{"id":492,"date":"2026-04-27T07:04:03","date_gmt":"2026-04-27T06:04:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stagflazione-europea-i-tuoi-ricavi-reggono-senza-lexport"},"modified":"2026-04-28T20:34:58","modified_gmt":"2026-04-28T19:34:58","slug":"stagflazione-europea-i-tuoi-ricavi-reggono-senza-lexport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stagflazione-europea-i-tuoi-ricavi-reggono-senza-lexport","title":{"rendered":"Stagflazione europea: i tuoi ricavi reggono senza l&#8217;export?"},"content":{"rendered":"<h1>Stagflazione europea: i tuoi ricavi reggono senza l&#8217;export?<\/h1>\n<p>Atene, 27 aprile 2026. Nella sala riunioni di un albergo sul lungomare, i vice-ministri delle finanze europei si siedono attorno a un tavolo con un&#8217;agenda che suona familiare: deficit, debito, energia. Ma questa volta il contesto \u00e8 diverso. Non si discute di prevenzione, si discute di gestione del danno. La crisi iraniana ha gi\u00e0 colpito, i prezzi dell&#8217;energia sono gi\u00e0 saliti, e la crescita \u00e8 gi\u00e0 stata rivista al ribasso. Il commissario europeo all&#8217;Economia, Valdis Dombrovskis, ha detto senza mezzi termini che la stagflazione non \u00e8 pi\u00f9 un rischio futuro. \u00c8 il presente.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Europa non si trova di fronte a uno shock esterno che passer\u00e0. Si trova di fronte a una sindrome strutturale che la guerra in Iran ha accelerato, non generato.<\/strong><\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano o europeo con interessi commerciali internazionali, questo significa una cosa sola: il mercato domestico non \u00e8 un porto sicuro dove aspettare che passi la tempesta. \u00c8 esattamente il posto in cui la tempesta si sta abbattendo con pi\u00f9 forza. Chi ha gi\u00e0 costruito ricavi diversificati su mercati esterni vede oggi la propria scelta confermata dai numeri. Chi sta ancora valutando si trova a valutare in un contesto in cui ogni trimestre di indecisione ha un costo che cresce.<\/p>\n<p>La riunione di Atene non \u00e8 un evento tecnico di secondo piano. \u00c8 il segnale che le istituzioni europee hanno smesso di fingere che gli strumenti ordinari bastino. E quando i governi ammettono di avere poche munizioni, le imprese che dipendono da quei governi per la domanda interna devono iniziare a costruire le proprie reti di sicurezza altrove.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La Stagflazione Europea Non \u00c8 un&#8217;Ipotesi<\/h2>\n<p>La riunione dei vice-ministri delle finanze europei ad Atene del 27 aprile arriva a distanza di pochi giorni dall&#8217;Eurogruppo straordinario convocato per analizzare le ricadute economiche del conflitto iraniano. Il commissario Dombrovskis ha confermato pubblicamente che la Commissione taglier\u00e0 le previsioni di crescita per l&#8217;intero 2026. Le previsioni erano gi\u00e0 modeste prima dello shock energetico.<\/p>\n<p>Germania e Italia hanno gi\u00e0 annunciato revisioni al ribasso dei propri scenari di crescita. La Germania, che era entrata nel 2026 con un&#8217;economia stagnante dopo due anni di contrazione, si trova ora a fare i conti con costi energetici industriali in rialzo e una domanda interna compressa. L&#8217;Italia, con un rapporto debito\/PIL tra i pi\u00f9 alti dell&#8217;Eurozona, ha margini di manovra fiscale ulteriormente ridotti rispetto a quanto gi\u00e0 erano.<\/p>\n<p>Il termine stagflazione, scomparso dal vocabolario europeo per quasi trent&#8217;anni, \u00e8 riapparso nei briefing tecnici della BCE. Christine Lagarde, in un intervento del 20 aprile, ha parlato esplicitamente di energy shock come variabile dominante del ciclo economico attuale. Philip Lane, capo economista della BCE, ha pubblicato il 22 aprile un paper sull&#8217;espansione dell&#8217;offerta di asset sicuri in euro. Questo \u00e8 un segnale che l&#8217;istituzione si sta attrezzando per scenari di stress prolungato sui mercati del debito sovrano.<\/p>\n<p>I mercati finanziari questa mattina aprono con futures misti e il petrolio in rialzo, secondo i dati di apertura del 27 aprile. La settimana \u00e8 densa: mercoled\u00ec reportano Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta, e Jerome Powell tiene quello che potrebbe essere il suo ultimo briefing come presidente della Fed. La volatilit\u00e0 implicita sui mercati europei resta elevata, riflettendo incertezza strutturale, non episodica.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>La crisi energetica innescata dal conflitto iraniano si \u00e8 innestata su un&#8217;economia europea gi\u00e0 indebolita da tre anni di aggiustamento post-COVID e post-guerra in Ucraina. Ma c&#8217;\u00e8 un elemento di timing che rende questa fase particolarmente delicata: siamo entrati in un ciclo elettorale europeo che render\u00e0 qualsiasi decisione impopolare politicamente impossibile.<\/p>\n<p>L&#8217;elezione presidenziale francese del 2027 \u00e8 gi\u00e0 presente nei calcoli di ogni cancelleria europea. Emmanuel Macron non pu\u00f2 ricandidarsi. Marine Le Pen o Jordan Bardella, il suo delfino, sono oggi i favoriti nei sondaggi. In Germania, le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt di settembre vedono l&#8217;AFD in crescita, e Friedrich Merz governa con un indice di gradimento intorno al 21%, uno dei pi\u00f9 bassi tra i leader europei. In questo contesto, nessun governo ha l&#8217;incentivo politico a imporre sacrifici ai propri elettori in nome della stabilit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una paralisi da calcolo politico. I governi non possono stimolare perch\u00e9 non hanno margini fiscali e perch\u00e9 la Commissione avverte che le sovvenzioni indiscriminate alimenterebbero l&#8217;inflazione. Ma non possono nemmeno restringere perch\u00e9 il costo sociale sarebbe devastante nelle urne. Questa finestra di paralisi ha una durata prevedibile: almeno 18-24 mesi, fino a quando il ciclo elettorale non si sar\u00e0 parzialmente chiarito.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la CDU tedesca ha presentato alla Commissione Europea un documento di 27 richieste. Tra queste figurano la creazione di un organo di supervisione con potere di veto sulla legislazione comunitaria, il taglio di 2.000 posti nella struttura della Commissione, e un&#8217;accelerazione drastica nella riduzione delle regolamentazioni. Ursula von der Leyen era a Berlino oggi per un incontro con il gruppo parlamentare CDU-CSU al Bundestag. Un momento politicamente significativo: la presidente della Commissione \u00e8 essa stessa una politica CDU che va a rispondere alle richieste del suo stesso partito.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Strutturali, Non Solo Volatilit\u00e0<\/h2>\n<p>L&#8217;apertura di questa settimana registra petrolio in rialzo, futures azionari americani misti, e un&#8217;attenzione dei mercati concentrata sugli utili tech USA di mercoled\u00ec. Ma per chi legge i segnali strutturali, i movimenti rilevanti non sono quelli di borsa.<\/p>\n<p>Il primo segnale \u00e8 lo spread sui titoli di stato italiani e spagnoli, che monitora il grado di fiducia dei mercati sulla sostenibilit\u00e0 del debito in un contesto di crescita compressa. Ogni revisione al ribasso delle previsioni di crescita \u00e8 un dato che entra nel calcolo di quel differenziale. Se la BCE dovesse ridurre il ritmo di supporto agli acquisti di titoli sovrani, il costo del debito per i paesi ad alto debito si aggraverebbe rapidamente.<\/p>\n<p>Il secondo segnale \u00e8 la BCE stessa. L&#8217;accordo firmato il 24 aprile con i body europei di standardizzazione per facilitare i pagamenti in euro digitale non \u00e8 una notizia tecnica di secondo piano. \u00c8 la preparazione infrastrutturale per uno scenario in cui la BCE potrebbe dover intervenire su canali non convenzionali. Lane che pubblica un paper su euro safe assets nella stessa settimana non \u00e8 una coincidenza.<\/p>\n<p>Il terzo segnale \u00e8 valutario. Un euro che si deprezza rispetto al dollaro allevia il peso delle esportazioni europee ma aumenta il costo delle importazioni energetiche, pagate in dollari. In una fase di alta dipendenza energetica, la svalutazione dell&#8217;euro \u00e8 una soluzione che aggrava il problema che cerca di risolvere.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Il rischio pi\u00f9 immediato per le imprese italiane \u00e8 la contrazione della domanda interna accelerata dall&#8217;inflazione energetica. Le aziende che vendono prevalentemente sul mercato italiano o europeo vedranno i propri clienti stringere i cordoni della borsa nei prossimi mesi, non allentarli. Chi ha contratti di fornitura con clienti europei deve rinegoziare le clausole di indicizzazione energetica prima che i costi si trasferiscano sui margini senza preavviso. Chi esporta verso mercati extra-UE e fattura in dollari ha invece un vantaggio relativo in questa fase, perch\u00e9 il deprezzamento dell&#8217;euro amplifica i ricavi convertiti.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una stagflazione prolungata con crescita europea intorno allo zero o in territorio leggermente negativo. In questo contesto, le imprese che sopravvivono sono quelle che hanno almeno il 30-40% del fatturato su mercati non europei. Chi non ha ancora costruito questa diversificazione ha ancora 12-18 mesi per farlo prima che la compressione del mercato domestico si faccia sentire sulla liquidit\u00e0. Le istituzioni di supporto all&#8217;export, SIMEST e SACE in primis, sono oggi strumenti da usare con urgenza, non da valutare a budget. La CDU tedesca che chiede alla Commissione di tagliare la burocrazia europea \u00e8 anche il segnale che le imprese tedesche stanno gi\u00e0 guardando fuori dall&#8217;Europa per la crescita. Se il concorrente tedesco si muove, il timing per l&#8217;imprenditore italiano non \u00e8 migliorato.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che si sta definendo in queste settimane \u00e8 la fine dell&#8217;Europa come mercato di domanda interna capace di assorbire la crescita delle PMI. Non \u00e8 un collasso, \u00e8 una contrazione lenta e progressiva aggravata da un ciclo politico che premia la demagogia invece della coerenza. Chi costruisce oggi la propria presenza in mercati del Golfo, nel Nord America, nel Sud-Est asiatico o nell&#8217;Africa subsahariana non sta solo diversificando il rischio. Sta ridisegnando il proprio modello di business per un mondo in cui l&#8217;Europa \u00e8 un mercato maturo con crescita piatta, non un motore di sviluppo. Questo \u00e8 il tipo di decisione che separa le aziende che nel 2030 avranno ancora margini da quelle che saranno intrappolate in una guerra di prezzo su un mercato che si restringe.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero energy-intensive (ceramica, vetro, chimica, carta):<\/strong> Questi settori sono i pi\u00f9 esposti nell&#8217;immediato perch\u00e9 portano il doppio shock di costi energetici in rialzo e domanda europea compressa. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che la stessa dinamica sta colpendo i concorrenti tedeschi e francesi, aprendo spazi nei mercati extra-UE per chi ha gi\u00e0 una presenza commerciale strutturata o \u00e8 in grado di costruirla rapidamente. Il produttore italiano che riesce a mantenere i volumi esportando verso UAE, USA o Turchia mentre il concorrente europeo si ritira dal mercato internazionale per gestire le crisi domestiche guadagna quote difficili da recuperare dopo.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food &#038; beverage:<\/strong> L&#8217;inflazione alimentare \u00e8 un fattore che comprime i consumi in Europa ma aumenta il valore percepito del Made in Italy nei mercati ad alto reddito pro capite, dove il premium su qualit\u00e0 e origine \u00e8 meno sensibile all&#8217;inflazione. I mercati del Golfo, il Giappone, gli USA rimangono destinazioni dove il posizionamento premium del cibo italiano non solo tiene, ma pu\u00f2 crescere mentre i consumi europei si comprimono. Il rischio specifico \u00e8 la volatilit\u00e0 dei costi delle materie prime agricole, che in un contesto di costi energetici alti si trasmette rapidamente ai margini.<\/p>\n<p><strong>Servizi professionali e consulenza B2B:<\/strong> Un settore meno ovvio ma con un&#8217;esposizione significativa. Le imprese europee sotto pressione tagliano prima i servizi prima di tagliare la produzione. Studi legali, societ\u00e0 di consulenza strategica, agenzie di comunicazione e marketing che lavorano prevalentemente per clienti europei vedranno i budget stringersi nei prossimi 12 mesi. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 che le stesse competenze, riposizionate verso clienti in mercati in crescita, valgono molto di pi\u00f9. Un consulente italiano con competenze in regolamentazione europea \u00e8 una risorsa preziosa per un&#8217;azienda del Golfo o un&#8217;impresa americana che vuole entrare nel mercato UE, anche quando il mercato UE stesso \u00e8 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Variabili che Possono Accelerare il Deterioramento<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Crisi del debito sovrano europeo.<\/strong> La combinazione di crescita compressa, deficit elevati e costo del denaro ancora alto crea le condizioni per tensioni sui mercati del debito di Italia, Spagna e Grecia. Il meccanismo \u00e8 quello gi\u00e0 visto nel 2011-2012, ma con meno spazio fiscale e meno spazio politico per le soluzioni di allora. Un allargamento degli spread oltre certi livelli trigger forzerebbe la BCE a interventi straordinari, con effetti imprevedibili sulla credibilit\u00e0 dell&#8217;euro come moneta di riserva.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Frammentazione politica accelerata dalle elezioni del 2027.<\/strong> Se Le Pen o Bardella vincono la presidenza francese, l&#8217;equilibrio istituzionale europeo cambia in modo non reversibile nel breve termine. La Francia \u00e8 troppo grande per essere gestita dall&#8217;esterno come fu gestita la Grecia nel 2015. Un governo francese apertamente euroscettico in un momento di crisi economica \u00e8 un elemento di discontinuit\u00e0 che i mercati non hanno ancora prezzato appieno. Le aziende italiane che hanno catene di fornitura o partnership commerciali in Francia devono iniziare a costruire scenari alternativi.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Deriva protezionistica europea come risposta alla crisi.<\/strong> La pressione politica per proteggere le economie nazionali dalla concorrenza esterna cresce in modo direttamente proporzionale alla sofferenza economica degli elettori. Se i governi europei rispondono alla stagflazione con dazi, sussidi selettivi e barriere non tariffarie, le catene di fornitura globali delle PMI italiane si complicano ulteriormente. Il paradosso \u00e8 che il protezionismo europeo risponde alla pressione dei dazi Trump aumentando i costi per le stesse imprese che cerca di proteggere.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sta emergendo questa settimana ad Atene, a Berlino e nei corridoi della Commissione non \u00e8 una risposta alla crisi. \u00c8 la mappa di dove l&#8217;Europa non riesce ad arrivare.<\/p>\n<p>La CDU tedesca che presenta 27 richieste alla Commissione Europea \u00e8 una mossa che si legge su due livelli. Il primo \u00e8 il livello politico interno: Mertz ha un 21% di gradimento e l&#8217;AFD alle calcagna, e attaccare Bruxelles \u00e8 il modo pi\u00f9 economico per recuperare consenso senza dover fare riforme difficili in casa propria. Il secondo livello \u00e8 pi\u00f9 interessante. Quelle 27 richieste, compresa la creazione di un organo di veto sulla legislazione comunitaria, sono travestite da razionalizzazione burocratica ma sono in realt\u00e0 una redistribuzione di potere verso gli stati nazionali, esattamente nel momento in cui l&#8217;Europa avrebbe bisogno della massima capacit\u00e0 di risposta centralizzata.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa sta facendo la cosa sbagliata al momento sbagliato. E lo sta facendo non perch\u00e9 i suoi leader siano stupidi, ma perch\u00e9 il sistema di incentivi politici premia la sopravvivenza elettorale a breve termine, non la coerenza strategica.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano, questo ha un&#8217;implicazione operativa diretta. Le soluzioni non arriveranno dall&#8217;alto. Non arriveranno da Bruxelles, non arriveranno da Roma, non arriveranno dal Bundestag. Arriveranno da chi ha capito che il perimetro competitivo rilevante non \u00e8 l&#8217;Europa dei mercati protetti ma il mondo dei mercati aperti, dove le regole del gioco cambiano continuamente ma dove la domanda cresce ancora.<\/p>\n<p>La stagflazione europea non \u00e8 un problema da risolvere. \u00c8 un ambiente da navigare con una bussola diversa da quella che ha funzionato negli ultimi trent&#8217;anni. Chi costruisce oggi ricavi su tre o quattro mercati geograficamente diversi non \u00e8 pi\u00f9 esposto alla crisi europea. Ne \u00e8 sostanzialmente immunizzato.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte: La Guida Operativa<\/h2>\n<p><strong>D: La mia azienda vende soprattutto in Italia ed Europa. Quanto tempo ho prima di sentire veramente l&#8217;impatto?<\/strong><\/p>\n<p>R: Se vendi a consumatori finali, l&#8217;impatto \u00e8 gi\u00e0 in atto attraverso la contrazione della domanda da marzo in poi. Se vendi a B2B, hai 2-4 trimestri prima che i tuoi clienti inizino a tagliare gli ordini. Ma il costo di non fare nulla \u00e8 pi\u00f9 alto di quello di iniziare oggi a costruire presenze su mercati extra-UE. Ogni trimestre di ritardo riduce il numero di opzioni disponibili.<\/p>\n<p><strong>D: Quali mercati geografici dovremmo prioritizzare per primo?<\/strong><\/p>\n<p>R: Dipende dal tuo settore e dalla tua capacit\u00e0 organizzativa. Per manufatturiero e agroalimentare, UAE, Arabia Saudita e USA rappresentano il rapporto ottimale tra domanda presente e ostacoli normativi gestibili. Sud-Est asiatico e Giappone per B2C di qualit\u00e0. Se sei in servizi professionali, Nord America \u00e8 immediatamente accessibile. La regola \u00e8 iniziare da mercati dove gi\u00e0 avete clienti o contatti, non costruire da zero.<\/p>\n<p><strong>D: Dovrei usare SIMEST e SACE adesso o aspetto di capire meglio la situazione?<\/strong><\/p>\n<p>R: Adesso. Questi strumenti hanno tempi di approvazione che misurano i mesi. Se la crisi accelera e i mercati finanziari si irrigidiscono, sar\u00e0 pi\u00f9 difficile accedere a questi finanziamenti. Chi li usa oggi ha gi\u00e0 un vantaggio. Chi decide tra 6 mesi potrebbe trovare le casse vuote.<\/p>\n<p><strong>D: La mia azienda di medie dimensioni non pu\u00f2 permettersi di aprire sedi in 4 paesi diversi. Come posso diversificare il rischio?<\/strong><\/p>\n<p>R: Non hai bisogno di sedi fisiche. Partnership con distributori locali, agenti commerciali, piattaforme di e-commerce internazionali e joint venture con player locali costano meno e offrono flessibilit\u00e0. Inizia con uno o due mercati dove puoi testare il modello con investimenti contenuti, poi scala. La diversificazione geografica non \u00e8 un esercizio di immagine, \u00e8 la tua assicurazione contro la paralisi europea.<\/p>\n<p><strong>D: Il deprezzamento dell&#8217;euro mi conviene se esporto in euro. Ma se fatture in dollari?<\/strong><\/p>\n<p>R: Se fatturi in dollari, il deprezzamento dell&#8217;euro trasforma automaticamente i tuoi ricavi in una maggiore quantit\u00e0 di euro. \u00c8 un vantaggio in questa fase. Ma copri il rischio di oscillazione estrema, perch\u00e9 se l&#8217;euro crolla troppo velocemente, i tuoi clienti potrebbero rinegoziare i prezzi al ribasso per compensare il cambio. Usa strumenti di hedging per proteggere i ricavi, non scommettere sulla direzione del cambio.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte europeo istituzionale:<\/strong> l&#8217;esito della riunione dei vice-ministri ad Atene e la bozza di comunicato finale sull&#8217;energia; la conferenza stampa congiunta von der Leyen con i leader CDU-CSU a Berlino oggi; il dibattito al Parlamento Europeo sul prossimo bilancio pluriennale UE domani in plenaria a Strasburgo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il livello degli spread BTP-Bund come indicatore di stress sul debito sovrano italiano; i prezzi del petrolio nelle prossime 48 ore come proxy dell&#8217;intensit\u00e0 dello shock energetico; la riunione della Fed di mercoled\u00ec con l&#8217;ultimo briefing di Powell come elemento di calibrazione sulla politica monetaria globale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte politico europeo:<\/strong> i sondaggi francesi nelle prossime settimane, in particolare il gap Le Pen versus candidati centristi; i risultati delle elezioni in Sassonia-Anhalt a settembre come test della tenuta CDU contro AFD; il grado di coesione del Consiglio Europeo nel prossimo vertice di giugno sulla risposta coordinata all&#8217;energia.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle imprese italiane:<\/strong> l&#8217;andamento degli ordini export nel secondo trimestre 2026 come primo segnale di divergenza tra mercato domestico e mercati internazionali; i termini di rinnovazione dei contratti di fornitura energetica industriale in Italia; l&#8217;utilizzo degli strumenti SIMEST come indicatore anticipatore di quante PMI stanno effettivamente accelerando l&#8217;internazionalizzazione.<\/p>\n<h2>L&#8217;Europa Ferma in un Mondo che Corre<\/h2>\n<p>Ad Atene, mentre i vice-ministri discutono di margini fiscali esauriti e strumenti spuntati, il mondo fuori dall&#8217;Europa continua a muoversi. I mercati del Golfo stanno assorbendo capitali e imprese che cercano alternative alla stagnazione occidentale. Il Nord America mantiene una domanda interna ancora sostenuta. Il Sud-Est asiatico cresce a ritmi che l&#8217;Europa non conosce da anni.<\/p>\n<p>La stagflazione europea non \u00e8 un ciclo temporaneo da attendere al riparo. \u00c8 il prodotto di scelte strutturali accumulate in vent&#8217;anni di dipendenza energetica, debito crescente e assenza di una politica industriale comune capace di reggere gli shock esterni. La crisi iraniana ha accelerato una transizione che era gi\u00e0 in corso, togliendo alle istituzioni europee il lusso del tempo graduale.<\/p>\n<p>Le imprese italiane e europee eccellenti non sono eccellenti grazie all&#8217;Europa, ma spesso nonostante essa. La domanda operativa per un imprenditore che legge questa analisi stamattina non \u00e8 se l&#8217;Europa si riprender\u00e0, ma quanti dei suoi ricavi dipendono ancora da un mercato che ha smesso di crescere mentre gli altri corrono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stagflazione europea: i tuoi ricavi reggono senza l&#8217;export? Atene, 27 aprile 2026. Nella sala riunioni di un albergo sul lungomare, i vice-ministri delle finanze europei si siedono attorno a un tavolo con un&#8217;agenda che suona familiare: deficit, debito, energia. Ma questa volta il contesto \u00e8 diverso. 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