{"id":1236,"date":"2026-09-18T07:03:33","date_gmt":"2026-09-18T06:03:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/canada-e-ue-come-lalleanza-commerciale-impatta-le-tue-esportazioni"},"modified":"2026-09-18T07:30:19","modified_gmt":"2026-09-18T06:30:19","slug":"canada-e-ue-come-lalleanza-commerciale-impatta-le-tue-esportazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/canada-e-ue-come-lalleanza-commerciale-impatta-le-tue-esportazioni","title":{"rendered":"Canada e UE: come l&#8217;alleanza commerciale impatta le tue esportazioni"},"content":{"rendered":"<p>Strasburgo, 18 settembre 2026. Mark Carney sale al podio del Parlamento Europeo e, davanti a una platea che non \u00e8 ancora tecnicamente la sua, pronuncia la frase che tutti aspettavano: non una proposta di potere alternativo, dice, ma di resilienza. Il pubblico applaude. Trump, a migliaia di chilometri, risponde come sempre: con la minaccia di dazi.<\/p>\n<p>Quello che sta accadendo tra Canada e Unione Europea non \u00e8 un episodio diplomatico. \u00c8 un ridisegno strutturale delle alleanze commerciali globali, e il timing non \u00e8 casuale.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane che esportano, che acquistano materie prime, che dipendono da rotte transatlantiche o che stanno valutando l&#8217;accesso al mercato nordamericano, questa partita non \u00e8 uno spettacolo da guardare. \u00c8 un cambiamento di scenario che impatta costi, accesso ai mercati e posizionamento competitivo gi\u00e0 nei prossimi mesi. La domanda non \u00e8 se l&#8217;avvicinamento Canada-UE avr\u00e0 conseguenze. \u00c8 se sei gi\u00e0 nella mappa del commercio che sta emergendo, o se stai ancora usando quella del 2022.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Un&#8217;Alleanza da 700 Miliardi<\/h2>\n<p>Il commercio bilaterale tra Canada e Unione Europea vale oggi circa 100 miliardi di euro annui, con il CETA in vigore dal 2017 che ha gi\u00e0 eliminato il 98% dei dazi sulle merci. Ma i numeri che rendono questa settimana diversa dalle precedenti sono altri.<\/p>\n<p>Il 71% delle esportazioni canadesi finisce oggi negli Stati Uniti: una concentrazione che, nelle parole degli economisti internazionali, trasforma ogni variazione della politica commerciale americana in un rischio sistemico per Ottawa. La proposta di Von der Leyen di riconoscere al Canada lo status di membro associato dell&#8217;Unione Europea, avanzata il 17 settembre, non \u00e8 una boutade diplomatica. \u00c8 una risposta progettata esattamente a questa vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sul fronte americano, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha gi\u00e0 colpito i dazi pi\u00f9 ampi imposti dall&#8217;amministrazione Trump, dichiarandoli incostituzionali nella loro forma pi\u00f9 estesa. Questo non elimina la leva tariffaria: l&#8217;amministrazione mantiene la capacit\u00e0 di agire su base settoriale, e nelle ultime ore Trump ha chiaramente dichiarato che qualsiasi accordo Canada-UE &#8220;con cattive intenzioni&#8221; porter\u00e0 a dazi pesanti sull&#8217;Europa. Il mercato ha reagito. L&#8217;indice di volatilit\u00e0 implicita sui titoli del settore automotive europeo ha segnato un rialzo nelle ultime 48 ore, mentre i Treasury decennali americani stanno attraversando il loro periodo pi\u00f9 difficile da oltre un secolo, con i rendimenti che salgono nonostante le incertezze macro, secondo i dati circolati ieri.<\/p>\n<p>La BCE, nel frattempo, pubblica questo mese il suo wage tracker. La crescita salariale negoziata nell&#8217;Eurozona \u00e8 al 2,7% nella prima met\u00e0 del 2027, un segnale che Lagarde legge come moderazione ma che per le imprese esportatrici significa costi di produzione ancora in pressione.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Collasso del Playbook Precedente<\/h2>\n<p>Per diciotto mesi, i mercati hanno operato con un&#8217;ipotesi di fondo: Trump minaccia, i mercati correggono, Trump arretra. Gli analisti di Wall Street l&#8217;hanno soprannominato il &#8220;TACO trade&#8221;, dall&#8217;acronimo che sintetizza la sequenza. Ieri, per la prima volta, MarketWatch ha aperto con una domanda diversa: e se questa volta il playbook non funzionasse?<\/p>\n<p>La differenza rispetto a diciotto mesi fa non \u00e8 nelle parole di Trump, identiche a se stesse. La differenza \u00e8 che ora esistono attori che non arretrano. Carney ha costruito la sua intera identit\u00e0 politica sull&#8217;opposizione alla coercizione commerciale americana, e una ritirata ora non \u00e8 solo politicamente impraticabile. \u00c8 strutturalmente impossibile, dopo aver parlato davanti al Parlamento Europeo. Questo \u00e8 il cambiamento di scenario che conta davvero.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 determinato da tre convergenze simultanee: l&#8217;esito dei ricorsi ai dazi alla Corte Suprema americana, che ha indebolito lo strumento americano ma non eliminato le varianti settoriali; l&#8217;accelerazione del negoziato CETA-plus, gi\u00e0 in discussione privata da mesi; e la ricerca europea di alternative affidabili per materie prime critiche, dopo l&#8217;esperienza con la dipendenza energetica dalla Russia. Il Canada offre minerali critici, energia, stabilit\u00e0 politica e allineamento valoriale. L&#8217;Europa offre un mercato da 450 milioni di persone. La matematica \u00e8 semplice.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Volatilit\u00e0 da Regime Uncertainty<\/h2>\n<p>I mercati in questo momento non stanno prezzando uno scenario definito. Stanno prezzando incertezza di regime, ovvero l&#8217;impossibilit\u00e0 strutturale di pianificare su politiche commerciali che cambiano con un tweet.<\/p>\n<p>L&#8217;euro ha tenuto nelle ultime 48 ore, ma la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni EUR\/USD a tre mesi \u00e8 salita, segnalando che chi muove capitali si copre da oscillazioni brusche in entrambe le direzioni. L&#8217;oro ha recuperato quota sopra i 2.400 dollari l&#8217;oncia, confermando il pattern di flight-to-safety che si attiva ogni volta che le tensioni transatlantiche escono dalla retorica e entrano nei comunicati ufficiali.<\/p>\n<p>Sul mercato azionario, il comparto chip europeo e nordamericano mostra un&#8217;anomalia interessante: Micron, Intel e altri titoli semiconduttori americani stanno rimbalzando forte, trainati dal calo dei timori su un rallentamento della spesa in AI. Questo \u00e8 un segnale da leggere con attenzione per le imprese manifatturiere italiane. La domanda di componenti avanzati non si \u00e8 fermata, si \u00e8 riorganizzata geograficamente.<\/p>\n<p>Il dato strutturale pi\u00f9 rilevante \u00e8 lo spread tra i costi di trasporto transatlantico e quelli intra-nordamericani. Qualsiasi riduzione della dipendenza canadese dagli USA si scontra con una realt\u00e0 fisica: spostare merci attraverso l&#8217;Atlantico costa significativamente pi\u00f9 che spostarle via terra tra Ottawa e Detroit. Questo significa che l&#8217;integrazione Canada-UE riduce la vulnerabilit\u00e0 politica, ma non azzera i costi logistici, almeno nel breve periodo.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il rischio concreto \u00e8 l&#8217;escalation tariffaria settoriale americana sull&#8217;Europa, nel caso in cui Trump decida di colpire in risposta all&#8217;avvicinamento con Ottawa. I settori pi\u00f9 esposti nell&#8217;immediato sono automotive, agroalimentare e acciaio. Tutti e tre hanno gi\u00e0 subito cicli di dazio americano in passato e sanno cosa significa uno stop improvviso all&#8217;export. Chi vende negli USA deve verificare oggi la propria esposizione tariffaria settoriale e aggiornare i contratti con clausole di force majeure o di revisione prezzi legate a variazioni doganali.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un&#8217;accelerazione del CETA-plus, con nuovi capitoli su materie prime critiche, energia e difesa. Per le PMI italiane che non hanno ancora strutturato un canale canadese, questa finestra \u00e8 l&#8217;ultima prima che il mercato si affollasse di concorrenti europei attratti dalle stesse opportunit\u00e0. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi ha gi\u00e0 un distributore locale, non chi sta ancora &#8220;valutando&#8221; di partecipare a una fiera a Toronto. Il reshoring di supply chain americane verso Canada, gi\u00e0 in corso per ragioni tariffarie, crea domanda di componentistica europea, macchinari e know-how manifatturiero che l&#8217;industria italiana pu\u00f2 intercettare.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> se il Canada diventasse effettivamente membro associato dell&#8217;UE, il precedente strutturale sarebbe enorme. Per la prima volta, un paese del G7 non europeo si integrerebbe formalmente nel perimetro regolatorio e commerciale dell&#8217;Unione. Questo ridisegna le catene di approvvigionamento di lungo periodo, modifica i criteri di accesso ai fondi europei per le imprese che operano in Canada, e crea un corridoio transatlantico preferenziale che le PMI italiane potrebbero attraversare con meno attrito di oggi. La lezione strutturale \u00e8 che la diversificazione dei partner commerciali non \u00e8 pi\u00f9 un esercizio accademico. \u00c8 diventata la strategia di sopravvivenza dei governi, e le imprese farebbero bene a imparare la stessa logica.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Macchinari e automazione industriale.<\/strong> Il Canada ha annunciato piani significativi di reindustrializzazione del settore manifatturiero, in parte per ridurre la dipendenza dalla produzione americana. La domanda di impianti, linee automatizzate e tecnologia di processo \u00e8 in crescita, e la meccanica strumentale italiana \u00e8 esattamente nel posizionamento giusto per rispondere. L&#8217;esposizione al rischio \u00e8 invece legata ai componenti che transitano dagli USA prima di arrivare in Canada. Qualsiasi escalation tariffaria americana allunga i tempi e alza i costi di consegna.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e vino.<\/strong> Il CETA ha aperto quote significative per i prodotti italiani in Canada, ma il tasso di utilizzo da parte delle PMI italiane resta inferiore al potenziale. Un&#8217;integrazione pi\u00f9 profonda Canada-UE potrebbe estendere o rafforzare queste quote. Il rischio immediato \u00e8 opposto. Dazi americani di ritorsione sull&#8217;agroalimentare europeo colpirebbero anche chi esporta verso gli USA senza avere nulla a che fare con la questione canadese, perch\u00e9 Trump raramente calibra le risposte con chirurgia settoriale.<\/p>\n<p><strong>Energie rinnovabili e minerali critici.<\/strong> Questo \u00e8 il settore meno ovvio ma forse il pi\u00f9 rilevante nel lungo periodo. Il Canada \u00e8 tra i principali produttori mondiali di litio, nichel, cobalto e terre rare, tutti materiali essenziali per la transizione energetica europea. L&#8217;accordo in costruzione punta esplicitamente a garantire all&#8217;Europa accesso privilegiato a queste risorse, riducendo la dipendenza dalla Cina. Le aziende italiane che operano nella filiera delle rinnovabili, dei veicoli elettrici o dello stoccaggio energetico dovrebbero monitorare con attenzione le clausole di approvvigionamento preferenziale che emergeranno dai negoziati.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che Possono Sorprenderti<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation tariffaria a freddo.<\/strong> Trump ha esplicitamente detto che un accordo Canada-UE &#8220;con cattive intenzioni&#8221; porter\u00e0 a dazi pesanti sull&#8217;Europa. Il problema \u00e8 che la definizione di &#8220;cattive intenzioni&#8221; \u00e8 soggettiva e arbitraria. Un&#8217;escalation non annunciata, su settori che oggi sembrano al sicuro, \u00e8 il rischio che pi\u00f9 difficilmente si pu\u00f2 hedgare senza un piano di diversificazione gi\u00e0 attivo. Chi esporta negli USA senza un piano B alternativo \u00e8 esposto a uno shock che non vedr\u00e0 arrivare nei dati macro prima che si materializzi nelle dogane.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Frammentazione del mercato nordamericano.<\/strong> Se il Canada si avvicina all&#8217;Europa mentre gli USA alzano barriere verso entrambi, le supply chain che oggi attraversano il confine Canada-USA si frammentano. Per le imprese europee che usano fornitori o distributori nordamericani con operazioni su entrambi i lati del confine, questo crea complessit\u00e0 operative, costi di compliance e rischi di blocco che oggi non esistono nei contratti.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Reazione asimmetrica dei mercati finanziari.<\/strong> Il &#8220;TACO trade&#8221; che ha guidato gli investitori per diciotto mesi sta perdendo affidabilit\u00e0. Se i mercati smettono di aspettarsi che Trump arretri, la prima reazione brusca potrebbe essere molto pi\u00f9 violenta delle correzioni precedenti, perch\u00e9 tutti si troveranno a riposizionarsi contemporaneamente. Per le imprese con esposizione valutaria in dollari americani o canadesi, questo \u00e8 il momento di rivedere le coperture.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa settimana non \u00e8 il discorso di Carney a Strasburgo. \u00c8 che Ursula von der Leyen abbia proposto l&#8217;associazione canadese il giorno prima, creando esattamente il palco che serviva. Questo \u00e8 coordinamento, non coincidenza. L&#8217;Europa sta imparando, lentamente e con ritardo, che la geopolitica si gioca anche sul timing delle dichiarazioni.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un paradosso che gli imprenditori europei devono tenere a mente: l&#8217;avvicinamento Canada-UE nasce da una debolezza reciproca mascherata da forza. Il Canada dipende al 71% dall&#8217;export americano e non pu\u00f2 realisticamente sostituirlo con l&#8217;Europa. L&#8217;Europa cerca materie prime critiche perch\u00e9 non \u00e8 riuscita a costruire una propria filiera in vent&#8217;anni di politica industriale annunciata e mai eseguita. Due vulnerabilit\u00e0 che si tengono per mano non producono automaticamente una forza.<\/p>\n<p>La vera partita, quella che nessuno nomina esplicitamente nei comunicati, \u00e8 la seguente: chi controlla l&#8217;accesso alle materie prime critiche controlla la transizione energetica, e quindi la competitivit\u00e0 industriale del prossimo decennio. Gli USA lo sanno, e il Chips and Science Act, l&#8217;Inflation Reduction Act e ora la risposta tariffaria alla mossa Canada-UE fanno tutti parte dello stesso calcolo strategico. L&#8217;Europa risponde, ma con tre anni di ritardo e senza la coerenza che serve.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori italiani, la lezione operativa \u00e8 questa: non aspettare che l&#8217;accordo sia firmato per capire se ti riguarda. Il ridisegno delle alleanze commerciali crea opportunit\u00e0 e chiude finestre in parallelo, e chi si muove quando il testo \u00e8 gi\u00e0 definitivo trova gi\u00e0 altri dentro.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte: Le Domande che gli Imprenditori Si Fanno<\/h2>\n<p><strong>Come posso verificare se la mia azienda \u00e8 esposta ai dazi sugli esportatori verso gli USA?<\/strong> Accedi al sito della Commissione europea e verifica il codice doganale dei tuoi prodotti. Poi controlla il database dell&#8217;amministrazione commerciale americana (USA Trade Online) per vedre se il tuo settore \u00e8 stato gi\u00e0 colpito da tariffe in passato o se figura nelle liste di possibili sanzioni collegate al conflitto Canada-UE. Se esporti negli USA, questa verifica \u00e8 obbligatoria entro le prossime 4 settimane.<\/p>\n<p><strong>Il Canada \u00e8 veramente una alternativa credibile agli USA come mercato di sbocco?<\/strong> S\u00ec, ma con una precisazione importante. Il Canada non \u00e8 un&#8217;alternativa al volume americano, \u00e8 un&#8217;alternativa alla concentrazione del rischio. Il mercato canadese vale circa il 3-4% del mercato americano, ma ha una crescita pi\u00f9 stabile e meno esposta alle volatilit\u00e0 politiche. Inoltre, l&#8217;accesso preferenziale a materie prime critiche ha valore strategico che non si misura solo in volume di export.<\/p>\n<p><strong>Devo aprire una filiale o un ufficio commerciale in Canada adesso?<\/strong> Dipende dal tuo settore e dal tuo modello di business. Se sei nel settore agroalimentare, macchinari industriali o energie rinnovabili, la risposta \u00e8 s\u00ec, ma non necessariamente con una filiale. Un distributore locale o un agente con credibilit\u00e0 nel mercato canadese \u00e8 spesso la soluzione pi\u00f9 efficiente per le PMI. Se sei in un settore artigianale o di nicchia, puoi attendere il consolidamento dell&#8217;accordo CETA-plus prima di investire in strutture permanenti.<\/p>\n<p><strong>Quali hedge finanziari devo attivare per coprirmi dalla volatilit\u00e0 valutaria?<\/strong> Questo dipende dalla tua esposizione in valute estere. Se incassi in dollari americani, una copertura in forward sui tassi di cambio EUR\/USD \u00e8 consigliata da subito. Se incassi in dollari canadesi, il CAD \u00e8 storicamente meno volatile dell&#8217;USD, ma proprio per questo \u00e8 meno liquido nei mercati dei derivati. Parla con il tuo intermediario bancario per strutturare una strategia di hedging che rifletta il tuo profilo di rischio.<\/p>\n<p><strong>Che cosa dovrei inserire nei miei contratti di export per proteggermi dalle nuove tariffe?<\/strong> Una clausola di revisione prezzo legata a variazioni tariffarie superiori al 5% \u00e8 lo standard minimo per i contratti di export a medio termine. Aggiungi una clausola di force majeure specifica per le tariffe commerciali, che ti consenta di rinegoziare o sciogliere il contratto se i costi aumentano oltre una soglia predefinita. Consulta un avvocato specializzato in diritto commerciale internazionale prima di finalizzare la redazione.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Canada-UE:<\/strong> i prossimi contatti formali tra il governo Carney e la Commissione europea, con particolare attenzione alle clausole sui minerali critici e ai capitoli del CETA-plus relativi a standard di prodotto. Monitora anche qualsiasi dichiarazione del governo francese o tedesco sull&#8217;associazione canadese, perch\u00e9 i due paesi avranno veto di fatto sul processo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> i dazi settoriali che l&#8217;amministrazione Trump ha ancora la capacit\u00e0 di imporre unilateralmente, con focus su automotive, acciaio e semiconduttori. Segui anche la risposta del Congresso americano, dove esiste una lobby industriale con forti interessi nelle supply chain integrate USA-Canada che potrebbe frenare l&#8217;escalation.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> la volatilit\u00e0 implicita sull&#8217;euro-dollaro nelle prossime due settimane. Monitora i prezzi spot di litio e nichel, che reagiranno a qualsiasi annuncio sulle clausole di approvvigionamento dell&#8217;accordo. Osserva anche lo spread sui credit default swap delle aziende automotive europee con export significativo negli USA.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte multilaterale:<\/strong> la posizione del WTO rispetto ai dazi settoriali americani ancora in vigore dopo la sentenza della Corte Suprema. Seguire anche le prossime mosse del governo britannico, che si trova in una posizione scomoda tra la sua relazione speciale con Washington e la necessit\u00e0 di non rimanere fuori dal nuovo perimetro commerciale transatlantico che si sta disegnando.<\/p>\n<h2>La Resilienza Non Basta Se Non Hai Gi\u00e0 Firmato<\/h2>\n<p>Carney parler\u00e0 ancora. Trump risponder\u00e0 ancora. I mercati si agiteranno e si stabilizzeranno, e poi si agiteranno di nuovo. Ma la dinamica sottostante non cambia. I grandi player stanno riducendo le dipendenze concentrate, diversificando i partner commerciali, costruendo corridoi alternativi. Lo stanno facendo i governi. Lo stanno facendo le multinazionali. E lo stanno facendo i tuoi concorrenti pi\u00f9 lungimiranti.<\/p>\n<p>La resilienza \u00e8 diventata la parola d&#8217;ordine della stagione diplomatica, ma per un&#8217;impresa la resilienza non \u00e8 una dichiarazione di intenti. \u00c8 la firma su un contratto con un fornitore alternativo. \u00c8 l&#8217;accordo con un distributore canadese che esiste gi\u00e0. \u00c8 la copertura valutaria gi\u00e0 attiva quando arriva lo shock.<\/p>\n<p>La diversificazione commerciale non \u00e8 la strategia dei governi forti. \u00c8 la tattica di sopravvivenza di chiunque abbia capito che le regole del gioco cambiano prima che qualcuno le annunci ufficialmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strasburgo, 18 settembre 2026. Mark Carney sale al podio del Parlamento Europeo e, davanti a una platea che non \u00e8 ancora tecnicamente la sua, pronuncia la frase che tutti aspettavano: non una proposta di potere alternativo, dice, ma di resilienza. Il pubblico applaude. 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