{"id":1203,"date":"2026-09-12T19:03:50","date_gmt":"2026-09-12T18:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/reshoring-batterie-usa-i-500-milioni-che-ridisegnano"},"modified":"2026-09-12T19:30:04","modified_gmt":"2026-09-12T18:30:04","slug":"reshoring-batterie-usa-i-500-milioni-che-ridisegnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/reshoring-batterie-usa-i-500-milioni-che-ridisegnano","title":{"rendered":"Reshoring Batterie USA: i 500 Milioni che Ridisegnano"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: La Mappa del Dominio Cinese sulla Filiera delle Batterie<\/h2>\n<p>Il punto di partenza per qualsiasi analisi \u00e8 la concentrazione reale del mercato, che va ben oltre la narrativa sulla disponibilit\u00e0 di minerali grezzi.<\/p>\n<p>Nel 2025, la Cina ha prodotto l&#8217;85% del materiale attivo per i catodi e oltre il 90% del materiale attivo per gli anodi a livello mondiale. Questi due componenti, insieme ai separatori e agli elettrodi, rappresentano il midstream della filiera, ovvero la fase in cui i minerali estratti diventano componenti industriali utilizzabili. \u00c8 esattamente qui che si concentra il vantaggio competitivo cinese, non nell&#8217;estrazione primaria. Litio e cobalto si trovano anche in Australia, Cile e Canada. Ma raffinare quei minerali e trasformarli in materiale attivo per le celle \u00e8 un processo che la Cina controlla con percentuali vicine al monopolio, e quella quota \u00e8 cresciuta, non diminuita, dal 2020 a oggi.<\/p>\n<p>A valle, il quadro non cambia: l&#8217;80% delle celle batteria prodotte globalmente nel 2025 era cinese, e il 70% dei veicoli elettrici mondiali usciva da stabilimenti cinesi. L&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia ha formalmente identificato la mancanza di investimenti nelle fasi midstream come un rischio crescente per la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento globale, un segnale che raramente arriva in anticipo rispetto ai problemi reali.<\/p>\n<p>Sul fronte dei prezzi, i pack batteria cinesi costano meno di quelli nordamericani ed europei, e il differenziale di costo si \u00e8 allargato tra il 2022 e il 2025, non ridotto. Questo significa che il vantaggio non \u00e8 solo tecnologico o minerario: \u00e8 sistemico, costruito su economie di scala che richiedono decenni per essere replicate e domanda di prodotto finale sostenuta nel tempo.<\/p>\n<p>I $500 milioni annunciati dal DoE si distribuiscono su sette aziende con tecnologie diverse: Nth Cycle riceve 100 milioni per il recupero di minerali da batterie dismesse e scarti industriali, CoreShell ne riceve 50 per anodi al silicio che sostituiscono il grafite cinese, Lilac Solutions ne riceve 100 per l&#8217;estrazione diretta del litio dal Great Salt Lake, bypassando la fase di raffinazione dove la Cina \u00e8 dominante. \u00c8 un pacchetto coerente nella direzione, ma che rappresenta, secondo le stime degli stessi operatori del settore, non pi\u00f9 di una frazione dei capitali necessari.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: L&#8217;Inversione di Rotta dopo Mesi di Disinvestimento<\/h2>\n<p>Questa notizia non si legge da sola. Va letta in sequenza con quello che \u00e8 accaduto nei 20 mesi precedenti.<\/p>\n<p>L&#8217;Inflation Reduction Act dell&#8217;amministrazione Biden aveva prodotto un effetto di shock positivo nell&#8217;industria battery americana: investimenti, annunci di nuovi stabilimenti, partnership con produttori asiatici per trasferimento tecnologico. Poi il cambio di amministrazione ha eliminato il credito d&#8217;imposta per l&#8217;acquisto di veicoli elettrici e modificato le condizioni di altri incentivi. Il mercato EV americano ha risposto con una contrazione violenta, e gli investitori hanno seguito: quasi 24 miliardi di dollari di progetti battery cancellati tra gennaio 2025 e agosto 2026.<\/p>\n<p>Il paradosso che emerge oggi, 12 settembre 2026, \u00e8 questo: l&#8217;amministrazione ha prima distrutto la domanda, poi ha provato a finanziare l&#8217;offerta. \u00c8 un calcolo che funziona solo se si accetta che la vera priorit\u00e0 non sia costruire un&#8217;industria EV americana competitiva con quella cinese, ma creare tecnologie di filiera che possano essere applicate anche in contesti diversi dagli autoveicoli, come lo stoccaggio energetico da rete e i data center AI. La domanda per le celle da grid storage \u00e8 cresciuta al punto che negli Stati Uniti rappresentava nel 2025 circa il 30% della domanda totale di batterie, il doppio della media globale.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 anche influenzato dalle trattative commerciali con Pechino. Agire sulla filiera interna prima di eventuali accordi commerciali consente agli Stati Uniti di presentarsi al tavolo da una posizione meno esposta, o almeno di comunicare internamente che si sta facendo qualcosa. Il segnale ai mercati finanziari \u00e8 deliberato: il governo americano non ha abbandonato la filiera battery, ha solo cambiato metodo di intervento.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Strutturali pi\u00f9 che Volatilit\u00e0 Spot<\/h2>\n<p>La notizia non ha prodotto movimenti violenti sui mercati spot, ma i segnali strutturali che incorpora sono rilevanti per chi muove capitali o pianifica investimenti industriali a medio termine.<\/p>\n<p>Il litio, che aveva subito una compressione drastica dei prezzi tra il 2023 e il 2025 per effetto dell&#8217;eccesso di offerta e della contrazione della domanda EV americana, riceve da questo annuncio un supporto narrativo. Se la domanda da data center AI e grid storage cresce come atteso, e se i produttori americani riescono a portare nuova capacit\u00e0 di estrazione online, il prezzo del litio ha un floor strutturale nel medio periodo. Le azioni di alcune delle aziende coinvolte nel programma DoE hanno registrato movimenti significativi nelle sedute successive all&#8217;annuncio.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, il rafforzamento della narrativa di reshoring americano nella filiera energetica ha implicazioni per l&#8217;euro in relazione al dollaro. Se gli investimenti industriali americani attirano capitali verso asset denominati in dollari, la pressione al rialzo sul biglietto verde si mantiene, con effetti sui costi di approvvigionamento di materie prime per le imprese europee che acquistano in dollari.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 rilevante per chi gestisce rischi aziendali \u00e8 la volatilit\u00e0 implicita nelle politiche industriali, non nei prezzi spot. Il gap tra i 24 miliardi cancellati e i 500 milioni ora stanziati misura la distanza tra la narrativa e la realt\u00e0 del commitment. Chi ha pianificato investimenti sulla base delle politiche Biden e li ha visti evaporare nel 2025 ha una lezione concreta sul costo dell&#8217;instabilit\u00e0 normativa americana.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane ed Europee<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi).<\/strong> Le aziende italiane che forniscono macchinari, attrezzature di precisione o componentistica per la produzione di celle batteria o per il trattamento dei materiali critici hanno ora un segnale chiaro. Negli Stati Uniti si stanno costruendo o ampliando impianti che avranno bisogno di tecnologia industriale europea. Il sistema manifatturiero italiano, particolarmente competitivo nei macchinari per la chimica fine e per il trattamento di materiali, \u00e8 posizionato per rispondere a questa domanda, ma la finestra per entrare nelle catene di fornitura dei vincitori dei grant federali \u00e8 stretta. Chi non ha ancora un contatto diretto con queste aziende dovrebbe muoversi adesso, non aspettare che i progetti entrino in fase di costruzione.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi).<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che il reshoring americano della filiera battery produca una pressione competitiva sulle aziende europee che ancora dipendono da componentistica cinese. Se gli Stati Uniti riescono a diversificare anche solo parzialmente la loro catena di approvvigionamento, il mercato globale dei componenti battery si biforca: standard americani da una parte, standard cinesi dall&#8217;altra, con l&#8217;Europa intrappolata nel mezzo senza una politica industriale di pari ambizione. La BCE, che ha comunicato le proprie decisioni di politica monetaria solo due giorni fa, 10 settembre 2026, mantiene un orientamento che riflette un&#8217;economia europea ancora fragile. Le imprese che si muovono verso il mercato americano trovano un contesto di domanda potenzialmente pi\u00f9 dinamico di quello domestico.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi).<\/strong> Il precedente strutturale che questa notizia stabilisce \u00e8 la legittimazione del modello di industrial policy selettiva americana. Dopo decenni di libero mercato come dogma, l&#8217;amministrazione Trump, pur avendo smantellato l&#8217;IRA, utilizza grant federali diretti a tecnologie specifiche per creare vantaggi competitivi nazionali. Questo cambia le regole del gioco globale. Le aziende europee che operano in settori considerati strategici dagli Stati Uniti troveranno crescente difficolt\u00e0 ad accedere ai sussidi americani, ma anche crescenti opportunit\u00e0 di partnership con player che hanno bisogno di tecnologia non disponibile internamente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Macchinari e automazione industriale.<\/strong> L&#8217;Italia \u00e8 il secondo produttore mondiale di macchinari industriali. La costruzione di impianti di raffinazione dei minerali, di produzione di anodi e catodi e di assemblaggio celle in territorio americano richiede tecnologia di processo che raramente viene prodotta internamente. Le imprese italiane del distretto dei macchinari per la chimica, della meccanica di precisione e dell&#8217;automazione hanno un&#8217;opportunit\u00e0 concreta di entrare nelle catene di fornitura dei vincitori dei grant DoE, ma devono farlo nella fase di progettazione degli impianti, non quando i contratti sono gi\u00e0 assegnati. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nei fornitori tier-2, quelli che non costruiscono la linea principale ma le attrezzature di supporto, spesso acquistati senza gare internazionali formali.<\/p>\n<p><strong>Automotive e componentistica.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 bilaterale. I produttori di componentistica per veicoli che ancora non hanno diversificato la propria base clienti verso l&#8217;Asia o verso gli Stati Uniti rischiano di trovarsi dipendenti da un mercato europeo dell&#8217;auto in stallo strutturale. Il settore EV europeo non cresce alla velocit\u00e0 attesa e il mercato americano ha ridotto la propria domanda di veicoli elettrici. Il rischio non ovvio \u00e8 che il reshoring americano crei una domanda di componentistica batteria made-in-USA che sostituisce fornitori europei gi\u00e0 presenti nella catena.<\/p>\n<p><strong>Energia e stoccaggio.<\/strong> Le aziende italiane attive nelle rinnovabili e nello stoccaggio da rete hanno un interesse diretto nella disponibilit\u00e0 e nel prezzo delle batterie. Se il programma DoE riesce a creare nuova capacit\u00e0 produttiva americana di celle da grid storage, i prezzi globali potrebbero seguire una traiettoria diversa da quella trainata esclusivamente dalla domanda EV. Chi sta pianificando investimenti in storage su larga scala nei prossimi tre anni deve incorporare questo scenario nella propria analisi dei costi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Variabili che Possono Cambiare Tutto<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Instabilit\u00e0 normativa americana.<\/strong> Il ciclo gi\u00e0 osservato si ripete, IRA che espande, nuova amministrazione che contrae, nuovi grant che rilanciano. Se la domanda EV americana non si riprende nei prossimi dodici mesi, i capitali privati non seguiranno il denaro pubblico, e i progetti finanziati dai grant rischiano di non raggiungere la scala necessaria per diventare economicamente viabili. Per le aziende europee che pianificano partnership o forniture verso questi progetti, la due diligence sulla solidit\u00e0 finanziaria del partner americano \u00e8 oggi pi\u00f9 complessa della media.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Risposta cinese al reshoring.<\/strong> Pechino non \u00e8 inattiva. La risposta agli annunci di reshoring occidentali \u00e8 storicamente una combinazione di dumping sui prezzi, restrizioni all&#8217;export di minerali critici e accelerazione dell&#8217;integrazione verticale. Nel settore del grafite, la Cina ha gi\u00e0 applicato restrizioni all&#8217;export nel 2023. Un&#8217;escalation di questa strategia pu\u00f2 creare scarsit\u00e0 artificiale dei materiali che i nuovi impianti americani non saranno ancora in grado di rimpiazzare, colpendo nel breve periodo proprio le aziende europee pi\u00f9 dipendenti dalla catena di approvvigionamento cinese.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Il vuoto strategico europeo.<\/strong> Mentre Washington stanzia 500 milioni e Pechino consolida decenni di investimenti, l&#8217;Europa non ha ancora una risposta industriale paragonabile nella filiera battery. Il Critical Raw Materials Act e i programmi IPCEI hanno avanzato lentamente. Se il reshoring americano attira capitali e talenti che avrebbero altrimenti alimentato i progetti europei, il divario si allarga. Per le imprese italiane, il rischio concreto \u00e8 trovarsi a competere in un mercato globale dove sia gli americani che i cinesi hanno supply chain domestiche, mentre quella europea resta frammentata e dipendente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Quel Che Devi Sapere Adesso<\/h2>\n<p><strong>Quanto \u00e8 realistico il reshoring americano della filiera batterie?<\/strong><br \/>Il reshoring parziale \u00e8 realistico. I $500 milioni finanzeranno capacit\u00e0 che ridurr\u00e0 la dipendenza da intermediari cinesi in alcune fasi (estrazione diretta di litio, recupero da batterie dismesse, anodi alternativi). Tuttavia, raggiungere competitivit\u00e0 di costo rispetto alla Cina nei prossimi 5-10 anni richiede volumi che dipendono dalla domanda EV e grid storage. Il rischio \u00e8 che gli impianti vengano costruiti ma non utilizzati al pieno potenziale senza una domanda sostenuta.<\/p>\n<p><strong>Le mie forniture europee diventeranno non competitive?<\/strong><br \/>Non automaticamente. Dipende dal settore. Se fornisci macchinari, automazione o componentistica di precisione per gli impianti che il DoE sta finanziando, la tua competitivit\u00e0 aumenta perch\u00e9 stai dentro la catena. Se fornisci batterie gi\u00e0 confezionate o materiale attivo grezzo, il rischio \u00e8 reale. La difesa \u00e8 differenziare il mercato (non competere su prezzo ma su specializzazione) o entrare nelle partnership di building degli impianti americani.<\/p>\n<p><strong>Conviene muoversi verso il mercato americano adesso?<\/strong><br \/>S\u00ec, ma con strategia precisa. La finestra \u00e8 ora, durante la fase di progettazione degli impianti che riceveranno i grant. Non aspettare che i contratti siano assegnati. Muoviti verso i team tecnici delle aziende che hanno vinto i grant, offri competenze e accelera le negoziazioni. Tra sei mesi sar\u00e0 pi\u00f9 difficile entrare nella catena.<\/p>\n<p><strong>E se l&#8217;amministrazione cambia di nuovo tra due anni?<\/strong><br \/>Rischio concreto. La soluzione \u00e8 negoziare partnership che non dipendono dal grant federale per la redditivit\u00e0, ma lo usano come acceleratore. Se il grant copre il 30-40% del capex, il progetto rimane economicamente viabile anche senza di esso.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il maggior rischio geopolitico che devo monitorare?<\/strong><br \/>Restrizioni all&#8217;export di grafite dalla Cina. \u00c8 il prossimo fronte di escalation. Se Pechino limita le esportazioni (come ha fatto con i terre rare), i nuovi impianti americani non avranno accesso ai materiali critici che i loro processi richiedono per funzionare. Questo crea pressione sull&#8217;intera catena globale e opportunit\u00e0 per fornitori alternativi (compresi quelli europei) che riescono a diversificare le fonti di approvvigionamento.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa notizia non \u00e8 il numero. $500 milioni in un settore che richiede decine di miliardi per raggiungere competitivit\u00e0 sono, per usare le parole di uno degli stessi CEO coinvolti, un arrotondamento nel bilancio federale americano. Quello che mi colpisce \u00e8 il pattern che rivela.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno passato 20 mesi a distruggere la domanda EV interna, cancellando 24 miliardi di investimenti privati, e ora finanziano tecnologia di offerta. Questo ha senso solo se il vero obiettivo non \u00e8 costruire un&#8217;industria EV americana, ma creare asset tecnologici nella filiera delle batterie che siano applicabili a qualsiasi uso finale, inclusi i data center AI e lo stoccaggio da rete, senza dipendere dalla domanda automobilistica che l&#8217;amministrazione ha scelto politicamente di non supportare. \u00c8 un calcolo industriale travestito da politica energetica, e la distinzione \u00e8 rilevante per chiunque stia cercando di capire dove andr\u00e0 la domanda.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, qui, fa la parte del comprimario inconsapevole. Lagarde era ieri a Normandia a parlare di &#8220;Europa vista dalla Normandia&#8221;, Lane ha aggiornato le prospettive per l&#8217;eurozona, ma nessuno a Bruxelles ha annunciato nulla di paragonabile nella filiera battery. Il Critical Raw Materials Act esiste sulla carta, ma i tempi di implementazione e i capitali effettivamente mobilitati non reggono il confronto con quello che sta accadendo a Washington, per non parlare di Pechino.<\/p>\n<p>La lezione per gli imprenditori italiani \u00e8 concreta. Smettere di aspettare che l&#8217;Europa si coordini e iniziare a leggere i mercati dove la domanda si sta realmente formando. Le aziende americane che ricevono grant federali per costruire capacit\u00e0 nella filiera battery hanno bisogno di tecnologia, macchinari, competenze di processo che non sono disponibili internamente. Alcune di queste competenze esistono in Italia, nei distretti della meccanica di precisione, della chimica fine, dell&#8217;automazione. La vera partita non \u00e8 capire se la politica industriale americana funzioner\u00e0: \u00e8 capire se sei nella lista dei fornitori di chi la sta implementando.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte americano.<\/strong> Annunci di secondo round di grant DoE nella filiera battery, dichiarazioni di BYD e CATL sulla risposta al reshoring americano, dati sulle vendite EV USA nel terzo trimestre 2026 come proxy della domanda reale che sosterr\u00e0 o meno gli investimenti privati.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati.<\/strong> Prezzo spot del litio carbonato e del grafite in purezza batteria, spread tra prezzi cif Europa e prezzi cif USA per i componenti battery midstream, movimenti di capitale verso i fondi specializzati in critical materials.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo.<\/strong> Progressi nell&#8217;implementazione del Critical Raw Materials Act, eventuali annunci di joint venture tra produttori europei e i nuovi player americani finanziati dal DoE, posizione della Commissione Europea sui dazi europei sulle batterie cinesi dopo la decisione di settembre.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte cinese.<\/strong> Aggiornamenti sulle restrizioni all&#8217;export di grafite e germanio, annunci di nuovi impianti CATL o BYD al di fuori della Cina, eventuali segnali di riduzione dei prezzi per contrastare il reshoring occidentale.<\/p>\n<hr>\n<h2>I $500 Milioni Come Specchio<\/h2>\n<p>Torniamo al punto di partenza. Un governo che stanzia 500 milioni per ridurre la propria dipendenza da un fornitore estero sta ammettendo, attraverso quella cifra, quanto profonda sia quella dipendenza. Il numero \u00e8 piccolo rispetto al problema, ma \u00e8 grande come segnale. La filiera delle batterie \u00e8 diventata una questione di sicurezza nazionale americana, e quando Washington tratta qualcosa come una questione di sicurezza nazionale, la geografia industriale globale si ridisegna, indipendentemente dal fatto che il singolo investimento funzioni.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori europei, la lettura corretta non \u00e8 chiedersi se gli Stati Uniti riusciranno a sfidare la Cina nelle batterie. La lettura corretta \u00e8 capire che il redistribuirsi dei capitali, delle partnership e delle catene di fornitura create da questa competizione produce spazi concreti per chi sa leggere dove si forma la domanda prima che diventi visibile sui listini.<\/p>\n<p>Aspettare che la politica industriale europea si coordini significa cedere quelle posizioni a chi si \u00e8 gi\u00e0 mosso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: La Mappa del Dominio Cinese sulla Filiera delle Batterie Il punto di partenza per qualsiasi analisi \u00e8 la concentrazione reale del mercato, che va ben oltre la narrativa sulla disponibilit\u00e0 di minerali grezzi. 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