{"id":1273,"date":"2026-09-24T07:03:41","date_gmt":"2026-09-24T06:03:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/geopolitica-tecnologica-ai-come-il-summit-trump-xi"},"modified":"2026-09-24T07:30:04","modified_gmt":"2026-09-24T06:30:04","slug":"geopolitica-tecnologica-ai-come-il-summit-trump-xi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/geopolitica-tecnologica-ai-come-il-summit-trump-xi","title":{"rendered":"Geopolitica tecnologica AI: come il summit Trump-Xi"},"content":{"rendered":"<p>Washington, 24 settembre 2026. Donald Trump \u00e8 andato personalmente all&#8217;aeroporto a ricevere Xi Jinping, un gesto che non aveva mai riservato a nessun altro leader straniero. Nello stesso momento, in Mongolia Interna, decine di data center stavano sorgendo su terreni che tre mesi fa erano campi coltivati, alimentati da energia rinnovabile e costruiti a una velocit\u00e0 che nessun cantiere occidentale potrebbe eguagliare.<\/p>\n<p><em>Quello che si sta consumando a Washington in queste ore non \u00e8 un summit diplomatico. \u00c8 la ratifica pubblica di un nuovo duopolio tecnologico che esclude l&#8217;Europa dalla stanza dove si decidono le regole del prossimo decennio.<\/em><\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano che esporta, acquista tecnologia, gestisce una supply chain o dipende da componenti digitali, la domanda non \u00e8 chi vince la corsa all&#8217;intelligenza artificiale tra USA e Cina. La domanda \u00e8 cosa rimane agli altri quando i due vincitori si siedono a spartirsi il tavolo.<\/p>\n<p>E la risposta, al momento, non \u00e8 confortante: rimane lo spazio che nessuno dei due vuole presidiare, e il conto da pagare per ogni tecnologia che continuerai ad acquistare senza avere alcuna leva negoziale su chi la produce.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La Corsa all&#8217;AI tra i Due Blocchi<\/h2>\n<p>La Cina sta spendendo centinaia di miliardi di dollari in infrastrutture AI, con costruzione di data center in Mongolia Interna che procede a un ritmo definito dagli stessi operatori &#8220;una fase di costruzione all&#8217;anno, e ne arriveranno altre&#8221;. Huawei \u00e8 tra i principali beneficiari di questa espansione, insieme ad altri player tecnologici cinesi che costruiscono capacit\u00e0 di calcolo su scala industriale.<\/p>\n<p>Dal lato americano, le grandi piattaforme AI siedono su valutazioni che si avvicinano ai trilioni di dollari, sostenute da investimenti in infrastrutture di dimensioni simili. L&#8217;OCSE, nelle previsioni aggiornate presentate nelle ultime 48 ore, registra che l&#8217;economia globale regge marginalmente meglio del previsto, e attribuisce parte di questo risultato proprio all&#8217;effetto trainante degli investimenti in AI, nonostante l&#8217;incertezza generata dal conflitto USA-Iran.<\/p>\n<p>Il punto tecnico che domina il summit \u00e8 quello che gli analisti chiamano il &#8220;gap di efficienza&#8221; cinese: Pechino sostiene di poter produrre modelli AI che raggiungono l&#8217;80-90% delle performance dei migliori modelli americani, ma a un costo significativamente inferiore. Se questa affermazione \u00e8 verificabile, e i segnali suggeriscono che lo sia almeno in parte, allora il vantaggio competitivo americano non \u00e8 nella qualit\u00e0 assoluta ma nell&#8217;accesso ai chip pi\u00f9 avanzati, che le sanzioni export-control cercano di preservare. Non a caso, Xi arriva a Washington con un obiettivo esplicito: allentare le restrizioni sull&#8217;accesso ai semiconduttori americani.<\/p>\n<p>Il capo del FMI ha dichiarato oggi che l&#8217;AI rappresenta opportunit\u00e0 ma anche rischi significativi per la stabilit\u00e0 finanziaria, con la possibilit\u00e0 concreta di una bolla da eccessiva capitalizzazione nel settore. Philip Lane della BCE, in un intervento tenuto ieri sera a Francoforte sull&#8217;outlook economico dell&#8217;area euro, ha evitato di quantificare l&#8217;esposizione europea a questi rischi, il che \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un segnale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Momento in cui le Regole Vengono Scritte<\/h2>\n<p>Trump e Xi si erano gi\u00e0 incontrati in Corea del Sud, dove avevano raggiunto un accordo commerciale che ha prolungato la tregua sui dazi, e poi di nuovo a Pechino all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Ma questo summit \u00e8 diverso per una ragione precisa: \u00e8 il primo che si svolge in territorio americano, con tutta la simbologia che questo comporta.<\/p>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. Entrambi i paesi si trovano in una finestra in cui hanno interesse a stabilizzare la relazione. La Cina ha problemi economici interni che Xi non pu\u00f2 permettersi di amplificare con un&#8217;escalation commerciale. Gli USA hanno l&#8217;interesse a mantenere aperto un canale di comunicazione su AI proprio perch\u00e9, come ha riconosciuto la stessa intelligence americana, il gap tecnologico con la Cina si \u00e8 ridotto pi\u00f9 velocemente del previsto.<\/p>\n<p>La questione dei chip per Taiwan \u00e8 il terzo elemento sul tavolo, ma il meno dichiarato: Xi spinger\u00e0 per rallentare o bloccare le vendite di armamenti americani a Taipei. \u00c8 una moneta di scambio che Pechino usa da anni, ma che in questo contesto vale di pi\u00f9 perch\u00e9 si intreccia con la catena di fornitura dei semiconduttori. TSMC, il principale produttore mondiale di chip avanzati, ha sede a Taiwan. Qualsiasi instabilit\u00e0 nello Stretto influenza direttamente la disponibilit\u00e0 di processori su cui girano i sistemi AI che le aziende europee stanno adottando o pianificando di adottare.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il momento in cui le architetture tecnologiche globali vengono negoziate. Chi non \u00e8 nella stanza, non sceglie lo standard.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali dalla Sala di Controllo<\/h2>\n<p>I mercati guardano al summit con un&#8217;attenzione particolare ai segnali sull&#8217;export control dei chip. Il titolo Micron, gi\u00e0 definito da UBS un &#8220;battleground stock&#8221;, si muove in base alla percezione di quanto duraturo sar\u00e0 l&#8217;investimento in memoria per AI. Una distensione USA-Cina che allentasse le restrizioni sui chip potrebbe ridurre i prezzi dei componenti nel breve, ma aumenterebbe la competizione con i produttori cinesi nel medio.<\/p>\n<p>Le valute non mostrano ancora movimenti strutturali legati al summit, ma lo yuan si mantiene stabile, segnale che Pechino non ha interesse a usare la leva valutaria in questa fase di negoziazione. Il dollaro resta forte su base strutturale, rendendo le esportazioni europee competitive in teoria, ma pi\u00f9 care in termini di input tecnologici acquistati in dollari.<\/p>\n<p>Il vero segnale da monitorare \u00e8 il prezzo implicito nei contratti a termine sui semiconduttori e sui servizi cloud. Se l&#8217;accordo produce un allentamento delle restrizioni sui chip, ci sar\u00e0 un effetto a cascata sui costi di accesso all&#8217;infrastruttura AI per le aziende europee che si appoggiano a provider americani. Se invece il summit si conclude senza accordo sostanziale sui chip, le restrizioni restano e il differenziale di costo tra modelli AI americani e cinesi diventa ancora pi\u00f9 rilevante per chi deve scegliere da quale ecosistema dipendere.<\/p>\n<p>La BCE intanto studia i mercati dei token digitali, con un annuncio dell&#8217;investimento in titoli tokenizzati tramite il sistema Pontes. \u00c8 un segnale di posizionamento istituzionale nell&#8217;infrastruttura finanziaria digitale, ma arriva mentre la vera partita sull&#8217;infrastruttura AI si gioca altrove, tra Washington e Pechino.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le imprese che stanno valutando contratti con provider di servizi cloud o piattaforme AI devono considerare che qualsiasi accordo raggiunto al summit ridefinir\u00e0 i termini di accesso ai modelli e ai chip su cui queste piattaforme girano. Un allentamento sulle restrizioni ai chip potrebbe ridurre i costi di alcuni servizi cloud nel breve, ma introduce anche la variabile della competizione con soluzioni cinesi, che potrebbero diventare pi\u00f9 accessibili a livello globale. Chi sta negoziando contratti pluriennali con provider americani deve costruire clausole di revisione tariffaria esplicite, perch\u00e9 il contesto tecno-commerciale cambier\u00e0 prima della scadenza.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un accordo parziale che stabilizza la tregua commerciale ma non risolve il nodo dei chip. In questo contesto, le aziende italiane che dipendono da forniture di componenti elettronici o da software che girano su hardware avanzato si trovano in una posizione di dipendenza da un ecosistema che non controlleranno mai. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi ha gi\u00e0 diversificato le proprie dipendenze tecnologiche, o chi ha abbastanza scala da essere un interlocutore rilevante per i propri fornitori. Chi non riesce a costruire n\u00e9 scala n\u00e9 diversificazione sar\u00e0 soggetto a aumenti di costo unilaterali che non potr\u00e0 negoziare.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale di questo summit \u00e8 che i due blocchi stanno costruendo, implicitamente, standard tecnologici separati. Non \u00e8 un&#8217;ipotesi teorica: \u00e8 gi\u00e0 visibile nella divergenza tra ecosistemi cloud, nei protocolli di dati, nelle architetture di chip. Un&#8217;impresa italiana che opera su entrambi i mercati, o che ha fornitori in entrambi i blocchi, dovr\u00e0 gestire due sistemi che parlano lingue diverse. Questo non \u00e8 un rischio futuro, \u00e8 un investimento che va pianificato adesso, perch\u00e9 la migrazione tecnologica tra standard incompatibili \u00e8 uno dei costi di ristrutturazione pi\u00f9 sottovalutati nelle analisi di bilancio.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura avanzata e automazione.<\/strong> Le aziende italiane che producono macchinari con componenti robotici o sistemi di controllo digitale dipendono da chip e software che vengono prodotti all&#8217;interno degli ecosistemi al centro del summit. Un cambiamento nelle restrizioni export control cambia direttamente la disponibilit\u00e0 e il costo dei componenti. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella domanda di automazione da parte di entrambi i blocchi: i costruttori italiani di macchinari che possono certificare la propria tecnologia come &#8220;neutrale&#8221; rispetto ai blocchi hanno un vantaggio competitivo reale nei mercati terzi.<\/p>\n<p><strong>Agrifood e supply chain globale.<\/strong> Il caso della Mongolia Interna non \u00e8 solo una storia di data center: \u00e8 anche un segnale di come la Cina stia trasformando le proprie aree rurali in infrastrutture industriali, con impatti sulla produzione agricola locale e sulle filiere alimentari. Le imprese agroalimentari italiane che esportano verso mercati asiatici devono monitorare come questo reshaping interno cinese cambia la struttura della domanda locale. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nella fascia premium, che rimane presidiabile per il Made in Italy, ma solo finch\u00e9 si mantiene la differenziazione di posizionamento.<\/p>\n<p><strong>Finanza e consulenza professionale.<\/strong> I servizi finanziari che operano su entrambi i mercati stanno gi\u00e0 vivendo la biforcazione dei sistemi di compliance, di reporting e di gestione del rischio. La BCE sta muovendosi verso la tokenizzazione delle proprie riserve, la Fed sta rivedendo i modelli di stress test. Chi fornisce servizi di consulenza o di software finanziario a clienti che operano su entrambi gli ecosistemi dovr\u00e0 gestire standard tecnici sempre meno compatibili. Meno ovvio ma strategicamente rilevante: le imprese di consulenza italiane con expertise in conformit\u00e0 normativa hanno un&#8217;opportunit\u00e0 reale nei mercati emergenti che devono scegliere tra i due standard e cercano un interlocutore che li aiuti a navigare la scelta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Variabili che Possono Cambiare lo Scenario<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Accordo parziale interpretato come stabilit\u00e0.<\/strong> Se il summit produce un comunicato di distensione senza sostanza tecnica, i mercati potrebbero leggere la situazione come risolta. Per le aziende che gestiscono supply chain con componenti tecnologici, questo creerebbe una falsa finestra di sicurezza in cui si rinviano decisioni di diversificazione che diventano poi pi\u00f9 costose da implementare sotto pressione. L&#8217;accordo commerciale di facciata \u00e8 storicamente il momento peggiore per abbassare la guardia sulla struttura delle dipendenze.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Escalation sulla questione Taiwan e chip.<\/strong> Se Xi non ottiene risultati soddisfacenti sui chip o sulle armi a Taiwan, la risposta potrebbe passare per restrizioni sulle esportazioni di terre rare o di componenti specifici verso l&#8217;Europa, che resta il mercato pi\u00f9 esposto in questa partita perch\u00e9 non ha leve proprie. L&#8217;Europa consuma tecnologia prodotta da entrambi i blocchi senza avere capacit\u00e0 di produzione autonoma sufficiente a nessuno dei due livelli. Questo rende ogni escalation tra i due un costo automaticamente trasferito sulle imprese europee.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Bolla AI con effetto contagio su credito e supply chain.<\/strong> Il capo del FMI ha usato la parola &#8220;bolla&#8221; in modo esplicito oggi. Se l&#8217;eccesso di investimento in infrastruttura AI si traduce in una correzione di mercato sui titoli tecnologici, l&#8217;effetto non sar\u00e0 confinato a Wall Street. Alcune delle stesse aziende che costruiscono data center in Cina e negli USA sono fornitori di componenti o creditori di imprese manifatturiere europee. Una correzione rapida potrebbe bloccare linee di credito e modificare le condizioni di fornitura in tempi molto pi\u00f9 brevi di quanto i cicli di pianificazione aziendale normalmente prevedono.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sulla Geopolitica Tecnologica AI<\/h2>\n<p><strong>D: Come influisce il summit Trump-Xi sulla disponibilit\u00e0 di chip per le aziende italiane?<\/strong><br \/>R: Un eventuale allentamento delle restrizioni export control ridurrebbe i costi nel breve termine, ma aumenterebbe la competizione globale con soluzioni cinesi, portando a una ridefinizione dei margini di profitto nei servizi cloud. Le aziende che hanno sottoscritto contratti a prezzo fisso potrebbero trovarsi svantaggiate se i costi diminuiscono per i concorrenti.<\/p>\n<p><strong>D: Quali settori italiani sono pi\u00f9 esposti a questa biforcazione tecnologica?<\/strong><br \/>R: La manifattura avanzata, l&#8217;automazione industriale, l&#8217;agrifood con componenti digitali e i servizi finanziari sono i pi\u00f9 esposti. Le aziende che dipendono da chip avanzati o da piattaforme software proprietarie hanno il rischio maggiore di blocco o aumento dei costi unilaterali.<\/p>\n<p><strong>D: \u00c8 ancora possibile per un&#8217;azienda italiana mantenere l&#8217;indipendenza tecnologica?<\/strong><br \/>R: S\u00ec, ma richiede una pianificazione strategica consapevole. Diversificare i fornitori tra i due blocchi, costruire clausole di revisione nei contratti pluriennali e mantenere una posizione di neutralit\u00e0 tecnologica certified sono le strategie pi\u00f9 efficaci. Chi aspetta di decidere sotto pressione trover\u00e0 costi molto pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p><strong>D: Cosa significa &#8220;stack tecnologico neutrale&#8221;?<\/strong><br \/>R: Significa adottare architetture e software che non dipendono esclusivamente da fornitori appartenenti a un solo blocco. Ad esempio, un&#8217;azienda di automazione che progetta sistemi in grado di integrare sia chip americani che soluzioni alternative ha maggiore flessibilit\u00e0 negoziale e accesso a pi\u00f9 mercati.<\/p>\n<p><strong>D: Il progetto Pontes della BCE rappresenta un&#8217;alternativa reale?<\/strong><br \/>R: \u00c8 un passo importante verso l&#8217;indipendenza infrastrutturale, ma rimane insufficiente a colmare il gap di investimento in AI infrastructure rispetto a USA e Cina. La tokenizzazione delle riserve BCE aiuta nella sovranit\u00e0 finanziaria, non nella sovranit\u00e0 tecnologica dei sistemi di calcolo.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questo summit non \u00e8 l&#8217;agenda dichiarata. \u00c8 la geometria del potere che sta dietro ai comunicati.<\/p>\n<p>Trump riceve Xi come si riceve un partner con cui si sta negoziando una spartizione, non un avversario che si vuole contenere. Questo cambio di registro segnala qualcosa di importante: entrambi i paesi hanno smesso di cercare la vittoria totale sull&#8217;altro e stanno lavorando a un equilibrio gestibile. Il che, per l&#8217;Europa, \u00e8 peggio di una guerra commerciale aperta. Una guerra aperta crea spazi per chi sa muoversi negli interstizi. Un duopolio negoziato chiude quegli spazi e li trasforma in pedaggi.<\/p>\n<p>La dinamica che mi preoccupa di pi\u00f9 per i miei clienti \u00e8 questa: le imprese europee eccellenti, e ce ne sono molte, stanno costruendo valore su tecnologie che appartengono a un ecosistema o all&#8217;altro. Un produttore italiano di macchine utensili che integra sistemi AI sta scegliendo, consapevolmente o no, da quale blocco dipendere per i prossimi dieci anni. La scelta fatta oggi sotto pressione commerciale, perch\u00e9 quella piattaforma \u00e8 pi\u00f9 economica o quella API \u00e8 pi\u00f9 facile da integrare, sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile da rivedere tra cinque anni quando gli standard saranno incompatibili.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa non ha una risposta industriale a questo problema. I fondi che esistono, gli incentivi, i programmi di ricerca, sono distribuiti su troppi fronti per creare scala reale. Nel frattempo, i nostri imprenditori migliori decidono da quale standard dipendere senza avere le informazioni geopolitiche per farlo in modo consapevole.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 scomoda ma precisa: ogni contratto tecnologico che firmi oggi senza una clausola di revisione a 18 mesi \u00e8 una scommessa su quale blocco vincer\u00e0 la fase di standardizzazione. Non \u00e8 una decisione tecnica. \u00c8 una decisione geopolitica travestita da scelta di software.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del summit USA-Cina:<\/strong> Il comunicato finale e, soprattutto, cosa non dice. Monitora se vengono annunciate modifiche alle liste di controllo export sui chip o se rimangono invariate. Un silenzio sui chip vale pi\u00f9 di qualsiasi dichiarazione generica di cooperazione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte Taiwan e semiconduttori:<\/strong> Eventuali segnali da TSMC su modifiche alla capacit\u00e0 produttiva o ai piani di espansione negli stabilimenti americani in Arizona. Una riduzione dell&#8217;investimento in TSMC-USA indicherebbe che il calcolo strategico di Taipei si \u00e8 spostato verso una maggiore dipendenza dalla protezione americana, con effetti sulla catena di fornitura globale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dell&#8217;infrastruttura AI cinese:<\/strong> Velocit\u00e0 di espansione dei data center in Mongolia Interna e nelle province limitrofe. Se la costruzione rallenta, potrebbe indicare problemi di finanziamento o di accesso ai chip nonostante le sanzioni. Se accelera, significa che la Cina ha trovato vie alternative di approvvigionamento, il che cambia il calcolo delle sanzioni americane.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Volatilit\u00e0 implicita sui titoli semiconduttori e piattaforme cloud nei giorni successivi al summit. Il differenziale di valutazione tra player americani e cinesi quotati sui mercati internazionali \u00e8 un indicatore precoce di come gli investitori istituzionali stanno posizionando il rischio geopolitico tecnologico.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> Eventuali dichiarazioni BCE o Commissione Europea sul posizionamento dell&#8217;Europa rispetto al duopolio AI. L&#8217;assenza di dichiarazioni chiare sarebbe essa stessa un segnale. Il progetto Pontes di tokenizzazione BCE \u00e8 un passo nella direzione giusta, ma resta lontano dal livello di investimento infrastrutturale in gioco a Washington.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Duopolio Negoziato Non \u00e8 una Notizia, \u00c8 un Contesto<\/h2>\n<p>L&#8217;aeroporto di Washington oggi, con Trump che aspetta Xi all&#8217;arrivo, \u00e8 una fotografia che rester\u00e0. Non per la sua portata diplomatica, ma per quello che segnala sulla struttura del potere tecnologico globale: due paesi che si incontrano da pari, con l&#8217;Europa che segue gli sviluppi dai comunicati stampa.<\/p>\n<p>La corsa all&#8217;AI non \u00e8 una competizione che l&#8217;Europa pu\u00f2 vincere su questo orizzonte temporale, e forse non \u00e8 nemmeno la partita giusta in cui cercare di vincere. Ma c&#8217;\u00e8 una partita che le imprese europee, e italiane in particolare, possono ancora giocare: quella di non cedere senza consapevolezza la propria dipendenza tecnologica a uno dei due blocchi, mantenendo aperta almeno la leva contrattuale di poter scegliere.<\/p>\n<p>Chi sceglie il proprio stack tecnologico senza leggere la geopolitica dietro alla scheda tecnica non sta acquistando software, sta firmando un&#8217;alleanza senza saperlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Washington, 24 settembre 2026. Donald Trump \u00e8 andato personalmente all&#8217;aeroporto a ricevere Xi Jinping, un gesto che non aveva mai riservato a nessun altro leader straniero. 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