{"id":378,"date":"2026-04-04T11:33:43","date_gmt":"2026-04-04T10:33:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/chi-vende-negli-usa-mentre-tu-aspetti-il-golfo"},"modified":"2026-04-04T11:33:43","modified_gmt":"2026-04-04T10:33:43","slug":"chi-vende-negli-usa-mentre-tu-aspetti-il-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/chi-vende-negli-usa-mentre-tu-aspetti-il-golfo","title":{"rendered":"Chi Vende negli USA Mentre Tu Aspetti il Golfo?"},"content":{"rendered":"<h1>Chi Vende negli USA Mentre Tu Aspetti il Golfo?<\/h1>\n<p><strong><em>L&#8217;economia americana ha stampato 178.000 nuovi posti di lavoro ad aprile mentre i prezzi del petrolio raddoppiano. Questa combinazione non \u00e8 una contraddizione: \u00e8 il segnale pi\u00f9 preciso che il mercato americano sta accelerando mentre l&#8217;Europa rimane a guardare.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Washington, 4 aprile 2026. Nelle sale di un ristorante dell&#8217;Ohio, Kevin Hassett chiede ai camerieri quanto hanno risparmiato con l&#8217;esenzione fiscale sulle mance. La risposta media: tremila dollari. La pi\u00f9 alta: diecimila. Non \u00e8 una curiosit\u00e0 aneddotica, \u00e8 la fotografia di un&#8217;economia in cui la politica fiscale sta gi\u00e0 cambiando il comportamento di consumo a livello capillare, prima ancora che i grandi indicatori lo registrino nei modelli econometrici.<\/p>\n<p>I mercati di questa mattina hanno ricevuto un dato che nessun analista aveva anticipato: 178.000 posti di lavoro creati a marzo, contro una previsione di 60.000. Quasi il triplo delle aspettative. Disoccupazione scesa al 4,3%. Il tutto mentre il petrolio West Texas si attesta a 111 dollari al barile, pi\u00f9 del 65% sopra i livelli di fine febbraio. Chi lavora con i modelli tradizionali direbbe che queste due informazioni non possono coesistere. Chi conosce il mercato americano sa che invece si stanno alimentando a vicenda, almeno nel breve periodo.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano o europeo con interessi negli Stati Uniti, o che li sta valutando, questa mattina di aprile 2026 disegna una mappa operativa molto precisa: un&#8217;economia in espansione con tensioni energetiche temporanee, un governo che sta attivamente proteggendo la propria posizione commerciale e un mercato del lavoro che assorbe occupazione nonostante il costo dell&#8217;energia. La domanda non \u00e8 se l&#8217;America sta crescendo. La domanda \u00e8 chi sta gi\u00e0 l\u00ec a intercettare quella crescita.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Un Mercato del Lavoro che Rompe i Modelli<\/h2>\n<p>Il dato di questa mattina \u00e8 oggettivamente fuori scala rispetto alle aspettative. Le stime di consensus si collocavano intorno ai 60.000 nuovi occupati, gi\u00e0 considerate ottimistiche da alcune case d&#8217;analisi in considerazione delle tensioni nel Golfo Persico. Il dato reale a 178.000 unit\u00e0 rappresenta uno scarto di quasi tre volte le previsioni, un evento statisticamente raro che merita attenzione per le sue implicazioni strutturali.<\/p>\n<p>La disoccupazione al 4,3% si accompagna a una crescita salariale nominale che il National Economic Council descrive come &#8220;high wage growth&#8221;, senza quantificare il dato preciso in questa comunicazione pubblica. Questa crescita trova conferma nella politica fiscale: l&#8217;esenzione sulle mance e sullo straordinario ha aumentato il reddito netto dei lavoratori a basso e medio reddito in modo diretto, senza passare per aumenti salariali nominali. Il risultato sul comportamento di spesa \u00e8 immediato.<\/p>\n<p>Sul fronte energetico, il contrasto \u00e8 netto: West Texas Intermediate era a 67 dollari al barile il 27 febbraio e si trova oggi a 111 dollari. L&#8217;amministrazione ha risposto con il secondo maggiore rilascio di riserve strategiche nella storia americana e con la sospensione del Jones Act per 60 giorni. Questa misura consente una circolazione pi\u00f9 fluida del greggio domestico tra gli stati. I mercati futures, secondo la comunicazione governativa, prezzano un rientro verso la normalit\u00e0 per l&#8217;estate-autunno 2026.<\/p>\n<p>Sul fronte degli investimenti, il governo cita 18.000 miliardi di dollari in nuovi investimenti negli Stati Uniti attraverso accordi commerciali. L&#8217;esempio concreto \u00e8 un nuovo data center SoftBank in Ohio entrato in fase di costruzione. Il budget federale pubblicato nelle ultime ore di questa mattina indica un incremento della spesa per la difesa nazionale, con dichiarata riduzione del personale governativo come elemento di compensazione fiscale.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing di un&#8217;Economia in Divergenza<\/h2>\n<p>La notizia conta oggi, non sei mesi fa, per una ragione precisa: stiamo assistendo al momento in cui la divergenza tra l&#8217;economia americana e quella europea smette di essere un&#8217;ipotesi degli economisti e diventa un dato operativo per le imprese.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa nel primo trimestre 2026 sta navigando tra crescita anemica, pressione energetica derivante dalla stessa crisi del Golfo che tocca gli Stati Uniti e assenza di una risposta fiscale paragonabile a quella americana. La Germania ha il suo quarto trimestre consecutivo di contrazione industriale. L&#8217;Italia cresce sotto l&#8217;1%. Gli Stati Uniti mostrano quasi tre volte le aspettative sul mercato del lavoro. Questa non \u00e8 congiuntura, \u00e8 struttura che si sta ridisegnando.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 ulteriormente rilevante perch\u00e9 questa dinamica si sta consolidando proprio mentre le piccole e medie imprese europee stanno valutando i loro piani di internazionalizzazione per il biennio 2026-2027. Chi decide nei prossimi novanta giorni trova un mercato americano in piena espansione con consumi interni sostenuti, politica fiscale favorevole ai redditi medi e un&#8217;amministrazione attivamente impegnata ad attrarre investimenti esteri con 18.000 miliardi di dollari di accordi gi\u00e0 annunciati.<\/p>\n<p>Chi aspetta trova un mercato che si sar\u00e0 consolidato intorno ai player gi\u00e0 presenti.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Divergenza che si Allarga<\/h2>\n<p>Il petrolio a 111 dollari WTI \u00e8 il segnale pi\u00f9 visibile, ma non il pi\u00f9 importante per chi fa business. Il dato che anticipa i problemi \u00e8 la volatilit\u00e0 implicita sull&#8217;euro-dollaro, che nelle ultime settimane ha mostrato ampiezze giornaliere superiori alla media storica. Per le imprese italiane che esportano negli USA o che stanno valutando investimenti in dollari, ogni punto di volatilit\u00e0 sul cambio si traduce direttamente nella pianificazione dei margini.<\/p>\n<p>Il dollaro si \u00e8 mosso in modo controintuitivo: la crisi nel Golfo avrebbe dovuto indebolirlo attraverso l&#8217;effetto flight-to-safety verso lo yen e il franco svizzero, ma i dati occupazionali di questa mattina stanno sostenendo la divisa americana contro le aspettative. Questo crea un&#8217;asimmetria: le esportazioni italiane verso gli USA diventano relativamente pi\u00f9 competitive in termini di prezzo, ma i costi di eventuali operazioni locali negli Stati Uniti aumentano per chi ragiona in euro.<\/p>\n<p>Sul fronte azionario americano, la risposta ai dati di stamattina \u00e8 stata positiva, segnale che il mercato interpreta la resilienza occupazionale come prevalente rispetto al rischio energetico. Gli spread sui titoli di Stato europei periferici, Italia inclusa, mostrano invece una leggera pressione al rialzo, riflesso della divergenza macroeconomica in corso. Il differenziale tra crescita americana ed europea si sta traducendo direttamente in premi di rischio.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Europee che Guardano agli Stati Uniti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il mercato americano \u00e8 in espansione con consumi interni robusti e un mercato del lavoro che assorbe occupazione a velocit\u00e0 tripla rispetto alle previsioni. Chi ha gi\u00e0 operatori, agenti o strutture negli Stati Uniti deve verificare oggi se la propria presenza commerciale \u00e8 dimensionata per intercettare questa fase espansiva. Chi non \u00e8 presente deve decidere entro questa estate, prima che i prezzi dell&#8217;energia tornino verso la normalit\u00e0 e il vantaggio competitivo dell&#8217;ingresso anticipato si riduca. Il rischio imminente \u00e8 l&#8217;aumento del costo dei materiali energivori e della logistica transatlantica, che erode i margini di chi esporta senza presenza locale.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una normalizzazione energetica entro l&#8217;autunno 2026, con i futures che gi\u00e0 prezzano questo rientro, accompagnata da un mercato americano che mantiene la traiettoria espansiva grazie alle politiche fiscali in vigore. Le imprese europee che avranno costruito relazioni commerciali in questa fase si troveranno posizionate in modo strutturale quando la normalizzazione ridurr\u00e0 le barriere logistiche. Chi sopravvive a questo passaggio \u00e8 chi ha un interlocutore locale capace di navigare le specificit\u00e0 del mercato americano, non solo un catalogo tradotto in inglese. Chi non sopravvive \u00e8 chi ha affidato la propria presenza a distributori generici senza presidio di categoria.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale di questa fase \u00e8 la divergenza permanente tra un&#8217;economia americana che ha scommesso sulla crescita interna attraverso deregulation, tagli fiscali mirati e attrazione degli investimenti esteri, e un&#8217;Europa che sta ancora discutendo di regolamentazione dell&#8217;AI e tassonomia degli investimenti sostenibili. Le imprese italiane eccellenti possono prosperare nonostante questa asimmetria, ma solo se smettono di usare l&#8217;Europa come unico riferimento per i propri piani di crescita. L&#8217;America non aspetta.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero avanzato e meccanica strumentale:<\/strong> l&#8217;annuncio del data center SoftBank in Ohio \u00e8 il segnale di una domanda americana massiccia di infrastrutture fisiche per l&#8217;AI. Costruire data center richiede raffreddamento, energia, componentistica meccanica e sistemi di controllo. La manifattura italiana di precisione \u00e8 posizionata meglio di qualunque concorrente europeo per questa domanda, ma deve essere presente commercialmente prima che i grandi contratti di fornitura vengano assegnati. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella manutenzione predittiva e nei sistemi di efficienza energetica per queste infrastrutture, mercato che i produttori americani non presidiano con la stessa profondit\u00e0 tecnica.<\/p>\n<p><strong>Food e agroalimentare premium:<\/strong> un mercato del lavoro che crea occupazione a tassi tripli rispetto alle aspettative, con salari netti pi\u00f9 alti grazie all&#8217;esenzione fiscale su mance e straordinari, \u00e8 un mercato che spende di pi\u00f9 nei ristoranti e nei prodotti alimentari di qualit\u00e0. I camerieri dell&#8217;Ohio con tremila dollari in pi\u00f9 in tasca li spendono. Il segmento premium italiano, dal vino alla pasta di qualit\u00e0 all&#8217;olio extravergine certificato, ha una finestra espansiva nei prossimi sei-dodici mesi che il costo energetico non chiude, ma restringe nei margini logistici. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella ristorazione italiana di medio-alto livello in espansione nelle citt\u00e0 secondarie americane, mercato sottoservito rispetto alle grandi metropoli.<\/p>\n<p><strong>Energia e tecnologie per l&#8217;efficienza energetica:<\/strong> il petrolio a 111 dollari crea un&#8217;urgenza americana per la diversificazione energetica e l&#8217;efficienza dei consumi industriali. Le tecnologie italiane nel fotovoltaico di alta efficienza, nel recupero termico industriale e nei sistemi di gestione energetica per edifici commerciali trovano una domanda americana pi\u00f9 urgente di quanto non fosse tre mesi fa. L&#8217;esposizione al rischio \u00e8 la competizione con i produttori americani sostenuti dall&#8217;Inflation Reduction Act, ancora in vigore nonostante le tensioni politiche. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella componentistica e nei sistemi ad alta ingegnerizzazione dove il made in Italy tecnico non ha competitor americani diretti.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Variabili che Cambiano lo Scenario<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio, normalizzazione energetica pi\u00f9 lenta del previsto:<\/strong> se le tensioni nel Golfo si prolungano oltre l&#8217;estate 2026, i costi logistici transatlantici restano elevati e i margini delle esportazioni italiane verso gli USA si erodono oltre la soglia di sostenibilit\u00e0 per le PMI. Il meccanismo \u00e8 diretto: ogni settimana di petrolio sopra i 100 dollari aggiunge costi di trasporto che non si recuperano con aggiustamenti di prezzo nel breve periodo senza perdere competitivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio, rafforzamento delle misure protezionistiche settoriali:<\/strong> l&#8217;amministrazione americana sta attivamente ridisegnando i termini commerciali attraverso accordi bilaterali e dazi selettivi. Un&#8217;impresa italiana che entra nel mercato americano senza una struttura legale e fiscale locale adeguata si espone a cambiamenti normativi che possono alterare radicalmente la convenienza dell&#8217;operazione nel giro di settimane, non di anni.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio, divergenza valutaria accelerata:<\/strong> se la crescita americana continua a sorprendere al rialzo e la Federal Reserve mantiene o alza i tassi in risposta ai dati occupazionali, il dollaro si rafforza ulteriormente contro l&#8217;euro. Per le PMI italiane senza copertura valutaria strutturata, un euro a 1,02-1,05 dollari cambia il calcolo di convenienza di tutte le operazioni denominate in dollari. L&#8217;hedging non \u00e8 un lusso finanziario, \u00e8 una condizione operativa.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti: Risposte Dirette per Operare Subito<\/h2>\n<p><strong>D: Conviene entrare negli USA ora con il petrolio a 111 dollari e i costi logistici alti?<\/strong><\/p>\n<p>R: S\u00ec, perch\u00e9 il vantaggio non \u00e8 nel costo della logistica, ma nella posizione commerciale. Chi entra ora costruisce relazioni con clienti che rimarranno dopo che i costi logistici si normalizzeranno. Il costo energetico \u00e8 temporaneo, la posizione di mercato \u00e8 strutturale. I 178.000 posti di lavoro creati negli USA non aspetteranno che il petrolio ritorni a 70 dollari per decidere da chi comprare.<\/p>\n<p><strong>D: Quale \u00e8 il primo passo per un&#8217;azienda italiana che non ha ancora alcuna struttura negli USA?<\/strong><\/p>\n<p>R: Non aprire una filiale. Trovare un agente commerciale o un distributore ristretto in un settore specifico nei prossimi 90 giorni, prima che i migliori agenti siano gi\u00e0 occupati da competitor. Poi, se il rapporto funziona nei primi 12 mesi, valutare l&#8217;investimento diretto. Chi salta il passaggio intermedio sbaglia: il rappresentante locale \u00e8 il vostro intelligenza operativa nei mercati regionali americani.<\/p>\n<p><strong>D: Come proteggersi dalla volatilit\u00e0 del cambio euro-dollaro?<\/strong><\/p>\n<p>R: Con uno strumento di hedging per almeno il 50-70% dell&#8217;esposizione operativa. Non \u00e8 una scelta di finanza sofisticata: \u00e8 una scelta di sopravvivenza. Se voi fatturate in dollari ma pagate costi in euro, la volatilit\u00e0 del cambio \u00e8 il rischio numero uno. Qualsiasi banca italiana che non vi propone una copertura valutaria strutturata non sta facendo il suo lavoro.<\/p>\n<p><strong>D: Quali settori hanno il tempo di entrare nel mercato USA dopo l&#8217;estate 2026?<\/strong><\/p>\n<p>R: Quelli che non dipendono dagli appalti pubblici per la difesa e dall&#8217;attrazione verso i data center. Chi vende componenti per infrastrutture, efficienze energetiche industriali o nel food premium ha una finestra fino a settembre-ottobre. Chi aspetta oltre vede una competizione consolidata intorno ai player che sono entrati oggi.<\/p>\n<p><strong>D: Devo aspettare che l&#8217;amministrazione americana chiarisca i suoi piani commerciali prima di muovermi?<\/strong><\/p>\n<p>R: No. L&#8217;amministrazione americana chiarisce i suoi piani commerciali quando ha gi\u00e0 assegnato i contratti. Il momento di chiarezza \u00e8 il momento di uscita, non di entrata. I dati occupazionali sono il vostro segnale. Non aspettate comunicati ufficiali, muovetevi con i dati.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che ho letto nei dati di questa mattina non \u00e8 semplicemente un buon dato occupazionale americano, \u00e8 la conferma di una strategia che si sta rivelando pi\u00f9 coerente di quanto i suoi critici europei abbiano voluto ammettere.<\/p>\n<p>L&#8217;amministrazione Trump ha costruito una narrativa economica basata su tre pilastri simultanei: tagli fiscali a favore dei redditi medi, attrazione degli investimenti esteri attraverso la semplificazione regolamentare e gestione attiva delle crisi energetiche con strumenti domestici come la riserva strategica e il Jones Act. Il risultato di questa mattina suggerisce che i tre pilastri si stanno reggendo. Non necessariamente per le ragioni dichiarate, e certamente non senza rischi strutturali nei prossimi anni, ma la direzione \u00e8 chiara.<\/p>\n<p>La vera partita, per\u00f2, non \u00e8 quella che si vede. L&#8217;America sta usando i dati occupazionali per mandare un messaggio preciso agli investitori internazionali: siamo il mercato in cui entrare, gli altri sono il mercato da cui uscire. I 18.000 miliardi di dollari in nuovi investimenti citati da Hassett non sono solo numeri, sono il segnale che il paese sta attivamente costruendo un&#8217;alternativa all&#8217;ordine commerciale multilaterale degli ultimi trent&#8217;anni. Chi capisce questo vede un&#8217;opportunit\u00e0 per le imprese europee che decidono di costruire presenza locale negli Stati Uniti oggi. Chi si ferma alla lettura superficiale della &#8220;guerra commerciale&#8221; vede solo rischio.<\/p>\n<p>Il paradosso europeo in tutto questo mi preoccupa. Abbiamo imprese manifatturiere eccellenti, tecnologia avanzata e brand riconosciuti globalmente, ma la risposta politica europea alla divergenza con gli USA sta producendo regolamentazione aggiuntiva invece di semplificazione, tassonomie invece di libert\u00e0 operativa, dialogo invece di posizionamento. Le imprese italiane che stanno crescendo sui mercati internazionali lo stanno facendo nonostante l&#8217;Europa, non grazie ad essa.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 semplice: smettila di aspettare che la geopolitica si stabilizzi per muoverti. I 178.000 posti di lavoro di marzo non sono stati creati da un&#8217;economia che aspettava condizioni ideali. Sono stati creati da un&#8217;economia che ha deciso di muoversi comunque.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> i dati occupazionali di aprile, attesi a maggio, diranno se il trend \u00e8 strutturale o un rimbalzo puntuale. Le decisioni della Federal Reserve sui tassi in risposta alla forza del mercato del lavoro. L&#8217;evoluzione del prezzo dei futures WTI per settembre-ottobre 2026 come indicatore della durata effettiva della pressione energetica.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il tasso di cambio euro-dollaro e la sua volatilit\u00e0 implicita a 30 giorni. I prezzi dei noli marittimi transatlantici come proxy del costo logistico reale per gli esportatori italiani. Gli spread sui BTP come segnale della divergenza percepita tra economia italiana e americana.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte commerciale e normativo:<\/strong> l&#8217;attuazione delle misure sui dazi selettivi americani nei settori manifatturiero e agroalimentare. Le decisioni del Congresso americano sul budget federale e i loro effetti sugli appalti pubblici in settori accessibili alle forniture europee. Gli sviluppi del Jones Act dopo i 60 giorni di sospensione, che potrebbero segnalare una revisione pi\u00f9 strutturale della politica marittima americana.<\/p>\n<h2>L&#8217;America Non Manda Inviti Scritti<\/h2>\n<p>Il cameriere dell&#8217;Ohio con diecimila dollari in pi\u00f9 in tasca non sta aspettando il produttore italiano. Sta gi\u00e0 spendendo. La domanda \u00e8 solo da chi.<\/p>\n<p>I dati di questa mattina non cambiano i fondamentali dell&#8217;economia mondiale. Confermano per\u00f2 una traiettoria che era gi\u00e0 visibile da mesi e che troppe imprese europee hanno scelto di interpretare come temporanea, attendendo la prossima crisi, il prossimo cambio di governo o la prossima stabilizzazione geopolitica prima di muoversi. Nel frattempo, i competitor americani e asiatici gi\u00e0 presenti in quel mercato stanno consolidando posizioni che diventeranno sempre pi\u00f9 costose da scalzare.<\/p>\n<p>Un&#8217;economia che crea occupazione a quasi tre volte le aspettative mentre gestisce una crisi energetica non \u00e8 un&#8217;economia che aspetta. Non \u00e8 un&#8217;economia distante da cui guardare i dati ogni mattina, \u00e8 un&#8217;economia a cui presentarsi con una proposta concreta e qualcuno che la rappresenti in loco.<\/p>\n<p>Il mercato americano non \u00e8 un premio per chi si \u00e8 preparato abbastanza. \u00c8 un&#8217;arena dove si entra prima di essere pronti, si impara muovendosi e si lascia a chi aspetta il privilegio di arrivare per secondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi Vende negli USA Mentre Tu Aspetti il Golfo? L&#8217;economia americana ha stampato 178.000 nuovi posti di lavoro ad aprile mentre i prezzi del petrolio raddoppiano. 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