{"id":1256,"date":"2026-09-21T07:03:46","date_gmt":"2026-09-21T06:03:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/costo-diesel-logistica-come-la-guerra-colpisce-i-tuoi-margini"},"modified":"2026-09-21T07:03:46","modified_gmt":"2026-09-21T06:03:46","slug":"costo-diesel-logistica-come-la-guerra-colpisce-i-tuoi-margini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/costo-diesel-logistica-come-la-guerra-colpisce-i-tuoi-margini","title":{"rendered":"Costo diesel logistica: come la guerra colpisce i tuoi margini"},"content":{"rendered":"<p>Kyiv, 21 settembre 2026. L&#8217;operazione \u00e8 durata pochi minuti. Un drone ucraino ha centrato un impianto di raffinazione russo nel cuore della notte, e le fiamme erano ancora visibili all&#8217;alba quando i mercati asiatici hanno aperto i futures sul petrolio. Non \u00e8 la prima volta, non sar\u00e0 l&#8217;ultima. Ma ogni volta che accade, il meccanismo si ripete con una precisione che dovrebbe preoccupare chi gestisce una flotta di camion, paga bollette in euro o ha catene di fornitura che attraversano pi\u00f9 frontiere.<\/p>\n<p><em>La vera partita non \u00e8 chi vince la guerra. \u00c8 chi paga il conto ogni volta che viene colpita una raffineria.<\/em><\/p>\n<p>La distinzione che quasi nessuno fa, e che invece vale oro per chi fa impresa, \u00e8 quella tra prezzo del greggio e capacit\u00e0 di raffinazione. Il petrolio abbonda: gli USA producono ai livelli record della loro storia. Ma trasformare il greggio in diesel utilizzabile \u00e8 un&#8217;altra questione, e qui il sistema mostra crepe che nessun decreto governativo risolver\u00e0 nel breve periodo. Quando una raffineria russa brucia, non \u00e8 solo un problema di Mosca. \u00c8 un problema di chi deve riempire il serbatoio di un TIR a Rotterdam, pagare la bolletta energetica di un capannone a Brescia o calcolare i costi di distribuzione per un export in partenza da Gioia Tauro.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La Crisi di Raffinazione che Nessuno Vuole Nominare<\/h2>\n<p>Il dato che colpisce non \u00e8 il prezzo del barile, \u00e8 la percentuale di utilizzo delle raffinerie americane: 97% di capacit\u00e0 operativa, un livello che nel settore viene definito informalmente &#8220;col check engine acceso&#8221;. Non c&#8217;\u00e8 margine di manutenzione, non c&#8217;\u00e8 buffer per la conversione stagionale ai blend invernali. Il sistema sta girando al massimo, e basta un evento esterno per far saltare l&#8217;equilibrio.<\/p>\n<p>Secondo GasBuddy, l&#8217;analisi aggregata dei consumi americani mostra che dal 1\u00b0 marzo 2026 ad oggi i consumatori USA hanno speso 70 dollari in pi\u00f9 per la benzina rispetto allo stesso periodo del 2025, e 44 dollari in pi\u00f9 per il diesel. Il totale aggregato supera i 114 miliardi di dollari di spesa aggiuntiva in soli sei mesi. \u00c8 una cifra che descrive non un trimestre difficile ma un trasferimento permanente di ricchezza dai consumatori finali verso chi controlla le infrastrutture energetiche globali.<\/p>\n<p>La causa strutturale ha trent&#8217;anni. Negli USA, come in Europa, le politiche degli anni Novanta e Duemila hanno progressivamente frenato gli investimenti in nuova capacit\u00e0 di raffinazione, nell&#8217;assunzione che il mercato globale avrebbe sempre garantito l&#8217;accesso a prodotti raffinati dall&#8217;estero. Quella scommessa funzionava finch\u00e9 il mondo era stabile. Adesso, con la Russia fuori dai mercati europei e le sue raffinerie sotto attacco sistematico, il sistema dimostra di non avere reti di sicurezza. Il diesel \u00e8 una commodity globalmente scambiata: quando un nodo produttivo viene distrutto, il prezzo sale ovunque, indipendentemente da dove sei fisicamente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non Casuale di un&#8217;Escalation Energetica<\/h2>\n<p>Gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe non sono nuovi, ma il loro ritmo e la loro profondit\u00e0 sono cambiati nel corso del 2026. La logica militare \u00e8 chiara: colpire la capacit\u00e0 di raffinazione significa ridurre i ricavi russi in valuta forte e complicare la logistica militare di Mosca, che dipende dal diesel tanto quanto qualsiasi altro esercito. Ma la conseguenza collaterale \u00e8 che ogni raffineria che smette di produrre toglie capacit\u00e0 dal mercato globale di un prodotto che non ha alternative a breve termine.<\/p>\n<p>La stagione conta. Settembre \u00e8 il mese in cui normalmente le raffinerie americane ed europee effettuano la manutenzione e la conversione ai blend invernali. Quest&#8217;anno, come spiega chiaramente il contesto industriale, questa finestra di manutenzione non \u00e8 stata utilizzata perch\u00e9 la domanda globale non ha lasciato margini. Entriamo nell&#8217;autunno 2026 con impianti che girano al massimo da mesi, senza manutenzione ordinaria, in un mercato gi\u00e0 sotto pressione. Il timing non \u00e8 casuale: \u00e8 la convergenza tra ciclo bellico, ciclo stagionale e ciclo industriale.<\/p>\n<p>Va aggiunto che il settore agricolo entra ora nella fase critica dei raccolti invernali. I trattori e la logistica agricola dipendono dal diesel. Se i prezzi rimangono elevati nelle prossime settimane, il costo si trasferir\u00e0 sui prezzi alimentari con un ritardo di tre-sei mesi. Un meccanismo che la BCE conosce bene ma che ancora non compare nei modelli di inflazione con la visibilit\u00e0 che meriterebbe: il tracker sui salari pubblicato a settembre mostra un&#8217;accelerazione attesa all&#8217;2,7% per il primo semestre 2027, ma quella stima incorpora aspettative di stabilizzazione energetica che potrebbero rivelarsi ottimistiche.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Spot e Strutturali<\/h2>\n<p>I prezzi del petrolio rimangono elevati in questa fase, con il mercato che ha gi\u00e0 incorporato l&#8217;attacco alla raffineria russa nelle quotazioni dei futures sul diesel europeo. La volatilit\u00e0 implicita sui contratti energetici a tre mesi \u00e8 aumentata rispetto al mese scorso, segnale che gli operatori si aspettano altri eventi destabilizzanti prima della fine dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, l&#8217;euro ha subito pressioni nelle ultime settimane, in parte per la debolezza dei dati manifatturieri europei, in parte perch\u00e9 l&#8217;Europa importa energia in dollari e ogni rincaro del petrolio peggiora il deficit energetico della bilancia commerciale. Il dato sull&#8217;aspettative dei consumatori pubblicato dalla BCE a settembre 2026 mostra un deterioramento della fiducia, compatibile con uno scenario di stagflazione strisciante: inflazione che riprende vigore mentre la crescita rimane anemica.<\/p>\n<p>L&#8217;oro \u00e8 rimasto su livelli difensivi, classico segnale di flight-to-safety. Gli spread sui credit default swap delle compagnie di trasporto merci su strada sono saliti: il mercato sta prezzando un deterioramento dei margini per le aziende pi\u00f9 esposte al costo del diesel. \u00c8 esattamente il tipo di segnale che precede le difficolt\u00e0 nelle supply chain prima che queste diventino visibili negli utili trimestrali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Quando il Diesel Diventa una Variabile Strategica<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Il costo del diesel \u00e8 gi\u00e0 dentro i bilanci, spesso mascherato da voci generiche di &#8220;logistica&#8221; o &#8220;approvvigionamento&#8221;. Le aziende che non hanno aggiornato i loro contratti di trasporto con clausole di fuel surcharge o che non hanno coperture hedging sull&#8217;energia stanno assorbendo forzatamente aumenti che i loro concorrenti pi\u00f9 strutturati hanno invece scaricato a valle. Chi esporta con trasporto su gomma verso mercati extra-europei deve ricalcolare immediatamente i costi di lancio: un&#8217;offerta presentata tre mesi fa con certi parametri di margine potrebbe essere gi\u00e0 in perdita oggi. L&#8217;azione concreta da fare ora \u00e8 aprire una revisione di tutti i contratti di fornitura e trasporto attivi, identificando dove manca una clausola di adeguamento automatico al prezzo dell&#8217;energia.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che la capacit\u00e0 di raffinazione globale non si espanda nei prossimi diciotto mesi, perch\u00e9 costruire o ampliare una raffineria richiede anni e miliardi di investimenti che nessun player vuole impegnare in un mercato con questo livello di incertezza geopolitica. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi ha gi\u00e0 diversificato i propri fornitori di trasporto, chi ha spostato parte della logistica su modalit\u00e0 meno esposte al diesel (ferrovia, intermodale), e chi ha negoziato contratti energetici pluriennali con componente fissa. Chi non lo ha fatto si trover\u00e0 a competere in un mercato dove i costi variabili crescono pi\u00f9 velocemente dei prezzi di vendita: una forbice che comprime i margini operativi fino a rendere certe commesse estere strutturalmente non profittevoli.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Questo \u00e8 il momento in cui si ridisegna la geografia industriale europea. Le aziende che dipendono da catene di fornitura lunghe e diesel-intensive stanno scoprendo che il loro modello di business incorporava un&#8217;assunzione implicita di energia a basso costo che non \u00e8 pi\u00f9 valida. Il reshoring produttivo che la UE spinge da anni trova qui un argomento economico che la politica non era riuscita a costruire: avere fornitori vicini, ridurre i chilometri di catena, costruire buffer locali. Non come scelta ideologica, ma come risposta razionale a un costo del trasporto strutturalmente pi\u00f9 alto. Le imprese italiane che hanno gi\u00e0 iniziato questo percorso, spinte dalle disruption del 2021-2022, si trovano ora in una posizione di vantaggio che i numeri renderanno visibile nei prossimi bilanci.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Logistica e trasporto merci su strada.<\/strong> L&#8217;esposizione diretta \u00e8 ovvia, ma l&#8217;opportunit\u00e0 meno: le aziende di logistica che hanno investito in flotte ibride o a GNL, o che hanno costruito accordi intermodali con l&#8217;operatore ferroviario, possono ora offrire ai clienti un cost per mile pi\u00f9 prevedibile rispetto ai concorrenti diesel-dipendenti. Chi ha la flotta giusta pu\u00f2 strappare contratti pluriennali a chi non l&#8217;ha.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e trasformazione.<\/strong> Il settore \u00e8 colpito due volte: dai costi di distribuzione dei prodotti finiti e dal costo delle materie prime agricole, che incorporeranno il diesel dei trattori nelle prossime stagioni. Le aziende agroalimentari italiane che esportano devono mettere a budget un aumento del costo delle materie prime per il primo semestre 2027. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 per chi riesce a consolidare la supply chain agricola locale, riducendo i chilometri tra campo e stabilimento.<\/p>\n<p><strong>Manifattura pesante e componenti industriali.<\/strong> Meno ovvio ma pi\u00f9 pericoloso: le aziende manifatturiere che hanno ottimizzato le loro supply chain su fornitori asiatici hanno costruito un modello che regge solo se il costo del trasporto rimane sotto una certa soglia. Quando quella soglia viene superata, l&#8217;import da Cina o Vietnam diventa meno conveniente del previsto, ma il sourcing alternativo europeo non \u00e8 stato sviluppato. Ci sono imprenditori che scoprono in questo momento di non avere un piano B, perch\u00e9 il piano B non era necessario finch\u00e9 il diesel costava poco.<\/p>\n<p><strong>Turismo e hospitality.<\/strong> Il costo del carburante aereo e del trasporto incide sui flussi turistici internazionali. Chi gestisce strutture ricettive che dipendono da turismo extra-europeo a lungo raggio potrebbe vedere un calo della domanda proveniente da mercati dove il costo del volo diventa proibitivo per il turista medio. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nel turismo europeo di prossimit\u00e0: chi riesce a intercettare il turista dell&#8217;Europa centrale che preferisce il treno all&#8217;aereo lavora su un segmento che cresce in questo scenario.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che Cambiano il Calcolo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio \u2014 Escalation degli attacchi alle infrastrutture energetiche russe:<\/strong> ogni nuovo attacco significativo toglie capacit\u00e0 produttiva dal mercato globale in modo permanente o semi-permanente. Una raffineria bombardata non si ricostruisce in settimane. Se il ritmo degli attacchi ucraini accelera, il mercato del diesel entra in uno scenario di scarsit\u00e0 strutturale che nessuna produzione americana o mediorientale riesce a compensare nel breve periodo.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio \u2014 Demand destruction e recessione a cascata:<\/strong> il settore dei trasporti americano sta gi\u00e0 tagliando rotte non profittevoli, e lo stesso accade in Europa con alcune tratte di trasporto merci. Se la domanda crolla perch\u00e9 il costo del carburante rende non sostenibili certi movimenti commerciali, il sistema non collassa in modo ordinato. Collassa in modo asimmetrico, colpendo prima le PMI che non hanno potere contrattuale per rinegoziare i contratti e poi risalendo verso i player pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio \u2014 Effetto agricolo ritardato sui prezzi alimentari:<\/strong> i farmers americani ed europei stanno pagando il diesel ai prezzi attuali per i raccolti di questa stagione. Quel costo entra nei prezzi dei prodotti alimentari con un ritardo di tre-sei mesi. Se l&#8217;inflazione alimentare riparte nel primo trimestre 2027, le banche centrali si trovano davanti a una scelta scomoda: tenere i tassi alti nonostante la debolezza della domanda, oppure accettare un&#8217;inflazione che erode il potere d&#8217;acquisto. In entrambi i casi, l&#8217;ambiente per le imprese esportatrici diventa pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti e Risposte Dirette<\/h2>\n<p><strong>D: Come posso proteggere i margini della mia azienda di logistica dal rincaro del diesel?<\/strong><br \/>R: Diversifica i fornitori di trasporto, integra clausole di fuel surcharge nei contratti con clienti, sviluppa accordi intermodali con operatori ferroviari, valuta l&#8217;investimento in flotte ibride o a GNL se il volume lo consente. Agisci immediatamente sui contratti in scadenza.<\/p>\n<p><strong>D: Sono un esportatore manifatturiero con supply chain asiatica. Cosa devo fare?<\/strong><br \/>R: Valuta il costo totale del trasporto marittimo e stradale con i nuovi parametri di prezzo del diesel. Analizza la fattibilit\u00e0 economica di sourcing europeo per i componenti critici. Inizia negoziazioni con fornitori europei alternativi prima che diventino fully booked.<\/p>\n<p><strong>D: L&#8217;aumento del prezzo del diesel avr\u00e0 effetto sui prezzi alimentari?<\/strong><br \/>R: S\u00ec, con ritardo di 3-6 mesi. Il costo del diesel dei trattori per i raccolti attuali si trasferisce sui prezzi agricoli e poi sui prezzi finali al consumo nel primo trimestre 2027. Metti a budget questo aumento se operi nel settore agroalimentare.<\/p>\n<p><strong>D: Quale indicatore devo monitorare per anticipare il prossimo shock energetico?<\/strong><br \/>R: Monitora la frequenza degli attacchi ucraini alle raffinerie russe, le quotazioni del diesel europeo (Platts ARA), il crack spread raffinazione, gli inventari settimanali EIA negli USA.<\/p>\n<p><strong>D: Conviene farsi coperture hedging sul prezzo del diesel?<\/strong><br \/>R: Dipende dal volume e dall&#8217;orizzonte temporale. Per contratti export pluriennali, s\u00ec. Consulta un trader di commodity per costruire una copertura che non sia eccessivamente costosa e che mantenga un margine di flessibilit\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa vicenda non \u00e8 il prezzo del diesel in s\u00e9. \u00c8 il numero di imprenditori che continuano a trattare il costo energetico come una variabile esogena su cui non hanno leva, quando in realt\u00e0 \u00e8 una delle poche variabili su cui si pu\u00f2 intervenire con strumenti concreti.<\/p>\n<p>Ho parlato con imprenditori che hanno ancora contratti di trasporto fermi al 2023, privi di qualsiasi clausola di adeguamento. Stanno assorbendo forzatamente l&#8217;aumento, e lo classificano come &#8220;costo del periodo&#8221;. Ma non \u00e8 il costo del periodo. \u00c8 il costo di una decisione non presa, o meglio, di una non-decisione che qualcuno ha fatto al posto loro. E il mercato non distingue tra chi ha subito passivamente e chi ha scelto di non agire.<\/p>\n<p>La vera questione che questa crisi porta sul tavolo \u00e8 strutturale: l&#8217;Europa ha costruito decenni di integrazione economica sull&#8217;assunzione implicita di energia abbondante e catene globali stabili. Entrambe quelle assunzioni sono cadute. Non stanno cadendo, sono gi\u00e0 cadute. Quello che stiamo vedendo adesso \u00e8 il momento in cui le aziende che si erano costruite su quelle assunzioni scoprono che il modello di business va rivisto. Non aggiornato: rivisto.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa non ha una politica energetica comune, ha ventisette politiche energetiche nazionali che si coordinano male. Lagarde a settembre ha parlato di &#8220;nuova era del capitale&#8221; tra sovranit\u00e0 e AI, ma il problema pi\u00f9 immediato delle PMI europee non \u00e8 l&#8217;AI: \u00e8 che pagano il diesel in dollari, fatturano in euro, e nel mezzo hanno un&#8217;esposizione valutaria e di commodity che nessun piano di digitalizzazione risolve. La lezione operativa \u00e8 semplice: il geopolitico si \u00e8 gi\u00e0 trasformato in costo variabile. Chi lo ha capito sta rinegoziando. Chi non lo ha capito scoprir\u00e0 il problema nel prossimo bilancio trimestrale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del conflitto russo-ucraino:<\/strong> frequenza e profondit\u00e0 degli attacchi a infrastrutture energetiche russe, capacit\u00e0 di risposta russa sulla produzione, eventuali accordi di tregua parziale che potrebbero stabilizzare il mercato.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati energetici:<\/strong> quotazioni diesel europeo (Platts ARA), differenziale crack spread raffinazione, prezzi del gas naturale europeo TTF, inventari settimanali EIA negli USA come proxy del mercato globale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle banche centrali:<\/strong> prossime comunicazioni BCE sull&#8217;inflazione energetica importata, revisione delle aspettative di inflazione per il primo trimestre 2027, eventuali cambiamenti nella stance sui tassi in risposta a un nuovo shock energetico.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte settoriale:<\/strong> indici di costo del trasporto merci su strada in Europa (Baltic Road Index), annunci di tagli capacit\u00e0 da parte di compagnie aeree sulle rotte transatlantiche, dati sui prezzi delle materie prime agricole come indicatore leading dell&#8217;inflazione alimentare attesa.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Conto che Arriva Sempre Dopo<\/h2>\n<p>Quelle fiamme su una raffineria russa sono spente da ore, ma il loro effetto sui bilanci europei si misurer\u00e0 ancora per mesi. La logica della guerra colpisce le infrastrutture militari, ma i costi si spostano su altri: sui consumatori che fanno benzina, sui distributori che pagano il diesel, sugli agricoltori che preparano il raccolto invernale, sulle aziende manifatturiere che calcolano i preventivi export con numeri diventati obsoleti prima di essere firmati.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco non \u00e8 semplicemente Russia contro Ucraina. \u00c8 la globalizzazione energetica contro la realt\u00e0 di un sistema di raffinazione che non si \u00e8 adattato al mondo che si stava costruendo intorno ad esso. Chi controlla la capacit\u00e0 di raffinare il greggio ha pi\u00f9 potere di chi controlla il greggio stesso: \u00e8 una differenza sottile ma, in questo momento, il punto esatto attorno a cui ruota tutto il resto.<\/p>\n<p>Un drone ucraino non sceglie i suoi bersagli pensando al tuo costo logistico. Ma il mercato non fa distinzioni di merito: il tuo bilancio paga comunque. La domanda rilevante non \u00e8 quando finir\u00e0 la guerra, \u00e8 se hai gi\u00e0 rivisto ogni contratto di trasporto e fornitura che hai firmato prima che il diesel diventasse una variabile geopolitica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kyiv, 21 settembre 2026. L&#8217;operazione \u00e8 durata pochi minuti. Un drone ucraino ha centrato un impianto di raffinazione russo nel cuore della notte, e le fiamme erano ancora visibili all&#8217;alba quando i mercati asiatici hanno aperto i futures sul petrolio. Non \u00e8 la prima volta, non sar\u00e0 l&#8217;ultima. 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