{"id":1261,"date":"2026-09-22T07:04:07","date_gmt":"2026-09-22T06:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-iran-usa-impatto-su-supply-chain-europee"},"modified":"2026-09-22T07:04:07","modified_gmt":"2026-09-22T06:04:07","slug":"crisi-iran-usa-impatto-su-supply-chain-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-iran-usa-impatto-su-supply-chain-europee","title":{"rendered":"Crisi Iran USA: impatto su supply chain europee"},"content":{"rendered":"<p>New York, 22 settembre 2026. Alla vigilia dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Trump ha dichiarato pubblicamente di stare valutando tre opzioni sull&#8217;Iran: distruggere il paese militarmente, lasciarlo marcire sotto sanzioni e blocco navale, oppure aspettare che Teheran torni al tavolo negoziale. Non \u00e8 una dichiarazione casuale, e il timing non \u00e8 casuale. Tre opzioni sul tavolo, all&#8217;apertura del pi\u00f9 importante palcoscenico diplomatico multilaterale dell&#8217;anno, mentre i mercati energetici globali guardano con attenzione crescente ai movimenti militari americani registrati in Europa e Medio Oriente nelle ultime ore.<\/p>\n<p><strong>Il confronto USA-Iran non \u00e8 una crisi bilaterale. \u00c8 il principale generatore di incertezza strutturale per le catene di approvvigionamento globali, e le PMI europee che operano nei settori esposti lo scopriranno sui loro bilanci prima di leggerlo sui giornali.<\/strong><\/p>\n<p>Quello che si sta consumando prima dell&#8217;UNGA 2026 \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo di una schermaglie diplomatica: \u00e8 la convergenza di tre pressioni simultanee, ognuna con una scadenza propria. Le elezioni di midterm americane alle porte, le elezioni israeliane in ottobre, e un Iran che, secondo le valutazioni dei principali analisti militari americani, sta deliberatamente aspettando il momento giusto per provocare un&#8217;escalation. Per chi esporta, gestisce logistica o ha fornitori nell&#8217;area, questo non \u00e8 lo scenario di un futuro lontano. \u00c8 il presente operativo.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Le Coordinate di una Crisi Che Si Accumula<\/h2>\n<p>Lo Stretto di Hormuz \u00e8 stato riaperto con la forza dalla Marina americana dopo che l&#8217;Iran aveva tentato di usarlo come leva negoziale ad aprile 2026. Da allora, nessuna cooperazione iraniana, ma un blocco navale statunitense rimasto operativo. Il Segretario al Tesoro Bessent ha implementato un regime di sanzioni definito &#8220;comprehensive&#8221; dagli analisti strategici americani, progettato per creare il massimo stress economico possibile sull&#8217;economia iraniana.<\/p>\n<p>Le riserve valutarie iraniane si sono ridotte significativamente nel corso del 2026, con stime che collocano la pressione economica interna a livelli paragonabili al periodo 2018-2019, ma aggravata dall&#8217;assenza delle valvole di sfogo che Teheran aveva usato in precedenza attraverso le esportazioni di petrolio verso Cina e altri mercati asiatici parzialmente chiusi dalle pressioni diplomatiche americane. Il blocco navale, combinato con le sanzioni secondarie, ha ridotto le esportazioni petrolifere iraniane a volumi storicamente bassi nel terzo trimestre 2026.<\/p>\n<p>Sul fronte militare, i movimenti di asset americani in Europa e Medio Oriente segnalati nelle ultime ore includono intensificazione delle operazioni aeree che gli analisti leggono come prepositioning, non come semplice pattugliamento. Le ambasciate USA nella regione hanno emesso avvisi di sicurezza per i cittadini americani all&#8217;estero, un indicatore che i servizi di intelligence considerano attendibile quando si avvicina una finestra di escalation.<\/p>\n<p>Bitcoin ha toccato un massimo degli ultimi otto mesi nella giornata di ieri, segnale che i mercati stanno prezzando una combinazione di appetite per il rischio ma anche di diversificazione da asset tradizionali in scenari di incertezza geopolitica prolungata. L&#8217;oro resta su livelli elevati. Il prezzo del greggio Brent fluttua su una banda di volatilit\u00e0 che riflette esattamente questa ambiguit\u00e0: n\u00e9 il panico di uno shock militare imminente, n\u00e9 la tranquillit\u00e0 di un accordo in vista.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: La Convergenza di Tre Scadenze<\/h2>\n<p>Il timing di questa crisi non \u00e8 accidentale. Tre scadenze convergono nello stesso arco temporale, e ciascuna ha la propria logica interna che ne amplifica le altre.<\/p>\n<p>Le elezioni di midterm americane, attese nei prossimi mesi, rappresentano la finestra pi\u00f9 sensibile per qualsiasi presidente in carica. Gli analisti militari americani valutano esplicitamente che l&#8217;Iran intenda provocare un&#8217;escalation proprio in questo periodo, con l&#8217;obiettivo di dimostrare all&#8217;opinione pubblica americana che Trump non sta &#8220;gestendo la guerra correttamente&#8221;. \u00c8 un calcolo strategico cinico ma razionale: destabilizzare il consenso interno dell&#8217;avversario usando la finestra elettorale come amplificatore.<\/p>\n<p>Le elezioni israeliane in ottobre aggiungono un secondo vincolo. Qualsiasi governo israeliano che affronta le urne in un contesto di escalation militare attiva con l&#8217;Iran ha incentivi molto diversi rispetto a un governo che gestisce una fase di stallo. Netanyahu, reduce da quello che gli analisti militari americani descrivono come una gestione determinata del conflitto, va alle urne in un contesto in cui la postura dura \u00e8 electoralmente premiante.<\/p>\n<p>Il terzo elemento \u00e8 strutturale: la finestra negoziale si \u00e8 chiusa. L&#8217;accordo firmato a giugno 2026 tra i due presidenti \u00e8 stato violato dall&#8217;Iran, secondo le valutazioni americane, in tempi brevissimi. Questo non \u00e8 solo un fallimento diplomatico: \u00e8 la chiusura dell&#8217;argomento negoziale come opzione credibile nel breve periodo. Chi aveva costruito scenari aziendali basati su una normalizzazione graduale del mercato iraniano, o su una riduzione della tensione nello Stretto, deve aggiornare quei modelli adesso.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Deboli che Anticipano Quelli Forti<\/h2>\n<p>Il petrolio \u00e8 il termometro pi\u00f9 immediato, ma \u00e8 anche il pi\u00f9 ingannatore. La volatilit\u00e0 attuale riflette una compressione di aspettative contradditorie: chi prezza un accordo negoziale tira il prezzo verso il basso, chi prezza un&#8217;escalation militare lo spinge verso l&#8217;alto. Il risultato \u00e8 una banda di oscillazione che non segnala n\u00e9 stabilit\u00e0 n\u00e9 crisi aperta, ma che nasconde un&#8217;asimmetria importante: uno shock al rialzo sarebbe rapido e violento, mentre un allentamento della tensione avverrebbe lentamente e con molta incertezza.<\/p>\n<p>I premi assicurativi per il trasporto marittimo nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz sono rimasti elevati per tutto il terzo trimestre 2026. Non sono tornati ai picchi del primo semestre, ma non sono neanche rientrati ai livelli pre-crisi. Questo \u00e8 un segnale strutturale, non spot: il mercato assicurativo ha gi\u00e0 ricalcolato il rischio di base di quella rotta come permanentemente pi\u00f9 alto rispetto al 2024.<\/p>\n<p>Il bitcoin a massimi di otto mesi \u00e8 un indicatore da leggere con attenzione: non segnala ottimismo economico generico, segnala che una parte significativa del capitale globale sta cercando riserve di valore al di fuori dei sistemi bancari tradizionali, in un contesto in cui le sanzioni americane hanno dimostrato di poter escludere interi paesi dal sistema finanziario internazionale. \u00c8 un segnale che riguarda direttamente le imprese che hanno esposizioni in valute emergenti o che dipendono da rotte di pagamento che passano per banche con esposizione a paesi sanzionati.<\/p>\n<p>La BCE, nel frattempo, si muove su un binario parallelo: il comunicato di ieri sull&#8217;investimento in titoli tokenizzati e il sistema Pontes segnala che l&#8217;istituzione sta costruendo infrastrutture finanziarie che riducono la dipendenza dai sistemi di clearing tradizionali. Il timing non \u00e8 casuale: il mondo post-sanzioni comprehensive ha accelerato la costruzione di infrastrutture finanziarie alternative su scala globale.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Tre Orizzonti da Gestire Adesso<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Il rischio operativo pi\u00f9 immediato \u00e8 la disruption logistica sulle rotte che transitano per il Golfo Persico o che dipendono da prezzi energetici stabili. Chi ha contratti di fornitura con clausole di prezzo fisse e non ha hedging sull&#8217;energia \u00e8 gi\u00e0 in una posizione vulnerabile. Le aziende con esposizione commerciale diretta o indiretta verso l&#8217;Iran, attraverso intermediari in UAE o Turchia, devono verificare immediatamente la propria compliance rispetto alle sanzioni secondarie americane: il regime Bessent si applica anche a soggetti terzi che facilitano transazioni con Teheran. Questo non \u00e8 un rischio teorico: \u00e8 il blocco doganale che arriva senza preavviso a chi non ha fatto il lavoro di verifica.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile, dati i vincoli elettorali americani e israeliani, \u00e8 un&#8217;escalation controllata nei prossimi tre-cinque mesi, seguita da un periodo di alta tensione gestita militarmente piuttosto che da un accordo negoziale. Per le imprese europee che esportano verso i mercati del Golfo, questo significa lavorare con mercati clienti che assorbono un livello di incertezza superiore alla media storica: i buyer in Arabia Saudita, UAE ed Egitto stanno gi\u00e0 diversificando i propri sourcing per ridurre la dipendenza da rotte potenzialmente interrotte. Chi arriva in questi mercati adesso, con offerta affidabile e logistica alternativa gi\u00e0 testata, trova meno concorrenza italiana di quanto si aspetti.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che si sta consolidando \u00e8 questo: gli accordi con l&#8217;Iran, anche quando firmati ai massimi livelli, hanno una vita operativa misurata in settimane, non in anni. Per sette amministrazioni americane successive questo problema \u00e8 stato passato alla successiva. L&#8217;amministrazione Trump ha deciso di non farlo. Qualunque sia l&#8217;esito militare o diplomatico, questo segna un ridisegno permanente delle mappe di rischio geopolitico per chiunque operi con la regione. Il costo dell&#8217;assicurazione del rischio-paese per tutta l&#8217;area MENA uscir\u00e0 strutturalmente pi\u00f9 alto da questa fase, indipendentemente da come si chiude.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero con supply chain energetica.<\/strong> Le aziende italiane che producono con processi ad alta intensit\u00e0 energetica e non hanno hedging sui prezzi del gas e del petrolio sono le pi\u00f9 esposte a uno shock immediato. Non stiamo parlando solo del settore chimico o della ceramica: qualsiasi manifatturiero con margini operativi sotto il 12-15% non ha cuscinetto sufficiente per assorbire un picco petrolifero del 20-30% senza intervenire sui prezzi di vendita o sui costi di produzione. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 per chi ha gi\u00e0 investito nell&#8217;efficienza energetica o ha contratti di lungo periodo con fornitori di rinnovabili: quella struttura di costo diventa un vantaggio competitivo diretto in fase di crisi energetica.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e fertilizzanti.<\/strong> L&#8217;Iran \u00e8 un produttore rilevante di urea e input agricoli che entrano nel mercato globale attraverso intermediari. Un inasprimento delle sanzioni o un blocco logistico aggravato dalla tensione militare pu\u00f2 tradursi in pressioni aggiuntive sui prezzi dei fertilizzanti, gi\u00e0 sotto stress dalla guerra in Ucraina. Le cooperative agricole italiane e le aziende dell&#8217;agroalimentare che dipendono da input chimici devono includere questo scenario nella pianificazione degli acquisti per il ciclo 2027. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nei mercati di sbocco: i buyer del Golfo, con disponibilit\u00e0 finanziaria elevata ma vulnerabilit\u00e0 sulla food security, sono disposti a pagare premium per forniture garantite di prodotti europei certificati.<\/p>\n<p><strong>Logistica e trasporto merci.<\/strong> Chi gestisce rotte via Suez o via Golfo sa gi\u00e0 cosa significa rerouting forzato: nel 2024, la crisi di Bab el-Mandeb aveva gi\u00e0 insegnato quella lezione. Il rischio ora \u00e8 una sovrapposizione di pressioni: Stretto di Hormuz con blocco navale, Bab el-Mandeb ancora instabile, e canale di Suez che assorbe volumi gi\u00e0 superiori alla capacit\u00e0 ottimale. Le imprese di logistica che non hanno ancora costruito accordi alternativi con vettori che operano via Capo di Buona Speranza o via rail attraverso la Turchia si trovano in una posizione di dipendenza da rotte a rischio simultaneo. L&#8217;esposizione meno evidente riguarda i produttori italiani di meccanica strumentale che esportano in Asia: tempi di consegna allungati e costi assicurativi pi\u00f9 alti possono rendere meno competitive offerte commerciali che erano state costruite su tempi e costi 2024.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Variabili che Cambiano lo Scenario<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation prima delle midterm.<\/strong> Il calcolo strategico iraniano, secondo le valutazioni pi\u00f9 credibili degli analisti militari, punta deliberatamente alla finestra pre-elettorale americana. Un&#8217;azione militare iraniana, anche indiretta attraverso proxy, in questa finestra temporale potrebbe innescare una risposta americana e israeliana che in pochi giorni riporta il Golfo a condizioni di accesso interrotto. Per le imprese con spedizioni in transito o contratti di consegna su quella rotta, il rischio non \u00e8 ipotetico: \u00e8 un trigger con probabilit\u00e0 assegnabile.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Sanzioni secondarie su intermediari terzi.<\/strong> Il regime Bessent colpisce non solo le entit\u00e0 iraniane dirette, ma anche i facilitatori. Banche UAE, trader turchi, intermediari con sede in Oman che lavorano con l&#8217;Iran possono ricevere designazioni secondarie senza preavviso. Le PMI italiane che usano questi canali, anche indirettamente, per pagamenti o forniture hanno un&#8217;esposizione legale e reputazionale che spesso non hanno mappato. Il blocco non arriva annunciato.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Contagio della percezione del rischio MENA.<\/strong> Anche se l&#8217;escalation rimanesse geograficamente contenuta, un aggravarsi della crisi Iran-USA ha l&#8217;effetto di rialzare la percezione del rischio sull&#8217;intera area MENA presso gli istituti di credito europei e gli assicuratori. Questo pu\u00f2 tradursi in revisione delle linee di credito all&#8217;export, aumento dei costi delle polizze SACE, e rallentamento nell&#8217;approvazione di garanzie bancarie per operazioni con controparti nella regione. Il meccanismo \u00e8 noto: i mercati assicurativi reagiscono per area geografica, non per distinzione fine tra paesi.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa fase non \u00e8 la crisi in s\u00e9. Le crisi con l&#8217;Iran sono una costante degli ultimi vent&#8217;anni. Quello che mi colpisce \u00e8 la struttura della scelta che \u00e8 stata fatta esplicitamente pubblica alla vigilia dell&#8217;UNGA: tre opzioni sul tavolo, dichiarate dal presidente americano in persona, in quello che i diplomatici chiamano &#8220;strategic messaging&#8221; e che in realt\u00e0 \u00e8 qualcosa di diverso.<\/p>\n<p>Trump sta facendo quello che nessuno dei suoi predecessori ha fatto: togliere ambiguit\u00e0 deliberata dal tavolo. Per sette amministrazioni, l&#8217;ambiguit\u00e0 era stata la strategia stessa. Lasciare aperta l&#8217;interpretazione, mantenere margini di manovra, non chiudere porte. Il risultato \u00e8 stato un Iran che ha imparato a usare quell&#8217;ambiguit\u00e0 per guadagnare tempo, ricostruire capacit\u00e0, firmare accordi e violarli sistematicamente.<\/p>\n<p>Il problema per le imprese europee non \u00e8 capire chi ha ragione. Il problema \u00e8 che questa struttura binaria, ovvero accordo totale o distruzione, elimina la zona grigia in cui molte strategie commerciali europee erano state costruite negli ultimi decenni. Le imprese italiane che avevano tenuto aperte opzioni sull&#8217;Iran attraverso intermediari in paesi terzi, convinte che la nebbia diplomatica avrebbe sempre garantito un margine operativo, si trovano ora in un contesto in cui quella nebbia \u00e8 stata deliberatamente rimossa.<\/p>\n<p>La mia valutazione operativa \u00e8 questa: non si tratta di decidere se entrare o no in Iran. Quello \u00e8 gi\u00e0 fuori discussione per qualsiasi PMI europea che voglia mantenere l&#8217;accesso ai mercati USA. La vera partita \u00e8 capire quanto della tua supply chain, della tua logistica, dei tuoi canali di pagamento \u00e8 ancora inconsapevolmente esposta a questo rischio attraverso intermediari che non hai mai verificato a fondo. Il KYC geopolitico non \u00e8 un esercizio teorico: \u00e8 la differenza tra un contratto che va in porto e un blocco che arriva senza preavviso.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, come al solito, non ha una posizione. Questo mi irrita, ma smette di sorprendermi. Quello che mi sorprende \u00e8 che ci siano ancora imprenditori italiani che aspettano che l&#8217;Europa abbia una posizione prima di muoversi. Le aziende che stanno gi\u00e0 ridisegnando la loro presenza nei mercati del Golfo non lo fanno perch\u00e9 Bruxelles ha detto loro di farlo: lo fanno perch\u00e9 hanno capito che la geopolitica \u00e8 diventata parte del calcolo industriale, non uno sfondo che altri gestiscono per te.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Iran-USA:<\/strong> dichiarazioni dell&#8217;UNGA nei prossimi giorni, qualsiasi segnale di movimento navale aggiuntivo nel Golfo Persico, comunicazioni delle ambasciate USA nella regione come indicatore anticipatore di intelligence.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte israeliano:<\/strong> esito delle elezioni di ottobre e postura del governo formato verso una potenziale operazione congiunta con gli USA contro infrastrutture iraniane, incluse quelle nucleari.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> prezzo del Brent sopra 95 dollari come soglia che segnala che il mercato sta prezzando uno shock reale, non solo il rischio di uno shock. Premi assicurativi marittimi per il Golfo come indicatore che anticipa i movimenti del petrolio. Spread sui bond emergenti MENA come proxy del contagio della percezione del rischio.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle sanzioni:<\/strong> nuove designazioni secondarie del Tesoro americano, in particolare su entit\u00e0 UAE, turche o omanite. Qualsiasi comunicato OFAC nelle prossime settimane va letto con attenzione da chi ha fornitori o intermediari in quelle aree.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte BCE e liquidit\u00e0 europea:<\/strong> l&#8217;intervista di Lane a Le Temps di oggi e il progetto Pontes sui titoli tokenizzati vanno seguiti come segnali di come l&#8217;Europa stia costruendo infrastrutture finanziarie parallele in risposta alla frammentazione del sistema di pagamento globale. Per le PMI italiane con operativit\u00e0 internazionale, questi sviluppi hanno implicazioni pratiche sulla gestione dei pagamenti cross-border nel medio periodo.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sulla Crisi Iran e Supply Chain<\/h2>\n<p><strong>D: Se la mia azienda non opera direttamente in Iran, perch\u00e9 dovrebbe preoccuparsi di questa crisi?<\/strong><br \/>R: Anche senza operare direttamente in Iran, la tua supply chain pu\u00f2 essere esposta in tre modi: attraverso fornitori che usano intermediari iraniani o passano per il Golfo Persico, attraverso rotte di trasporto che transita nello Stretto di Hormuz, oppure attraverso canali di pagamento che coinvolgono banche con esposizione geopolitica alla regione. Una disruption logistica o finanziaria colpisce tutta la catena, non solo chi ha contratti diretti con l&#8217;Iran.<\/p>\n<p><strong>D: Quali settori sono maggiormente a rischio?<\/strong><br \/>R: I settori con alta intensit\u00e0 energetica (chimico, ceramica, metalli), l&#8217;agroalimentare che dipende da input agricoli iraniani o passa per il Golfo, e la logistica marittima sono i pi\u00f9 esposti. Anche la meccanica strumentale per l&#8217;export verso l&#8217;Asia risente di eventuali allungamenti dei tempi di consegna e aumento dei costi assicurativi.<\/p>\n<p><strong>D: Cosa devo fare subito per proteggere la mia azienda?<\/strong><br \/>R: Tre azioni immediate: verifica la tua supply chain per identificare qualsiasi esposizione indiretta all&#8217;Iran o al Golfo, controlla la compliance rispetto alle sanzioni americane secondarie (specialmente se usi intermediari in UAE, Turchia u Oman), e rivedi i tuoi contratti di fornitura per verificare le clausole di hedging sull&#8217;energia e il trasporto.<\/p>\n<p><strong>D: Le sanzioni secondarie americane possono bloccare la mia azienda anche se non opero in Iran?<\/strong><br \/>R: S\u00ec. Se usi intermediari che facilitano transazioni con l&#8217;Iran, anche indirettamente, o se paghi attraverso banche che hanno esposizione iraniana, il regime Bessent pu\u00f2 colpire anche la tua azienda. Il Tesoro americano applica le sanzioni per associazione, non solo per azione diretta.<\/p>\n<p><strong>D: Quando \u00e8 probabile che la situazione peggiori?<\/strong><br \/>R: La finestra di rischio pi\u00f9 alta \u00e8 quella pre-elettorale americana (prossimi 3-5 mesi), poich\u00e9 gli analisti ritengono che l&#8217;Iran possa usare questa scadenza per provocare escalation. Il timing non \u00e8 certo, ma il rischio \u00e8 quantificabile e presente.<\/p>\n<h2>La Scelta Che Non Puoi Delegare ad Altri<\/h2>\n<p>Alla vigilia dell&#8217;Assemblea Generale, il presidente americano ha fatto quello che i diplomatici non fanno mai: ha dichiarato pubblicamente le sue opzioni, inclusa quella militare estrema, con nomi e dettagli. \u00c8 un messaggio per Teheran, certo. Ma \u00e8 anche un messaggio per chiunque stia ancora costruendo strategie commerciali sulla base di un Medio Oriente che torna gradualmente alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Quella normalit\u00e0 non torner\u00e0. Non nell&#8217;arco temporale rilevante per un piano di internazionalizzazione, non con questa struttura di conflitto, non con queste scadenze elettorali sovrapposte. La domanda non \u00e8 se ci sar\u00e0 un accordo o una guerra: \u00e8 se la tua azienda ha gi\u00e0 adattato le sue rotte, i suoi fornitori, i suoi canali di pagamento e la sua esposizione assicurativa a un Medio Oriente che opera stabilmente ad alta tensione.<\/p>\n<p>Il rischio geopolitico non \u00e8 il futuro che si avvicina. \u00c8 il costo operativo che stai gi\u00e0 pagando senza averlo messo a bilancio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>New York, 22 settembre 2026. Alla vigilia dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Trump ha dichiarato pubblicamente di stare valutando tre opzioni sull&#8217;Iran: distruggere il paese militarmente, lasciarlo marcire sotto sanzioni e blocco navale, oppure aspettare che Teheran torni al tavolo negoziale. 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