{"id":484,"date":"2026-04-25T07:04:01","date_gmt":"2026-04-25T06:04:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/nato-in-crisi-quanto-costa-la-frattura-transatlantica"},"modified":"2026-04-28T20:34:59","modified_gmt":"2026-04-28T19:34:59","slug":"nato-in-crisi-quanto-costa-la-frattura-transatlantica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/nato-in-crisi-quanto-costa-la-frattura-transatlantica","title":{"rendered":"NATO in crisi: quanto costa la frattura transatlantica"},"content":{"rendered":"<h1>Articolo completo, RaisingStar<\/h1>\n<hr>\n<p>Washington, 25 aprile 2026. Un&#8217;email trapelata dal Pentagono circola tra le cancellerie europee con la velocit\u00e0 riservata alle cattive notizie. Il documento elenca le opzioni con cui gli Stati Uniti potrebbero punire gli alleati NATO che si sono rifiutati di sostenere l&#8217;operazione militare americana contro l&#8217;Iran: sospensione della Spagna dall&#8217;alleanza, revisione del supporto britannico sulle Falkland, ritiro completo degli USA dal Patto Atlantico. Sul tavolo, in ordine di pericolosit\u00e0 crescente, c&#8217;\u00e8 l&#8217;intera architettura della sicurezza occidentale costruita in ottant&#8217;anni.<\/p>\n<p>L&#8217;email non \u00e8 una minaccia operativa. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 interessante per chi fa business: \u00e8 la prova documentata che la relazione transatlantica ha smesso di essere un asset stabile e si \u00e8 trasformata in una variabile da gestire.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano o europeo con catene di fornitura, clienti e operazioni oltre confine, la domanda non \u00e8 se la NATO sopravviver\u00e0 a questo momento di tensione. La domanda \u00e8 quanto stai pagando ogni giorno per non aver costruito strutture aziendali capaci di operare in un contesto dove la sicurezza multilaterale non \u00e8 pi\u00f9 garantita, e dove i costi politici di alleanze in crisi si trasformano, con tempistiche pi\u00f9 rapide di quanto si pensi, in costi reali per chi esporta, acquista, finanzia o assicura operazioni internazionali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Il Documento che Nessuno Dovrebbe Ignorare<\/h2>\n<p>L&#8217;email, trapelata da fonti interne al Pentagono e riportata nei giorni scorsi da diverse testate internazionali, sarebbe stata preparata a livello di staff intermedio e indirizzata verso Bridget Brink, sottosegretario alla difesa per le politiche, probabilmente su richiesta del segretario alla difesa Hegseth. Tre opzioni concrete venivano esplorate: la sospensione della Spagna dalla NATO, la revisione del supporto americano alle rivendicazioni britanniche sulle Isole Falkland, e l&#8217;uscita unilaterale degli USA dall&#8217;alleanza.<\/p>\n<p>Nessuna delle prime due \u00e8 tecnicamente praticabile. Il Trattato del Nord Atlantico non prevede meccanismi di sospensione o espulsione di un membro. Una lacuna nota che tradisce, secondo gli analisti sentiti nei giorni scorsi, una familiarit\u00e0 limitata con il funzionamento dell&#8217;istituzione da parte di chi ha redatto il documento. La terza opzione, il ritiro americano, \u00e8 quella che conta davvero. \u00c8 anche quella legalmente pi\u00f9 complessa: nel 2023 il Congresso ha approvato una norma, co-firmata da Marco Rubio, che richiede l&#8217;approvazione parlamentare per qualsiasi ritiro statunitense dalla NATO.<\/p>\n<p>Il sondaggio pi\u00f9 recente disponibile indica che circa il 70% degli americani sosterrebbe una risposta collettiva in caso di attivazione dell&#8217;Articolo 5. Il supporto al Congresso per l&#8217;alleanza rimane trasversale, ben oltre il confine tra repubblicani e democratici. Questi numeri non rendono impossibile il caos, ma alzano il costo politico interno di qualsiasi mossa unilaterale.<\/p>\n<p>Parallelamente, la BCE ha pubblicato questa settimana un documento di Christine Lagarde dedicato allo shock energetico in corso. \u00c8 un segnale che Francoforte sta osservando con attenzione le implicazioni finanziarie dell&#8217;instabilit\u00e0 geopolitica sulle forniture energetiche. Anche questo non \u00e8 timing casuale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Momento della Frattura Visibile<\/h2>\n<p>La tensione tra Washington e gli alleati europei sull&#8217;Iran si trascina da settimane, ma questa settimana segna un passaggio diverso. Non \u00e8 pi\u00f9 una questione di dichiarazioni politiche o di retoriche presidenziali su Truth Social. \u00c8 la prima volta che una pianificazione interna del Pentagono, per quanto prodotta a livello intermedio, viene resa pubblica. Il documento prova che opzioni punitive nei confronti degli alleati vengono effettivamente studiate e tabulate.<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 quello di un&#8217;operazione militare americana contro l&#8217;Iran che, secondo le analisi emerse negli ultimi giorni, non sta producendo i risultati attesi nelle tempistiche previste. I principali alleati europei, inclusi Spagna e Francia, hanno scelto di non sostenere l&#8217;iniziativa, invocando la cornice del diritto internazionale. Il primo ministro spagnolo Pedro S\u00e1nchez \u00e8 stato esplicitamente critico. Curiosamente, la sua popolarit\u00e0 nei sondaggi \u00e8 aumentata significativamente nelle ultime settimane proprio in ragione di questa posizione.<\/p>\n<p>Il precedente strutturale qui \u00e8 quello che conta per le imprese. Dal discorso di Mark Carney a Davos, dove il premier canadese ha introdotto il concetto di ordine post-americano come un&#8217;ipotesi politica concreta, alle discussioni europee sulle capacit\u00e0 difensive autonome, si sta costruendo una narrativa alternativa. Non \u00e8 pi\u00f9 solo retorica. \u00c8 una ridefinizione delle assunzioni su cui si fonda l&#8217;architettura di sicurezza che gli imprenditori europei hanno sempre trattato come uno sfondo fisso, immutabile, non soggetto a gestione operativa.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: I Segnali che Anticipano i Problemi<\/h2>\n<p>I mercati finanziari non hanno ancora scontato completamente la frattura transatlantica come scenario strutturale, ma i segnali sottili ci sono. L&#8217;euro mantiene una relativa stabilit\u00e0 rispetto al dollaro, ma la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni di cambio a sei mesi \u00e8 aumentata rispetto ai livelli di inizio anno. Questo segnala che i trader stanno prezzando incertezza geopolitica nelle loro coperture.<\/p>\n<p>L&#8217;oro rimane su livelli storicamente elevati, incorporando quella funzione di flight-to-safety che i mercati attivano quando la struttura istituzionale globale sembra meno affidabile del solito. I premi assicurativi sul credito all&#8217;esportazione verso paesi percepiti come volatili si sono allargati nelle ultime settimane.<\/p>\n<p>Sul fronte dell&#8217;equity, il settore difesa europeo continua a ricevere flussi consistenti. L&#8217;ipotesi di una NATO con pi\u00f9 Europa e meno USA, se si materializzasse anche parzialmente, implica programmi di riarmo accelerati, spesa pubblica in forte aumento nel settore, e una domanda industriale che andr\u00e0 a beneficio di chi \u00e8 gi\u00e0 posizionato nella filiera. Nvidia ha toccato nuovi massimi nelle ultime ore sull&#8217;onda di un accordo con Intel. Ulteriore conferma che i capitali si stanno spostando verso chi costruisce l&#8217;infrastruttura tecnologica della difesa e della sicurezza digitale.<\/p>\n<p>La differenza tra effetto spot e segnale strutturale, in questo contesto, \u00e8 la seguente: l&#8217;email del Pentagono \u00e8 un effetto spot, un episodio. Il riorientamento europeo verso l&#8217;autonomia strategica \u00e8 un segnale strutturale che rester\u00e0 in campo indipendentemente dall&#8217;esito di questa specifica crisi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il rischio principale non \u00e8 un collasso della NATO ma un aumento del costo di fare business in contesti geopoliticamente sensibili. Le polizze SACE sul credito all&#8217;esportazione verso alcune aree potrebbero diventare pi\u00f9 costose o pi\u00f9 difficili da ottenere se il contesto di sicurezza si deteriora ulteriormente. Chi ha operazioni, magazzini o personale in paesi che potrebbero diventare oggetto di pressioni americane, come Spagna o altri alleati che si sono opposti all&#8217;azione in Iran, deve verificare la robustezza delle proprie strutture contrattuali e assicurative. Le aziende che dipendono da certificazioni NATO o da contratti nella filiera della difesa devono monitorare i possibili ridisegni degli appalti.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una NATO formalmente intatta ma sostanzialmente ridisegnata, con gli europei che assumono responsabilit\u00e0 crescenti sulla spesa e sulla capacit\u00e0 militare. Questo significa un aumento della domanda industriale in settori come l&#8217;aerospazio, l&#8217;elettronica per la difesa, le comunicazioni sicure, la logistica militare e le infrastrutture energetiche. Chi produce in questi segmenti e non ha ancora strutturato una presenza commerciale nei mercati della difesa europea ha una finestra che si chiude rapidamente. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi ha supply chain diversificate e non dipendenti da una singola catena logistica atlantica.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale \u00e8 la fine dell&#8217;assunzione che la sicurezza atlantica sia un bene pubblico gratuito per le imprese europee. Questo ha due implicazioni permanenti. La prima \u00e8 che i costi di compliance geopolitica, ovvero la capacit\u00e0 di leggere, anticipare e gestire l&#8217;esposizione ai rischi politici nei mercati internazionali, entrano in modo stabile nel budget operativo di ogni azienda con ambizioni internazionali. La seconda \u00e8 che l&#8217;Europa che emerge da questa transizione sar\u00e0 un&#8217;Europa pi\u00f9 autonoma, con una politica industriale della difesa pi\u00f9 sviluppata, e quindi con opportunit\u00e0 di mercato strutturalmente diverse da quelle degli ultimi vent&#8217;anni.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Difesa e Aerospazio<\/strong><br \/>L&#8217;esposizione \u00e8 evidente ma vale articolarla. Le aziende della filiera italiana della difesa, da Leonardo verso il basso fino alle PMI fornitrici di componentistica, si trovano di fronte a un aumento della domanda potenziale che per\u00f2 richiede un cambio di scala e di struttura commerciale. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che molti programmi di riarmo europeo privilegiano fornitori locali o europei rispetto agli americani, esattamente in risposta alla dinamica che l&#8217;email del Pentagono ha reso pubblica. Chi ha capacit\u00e0 certificata e non ha ancora strutturato un accesso diretto alle committenze europee sta rimandando una decisione che coster\u00e0 sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e Manifattura di Precisione<\/strong><br \/>Meno ovvio ma rilevante: la ridefinizione delle catene di fornitura della difesa crea domanda di macchinari specializzati, sistemi di produzione, automazione industriale. Il made in Italy in questo segmento ha un posizionamento riconosciuto. Il rischio specifico riguarda invece le aziende che esportano verso gli USA attraverso partnership consolidate: se la tensione transatlantica producesse misure commerciali ritorsive, queste catene andrebbero riviste rapidamente.<\/p>\n<p><strong>Energia e Infrastrutture<\/strong><br \/>Il discorso di Lagarde sullo shock energetico, pubblicato questa settimana, non \u00e8 slegato dal contesto. Un&#8217;Europa che si fa carico della propria sicurezza militare deve anche risolvere la propria dipendenza energetica in modo autonomo. Questo accelera investimenti in rinnovabili, in interconnessioni, in stoccaggio, in infrastrutture portuali per il GNL. Le aziende italiane che operano nell&#8217;ingegneria delle infrastrutture energetiche hanno un&#8217;opportunit\u00e0 di posizionamento nei grandi programmi europei che stanno prendendo forma proprio in queste settimane.<\/p>\n<p><strong>Servizi Finanziari e Assicurazioni<\/strong><br \/>L&#8217;esposizione meno discussa. Le aziende che utilizzano strumenti di hedging su valute o premi assicurativi per il credito export costruiti su un&#8217;ipotesi di stabilit\u00e0 atlantica consolidata potrebbero trovarsi con coperture sottodimensionate rispetto ai nuovi livelli di volatilit\u00e0. Rivedere le proprie strutture di copertura con un broker specializzato in rischio politico non \u00e8 pi\u00f9 una precauzione sofisticata, \u00e8 gestione ordinaria.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Soglie da Non Attraversare<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Accelerazione disordinata del disimpegno USA<\/strong><br \/>L&#8217;analista Philip Dickinson ha usato una distinzione che vale tenere a mente. Se la transizione verso una NATO a guida pi\u00f9 europea avviene in dieci anni, in modo ordinato, \u00e8 gestibile e porta opportunit\u00e0. Se avviene in modo impulsivo, come reazione a una crisi specifica, apre finestre di caos nelle quali gli attori ostili all&#8217;ordine occidentale si inseriscono. Per le imprese italiane, questo scenario equivale a un aumento improvviso dei premi di rischio su tutti i mercati che dipendono dalla proiezione di forza americana, dal Golfo al Pacifico, con ricadute immediate sui costi logistici e assicurativi.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Ritorsioni commerciali mascherate da sicurezza<\/strong><br \/>La logica che porta a scrivere un&#8217;email su come punire gli alleati \u00e8 la stessa che porta a introdurre barriere commerciali giustificate da ragioni di sicurezza nazionale. Il precedente dei dazi sull&#8217;acciaio e sull&#8217;alluminio europeo, gi\u00e0 attivato in passato dalla stessa amministrazione, mostra che il confine tra politica di sicurezza e politica commerciale \u00e8 sottile e permeabile. Le imprese italiane che esportano negli USA o che dipendono da componenti americane devono considerare scenari in cui questa logica si estenda a nuove categorie.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Frammentazione interna europea come risposta alle pressioni<\/strong><br \/>Non tutti gli alleati europei reagiscono allo stesso modo alla pressione americana. Paesi con dipendenze di sicurezza diverse, interessi geografici diversi, governi con orientamenti politici diversi stanno gi\u00e0 tenendo posizioni non allineate. Una NATO che si frammenta internamente prima ancora di ridefinirsi rispetto agli USA \u00e8 uno scenario peggiore di una transizione ordinata verso l&#8217;autonomia strategica europea. Per le imprese che operano in pi\u00f9 paesi europei, questa frammentazione si traduce in ambienti regolatori e commerciali sempre meno omogenei.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Risposte Dirette ai Tuoi Dubbi<\/h2>\n<p><strong>Domanda: La NATO davvero si scioglier\u00e0?<\/strong><br \/>Risposta: No. La NATO \u00e8 un trattato internazionale firmato da 32 paesi con interessi di sicurezza convergenti. Ci\u00f2 che cambia \u00e8 il bilanciamento interno tra leadership americana e autonomia europea. La struttura formale resiste, la dinamica operativa si ridisegna.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Come proteggo la mia azienda da queste fluttuazioni geopolitiche?<\/strong><br \/>Risposta: Diversifica le tue catene di fornitura per non dipendere da una sola rotta atlantica. Rivedi le tue polizze assicurative con un esperto di rischio politico. Monitora le volatilit\u00e0 implicite sui tuoi strumenti di copertura su valute. Integra scenari geopolitici nei tuoi piani strategici triennali, come faresti con scenari di cambio o di tassi.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Quali settori beneficeranno di pi\u00f9 da questa transizione?<\/strong><br \/>Risposta: Difesa e aerospazio, infrastrutture energetiche, componenti elettronici per i sistemi di comunicazione sicura, e servizi di consulenza su compliance geopolitica. Se operi in questi settori, questa finestra \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0. Se non operi ancora in questi settori, il timing per entrare si sta restringendo.<\/p>\n<p><strong>Domanda: La Spagna avr\u00e0 davvero conseguenze per non aver sostenuto l&#8217;azione USA in Iran?<\/strong><br \/>Risposta: Conseguenze formali e militari no. Il Trattato del Nord Atlantico non lo permette. Conseguenze commerciali e diplomatiche pi\u00f9 sottili s\u00ec, e probabilmente gi\u00e0 in corso. La vera conseguenza \u00e8 che la Spagna, come altri paesi europei, sta imparando che la sicurezza americana non \u00e8 un dato, e sta conseguentemente investendo in autonomia europea.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Quanto tempo ho per adattare la mia strategia?<\/strong><br \/>Risposta: Il processo si articola su tre orizzonti temporali. Nei prossimi 6 mesi cambiano i costi assicurativi e la volatilit\u00e0 dei mercati. Nei prossimi 18 mesi cambiano gli appalti della difesa e gli investimenti pubblici europei in sicurezza. Nei prossimi tre anni cambia la struttura stessa di come fare business internazionale in Europa. Se aspetti che il quadro sia completamente stabile, avrai gi\u00e0 perso opportunit\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa vicenda non \u00e8 il contenuto dell&#8217;email, che \u00e8 tecnicamente sgangherato quanto dicono gli esperti, ma il fatto che sia stata scritta, fatta circolare e poi trapelata. Tre passaggi che raccontano qualcosa di preciso su come funziona oggi la macchina americana.<\/p>\n<p>L&#8217;email \u00e8 stata quasi certamente prodotta per compiacere. Qualcuno ha cercato di mostrare al segretario alla difesa, e forse attraverso di lui al presidente, che stava pensando in modo aggressivo agli alleati recalcitranti. Il contenuto era meno importante dell&#8217;attitudine che dimostrava. \u00c8 un calcolo politico interno travestito da analisi strategica, e questo \u00e8 il problema reale: le istituzioni che dovrebbero produrre pensiero strategico stanno invece producendo segnali di lealt\u00e0.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori europei, la lezione \u00e8 questa. Per decenni abbiamo operato assumendo che la struttura atlantica fosse un dato fisso, come lo era la legge di gravit\u00e0. Le nostre catene di fornitura, i nostri modelli assicurativi, le nostre strategie di accesso al mercato americano erano tutti costruiti su quell&#8217;assunzione. Quello che sta emergendo in modo sempre pi\u00f9 chiaro \u00e8 che quell&#8217;assunzione era un&#8217;opzione che qualcuno ci stava offrendo gratuitamente, e che quell&#8217;offerta non \u00e8 pi\u00f9 illimitata.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa sa gi\u00e0 come rispondere, anche se lo fa lentamente e rumorosamente. Il riarmo europeo \u00e8 reale, i fondi ci sono, i programmi si stanno definendo. Mark Rutter, segretario generale della NATO, ha come compito principale gestire questa transizione senza che si aprano buchi nei quali i protagonisti destabilizzanti vedano opportunit\u00e0. \u00c8 un lavoro enorme e sottovalutato.<\/p>\n<p>Ma per un imprenditore italiano che vuole sapere cosa fare domani mattina, la risposta operativa \u00e8 una sola: smetti di trattare la geopolitica come rumore di fondo e comincia a integrarla nei tuoi calcoli di rischio come faresti con il tasso di cambio o con il costo dell&#8217;energia. Chi lo ha gi\u00e0 fatto, chi ha costruito strutture aziendali capaci di assorbire variabilit\u00e0 politica senza subire danni irreversibili, ha gi\u00e0 un vantaggio competitivo strutturale rispetto a chi aspetta che le cose si stabilizzino. Le cose non si stabilizzano, si ridisegnano.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte USA-NATO:<\/strong> dichiarazioni di Hegseth o della Casa Bianca che facciano riferimento esplicito a misure punitive verso gli alleati; eventuali mosse del Congresso per rafforzare ulteriormente la legge del 2023 sul ritiro dalla NATO; posizionamento di Rubio, co-autore di quella legge, sul tema.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> velocit\u00e0 di approvazione dei piani nazionali di spesa per la difesa, in particolare Germania, Polonia e Francia; sviluppi sul fondo europeo per la difesa e sui programmi di acquisto comune; dichiarazioni di Rutter sulla governance interna dell&#8217;alleanza nelle prossime riunioni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> volatilit\u00e0 implicita sull&#8217;euro-dollaro a scadenze superiori a sei mesi; movimenti nei titoli del settore difesa europeo come proxy della fiducia del mercato sulla materializzazione degli investimenti; spread sui credit default swap di emittenti sovrani europei con alta dipendenza dalla copertura militare americana.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte energetico-industriale:<\/strong> aggiornamenti dal processo avviato dalla BCE e da Lagarde sull&#8217;energy shock e le implicazioni per la politica monetaria europea; eventuali accelerazioni nei programmi di infrastruttura energetica con finanziamento europeo come risposta alla fragilit\u00e0 geopolitica.<\/p>\n<hr>\n<h2>L&#8217;Alleanza Come Costo Fisso Che Non Appare in Bilancio<\/h2>\n<p>Washington, 25 aprile 2026. L&#8217;email del Pentagono ha fatto il giro delle cancellerie, \u00e8 stata letta, commentata e in parte ridimensionata. Il primo ministro spagnolo non batte ciglio. Gli analisti americani spiegano che espellere un membro dalla NATO \u00e8 tecnicamente impossibile. Mark Rutter gestisce il traffico.<\/p>\n<p>Ma qualcosa \u00e8 cambiato nel modo in cui le capitali europee guardano alla relazione transatlantica, e quel cambiamento non si canceller\u00e0 quando questa specifica tensione rientrer\u00e0. I calcoli strategici che si fanno a Berlino, Parigi, Roma, Madrid hanno adesso una voce in pi\u00f9: quanto ci costa dipendere da una garanzia di sicurezza la cui affidabilit\u00e0 \u00e8 diventata oggetto di negoziazione esplicita?<\/p>\n<p>La sicurezza atlantica non era gratis. Era pagata in forma di dipendenza strategica, di scelte industriali, di posizionamenti geopolitici. Per decenni quel costo era invisibile perch\u00e9 sembrava un dato strutturale. Adesso \u00e8 diventato visibile, e le imprese che capiscono cosa significa avranno un vantaggio su chi si ferma a aspettare la notizia successiva.<\/p>\n<p>La NATO non \u00e8 finita, \u00e8 in transizione. La domanda rilevante \u00e8 se la tua azienda ha gi\u00e0 costruito la flessibilit\u00e0 necessaria per operare in entrambe le versioni di quell&#8217;alleanza, oppure se stai ancora scommettendo su una sola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo completo, RaisingStar Washington, 25 aprile 2026. Un&#8217;email trapelata dal Pentagono circola tra le cancellerie europee con la velocit\u00e0 riservata alle cattive notizie. 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