{"id":376,"date":"2026-04-04T07:03:47","date_gmt":"2026-04-04T06:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/chi-e-gia-dentro-vince-quando-i-missili-ridisegnano-il-golfo"},"modified":"2026-04-04T07:03:47","modified_gmt":"2026-04-04T06:03:47","slug":"chi-e-gia-dentro-vince-quando-i-missili-ridisegnano-il-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/chi-e-gia-dentro-vince-quando-i-missili-ridisegnano-il-golfo","title":{"rendered":"Chi \u00e8 gi\u00e0 dentro vince quando i missili ridisegnano il Golfo"},"content":{"rendered":"<h1>Chi \u00e8 gi\u00e0 dentro vince quando i missili ridisegnano il Golfo<\/h1>\n<p><strong>Il Golfo Persico non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;area di rischio teorico. \u00c8 un teatro di guerra attivo, con raffinerie che bruciano, impianti di desalinizzazione offline e un complesso di alluminio che potrebbe restare fermo dodici mesi. La domanda non \u00e8 se questo cambia le catene di fornitura europee. \u00c8 quanto velocemente le tue cambieranno.<\/strong><\/p>\n<p>Nelle ultime ore, mentre i media seguivano la drammatica vicenda dell&#8217;F-15 americano abbattuto sopra il sud-ovest dell&#8217;Iran e la caccia al membro dell&#8217;equipaggio ancora disperso, qualcosa di molto pi\u00f9 rilevante per gli imprenditori europei si stava consumando in silenzio nei bilanci di alcune delle aziende pi\u00f9 esposte al Golfo. Abu Dhabi ha dichiarato di aver intercettato, nelle sole ultime ventiquattro ore, circa venti missili e cinquanta droni iraniani. Uno dei maggiori complessi di alluminio al mondo, situato ad Abu Dhabi, potrebbe impiegare fino a dodici mesi per tornare operativo dopo un attacco del mese scorso. Una raffineria kuwaitiana \u00e8 stata colpita per la terza volta. Un impianto di desalinizzazione \u00e8 danneggiato.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 un bollettino di guerra. \u00c8 un aggiornamento sulla tua supply chain.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Sei Settimane di Escalation Misurata in Danni Industriali<\/h2>\n<p>Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha raggiunto la sesta settimana di operazioni attive. I dati che circolano in queste ore raccontano un&#8217;escalation che non si misura pi\u00f9 solo in sortite aeree ma in infrastrutture industriali compromesse.<\/p>\n<p>Israele dichiara di aver condotto pi\u00f9 di settanta raid nelle regioni centrale e occidentale dell&#8217;Iran, colpendo tra l&#8217;altro un centro di ricerca scientifica universitario a Teheran. L&#8217;Iran ha risposto con attacchi quasi quotidiani verso i vicini del Golfo, con una frequenza che gli analisti militari locali descrivono come la pi\u00f9 alta registrata nelle ultime settimane.<\/p>\n<p>I danni documentati includono: la raffineria di Mina Ahmadi in Kuwait, colpita per la terza volta; un impianto di produzione e desalinizzazione ad Abu Dhabi, con un morto confermato per detriti caduti e incendi innescati; un impianto di trattamento del gas naturale ad Abu Dhabi con danni descritti come &#8220;significativi&#8221;; e, dato forse pi\u00f9 rilevante per le catene industriali europee, uno dei maggiori complessi di alluminio al mondo, sempre ad Abu Dhabi, con stima di fermo produttivo fino a dodici mesi.<\/p>\n<p>L&#8217;abbattimento dell&#8217;F-15 Strike Eagle e la successiva operazione di recupero sotto il fuoco, con un A-10 Warthog colpito durante le operazioni di supporto e il pilota costretto a eiettarsi nel Golfo, rappresenta il primo aereo militare con equipaggio statunitense perso dall&#8217;inizio del conflitto. Questo dato non \u00e8 simbolico. \u00c8 un indicatore di quanto le difese antiaeree iraniane siano ancora operative nonostante i proclami del CENTCOM sulla loro &#8220;distruzione sostanziale.&#8221;<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Sesto Mese Cambia la Fisiologia del Conflitto<\/h2>\n<p>I conflitti regionali hanno una fisiologia. Nei primi giorni dominano le dichiarazioni e i mercati sovreagiscono. Nelle prime settimane arrivano le prime analisi e le prime misure di hedging. Ma al sesto mese, qualcosa cambia strutturalmente: i danni alle infrastrutture smettono di essere &#8220;eventi&#8221; e diventano condizioni operative permanenti.<\/p>\n<p>Un impianto di alluminio che potrebbe restare offline dodici mesi non \u00e8 un&#8217;interruzione temporanea. \u00c8 una riallocazione della capacit\u00e0 produttiva globale. Una raffineria colpita tre volte non riprende i ritmi precedenti semplicemente riparando i danni fisici, bens\u00ec subisce un degrado progressivo, perdita di personale qualificato, aumenti dei premi assicurativi, ritardi nelle forniture di componenti di ricambio.<\/p>\n<p>Il timing ha un&#8217;altra dimensione rilevante. Trump, che era stato briefato sulla vicenda dell&#8217;F-15, ha rilasciato due brevi interviste nei minuti successivi negando che la situazione avrebbe influenzato i negoziati in corso. Questo segnale diplomatico, nel momento in cui un suo militare \u00e8 ancora disperso in territorio iraniano, indica che la finestra negoziale \u00e8 ancora aperta e che nessuna delle parti vuole un&#8217;escalation che chiuda quella finestra. Per le imprese europee, questo significa che il conflitto tende a restare nella zona grigia, quella pi\u00f9 difficile da navigare: troppo caldo per ignorarlo, troppo gestito per collassare in una crisi totale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Petrolio, Alluminio e la Volatilit\u00e0 Nascosta<\/h2>\n<p>Il petrolio rimane il termometro pi\u00f9 immediato di quanto sta accadendo. Con la raffineria di Mina Ahmadi in Kuwait colpita per la terza volta e gli impianti di trattamento del gas ad Abu Dhabi danneggiati, i mercati fisici dell&#8217;energia del Golfo stanno gi\u00e0 incorporando un premio di rischio strutturale che non scomparir\u00e0 alla firma di un cessate il fuoco.<\/p>\n<p>L&#8217;alluminio \u00e8 il dato meno discusso ma forse il pi\u00f9 operativo. Se il complesso di Abu Dhabi confermasse uno stop di dodici mesi, si tratterebbe di una riduzione della capacit\u00e0 produttiva globale con effetti diretti sui settori manifatturieri europei che utilizzano alluminio come materia prima o semilavorato: automotive, aerospace, edilizia, packaging industriale.<\/p>\n<p>I premi assicurativi sulle rotte marittime del Golfo Persico hanno gi\u00e0 incorporato una variazione strutturale. Le compagnie di navigazione e i trader di materie prime che operano quella tratta stanno lavorando con costi di assicurazione da due a quattro volte superiori al periodo pre-conflitto, e questi costi si trasferiscono lungo tutta la filiera. La volatilit\u00e0 implicita sui derivati energetici segnala un mercato che non ha ancora scontato uno scenario di escalation, ma che non prezza pi\u00f9 nemmeno un rapido ritorno alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;oro ha gi\u00e0 risposto nelle ultime sessioni con un movimento flight-to-safety coerente con un conflitto che si consolida, non con uno che si risolve.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le aziende italiane con catene di fornitura che transitano dal Golfo o che hanno fornitori in Kuwait, UAE o Arabia Saudita devono attivare immediatamente una revisione dei contratti di assicurazione e delle clausole di forza maggiore. Chi ha contratti di fornitura con consegne previste su basi FOB o CIF con porti del Golfo deve verificare se e come questi contratti definiscono la responsabilit\u00e0 in caso di danni da conflitto. I premi di spedizione sono gi\u00e0 aumentati e ulteriori aumenti sono probabili. Chi non ha ancora aperto conversazioni con il proprio broker assicurativo sul profilo di rischio del Golfo \u00e8 in ritardo.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un conflitto che si stabilizza senza risolversi, con danni infrastrutturali permanenti e un riassestamento delle rotte e delle fonti di approvvigionamento. Le aziende che sopravvivono in questa fase sono quelle che hanno gi\u00e0 avviato un processo di diversificazione delle fonti, con identificazione di fornitori alternativi fuori dalla fascia di rischio. Chi dipende da alluminio, petrolio raffinato o prodotti petrolchimici del Golfo deve avere entro sei mesi un piano B attivabile, non solo identificato sulla carta.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che si sta formando \u00e8 che i paesi del Golfo non sono pi\u00f9 infrastrutture logistiche neutrali. UAE, Kuwait, Bahrain sono ora classificati come zone a rischio da parte delle compagnie assicurative e dei rating geopolitici. Questo cambier\u00e0 in modo permanente i costi di fare business nella regione, indipendentemente dall&#8217;esito del conflitto. Chi aveva gi\u00e0 costruito una presenza locale consolidata, con strutture, relazioni e conoscenza del tessuto locale, si trova in una posizione di vantaggio competitivo significativo perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 dentro quando la finestra si restringer\u00e0 ulteriormente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura di alluminio e downstream:<\/strong> Il blocco del complesso di Abu Dhabi per un potenziale anno colpisce l&#8217;intera filiera dell&#8217;alluminio primario. Le aziende italiane del settore automotive, dell&#8217;arredamento industriale e del packaging che utilizzano alluminio di importazione devono attendersi sia un aumento dei prezzi che potenziali colli di bottiglia nella disponibilit\u00e0 di semilavorati specifici. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella ricerca di fornitori europei o nordafricani finora sottoutilizzati.<\/p>\n<p><strong>Energia e petrolchimica:<\/strong> Le aziende che rivendono o trasformano prodotti derivati dal petrolio del Golfo si trovano con un costo di acquisto strutturalmente pi\u00f9 alto e meno prevedibile. La volatilit\u00e0 del prezzo diventa un fattore di margine da gestire, non pi\u00f9 da subire. Chi non ha ancora implementato strumenti di hedging sui prezzi energetici lo fa in condizioni di mercato gi\u00e0 tese.<\/p>\n<p><strong>Export verso UAE e Kuwait:<\/strong> Le imprese italiane che esportano verso questi paesi, in particolare nel food &#038; beverage premium, nel design, nella moda e nei macchinari industriali, si trovano di fronte a un cliente che \u00e8 sotto pressione operativa ma che mantiene una domanda strutturale robusta. Il rischio immediato non \u00e8 il calo della domanda ma la disruption logistica e i ritardi doganali legati alla gestione dello stato di emergenza locale. Chi ha un rappresentante locale strutturato pu\u00f2 gestire questa fase. Chi opera attraverso agenti generici rischia di perdere visibilit\u00e0 propria nei momenti in cui la visibilit\u00e0 conta di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Turismo e servizi B2B nel Golfo:<\/strong> Dubai si \u00e8 posizionata come hub di fiere, eventi e incontri d&#8217;affari internazionali anche per chi opera tra Europa e Asia. Se la percezione di sicurezza dell&#8217;area si deteriora, parte di quella funzione si sposter\u00e0. Singapore, Istanbul e alcune capitali europee potrebbero beneficiare di questo rerouting. Per le aziende che usano Dubai come base per espandersi in Asia, occorre valutare se la struttura regionale regge o va ripensata.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Incognite che Cambiano Tutto<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: La variabile dell&#8217;aviatore disperso<\/strong> Il membro dell&#8217;equipaggio dell&#8217;F-15 ancora non localizzato in territorio iraniano rappresenta un trigger politico imprevedibile. Se venisse catturato vivo dalle forze iraniane, come i messaggi diffusi dalla TV di stato iraniana sembrano auspicare con l&#8217;offerta di una taglia, si aprirebbe uno scenario di negoziato su un ostaggio con una capacit\u00e0 di diventare rapidamente un punto di escalation o di svolta diplomatica. Trump ha gi\u00e0 dichiarato che la vicenda non influenzer\u00e0 i negoziati, ma un ostaggio americano in mani iraniane ha una capacit\u00e0 di mobilitazione dell&#8217;opinione pubblica americana che potrebbe modificare i margini di manovra politica del presidente.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: La tenuta infrastrutturale degli Emirati<\/strong> Abu Dhabi sta assorbendo attacchi quasi quotidiani su infrastrutture energetiche e industriali. La dichiarazione di venti missili e cinquanta droni intercettati nelle sole ultime ventiquattro ore \u00e8 il dato pi\u00f9 alto delle ultime settimane. Se la frequenza e la precisione degli attacchi dovesse aumentare ulteriormente, la questione non \u00e8 pi\u00f9 la capacit\u00e0 militare di difesa ma la capacit\u00e0 economica di continuare a gestire un paese in queste condizioni mantenendo l&#8217;operativit\u00e0 degli hub logistici internazionali, a partire dal porto di Jebel Ali e dall&#8217;aeroporto di Dubai.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Il contagio logistico al di l\u00e0 del Golfo<\/strong> Lo Stretto di Hormuz rimane aperto, ma ogni settimana di conflitto aggiunge pressione sulle assicurazioni marittime e sui tempi di transito. Se la situazione dovesse deteriorarsi al punto da rendere le rotte del Golfo non assicurabili a costi accettabili, il rerouting via Capo di Buona Speranza riporterebbe settimane ai tempi di trasporto Asia-Europa con effetti immediati sui costi e sulle logiche di gestione delle scorte per le aziende europee che dipendono da quella rotta.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sta succedendo nel Golfo in queste ore \u00e8 mascherato da conflitto militare, ma la vera partita \u00e8 un riarrangiamento della geografia economica di una delle regioni pi\u00f9 densamente infrastrutturate del mondo.<\/p>\n<p>Quando leggo che un complesso di alluminio ad Abu Dhabi potrebbe restare fermo dodici mesi, non penso alle forze armate. Penso alle decine di aziende manifatturiere europee che hanno costruito le loro catene di fornitura sull&#8217;assunzione che gli Emirati fossero una piattaforma stabile, neutrale, efficiente. Quell&#8217;assunzione non regge pi\u00f9 nella forma in cui \u00e8 stata costruita negli ultimi vent&#8217;anni.<\/p>\n<p>L&#8217;errore che vedo fare sistematicamente alle PMI italiane, e che questo conflitto rende evidente in modo brutale, \u00e8 confondere la presenza sul mercato con la presenza nella struttura di quel mercato. Avere clienti negli Emirati \u00e8 diverso dall&#8217;avere una rete locale che sa muoversi quando le condizioni cambiano. Il secondo tipo di presenza assorbe gli shock. Il primo tipo li subisce.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un elemento che mi colpisce nell&#8217;atteggiamento europeo a questa crisi: l&#8217;Europa non ha una postura. Non ha una voce unificata, non ha interessi dichiarati da difendere, non ha leve da usare. Ha aziende esposte e governi silenziosi. Questa non \u00e8 neutralit\u00e0. \u00c8 irrilevanza travestita da pragmatismo. E la pagano le PMI, non i governi.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 scomoda ma necessaria: chi ha aspettato condizioni di stabilit\u00e0 perfetta per entrare nel mercato del Golfo si trova ora a guardare come altri, entrati prima e con radici pi\u00f9 profonde, navigano la crisi con flessibilit\u00e0. Non perch\u00e9 siano pi\u00f9 bravi. Perch\u00e9 erano gi\u00e0 dentro quando la finestra si \u00e8 ristretta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Quello Che Devi Sapere Subito<\/h2>\n<p><strong>D: Se ho fornitori nel Golfo, cosa devo fare oggi?<\/strong><br \/>R: Contatta il tuo broker assicurativo e chiedi una revisione delle tue polizze di trasporto e della copertura per forza maggiore. Verifica nei tuoi contratti di fornitura come sono definite le responsabilit\u00e0 in caso di danni da conflitto. Se i tuoi termini sono FOB o CIF dal Golfo, sei esposto al pieno aumento dei costi di assicurazione. Inoltre, identifica immediatamente tre fornitori alternativi fuori dalla zona di rischio in Europa o Nord Africa.<\/p>\n<p><strong>D: Quanto tempo posso ancora aspettare prima di agire?<\/strong><br \/>R: L&#8217;orizzonte immediato \u00e8 0-6 mesi. Entro questo periodo, le conseguenze pi\u00f9 visibili degli attacchi infrastrutturali si consolideranno nei costi. Dopo sei mesi, le aziende che avevano gi\u00e0 diversificato le fonti avranno consolidato i nuovi rapporti e saranno in vantaggio competitivo. Se attendi oltre, scoprirai che i fornitori alternativi che stavi considerando hanno gi\u00e0 allocato la loro capacit\u00e0 ad altri clienti che si sono mossi prima.<\/p>\n<p><strong>D: Il conflitto potrebbe ancora risolversi rapidamente?<\/strong><br \/>R: \u00c8 possibile, ma la probabilit\u00e0 \u00e8 bassa. La dichiarazione di Trump che la situazione non influenzer\u00e0 i negoziati, pur nel contesto di un aviatore disperso, suggerisce che entrambe le parti mantengono aperta la finestra diplomatica. Tuttavia, questo non significa ritorno rapido alla normalit\u00e0. Anche in uno scenario di tregua immediata, i danni infrastrutturali (in particolare al complesso di alluminio che potrebbe restare offline dodici mesi) costituirebbero comunque un reshaping permanente dei costi e della disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>D: Se esporto beni di consumo verso UAE e Kuwait, devo ridurre la mia esposizione?<\/strong><br \/>R: No, devi cambiarla di forma. La domanda strutturale nel Golfo rimane robusta. Il rischio non \u00e8 il crollo della domanda, bens\u00ec la disruption logistica e la complicazione amministrativa. Se hai una rete locale solida (agenti che conoscono il territorio, relazioni con distributori locali), puoi gestire questa fase meglio della concorrenza che opera solo da remoto. Se non hai questa rete, costruiscila ora mentre i tuoi competitor stanno in attesa.<\/p>\n<p><strong>D: Cosa significano gli aumenti dei premi assicurativi per i miei prezzi finali?<\/strong><br \/>R: Se stai importando dal Golfo, l&#8217;aumento dei costi di assicurazione (da 2x a 4x il periodo pre-conflitto) si trasferisce direttamente sul tuo costo di acquisto. Se stai esportando verso il Golfo e i tuoi clienti assorbono questo costo, per ora la pressione \u00e8 su di loro. Ma nei prossimi 6-12 mesi, quando il loro margine si restringe, potrebbero essere tentati di renegoziare i vostri termini verso il basso. Preparati a questa pressione.<\/p>\n<p><strong>D: Il petrolio continuer\u00e0 a salire?<\/strong><br \/>R: Il prezzo del petrolio ha gi\u00e0 incorporato un premio strutturale di rischio che non scomparir\u00e0 velocemente. Anche in scenario di tregua immediata, la volatilit\u00e0 rimarr\u00e0 elevata e gli assicuratori continueranno a prezzare il rischio del Golfo come zona non neutrale. Se sei un hedger energetico, il costo del hedge rimarr\u00e0 alto. Se sei un acquirente di energia, preparati a volatilit\u00e0 strutturale che persiste anche dopo una possibile risoluzione del conflitto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte diplomatico USA-Iran:<\/strong> La sorte del membro dell&#8217;equipaggio dell&#8217;F-15 disperso \u00e8 il trigger pi\u00f9 immediato. Ogni dichiarazione di Teheran su questo punto va letta come segnale della disponibilit\u00e0 o meno a mantenere aperta la finestra negoziale. Trump ha gi\u00e0 detto che non commenter\u00e0: questo silenzio \u00e8 tattico, non passivo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte degli Emirati:<\/strong> Il conteggio giornaliero di missili e droni intercettati \u00e8 diventato il barometro pi\u00f9 affidabile dell&#8217;intensit\u00e0 del conflitto. Una media sopra i venti missili al giorno per pi\u00f9 di una settimana deve essere letta come cambio di fase, non come oscillazione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Il prezzo dell&#8217;alluminio LME, il Brent con scadenze a tre e sei mesi, i premi di rischio sulle polizze marine per il Golfo Persico e l&#8217;indice VIX energetico sono i quattro numeri da guardare ogni mattina per chi ha esposizione diretta o indiretta alla regione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte logistico:<\/strong> Qualsiasi annuncio di Hapag-Lloyd, MSC o Maersk sulle rotte del Golfo Persico, incluse variazioni di rotta o aggiornamenti sui premi assicurativi, precede di settimane gli effetti sui prezzi finali. \u00c8 il segnale di sistema pi\u00f9 precoce disponibile a chi non ha accesso a intelligence geopolitica dedicata.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte industriale:<\/strong> Le dichiarazioni ufficiali delle autorit\u00e0 di Abu Dhabi e Dubai sui tempi di ripristino delle infrastrutture colpite sono dati operativi concreti. In particolare, qualsiasi aggiornamento sulla timeline del complesso di alluminio va trattato come dato di supply chain, non come notizia militare.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Golfo Non Aspetta che Tu Sia Pronto<\/h2>\n<p>Sei settimane fa, questo stesso mercato veniva presentato come il mercato dell&#8217;opportunit\u00e0: crescita del PIL, domanda di prodotti italiani in espansione, hub logistici efficienti, regime fiscale favorevole. Tutto questo \u00e8 ancora strutturalmente vero. Ma il modo in cui si accede a quella opportunit\u00e0 \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco non \u00e8 semplicemente militare. \u00c8 una ridistribuzione forzata del rischio lungo le catene del valore globali. Gli attori che hanno costruito presenza reale nella regione, strutture, relazioni, know-how locale, stanno assorbendo lo shock e mantenendo le posizioni. Gli attori che erano l\u00ec in modo opportunistico, attraverso agenti generici, presenze occasionali in fiera, relazioni non presidiate, stanno perdendo terreno silenziosamente, senza che nessuno gliel&#8217;abbia formalmente comunicato.<\/p>\n<p>I mercati che sembrano rischiosi sono spesso quelli con meno concorrenza italiana. Oggi il Golfo sembra rischioso, e molti imprenditori italiani stanno aspettando che si calmi. Nel frattempo, chi ha gi\u00e0 radici profonde in quella regione sta consolidando posizioni che saranno molto pi\u00f9 costose da replicare tra dodici mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 gi\u00e0 dentro vince quando i missili ridisegnano il Golfo Il Golfo Persico non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;area di rischio teorico. \u00c8 un teatro di guerra attivo, con raffinerie che bruciano, impianti di desalinizzazione offline e un complesso di alluminio che potrebbe restare fermo dodici mesi. 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