{"id":399,"date":"2026-04-07T19:15:43","date_gmt":"2026-04-07T18:15:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/lo-stretto-di-hormuz-si-chiude-chi-era-gia-dentro-vince"},"modified":"2026-04-07T19:15:43","modified_gmt":"2026-04-07T18:15:43","slug":"lo-stretto-di-hormuz-si-chiude-chi-era-gia-dentro-vince","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/lo-stretto-di-hormuz-si-chiude-chi-era-gia-dentro-vince","title":{"rendered":"Lo Stretto di Hormuz si chiude: chi era gi\u00e0 dentro vince"},"content":{"rendered":"<h1>Lo Stretto di Hormuz si chiude: chi era gi\u00e0 dentro vince<\/h1>\n<p><strong>Mentre Washington e Teheran si fronteggiano sulla soglia di una guerra aperta, nelle sale riunioni del Golfo si decide chi fornir\u00e0 i prossimi tre anni di prodotti europei alla regione. Il tuo rappresentante locale sa rispondere a quella domanda?<\/strong><\/p>\n<p>Busher, Iran meridionale, 7 aprile 2026. Le farmacie sono esaurite di compresse di iodio. A dieci chilometri dall&#8217;unica centrale nucleare iraniana, costruita dai russi sulla riva del Golfo Persico e attaccata quattro volte nelle ultime cinque settimane, duecento tecnici di Mosca hanno gi\u00e0 fatto i bagagli e lasciato l&#8217;impianto citando, nelle loro comunicazioni ufficiali, un &#8220;worst case scenario allineato agli sviluppi recenti&#8221;. La popolazione di una citt\u00e0 di 300.000 abitanti si sta preparando all&#8217;irreparabile.<\/p>\n<p>A Washington, nel frattempo, la deadline di Trump per l&#8217;Iran scadr\u00e0 questa sera alle 20:00 ora americana. Il presidente ha usato parole che non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche: &#8220;Un&#8217;intera civilt\u00e0 morir\u00e0 questa notte.&#8221; Dall&#8217;altra parte, il presidente iraniano Peshkan ha risposto che 14 milioni di iraniani si sono registrati per sacrificare la propria vita in difesa del paese. Non \u00e8 retorica di apertura negoziale.<\/p>\n<p><em>Eppure esiste un off-ramp, se Trump lo vuole. Il punto \u00e8 che Israele gli sta dicendo di non prenderlo.<\/em><\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano o europeo che opera nel Golfo Persico, questa non \u00e8 una crisi da seguire sui notiziari. \u00c8 una forchetta decisionale che si sta chiudendo in tempo reale, con conseguenze operative che arriveranno sui tavoli aziendali gi\u00e0 nelle prossime ore, non nelle prossime settimane.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Una Crisi con Soglie Gi\u00e0 Superate<\/h2>\n<p>Lo Stretto di Hormuz, al momento, \u00e8 funzionalmente chiuso. Attraverso questo canale di 33 chilometri transitano circa 21 milioni di barili di petrolio al giorno, pari al 20-21% del consumo mondiale, secondo i dati dell&#8217;Energy Information Administration americana. L&#8217;interruzione anche parziale di questo flusso produce effetti immediati su tutti i mercati energetici globali, non solo sui paesi direttamente coinvolti.<\/p>\n<p>I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno emesso una dichiarazione formale nelle ultime ore: risponderanno oltre il Medio Oriente e priveranno Washington e i suoi alleati di petrolio e gas se gli Stati Uniti supereranno quelle che definiscono &#8220;linee rosse&#8221;. Nel frattempo, secondo report circolati oggi su fonti aperte e rilanciati dall&#8217;agenzia iraniana Fars, il pi\u00f9 grande complesso petrolchimico dell&#8217;Arabia Saudita sarebbe stato colpito. Parziale incendio in corso. Se confermato, si tratterebbe dell&#8217;escalation pi\u00f9 significativa sul fronte delle infrastrutture energetiche regionali dall&#8217;inizio del conflitto.<\/p>\n<p>La centrale nucleare di Busher \u00e8 stata attaccata quattro volte nelle ultime cinque settimane. I tecnici russi che la gestivano, circa 200 persone, si sono ritirati in modo ordinato ma definitivo. I reattori si trovano a dieci chilometri da un centro urbano di medie dimensioni. Le implicazioni, in caso di attacco all&#8217;infrastruttura, non si limitano al territorio iraniano.<\/p>\n<p>Sul fronte diplomatico, Pakistan, Egitto, Turchia e in misura minore Oman stanno operando come canali di mediazione indiretta. \u00c8 stata proposta una tregua di 45 giorni seguita da negoziati permanenti entro 10-15 giorni. L&#8217;Iran ha rifiutato, citando l&#8217;esperienza del cessate il fuoco del 2025, che fu preludio a una nuova guerra. JD Vance risulta coinvolto nei colloqui indiretti, ma si trova in Ungheria con Viktor Orb\u00e1n, un segnale che i negoziatori pi\u00f9 esperti leggono come inconsistente con la dichiarata urgenza della situazione. A chiudere il quadro, una fonte senior iraniana ha dichiarato a Reuters pochi minuti fa: &#8220;Non ci sono negoziati con gli USA, che vogliono l&#8217;Iran in ginocchio.&#8221;<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>Questa crisi non \u00e8 esplosa dal nulla. Va letta come la terza iterazione di un ciclo che si \u00e8 gi\u00e0 manifestato nel giugno 2025 e nel febbraio di quest&#8217;anno: ogni volta che le trattative stavano avanzando, attacchi coordinati israeliani con copertura americana hanno fatto saltare il tavolo. I negoziatori iraniani oggi chiedono esplicitamente che JD Vance, non Steve Witkoff o Jared Kushner, sia l&#8217;interlocutore americano, perch\u00e9 vedono questi ultimi come &#8220;troppo vicini a Israele&#8221; e il canale come &#8220;bruciato&#8221;.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 rilevante per un&#8217;altra ragione: i mercati sono gi\u00e0 in tensione per ragioni indipendenti. L&#8217;S&#038;P 500 \u00e8 sceso nelle ultime ore con espliciti riferimenti alla &#8220;deadline Trump-Iran&#8221; come variabile di pressione, con la nota di MarketWatch di oggi che cita operatori di mercato secondo cui &#8220;il mercato \u00e8 certamente nervoso&#8221;. Isabel Schnabel della BCE ha parlato venerd\u00ec scorso di &#8220;politica monetaria in tempi di frammentazione geopolitica&#8221;, un linguaggio che segnala consapevolezza istituzionale di scenari non lineari.<\/p>\n<p>Il segnale strutturale \u00e8 questo: il mondo sta verificando se il sistema di deterrenza che ha retto il Golfo Persico per decenni regge ancora. Se la risposta \u00e8 no, tutto il calcolo di rischio per chi opera in quella regione cambia in modo permanente, non solo fino alla fine della crisi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Volatilit\u00e0 con Asimmetria Strutturale<\/h2>\n<p>Il petrolio Brent ha gi\u00e0 incorporato una parte del premio di rischio, ma il mercato non ha ancora scontato uno scenario di chiusura prolungata dello Stretto. In caso di conferma dell&#8217;attacco al complesso petrolchimico saudita, aspettarsi un repricing rapido e non ordinato nelle prossime sessioni. Il flight-to-safety verso oro, franco svizzero e yen \u00e8 gi\u00e0 visibile sui mercati intraday di oggi.<\/p>\n<p>Le valute dei paesi del Golfo, formalmente agganciate al dollaro, non riflettono il rischio di mercato locale. Le aziende europee che fatturano in dirham emiratino o riyal saudita mantengono l&#8217;esposizione valutaria nominale stabile ma vedono crescere il rischio di controparte e il rischio di trasferimento fondi in modo non coperto dai contratti forward standard.<\/p>\n<p>I premi assicurativi per il trasporto marittimo nel Golfo Persico e nel Mar Arabico sono gi\u00e0 saliti in modo significativo nelle ultime settimane. Con l&#8217;escalation odierna, i Lloyd&#8217;s e le principali compagnie di war risk stanno ricalcolando le tariffe in tempo reale. Chi non ha contratti pluriennali o coperture gi\u00e0 definite si trover\u00e0 a negoziare in condizioni di mercato avverse, con premi che possono triplicare nel giro di ore.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto segnale pi\u00f9 rilevante non \u00e8 sul petrolio spot ma sulla volatilit\u00e0 implicita: i mercati dei derivati sull&#8217;energia stanno prezzando un&#8217;incertezza strutturalmente pi\u00f9 alta rispetto a quattro settimane fa. Questo \u00e8 il dato che anticipa i problemi prima che appaiano nei bilanci aziendali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> le aziende italiane ed europee con forniture o contratti attivi nei paesi del Golfo devono verificare oggi la clausola di forza maggiore nei contratti in essere, in particolare per le spedizioni via mare nel Golfo Persico e per i contratti con clienti sauditi e emiratini che hanno esposizione alla supply chain energetica. Le assicurazioni del credito all&#8217;esportazione vanno riesaminate: SACE ha gi\u00e0 aggiornato le valutazioni di rischio paese per Iran, Yemen e aree limitrofe, ma l&#8217;escalation odierna cambia il quadro anche per Arabia Saudita e UAE. Chi ha pagamenti in sospeso da clienti regionali ha interesse a accelerare l&#8217;incasso nelle prossime 48-72 ore, prima che i sistemi bancari locali possano subire interruzioni operative.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 la guerra totale ma una guerra di infrastrutture prolungata, con interruzioni intermittenti delle rotte marittime e danno cumulativo alle supply chain energetiche regionali. In questo scenario, le aziende che dipendono dal Golfo come hub di distribuzione per mercati pi\u00f9 ampi (India, Africa orientale, Asia centrale) devono costruire ora la ridondanza logistica, identificando rotte alternative via Oman-Mar Arabico o via terra attraverso la Turchia. Chi invece vende direttamente ai paesi del Golfo come mercato finale ha una finestra per rinegoziare contratti e rivedere i termini di consegna prima che la situazione si normalizzi al ribasso.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> questa crisi sta creando un precedente strutturale: il Golfo Persico come &#8220;mercato sicuro per default&#8221; non \u00e8 pi\u00f9 un assunto gestibile senza analisi esplicita. Le aziende che sopravviveranno e cresceranno in questa regione sono quelle che avranno costruito una presenza locale con radici reali, non una dipendenza da intermediari monolingua o da fiere commerciali annuali. La vera partita \u00e8 la diversificazione geografica del portafoglio clienti internazionale, spostando parte del peso dal Golfo verso mercati meno esposti a questo specifico rischio geopolitico.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Energia e petrolchimica.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta e ovvia, ma l&#8217;aspetto meno evidente riguarda le aziende italiane fornitrici di componentistica e ingegneria per impianti petrolchimici sauditi ed emiratini. Se l&#8217;attacco al complesso saudita fosse confermato, i contratti di manutenzione e fornitura in essere diventano immediatamente incerti. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nel rebuilding: le infrastrutture danneggiate andranno ricostruite, e chi \u00e8 gi\u00e0 presente con relazioni consolidate sar\u00e0 in pole position per i contratti di ricostruzione.<\/p>\n<p><strong>Manifatturiero e lusso Made in Italy.<\/strong> UAE e Arabia Saudita sono i primi mercati extraeuropei per diverse categorie di prodotto italiano, dal design all&#8217;alimentare trasformato, dalla moda all&#8217;arredo. La disruption logistica aumenta i costi di consegna e il rischio di merce bloccata in transito. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella diversificazione del canale: chi ha gi\u00e0 distributori locali con magazzino in loco \u00e8 protetto, chi vende ancora Franco Fabbrica o con spedizioni spot \u00e8 esposto in modo non coperto.<\/p>\n<p><strong>Costruzioni e infrastrutture.<\/strong> Le grandi commesse infrastrutturali del Golfo, dal Saudi Vision 2030 ai progetti emiratini, non si fermano con una crisi militare, ma i flussi finanziari rallentano e i pagamenti si dilatano. Le PMI italiane che lavorano come subappaltatrici di general contractor internazionali su progetti sauditi hanno un&#8217;esposizione al rischio di credito che va monitorata con frequenza settimanale, non trimestrale. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che la crisi allontana i concorrenti meno strutturati, lasciando spazio a chi ha la tenuta finanziaria per restare.<\/p>\n<p><strong>Trasporto e logistica.<\/strong> Oltre al trasporto marittimo diretto, va monitorata l&#8217;esposizione indiretta di aziende italiane che usano hub di distribuzione nel Golfo per servire mercati terzi. Dubai come centro di rerouting \u00e8 un asset che pu\u00f2 diventare un collo di bottiglia in settimane, non mesi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Soglie Critiche<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio \u2014 Escalation nucleare per contiguit\u00e0:<\/strong> la centrale di Busher non \u00e8 un impianto militare, ma un attacco che causasse una dispersione radioattiva, anche involontaria, cambierebbe la natura del conflitto in modo irreversibile. Il ritiro dei tecnici russi \u00e8 un trigger da monitorare: quando i russi lasciano un impianto che gestiscono da anni, il calcolo di rischio che hanno fatto merita attenzione.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio \u2014 Chiusura prolungata dello Stretto con effetto contagio sui premi assicurativi:<\/strong> una chiusura superiore alle due settimane innesca automatismi nel mercato assicurativo globale che colpiscono non solo le rotte del Golfo ma anche quelle del Mar Rosso e del Mediterraneo orientale. L&#8217;assorbimento forzato di questi costi si trasferisce sui margini delle aziende esportatrici con un ritardo di 30-60 giorni rispetto all&#8217;evento, rendendolo invisibile fino a quando non \u00e8 gi\u00e0 nei conti.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio \u2014 Frammentazione della risposta europea:<\/strong> la BCE, con le dichiarazioni di Schnabel della settimana scorsa sulla frammentazione geopolitica, ha gi\u00e0 segnalato che il sistema finanziario europeo sta incorporando scenari di stress non simmetrici tra paesi membri. Un&#8217;impresa italiana che opera in UAE e ha linee di credito in euro \u00e8 esposta a decisioni di politica monetaria europea che potrebbero essere prese con logiche interne all&#8217;eurozona e avere effetti non calibrati su chi ha il business oltre il Mediterraneo.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sto osservando oggi non \u00e8 una crisi Iran-USA. \u00c8 un test sulla capacit\u00e0 dell&#8217;Europa di avere un pensiero strategico autonomo in un momento in cui il suo principale alleato storico sta conducendo una politica estera basata su deadline televisive e minacce da copertina di tabloid.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa non \u00e8 assente per incapacit\u00e0 tecnica. \u00c8 assente per scelta strutturale. Nessun paese europeo ha un rappresentante al tavolo delle mediazioni che conta: ci sono i pakistani, i turchi, gli egiziani, persino i veneziani di Orb\u00e1n che servono da punto di contatto tra Vance e Teheran. L&#8217;Europa, che ha interessi commerciali enormi nel Golfo e dipendenze energetiche dirette dallo Stretto di Hormuz, non sta muovendo nessun pezzo sulla scacchiera.<\/p>\n<p>Quello che trovo indicativo \u00e8 il dettaglio di JD Vance che tira fuori il telefono in conferenza stampa con Orb\u00e1n per mostrare un SMS di Witkoff. Quella scena non \u00e8 un segno di controllo della situazione. \u00c8 il segnale che la gestione della crisi pi\u00f9 pericolosa degli ultimi anni si sta svolgendo su canali informali, tra persone che non hanno carriere diplomatiche strutturate, con mediatori improvvisati. Per un imprenditore, questo significa una sola cosa: non aspettarti che qualcuno a Bruxelles stia gestendo il rischio per te.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa: chi ha costruito una presenza reale nel Golfo, con rappresentanti locali affidabili, con relazioni di lungo periodo, con magazzini e strutture sul posto, questa settimana sta raccogliendo informazioni di prima mano che valgono pi\u00f9 di qualsiasi analisi di scenario. Chi invece opera ancora in modalit\u00e0 export opportunistico, con agenti generici e spedizioni spot, sta scoprendo oggi che la sua strategia di internazionalizzazione non \u00e8 una strategia. \u00c8 una scommessa.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte Dirette: Quello che Devi Sapere Ora<\/h2>\n<p><strong>Cosa succede se lo Stretto di Hormuz si chiude completamente?<\/strong> Se lo Stretto di Hormuz si chiude per pi\u00f9 di 48 ore, il 20% del petrolio mondiale non riesce a raggiungere i mercati globali. I prezzi dell&#8217;energia salgono di colpo, i costi logistici triplicano, le assicurazioni war risk diventano proibitivamente care o non disponibili. Le supply chain che passano per il Golfo entrano in fase di break, con ritardi di consegna che vanno da 2 a 8 settimane a seconda della rotta alternativa scelta. Per le aziende italiane, questo significa incassi ritardati, clienti che rinegoziano i prezzi al ribasso, e costi operativi non previsti nei budget. La chiusura prolungata oltre le due settimane fa fallire le aziende manifatturiere con margini inferiori al 15%, perch\u00e9 i costi assorbono completamente la redditivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i rischi immediati per le aziende italiane nel Golfo?<\/strong> Il rischio pi\u00f9 immediato \u00e8 il rischio di credito: i tuoi clienti sauditi ed emiratini stanno gi\u00e0 facendo scorte e ridimensionando gli ordini futuri per proteggersi. Se hai fatture in sospeso, il pagamento potrebbe arrivare in ritardo di 30-60 giorni, oppure non arrivare affatto se il cliente entra in difficolt\u00e0 per effetto della crisi. Il secondo rischio \u00e8 logistico: i tuoi prodotti bloccati in porto nel Golfo o in transito hanno un costo di stoccaggio che aumenta ogni giorno. Il terzo rischio \u00e8 normativo: i governi dei paesi del Golfo possono in qualsiasi momento vietare o limitare le importazioni per ragioni di crisi, creando exposures non controllabili da Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Come posso proteggere i miei contratti dall&#8217;escalation geopolitica?<\/strong> Verifica subito la clausola di forza maggiore in tutti i contratti attivi. Se \u00e8 assente, \u00e8 un problema: significa che in caso di impossibilit\u00e0 di consegna per eventi geopolitici, il cliente potrebbe chiederti risarcimenti. Accelera gli incassi dai clienti del Golfo: fallo dentro 48 ore da oggi. Contatta il tuo broker assicurativo e chiedi una revisione della polizza di credito all&#8217;esportazione, con particolare focus su Arabia Saudita e UAE. Se hai spedizioni in transito, contatta il vettore marittimo subito e chiedi alternative di rotta via Oman o terra attraverso la Turchia, anche se il costo \u00e8 superiore. La premium che paghi oggi protegge dagli scenari peggiori di domani.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le alternative logistiche se le rotte del Golfo si interrompono?<\/strong> La rotta alternativa pi\u00f9 veloce \u00e8 via Oman e Mar Arabico, aggiungendo 3-5 giorni di navigazione e costi di approximately 40-60% superiori rispetto alla rotta attraverso lo Stretto. La rotta via terra attraverso la Turchia \u00e8 possibile per carichi di medio-piccolo volume, ma richiede tempo per organizzare i visti e le autorizzazioni. La rotta via Africa (Capo di Buona Speranza) \u00e8 praticabile solo per carichi non deperibili con horizonte di consegna prolungato oltre 6 settimane. La vera alternativa \u00e8 la diversificazione: spostare parte della produzione o della distribuzione fuori dal Golfo verso hub regionali meno esposti, come Oman, Kuwait, o addirittura l&#8217;India occidentale, che in uno scenario di chiusura dello Stretto diventerebbe un hub di re-esportazione verso l&#8217;Asia.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Ore e Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Iran-USA:<\/strong> l&#8217;esito della deadline delle 20:00 (ora americana) di stasera \u00e8 il trigger immediato. Non \u00e8 rilevante solo cosa succede militarmente: \u00e8 rilevante se Trump estende il termine, e con quale linguaggio lo fa. Un&#8217;estensione silenziosa segnala negoziato reale. Un&#8217;estensione pubblica con nuove minacce \u00e8 uno show per il mercato interno americano che non cambia il calcolo strategico.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle mediazioni regionali:<\/strong> la posizione del Pakistan come canale \u00e8 fragile perch\u00e9 dipende dalla disponibilit\u00e0 americana a usarlo. Monitorare se l&#8217;Iran formalizzer\u00e0 la sua posizione negoziale attraverso il canale di Islamabad nelle prossime 24 ore. Qualsiasi dichiarazione dell&#8217;ambasciatore iraniano in Pakistan va letta come segnale diretto.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle infrastrutture saudite:<\/strong> la conferma o smentita dell&#8217;attacco al complesso petrolchimico saudita arriver\u00e0 nelle prossime ore. Se confermato, attendersi una risposta saudita che trasciner\u00e0 il conflitto in una dimensione regionale pi\u00f9 ampia, con effetti diretti sui progetti infrastrutturali sauditi e sulle aziende europee che vi partecipano.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> petrolio Brent sopra 95 dollari al barile \u00e8 la soglia oltre la quale i modelli di pianificazione finanziaria delle aziende manifatturiere europee entrano in territorio non testato. Monitorare i premi war risk per le rotte del Mar Arabico come indicatore anticipatore della percezione di rischio reale da parte degli assicuratori.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> attendere una risposta istituzionale da Bruxelles che probabilmente non arriver\u00e0 con la tempestivit\u00e0 necessaria. Il silenzio europeo nelle prossime 24 ore \u00e8 esso stesso un dato operativo per chi deve decidere se e come coprire la propria esposizione nella regione.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Golfo Non Aspetta Chi Sta a Guardare<\/h2>\n<p>Busher \u00e8 a dieci chilometri dall&#8217;unica centrale nucleare iraniana. Duecento tecnici russi hanno gi\u00e0 fatto i bagagli. Le farmacie sono esaurite di iodio. E a Washington qualcuno sta mandando SMS in una conferenza stampa a Budapest cercando di tenere aperto un negoziato che la controparte dice pubblicamente non esiste.<\/p>\n<p>La dinamica di potere che si sta giocando oggi non \u00e8 tra USA e Iran. \u00c8 tra chi ha costruito una presenza strutturale nel Golfo prima che la crisi esplodesse e chi aspettava il momento giusto per entrare. Il momento giusto, in geopolitica, non arriva mai annunciato: arriva quando sei gi\u00e0 l\u00ec, o non arriva.<\/p>\n<p>La presenza non \u00e8 un biglietto da visita su un sito web. \u00c8 la differenza tra chi sa cosa sta succedendo in quella regione stanotte e chi lo scoprir\u00e0 tra tre settimane, quando i ritardi nelle consegne e i premi assicurativi raddoppiati arriveranno nei conti economici. Rimandare l&#8217;ingresso in un mercato non \u00e8 prudenza, \u00e8 il costo che non appare in nessun budget ma che si paga sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Stretto di Hormuz si chiude: chi era gi\u00e0 dentro vince Mentre Washington e Teheran si fronteggiano sulla soglia di una guerra aperta, nelle sale riunioni del Golfo si decide chi fornir\u00e0 i prossimi tre anni di prodotti europei alla regione. Il tuo rappresentante locale sa rispondere a quella domanda? Busher, Iran meridionale, 7 aprile [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":398,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[295,45,296,41,80,89,28,6,11,79],"class_list":["post-399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-crisiiranusa","tag-exportitalia","tag-geopoliticaoperativa","tag-golfopersico","tag-internazionalizzazionepmi","tag-madeinitaly","tag-pmiitaliane","tag-rischiogeopolitico","tag-strettohormuz","tag-supplychain"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}