{"id":1341,"date":"2026-10-07T07:04:01","date_gmt":"2026-10-07T06:04:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-mar-nero-come-gestire-i-rischi-della-supply-chain"},"modified":"2026-10-07T07:30:04","modified_gmt":"2026-10-07T06:30:04","slug":"crisi-mar-nero-come-gestire-i-rischi-della-supply-chain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-mar-nero-come-gestire-i-rischi-della-supply-chain","title":{"rendered":"Crisi Mar Nero: come gestire i rischi della supply chain"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: l&#8217;escalation nelle acque bulgare e il conto che sale<\/h2>\n<p>Nelle ultime settimane si sono verificati almeno tre episodi gravi nel Mar Nero: la petroliera in fiamme al largo di Sochi con 23 marinai evacuati, il mercantile turco &#8220;Alpha Watan&#8221; (bandiera Togo) colato a picco con il suo equipaggio disperso e il &#8220;Ael&#8221; (bandiera Palau) incendiato ma con i marinai in salvo. Il rischio assicurativo, secondo Ambrey, gruppo specializzato in sicurezza marittima, ha gi\u00e0 investito decine di imbarcazioni in aree precedentemente classificate a basso rischio nel corso degli ultimi dodici mesi.<\/p>\n<p>L&#8217;elemento geograficamente significativo \u00e8 che l&#8217;attacco ai due mercantili \u00e8 avvenuto all&#8217;interno della Zona Economica Esclusiva bulgara, vale a dire entro 200 miglia nautiche dalla costa di un paese membro NATO. Non si tratta di un dettaglio tecnico. \u00c8 la prima volta che un&#8217;azione di questo tipo penetra in uno spazio giuridicamente protetto di un alleato atlantico, e gli analisti del Center for European Policy Analysis lo interpretano come un test deliberato delle soglie di risposta della NATO.<\/p>\n<p>Il corridoio marittimo del Mar Nero trasporta ogni anno decine di milioni di tonnellate di grano ucraino verso Africa e Medio Oriente, oltre a carichi di acciaio, fertilizzanti e prodotti chimici che riguardano direttamente le supply chain europee. I premi assicurativi su queste rotte hanno gi\u00e0 subito rialzi significativi dopo la crisi del 2022-2024, e ogni nuovo attacco aggiunge un ulteriore layer di volatilit\u00e0 che si traduce immediatamente in costi di trasporto pi\u00f9 alti per chi spedisce o riceve merci in quella parte del mondo. Il modello \u00e8 lo stesso visto per il Mar Rosso e per lo Stretto di Hormuz: instabilit\u00e0 fisica, premi assicurativi in salita, tariffe di nolo che si aggiornano prima che i giornali riportino la notizia.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il timing non \u00e8 casuale<\/h2>\n<p>La crisi del Mar Nero non \u00e8 esplosa questa settimana. La Russia ha sistematicamente tentato di paralizzare il commercio marittimo ucraino dal febbraio 2022. Ma quello che sta accadendo in questi giorni di ottobre 2026 ha caratteristiche diverse rispetto alle fasi precedenti.<\/p>\n<p>Primo: l&#8217;accordo sul grano mediato dalle Nazioni Unite, che aveva creato un corridoio protetto attraverso le acque territoriali di Romania, Bulgaria e Turchia, \u00e8 ormai superato e non sostituito da nessun meccanismo equivalente. Il vuoto normativo lascia le navi commerciali in un limbo di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo: la soglia geografica degli attacchi si \u00e8 spostata verso ovest, all&#8217;interno della ZEE di un paese NATO, in un momento in cui l&#8217;Alleanza Atlantica \u00e8 gi\u00e0 sottoposta a pressioni politiche interne sui livelli di supporto all&#8217;Ucraina. Il timing suggerisce un calcolo strategico preciso. Verifica se la coesione NATO regge anche quando i colpi atterrano vicino alle coste degli alleati, non solo in territorio ucraino.<\/p>\n<p>Terzo: la tecnologia dei droni marittimi, sia russi che ucraini, ha raggiunto un livello di sofisticazione che rende ogni area del Mar Nero potenzialmente vulnerabile. Le navi commerciali non hanno protezione autonoma, i marinai non possono difendersi, e le marine militari degli alleati non hanno un mandato chiaro per scortare i mercantili. Chi spedisce in questa area sa che il rischio \u00e8 distribuito in modo asimmetrico. Lo pagano i caricatori, i proprietari delle navi, le assicurazioni, e infine i compratori finali in Europa e Africa.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: premi, noli e grano<\/h2>\n<p>Il mercato delle materie prime ha gi\u00e0 incorporato parte del rischio Black Sea nelle quotazioni. Il grano, che aveva beneficiato di una relativa stabilizzazione nel primo semestre 2026, mostra segnali di volatilit\u00e0 crescente. Ogni attacco a un cargo che trasporta cereali ucraini attiva immediatamente gli algoritmi di pricing sui mercati a termine di Chicago e Londra.<\/p>\n<p>I premi assicurativi per la navigazione nel Mar Nero si trovano su livelli elevati e ogni nuovo incidente spinge verso ulteriori rialzi. L&#8217;analogia con il Mar Rosso \u00e8 precisa. Quando gli Houthi hanno intensificato gli attacchi nel 2024-2025, i premi per quella rotta sono saliti in modo quasi lineare con la frequenza degli attacchi, e le tariffe di nolo hanno seguito con un lag di due-tre settimane. Lo stesso meccanismo si sta replicando nel Mar Nero.<\/p>\n<p>Sul fronte delle valute, la lira turca \u00e8 un indicatore utile da monitorare. La Turchia controlla gli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli, unico accesso al Mar Nero, e ogni scenario di chiusura o limitazione del transito avrebbe effetti immediati sull&#8217;economia turca e sulla sua valuta. Per le aziende italiane con esposizione alla Turchia, si tratta di un segnale da tenere sotto osservazione.<\/p>\n<p>Sul versante dei mercati finanziari, il ritorno dell&#8217;S&#038;P 500 ai massimi storici, trainato dalle grandi tecnologiche americane, rischia di oscurare la percezione del rischio geopolitico in Europa. Lo spread tra percezione del rischio nei mercati americani e realt\u00e0 del rischio geopolitico europeo \u00e8 oggi particolarmente ampio, e questa divergenza \u00e8 storicamente uno dei segnali pi\u00f9 affidabili di una correzione imminente nei mercati di rischio.<\/p>\n<hr>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: chi esporta grano, chi importa acciaio, chi fa niente<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> le aziende che spediscono o ricevono merci attraverso i porti del Mar Nero, inclusi quelli bulgari, romeni e turchi, devono rinegoziare immediatamente le condizioni assicurative dei loro contratti di trasporto. I War Risk Premium vengono ricalcolati ad ogni nuovo incidente, e chi ha contratti pluriennali con clausole di adeguamento automatico rischia di trovarsi esposto a costi significativamente superiori alle previsioni. Il rischio immediato pi\u00f9 sottovalutato \u00e8 quello dei caricatori che transitano da porti bulgari o romeni con cargo a destinazione africana o mediorientale. Rotte considerate fino a pochi mesi fa fuori dall&#8217;area di pericolo.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un rerouting parziale dei flussi commerciali verso rotte alternative, con aumento strutturale dei costi logistici. Le aziende alimentari e agricole italiane che dipendono dal grano ucraino come materia prima vedranno probabilmente una pressione sui prezzi di acquisto indipendentemente dalle condizioni dei mercati agricoli globali. Chi importa acciaio o materiali da costruzione dall&#8217;area del Mar Nero deve cominciare a costruire opzioni di sourcing alternative, non aspettare che la crisi si manifesti nei ritardi di consegna. Chi invece esporta macchinari o beni strumentali verso quei mercati deve verificare la resilienza dei propri distributori locali in Bulgaria, Romania e Turchia alla crescente instabilit\u00e0 del corridoio commerciale.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale che si sta costruendo \u00e8 pi\u00f9 importante dei singoli attacchi. Se la Russia riesce a stabilire che la ZEE di un paese NATO \u00e8 attaccabile senza conseguenze, la soglia di rischio accettabile per il commercio nell&#8217;intero Mar Nero si abbassa permanentemente. Il parallelo storico \u00e8 quello che avvenne nel Golfo Persico durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta, quando la &#8220;guerra delle petroliere&#8221; port\u00f2 a una ridefinizione permanente delle rotte e degli assetti assicurativi per quella regione. Chi oggi costruisce supply chain resilienti con alternative al corridoio del Mar Nero non sta solo gestendo un rischio immediato, sta posizionandosi per il ridisegno strutturale che seguir\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Agroalimentare e molitura.<\/strong> L&#8217;Italia \u00e8 uno dei maggiori importatori mondiali di grano duro e tenero. Una quota rilevante di quel grano transita per il Mar Nero, sia proveniente dall&#8217;Ucraina sia dalla Russia stessa. L&#8217;escalation sui premi assicurativi si traduce in costi di approvvigionamento pi\u00f9 alti che i mulini e i pastifici italiani devono assorbire o trasferire a valle. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta, paradossalmente, sta nel fatto che chi ha gi\u00e0 diversificato i fornitori verso Canada, Australia e Argentina si trova oggi con un vantaggio competitivo che non aveva cercato deliberatamente.<\/p>\n<p><strong>Siderurgia e manifattura pesante.<\/strong> L&#8217;acciaio ucraino, i semilavorati metallici e i prodotti chimici di base che transitano per i porti del Mar Nero alimentano catene di fornitura industriali in tutta Europa, incluse quelle italiane del distretto della meccanica strumentale. Chi acquista acciaio semilavorato o componenti attraverso distributori dell&#8217;Est Europa deve verificare oggi, non fra sei mesi, quanta parte di quella supply chain dipende da corridoi marittimi ora sotto pressione.<\/p>\n<p><strong>Logistica e shipping.<\/strong> Questo \u00e8 il settore con l&#8217;esposizione pi\u00f9 diretta e meno visibile dall&#8217;esterno. Gli operatori logistici italiani con rotte che includono porti turchi, bulgari o romeni stanno gi\u00e0 rinegoziando le condizioni con i propri vettori marittimi. L&#8217;opportunit\u00e0, per chi ha la struttura per coglierla, \u00e8 nella consulenza specializzata in risk mapping geopolitico. Un servizio che le PMI manifatturiere italiane non hanno internamente e che cercheranno sempre di pi\u00f9 nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Energia.<\/strong> Meno ovvio, ma rilevante: il Mar Nero \u00e8 una delle rotte di transito per il petrolio del Mar Caspio verso i mercati europei, attraverso i terminal turchi sul Bosforo. Una significativa escalation nel corridoio marittimo potrebbe interferire con quei flussi, aggiungendo pressione a un mercato energetico europeo gi\u00e0 strutturalmente fragile dopo gli anni post-2022.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: tre scenari per chi fa business<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Normalizzazione del silenzio NATO.<\/strong> Se l&#8217;Alleanza Atlantica non risponde in modo esplicito e coordinato all&#8217;attacco nella ZEE bulgara, la Russia riceve conferma che la soglia pu\u00f2 essere spostata ulteriormente. Il passo successivo nella logica di escalation graduale sarebbe un attacco nelle acque territoriali di un paese membro, ovvero entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Quello scenario attiverebbe automaticamente discussioni sull&#8217;Articolo 5, ma nel frattempo i mercati e le assicurazioni si sarebbero gi\u00e0 adeguati a un livello di rischio strutturalmente pi\u00f9 alto per tutto il commercio nel Mar Nero.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Effetto domino sui premi assicurativi globali.<\/strong> I principali mercati assicurativi marittimi, a partire dai Lloyd&#8217;s di Londra, calcolano i premi di guerra in modo interconnesso tra le diverse aree di crisi. Quando contemporaneamente il Mar Rosso, il Golfo Persico e il Mar Nero mostrano segnali di instabilit\u00e0, il mercato riassicurativo globale risponde con rialzi che non riguardano solo le rotte esplicitamente sotto attacco ma l&#8217;intero portafoglio di rischi marittimi. Le PMI italiane con contratti di export basati su termini CIF potrebbero trovarsi a sostenere costi assicurativi che non avevano previsto nei preventivi gi\u00e0 inviati.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Shock sull&#8217;approvvigionamento alimentare globale.<\/strong> Il grano ucraino \u00e8 una variabile critica per la sicurezza alimentare di decine di paesi in Africa e Medio Oriente. Se il corridoio marittimo del Mar Nero si chiude o si restringe significativamente, l&#8217;impatto sui prezzi alimentari globali \u00e8 immediato. Per le aziende italiane attive in quei mercati, un deterioramento della capacit\u00e0 di spesa delle popolazioni locali, causato dall&#8217;inflazione alimentare, \u00e8 un rischio di domanda che non appare nei modelli di rischio geopolitico standard.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Guardando quello che sta accadendo nel Mar Nero in questi giorni, mi colpisce soprattutto una cosa. L&#8217;Europa continua a reagire per comunicati stampa. La Germania dice che \u00e8 &#8220;profondamente allarmata&#8221;. Il primo ministro bulgaro &#8220;attende la risposta della NATO&#8221;. Kyiv e Mosca si accusano a vicenda. E nel frattempo, i marinai dispersi vengono cercati in mare e le navi commerciali navigano senza protezione in acque dove il rischio viene ricalcolato ogni ventiquattro ore.<\/p>\n<p>La vera questione non \u00e8 chi ha lanciato quei droni. La vera questione \u00e8 che l&#8217;Europa non ha una strategia marittima coerente per il Mar Nero, e probabilmente non l&#8217;avr\u00e0 nei prossimi mesi. Mosca lo sa, e sta usando quella assenza di strategia come spazio operativo. \u00c8 esattamente la stessa dinamica che abbiamo visto nel Mar Rosso, dove la risposta europea alle minacce Houthi \u00e8 stata frammentata e insufficiente per mesi, con costi scaricati interamente sulle imprese che spediscono quelle rotte.<\/p>\n<p>Il punto che trovo pi\u00f9 sottovalutato nel dibattito pubblico \u00e8 questo. Mentre i diplomatici discutono di Articolo 5 e di ZEE, le imprese europee stanno gi\u00e0 pagando il conto. I premi assicurativi non aspettano i comunicati NATO. I ritardi di consegna non aspettano che si stabilisca chi ha lanciato i droni. Il rerouting dei flussi commerciali avviene per decisioni operative di capitani e armatori, non per decisioni politiche.<\/p>\n<p>Questo significa che la finestra in cui le imprese possono adattarsi in anticipo \u00e8 sempre pi\u00f9 stretta. Chi aspetta che la crisi sia &#8220;risolta&#8221; prima di rivedere la propria supply chain o rinegoziare le condizioni assicurative scopre invariabilmente di essere arrivato dopo. Il calcolo strategico corretto, in questo momento, non \u00e8 &#8220;aspettiamo di vedere come evolve&#8221;, ma &#8220;costruiamo adesso le alternative che serviranno tra sei mesi&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa eccellente, quella delle PMI manifatturiere, degli operatori agroalimentari, dei produttori di macchinari che esportano in tutto il mondo, continua a funzionare nonostante l&#8217;Europa istituzionale. Ma il margine di manovra si restringe ogni volta che una crisi geopolitica si consolida senza una risposta strutturata. Il Mar Nero \u00e8 l&#8217;ennesimo test di questa resilienza.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sulla Crisi del Mar Nero<\/h2>\n<p><strong>D: Come incide la crisi del Mar Nero sui prezzi del grano in Italia?<\/strong><br \/>R: Il grano ucraino rappresenta una quota rilevante dell&#8217;approvvigionamento italiano. Ogni attacco nel Mar Nero aumenta i War Risk Premium sui trasporti, che si traduce in costi di acquisto pi\u00f9 alti per mulini e pastifici. L&#8217;effetto \u00e8 immediato sui mercati a termine di Chicago e Parigi, con lag di 1-2 settimane sui prezzi all&#8217;acquisto effettivi in Italia.<\/p>\n<p><strong>D: Quali sono i settori italiani pi\u00f9 esposti al rischio Mar Nero?<\/strong><br \/>R: Quattro settori sono particolarmente vulnerabili: agroalimentare e molitura, per la dipendenza dal grano ucraino; siderurgia, per l&#8217;acciaio semilavorato che transita dai porti del Mar Nero; logistica e shipping, per l&#8217;esposizione diretta sulle rotte; e energia, per il transito di petrolio caspio attraverso il Bosforo.<\/p>\n<p><strong>D: Come posso proteggere la mia azienda dalla crisi del Mar Nero?<\/strong><br \/>R: Tre azioni immediate: verificare quanta parte della tua supply chain dipende da corridoi marittimi del Mar Nero; rinegoziare i contratti di trasporto con clausole di revisione dei War Risk Premium; iniziare a costruire opzioni di sourcing alternative verso fornitori in Canada, Australia o America Latina per i prossimi 6-18 mesi.<\/p>\n<p><strong>D: Quali indicatori devo monitorare per prevedere escalation ulteriori?<\/strong><br \/>R: Monitora quattro segnali principali: la risposta formale della NATO all&#8217;attacco nella ZEE bulgara entro due settimane; i War Risk Premium Lloyd&#8217;s per il Mar Nero aggiornati quotidianamente; le quotazioni del grano tenero sui mercati a termine; il tasso di cambio lira turca\/euro come proxy di rischio sugli Stretti.<\/p>\n<p><strong>D: La crisi del Mar Nero \u00e8 temporanea o strutturale?<\/strong><br \/>R: La precedente storica del Golfo Persico durante la guerra Iran-Iraq suggerisce che una volta stabilita l&#8217;instabilit\u00e0 in un corridoio marittimo critico, i costi logistici restano permanentemente pi\u00f9 alti anche dopo la de-escalation politica. Costruire supply chain resilienti non \u00e8 gestione di crisi temporanea, \u00e8 adattamento strutturale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte NATO e Bulgaria:<\/strong> la risposta formale dell&#8217;Alleanza Atlantica all&#8217;attacco nella ZEE bulgara \u00e8 il segnale pi\u00f9 importante da seguire. Una risposta vaga o ritardata di oltre due settimane equivale a validare il precedente e anticipa una nuova fase di escalation.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> i War Risk Premium sul Mar Nero aggiornati dai Lloyd&#8217;s e dai principali club P&#038;I, le quotazioni del grano tenero e duro sui mercati a termine di Chicago e Parigi, il tasso di cambio lira turca\/euro come proxy del rischio sugli Stretti.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte energetico:<\/strong> i volumi di transito petrolifero attraverso il Bosforo, pubblicati dall&#8217;autorit\u00e0 portuale turca con lag di alcune settimane, e i flussi di greggio kazako e azero destinati ai terminal turchi sul Mediterraneo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte diplomatico:<\/strong> qualsiasi movimento verso un &#8220;maritime ceasefire&#8221; nel Mar Nero, che Kyiv ha dichiarato di essere disponibile a discutere. Se anche Mosca segnalasse apertura, si aprirebbe una finestra di de-escalation con implicazioni immediate sui premi assicurativi.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte tecnologico:<\/strong> l&#8217;evoluzione delle capacit\u00e0 dei droni marittimi e la risposta delle compagnie di navigazione in termini di misure di autodifesa o di routing preventivo, che anticipa di settimane le decisioni formali dei governi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Prezzo del Corridoio<\/h2>\n<p>Ventitr\u00e9 marinai recuperati dalle acque di Sochi. Un cargo affondato al largo della Bulgaria, un equipaggio disperso. Non sono numeri astratti. Sono il segnale fisico che un corridoio commerciale da cui dipende parte dell&#8217;approvvigionamento europeo di grano, acciaio e componenti industriali \u00e8 sotto pressione sistemica.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco \u00e8 quella di chi ha accettato che l&#8217;instabilit\u00e0 sia il nuovo equilibrio. Mosca non deve chiudere il Mar Nero per raggiungere il suo obiettivo. Le basta renderlo abbastanza costoso e imprevedibile da farlo evitare spontaneamente da armatori, assicuratori e caricatori. \u00c8 la stessa logica degli Houthi nel Mar Rosso. Non serve affondare ogni nave, basta che la minaccia sia credibile e i costi salgano abbastanza da cambiare i flussi commerciali.<\/p>\n<p>Per le imprese europee, questa lezione dovrebbe essere gi\u00e0 chiara dopo due anni di crisi nel Mar Rosso. Eppure molte la stanno imparando di nuovo, come se ogni corridoio fosse una storia a s\u00e9. L&#8217;instabilit\u00e0 di una rotta non \u00e8 mai solo il problema di chi la usa in quel momento. \u00c8 un precedente strutturale che ridisegna i costi del commercio per tutti.<\/p>\n<p>Una supply chain che funziona solo quando tutto va bene non \u00e8 una supply chain, \u00e8 una scommessa. E nel Mar Nero, in questo ottobre 2026, le probabilit\u00e0 stanno cambiando pi\u00f9 velocemente dei contratti di fornitura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: l&#8217;escalation nelle acque bulgare e il conto che sale Nelle ultime settimane si sono verificati almeno tre episodi gravi nel Mar Nero: la petroliera in fiamme al largo di Sochi con 23 marinai evacuati, il mercantile turco &#8220;Alpha Watan&#8221; (bandiera Togo) colato a picco con il suo equipaggio disperso e il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1340,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[959,23,2792,75,2791,2793,38,757,22,78],"class_list":["post-1341","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-crisi-geopolitica","tag-export-italia","tag-grano-ucraino","tag-logistica-internazionale","tag-mar-nero","tag-nato-bulgaria","tag-premi-assicurativi","tag-rischio-marittimo","tag-supply-chain","tag-war-risk-premium"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1341"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1342,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1341\/revisions\/1342"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}