{"id":1394,"date":"2026-10-15T07:03:48","date_gmt":"2026-10-15T06:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/rischio-geopolitico-supply-chain-impatti-su-imprese"},"modified":"2026-10-15T07:30:04","modified_gmt":"2026-10-15T06:30:04","slug":"rischio-geopolitico-supply-chain-impatti-su-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/rischio-geopolitico-supply-chain-impatti-su-imprese","title":{"rendered":"Rischio Geopolitico Supply Chain: Impatti su Imprese"},"content":{"rendered":"<h2>Rubrica: Geopolitica &#038; Mercati Emergenti<\/h2>\n<p>Stretto di Hormuz, 15 ottobre 2026. Due navi affondate in poche ore. La GFS Pride, battente bandiera singaporiana, giace sul fondo mentre i suoi 21 uomini di equipaggio vengono recuperati in mare aperto. La GFS Joel, anche lei di Singapore, raggiunge un ancoraggio sicuro con lo scafo squarciato. Quasi in contemporanea, missili e droni Houthi colpiscono gli impianti di Aramco e l&#8217;aeroporto internazionale di Riyad. I mercati reagiscono: il Brent scende a 104,67 dollari al barile, ma la direzione della caduta racconta una storia diversa da quella che sembra.<\/p>\n<p><strong>Quando il petrolio scende nonostante due navi affondate e un attacco a Riyad, non \u00e8 un segnale di calma. \u00c8 un segnale che i mercati stanno prezzando qualcosa che i titoli dei giornali non dicono ancora.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi di un allentamento delle sanzioni americane sul trasporto di greggio iraniano pesa pi\u00f9 delle interruzioni fisiche dello Stretto. Nel mezzo di questo calcolo geopolitico, le imprese europee che operano nel Golfo, nel Mediterraneo orientale o che dipendono da catene di approvvigionamento energetiche stanno affrontando una finestra di ambiguit\u00e0 che potrebbe durare settimane o mesi. L&#8217;ambiguit\u00e0, per chi non l&#8217;ha prezzata nel proprio modello di rischio, \u00e8 sempre pi\u00f9 costosa dell&#8217;evento che la genera.<\/p>\n<p>La vera partita non \u00e8 sulle acque dello Stretto. \u00c8 sulla scrivania di chi deve decidere se rinnovare un contratto di fornitura, confermare una spedizione, o estendere una linea di credito commerciale nelle prossime settimane.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Due Navi, Un&#8217;Escalation, Un Mercato Che Non Si Decide<\/h2>\n<p>Le ultime ore hanno concentrato una densit\u00e0 di eventi eccezionale su due teatri collegati. Nello Stretto di Hormuz, che gestisce circa il 20% del petrolio mondiale e quasi un terzo del gas naturale liquefatto globale, due navi cargo sono affondate in seguito ad attacchi separati con proiettili. Il personaggio delle imbarcazioni \u00e8 rilevante: entrambe battevano bandiera singaporiana, ovvero di un paese neutrale senza relazioni dirette con nessuno dei belligeranti. Non \u00e8 un errore di targeting. \u00c8 un messaggio al commercio internazionale indifferenziato.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, i ribelli Houthi hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro le infrastrutture di Saudi Aramco e l&#8217;aeroporto internazionale di Riyad. Le forze governative saudite hanno riferito di pesanti perdite tra i combattenti Houthi nelle operazioni a terra in Yemen, ma l&#8217;escalation aerea non rallenta. Il Brent ha aperto a 104,67 dollari al barile, in calo di oltre un punto percentuale nonostante le interruzioni fisiche, perch\u00e9 i mercati pesano l&#8217;ipotesi di un allentamento delle sanzioni USA sul trasporto di petrolio iraniano come variabile compensativa.<\/p>\n<p>Sul fronte macro, i dati americani pubblicati oggi aggravano il quadro per le imprese europee: l&#8217;inflazione USA ha toccato il 3,7% a settembre, con il dato core al 2,6% annuo. Le borse asiatiche hanno reagito duramente, con il Nikkei giapponese in calo di oltre il 3% e il Kospi sudcoreano a meno 6%. Samsung \u00e8 scivolata del 7%, SK Hynix di quasi il 10%. L&#8217;oro, bene rifugio per eccellenza, tratta intorno a 4.150 dollari l&#8217;oncia in zona di minimi recenti. Il segnale che emerge non \u00e8 di panico, ma di un mercato che non riesce a fissare un&#8217;ancora.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00e8 Casuale<\/h2>\n<p>La concentrazione di eventi di queste ore arriva in un momento di massima fragilit\u00e0 del calcolo strategico regionale. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato pubblicamente di non voler lanciare un attacco preventivo contro l&#8217;Iran prima delle elezioni israeliane del 27 ottobre. \u00c8 una dichiarazione che funziona su due livelli: da un lato rassicura i mercati su un&#8217;escalation immediata, dall&#8217;altro certifica che la finestra post-elettorale rimane aperta e valutata attivamente.<\/p>\n<p>Gli Houthi leggono questa finestra meglio di molti analisti occidentali. Attaccare Aramco e Riyad mentre Israele \u00e8 in fase elettorale e Washington valuta allentamenti sulle sanzioni iraniane significa sfruttare un momento in cui nessuno degli attori principali ha interesse a rispondere con forza massimale. \u00c8 uno spazio operativo, non un&#8217;imprudenza tattica.<\/p>\n<p>Il precedente strutturale che conta qui risale al 2019, quando un attacco con droni a Abqaiq e Khurais, sempre attribuito all&#8217;Iran e ai suoi proxy, rimosse temporaneamente circa il 5% della produzione petrolifera mondiale. Quella volta i prezzi schizzarono del 15% in poche ore per poi rientrare in settimane. Oggi i mercati si muovono con maggiore cautela e minore spike immediato, perch\u00e9 hanno imparato a distinguere tra interruzioni temporanee e danni strutturali. Ma quella maggiore sofisticatezza nasconde un rischio: se l&#8217;evento strutturale arriva, il mercato potrebbe reagire in ritardo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Petrolio, Premi Assicurativi e il Segnale Nascosto<\/h2>\n<p>Il dato pi\u00f9 interessante non \u00e8 il prezzo del Brent a 104,67 dollari. \u00c8 che il prezzo sia sceso nonostante due navi affondate in un waterway strategico. Questo disaccoppiamento tra evento fisico e prezzo spot dice una cosa precisa: i mercati stanno prezzando un allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano come fattore di offerta aggiuntiva che compensa le interruzioni nel Golfo. Se quell&#8217;allentamento non arriva, o arriva parzialmente, il riprezzamento sar\u00e0 brusco.<\/p>\n<p>I premi assicurativi per il trasporto marittimo nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz sono in aumento strutturale da mesi. Il Joint War Committee di Londra, che determina le zone di guerra per i Lloyd&#8217;s e il mercato assicurativo internazionale, ha gi\u00e0 classificato larga parte delle acque dello Yemen e del Golfo di Aden come aree ad alto rischio. Le ultime 24 ore renderanno quella classificazione difficile da ridimensionare nel breve termine, con effetti diretti sui premi applicati alle polizze cargo di qualsiasi spedizione che transiti per quelle rotte.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sul petrolio \u00e8 salita, ma non ai livelli che ci si aspetterebbe da un evento di questa portata. \u00c8 questo il segnale debole da monitorare: quando la volatilit\u00e0 implicita non riflette la gravit\u00e0 degli eventi fisici, significa che il mercato sta aspettando informazioni che non ha ancora. E quando arrivano, il movimento \u00e8 amplificato.<\/p>\n<p>Il dollaro ha perso terreno nonostante i dati sull&#8217;inflazione pi\u00f9 alti del previsto, con euro e sterlina in ripresa dai minimi recenti. Per le imprese europee che fatturano in dollari e sostengono costi in euro, questa configurazione produce un effetto temporaneamente favorevole sul cambio, ma instabile: se la Fed orienta il mercato verso un rialzo a ottobre, il dollaro si rafforzerebbe e il vantaggio svanir\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Cosa Cambia per chi Opera nel Golfo e Dipende dall&#8217;Energia<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Chi ha contratti di fornitura attivi con controparti nel Golfo, e chi dipende da componenti o materie prime che transitano per Hormuz, deve verificare immediatamente le clausole di forza maggiore e le coperture assicurative. I premi sul trasporto marittimo aumenteranno nelle prossime settimane e quella voce di costo, se non rinegoziata, si scarica sui margini. Le spedizioni programmate per novembre e dicembre vanno rivalutate con i broker assicurativi e con i vettori, perch\u00e9 le rotte potrebbero subire deviazioni verso il Capo di Buona Speranza, con allungamento dei tempi di consegna di dieci-quindici giorni e aumento del costo del bunker.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una persistenza dell&#8217;instabilit\u00e0 nello Stretto con episodi intermittenti, non una chiusura totale della rotta. In questo scenario, le imprese che sopravvivono e mantengono i margini sono quelle che hanno costruito ridondanza nella supply chain: fornitori alternativi, rotte alternative pre-negoziate, contratti di trasporto con clausole di rerouting. Chi non le ha costruite pagher\u00e0 ogni episodio di volatilit\u00e0 come un evento straordinario, quando invece sta diventando la norma operativa. Il costo dell&#8217;energia, se il Brent si stabilizza sopra i 100 dollari, si trasferisce sulle bollette industriali europee con un ritardo di tre-sei mesi: le aziende energy-intensive devono aggiornare i propri modelli di costo gi\u00e0 adesso.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che si sta costruendo \u00e8 la normalizzazione dell&#8217;insicurezza marittima come variabile permanente del commercio internazionale. Non un&#8217;eccezione, ma una condizione di base. Le imprese che lo capiscono oggi ridisegnano i propri contratti commerciali, le proprie catene di fornitura e i propri modelli di pricing per incorporare questa variabile in modo sistematico. Chi si ferma alla lettura degli eventi come crisi episodiche continuer\u00e0 ad assorbire i costi di volta in volta, senza mai riuscire a prezzarli in anticipo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Chimica e petrolchimica.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta e doppia: come acquirente di materie prime che transitano per Hormuz e come settore energy-intensive che subisce l&#8217;aumento del costo dell&#8217;energia. Le imprese chimiche italiane che importano nafta o feedstock petrolchimici dall&#8217;Asia o dal Golfo devono monitorare i premi di trasporto e valutare contratti forward sulla materia prima per i prossimi sei mesi. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella rinegoziazione dei contratti di fornitura con clausole di indicizzazione al petrolio, che in un mercato instabile possono diventare un vantaggio competitivo se strutturate correttamente.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food manufacturing.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 meno ovvia ma concreta: i costi di trasporto aumentano per qualsiasi prodotto che attraversi le rotte del Golfo, incluse le importazioni di spezie, oli tropicali e prodotti ittici dall&#8217;Asia meridionale. Ma c&#8217;\u00e8 un impatto ancora meno visibile: l&#8217;inflazione USA al 3,7% segnala pressione sui costi globali delle materie prime agricole, compreso il grano e i cereali che transitano dai mercati internazionali. Le imprese agroalimentari italiane con catene di approvvigionamento internazionali devono rivedere i propri modelli di costo e valutare se i contratti di fornitura con i buyer europei reggono un aumento delle materie prime.<\/p>\n<p><strong>Difesa e sicurezza delle infrastrutture.<\/strong> \u00c8 il settore con l&#8217;opportunit\u00e0 meno discussa: l&#8217;instabilit\u00e0 marittima e gli attacchi alle infrastrutture energetiche stanno accelerando la domanda di sistemi di protezione portuale, tecnologie anti-drone per piattaforme offshore, e servizi di intelligence privata per la sicurezza delle supply chain. Le PMI italiane che operano in questi segmenti, spesso come fornitori di secondo livello di grandi prime contractor, hanno una finestra di opportunit\u00e0 nei mercati del Golfo che stanno costruendo ridondanza e protezione delle proprie infrastrutture critiche.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che Cambiano Tutto<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Allargamento del conflitto alla finestra post-elettorale israeliana.<\/strong> Netanyahu ha escluso un attacco preventivo prima del 27 ottobre. Non ha escluso nulla dopo. Se Israele dovesse condurre operazioni militari significative contro l&#8217;Iran dopo le elezioni, il Golfo entrerebbe in una fase di escalation qualitativamente diversa, con effetti sul prezzo del petrolio che nessun modello di pricing attuale incorpora. Per le imprese con contratti attivi nella regione, questa finestra temporale deve essere monitorata attivamente.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Disaccoppiamento tra prezzo spot e costo reale del trasporto.<\/strong> Il Brent pu\u00f2 restare sotto i 110 dollari mentre i premi assicurativi e il costo effettivo del trasporto marittimo salgono del 20-30%. Questo crea un&#8217;illusione di stabilit\u00e0 nei modelli di costo basati sul prezzo del petrolio, mentre il costo reale della catena logistica aumenta in modo non lineare. Le imprese che non monitorano i premi War Risk e i costi effettivi di nolo pagheranno questa discrepanza nei propri conti economici del primo trimestre 2027.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Contagio finanziario dal mercato americano.<\/strong> L&#8217;inflazione USA al 3,7% e la reazione delle borse asiatiche (Nikkei meno 3%, Kospi meno 6%) segnalano che il mercato sta ricalibrando le aspettative sui tassi. Se la Fed dovesse effettuare un rialzo a ottobre, il dollaro si rafforzerebbe, le condizioni di credito si irrigidirebbero ulteriormente e le PMI europee con esposizione in valuta o con linee di credito legate a condizioni di mercato potrebbero trovarsi con costi finanziari pi\u00f9 alti in un momento in cui gi\u00e0 gestiscono pressioni sui margini operativi.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che vedo oggi \u00e8 un&#8217;impresa italiana media che legge &#8220;attacchi nello Stretto di Hormuz&#8221; e pensa: non riguarda me. Produco macchinari. Esporto in Germania e in Francia. Il petrolio lo usa qualcun altro.<\/p>\n<p>\u00c8 esattamente questa distanza percepita che mi preoccupa, perch\u00e9 \u00e8 la distanza pi\u00f9 pericolosa che esista nel business internazionale.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 operativa \u00e8 questa: se il tuo fornitore di componenti ha un fornitore che ha un fornitore che importa qualcosa dall&#8217;Asia attraverso il Golfo, l&#8217;attacco di ieri notte ti riguarda. Non immediatamente, non visibilmente, ma attraverso i meccanismi di trasmissione del costo che si manifestano con tre-sei mesi di ritardo. Quando il costo arriva sul tuo conto economico, la crisi che lo ha generato \u00e8 gi\u00e0 fuori dai giornali e tu non riesci a spiegare al tuo board perch\u00e9 i margini si sono compressi.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa sta eseguendo una politica estera di dichiarazioni senza capacit\u00e0 di proiezione. Non ha una posizione coerente sullo Yemen, non ha una voce credibile sul nucleare iraniano, non ha una strategia energetica che riduca strutturalmente la propria dipendenza dalle rotte del Golfo. Questo lascia le imprese europee in una posizione paradossale: eccellenti nella manifattura, nelle tecnologie, nel design, ma esposte in modo sistemico a variabili geopolitiche su cui non hanno leva.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 la geopolitica. Il problema \u00e8 che le imprese italiane eccellenti continuano a non incorporare il rischio geopolitico nel loro modello di business come fanno le controparti americane, tedesche o quelle asiatiche pi\u00f9 sofisticate. Loro hanno desk dedicati, modelli di scenario, contratti strutturati per l&#8217;instabilit\u00e0. Molte nostre PMI hanno ancora una telefonata con lo spedizioniere.<\/p>\n<p>La lezione operativa che porto a casa da queste ultime ore \u00e8 una sola: la supply chain non \u00e8 una funzione operativa, \u00e8 una funzione strategica. E finch\u00e9 la tratti come problema dello spedizioniere, stai delegando la tua resilienza competitiva a qualcuno che non ha gli incentivi giusti per proteggerla.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti su Rischio Geopolitico e Supply Chain<\/h2>\n<p><strong>Come il rischio geopolitico nello Stretto di Hormuz impatta la mia catena di fornitura?<\/strong><br \/>Il rischio geopolitico dello Stretto di Hormuz aumenta i costi di trasporto marittimo attraverso premi assicurativi pi\u00f9 alti e potenziali deviazioni di rotta. Se i tuoi fornitori o i loro fornitori importano componenti dall&#8217;Asia, il costo di quella importazione sale anche se il prezzo del petrolio rimane stabile.<\/p>\n<p><strong>Quali settori sono pi\u00f9 esposti agli attacchi nello Stretto di Hormuz?<\/strong><br \/>Chimica, petrolchimica, agroalimentare ed energy-intensive manufacturing sono i settori con esposizione diretta. Per\u00f2 anche settori apparentemente non collegati, come la meccanica di precisione, possono subire impatti indiretti attraverso fornitori che dipendono da materie prime che transitano il Golfo.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo rimane per proteggere la mia supply chain?<\/strong><br \/>La finestra \u00e8 di 4-8 settimane prima che i costi di trasporto e i premi assicurativi si stabilizzino su nuovi livelli. Passato questo periodo, rinegoziare diventa pi\u00f9 difficile e costoso.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa &#8220;War Risk Premium&#8221; e come mi colpisce?<\/strong><br \/>Il War Risk Premium \u00e8 l&#8217;assicurazione aggiuntiva che i vettori e gli importatori pagano quando le navi attraversano zone di conflitto. Un aumento di questo premio dal 2-3% al 10-15% del valore della spedizione rappresenta un costo diretto che poi si trasferisce ai clienti.<\/p>\n<p><strong>Come posso verificare se i miei fornitori sono esposti al rischio geopolitico?<\/strong><br \/>Chiedi ai tuoi fornitori diretti quali sono i paesi da cui importano componenti o materie prime, quali rotte marittimeutilizzano, e quanto del loro costo di approvvigionamento \u00e8 indicizzato al petrolio o ai premi di trasporto marittimo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte yemenita e del Golfo:<\/strong> frequenza e tipologia degli attacchi Houthi alle infrastrutture Aramco, qualsiasi dichiarazione da Riyad sulla capacit\u00e0 produttiva di riserva, aggiornamenti del Joint War Committee di Londra sulla classificazione delle zone di rischio marittimo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte israeliano-iraniano:<\/strong> dichiarazioni post-elettorali di Netanyahu dopo il 27 ottobre, movimenti di asset militari USA nella regione, qualsiasi segnale di ripresa dei negoziati sul nucleare iraniano che potrebbe cambiare il calcolo sull&#8217;allentamento delle sanzioni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Brent sopra o sotto la soglia dei 107-110 dollari come indicatore di riprezzamento del rischio, volatilit\u00e0 implicita sul petrolio attraverso i contratti options a 30 giorni, premi War Risk applicati dai Lloyd&#8217;s sulle polizze cargo per il Golfo Persico.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte Fed e dollaro:<\/strong> decisione sui tassi di ottobre, dichiarazioni di Powell e degli altri governatori nelle prossime 48 ore, andamento del cambio euro-dollaro nella fascia 1,06-1,10 come indicatore di direzione del credito internazionale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte supply chain:<\/strong> qualsiasi annuncio di rerouting da parte dei principali vettori container (Maersk, MSC, CMA CGM) sulle rotte che attraversano il Golfo di Aden e Hormuz, aggiornamenti sui tempi di transito verso l&#8217;Asia.<\/p>\n<hr>\n<h2>Due Navi Affondate e un Mercato che Finge di Non Vederle<\/h2>\n<p>Quelle due navi singaporiane sul fondo dello Stretto non sono un fatto di cronaca marittima. Sono un segnale che il costo del commercio globale sta salendo, e che quel costo verr\u00e0 assorbito da qualcuno lungo la catena del valore, un pezzo alla volta, spesso senza che chi lo paga riesca a identificarne la causa.<\/p>\n<p>La dinamica di potere che si sta consolidando \u00e8 questa: gli Houthi hanno imparato che attaccare il commercio internazionale durante le finestre di ambiguit\u00e0 geopolitica produce pressione senza innesco immediato di rappresaglie. Israele aspetta dopo le elezioni. Washington valuta le sanzioni. Riyad reagisce ma non scala. In questo spazio di attesa, le navi affondano e i premi assicurativi salgono. Il costo non sparisce, si sposta su altri.<\/p>\n<p>Il rischio geopolitico non \u00e8 un evento straordinario da gestire quando accade. \u00c8 una voce di costo ricorrente che, se non la inserisci nel tuo modello di business prima che si manifesti, finisce per essere il tuo margine che paga il conto di qualcun altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rubrica: Geopolitica &#038; Mercati Emergenti Stretto di Hormuz, 15 ottobre 2026. Due navi affondate in poche ore. La GFS Pride, battente bandiera singaporiana, giace sul fondo mentre i suoi 21 uomini di equipaggio vengono recuperati in mare aperto. La GFS Joel, anche lei di Singapore, raggiunge un ancoraggio sicuro con lo scafo squarciato. Quasi in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1393,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[183,45,16,57,8,82,6,11,79,171],"class_list":["post-1394","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-catenafornitura","tag-exportitalia","tag-logisticainternazionale","tag-mercatiemergenti","tag-pmiinternazionalizzazione","tag-prezzipetrolio","tag-rischiogeopolitico","tag-strettohormuz","tag-supplychain","tag-warriskpremium"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1394","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1394"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1394\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1395,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1394\/revisions\/1395"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}