{"id":1311,"date":"2026-10-01T19:03:56","date_gmt":"2026-10-01T18:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/mercato-uk-e-tassi-come-i-gilt-a-6-cambiano"},"modified":"2026-10-01T19:30:04","modified_gmt":"2026-10-01T18:30:04","slug":"mercato-uk-e-tassi-come-i-gilt-a-6-cambiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/mercato-uk-e-tassi-come-i-gilt-a-6-cambiano","title":{"rendered":"Mercato UK e Tassi: Come i Gilt a 6% Cambiano"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: Gilt a 30 Anni oltre il 6% e il Nodo del Debito Sovrano<\/h2>\n<p>Il rendimento dei titoli di Stato britannici con scadenza trentennale ha superato marted\u00ec mattina il 6%, toccando il livello pi\u00f9 alto dal primo trimestre del 1998. Non si tratta di un dato isolato nel panorama obbligazionario globale, ma il differenziale che il mercato richiede alla Gran Bretagna rispetto ad altri emittenti comparabili resta significativamente pi\u00f9 elevato, segnalando un premio al rischio specificamente britannico oltre alla pressione globale.<\/p>\n<p>Il mercato sta prezzando almeno due rialzi dei tassi da parte della Bank of England: uno entro dicembre 2026, l&#8217;altro entro febbraio 2027. Questo nonostante i policy maker della banca centrale abbiano pubblicamente dichiarato di essere restii a muoversi. Gli economisti di HSBC, gi\u00e0 scettici per buona parte dell&#8217;anno, hanno aggiornato le loro previsioni convergendo con il consensus di mercato su un rialzo a novembre. Il linguaggio della prudenza si scontra con la logica dei flussi. Quando i Gilt vengono venduti, la banca centrale non pu\u00f2 rimanere ferma a lungo senza perdere ulteriore credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tre fattori strutturali pesano simultaneamente sul mercato britannico. Il primo \u00e8 l&#8217;inflazione persistente, alimentata dai prezzi dell&#8217;energia e dei generi alimentari. Uno shock che aveva gi\u00e0 colpito all&#8217;inizio del 2026 con la crisi iraniana di fine febbraio. Il secondo \u00e8 il cambio nella base degli acquirenti. I fondi pensione britannici, tradizionali assorbitori di debito a lunghissimo termine, stanno riducendo gli acquisti di Gilt, aprendo un gap strutturale nella domanda. Il terzo \u00e8 il precedente del 2022, il mini-budget Truss, che ha lasciato una cicatrice nella memoria dei mercati internazionali sulla gestione fiscale del paese. Secondo gli analisti di HSBC, questi tre elementi si sommano a dinamiche globali di preoccupazione crescente sul debito pubblico dei paesi avanzati, dove i livelli sono molto alti e la volont\u00e0 politica di ridurli \u00e8, nella migliore delle ipotesi, ambigua.<\/p>\n<p>Paradossalmente, il contesto macroeconomico britannico non \u00e8 catastrofico. Il PIL del secondo trimestre 2026 \u00e8 cresciuto pi\u00f9 delle attese, confermando il primato tra i G7 nella prima met\u00e0 dell&#8217;anno, trainato da consumi, investimenti delle imprese e anche dalle esportazioni, un elemento di interesse per chi esporta verso l&#8217;UK.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>Questa crisi dei Gilt arriva in un momento in cui la pressione sui debiti sovrani \u00e8 diventata globale, ma il caso britannico concentra vari fattori di vulnerabilit\u00e0 in modo insolito. La crisi iraniana di febbraio 2026 ha interrotto quello che si profilava come un anno di normalizzazione. Tassi in discesa, inflazione in calo, un certo margine di manovra fiscale accumulato dall&#8217;esecutivo precedente: quella finestra si \u00e8 chiusa. L&#8217;economia britannica si \u00e8 ritrovata a gestire una ripresa robusta nel secondo trimestre mentre le condizioni finanziarie si stringevano di nuovo.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 aggravato dalla proposta del primo ministro Andrew Burnham di riaprire il dibattito sull&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea, oppure quantomeno su una relazione commerciale sostanzialmente pi\u00f9 stretta, inclusa un&#8217;ipotetica unione doganale. Questa proposta arriva in un momento in cui i mercati sono gi\u00e0 nervosi sul profilo fiscale britannico, aggiungendo incertezza politica a incertezza finanziaria. Gli investitori internazionali non amano le grandi biforcazioni strategiche quando stanno gi\u00e0 prezzando rischio.<\/p>\n<p>Il nodo \u00e8 strutturale. Il 6% sui Gilt a 30 anni non \u00e8 solo un numero di mercato, \u00e8 la traduzione in punti base di una domanda irrisolta. L&#8217;UK \u00e8 un mercato fiscalmente affidabile nel lungo periodo? La risposta che il mercato sta dando in queste ore \u00e8 sospesa, e questa sospensione ha un costo preciso per chiunque faccia piani pluriennali con una controparte britannica.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Sterline, Tassi e Volatilit\u00e0 Strutturale<\/h2>\n<p>Il rialzo dei rendimenti obbligazionari non resta confinato nei portafogli dei gestori istituzionali. Si trasmette rapidamente al costo del credito per famiglie e imprese britanniche. MarketWatch segnala oggi che i mutui trentennali negli Stati Uniti hanno registrato il balzo settimanale pi\u00f9 elevato in quattro anni, avvicinandosi al 7,3%. Un segnale che la pressione sui tassi a lungo termine non \u00e8 una peculiarit\u00e0 britannica, ma una tendenza che i mercati anglosassoni stanno vivendo contemporaneamente.<\/p>\n<p>La sterlina opera sotto pressione in questo contesto, con la volatilit\u00e0 implicita sui cross EUR\/GBP in aumento. Per un&#8217;azienda italiana che fattura in sterline o che ha contratti denominati in GBP, questa volatilit\u00e0 non \u00e8 un&#8217;astrazione contabile. \u00c8 rischio di margine immediato. Un contratto annuale firmato sei mesi fa con un controparte britannica potrebbe valere oggi il 3-5% in meno in termini di incasso effettivo, a seconda delle coperture attivate o non attivate.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto strutturalmente pi\u00f9 importante riguarda i tassi di interesse interni britannici. Un ciclo di rialzi da parte della Bank of England non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;ipotesi da corridoio, ma una previsione di consenso. I prezzi degli immobili commerciali, i costi di rifinanziamento delle controparti UK e la propensione all&#8217;investimento dei buyer britannici sono destinati a comprimersi ulteriormente. Chi vende macchinari, impianti o beni strumentali al mercato UK, dove l&#8217;acquisto \u00e8 spesso finanziato, deve mettere questo fattore nella propria analisi di scenario.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Cosa Cambia nel Mercato UK<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> chi ha contratti in sterline senza hedging attivo \u00e8 esposto a perdite di margine non pianificate. La priorit\u00e0 operativa \u00e8 verificare immediatamente la struttura valutaria dei contratti in essere e attivare coperture anche parziali. Parallelamente, chi sta negoziando nuovi accordi con buyer britannici deve introdurre clausole di revisione prezzi legate all&#8217;andamento dei tassi di interesse UK. Uno strumento che fino a qualche anno fa era considerato eccessivo, ma che oggi \u00e8 semplicemente igiene contrattuale. I buyer britannici che finanziano gli acquisti vedranno aumentare i propri costi di credito nei prossimi mesi. Anticipare questa pressione nella negoziazione \u00e8 pi\u00f9 efficace che subirla come contestazione post-firma.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un UK con tassi pi\u00f9 alti, consumi compressi e domanda interna selettiva. Sopravvivranno le esposizioni su prodotti ad alto valore aggiunto e bassa sostituibilit\u00e0, dove il Made in Italy ha un argomento di vendita strutturale. Soffriranno le esposizioni su beni con concorrenza di prezzo forte. Chi sta costruendo una rete distributiva in UK deve tenere in conto che i distributori locali saranno sotto pressione finanziaria. Valutare la solidit\u00e0 patrimoniale dei partner commerciali britannici con la stessa attenzione riservata ai mercati emergenti non \u00e8 un eccesso di prudenza, \u00e8 la risposta corretta a un mercato che si \u00e8 complicato. Sul fronte Brexit-revisione, l&#8217;eventuale avvicinamento all&#8217;UE ridurrebbe i costi di compliance doganale, anche solo sotto forma di unione doganale. Il processo sar\u00e0 per\u00f2 lento e le incertezze politiche nel frattempo possono rallentare le decisioni di investimento dei buyer britannici.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> questo \u00e8 il precedente strutturale che ridisegna la percezione del rischio UK. Il mercato britannico stava gradualmente recuperando attrattivit\u00e0 post-Brexit per le imprese europee, dopo anni di incertezza. Un ciclo di fiscal stress prolungato, con rendimenti alti, tagli alla spesa pubblica probabile e domanda compressa, pu\u00f2 invertire questa narrativa. L&#8217;UK potrebbe non tornare a essere il mercato prioritario che era per molte PMI italiane prima del 2016. Chi ha una strategia di diversificazione geografica deve aggiornare il peso assegnato al mercato britannico nei propri scenari di crescita a tre-cinque anni.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura e beni strumentali.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta. I buyer britannici di macchinari e impianti lavorano spesso con linee di credito legate ai tassi di riferimento locali. Un rialzo della Bank of England si traduce in minore capacit\u00e0 di spesa o in negoziazioni pi\u00f9 aggressive sui prezzi. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta sta nel fatto che l&#8217;economia UK mostra resilienza nei fondamentali produttivi. Il Q2 2026 ha visto crescita degli investimenti d&#8217;impresa e chi propone soluzioni ad alto ritorno sull&#8217;investimento documentato ha un argomento vendita pi\u00f9 forte in un contesto di credito caro.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e lusso.<\/strong> L&#8217;inflazione britannica colpisce il potere d&#8217;acquisto reale, ma i segmenti premium sono storicamente pi\u00f9 resistenti alle contrazioni generalizzate dei consumi. Il rischio specifico \u00e8 valutario. La sterlina debole erode i margini se i contratti non sono strutturati con clausole di aggiustamento. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 che la percezione del Made in Italy come valore rifugio, qualit\u00e0 autentica in un momento di incertezza, tende a rafforzarsi nei periodi di pressione economica, non a indebolirsi.<\/p>\n<p><strong>Servizi professionali e tecnologia.<\/strong> Questo \u00e8 il settore meno ovviamente esposto, ma con implicazioni sottili. L&#8217;economia britannica \u00e8 per l&#8217;80% basata sui servizi, un dato che rende i cicli di contrazione particolarmente sensibili alla fiducia e alle aspettative. Le imprese italiane che vendono software, consulenza o servizi alle grandi aziende UK rischiano di vedere decisioni di acquisto rinviate o budget ridotti. Non perch\u00e9 il prodotto sia meno necessario, ma perch\u00e9 il management britannico \u00e8 in modalit\u00e0 &#8220;aspetta e vedi&#8221;. Il momento di accelerare la pipeline commerciale su questo mercato \u00e8 adesso, prima che le finestre di budget si chiudano nel quarto trimestre.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari da Tenere sotto Controllo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Effetto contagio sui titoli di Stato europei.<\/strong> Se la vendita massiccia di Gilt si estende ad altri mercati obbligazionari periferici europei, l&#8217;effetto sui costi di finanziamento delle PMI italiane potrebbe essere rapido. Gli spread BTP-Bund sono un indicatore da monitorare con frequenza almeno settimanale nelle prossime settimane. Una fiammata degli spread italiani in concomitanza con la pressione sui Gilt non sarebbe una coincidenza. Sarebbe un segnale di contagio sistemico.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Blocco decisionale del buyer britannico.<\/strong> Un ciclo di rialzi della Bank of England pi\u00f9 aggressivo del previsto, tre o quattro movimenti invece dei due oggi attesi, potrebbe innescare una contrazione della domanda britannica pi\u00f9 rapida di quanto gli scenari base proiettino. Per le aziende italiane con UK tra i primi tre mercati esteri, questo significa rivedere i target di fatturato 2027 gi\u00e0 oggi, non attendere i consuntivi di met\u00e0 anno.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Instabilit\u00e0 politica da Brexit-revisione.<\/strong> La proposta di Burnham sull&#8217;avvicinamento all&#8217;UE apre un ciclo di dibattito politico interno che storicamente produce incertezza per gli investitori esteri. Se il dibattito si accende senza produrre chiarezza istituzionale nel breve termine, potrebbe generare volatilit\u00e0 aggiuntiva sulla sterlina e ritardi nelle decisioni di investimento delle controparti britanniche, esattamente nel momento in cui il mercato non aveva bisogno di ulteriore rumore politico.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che vedo in questi numeri \u00e8 qualcosa che va oltre la volatilit\u00e0 obbligazionaria. \u00c8 la fine di un&#8217;illusione collettiva che ha accompagnato i mercati negli ultimi due anni. L&#8217;idea che i debiti sovrani dei paesi avanzati fossero strutturalmente sicuri indipendentemente dai livelli raggiunti, perch\u00e9 &#8220;tanto le banche centrali farebbero da scudo&#8221;. Il 6% sui Gilt britannici a 30 anni dice che quella protezione implicita ha un prezzo, e quel prezzo ora lo paga il contribuente britannico, e indirettamente chiunque faccia business con quel mercato.<\/p>\n<p>La cosa che trovo pi\u00f9 interessante \u00e8 il paradosso macroeconomico britannico. L&#8217;economia cresce pi\u00f9 delle attese, il Q2 \u00e8 stato il migliore del G7, i fondamentali dell&#8217;occupazione reggono. Eppure il mercato obbligazionario segnala sfiducia. Questo non \u00e8 un segnale di crisi imminente, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 sottile e pi\u00f9 insidioso. \u00c8 il mercato che dice che la crescita attuale \u00e8 fragile, che i costi strutturali dell&#8217;UK come energia e demografia e debito sono reali, e che la partita politica Brexit-revisione aggiunge incertezza di lungo periodo in un momento gi\u00e0 delicato.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori italiani, il messaggio operativo \u00e8 uno solo. Il mercato UK non va abbandonato, ma va gestito come un mercato che richiede oggi la stessa attenzione alle variabili finanziarie che un anno fa richiedevamo solo ai mercati emergenti. Strutturare bene i contratti, coprire la valuta, valutare la solidit\u00e0 dei partner. Non sono pi\u00f9 precauzioni opzionali, sono requisiti minimi per operare in modo professionale su quel mercato.<\/p>\n<p>La buona notizia \u00e8 che chi ha gi\u00e0 una presenza strutturata in UK, con un canale locale, relazioni consolidate, adattamento al mercato, ha un vantaggio competitivo enorme rispetto a chi guarda dall&#8217;esterno e aspetta che si chiarisca. I periodi di incertezza selezionano chi \u00e8 gi\u00e0 dentro da chi aspetta condizioni perfette che non arriveranno mai.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte: Quello che Devi Sapere Adesso<\/h2>\n<p><strong>Quali sono i rischi immediati per chi ha contratti in sterline?<\/strong> Chi ha contratti in sterline senza copertura valutaria \u00e8 esposto a perdite di margine non pianificate. La sterlina si sta indebolendo mentre i tassi salgono. L&#8217;incasso di un contratto annuale potrebbe valere il 3-5% in meno in termini reali. La priorit\u00e0 \u00e8 verificare immediatamente la struttura dei contratti e attivare coperture parziali anche adesso.<\/p>\n<p><strong>Come dovrebbero cambiare i contratti con i buyer britannici?<\/strong> Introduci clausole di revisione prezzi legate all&#8217;andamento dei tassi di interesse UK. Questo era considerato eccessivo fino a un anno fa, oggi \u00e8 igiene contrattuale. I buyer britannici saranno sotto pressione di credito nei prossimi mesi. Anticipare questa realt\u00e0 nella negoziazione \u00e8 pi\u00f9 efficace che subirla come contestazione.<\/p>\n<p><strong>Quali settori sono pi\u00f9 protetti in questo scenario?<\/strong> I settori premium con bassa sostituibilit\u00e0 reggono meglio. Il Made in Italy come valore rifugio funziona quando c&#8217;\u00e8 incertezza. Agroalimentare premium, lusso, beni strumentali ad alto valore aggiunto soffrono meno. Beni a basso valore aggiunto e concorrenza di prezzo forte soffriranno di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Se voglio entrare nel mercato UK adesso, \u00e8 il momento giusto?<\/strong> S\u00ec, ma con strumenti diversi. Chi \u00e8 gi\u00e0 dentro ha vantaggio competitivo. Le finestre di budget si chiudono nel Q4. Accelera la pipeline commerciale adesso. Chi entra adesso deve farlo strutturato, con hedging valutario, con valutazione solida dei partner locali, non con ottimismo macro.<\/p>\n<p><strong>Cosa succede se i tassi della Bank of England salgono pi\u00f9 del previsto?<\/strong> Lo scenario base parla di due rialzi. Se saranno tre o quattro, la contrazione della domanda UK potrebbe essere pi\u00f9 rapida e profonda. Le aziende italiane con UK tra i primi tre mercati devono rivedere i target 2027 adesso, non attendere met\u00e0 anno. \u00c8 una valutazione di rischio, non una certezza.<\/p>\n<p><strong>Quanto conta la proposta Brexit-revisione di Burnham?<\/strong> Aggiunge incertezza a un mercato gi\u00e0 nervoso. Se il dibattito si accende senza produrre chiarezza, la volatilit\u00e0 sulla sterlina aumenta e le decisioni di investimento dei buyer britannici si rinviano. Non \u00e8 il rischio principale, ma \u00e8 un rischio da monitorare settimanalmente.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte della Bank of England:<\/strong> la decisione di novembre \u00e8 quella da monitorare con massima attenzione. Un rialzo superiore ai 25 punti base sarebbe un segnale di urgenza che il mercato non si aspetta pienamente. Qualsiasi comunicazione del governatore che modifica il tono rispetto alla &#8220;riluttanza&#8221; dichiarata vale come trigger operativo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> rendimento Gilt 30 anni, con soglia 6,2% come alert di accelerazione. EUR\/GBP con attenzione alla volatilit\u00e0 implicita. Spread BTP-Bund per individuare eventuali effetti di contagio verso l&#8217;Italia.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte politico britannico:<\/strong> evoluzione della proposta Burnham su Brexit-revisione, possibile voto parlamentare o consultazione pubblica, reazione dell&#8217;UE alle aperture britanniche. Qualsiasi segnale di accelerazione del processo negoziale potrebbe temporaneamente sostenere la sterlina. Qualsiasi stallo potrebbe amplificare la pressione sui Gilt.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della domanda UK:<\/strong> PMI manifatturiero e dei servizi di ottobre, con pubblicazione attesa nelle prossime settimane. Dati sulle vendite al dettaglio come termometro dei consumi reali. Eventuali profit warning di grandi retailer e distributori britannici come segnale precoce di contrazione.<\/p>\n<h2>Conclusione: Il Mercato che Credevate Sicuro Ha Cambiato le Regole<\/h2>\n<p>Ventotto anni fa, il rendimento dei Gilt a 30 anni era a questi livelli per motivi molto diversi. Un&#8217;economia che stava uscendo da una crisi di credibilit\u00e0, non una che cresceva pi\u00f9 degli altri G7. Il fatto che oggi ci troviamo allo stesso punto con fondamentali macroeconomici migliori dice qualcosa di preciso sulla natura del rischio contemporaneo. Non \u00e8 pi\u00f9 il rischio di un&#8217;economia in crisi, \u00e8 il rischio di un sistema fiscale globale che non riesce a convincere i mercati della propria sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Per Andrew Burnham, la proposta di riavicinamento all&#8217;Unione Europea \u00e8 una mossa politica che mescola strategia di lungo periodo e pressione da consenso interno. Per chi fa business, \u00e8 una variabile di incertezza aggiuntiva in un mercato gi\u00e0 complesso. Quello che conta, operativamente, non \u00e8 sapere se il UK torner\u00e0 nell&#8217;UE. Probabilmente non lo far\u00e0 in tempi utili per i piani aziendali dei prossimi tre anni. Conta capire che la direzione di marcia delle relazioni commerciali UK-UE influenzer\u00e0 i costi di compliance, le dogane e le filiere in modo non lineare.<\/p>\n<p>Il mercato britannico non \u00e8 diventato meno interessante. \u00c8 diventato pi\u00f9 selettivo. Premia chi ha strutture, relazioni e strumenti di gestione del rischio, e penalizza chi ci arriva con l&#8217;ottimismo di chi crede che le buone notizie macro si traducano automaticamente in opportunit\u00e0 commerciali. La domanda rilevante, oggi, non \u00e8 se entrare nel mercato UK. \u00c8 se hai gli strumenti per gestirlo come merita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: Gilt a 30 Anni oltre il 6% e il Nodo del Debito Sovrano Il rendimento dei titoli di Stato britannici con scadenza trentennale ha superato marted\u00ec mattina il 6%, toccando il livello pi\u00f9 alto dal primo trimestre del 1998. 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