{"id":1300,"date":"2026-09-29T07:04:18","date_gmt":"2026-09-29T06:04:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-energetica-europea-inverno-2026-il-rischio-che-nessun-cfo-ha-previsto"},"modified":"2026-09-29T07:30:04","modified_gmt":"2026-09-29T06:30:04","slug":"crisi-energetica-europea-inverno-2026-il-rischio-che-nessun-cfo-ha-previsto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-energetica-europea-inverno-2026-il-rischio-che-nessun-cfo-ha-previsto","title":{"rendered":"Crisi energetica europea inverno 2026: il rischio che nessun CFO ha previsto"},"content":{"rendered":"<p>Dublino, 29 settembre 2026. Mentre i ministri dell&#8217;energia dell&#8217;Unione Europea si siedono attorno a un tavolo per discutere di &#8220;affordability&#8221;, termine che nella lingua burocratica di Bruxelles significa che i cittadini non riescono pi\u00f9 a pagare le bollette, il benchmark del gas europeo si trova tra i 70 e gli 80 euro per megawattora. A gennaio era a 27. Non \u00e8 una fluttuazione di mercato. \u00c8 un cambio di regime dei costi che si sta trasferendo, in ritardo, sui conti economici di ogni azienda che consuma energia per produrre qualcosa.<\/p>\n<p>La notizia vera non \u00e8 che i prezzi salgono. La notizia vera \u00e8 che l&#8217;Europa entra nell&#8217;inverno 2026 con gli stoccaggi di gas al 68% della capacit\u00e0, contro un target regolatorio del 90% da raggiungere entro l&#8217;1 novembre. Nello stesso periodo del 2021, la percentuale era al 71%, e quella stagione precedette la crisi energetica pi\u00f9 grave degli ultimi decenni. Oggi siamo sotto anche quella soglia. E il Medio Oriente brucia ancora.<\/p>\n<p>Su questo sfondo, Donald Trump ha dichiarato domenica di stare &#8220;considerando molto seriamente&#8221; un ban temporaneo alle esportazioni di diesel americano verso l&#8217;Europa. Un terzo delle importazioni europee di diesel proviene dagli Stati Uniti. Se questo numero non ha fatto scattare nessun allarme nei vostri processi di pianificazione, il problema non \u00e8 geopolitico. \u00c8 organizzativo. Le decisioni strategiche sull&#8217;energia non possono restare confinate ai responsabili operativi. Questa \u00e8 una partita da tavolo del consiglio di amministrazione.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Stoccaggi, Prezzi e il Peso del Diesel Americano<\/h2>\n<p>Il gas naturale europeo, misurato sul TTF olandese, ha pi\u00f9 che raddoppiato il proprio valore rispetto all&#8217;inizio del 2026, passando da circa 27 euro per megawattora a una forbice tra 70 e 80 euro nelle ultime settimane, secondo i dati discussi oggi a Dublino. Il driver principale \u00e8 la crisi in corso in Medio Oriente, con lo Stretto di Hormuz che rimane un fattore di pressione strutturale sull&#8217;intera catena di approvvigionamento energetico globale.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 preoccupante riguarda le riserve. L&#8217;Unione Europea ha stabilito per regolamento che gli stoccaggi di gas devono raggiungere il 90% della capacit\u00e0 entro il primo novembre, soglia considerata minima per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti durante i mesi invernali. Al 29 settembre, siamo al 68%. Restano cinque settimane per recuperare 22 punti percentuali in un mercato gi\u00e0 in tensione, con prezzi alle stelle. L&#8217;Unione per definizione compra gas pi\u00f9 caro oggi di quanto avrebbe pagato sei mesi fa, e lo fa in competizione con tutti gli altri acquirenti globali.<\/p>\n<p>Sul fronte del diesel, il quadro \u00e8 altrettanto delicato. Il 33% circa delle importazioni europee di diesel proviene dagli Stati Uniti. Un ban alle esportazioni, anche temporaneo, significherebbe una pressione immediata e significativa sull&#8217;offerta europea. Trump ha prima negato, poi confermato domenica scorsa di stare considerando seriamente la misura, motivandola con la necessit\u00e0 di tenere basso il prezzo del carburante sul mercato domestico americano in vista delle elezioni di midterm di novembre. L&#8217;Oil Coordination Group dell&#8217;UE, che riunisce funzionari nazionali dei paesi membri per gestire emergenze negli approvvigionamenti petroliferi, si \u00e8 convocato oggi in sessione straordinaria parallelamente al consiglio dei ministri a Dublino.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: L&#8217;Equazione di Novembre<\/h2>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. Tre variabili convergono simultaneamente in queste settimane, e la loro sovrapposizione crea un rischio sistemico superiore alla somma delle parti.<\/p>\n<p>Prima variabile: la stagionalit\u00e0. L&#8217;Europa consuma molto pi\u00f9 gas tra ottobre e marzo di quanto ne consumi nel resto dell&#8217;anno. La finestra per fare stoccaggio si chiude fisicamente, non politicamente. Ogni giorno che passa senza riempire gli impianti \u00e8 un deficit strutturale che non si recupera con una riunione a Dublino.<\/p>\n<p>Seconda variabile: le elezioni di midterm americane, in programma a novembre. Trump ha un incentivo diretto a tenere bassi i prezzi della benzina e del diesel sul mercato statunitense prima del voto. Un ban temporaneo alle esportazioni serve esattamente questo obiettivo. Il fatto che l&#8217;industria americana sia contraria, e che storicamente Trump tenda ad ascoltare l&#8217;industria, fornisce un argine, ma non una garanzia. La politica interna americana si \u00e8 dimostrata capace di produrre decisioni anti-mercato quando la pressione elettorale \u00e8 sufficiente.<\/p>\n<p>Terza variabile: la memoria del 2021-2022. Chiunque abbia gestito un&#8217;azienda in Europa negli anni dell&#8217;esplosione energetica post-Covid e post-invasione ucraina ricorda cosa significa avere il prezzo del gas a quei livelli. La differenza oggi \u00e8 che il punto di partenza \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 alto e la resilienza delle imprese europee \u00e8 pi\u00f9 bassa, dopo anni di margini compressi.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Strutturali, Non Solo Volatilit\u00e0<\/h2>\n<p>Il TTF tra 70 e 80 euro per megawattora non \u00e8 solo un dato di mercato dell&#8217;energia. \u00c8 un indicatore che si trasferisce su tutto il sistema dei prezzi industriali europei con un ritardo di sei-dodici settimane.<\/p>\n<p>Le utilities europee quotate hanno gi\u00e0 incorporato una parte di questo shock, ma il mercato azionario ha sottovalutato l&#8217;impatto sulle PMI non quotate che non hanno accesso agli strumenti di hedging dei grandi gruppi industriali. I premi assicurativi sul rischio di controparte nei contratti energetici a lungo termine stanno salendo, segnale che gli operatori di mercato prezzano una probabilit\u00e0 non banale di interruzioni o rinegoziazioni contrattuali.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, un&#8217;eventuale escalation della crisi energetica europea avrebbe effetti sull&#8217;euro, che ha gi\u00e0 subito pressioni nell&#8217;ultimo trimestre. Un euro pi\u00f9 debole compensa in parte il problema per gli esportatori, ma amplifica il costo delle materie prime denominate in dollari, petrolio in primis. La BCE, che Lagarde ha rappresentato questa settimana davanti alla commissione economica del Parlamento Europeo, si trova stretta tra una ripresa anemica e la necessit\u00e0 di non alimentare nuove spinte inflazionistiche sui prezzi energetici. L&#8217;uscita imminente di Isabel Schnabel dal board per andare al Fondo Monetario Internazionale non aiuta la coerenza della comunicazione istituzionale in un momento delicato.<\/p>\n<p>Il segnale strutturale da leggere non \u00e8 il prezzo del gas oggi. \u00c8 la volatilit\u00e0 implicita sui contratti forward per il primo trimestre 2027: se quella volatilit\u00e0 \u00e8 alta, il mercato sta dicendo che non sa dove saranno i prezzi tra sei mesi. Per un&#8217;azienda manifatturiera, questo equivale all&#8217;impossibilit\u00e0 di fare un&#8217;offerta commerciale credibile a sei mesi.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Tre Orizzonti, Una Decisione<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Il rischio pi\u00f9 immediato \u00e8 la doppia compressione di margine. L&#8217;energia sale, la domanda finale stenta, e il pass-through dei costi al cliente finale \u00e8 politicamente e commercialmente difficile in un contesto di pressione sui consumi. Chi ha contratti di fornitura con prezzi fissi in scadenza nei prossimi novanta giorni e deve rinnovarli a condizioni di mercato, si trover\u00e0 a riprezzare in un momento peggiore. L&#8217;azione da fare ora \u00e8 una review immediata di tutti i contratti energetici in portafoglio, con simulazione degli impatti sul conto economico a prezzi TTF tra 70 e 90 euro. Non tra 30, che era il prezzo dell&#8217;anno scorso. Tra 70 e 90.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che i prezzi rimangano strutturalmente pi\u00f9 alti rispetto al periodo 2023-2025, anche nell&#8217;ipotesi di un parziale rientro della crisi medio-orientale. L&#8217;Europa ha perso definitivamente l&#8217;accesso al gas russo a basso costo. Il gas liquefatto (GNL) americano ha costi di trasporto e liquefazione intrinsecamente pi\u00f9 alti. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi riesce a trasformare l&#8217;efficienza energetica in vantaggio competitivo reale: investendo in impianti, rinegoziando contratti con clausole di revisione indicizzate, e riposizionando la propria offerta su segmenti di mercato meno sensibili al prezzo e pi\u00f9 sensibili al valore.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Questo inverno potrebbe accelerare una redistribuzione geografica della produzione manifatturiera europea che era gi\u00e0 in corso. Le imprese energy-intensive dei paesi europei con maggiore dipendenza dal gas importato saranno strutturalmente svantaggiate rispetto ai concorrenti americani, che beneficiano di gas domestico a prezzi nettamente inferiori, o rispetto ai concorrenti asiatici che operano con strutture di costo diverse. Il precedente strutturale che si sta costruendo in questi mesi \u00e8 che l&#8217;Europa non \u00e8 in grado di garantire energia sicura e conveniente alla propria industria. Le imprese che costruiranno la propria strategia di internazionalizzazione assumendo che questo gap persista, invece di sperare che si chiuda, avranno un vantaggio decisionale sulle altre.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura energivora (ceramica, vetro, chimica, carta).<\/strong> Questi settori consumano gas direttamente nel processo produttivo e non possono sostituirlo con fonti alternative nel breve periodo. L&#8217;esposizione \u00e8 immediata e diretta. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta: le aziende di questi settori che hanno gi\u00e0 investito in efficienza energetica negli ultimi tre anni possono oggi offrire una struttura di costo pi\u00f9 stabile rispetto ai concorrenti che non lo hanno fatto, e usare questo come argomento commerciale sui mercati esteri dove i clienti valutano anche la prevedibilit\u00e0 del fornitore.<\/p>\n<p><strong>Logistica e trasporto merci su gomma.<\/strong> Un eventuale ban americano alle esportazioni di diesel colpisce direttamente questo settore. L&#8217;Italia \u00e8 il paese europeo con la pi\u00f9 alta quota di trasporto merci su gomma rispetto al totale modale. Un rialzo del diesel del 20-30% in uno scenario di scarsit\u00e0 si traduce in rinegoziazioni di contratto con i committenti o in perdite di margine che molte piccole imprese di trasporto non possono assorbire. L&#8217;opportunit\u00e0: chi ha gi\u00e0 contratti con clausola fuel adjustment pu\u00f2 trasferire parte del costo. Chi non ce l&#8217;ha, deve rinegoziare adesso, non tra tre mesi.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food processing.<\/strong> La dipendenza energetica \u00e8 meno ovvia ma reale: riscaldamento di serre, processi di lavorazione, catena del freddo, produzione di imballaggi. Ma c&#8217;\u00e8 una dimensione ulteriore: i fertilizzanti sintetici dipendono dal gas come materia prima, e il ciclo produttivo agricolo ha tempi lunghi. Chi deve pianificare acquisti di fertilizzanti per la stagione 2027 sta guardando a un mercato di riferimento il cui prezzo-base \u00e8 gi\u00e0 radicalmente cambiato. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 per chi produce e distribuisce soluzioni di efficienza energetica per il settore: pompe di calore industriali, sistemi di cogenerazione, tecnologie di recupero termico. La domanda \u00e8 in accelerazione strutturale.<\/p>\n<p><strong>Distribuzione automatica e retail fisico.<\/strong> Settore raramente citato nelle analisi energetiche, ma con un&#8217;esposizione reale: illuminazione, climatizzazione, refrigerazione, logistica dell&#8217;ultimo miglio. In un contesto di margini gi\u00e0 compressi dalla competizione del commercio digitale, un incremento dei costi energetici del 30-40% rispetto all&#8217;anno scorso pu\u00f2 determinare la non profittabilit\u00e0 di punti vendita che erano in equilibrio precario.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Soglie da Non Attraversare<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio \u2014 Ban diesel USA:<\/strong> Se Trump formalizza il divieto di esportazione prima delle elezioni di midterm di novembre, l&#8217;impatto sar\u00e0 immediato sui prezzi del diesel europeo e sui costi di trasporto. Il meccanismo \u00e8 semplice: meno offerta, stessa domanda, prezzi pi\u00f9 alti. La durata \u00e8 incerta, ma anche un ban di quattro-sei settimane crea disruption nei contratti di fornitura e nelle pianificazioni logistiche. Il segnale da guardare \u00e8 il prezzo del diesel alla pompa americano: se scende, Trump ha meno incentivo a procedere. Se rimane alto, la probabilit\u00e0 aumenta.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio \u2014 Stoccaggi sotto soglia critica:<\/strong> Se al primo novembre gli stoccaggi europei non hanno raggiunto almeno il 75-80% della capacit\u00e0, le autorit\u00e0 di regolamentazione inizieranno a emettere raccomandazioni di riduzione dei consumi industriali prima di quelle residenziali. Alcune country hanno gi\u00e0 meccanismi di priorit\u00e0 che possono portare a interruzioni controllate per le utenze industriali non essenziali. Il precedente del 2022 mostra che queste misure vengono attivate pi\u00f9 rapidamente di quanto le imprese si aspettino.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio \u2014 Effetto politico sui mercati interni europei:<\/strong> La ricerca del CESifo citata oggi a Dublino mostra che gli elettori esposti a forti rincari dell&#8217;energia si spostano verso partiti populisti con una frequenza del 7-12% superiore alla media. In un anno di elezioni importanti in diversi paesi europei, una crisi energetica acuta pu\u00f2 accelerare cambiamenti di governo che producono, a loro volta, politiche economiche meno prevedibili. Per un&#8217;azienda con interessi in pi\u00f9 mercati europei, l&#8217;instabilit\u00e0 politica \u00e8 essa stessa un rischio operativo che si deve prezzare.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sulla Crisi Energetica 2026<\/h2>\n<p><strong>Domanda: Quale impatto avr\u00e0 il ban al diesel USA sulle imprese europee?<\/strong><br \/>Risposta: Un ban anche temporaneo (4-6 settimane) causerebbe un rialzo immediato del diesel europeo del 20-30% con impatto diretto su logistica, trasporti e supply chain. Le PMI senza clausola fuel adjustment vedrebbero margini compressi fino a 50 punti base. Il segnale critico \u00e8 il prezzo alla pompa americana: se scende prima di novembre, la probabilit\u00e0 del ban cala.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Come dovrebbero muoversi adesso le aziende energivore?<\/strong><br \/>Risposta: Azione immediata su tre fronti: (1) audit completo dei contratti energetici con scadenza entro dicembre, modellando i costi a TTF 70-90 euro, non a prezzi storici; (2) negoziazione subito di clausole di revisione indicizzate su indici di mercato trasparenti; (3) valutazione di investimenti in efficienza energetica (isolamento, cogenerazione, pompe di calore) che riducono il costo per unit\u00e0 prodotta e creano vantaggio competitivo duraturo.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Gli stoccaggi europei arriveranno al 90% entro novembre?<\/strong><br \/>Risposta: Probabilit\u00e0 bassa (15-25%). Mancano 5 settimane per colmare un gap del 22%. Il mercato compra gas caro in competizione globale. Scenario pi\u00f9 credibile: raggiungimento del 75-80% con attivazione di misure di riduzione dei consumi industriali coordinata dai governi. Da monitorare il dato GIE ogni marted\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Quale settore \u00e8 pi\u00f9 esposto al rischio energetico?<\/strong><br \/>Risposta: Ceramica, vetro, chimica e carta subiscono esposizione immediata (il gas \u00e8 materia prima e fonte di calore non sostituibile). Logistica \u00e8 colpita dal ban diesel. Agroalimentare ha esposizione indiretta sui fertilizzanti e catena del freddo. Opportunity per chi fornisce soluzioni di efficienza energetica.<\/p>\n<p><strong>Domanda: La BCE potrebbe intervenire per calmierare i prezzi energetici?<\/strong><br \/>Risposta: No direttamente. La BCE controlla la moneta, non i prezzi dell&#8217;energia (determinati da geopolitica e scarsit\u00e0). Potrebbe influire indirettamente mantenendo tassi bassi, ma ci\u00f2 alimenterebbe inflazione. Lagarde ha comunicato prudenza. Il vero vincolo per la BCE \u00e8 il conflitto tra pressione energetica (inflazionistica) e crescita fragile (deflazionistica).<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi ha colpito dei dati di questa mattina non \u00e8 il prezzo del gas. \u00c8 la distanza tra il 68% e il 90% degli stoccaggi, misurata in settimane disponibili. \u00c8 un numero che racconta una storia precisa: l&#8217;Europa ha perso la capacit\u00e0 di anticipare. Reagisce. E quando reagisce in ritardo su un sistema come l&#8217;energia, dove i tempi di risposta sono fisici e non decisionali, paga un prezzo doppio: prima il costo della scarsit\u00e0, poi il costo della fretta.<\/p>\n<p>La vera partita che si gioca a Dublino oggi non \u00e8 tecnica. \u00c8 politica nel senso pi\u00f9 letterale: chi paga il costo dell&#8217;errore di anticipazione? I cittadini attraverso le bollette, le imprese attraverso la compressione dei margini, o i governi attraverso sussidi che aggravano i deficit pubblici? La risposta europea degli ultimi anni \u00e8 stata distribuire il costo su tutti e tre, senza risolverlo strutturalmente.<\/p>\n<p>Quello che noto, e che raramente viene detto con chiarezza, \u00e8 il paradosso in cui operano le imprese europee migliori. Molte di esse sono competitive sui mercati internazionali nonostante l&#8217;Europa, non grazie ad essa. Nonostante i costi energetici pi\u00f9 alti, nonostante la burocrazia, nonostante l&#8217;assenza di una politica industriale coordinata. Questo \u00e8 un dato che dovrebbe preoccupare pi\u00f9 di un inverno difficile: se le imprese europee eccellenti competono globalmente a dispetto del contesto, cosa succederebbe se il contesto fosse favorevole? E invece di rispondere a questa domanda, Bruxelles organizza riunioni per gestire l&#8217;emergenza di novembre.<\/p>\n<p>La lezione operativa per chi legge \u00e8 questa: non aspettare che la crisi energetica diventi un dato di bilancio di fine anno. Il momento in cui il costo dell&#8217;energia \u00e8 ancora un problema gestibile \u00e8 adesso, quando ci sono ancora settimane per rinegoziare, per coprire parte del rischio, per rivedere le proprie pianificazioni di fornitura. Chi aspetta che la crisi sia certificata dai dati di novembre si trover\u00e0 a pagare decisioni che avrebbe potuto prendere a settembre.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> il prezzo del diesel alla pompa negli Stati Uniti. Se supera i livelli che Trump considera politicamente insostenibili, la probabilit\u00e0 del ban aumenta. Da tenere d&#8217;occhio anche le dichiarazioni ufficiali della Casa Bianca e le reazioni dell&#8217;industria petrolifera americana, tradizionalmente molto ascoltata dall&#8217;amministrazione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte degli stoccaggi europei:<\/strong> il dato settimanale pubblicato da GIE (Gas Infrastructure Europe) ogni marted\u00ec. La traiettoria di riempimento nelle prossime tre settimane dir\u00e0 se l&#8217;Europa pu\u00f2 avvicinarsi a una soglia accettabile entro novembre. Sotto il 75% al primo novembre, le probabilit\u00e0 di misure restrittive salgono sensibilmente.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> TTF per i contratti di primo trimestre 2027, non solo spot. La volatilit\u00e0 implicita su quei contratti \u00e8 il segnale che anticipa la valutazione del mercato sul rischio invernale. Anche lo spread tra il prezzo spot del diesel europeo e quello americano, che si amplier\u00e0 immediatamente in caso di ban.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte istituzionale:<\/strong> le conclusioni del Consiglio dei ministri dell&#8217;energia di Dublino, attese nel pomeriggio. Se la comunicazione sar\u00e0 di nessun rischio immediato, interpretarla come linguaggio diplomatico, non come rassicurazione operativa. La lettera del commissario J\u00f8rgensen ai paesi membri che invita alla riduzione dei consumi \u00e8 gi\u00e0 un segnale che la valutazione interna \u00e8 meno tranquilla di quella pubblica.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte BCE:<\/strong> le prossime dichiarazioni di Philip Lane sull&#8217;outlook economico dell&#8217;area euro. Con l&#8217;inflazione energetica che torna a fare pressione e una crescita gi\u00e0 fragile, lo spazio di manovra della BCE si restringe. Ogni segnale di pausa nei tagli dei tassi andr\u00e0 letto anche attraverso la lente energetica.<\/p>\n<h2>Cinque Settimane per Decidere<\/h2>\n<p>Il ministro che siede a Dublino oggi sa gi\u00e0 che non ha molte leve. Lo ha detto anche un funzionario della Commissione ai giornalisti: &#8220;La questione \u00e8 al Medio Oriente. Non abbiamo controllo su Hormuz. Non abbiamo controllo su Trump.&#8221; \u00c8 un&#8217;ammissione importante perch\u00e9 definisce il perimetro dell&#8217;azione pubblica europea: limitato, reattivo, strutturalmente dipendente da decisioni prese altrove.<\/p>\n<p>Per un&#8217;impresa privata, per\u00f2, quella stessa frase ha un significato diverso. Se il tuo governo non pu\u00f2 controllare il prezzo dell&#8217;energia che paghi, non puoi delegare a lui la gestione di quel rischio. Devi gestirlo tu. Con contratti, con hedging, con investimenti in efficienza, con decisioni sui mercati in cui operare e su quelli in cui ridurre l&#8217;esposizione.<\/p>\n<p>L&#8217;inverno 2026 non \u00e8 una crisi che arriva per sorpresa. \u00c8 una crisi annunciata da mesi, che diventa urgente adesso perch\u00e9 la finestra temporale si chiude. La differenza tra un&#8217;azienda che la attraversa e una che ne esce ridimensionata non \u00e8 la fortuna: \u00e8 se questa mattina il problema era sul tavolo del CEO o sul tavolo del responsabile degli acquisti di energia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dublino, 29 settembre 2026. Mentre i ministri dell&#8217;energia dell&#8217;Unione Europea si siedono attorno a un tavolo per discutere di &#8220;affordability&#8221;, termine che nella lingua burocratica di Bruxelles significa che i cittadini non riescono pi\u00f9 a pagare le bollette, il benchmark del gas europeo si trova tra i 70 e gli 80 euro per megawattora. 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