{"id":384,"date":"2026-04-05T19:03:37","date_gmt":"2026-04-05T18:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stretto-di-hormuz-chi-era-gia-dentro-vince-chi-aspetta-trova-la-coda"},"modified":"2026-04-05T19:03:37","modified_gmt":"2026-04-05T18:03:37","slug":"stretto-di-hormuz-chi-era-gia-dentro-vince-chi-aspetta-trova-la-coda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stretto-di-hormuz-chi-era-gia-dentro-vince-chi-aspetta-trova-la-coda","title":{"rendered":"Stretto di Hormuz: chi era gi\u00e0 dentro vince, chi aspetta trova la coda"},"content":{"rendered":"<h1>Stretto di Hormuz: chi era gi\u00e0 dentro vince, chi aspetta trova la coda<\/h1>\n<p><strong>La scadenza \u00e8 luned\u00ec 6 aprile. Marted\u00ec, secondo Washington, inizia qualcos&#8217;altro. Il Medio Oriente non \u00e8 mai stato cos\u00ec vicino a un punto di rottura con implicazioni dirette sui flussi energetici globali.<\/strong><\/p>\n<p>Nelle ultime ore, Donald Trump ha pubblicato su Truth Social quello che molti analisti considerano il messaggio pi\u00f9 esplicito della sua presidenza bis: marted\u00ec sar\u00e0 &#8220;power plant day and bridge day&#8221; in Iran, se Teheran non riaprir\u00e0 lo Stretto di Hormuz entro la fine di luned\u00ec 6 aprile. Il testo \u00e8 grezzo, con un&#8217;imprecazione censurata, un insulto diretto al regime iraniano e una citazione religiosa finale che suona pi\u00f9 come provocazione che come invocazione. Non \u00e8 la retorica di un presidente che tratta. O forse \u00e8 esattamente quella di un presidente che tratta, e vuole che la controparte lo sappia.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano con interessi commerciali nel Golfo, in Nord Africa, o anche solo con una supply chain che passa per il petrolio, questo messaggio non \u00e8 una notizia da seguire. \u00c8 una variabile operativa da gestire entro 48 ore.<\/p>\n<p>La vera partita non \u00e8 se Trump colpir\u00e0 o meno. La vera partita \u00e8 cosa accadr\u00e0 ai mercati energetici, alle rotte marittime e ai premi assicurativi nei giorni immediatamente successivi alla scadenza, indipendentemente dall&#8217;esito militare.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Una Scadenza, 3.500 Marines e il 20% del Petrolio Mondiale<\/h2>\n<p>Lo Stretto di Hormuz \u00e8 il passaggio attraverso cui transita circa il 20-21% del petrolio mondiale e oltre il 17% del gas naturale liquefatto globale. Bloccarlo, anche parzialmente o temporaneamente, non \u00e8 un evento geopolitico astratto: \u00e8 un interruttore fisico del sistema energetico globale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;arco degli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno dispiegato nella regione una unit\u00e0 composta da circa 3.500 Marines e marinai, mentre i paracadutisti della 82nd Airborne Division sono stati inviati in Medio Oriente con ordini ancora classificati. La Casa Bianca descrive queste mosse come &#8220;mantenimento delle opzioni militari del presidente&#8221;, formula diplomatica che nella storia recente ha quasi sempre preceduto un&#8217;escalation.<\/p>\n<p>Trump ha imposto una scadenza di 10 giorni a Teheran per riaprire lo Stretto, scadenza che cade nella giornata di luned\u00ec 6 aprile 2026. Ha affermato pubblicamente che l&#8217;Iran avrebbe chiesto una proroga di 7 giorni, che lui avrebbe respinto estendendo la finestra a 10. L&#8217;Iran ha smentito ogni negoziato, aggiungendo che se gli Stati Uniti colpiranno infrastrutture energetiche iraniane, Teheran risponder\u00e0 colpendo impianti petroliferi nel Golfo, inclusi quelli di Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.<\/p>\n<p>Il precedente \u00e8 importante. L&#8217;ultima volta che Washington ha annunciato trattative con Tehran, poi ha colpito. \u00c8 con quella memoria che i mercati stanno prezzando l&#8217;incertezza in queste ore.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>Questa escalation arriva in un momento in cui Trump \u00e8 sotto pressione su pi\u00f9 fronti simultanei: la guerra commerciale globale innescata dai dazi del 2 aprile, la caduta dell&#8217;indice S&#038;P 500 di quasi il 10% in due sedute, e una narrativa economica interna sempre pi\u00f9 difficile da gestire. Una vittoria diplomatica o militare rapida in Medio Oriente sarebbe un segnale di forza narrativo esattamente quando l&#8217;economia interna indebolisce il consenso.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 rilevante anche per l&#8217;Iran. Il regime \u00e8 sotto pressione economica senza precedenti: le sanzioni hanno ridotto le esportazioni petrolifere a livelli storicamente bassi, l&#8217;inflazione interna \u00e8 a tre cifre e la popolazione \u00e8 stremata. La finestra negoziale di Teheran si \u00e8 ristretta, ma la sua capacit\u00e0 di ritorsione \u00e8 intatta e credibile. Un attacco alle infrastrutture del Golfo colpirebbe esattamente quei mercati dove l&#8217;Europa acquista energia di sostituzione dopo la riduzione delle forniture russe.<\/p>\n<p>Il confronto con il 2019-2020 \u00e8 inevitabile: allora l&#8217;assassinio di Qasem Soleimani apr\u00ec una crisi che dur\u00f2 mesi prima di stabilizzarsi. Oggi il contesto militare \u00e8 diverso: la presenza statunitense nella regione \u00e8 pi\u00f9 numerosa, ma la resilienza iraniana all&#8217;attacco indiretto \u00e8 aumentata.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Volatilit\u00e0 Compressa Prima dell&#8217;Esplosione<\/h2>\n<p>I mercati energetici stanno incorporando questa incertezza in modo asimmetrico. Il Brent crude ha mostrato nelle ultime ore una volatilit\u00e0 implicita in aumento rispetto alla media delle ultime quattro settimane, segnale che i market makers si aspettano un movimento brusco ma non sanno ancora in quale direzione.<\/p>\n<p>Il dollaro ha recuperato parte delle perdite subite nei giorni scorsi, movimento che in una fase di risk-off \u00e8 atteso ma che in questo caso porta una firma specifica: \u00e8 un flight-to-safety con componente geopolitica, non solo economica. L&#8217;oro si mantiene sopra i 3.100 dollari l&#8217;oncia, livello che non vedeva dagli anni precedenti e che segnala quanto il mercato stia prezzando l&#8217;incertezza sistemica.<\/p>\n<p>I premi assicurativi per le navi in transito nel Golfo Persico e nel Mar Arabico sono gi\u00e0 in aumento. Alcune compagnie di P&#038;I hanno emesso avvisi preliminari di war risk premium nelle ultime 24 ore. Questo \u00e8 il segnale che anticipa i problemi prima che appaiano sui giornali generalisti. Chi ha contratti di spedizione in quella regione deve monitorare le clausole di forza maggiore dei propri assicuratori oggi, non dopo la scadenza.<\/p>\n<p>Lo spread tra Brent e WTI si \u00e8 ampliato, segnale tecnico che indica una domanda specifica di greggio non nordamericano in anticipo su una possibile riduzione dell&#8217;offerta mediorientale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi).<\/strong> Le imprese con spedizioni attive verso o dal Golfo devono verificare immediatamente le coperture assicurative e le clausole war risk nei contratti di trasporto marittimo. Qualsiasi spedizione programmata per aprile-maggio attraverso lo Stretto di Hormuz deve avere un piano alternativo identificato: rotta del Capo di Buona Speranza, cambio modale, stock buffer. Le aziende con contratti di fornitura di materie prime energetiche devono verificare le clausole di indicizzazione. Un picco del Brent del 20-30% in 48 ore \u00e8 uno scenario che il mercato sta gi\u00e0 prezzando, e il costo di quella volatilit\u00e0 finir\u00e0 nei bilanci del secondo trimestre se non si \u00e8 coperti.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi).<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 la guerra totale ma un conflitto asimmetrico prolungato con rotte instabili e premi assicurativi strutturalmente pi\u00f9 alti. Chi opera nel commercio con la regione del Golfo, inclusi UAE, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar, si trover\u00e0 a gestire costi logistici aumentati del 15-40% e tempi di transito allungati. Le imprese che in questi mesi costruiranno relazioni commerciali alternative, diversificheranno i fornitori energetici o si posizioneranno nei mercati del Golfo con presenza diretta invece che tramite agenti remoti, usciranno da questa crisi in posizione competitiva migliore dei concorrenti che aspetteranno la stabilizzazione.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi).<\/strong> Questo \u00e8 un precedente strutturale. Se gli USA colpiscono infrastrutture energetiche iraniane, l&#8217;architettura del Medio Oriente post-accordi di Abramo viene ridisegnata. La de-dollarizzazione degli scambi energetici accelerer\u00e0, i Paesi del Golfo accelereranno i processi di diversificazione economica gi\u00e0 in corso, e le imprese europee che avranno mantenuto presenza e relazioni nella regione durante la crisi saranno quelle che accederanno ai contratti della fase di ricostruzione e stabilizzazione.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Industria ceramica, vetro e laterizi.<\/strong> L&#8217;Italia \u00e8 il secondo produttore mondiale di ceramica per pavimenti e rivestimenti, con esposizione significativa ai mercati del Golfo. Il rischio non \u00e8 solo commerciale: i costi del gas naturale, che rappresentano il 30-40% dei costi di produzione in questo settore, sono direttamente collegati al LNG mediorientale. Un&#8217;interruzione dello Stretto colpirebbe prima i prezzi del gas in Europa, e solo in un secondo momento i volumi di esportazione verso i clienti del Golfo. Questa doppia esposizione \u00e8 stata modellata da pochi bilanci del settore.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e impianti industriali.<\/strong> Il Golfo \u00e8 il principale mercato di sbocco per le macchine utensili italiane e gli impianti per l&#8217;industria petrolifera e petrolchimica. Un&#8217;escalation congelerebbe immediatamente i processi di acquisto nella regione: le grandi commesse pubbliche vengono sospese nelle fasi di incertezza anche quando non sono direttamente colpite dal conflitto. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta, per\u00f2, \u00e8 nel reshoring e nella diversificazione: i Paesi del Golfo stanno accelerando gli investimenti in manifattura locale per ridurre la dipendenza dalle importazioni, e le PMI italiane che producono impianti chiave-in-mano hanno una finestra di vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti tedeschi e asiatici.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food processing.<\/strong> Meno ovvio ma molto esposto. L&#8217;Italia esporta prodotti agroalimentari per oltre 800 milioni di euro annui verso i Paesi del Golfo. I costi di spedizione e assicurazione rappresentano una quota rilevante del margine per prodotti freschi e semilavorati. Un aumento del 25-30% dei war risk premium rende non economiche alcune spedizioni e rompe accordi di fornitura basati su margini sottili. Le aziende che hanno investito in hub logistici regionali o in accordi con partner distributivi locali negli Emirati o in Arabia Saudita sono strutturalmente protette rispetto a chi opera ancora con spedizioni dirette Italia-Golfo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che Potrebbero Sorprendere<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: la ritorsione asimmetrica.<\/strong> L&#8217;Iran non colpir\u00e0 navi statunitensi. Colpir\u00e0 infrastrutture petrolifere nell&#8217;Arabia Saudita e negli Emirati. Lo ha detto esplicitamente. Questo significa che il danno maggiore potrebbe ricadere non sull&#8217;Iran ma sui suoi vicini del Golfo, che sono i principali mercati di destinazione per le esportazioni italiane nella regione e i principali fornitori alternativi di energia per l&#8217;Europa dopo la riduzione del gas russo. Chi si aspetta che la crisi rimanga circoscritta al territorio iraniano potrebbe trovarsi esposto a una geometria del danno molto diversa.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: la finestra negoziale che si chiude prima del previsto.<\/strong> Trump ha spostato le sue scadenze ripetutamente in questa crisi, il che ha indotto molti operatori a prezzare come basso il rischio di un&#8217;azione militare immediata. Questo atteggiamento di &#8220;aspettiamo di vedere&#8221; sta accumulando un&#8217;esposizione non coperta che si materializzer\u00e0 in modo brusco se la scadenza di luned\u00ec viene rispettata. Il rischio non \u00e8 l&#8217;attacco in s\u00e9: \u00e8 che molte aziende arrivino alla mattina di marted\u00ec 7 aprile con contratti attivi, spedizioni in corso e coperture assicurative inadeguate.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: il contagio ai mercati finanziari europei.<\/strong> Un conflitto aperto nel Golfo, in un momento in cui i mercati azionari europei sono gi\u00e0 sotto pressione per i dazi commerciali di Trump, potrebbe innescare una correzione accelerata che riduce il costo del capitale disponibile per le PMI italiane. Le aziende che stanno valutando operazioni di M&#038;A internazionali, round di investimento o piani di espansione con finanziamento esterno dovrebbero considerare di accelerare le trattative nelle prossime settimane, prima che le condizioni di mercato si deteriorino ulteriormente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Cosa Devo Fare Subito<\/h2>\n<p><strong>D. Quali sono i rischi diretti per la mia azienda?<\/strong> R. I rischi diretti dipendono dalla vostra catena di approvvigionamento e dai vostri mercati di sbocco. Se importate energia, materie prime energivore, o esportate verso il Golfo, siete direttamente esposti. Verificate in questa settimana tutte le coperture assicurative sul trasporto marittimo e le clausole di forza maggiore nei vostri contratti fornitori.<\/p>\n<p><strong>D. Conviene fare stock buffer o trovare fornitori alternativi?<\/strong> R. Entrambe le strategie hanno senso ma con tempistiche diverse. Lo stock buffer va fatto subito, nelle prossime 48 ore, per le materie prime critiche. I fornitori alternativi vanno identificati e contattati oggi, ma le negoziazioni reali avranno pi\u00f9 senso se la crisi si stabilizza, perch\u00e9 i prezzi caleranno e i termini saranno pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<p><strong>D. Quanto rischio di aumento dei costi devo aspettarmi?<\/strong> R. Scenario moderato: aumento dei costi logistici del 15-20% sui percorsi mediorientali, aumento del prezzo dell&#8217;energia del 10-15%, aumento dei war risk premium del 25-40%. Scenario severo: aumento del 30-40% sui costi logistici, aumento dell&#8217;energia del 20-30%, aumento dei war risk premium del 50-100%. Il costo finale dipende da quanto a lungo la crisi rimane aperta.<\/p>\n<p><strong>D. Devo fare accordi con partner locali nel Golfo?<\/strong> R. S\u00ec, ma non per motivi di breve termine. Se avete capacit\u00e0 di investimento, questo \u00e8 il momento giusto per entrare in relazioni con distributori locali negli Emirati o in Arabia Saudita. I vostri concorrenti che aspettano la stabilizzazione arriveranno tardi e con meno leva negoziale.<\/p>\n<p><strong>D. Cosa devo monitorare nei prossimi giorni?<\/strong> R. Tre cose: il prezzo del Brent alla apertura di luned\u00ec mattina, il livello dei war risk premium presso i vostri assicuratori, e le dichiarazioni ufficiali di Teheran sui canali diplomatici (Svizzera, Oman, Qatar). Se il prezzo del Brent sale del 10% prima di luned\u00ec, iniziate a muovervi sui fornitori alternativi.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sta succedendo tra Washington e Teheran non \u00e8 una crisi improvvisa. \u00c8 la continuazione di un conflitto a bassa intensit\u00e0 che dura da decenni, accelerata da un presidente che usa la geopolitica come strumento di politica interna e da un regime iraniano che non ha off-ramp credibili dopo anni di sanzioni. La novit\u00e0 di queste ore \u00e8 che i segnali di forza reale, il dispiegamento militare, il linguaggio esplicito delle minacce alle infrastrutture, hanno superato la soglia oltre la quale i mercati non possono pi\u00f9 ignorarli.<\/p>\n<p>Quello che mi preoccupa di pi\u00f9 non \u00e8 la guerra. \u00c8 l&#8217;atteggiamento di molte imprese italiane che trattano questa crisi come fanno con tutte le crisi geopolitiche: aspettano che si risolva, poi tornano a operare come prima. Questo approccio funzionava in un mondo dove le crisi erano episodiche e circoscritte. Non funziona pi\u00f9 in un contesto dove l&#8217;instabilit\u00e0 \u00e8 la condizione strutturale, non l&#8217;eccezione.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa in questo scenario \u00e8, come al solito, assente come attore strategico. Non ha una posizione, non ha una voce, non ha leve. Ha interessi enormi nella regione ma nessuna capacit\u00e0 di difenderli direttamente. Il paradosso europeo \u00e8 questo: le imprese tedesche, italiane, francesi sono tra i player commerciali pi\u00f9 rilevanti nel Golfo, ma i loro governi non siedono ai tavoli dove si decide il futuro di quella regione.<\/p>\n<p>Per chi fa business nel Medio Oriente, la lezione operativa \u00e8 semplice e scomoda: le prossime 48 ore sono pi\u00f9 importanti delle prossime 48 settimane di pianificazione strategica. Verifica le coperture, chiama il tuo partner locale, e capisci dove sei esposto. Chi ha gi\u00e0 fatto questo lavoro nei mesi scorsi, investendo in relazioni e presidio diretto nella regione, ha oggi un vantaggio competitivo che nessuna analisi di mercato pu\u00f2 sostituire.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime 48 Ore<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte iraniano.<\/strong> Eventuali comunicati ufficiali di Teheran nelle prossime ore, soprattutto attraverso il Ministero degli Esteri e l&#8217;IRGC. Qualsiasi segnale di apertura negoziale, anche indiretto attraverso intermediari omaniti o qatarioti. Posizionamento navale iraniano nello Stretto nelle ultime ore prima della scadenza.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte statunitense.<\/strong> Aggiornamenti da Centcom sulla posizione delle portaerei e dei gruppi navali da battaglia nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman. Eventuali dichiarazioni del Segretario alla Difesa o del National Security Advisor che moderino o confermino la retorica presidenziale. Qualsiasi contatto diplomatico attraverso la Svizzera, che gestisce gli interessi statunitensi in Iran.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati.<\/strong> Prezzo del Brent alle aperture di luned\u00ec mattina, volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni petrolifere a breve scadenza, livello dei war risk premium nei principali cluster assicurativi marittimi. Spread WTI-Brent come indicatore di rerouting delle forniture.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del Golfo.<\/strong> Dichiarazioni ufficiali di Arabia Saudita, UAE e Kuwait. Eventuali misure di protezione preventiva delle proprie infrastrutture petrolifere. Posizionamento delle scorte strategiche europee di greggio nei prossimi giorni.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Scadenza di Luned\u00ec \u00c8 Gi\u00e0 Domani<\/h2>\n<p>Trump ha fissato la sua linea. Teheran ha risposto con la propria. I Marines sono gi\u00e0 in posizione. La dinamica di potere che si sta dispiegando in queste ore non \u00e8 nuova nella storia del Medio Oriente, ma \u00e8 nuova per velocit\u00e0 e trasparenza: raramente un conflitto imminente \u00e8 stato annunciato con questa precisione di data e obiettivi.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane che operano nel Golfo, o che dipendono dall&#8217;energia che arriva da quella regione, la vera domanda non \u00e8 cosa far\u00e0 Trump marted\u00ec. \u00c8 cosa hanno fatto loro nelle ultime settimane per non trovarsi a subire quella risposta senza averla anticipata.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 gi\u00e0 dentro, con relazioni costruite, coperture attive e partners locali che rispondono al telefono, ha oggi una posizione che vale decine di migliaia di euro in costi evitati. La geopolitica non avvisa due volte: avvisa una volta con i segnali, poi presenta il conto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stretto di Hormuz: chi era gi\u00e0 dentro vince, chi aspetta trova la coda La scadenza \u00e8 luned\u00ec 6 aprile. Marted\u00ec, secondo Washington, inizia qualcos&#8217;altro. Il Medio Oriente non \u00e8 mai stato cos\u00ec vicino a un punto di rottura con implicazioni dirette sui flussi energetici globali. 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