{"id":1387,"date":"2026-10-14T07:04:13","date_gmt":"2026-10-14T06:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-golfo-come-proteggere-i-margini-aziendali"},"modified":"2026-10-14T07:04:13","modified_gmt":"2026-10-14T06:04:13","slug":"crisi-golfo-come-proteggere-i-margini-aziendali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-golfo-come-proteggere-i-margini-aziendali","title":{"rendered":"Crisi Golfo: come proteggere i margini aziendali"},"content":{"rendered":"<p>Bangkok, 14 ottobre 2026. Al Fondo Monetario Internazionale stanno aggiornando le previsioni di crescita globale nelle sale riunioni di un hotel di lusso thailandese, mentre a Riyad si indaga su come i Houthi abbiano attraversato indisturbati i sistemi di difesa aerea sauditi e raggiunto l&#8217;aeroporto internazionale di una capitale del Golfo. A Londra, il direttore dell&#8217;MI5 sale sul palco e dice pubblicamente quello che i servizi di intelligence europei ripetono da mesi nelle stanze chiuse: l&#8217;Iran ha quadruplicato le operazioni ostili in Europa nell&#8217;ultimo decennio, e la campagna ibrida si sta espandendo verso obiettivi militari.<\/p>\n<p>Il quadro che emerge da queste ultime ore non \u00e8 quello di una crisi contenuta. \u00c8 quello di un sistema che ha retto per ragioni temporanee, e che sta avvicinandosi ai propri limiti strutturali.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano con esposizione al Golfo Persico, al mercato britannico o con catene di fornitura che passano dallo Stretto di Hormuz, il punto non \u00e8 seguire la cronaca del conflitto. Il punto \u00e8 capire che la finestra di resilienza artificiale che ha protetto i margini negli ultimi sei mesi si sta chiudendo, e che chi non ha gi\u00e0 costruito alternative strutturali si ritrover\u00e0 a gestire l&#8217;emergenza, non la strategia.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 sottovalutato non viene dal fronte militare. Viene dall&#8217;IMF, che in questa settimana ha rivisto al rialzo le stime di crescita per i paesi pi\u00f9 colpiti dall&#8217;energia, ma ha aggiunto una nota di cautela che i mercati tendono a ignorare: le riserve energetiche si stanno esaurendo, i governi hanno meno spazio fiscale per intervenire, e la prossima ondata di prezzi energetici non avr\u00e0 ammortizzatori disponibili. \u00c8 una differenza sottile ma decisiva tra &#8220;abbiamo retto&#8221; e &#8220;reggeremo ancora&#8221;.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Sei Mesi di Guerra con il Conto Ancora Aperto<\/h2>\n<p>Da quando lo Stretto di Hormuz \u00e8 stato bloccato in seguito all&#8217;escalation del conflitto USA-Israele-Iran, la rerouting delle forniture energetiche globali ha assorbito l&#8217;urto iniziale, ma a un costo che non appare ancora integralmente nei bilanci delle imprese europee. Il canale alternativo via Capo di Buona Speranza aggiunge tra le tre e le cinque settimane ai tempi di transito, con un incremento medio dei costi logistici marittimi che le stime di settore collocano tra il 40 e il 70 percento rispetto ai livelli pre-conflitto, a seconda della rotta e del tipo di carico.<\/p>\n<p>L&#8217;IMF, nelle sue valutazioni presentate a Bangkok questa settimana, ha confermato che la resilienza globale \u00e8 stata superiore alle attese, ma ha identificato due fattori che ne hanno reso possibile il mantenimento: il rilascio coordinato di riserve strategiche da parte delle principali economie OCSE, e il boom degli investimenti in intelligenza artificiale che ha sostenuto la crescita nelle economie avanzate compensando il freno energetico. Entrambi i fattori sono temporanei. Le riserve strategiche non sono infinite, e la stessa settimana in cui si parla di resilienza, i titoli dei chip sui mercati americani registrano la peggior serie di ribassi degli ultimi sedici mesi, con segnali di una crescente &#8220;AI fatigue&#8221; tra gli investitori istituzionali.<\/p>\n<p>Sul fronte della sicurezza, i numeri dell&#8217;MI5 pubblicati ieri a Londra meritano attenzione operativa per chiunque abbia attivit\u00e0 nel Regno Unito: oltre 50 arresti collegati all&#8217;Iran nel solo ultimo anno in territorio britannico, con operazioni che si sono estese da obiettivi nella comunit\u00e0 ebraica e tra i dissidenti iraniani a tentativi di penetrazione di siti militari, incluso l&#8217;episodio di RAF Fairford su cui le indagini sono ancora in corso. Il direttore McCullum ha definito le minacce di stato &#8220;quadruplicate negli ultimi dieci anni&#8221;, con Russia, Iran e Cina come attori principali. L&#8217;introduzione del National Security Act tre anni fa ha dato agli investigatori strumenti nuovi che prima non esistevano, il che spiega in parte l&#8217;accelerazione degli arresti.<\/p>\n<p>Nel Golfo, le milizie Houthi hanno colpito l&#8217;aeroporto internazionale di Riyad pi\u00f9 volte nelle ultime settimane, con l&#8217;intercettazione di tre missili a nord della capitale riportata marted\u00ec mattina e con un&#8217;indagine aperta su come i sistemi di difesa sauditi abbiano mancato i vettori precedenti. L&#8217;ipotesi circolata \u00e8 che alcune batterie antimissile fossero state ridispiegate per proteggere infrastrutture energetiche e residenze reali, lasciando scoperte le linee di approccio allo scalo civile. Se confermata, sarebbe un indicatore preciso della pressione strutturale a cui \u00e8 sottoposto Riyad: non una singola vulnerabilit\u00e0, ma un sistema di difesa costretto a scegliere tra priorit\u00e0 concorrenti.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: La Fine dell&#8217;Ammortizzatore<\/h2>\n<p>Ci sono momenti in cui una crisi \u00e8 gestita e momenti in cui \u00e8 solo rinviata. I sei mesi successivi all&#8217;escalation nello Stretto di Hormuz hanno rappresentato la seconda categoria. Le economie occidentali hanno utilizzato le riserve, i mercati hanno riprezzato i rischi in modo ordinato, le supply chain hanno trovato percorsi alternativi pi\u00f9 costosi ma funzionanti. Questo ha creato una narrativa di resilienza che \u00e8 tecnicamente corretta ma strategicamente fuorviante.<\/p>\n<p>Il timing di oggi \u00e8 rilevante per due ragioni. La prima \u00e8 che le riserve energetiche strategiche di molti paesi OCSE sono state significativamente ridotte e non sono state ricostituire nella stessa misura, il che significa che il prossimo shock energetico avr\u00e0 meno capacit\u00e0 di assorbimento disponibile. La seconda \u00e8 che il conflitto non mostra segnali di de-escalation strutturale: l&#8217;attivit\u00e0 Houthi contro l&#8217;Arabia Saudita si sta intensificando, non riducendo, e l&#8217;escalation ibrida iraniana in Europa descritta dall&#8217;MI5 indica che Teheran considera ancora praticabile una strategia di destabilizzazione diffusa.<\/p>\n<p>L&#8217;IMF non \u00e8 mai il primo a dire che qualcosa sta per rompersi. Ma quando parla di &#8220;limiti della resilienza&#8221;, in quel linguaggio diplomaticamente attutito c&#8217;\u00e8 un avvertimento preciso: il sistema ha retto fin qui grazie a condizioni che non sono garantite per il prossimo ciclo. La domanda operativa per un&#8217;impresa europea non \u00e8 se il rischio esiste, \u00e8 se la propria struttura di costi e contratti \u00e8 costruita per reggere uno scenario in cui quegli ammortizzatori non sono disponibili.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali che Anticipano il Problema<\/h2>\n<p>Il petrolio \u00e8 rimasto su livelli elevati per tutta la durata della crisi, ma il dato pi\u00f9 rilevante non \u00e8 il prezzo spot, \u00e8 la struttura della curva a termine, che mantiene un premio di rischio incorporato nelle scadenze pi\u00f9 lontane. Chi sta rinegoziando contratti di fornitura energetica in questo momento si trova a fronteggiare controparti che prezzano l&#8217;incertezza strutturale, non un picco temporaneo.<\/p>\n<p>L&#8217;oro ha confermato il suo ruolo di flight-to-safety con un posizionamento che riflette aspettative di inflazione persistente pi\u00f9 che un singolo evento di rischio. I fondi istituzionali europei hanno aumentato l&#8217;esposizione al metallo nelle ultime settimane, un segnale che chi gestisce grandi portafogli non crede alla narrativa della risoluzione rapida.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, la sterlina britannica ha mostrato volatilit\u00e0 implicita superiore alla media nelle ultime sessioni, in parte riflettendo le tensioni di sicurezza interna descritte dall&#8217;MI5 e la loro potenziale ricaduta sulla percezione di stabilit\u00e0 del mercato londinese. Per chi esporta verso il Regno Unito o ha partner commerciali britannici, \u00e8 un elemento da inserire nell&#8217;hedging valutario dei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Gli spread assicurativi sulla navigazione commerciale nel Golfo restano significativamente sopra i livelli pre-conflitto, con premi che in alcuni segmenti di rotta hanno incorporato permanentemente una componente di guerra che sei mesi fa era considerata temporanea. Non \u00e8 un segnale spot, \u00e8 un segnale strutturale: le compagnie assicurative stanno riscrivendo i modelli di rischio, non aspettando che il conflitto finisca.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p>Orizzonte Immediato (0-6 mesi): chi ha contratti di fornitura con clausole di prezzo indicizzate all&#8217;energia o con termini di consegna basati su rotte via Hormuz deve rinegoziare adesso, non aspettare la prossima ondata. Le aziende gi\u00e0 in difficolt\u00e0 sono quelle del settore ceramica, vetro e produzione energivora che non hanno completato la transizione verso contratti pluriennali a prezzo fisso durante la finestra disponibile nei mesi scorsi. Sul fronte britannico, le imprese con presenza o partnership nel Regno Unito devono aggiornare i propri protocolli di due diligence su partner e distributori locali, alla luce dell&#8217;escalation delle operazioni di intelligence straniera documentata dall&#8217;MI5.<\/p>\n<p>Orizzonte Medio (6-18 mesi): lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una continuazione del conflitto a bassa intensit\u00e0 con picchi di escalation periodici, senza risoluzione n\u00e9 guerra aperta su larga scala. In questo scenario sopravvivono le aziende che hanno diversificato le rotte di approvvigionamento e i mercati di sbocco, e soffrono quelle che hanno ottimizzato per un mondo di costi logistici bassi e stabilit\u00e0 geopolitica. Chi deve prepararsi ora deve identificare fornitori alternativi non esposti alle rotte del Golfo, rivedere le scadenze contrattuali per inserire clausole di forza maggiore geopolitica, e aumentare le scorte di sicurezza su componenti critici con singola fonte di approvvigionamento.<\/p>\n<p>Orizzonte Lungo (18+ mesi): il precedente strutturale che questa crisi sta costruendo \u00e8 quello di un Golfo Persico come zona di rischio permanente, non episodico. Le decisioni di reshoring e nearshoring che le imprese europee hanno valutato teoricamente negli ultimi anni diventano calcoli economici concreti quando i costi logistici da Asia e Golfo incorporano permanentemente un premio di rischio geopolitico. Chi si muove oggi per costruire catene di fornitura alternative, anche parziali, acquisisce un vantaggio competitivo che tra diciotto mesi non sar\u00e0 pi\u00f9 recuperabile nelle stesse condizioni.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p>Manifatturiero energivoro (ceramica, vetro, acciaio, chimica di base). L&#8217;esposizione diretta al costo dell&#8217;energia \u00e8 ovvia, ma l&#8217;esposizione meno visibile \u00e8 quella contrattuale: molte PMI italiane in questi settori hanno contratti di fornitura gas indicizzati a benchmark europei che incorporano la volatilit\u00e0 del Golfo con un ritardo di tre-sei mesi. Il rischio non \u00e8 il picco attuale, \u00e8 il prossimo picco senza ammortizzatori disponibili. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che chi ha investito in efficienza energetica e autoproduzione negli ultimi due anni si trova oggi con un vantaggio competitivo di costo che i concorrenti non colmano in pochi mesi.<\/p>\n<p>Logistica e trasporti internazionali. Non solo le compagnie di shipping, ma i loro clienti industriali. Chi ha strutturato i propri modelli di business su tempi di transito e costi logistici del mondo pre-2026 deve riscrivere i fogli di calcolo alla base delle proprie offerte commerciali. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 la domanda di soluzioni di logistica alternativa (intermodale, rotte ferroviarie eurasiatiche, hub del Mediterraneo orientale) in crescita e crea spazi per operatori che sanno muoversi in questi corridoi.<\/p>\n<p>Tecnologia e difesa\/sicurezza. L&#8217;annuncio dell&#8217;MI5 su ATAC, il centro di valutazione delle minacce AI, e il riferimento esplicito al rischio bioweapons potenziati da intelligenza artificiale, apre una domanda di tecnologie di sicurezza e monitoraggio che le imprese europee del settore possono intercettare, a condizione di posizionarsi nei giusti programmi di procurement europeo e britannico. \u00c8 un mercato che cresce per ragioni strutturali, non congiunturali.<\/p>\n<p>Agroalimentare e distribuzione nel Golfo. L&#8217;Arabia Saudita \u00e8 sotto pressione militare e diplomatica ma resta uno dei mercati di importazione alimentare pi\u00f9 attivi della regione. Le aziende italiane che hanno relazioni commerciali consolidate nel paese hanno un vantaggio relazionale che i concorrenti non possono replicare velocemente. Il rischio \u00e8 che le interruzioni logistiche rendano imprevedibili i tempi di consegna e generino penali contrattuali. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 rafforzare la presenza locale attraverso accordi di stoccaggio e distribuzione in paese, riducendo la dipendenza dal just-in-time marittimo.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Trigger Operativi<\/h2>\n<p>Il primo rischio, l&#8217;esaurimento delle riserve strategiche, riguarda l&#8217;utilizzo di quelle riserve come strumento di stabilizzazione dei prezzi nelle ultime settimane. Quando quelle riserve scendono sotto soglie critiche, i governi perdono lo strumento e il mercato riceve il segnale. Un nuovo picco energetico in assenza di capacit\u00e0 di ammortizzamento pu\u00f2 colpire i margini industriali europei in modo molto pi\u00f9 violento di quello attuale, con un timing difficile da prevedere ma un meccanismo chiaro.<\/p>\n<p>Il secondo rischio riguarda l&#8217;escalation della campagna ibrida iraniana in Europa. Le operazioni descritte dall&#8217;MI5 non riguardano solo la sicurezza nazionale britannica. La direttiva \u00e8 europea, e i target non si limitano a comunit\u00e0 diasporiche o dissidenti politici. Se l&#8217;Iran dovesse espandere le operazioni verso infrastrutture civili o economiche in Europa, come il riferimento a RAF Fairford lascia intendere come possibile, l&#8217;impatto sulla stabilit\u00e0 del contesto operativo per le imprese sarebbe immediato e difficile da gestire con gli strumenti commerciali ordinari.<\/p>\n<p>Il terzo rischio riguarda il collasso della difesa aerea saudita come segnale di fragilit\u00e0 regionale. L&#8217;indagine aperta sull&#8217;efficacia dei sistemi antimissile di Riyad non \u00e8 solo una questione militare saudita. Se emergesse che le difese saudite sono strutturalmente inadeguate rispetto alla minaccia Houthi-Iran, il mercato rivedrebbe il premio di rischio sull&#8217;intera regione del Golfo in modo permanente. Per le imprese europee con esposizione commerciale nell&#8217;area, quello sarebbe un trigger per rivalutare i termini di rischio paese nei contratti assicurativi, di credito e commerciali.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sulla Crisi del Golfo<\/h2>\n<p>Come proteggo i margini della mia azienda dalla volatilit\u00e0 energetica legata al conflitto nel Golfo? La strategia principale \u00e8 convertire contratti di fornitura indicizzati a benchmark europei in contratti a prezzo fisso pluriennale. Per l&#8217;energia, considera investimenti in efficienza energetica e autoproduzione parziale. Per la logistica, diversifica le rotte e valuta partner alternativi al di fuori delle rotte via Hormuz.<\/p>\n<p>Quanto tempo ho prima che le riserve strategiche OCSE si esauriscano completamente? Le stime di settore indicano un esaurimento critico entro 8-12 mesi al ritmo di utilizzo attuale. Non esiste una data ufficiale, ma il mercato assicurativo gi\u00e0 incorpora questa aspettativa nei premi di lungo termine. Non aspettare il momento critico per agire.<\/p>\n<p>La mia azienda esporta nel Regno Unito. Come mi espone il National Security Act e l&#8217;escalation dell&#8217;MI5? Devi aggiornare i protocolli di due diligence su partner e distributori britannici. Le operazioni iraniane in UK si sono quadruplicate negli ultimi dieci anni. Verifica che i tuoi partner commerciali non siano sotto indagine e che le tue filiere non passino attraverso intermediari con profilo di rischio elevato.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora il momento di investire in supply chain alternative o \u00e8 troppo tardi? Non \u00e8 mai troppo tardi, ma il vantaggio competitivo si costruisce adesso, non dopo il prossimo shock. Le aziende che si muovono nei prossimi sei mesi hanno accesso a costi e negoziazioni migliori rispetto a quelle che agiranno quando la necessit\u00e0 diventa urgente.<\/p>\n<p>Quale settore industriale soffrir\u00e0 di pi\u00f9 nei prossimi 18 mesi? Il manifatturiero energivoro (ceramica, vetro, acciaio) e chi dipende da just-in-time marittimo via Golfo. La logistica internazionale avr\u00e0 costi strutturalmente pi\u00f9 alti. Chi ha gi\u00e0 investito in efficienza energetica e rotte alternative uscir\u00e0 rafforzato competitivamente.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di pi\u00f9 in questo aggiornamento non \u00e8 la violenza del conflitto, ma la grammatica con cui viene comunicata. L&#8217;IMF dice &#8220;resilienza superiore alle attese&#8221; e i mercati leggono &#8220;va bene&#8221;. Ma nel testo c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 preciso: le condizioni che hanno reso possibile quella resilienza non sono pi\u00f9 disponibili nella stessa misura. Non \u00e8 un&#8217;opinione, \u00e8 una valutazione tecnica dell&#8217;istituzione che per mandato deve essere la pi\u00f9 cauta nel comunicare i rischi sistemici.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa in questo quadro manca di una lettura comune. Ogni paese gestisce la propria esposizione energetica con strumenti nazionali, ogni governo calibra la propria reazione diplomatica in funzione di interessi bilaterali, e le imprese europee navigano in questo disordine senza una mappa condivisa. La Gran Bretagna, post-Brexit, ha almeno il vantaggio di avere strumenti di intelligence e risposta alla minaccia ibrida pi\u00f9 aggiornati, visto che il National Security Act del 2023 ha colmato un vuoto legislativo che la maggior parte dei paesi dell&#8217;UE non ha ancora affrontato con la stessa urgenza.<\/p>\n<p>La vera partita che si sta giocando non \u00e8 quella militare nel Golfo. \u00c8 quella della dipendenza strutturale europea dall&#8217;energia del Medio Oriente in un momento in cui l&#8217;unico attore capace di influenzare il conflitto, gli Stati Uniti, ha interessi propri che non coincidono necessariamente con la stabilit\u00e0 delle catene di fornitura europee. Trump che chiama bin Salman e dice che i Houthi &#8220;si stanno comportando molto male&#8221; \u00e8 un segnale diplomatico, ma non \u00e8 una garanzia di rotta energetica sicura per i prossimi mesi.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori che leggo ogni giorno, la lezione operativa \u00e8 questa: smettete di usare il concetto di &#8220;crisi temporanea&#8221; per rinviare decisioni strutturali. Il costo dell&#8217;energia, i tempi logistici, i premi assicurativi sul Golfo, la complessit\u00e0 della compliance nel mercato britannico sono dati permanentemente diversi rispetto a dodici mesi fa. Chi li ha gi\u00e0 incorporati nelle proprie proiezioni sta costruendo una resilienza reale. Chi aspetta il ritorno alla normalit\u00e0 precedente sta aspettando qualcosa che non torner\u00e0.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p>Sul fronte Yemen-Arabia Saudita: esito dell&#8217;indagine sui fallimenti della difesa aerea di Riyad, eventuali risposte militari saudite alle infrastrutture energetiche in Yemen, dichiarazioni del crown prince su possibili negoziati mediati. Qualsiasi segnale di de-escalation negoziale \u00e8 anche un segnale di potenziale correzione al ribasso dei premi assicurativi sul Golfo.<\/p>\n<p>Sul fronte Iran-Europa: sviluppi dell&#8217;indagine di RAF Fairford e possibili imputazioni formali collegate a operazioni iraniane sul suolo britannico. Eventuali coordinamenti tra servizi europei dopo le dichiarazioni dell&#8217;MI5. Misure legislative rapide in risposta all&#8217;escalation delle minacce ibride.<\/p>\n<p>Sul fronte dei mercati: livello delle riserve strategiche petrolifere OCSE e comunicazioni ufficiali dei paesi membri sulla velocit\u00e0 di ricosti. Volatilit\u00e0 implicita sui futures energetici a sei e dodici mesi. Spread assicurativi sulla navigazione nel Golfo come indicatore anticipatore di come il mercato prezza il rischio strutturale.<\/p>\n<p>Sul fronte IMF-crescita globale: pubblicazione del World Economic Outlook completo con previsioni per paese e settore. Revisioni delle stime di crescita per Germania, Italia e paesi manifatturieri europei pi\u00f9 esposti ai costi energetici. Dichiarazioni delle banche centrali europee sulla trasmissione dell&#8217;inflazione energetica ai prezzi al consumo.<\/p>\n<p>Sul fronte AI e supply chain tecnologica: dopo i ribassi dei titoli chip di questa settimana, monitorare se l&#8217;AI fatigue si traduce in revisione dei piani di investimento da parte dei grandi player tecnologici, con effetti a cascata sulla domanda di componenti e sulla narrativa di crescita che ha bilanciato il freno energetico.<\/p>\n<h2>Il Conto che Arriva Sempre Prima del Previsto<\/h2>\n<p>A Bangkok, i funzionari del Fondo Monetario Internazionale hanno presentato i numeri con la soddisfazione di chi ha gestito una crisi meglio del temuto. A Riyad, si cerca di capire perch\u00e9 i missili siano arrivati. A Londra, il capo dell&#8217;MI5 enumera cinquanta arresti e avverte di obiettivi militari nel mirino.<\/p>\n<p>La dinamica di potere reale in questo quadro \u00e8 quella di un conflitto che ha smesso di essere contenibile con strumenti emergenziali, mentre gli attori regionali e internazionali non hanno ancora trovato la geometria negoziale che consenta una de-escalation. L&#8217;Arabia Saudita \u00e8 intrappolata tra la necessit\u00e0 di rispondere militarmente e la consapevolezza che non esiste una soluzione militare. L&#8217;Iran usa i Houthi come leva di pressione senza esporsi direttamente. Gli Stati Uniti gestiscono la relazione con Riyad con un occhio alle elezioni e uno agli interessi energetici. L&#8217;Europa guarda.<\/p>\n<p>Per le imprese che operano in questo contesto, la resilienza di cui parla l&#8217;IMF non \u00e8 una garanzia, \u00e8 un momento prestato. La domanda che vale la pena porsi adesso non \u00e8 &#8220;quando torner\u00e0 la stabilit\u00e0&#8221;, ma &#8220;cosa sono disposto a cambiare strutturalmente se la stabilit\u00e0 non torna nei tempi che ho in mente&#8221;.<\/p>\n<p>Resistere a una crisi con gli strumenti dell&#8217;ultima crisi non \u00e8 strategia, \u00e8 ripetizione. La differenza tra chi esce rafforzato da questa fase e chi ne esce logorato si misura nelle decisioni prese nelle prossime settimane, non in quelle prese quando il danno sar\u00e0 gi\u00e0 visibile nel conto economico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bangkok, 14 ottobre 2026. Al Fondo Monetario Internazionale stanno aggiornando le previsioni di crescita globale nelle sale riunioni di un hotel di lusso thailandese, mentre a Riyad si indaga su come i Houthi abbiano attraversato indisturbati i sistemi di difesa aerea sauditi e raggiunto l&#8217;aeroporto internazionale di una capitale del Golfo. 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