{"id":1327,"date":"2026-10-04T19:03:35","date_gmt":"2026-10-04T18:03:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/rame-e-nichel-il-giacimento-che-blocca-leuropa"},"modified":"2026-10-04T19:30:04","modified_gmt":"2026-10-04T18:30:04","slug":"rame-e-nichel-il-giacimento-che-blocca-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/rame-e-nichel-il-giacimento-che-blocca-leuropa","title":{"rendered":"Rame e nichel, il giacimento che blocca l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<h2>SOTTOTITOLO\/OCCHIELLO<\/h2>\n<p><em>La disputa sul giacimento di Sakatti in Finlandia non \u00e8 una questione ambientale. \u00c8 il momento in cui l&#8217;Europa scopre che le sue stesse leggi bloccano la catena del valore che sta cercando disperatamente di costruire.<\/em><\/p>\n<hr>\n<p>Roma, 4 ottobre 2026. A Sodankyl\u00e4, Lapponia finlandese, la luce d&#8217;autunno illumina una torbiera artica che potrebbe essere l&#8217;ultima ad avere questo aspetto. Sotto di essa giacciono depositi di rame e nichel che l&#8217;industria europea reclama da anni. Sopra di essa, due persone camminano in direzioni opposte: Raika, attivista che ci \u00e8 cresciuta, e Pertti, il CEO del progetto minerario Sakatti, che ha gi\u00e0 speso centinaia di milioni di euro senza ancora una vanga in terra.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa vuole la transizione energetica, vuole i minerali critici, vuole l&#8217;autonomia strategica dalle catene di fornitura cinesi. Vuole inoltre proteggere ogni centimetro di natura che le normative ambientali dichiarano intoccabile. Il problema \u00e8 che queste quattro ambizioni si escludono a vicenda, e nessuno a Bruxelles lo sta dicendo ad alta voce.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un articolo sull&#8217;ambiente. \u00c8 un articolo su ci\u00f2 che succede quando la struttura normativa di un continente entra in collisione frontale con la strategia industriale che quel continente ha dichiarato prioritaria. Per le imprese europee che dipendono da rame, nichel e minerali critici, quello che accade in una palude della Lapponia finlandese \u00e8 pi\u00f9 rilevante di qualunque summit geopolitico degli ultimi mesi.<\/p>\n<p>Il progetto Sakatti \u00e8 diventato, in queste ultime settimane, un caso di scuola che i policy maker europei non riescono a chiudere. Il fatto che non riescano a chiuderlo dice tutto sulla tenuta reale della strategia industriale europea.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: L&#8217;Anatomia di un Blocco da Centinaia di Milioni<\/h2>\n<p>Il giacimento di Sakatti si trova nel comune di Sodankyl\u00e4, Lapponia finlandese, un territorio di circa 100.000 chilometri quadrati, dimensioni comparabili al Portogallo. Il progetto \u00e8 sviluppato da una societ\u00e0 anglo-americana e punta a estrarre rame e nichel da una zona protetta sia dalla legislazione finlandese che dal diritto europeo, precisamente dal regime delle torbiere artiche classificate come habitat prioritario.<\/p>\n<p>Il numero che pi\u00f9 conta in questa storia \u00e8 &#8220;tre&#8221;: un veicolo elettrico richiede tre volte pi\u00f9 rame di un veicolo a combustione interna. Se l&#8217;Europa raggiunge anche solo il 60% degli obiettivi di elettrificazione dichiarati entro il 2035, il fabbisogno di rame del solo settore automotive europeo supera di gran lunga l&#8217;attuale capacit\u00e0 estrattiva continentale. La Cina controlla circa il 40% della capacit\u00e0 globale di raffinazione del rame. Le alternative geograficamente vicine sono poche, e la Lapponia \u00e8 una di quelle.<\/p>\n<p>La miniera di Kemi, gi\u00e0 operativa in Lapponia a centinaia di metri di profondit\u00e0, \u00e8 l&#8217;unica miniera europea di cromo attiva. Secondo la Camera di Commercio della Lapponia, ogni posto di lavoro minerario genera tre posti aggiuntivi in altri settori. Sodankyl\u00e4 conta poco pi\u00f9 di 8.000 abitanti: le divisioni nella comunit\u00e0 locale riflettono esattamente l&#8217;equazione macroeconomica europea, con la stessa intensit\u00e0 e la stessa assenza di soluzioni facili.<\/p>\n<p>Centinaia di milioni di euro sono gi\u00e0 stati investiti nel progetto Sakatti. L&#8217;ipotesi di avvio operativo \u00e8 il 2034, a 25 anni dalla scoperta iniziale dei depositi. Il tempo non \u00e8 un dettaglio: \u00e8 la metrica che rivela quanto sia disfunzionale il percorso autorizzativo europeo per qualcosa che l&#8217;Europa stessa dichiara strategicamente necessario.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Critical Raw Materials Act e il Test del Reale<\/h2>\n<p>Il Critical Raw Materials Act europeo, entrato in vigore nel 2024, stabilisce che entro il 2030 almeno il 10% del fabbisogno europeo di minerali critici deve provenire da estrazione interna all&#8217;Unione. Nichel e rame figurano entrambi nella lista dei materiali strategici. La Commissione ha costruito attorno a questo atto una narrativa di autonomia strategica che tiene banco nei documenti ufficiali e nelle conferenze di settore.<\/p>\n<p>Il caso Sakatti \u00e8 il primo test concreto di quella narrativa su un giacimento in territorio europeo, protetto da normative europee, in un paese membro con istituzioni solide e rispetto dello stato di diritto. Non si tratta di un giacimento in una zona grigia normativa o in un paese con democrazia fragile. Si tratta del caso pi\u00f9 favorevole possibile, e non riesce a sbloccarsi.<\/p>\n<p>La tempistica non \u00e8 casuale: le minute della Federal Reserve attese questa settimana, il contesto di tassi reali sorprendentemente bassi negli USA, e i segnali di ottimismo sui profitti aziendali americani che caratterizzano l&#8217;apertura della stagione degli utili del terzo trimestre rendono ancora pi\u00f9 evidente il contrasto con un&#8217;Europa che discute di deroghe ambientali su un giacimento di rame mentre i suoi competitori industriali firmano contratti di fornitura altrove. La Lagarde ha parlato questa settimana di resilienza e competitivit\u00e0 bancaria europea: la resilienza delle catene di fornitura industriali \u00e8 la faccia che le banche non vedono ma che le imprese vivono ogni giorno.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Rame, Nichel e il Premio per la Certezza<\/h2>\n<p>Il prezzo del rame oscilla da mesi in una banda che riflette esattamente questa tensione strutturale: domanda attesa in forte crescita per la transizione energetica, offerta geograficamente concentrata e politicamente vulnerabile. I premi pagati per forniture con contratti a lungo termine e origine certificata non cinese sono aumentati in modo misurabile nell&#8217;ultimo anno, segnale che il mercato sta prezzando il rischio di concentrazione della supply chain molto prima che i titoli dei giornali lo facciano.<\/p>\n<p>Il nichel racconta una storia simile. Dopo il crollo drammatico dei prezzi del 2023 e 2024, legato all&#8217;ingresso massiccio di produzione indonesiana controllata da capitali cinesi, il nichel di qualit\u00e0 batteria con origine europea o alleata tratta con un premio crescente rispetto al nichel spot. La distinzione tra nichel come commodity e nichel come input certificato per batterie europee \u00e8 diventata una distinzione finanziaria reale, non solo una preferenza di marketing.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sui contratti a termine di rame e nichel con scadenza 2027-2028 \u00e8 su livelli che segnalano incertezza strutturale, non fluttuazione ciclica. Chi costruisce piani di approvvigionamento su prezzi spot senza copertura sta accumulando un rischio che i bilanci di oggi non mostrano ancora.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti su una Supply Chain che Non Esiste<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le imprese italiane che producono componenti per il settore automotive, elettronica industriale, energie rinnovabili o qualsiasi sistema che usa rame e nichel come input significativo devono fare una cosa sola: mappare esattamente la propria esposizione geografica nella catena di fornitura. Non a livello di fornitore diretto, ma al secondo e terzo livello. La domanda concreta \u00e8: il rame che compro sa di dov&#8217;\u00e8 venuto? Se la risposta \u00e8 &#8220;non lo so&#8221;, il rischio di compliance ESG e di interruzione di fornitura \u00e8 gi\u00e0 presente, anche se non ancora visibile nei numeri.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che il progetto Sakatti rimanga bloccato almeno fino al 2027-2028, in attesa di procedure di deroga e compensazione ambientale che non hanno precedenti nella legislazione europea. In questo intervallo, la pressione sui fornitori alternativi di rame e nichel con certificazione non cinese aumenter\u00e0. Chi non ha gi\u00e0 avviato conversazioni con fornitori in Canada, Australia, Cile o nei paesi nordici rischia di trovarsi in coda quando la domanda accelera. La finestra per negoziare condizioni favorevoli si chiude prima di quanto i piani industriali tipicamente contemplino.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il caso Sakatti potrebbe diventare il precedente strutturale che costringe l&#8217;Europa a scegliere esplicitamente tra due sistemi normativi incompatibili: quello della protezione ambientale massima e quello dell&#8217;autonomia nelle materie prime critiche. Se la scelta verr\u00e0 fatta a favore dell&#8217;estrazione, il precedente aprir\u00e0 altri giacimenti europei con un iter accelerato. Se la scelta verr\u00e0 evitata, come \u00e8 pi\u00f9 probabile che accada in un sistema di governance multilivello come quello europeo, la dipendenza strutturale da minerali extra-europei diventa una costante del business per almeno un decennio, con tutto ci\u00f2 che questo implica per i costi e la prevedibilit\u00e0 delle supply chain industriali italiane.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Automotive e componentistica:<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 ovvia ma la profondit\u00e0 lo \u00e8 meno. Non solo i produttori di veicoli elettrici o i tier-1 delle batterie: ogni fornitore di cablaggio, attuatori, motori elettrici, sistemi di raffreddamento \u00e8 esposto. La componentistica italiana per il settore automotive usa rame in quantit\u00e0 significativa anche nella produzione tradizionale. La transizione amplifica questa dipendenza, non la sostituisce.<\/p>\n<p><strong>Macchinari industriali e automazione:<\/strong> L&#8217;Italia \u00e8 il secondo esportatore mondiale di macchinari industriali. I motori elettrici, gli inverter, i sistemi di controllo che equipaggiano queste macchine hanno contenuto di rame e nichel che non \u00e8 negoziabile. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che chi riesce a certificare l&#8217;origine dei materiali nella propria supply chain costruisce un differenziale competitivo concreto verso i clienti europei e nordamericani che devono rispettare normative di due diligence sulla catena di fornitura, come la Corporate Sustainability Due Diligence Directive.<\/p>\n<p><strong>Energie rinnovabili e infrastrutture:<\/strong> I parchi eolici e fotovoltaici usano quantit\u00e0 di rame per chilowatt installato che nessuno dei comunicati ufficiali sulla transizione energetica mette in primo piano. Un impianto eolico offshore di taglia media richiede tonnellate di rame per cablaggi e connessioni. Le imprese italiane che operano nell&#8217;Engineering, Procurement and Construction per le rinnovabili si trovano a costruire impianti la cui redditivit\u00e0 dipende da un input che potrebbe costare il 20-30% in pi\u00f9 tra tre anni rispetto alle assunzioni dei loro contratti attuali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Meccanismi che Non Appaiono Ancora nei Bilanci<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Compliance a cascata<\/strong> La Corporate Sustainability Due Diligence Directive impone alle imprese europee sopra determinate soglie di mappare e rendicontare l&#8217;intera catena di fornitura per rischi ambientali e sociali. Un fornitore di rame con origine non documentata o proveniente da paesi con standard ambientali deboli diventa un problema di compliance legale, non solo di reputazione. Le PMI italiane che forniscono grandi gruppi europei saranno pressate a risalire la catena. Chi non si prepara ora trover\u00e0 la richiesta sul tavolo con un preavviso di 60 giorni.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Concentrazione geografica invisibile<\/strong> La Cina non \u00e8 solo un concorrente commerciale nelle materie prime. \u00c8 il paese che controlla la raffinazione di una quota dominante dei minerali che l&#8217;Europa usa, anche quando questi minerali vengono estratti in Australia o in Cile. Comprare rame &#8220;non cinese&#8221; all&#8217;estrazione non significa necessariamente comprare rame non cinese nella filiera. Il rischio di concentrazione \u00e8 spesso mascherato da catene di intermediari che ne offuscano l&#8217;origine reale.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Timing normativo non sincronizzato<\/strong> Gli obiettivi di elettrificazione e di autonomia nelle materie prime dell&#8217;Europa hanno orizzonti temporali dichiarati. I percorsi autorizzativi per i nuovi giacimenti europei hanno tempi reali che non coincidono con quegli orizzonti. Il gap tra i due crea una finestra in cui la domanda cresce ma l&#8217;offerta europea non si materializza. In quella finestra, i prezzi aumentano e i costi vengono trasferiti sulle imprese a valle della catena, quelle che comprano i materiali, non quelle che li estraggono.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce nel caso Sakatti non \u00e8 il conflitto tra ambiente e industria. Quel conflitto \u00e8 reale e non ha soluzioni facili, e rispetto sia chi lo combatte da una parte che dall&#8217;altra. Quello che mi colpisce \u00e8 la struttura istituzionale europea che produce questa situazione e poi finge che non esista.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa ha approvato il Critical Raw Materials Act con grande enfasi sulla necessit\u00e0 di ridurre le dipendenze strategiche. Ha costruito una narrativa sull&#8217;autonomia industriale. Ha finanziato studi, convegni, task force. E poi si trova con un giacimento di rame e nichel, in territorio europeo, in un paese membro con tutte le garanzie democratiche e istituzionali che l&#8217;Europa esige, e non riesce a prendere una decisione in 25 anni. Non in 25 mesi. In 25 anni.<\/p>\n<p>La vera partita qui non \u00e8 ambientale. \u00c8 politica, nel senso pi\u00f9 strutturale del termine. L&#8217;Europa \u00e8 un sistema costruito per produrre compromessi, non decisioni. Funziona magnificamente quando le questioni sono incrementali e i tempi sono lunghi. Non funziona quando la geopolitica preme e i mercati si muovono pi\u00f9 veloci delle istituzioni.<\/p>\n<p>Gli imprenditori italiani che dipendono da queste supply chain devono capire una cosa: non possono aspettare che l&#8217;Europa risolva questo problema. Non perch\u00e9 l&#8217;Europa non voglia risolverlo, ma perch\u00e9 il sistema europeo non \u00e8 progettato per risolverlo nella finestra temporale che la transizione energetica e la competizione globale richiedono. Chi si muove in autonomia, chi costruisce relazioni dirette con fornitori in paesi con cui l&#8217;Europa ha accordi commerciali stabili, chi investe nella mappatura della propria catena di fornitura oggi, non si trova a subire la decisione di Bruxelles tra tre anni. Si trova gi\u00e0 posizionato, qualunque essa sia.<\/p>\n<p>I dati che servono per prendere queste decisioni esistono gi\u00e0. Il rischio non \u00e8 mancanza di informazione. \u00c8 mancanza di una decisione di guardare oltre il fornitore diretto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte finlandese e UE:<\/strong> La decisione delle autorit\u00e0 finlandesi ed europee sul progetto Sakatti, attesa senza una scadenza definita ma con pressioni crescenti da entrambe le parti. Qualunque pronunciamento, anche preliminare, su procedure di deroga ambientale diventa un precedente per tutti gli altri giacimenti europei in zone protette.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati delle materie prime:<\/strong> Il prezzo del rame LME con scadenza 2027-2028, i premi per il rame con certificazione di origine non cinese, e le quotazioni del nichel classe 1 idoneo per batterie. Questi tre indicatori anticipano la pressione sui costi industriali almeno 18 mesi prima che essa appaia nei bilanci delle imprese a valle.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte normativo europeo:<\/strong> L&#8217;implementazione della Corporate Sustainability Due Diligence Directive e le soglie di applicazione che vengono definite a livello nazionale. In Italia, il Ministero delle Imprese sta ancora elaborando le linee guida operative. Chi entra nella stanza prima che le regole siano scritte ha vantaggi concreti nel definire come vengono applicate.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle banche centrali:<\/strong> Le minute della Federal Reserve attese questa settimana potrebbero segnalare la traiettoria dei tassi reali americani per i prossimi 12 mesi. Un contesto di tassi reali bassi negli USA aumenta la propensione al rischio e l&#8217;appetito per investimenti in asset reali come le materie prime. Questo \u00e8 esattamente il momento in cui i prezzi possono muoversi prima delle aspettative.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte Frequenti<\/h2>\n<p><strong>D: Quale impatto avr\u00e0 il blocco di Sakatti sui prezzi del rame nei prossimi 24 mesi?<\/strong><br \/>R: Se il blocco persiste, il rame con certificazione di origine non cinese continuer\u00e0 a trattare con premi del 5-15% rispetto al prezzo spot. Le aziende senza copertura a lungo termine vedranno aumentare i costi di approvvigionamento progressivamente, con effetti sui margini a partire dal Q2 2027.<\/p>\n<p><strong>D: Come posso verificare l&#8217;origine del rame nella mia supply chain?<\/strong><br \/>R: Contatta direttamente i tuoi fornitori di secondo e terzo livello richiedendo certificazioni di provenienza, rapporti di tracciabilit\u00e0, e conformit\u00e0 ai criteri ESG. Piattaforme come RCS (Responsible Copper Supply) forniscono verifiche indipendenti. La CSDD Directive render\u00e0 questa pratica obbligatoria entro il 2025 per le imprese sopra 500 dipendenti.<\/p>\n<p><strong>D: Il caso Sakatti influenzer\u00e0 altri giacimenti europei?<\/strong><br \/>R: S\u00ec, qualunque decisione su Sakatti crea un precedente normativo. Se viene autorizzato, altri giacimenti in zone protette riceveranno scrutinio ridotto. Se rimane bloccato, l&#8217;Europa consolida una dipendenza strutturale da minerali extra-europei per almeno un decennio.<\/p>\n<p><strong>D: Quali paesi sono le alternative realiste per approvvigionamento di rame e nichel certificati?<\/strong><br \/>R: Canada, Australia, Cile, Per\u00f9, Norvegia e Svezia sono le principali alternative con standard ambientali comparabili all&#8217;Europa. Per\u00f2 il tempo per negoziare contratti a lungo termine \u00e8 adesso, non tra 18 mesi.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Decisione che Rimanda Non Esiste<\/h2>\n<p>Sopra quella torbiera artica, la luce di ottobre si accorcia ogni giorno. Raika cammina convinta che la legge la protegga. Pertti lavora convinto che la necessit\u00e0 industriale la superer\u00e0. Entrambi potrebbero avere ragione, e questo \u00e8 precisamente il problema: in un sistema progettato per non scegliere, tutti possono aspettare di avere ragione indefinitamente.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco qui \u00e8 pi\u00f9 sottile di uno scontro militare o di una guerra di dazi. \u00c8 la collisione tra due architetture normative che l&#8217;Europa ha costruito in parallelo senza mai decidere quale prevalesse sull&#8217;altra. La Natura Habitat Directive da una parte, il Critical Raw Materials Act dall&#8217;altra. Entrambi hanno forza di legge. Nessuno ha una gerarchia esplicita. Il risultato \u00e8 un&#8217;azienda mineraria con centinaia di milioni investiti e una data di avvio ipotetica che scivola nel futuro, anno dopo anno.<\/p>\n<p>Per chi produce beni industriali in Italia e dipende da questi materiali, il messaggio \u00e8 uno solo: la supply chain che non controlli non \u00e8 una supply chain. \u00c8 un&#8217;opzione che qualcun altro tiene in mano al posto tuo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOTTOTITOLO\/OCCHIELLO La disputa sul giacimento di Sakatti in Finlandia non \u00e8 una questione ambientale. \u00c8 il momento in cui l&#8217;Europa scopre che le sue stesse leggi bloccano la catena del valore che sta cercando disperatamente di costruire. Roma, 4 ottobre 2026. 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