesso: con le tariffe sui prodotti americani al 50%, i distributori canadesi stanno attivamente cercando alternative europee per categorie come latticini, condimenti e conserve.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e attrezzature industriali:<\/strong> Le tariffe canadesi includono esplicitamente agricultural equipment e una gamma di apparecchiature elettroniche e industriali di produzione americana. Le aziende manifatturiere canadesi che oggi acquistano macchinari americani stanno gi\u00e0 valutando alternative. Il Made in Italy nel settore dei macchinari industriali \u00e8 competitivo su qualit\u00e0 e servizio post-vendita, ma richiede un presidio commerciale diretto o un distributore canadese con vera competenza tecnica. Chi non ce l&#8217;ha deve costruirlo adesso.<\/p>\n<p><strong>Acciaio e lavorazione metalli:<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 indiretta ma rilevante. Le fonderie e le aziende di lavorazione metalli italiane che acquistano semilavorati sui mercati internazionali vedranno volatilit\u00e0 di prezzo, perch\u00e9 le tariffe al 50% sull&#8217;acciaio nordamericano creano ridistribuzioni di flussi globali. I coils e i laminati che non possono pi\u00f9 attraversare agevolmente il confine Canada-USA cercheranno sbocchi alternativi, inclusi i mercati europei, con effetto depressivo sui prezzi di alcuni prodotti e competitivo per i produttori italiani meno efficienti.<\/p>\n<p><strong>Logistica e spedizioni internazionali:<\/strong> I vettori marittimi e i freight forwarder italiani con servizi transatlantici vedranno in questo trimestre una revisione significativa delle rotte e dei volumi. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nelle consulenze di rerouting per clienti con esposizione nordamericana: chi riesce a offrire soluzioni pratiche di diversificazione logistica in questo momento si posiziona come partner strategico, non solo come operatore.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Trappole della Crisi Canada-USA<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation asimmetrica<\/strong> Trump ha gi\u00e0 risposto con la minaccia su Bombardier. Il meccanismo di escalation tra Washington e Ottawa non ha un punto di equilibrio naturale, perch\u00e9 entrambi i governi subiscono pressioni interne che li spingono a mostrare durezza. Il rischio per le imprese italiane \u00e8 che in poche settimane l&#8217;escalation colpisca settori oggi non toccati, in particolare il settore energy e farmaceutico, con effetti a catena su forniture e prezzi che non sono ancora nelle proiezioni di nessuno.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Spostamento di flussi verso l&#8217;Europa<\/strong> Se il Canada sostituisce una quota rilevante di importazioni americane con acquisti europei, l&#8217;effetto immediato sembra positivo per gli esportatori europei. Ma il rischio \u00e8 che questo afflusso di domanda compressa si incanali verso i competitor tedeschi e francesi che hanno gi\u00e0 reti distributive consolidate in Canada, lasciando le PMI italiane a guardare da fuori. La domanda si sposta rapidamente, la capacit\u00e0 commerciale per intercettarla si costruisce lentamente.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Adulterazione delle filiere agroalimentari<\/strong> Il produttore canadese di miele intervistato nei resoconti di queste ore ha sollevato un problema che vale per molti settori: quando le relazioni commerciali strutturate vengono interrotte, il vuoto viene spesso riempito da fornitori meno scrupolosi. In un contesto di pressione tariffaria, le maglie dei controlli si allentano e le filiere agroalimentari diventano pi\u00f9 vulnerabili all&#8217;ingresso di prodotti adulterati o di qualit\u00e0 inferiore. Per le imprese italiane del food che competono su autenticit\u00e0 e qualit\u00e0, questo \u00e8 un rischio reputazionale che merita attenzione quanto quello tariffario.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>La guerra commerciale USA-Canada viene letta quasi ovunque come una crisi bilaterale nordamericana con impatti limitati al di fuori del continente. \u00c8 una lettura comoda e sbagliata. Quello che sta accadendo \u00e8 la demolizione pubblica e accelerata del modello di integrazione commerciale profonda che ha governato il commercio globale degli ultimi trent&#8217;anni. Non \u00e8 la prima crepa, ma \u00e8 quella che fa pi\u00f9 rumore, perch\u00e9 riguarda due paesi che condividono 8.900 chilometri di confine, una lingua, una cultura commerciale e un&#8217;interdipendenza produttiva che ha richiesto decenni per essere costruita.<\/p>\n<p>Quello che mi colpisce, osservando i dati disponibili, \u00e8 la precisione chirurgica con cui Ottawa ha calibrato la risposta: non una reazione emotiva, ma una strategia di pressione pensata per massimizzare l&#8217;impatto elettorale americano. Questo mi dice che la crisi non si risolver\u00e0 prima dei midterm, perch\u00e9 entrambe le parti la usano come leva interna. Le imprese che sperano in una soluzione rapida stanno pianificando su un&#8217;ipotesi politicamente improbabile.<\/p>\n<p>Sul lato europeo, vedo due comportamenti speculari e ugualmente sbagliati. Il primo \u00e8 l&#8217;indifferenza: &#8220;non ci riguarda, siamo in Europa.&#8221; Il secondo \u00e8 l&#8217;attivismo superficiale: correre a fare fiere in Canada senza struttura commerciale. La strategia corretta \u00e8 pi\u00f9 sobria e richiede pi\u00f9 disciplina. Se sei in un settore esposto alle filiere nordamericane, oggi devi sapere esattamente a quale livello della catena \u00e8 localizzata la tua vulnerabilit\u00e0. E se sei in un settore dove la domanda canadese si sta spostando verso l&#8217;Europa, devi avere o costruire rapidamente una capacit\u00e0 commerciale locale, non un agente generico con venti mandati in portafoglio.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa: le guerre commerciali non creano opportunit\u00e0 distribuite equamente. Le creano concentrate, e le catturano le aziende che erano gi\u00e0 posizionate quando la finestra si \u00e8 aperta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sulla Guerra Commerciale USA-Canada<\/h2>\n<p><strong>Come posso verificare se la mia azienda \u00e8 esposta alle tariffe Canada-USA?<\/strong><br \/>Fai una mappatura in due livelli della tua catena del valore. Primo livello: i tuoi fornitori diretti hanno esposizione a Canada o USA? Secondo livello: i tuoi clienti dipendono da supply chain nordamericane? Il rischio non \u00e8 solo tariffario diretto, ma l&#8217;effetto cascata sui margini e sulla capacit\u00e0 di acquisto dei tuoi buyer.<\/p>\n<p><strong>Quali settori italiani vengono colpiti pi\u00f9 immediatamente?<\/strong><br \/>Agroalimentare, macchinari industriali, lavorazione metalli e logistica sono i settori con esposizione pi\u00f9 diretta. Ma ogni PMI deve valutare la propria filiera specifica. L&#8217;errore comune \u00e8 pensare che se non operi con Canada o USA sei al sicuro: spesso i tuoi clienti s\u00ec, e questo basta a generare volatilit\u00e0 di prezzo e pressione sui margini.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il momento giusto per entrare nel mercato canadese?<\/strong><br \/>S\u00ec, se hai una strategia. No, se pensi di mandare un agente generico. Le tariffe hanno creato vuoti di offerta negli scaffali canadesi per categorie come lattici, condimenti, macchinari. Ma questi vuoti si colmano velocemente attorno ai fornitori che riescono a offrire continuit\u00e0 di rifornimento e prezzi stabili. Costruire questa capacit\u00e0 richiede sei-dodici mesi, non tre mesi.<\/p>\n<p><strong>Come faccio a coprire il rischio valutario USD\/CAD nei prossimi sei mesi?<\/strong><br \/>Contatta oggi i tuoi provider di strumenti di hedging (forward contracts, options). La volatilit\u00e0 implicita sui cross USD\/CAD \u00e8 elevata, il che significa i costi di copertura sono alti adesso. Ma aspettare \u00e8 peggio. Se fatturi in dollari nordamericani e non copri, stai scommettendo sulla stabilit\u00e0 valutaria in un momento in cui le probabilit\u00e0 sono contro di te.<\/p>\n<p><strong>E se la crisi si risolve rapidamente?<\/strong><br \/>Non si risolver\u00e0 rapidamente. Anche se domani i due governi annunciassero un accordo, le riconfigurazioni di sourcing gi\u00e0 avviate non si invertono. I distributori canadesi che iniziano a comprare da fornitori europei continueranno a farlo per inerzia commerciale e per non creare volatilit\u00e0 di offerta. Le aziende che costruiscono relazioni commerciali in questo momento entrano in conversazioni che dureranno anni.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte canadese:<\/strong> Evoluzione del pacchetto tariffario verso nuovi settori, in particolare energia e farmaceutico; dichiarazioni del governo Trudeau su eventuali trattative bilaterali parallele; movimenti delle associazioni di categoria canadesi nei settori manifatturiero e agroalimentare.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> Risposta della Casa Bianca alla mossa Bombardier, che segnaler\u00e0 il livello di escalation che Washington \u00e8 disposta a sostenere; reazione dei governatori degli Stati pi\u00f9 colpiti, che sono i veri arbitri del costo politico interno; eventuali deroghe settoriali a tariffe esistenti come segnale di disponibilit\u00e0 negoziale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Volatilit\u00e0 implicita sui cross USD\/CAD; forward prices sull&#8217;alluminio al LME con orizzonte trimestrale; premi delle polizze di credit insurance su controparti con esposizione supply chain nordamericana.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> Posizione della Commissione Europea su un eventuale accordo commerciale accelerato con il Canada in sostituzione o integrazione del CETA; dichiarazioni di Confindustria e associazioni di settore su esposizione delle filiere italiane; segnali dalla BCE sull&#8217;impatto delle tensioni commerciali nordamericane sulle proiezioni di inflazione import europea.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Mappa si Ridisegna Mentre Guardi<\/h2>\n<p>La scena che ha aperto questa giornata, miele canadese invenduto nei barili dell&#8217;Alberta, fabbriche americane che ricalcolano le ore di lavoro, negozi del Wisconsin che si chiedono cosa metteranno sugli scaffali, \u00e8 solo la faccia visibile di qualcosa di pi\u00f9 profondo. La vera partita non \u00e8 chi abbassa i dazi per primo. \u00c8 chi, nella frammentazione in corso, riesce a costruire posizioni commerciali nuove prima che i flussi si stabilizzino in configurazioni che escludono chi \u00e8 arrivato tardi.<\/p>\n<p>I mercati che nascono dalle crisi commerciali non aspettano. Si formano rapidamente, si consolidano attorno ai primi entranti, e poi si chiudono con la stessa velocit\u00e0 con cui si sono aperti. L&#8217;errore che vedo ripetere sistematicamente nelle PMI italiane \u00e8 trattare l&#8217;instabilit\u00e0 come un segnale per aspettare condizioni migliori. Ma le condizioni migliori sono quelle di adesso, perch\u00e9 il concorrente che entra in un mercato disorganizzato trova meno resistenza, non di pi\u00f9.<\/p>\n<p>La guerra commerciale USA-Canada non \u00e8 un problema di politica estera nordamericana. \u00c8 un catalizzatore: i tuoi margini, le tue forniture e i tuoi clienti si stanno gi\u00e0 ricalcolando intorno ad essa, che tu lo stia facendo o no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ottawa, 8 settembre 2026. Nelle ultime ore il governo canadese ha dato esecuzione a ci\u00f2 che Washington aveva creduto fosse un bluff: venti miliardi di dollari in tariffe su merci americane, con punte al 50% su acciaio, alluminio, prodotti lattiero-caseari e abbigliamento. 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