{"id":1209,"date":"2026-09-13T19:03:37","date_gmt":"2026-09-13T18:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/rotta-artica-e-supply-chain-come-cambiano-i-tuoi-costi"},"modified":"2026-09-13T19:03:37","modified_gmt":"2026-09-13T18:03:37","slug":"rotta-artica-e-supply-chain-come-cambiano-i-tuoi-costi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/rotta-artica-e-supply-chain-come-cambiano-i-tuoi-costi","title":{"rendered":"Rotta Artica e Supply Chain: Come Cambiano i Tuoi Costi"},"content":{"rendered":"<p>Helsinki, 13 settembre 2026. Mentre i leader europei si riuniscono nella Lapponia finlandese per il summit artico, una nave container sudcoreana entra in un porto britannico dopo 21 giorni di navigazione attraverso il ghiaccio. Quaranta giorni in meno rispetto alla rotta tradizionale via Suez. La notizia passa quasi inosservata sui giornali italiani, schiacciata dai soliti aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.<\/p>\n<p>L&#8217;Artico non \u00e8 una questione geografica. \u00c8 la prossima riscrittura delle catene di fornitura globali, e chi la sta costruendo non aspetta che l&#8217;Europa finisca di riunirsi in summit.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano che oggi gestisce import dall&#8217;Asia o export verso mercati orientali, questa notizia dovrebbe generare una domanda precisa: chi sta negoziando le rotte del mio futuro, e sono nella stanza giusta? La risposta, nella maggior parte dei casi, \u00e8 no. La vera partita sulla rotta artica si gioca tra Russia, Cina e, ora, Corea del Sud, con l&#8217;Europa che osserva da fuori cercando di costruire una posizione di retroguardia su infrastrutture che non controlla.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La Rotta che Taglia 20 Giorni di Mare<\/h2>\n<p>I dati circolati questa settimana non lasciano spazio all&#8217;ambiguit\u00e0. La rotta artica settentrionale, quella che scorre lungo le coste russe, connette Asia ed Europa in 18-25 giorni. La rotta via Canale di Suez ne richiede oltre 40. La circumnavigazione del Capo di Buona Speranza, diventata necessaria dopo le disruption nel Bab el-Mandeb, supera i 50. Il delta \u00e8 tra i 15 e i 32 giorni di navigazione risparmiati, con tutto ci\u00f2 che questo comporta in termini di costi di carburante, nolo e working capital immobilizzato in transit.<\/p>\n<p>La compagnia cinese Sea Legend ha gi\u00e0 annunciato un servizio settimanale stagionale sulla rotta artica verso l&#8217;Europa. Non \u00e8 un progetto pilota: \u00e8 un&#8217;offerta commerciale strutturata, per quanto limitata ai mesi estivi. Il volume di cargo trasportato sulla Northern Sea Route \u00e8 in crescita, anche se parte da numeri ancora marginali rispetto ai grandi corridoi meridionali. Rosatom, l&#8217;ente statale russo che controlla la rotta e la flotta di rompighiaccio nucleari, sta espandendo la capacit\u00e0 mese dopo mese. La Russia possiede oggi la flotta di rompighiaccio pi\u00f9 potente al mondo con propulsione nucleare, e sta investendo in nuova infrastruttura portuale e di connettivit\u00e0 lungo tutta la costa artica.<\/p>\n<p>Il limite attuale \u00e8 strutturale: le navi utilizzabili sulla rotta artica hanno una capacit\u00e0 che rappresenta il 10-15% di quelle che navigano le rotte tradizionali. La finestra di navigazione \u00e8 di 2-4 mesi l&#8217;anno, destinata ad ampliarsi con il ritiro dei ghiacci. Queste non sono proiezioni ottimistiche: sono dati climatici gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00e8 Casuale<\/h2>\n<p>La rotta artica non \u00e8 una novit\u00e0 assoluta. Quello che \u00e8 cambiato, nell&#8217;arco degli ultimi 18 mesi, \u00e8 la combinazione di tre fattori che si sono presentati simultaneamente per la prima volta.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 la disruption permanente delle rotte meridionali. Il conflitto Iran-USA e le operazioni Houthi nel Mar Rosso hanno reso strutturalmente incerta la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e il Bab el-Mandeb. Le grandi compagnie di shipping hanno gi\u00e0 rerouting i loro carichi verso il Capo di Buona Speranza, aggiungendo settimane e costi. Questa non \u00e8 una crisi temporanea: \u00e8 un riassestamento che i responsabili logistici trattano ormai come scenario baseline.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 l&#8217;accelerazione climatica. La finestra di navigabilit\u00e0 artica si sta allargando in modo misurabile. Le proiezioni a 10-20 anni mostrano una rotta praticabile per periodi significativamente pi\u00f9 lunghi, rendendo gli investimenti infrastrutturali attuali redditizi su un orizzonte molto pi\u00f9 ampio di quello apparente.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 il posizionamento strategico russo-cinese. La Cina ha gi\u00e0 battezzato questa via &#8220;Polar Silk Road&#8221;, integrandola nella sua strategia logistica globale. La Russia la sta costruendo attivamente come asset geopolitico alternativo alle sanzioni occidentali. Il timing del summit europeo in Finlandia, oggi, risponde esattamente a questa consapevolezza: l&#8217;Europa \u00e8 arrivata a un tavolo dove altri giocano gi\u00e0 da anni.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Strutturali pi\u00f9 che Spot<\/h2>\n<p>I movimenti di mercato pi\u00f9 rilevanti da monitorare non sono quelli visibili oggi, ma i segnali anticipatori. I premi assicurativi per le rotte via Bab el-Mandeb restano su livelli storicamente elevati, ben oltre i livelli pre-crisi del 2023. Questo spread assicurativo tra rotta meridionale e rotta artica \u00e8 uno dei parametri che le grandi compagnie di shipping stanno gi\u00e0 incorporando nei loro modelli di costo.<\/p>\n<p>I noli marittimi per le rotte Asia-Europa via Capo di Buona Speranza sono strutturalmente pi\u00f9 alti rispetto a due anni fa. Ogni settimana in pi\u00f9 di navigazione rappresenta carburante, equipaggio e immobilizzazione del capitale circolante. Per un&#8217;azienda che importa componenti dall&#8217;Asia con frequenza mensile, questo si traduce in milioni di euro di costo aggiuntivo annuo.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, le compagnie sudcoreane e cinesi che scommettono sulla rotta artica stanno di fatto effettuando un hedging geografico sui costi logistici, riducendo l&#8217;esposizione alle disruption del Golfo. Questo \u00e8 un vantaggio competitivo che si materializza lentamente ma in modo permanente. La BCE ha mantenuto tassi invariati nella riunione del 10 settembre, con Lagarde che ha segnalato un&#8217;economia dell&#8217;eurozona sotto pressione, un contesto in cui i costi logistici aggiuntivi pesano in modo sproporzionato sui margini delle PMI europee gi\u00e0 sotto stress.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> L&#8217;impatto diretto \u00e8 limitato ma reale per chi importa volumi significativi dall&#8217;Asia. Chi ha contratti di fornitura con termini CIF deve rinegoziare o verificare se le clausole di forza maggiore coprono le disruption nel Golfo. Chi usa spedizionieri con tariffe fisse deve controllare se i rincari logistici vengono gi\u00e0 scaricati in qualche forma. Il rischio imminente \u00e8 assumere che la situazione delle rotte meridionali si normalizzi nel breve: ogni dato disponibile suggerisce il contrario. Il summit artico in corso in Finlandia non produrr\u00e0 decisioni operative immediate, ma segnala che l&#8217;Europa riconosce il problema. Chi aspetta la politica prima di muoversi perde il vantaggio del timing.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una biforcazione stabile delle rotte globali. Da un lato, una rotta artica gestita da Russia e Cina, accessibile stagionalmente, pi\u00f9 rapida ma con vincoli politici e assicurativi significativi. Dall&#8217;altro, le rotte meridionali pi\u00f9 costose ma senza le implicazioni geopolitiche di transitare attraverso acque sotto controllo russo. Le aziende italiane che sopravvivono sono quelle che hanno gi\u00e0 diversificato i fornitori, riducendo la dipendenza da supply chain lunghe a fornitore unico. Chi sta ancora gestendo l&#8217;import da un unico produttore cinese su rotta singola \u00e8 il profilo pi\u00f9 vulnerabile.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale \u00e8 gi\u00e0 scritto. La rotta artica diventer\u00e0 un corridoio commerciale rilevante non perch\u00e9 qualcuno lo abbia deciso in un vertice, ma perch\u00e9 il clima lo rende possibile e la geopolitica lo rende necessario. L&#8217;Europa si trova nella posizione di chi deve negoziare l&#8217;accesso a un&#8217;infrastruttura costruita da altri. Questo ridisegna i rapporti di forza nella logistica globale in modo permanente. Le aziende italiane che avranno costruito relazioni dirette con operatori logistici coreani, giapponesi o comunque non vincolati alle tensioni Russia-Occidente saranno in una posizione molto migliore per accedere a questa rotta quando le condizioni lo permetteranno.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Meccanica strumentale e componentistica<\/strong> \u00e8 il settore con la doppia esposizione pi\u00f9 evidente. Importa materie prime e semilavorati dall&#8217;Asia, esporta macchinari verso mercati che stanno diversificando le loro supply chain. Ogni giorno in pi\u00f9 di transit time si traduce in capitale circolante immobilizzato. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che le nuove infrastrutture artiche richiedono attrezzatura specializzata, sistemi idraulici per ambienti estremi e componentistica per icebreaker e piattaforme offshore: nicchie in cui la meccanica italiana ha una competenza concreta che pochi altri mercati europei possono replicare.<\/p>\n<p><strong>Moda, lusso e manifattura a alto valore aggiunto<\/strong> subisce l&#8217;impatto pi\u00f9 diretto sul time-to-market. Le collezioni che arrivano in ritardo perdono la finestra stagionale. Un produttore di pelletteria che importa pelli dalla Cina o dal Vietnam e vede allungarsi i tempi di consegna di 2-3 settimane sta subendo gi\u00e0 oggi un costo che non appare in nessun bilancio come &#8220;costo logistico&#8221;, ma comprime i margini attraverso rotture di stock o anticipazioni di ordine che assorbono liquidit\u00e0. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nel nearshoring della fornitura: paesi come Turchia, Marocco e Albania offrono gi\u00e0 alternative concrete per chi \u00e8 disposto a investire nel cambio di fornitore.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food export<\/strong> ha un&#8217;esposizione meno ovvia ma concreta. Chi esporta prodotti deperibili verso l&#8217;Asia orientale dipende da rotte veloci e affidabili. La Korea del Sud, il Giappone e Singapore sono mercati dove il Made in Italy alimentare ha margini straordinari, ma la logistica di raffreddamento su rotte lunghe \u00e8 gi\u00e0 costosa. Una riduzione del transit time di 15-20 giorni sulla rotta artica, se mai diventasse accessibile in modo affidabile, rappresenterebbe un vantaggio competitivo diretto rispetto ai concorrenti europei che non sanno come accedervi.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Trappole Artiche<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: dipendenza dall&#8217;infrastruttura russa.<\/strong> Qualunque azienda che valutasse la rotta artica come alternativa strutturale deve fare i conti con il fatto che oltre il 50% della rotta corre nelle acque territoriali russe, sotto regolamentazione di Rosatom. Questo non \u00e8 un dettaglio tecnico: \u00e8 un vincolo geopolitico. Le sanzioni esistenti rendono gi\u00e0 oggi problematico per le aziende europee utilizzare questa rotta senza esporsi a rischi di compliance significativi. Il meccanismo \u00e8 semplice: pagare tariffe di transito a Rosatom equivale a trasferire risorse a un&#8217;entit\u00e0 sanzionata, con tutte le conseguenze legali che ne derivano.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: assenza di infrastruttura assicurativa.<\/strong> I principali Lloyd&#8217;s syndicates e i mercati assicurativi europei applicano premi proibitivi sulle rotte artiche, oppure semplicemente non coprono certi tratti. Questo crea un mercato parallelo di coperture non standard, spesso gestite da operatori con rating debole. Un&#8217;azienda italiana che affida un carico di alto valore a questa rotta senza verificare attentamente la qualit\u00e0 delle coperture sta assumendo un rischio che il prezzo del nolo non riflette.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: il trigger climatico come variabile operativa.<\/strong> La rotta artica dipende da un fenomeno che per definizione \u00e8 irregolare. Un&#8217;estate con ghiacci pi\u00f9 persistenti del previsto, un evento meteorologico estremo, un incidente che blocca un tratto della rotta, sono trigger che possono rendere inutilizzabile il corridoio senza preavviso. Chi ha costruito la propria supply chain attorno a questa rotta senza alternative pronte si trova nella stessa posizione di chi dipendeva dal Canale di Suez nel 2021, quando l&#8217;Ever Given blocc\u00f2 il traffico globale per sei giorni.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa vicenda non \u00e8 la rotta artica in s\u00e9. \u00c8 il ritardo sistemico con cui l&#8217;Europa, e le aziende europee con essa, si posiziona rispetto alle trasformazioni strutturali delle supply chain globali.<\/p>\n<p>Oggi, mentre i leader europei si riuniscono in Finlandia per discutere dell&#8217;Artico, Cina e Russia hanno gi\u00e0 costruito l&#8217;infrastruttura, stipulato gli accordi operativi e avviato i servizi commerciali. La Corea del Sud ha gi\u00e0 completato un transito dimostrativo. L&#8217;Europa ha un summit. Questo non \u00e8 un giudizio politico: \u00e8 una constatazione operativa con conseguenze dirette per chi fa business.<\/p>\n<p>La vera partita che si gioca in Artico non \u00e8 quella delle rotte commerciali. \u00c8 il controllo dei nodi logistici del futuro. Chi gestisce i rompighiaccio controlla i flussi. Chi costruisce i porti profondi detta le condizioni di accesso. L&#8217;Europa non ha nessuna di queste leve nella parte pi\u00f9 critica della rotta, quella che corre lungo le coste russe. Il summit in Finlandia serve a consolidare la presenza europea nell&#8217;Artico europeo, che \u00e8 una cosa completamente diversa e geograficamente limitata.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori italiani, la lezione operativa non \u00e8 &#8220;valutate la rotta artica come alternativa logistica&#8221;. Quella \u00e8 una decisione che dipende da troppe variabili ancora instabili. La lezione \u00e8 pi\u00f9 sottile: i prossimi 5-10 anni vedranno una biforcazione permanente delle rotte globali, con un corridoio settentrionale russo-cinese e corridoi meridionali sempre pi\u00f9 costosi e assicurativamente complessi. Chi oggi costruisce relazioni con operatori logistici che hanno accesso a entrambi i sistemi, chi diversifica i fornitori riducendo la dipendenza da rotte singole, chi monitora i transit time come KPI operativo con la stessa attenzione che riserva ai margini di prodotto, \u00e8 in grado di adattarsi a qualunque scenario si materializzi.<\/p>\n<p>Gli altri scopriranno il problema sulla propria bolletta doganale, tre anni in ritardo.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sulla Rotta Artica<\/h2>\n<p><strong>Quanto tempo si risparmia realmente usando la rotta artica rispetto a quella tradizionale?<\/strong><br \/>La rotta artica settentrionale riduce i tempi di navigazione tra Asia ed Europa da oltre 40 giorni (via Suez) a 18-25 giorni. Il risparmio varia a seconda del punto di origine e destinazione, ma mediamente si guadagnano 15-32 giorni. Questo si traduce direttamente in minori costi di carburante, equipaggio e capitale circolante immobilizzato.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i principali ostacoli all&#8217;utilizzo della rotta artica per le aziende europee oggi?<\/strong><br \/>I principali ostacoli sono tre: il vincolo geopolitico (la rotta corre principalmente in acque russe sotto sanzioni), l&#8217;assenza di copertura assicurativa affidabile e la limitazione stagionale (praticabile solo 2-4 mesi l&#8217;anno). A questi si aggiunge il rischio di compliance per le aziende europee che dovessero pagare tariffe di transito a Rosatom, classificato come entit\u00e0 sanzionata.<\/p>\n<p><strong>La rotta artica diventer\u00e0 mai la principale via commerciale tra Asia ed Europa?<\/strong><br \/>Nell&#8217;arco di 10-20 anni \u00e8 probabile che diventi una rotta complementare strutturale, accessibile per 6-8 mesi all&#8217;anno grazie al ritiro dei ghiacci. Tuttavia, non sostituir\u00e0 completamente le rotte meridionali, che rimarranno importanti per volumi maggiori e carichi meno sensibili ai tempi di transito. Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una biforcazione permanente tra due corridoi.<\/p>\n<p><strong>Come posso preparare la mia azienda a questa trasformazione della logistica globale?<\/strong><br \/>Tre azioni concrete: (1) diversifica i tuoi fornitori riducendo la dipendenza da rotte singole, (2) costruisci relazioni con operatori logistici che hanno accesso a multiple corridor logistiche, inclusi operatori asiatici non vincolati dalle sanzioni occidentali, (3) monitora i transit time come KPI critico della tua supply chain, aggiornando regolarmente le tue stime di working capital.<\/p>\n<p><strong>Quale impatto avr\u00e0 la rotta artica sui costi di importazione dall&#8217;Asia per le PMI italiane?<\/strong><br \/>Negli anni immediatamente seguenti, l&#8217;impatto sar\u00e0 contenuto poich\u00e9 la capacit\u00e0 disponibile sulla rotta artica rimane limitata. Tuttavia, il fatto che questa rotta esista create una biforcazione dei prezzi: chi riesce ad accedervi beneficia di un vantaggio competitivo duraturo, mentre chi rimane vincolato alle rotte meridionali subisce costi strutturalmente pi\u00f9 elevati. Le PMI che diversificano e costruiscono relazioni giuste potranno accedere a questo vantaggio; le altre no.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte artico-russo:<\/strong> dichiarazioni di Rosatom sull&#8217;espansione della flotta di rompighiaccio e nuove tariffe di transito, volumi mensili di cargo sulla Northern Sea Route pubblicati dalle autorit\u00e0 russe, eventuali accordi bilaterali tra Russia e paesi asiatici per l&#8217;utilizzo della rotta.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> esiti del summit in Lapponia e investimenti annunciati nell&#8217;Artico europeo, posizione della Commissione europea sull&#8217;utilizzo commerciale della rotta da parte di aziende UE nel contesto delle sanzioni esistenti, eventuali deroghe o chiarimenti dalla DG FISMA sulla compliance per operatori logistici.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> spread tra premi assicurativi per rotte via Bab el-Mandeb e rotte via Capo di Buona Speranza, noli spot Asia-Europa su entrambe le rotte, andamento del Baltic Exchange Dry Index come indicatore anticipatore della domanda di capacit\u00e0 di stiva.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte degli operatori:<\/strong> decisioni di COSCO, MSC e Maersk sull&#8217;utilizzo della rotta artica, nuovi servizi annunciati da compagnie asiatiche, posizione delle principali compagnie di assicurazione marittima sui rischi polari.<\/p>\n<h2>Artico, 2026: La Mappa si Ridisegna Senza Chiedere il Permesso<\/h2>\n<p>La nave sudcoreana entrata in porto britannico questa settimana non \u00e8 una curiosit\u00e0 geografica. \u00c8 un segnale anticipatore di un riassestamento che avviene indipendentemente dai summit, dai comunicati e dalle posizioni politiche. I ghiacci si ritirano. Le rotte si aprono. Chi ha l&#8217;infrastruttura detta le condizioni.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa arriva a questo tavolo con le buone intenzioni e 230 milioni di euro di investimenti in Groenlandia, in un momento in cui Russia e Cina hanno gi\u00e0 costruito rompighiaccio nucleari e firmato accordi operativi. Il gap non \u00e8 solo tecnologico o finanziario: \u00e8 di velocit\u00e0 decisionale e di postura strategica. Le imprese italiane eccellono nella qualit\u00e0 del prodotto, nella capacit\u00e0 di adattamento e nella creativit\u00e0 operativa. Ma queste qualit\u00e0 valgono zero se la supply chain che le sostiene \u00e8 costruita su rotte che altri controllano e altri possono chiudere.<\/p>\n<p>La rotta artica non \u00e8 un&#8217;alternativa logistica. \u00c8 la prova che le mappe del commercio globale si ridisegnano mentre tu stai ancora guardando la vecchia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Helsinki, 13 settembre 2026. 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