{"id":1384,"date":"2026-10-13T19:04:05","date_gmt":"2026-10-13T18:04:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/industrial-accelerator-act-la-nuova-politica-industriale-europea"},"modified":"2026-10-13T19:30:13","modified_gmt":"2026-10-13T18:30:13","slug":"industrial-accelerator-act-la-nuova-politica-industriale-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/industrial-accelerator-act-la-nuova-politica-industriale-europea","title":{"rendered":"Industrial Accelerator Act: la nuova politica industriale europea"},"content":{"rendered":"<p>Parigi, 13 ottobre 2026. Nella grande sala del summit sulla competitivit\u00e0 organizzato da Politico, il commissario europeo St\u00e9phane S\u00e9journ\u00e9 siede davanti a una platea di dirigenti e parlamentari e difende un testo che nessuno, fuori da Bruxelles, riesce ancora a leggere per intero: l&#8217;Industrial Accelerator Act. Nel frattempo, fuori dal Palais des Congr\u00e8s, studenti liceali manifestano in tutta Parigi contro un sistema scolastico che dicono non prepararli a nulla. Dentro, tre candidati alla presidenza della Repubblica francese si alternano per spiegare come salvare un paese con 300 miliardi di debito che sta perdendo pezzi di industria manifatturiera ogni trimestre. Il collegamento tra queste scene non \u00e8 simbolico. \u00c8 operativo.<\/p>\n<p>Quello che si decide nelle prossime settimane a Bruxelles, Berlino e Parigi ridisegna le condizioni di accesso al mercato europeo per chiunque venda o produca sul continente. Per un&#8217;impresa italiana che ha clienti in Francia o in Germania, o che compra componenti da fornitori che li assemblano in Europa, la partita \u00e8 gi\u00e0 aperta. La domanda non \u00e8 se questo cambiamento la riguarda. \u00c8 se ha ancora tempo per posizionarsi.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: L&#8217;Acceleratore Industriale e la Geometria del Potere Europeo<\/h2>\n<p>Il testo al centro del dibattito, l&#8217;Industrial Accelerator Act, prevede obblighi di acquisto europeo su categorie di prodotti considerate strategiche: cleantech, automotive, materiali da costruzione. Il meccanismo centrale \u00e8 semplice, l&#8217;effetto potenzialmente dirompente: una parte dei 2.000 miliardi di euro annui di appalti pubblici europei dovr\u00e0 orientarsi verso forniture prodotte in Europa.<\/p>\n<p>Il perimetro del &#8220;made in Europe&#8221; \u00e8 per\u00f2 ancora oggetto di contesa. Nella versione attuale della Commissione, una quarantina di paesi terzi sono inclusi grazie ad accordi commerciali esistenti, ma solo una ventina di questi hanno accordi pienamente reciproci. Il discrimine proposto dal commissario S\u00e9journ\u00e9 \u00e8 la reciprocit\u00e0: se un paese apre i propri mercati pubblici alle imprese europee entra nel perimetro; se applica preferenze nazionali ne resta fuori.<\/p>\n<p>Sul fronte automobilistico, il nodo \u00e8 il 2035. Le modifiche gi\u00e0 negoziate hanno portato la quota di elettrico obbligatorio dal 100% al 90%, con discussioni in corso per ulteriori deroghe verso ibridi e veicoli a tecnologie alternative. L&#8217;accordo franco-tedesco, descritto dai relatori come imminente, scambierebbe maggiore flessibilit\u00e0 sugli obiettivi di emissione con l&#8217;adesione tedesca al principio di preferenza europea negli appalti pubblici.<\/p>\n<p>Nella tabella macro: 250.000 posti di lavoro persi nel solo comparto automotive europeo nell&#8217;ultimo anno. 20.000 al mese proiettati come tasso corrente di perdita. Deficit commerciale dell&#8217;Unione con la Cina pari a 1 miliardo di euro al giorno, in aumento. La quota cinese nei mercati mondiali del cleantech supera il 60% in diverse categorie. Per le batterie, la dipendenza europea da fornitori asiatici rimane strutturale nonostante gli investimenti degli ultimi tre anni.<\/p>\n<p>Sul fronte energetico, i dati citati nel dibattito parigino: il gas naturale \u00e8 passato da 31 euro per MWh nell&#8217;ottobre 2025 a 61 euro nell&#8217;ottobre 2026. I prezzi a termine per l&#8217;elettricit\u00e0 2027 sono passati da 50 a 100 euro per MWh nel giro di pochi mesi. Dietro queste cifre, lo Stretto di Hormuz parzialmente bloccato e una guerra iraniana che rimane la variabile pi\u00f9 destabilizzante sul fronte energetico europeo.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>L&#8217;Industrial Accelerator Act arriva in un momento preciso, non accidentale. Tre fattori convergono.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 il modello Cina. S\u00e9journ\u00e9 lo dice esplicitamente: Pechino ha dimostrato di aver vinto il braccio di ferro commerciale con l&#8217;amministrazione Trump un anno fa. Gli europei partivano da una credibilit\u00e0 quasi nulla negli strumenti di difesa commerciale. La firma di piccole concessioni cinesi sulle ibride \u00e8 stata possibile solo perch\u00e9 la Commissione ha finalmente costruito una posizione di minaccia credibile, non perch\u00e9 la Cina abbia cambiato strategia. Il commissario lo ammette: quell&#8217;accordo sulle ibride \u00e8 circa l&#8217;1% del problema globale.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 la pressione elettorale. La Francia va alle presidenziali. Tutti i candidati presenti al summit, da \u00c9douard Philippe a Rapha\u00ebl Glucksmann a Bruno Retailleau, parlano di reindustrializzazione, sovranit\u00e0, protezione del mercato. Il punto non \u00e8 chi vince. Il punto \u00e8 che qualsiasi governo uscir\u00e0 dalle urne francesi sar\u00e0 sotto pressione per dimostrare che l&#8217;industria europea smette di essere un esperimento e diventa una politica. Questo sposta la gravitazione di Bruxelles.<\/p>\n<p>Il terzo \u00e8 il reshoring come necessit\u00e0, non ideologia. La pandemia, la guerra in Ucraina, lo Stretto di Hormuz costituiscono tre shock che hanno reso evidente quanto le catene di fornitura europee fossero costruite sulla premessa di un mondo stabile che non esiste pi\u00f9. Il reshoring non \u00e8 un&#8217;opzione politica dibattuta. \u00c8 gi\u00e0 in corso. La questione \u00e8 chi ne cattura il valore.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali da Leggere Adesso<\/h2>\n<p>Il gas sopra i 60 euro per MWh con proiezioni di ulteriore rialzo per l&#8217;inverno \u00e8 il dato pi\u00f9 diretto. Le imprese energivore in Germania e in Italia stanno gi\u00e0 assorbendo questo costo senza poterlo scaricare completamente sui clienti finali. I prezzi a termine dell&#8217;elettricit\u00e0 per il 2027 sono il segnale strutturale: chi deve pianificare investimenti in manifattura per i prossimi 18 mesi opera in un contesto di incertezza energetica che non era previsto nei business plan redatti anche solo 12 mesi fa.<\/p>\n<p>Le valute seguono la geopolitica pi\u00f9 che i fondamentali. L&#8217;euro rimane in una banda di debolezza strutturale rispetto al dollaro, il che favorisce le esportazioni europee ma aumenta il costo delle importazioni energetiche denominate in dollari, aggravando ulteriormente il deficit della bilancia commerciale.<\/p>\n<p>Il differenziale tra paesi con mix energetico diversificato e paesi dipendenti dal gas si allarga. La Spagna, citata nel dibattito, ha prezzi all&#8217;ingrosso dell&#8217;elettricit\u00e0 inferiori del 30% alla media europea grazie alla penetrazione delle rinnovabili. L&#8217;Italia, con l&#8217;89% del tempo in cui l&#8217;elettricit\u00e0 \u00e8 indicizzata al gas, \u00e8 esposta in modo simmetrico. Per un&#8217;impresa manifatturiera italiana che compete con concorrenti tedeschi o spagnoli, questa differenza \u00e8 gi\u00e0 visibile nei margini.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> L&#8217;accordo franco-tedesco sull&#8217;automotive e sull&#8217;accesso agli appalti pubblici europei \u00e8 descritto come imminente. Quando verr\u00e0 formalizzato cambier\u00e0 i criteri di ammissibilit\u00e0 per una serie di forniture in appalti pubblici in Francia e Germania. Chi \u00e8 gi\u00e0 inside come fornitore certificato di filiere automotive o cleantech pu\u00f2 vedere un rafforzamento della propria posizione. Chi sta valutando l&#8217;ingresso deve accelerare: i criteri si stanno definendo adesso, non tra sei mesi. Sul fronte energetico, il rialzo del gas \u00e8 un rischio immediato per le imprese senza coperture. L&#8217;hedging sul prezzo dell&#8217;energia non \u00e8 pi\u00f9 una scelta finanziaria sofisticata. \u00c8 gestione ordinaria del rischio.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> L&#8217;Industrial Accelerator Act, se approvato entro fine anno come previsto, entra in una fase di triloghi e implementazione. I criteri definitivi del &#8220;made in Europe&#8221; determineranno quali catene di fornitura rimangono competitive negli appalti pubblici e quali vengono disintermesse. Le imprese italiane nelle filiere meccanica, impiantistica e componentistica per automotive che lavorano con committenti europei devono verificare adesso se la loro posizione nella catena del valore \u00e8 inside o outside il perimetro che si sta definendo. Chi produce componenti con contenuto di origine extra-europea superiore alle soglie che verranno fissate rischia di essere escluso da bandi che oggi sono accessibili.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale \u00e8 che l&#8217;Europa ha scelto la politica industriale verticale come strumento permanente, non come eccezione. Il modello &#8220;mercato aperto con regole comuni&#8221; \u00e8 superato. Si afferma un modello &#8220;mercato protetto con preferenza europea condizionata alla reciprocit\u00e0&#8221;. Per un&#8217;impresa italiana, questo significa che la competitivit\u00e0 sui mercati europei dipender\u00e0 sempre di pi\u00f9 dalla certificazione dell&#8217;origine e dal posizionamento nelle filiere considerate strategiche. Uscire da queste filiere sar\u00e0 difficilmente reversibile. Entrarci richiede investimenti in certificazione, localizzazione produttiva e partnership europee che non si costruiscono in un trimestre.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Meccanica strumentale e impiantistica.<\/strong> Il segmento pi\u00f9 direttamente coinvolto dall&#8217;Industrial Accelerator Act nella parte sulle macchine utensili e sull&#8217;equipaggiamento industriale. L&#8217;accordo con la Cina citato da S\u00e9journ\u00e9 include come prossimo capitolo di negoziazione proprio le macchine utensili. Le imprese italiane di questo settore che esportano in Cina potrebbero vedere restrizioni ritorsive. Quelle che forniscono committenti europei in impianti di cleantech o automotive hanno invece l&#8217;opportunit\u00e0 di essere inserite nelle catene di fornitura preferite dagli appalti pubblici europei, a condizione che la loro origine produttiva sia verificabile e certificabile.<\/p>\n<p><strong>Energia e componentistica per rinnovabili.<\/strong> Il dibattito parigino conferma che la transizione energetica europea procede, ma con tensioni crescenti sui costi. Il biometano viene esplicitamente citato come tecnologia da sviluppare localmente. Le imprese italiane del settore biogas, pompe di calore, efficienza energetica industriale hanno una finestra di domanda pubblica e privata che si allarga. La difficolt\u00e0 \u00e8 la frammentazione degli incentivi e la variabilit\u00e0 dei quadri regolatori nazionali, che rende difficile scalare. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nel mercato francese, dove il governo ha appena emesso un decreto favorevole al biometano che apre nuovi contratti.<\/p>\n<p><strong>Farmaceutica e dispositivi medici.<\/strong> S\u00e9journ\u00e9 li cita esplicitamente come prossimo capitolo di negoziazione con la Cina, accanto alla chimica. Retailleau, nel pomeriggio, ricorda che la Francia era primo produttore europeo di farmaci pochi anni fa e ora \u00e8 quinta. Il reshoring farmaceutico \u00e8 una priorit\u00e0 politica in tutti i paesi del G7. Per le imprese italiane del settore, il posizionamento come fornitore di principi attivi, API o dispositivi medici per committenti europei ha un profilo di domanda crescente, supportato da politiche pubbliche che non erano presenti tre anni fa. L&#8217;esposizione \u00e8 quella di chi dipende da input cinesi per produrre in Europa: il rischio di vedere i propri costi aumentare per effetto di ritorsioni commerciali \u00e8 reale.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari di Escalation<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Frammentazione del mercato unico.<\/strong> Il meccanismo di reciprocit\u00e0 proposto dalla Commissione, se implementato in modo disomogeneo tra stati membri, pu\u00f2 creare di fatto mercati nazionali separati mascherati da policy europea. Se Francia e Germania applicano il principio di preferenza europea in modo pi\u00f9 aggressivo di quanto il testo formale preveda, un&#8217;impresa italiana che fornisce entrambi i mercati si trova a gestire criteri di ammissibilit\u00e0 differenti per lo stesso prodotto. Questo non \u00e8 un rischio ipotetico: \u00e8 la conseguenza normale dell&#8217;implementazione di norme complesse in sistemi amministrativi nazionali.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Escalation commerciale con la Cina.<\/strong> La strategia europea descritta da S\u00e9journ\u00e9 \u00e8 intenzionalmente coercitiva: definire in anticipo cosa verr\u00e0 chiuso se non c&#8217;\u00e8 accordo, fissare la data, applicare la misura. Pechino ha risposto finora con concessioni marginali. Ma il tasso di escalation dipende da quanto le imprese cinesi che vendono in Europa percepiscono come reali le minacce. Se l&#8217;accordo franco-tedesco allarga il perimetro di protezione oltre le ibride, la risposta cinese potrebbe colpire settori europei non ancora protetti: macchinari, agroindustria, componenti aeronautici. Le imprese italiane esposte su questi fronti devono avere piani di contingenza.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Instabilit\u00e0 regolatorio-fiscale interna.<\/strong> Il dibattito sul budget francese, la discussione sulle ordinanze parlamentari, la prospettiva di una presidenza con governo di minoranza rappresentano segnali del grado di instabilit\u00e0 sistemica in cui si prende la decisione pi\u00f9 importante della politica industriale europea degli ultimi decenni. Uno scenario in cui la Francia non approva un budget regolare entro fine anno, combinato con trattative europee incomplete sull&#8217;Industrial Accelerator Act, produce un vuoto normativo che congela gli investimenti. Chi aspetta chiarezza prima di decidere rischia di aspettare pi\u00f9 di quanto pensi.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Ascolto il commissario S\u00e9journ\u00e9 difendere il principio di reciprocit\u00e0 e mi chiedo quante imprese italiane abbiano capito che questa parola, &#8220;reciprocit\u00e0&#8221;, \u00e8 il nuovo codice di accesso ai mercati europei.<\/p>\n<p>La narrativa pubblica dice che l&#8217;Europa vuole proteggere la sua industria dalla concorrenza sleale cinese. La vera partita \u00e8 un&#8217;altra. \u00c8 la costruzione di un sistema di preferenze che premia chi \u00e8 inside la filiera europea e penalizza chi ne \u00e8 fuori, indipendentemente dalla nazionalit\u00e0. Un&#8217;impresa italiana che produce componenti per automotive con materiali di origine cinese e li vende a un assemblatore tedesco che lavora per un appalto pubblico francese potrebbe trovarsi esclusa non perch\u00e9 \u00e8 italiana, ma perch\u00e9 la sua catena di fornitura non soddisfa i criteri di contenuto europeo. \u00c8 una differenza sottile ma cruciale.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa sta costruendo qualcosa di simile al Buy American Act americano e al Buy Canada canadese, ma con una complessit\u00e0 istituzionale tale da rendere i criteri difficilmente prevedibili. S\u00e9journ\u00e9 lo ammette quando parla di &#8220;buon equilibrio tra le forze politiche&#8221;. Quella frase tradotta in termini operativi significa: i criteri definitivi dipenderanno da compromessi politici tra 27 governi che hanno interessi parzialmente divergenti. Non \u00e8 una base solida su cui costruire strategie di fornitura a cinque anni.<\/p>\n<p>La critica all&#8217;Europa che manca di strategia \u00e8 fondata, ma incompleta. L&#8217;Europa non manca di strategia. Manca di velocit\u00e0 di implementazione e di capacit\u00e0 di tenere un orientamento stabile abbastanza a lungo da permettere alle imprese di adattarsi. Il meccanismo del &#8220;stop and go&#8221; criticato da ogni relatore al summit \u00e8 il sintomo di un sistema politico che cambia i parametri del gioco mentre il gioco \u00e8 gi\u00e0 iniziato.<\/p>\n<p>La lezione per chi gestisce un&#8217;impresa internazionale in questo momento \u00e8 questa: il vantaggio competitivo non si costruisce aspettando che le regole siano chiare. Si costruisce scegliendo adesso da quale parte del confine regolatorio stare, prima che quel confine venga disegnato definitivamente.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sull&#8217;Industrial Accelerator Act<\/h2>\n<p><strong>Cosa \u00e8 esattamente l&#8217;Industrial Accelerator Act?<\/strong> L&#8217;Industrial Accelerator Act \u00e8 un provvedimento europeo che introduce obblighi di acquisto europeo su categorie di prodotti strategici (cleantech, automotive, materiali da costruzione) negli appalti pubblici. Destina una parte dei 2.000 miliardi di euro annui di appalti pubblici europei a forniture prodotte in Europa, basandosi sul principio di reciprocit\u00e0 commerciale.<\/p>\n<p><strong>Chi beneficia dell&#8217;Industrial Accelerator Act?<\/strong> Beneficiano principalmente le imprese europee inserite nelle filiere considerate strategiche e che rispettano i criteri di contenuto europeo. Le imprese extra-europee possono beneficiare solo se i loro paesi di origine hanno accordi commerciali plenamente reciproci con l&#8217;Unione.<\/p>\n<p><strong>Quando entra in vigore l&#8217;Industrial Accelerator Act?<\/strong> L&#8217;approvazione \u00e8 prevista entro fine 2026 secondo il cronoprogramma della Commissione. Seguir\u00e0 una fase di triloghi con il Parlamento europeo e gli Stati membri. L&#8217;implementazione operativa avverr\u00e0 gradualmente nel 2027.<\/p>\n<p><strong>Come influisce sul settore automotive?<\/strong> Nel settore automotive, il testo modifica gli obiettivi di elettrificazione dal 100% al 90% al 2035 e introduce criteri di preferenza europea negli appalti pubblici per fornitori e componentisti. Le imprese devono verificare adesso se la loro catena di fornitura soddisfa i requisiti di contenuto europeo.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i rischi maggiori per le imprese italiane?<\/strong> Il rischio principale \u00e8 l&#8217;esclusione da appalti pubblici europei se la catena di fornitura contiene componenti extra-europee oltre le soglie fissate. Esiste anche il rischio di frammentazione normativa tra stati membri e possibili ritorsioni commerciali cinesi su settori non ancora protetti.<\/p>\n<p><strong>Come possono prepararsi le imprese italiane?<\/strong> Le aziende dovrebbero verificare subito la composizione della loro catena di fornitura, valutare il contenuto europeo dei prodotti, accelerare la certificazione presso fornitori europei, localizzare dove possibile la produzione, e stringere partnership strategiche con altri attori europei della filiera.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte franco-tedesco:<\/strong> Contenuto esatto dell&#8217;accordo automobilistico, annuncio atteso &#8220;nelle prossime ore o giorni&#8221; secondo S\u00e9journ\u00e9. Verificare se include modifiche alle soglie di emissione 2035 e se introduce nuovi criteri di preferenza europea negli appalti pubblici per il comparto veicoli commerciali.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dell&#8217;Industrial Accelerator Act:<\/strong> Avanzamento dei triloghi al Parlamento europeo, posizione della delegazione tedesca CDU che ha presentato emendamenti soppressivi. La finestra per l&#8217;approvazione entro fine anno si restringe: ogni settimana senza accordo in commissione ITRE sposta il rischio di slittamento al 2027.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte energetico:<\/strong> Prezzo spot del gas (TTF) e andamento delle temperature europee nelle prossime settimane determinano il livello di stress sulle imprese energivore. Monitorare i prezzi forward dell&#8217;elettricit\u00e0 per il 2027: se rimangono vicini ai 100 euro per MWh, le decisioni di investimento in manifattura energivora si spostano verso paesi con costo dell&#8217;energia strutturalmente pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della domanda europea:<\/strong> Risultato delle elezioni presidenziali francesi nei prossimi mesi, composizione del prossimo governo, orientamento sulla questione degli appalti pubblici e del bilancio europeo. Una presidenza Le Pen che riduce unilateralmente la contribuzione francese al bilancio UE rappresenterebbe uno scenario destabilizzante per il quadro normativo in costruzione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte Cina:<\/strong> Risposta di Pechino all&#8217;accordo sulle ibride. Se la Cina interpreta la mossa europea come parziale, la ritorsione pi\u00f9 probabile riguarda i settori dove l&#8217;Europa \u00e8 ancora esposta: macchinari, chimica di base, terre rare. Le imprese con clienti in Cina nei settori non ancora protetti da accordi devono monitorare i segnali di ritorsione settoriale.<\/p>\n<h2>L&#8217;Europa Decide Senza Fretta, Il Mercato Decide Senza Aspettare<\/h2>\n<p>Il summit parigino si chiude con un&#8217;immagine precisa: tre candidati alla presidenza pi\u00f9 potente d&#8217;Europa che discutono di come proteggere un&#8217;industria gi\u00e0 in ritirata, mentre i funzionari europei negoziano i dettagli di un testo che cambier\u00e0 le regole del mercato continentale, e i chief executive di NG e EDP spiegano che la dipendenza energetica dalle fonti fossili \u00e8 la vera ragione per cui la competitivit\u00e0 europea si erode.<\/p>\n<p>La sintesi di tutto questo \u00e8 che l&#8217;Europa ha scelto la politica industriale verticale come strumento permanente. Non \u00e8 ancora sicura di come applicarla. Ma la direzione \u00e8 fissata: preferenza europea, reciprocit\u00e0 nei mercati pubblici, cleantech come priorit\u00e0, filiere localizzate come condizione di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Per chi gestisce un&#8217;impresa italiana con esposizione al mercato europeo, aspettare che il quadro si chiarisca \u00e8 gi\u00e0 una decisione. Il rischio non \u00e8 prendere la posizione sbagliata. \u00c8 non prenderne nessuna mentre i concorrenti gi\u00e0 scelgono.<\/p>\n<p>L&#8217;Industrial Accelerator Act non \u00e8 una misura di protezione europea. \u00c8 un sistema di accreditamento delle filiere. La domanda rilevante non \u00e8 se ne sei favorevole, ma se la tua catena di fornitura passa o no il filtro che si sta costruendo adesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi, 13 ottobre 2026. Nella grande sala del summit sulla competitivit\u00e0 organizzato da Politico, il commissario europeo St\u00e9phane S\u00e9journ\u00e9 siede davanti a una platea di dirigenti e parlamentari e difende un testo che nessuno, fuori da Bruxelles, riesce ancora a leggere per intero: l&#8217;Industrial Accelerator Act. Nel frattempo, fuori dal Palais des Congr\u00e8s, studenti liceali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1383,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[2868,2867,1698,2872,1684,882,276,45,2775,1450,80,997,1248,837,2869,2871,2350,2870,30,12],"class_list":["post-1384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-accordofrancotedesco","tag-appaltipubblicieuropa","tag-automotiveeuropa","tag-batterieeuropa","tag-cleantech","tag-competitivitaeuropa","tag-crisienergeticaeuropa","tag-exportitalia","tag-filieraproduttiva","tag-industrialacceleratoract","tag-internazionalizzazionepmi","tag-madeineurope","tag-mercatoeuropeo","tag-politicaindustrialeeuropea","tag-prezzogasnaturale","tag-recipricitacommerciale","tag-reindustrializzazioneeuropa","tag-sovranitaindustriale","tag-strategiaaziendale","tag-supplychaineuropa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1384"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1385,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1384\/revisions\/1385"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}