{"id":524,"date":"2026-05-01T19:03:59","date_gmt":"2026-05-01T18:03:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-iran-e-supply-chain-cosa-cambia-per-le-imprese"},"modified":"2026-05-01T19:03:59","modified_gmt":"2026-05-01T18:03:59","slug":"crisi-iran-e-supply-chain-cosa-cambia-per-le-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/crisi-iran-e-supply-chain-cosa-cambia-per-le-imprese","title":{"rendered":"Crisi Iran e Supply Chain: Cosa Cambia per le Imprese"},"content":{"rendered":"<p>Gerusalemme, 1 maggio 2026. Nelle ultime ore, i tecnici del Pentagono hanno consegnato a Trump un pacchetto di opzioni militari contro l&#8217;Iran. Fuori dall&#8217;aeroporto di Elat, i tanker dell&#8217;US Air Force sono in fila sul cemento rovente. A Capitol Hill, i democratici contano i giorni sul calendario: il War Powers Act scade oggi, sessanta giorni esatti da quando la Casa Bianca notific\u00f2 formalmente al Congresso l&#8217;inizio delle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>Quello che sembra un dibattito costituzionale \u00e8 in realt\u00e0 la pi\u00f9 grande scommessa finanziaria del 2026: quale prezzo pagher\u00e0 l&#8217;economia globale se la finestra diplomatica si chiude nei prossimi giorni?<\/p>\n<p>Per un imprenditore europeo con esposizione sull&#8217;energia, sulle rotte marittime o semplicemente con un bilancio in valuta estera, questa non \u00e8 una notizia da seguire sui telegiornali. \u00c8 la variabile che pu\u00f2 rendere irrelevante qualunque piano commerciale scritto prima di ieri. La domanda non \u00e8 se la crisi si risolver\u00e0, ma se la tua azienda ha un piano che regge entrambi gli scenari, perch\u00e9 il mercato sta gi\u00e0 prezzando quello pi\u00f9 costoso.<\/p>\n<p>Mentre la BCE ha tagliato i tassi ieri, gioved\u00ec 30 aprile, in una mossa di politica monetaria che in condizioni normali avrebbe dominato l&#8217;agenda finanziaria europea, il segnale \u00e8 passato quasi in silenzio. Il motivo \u00e8 che il rischio geopolitico sta sovrastando qualunque leva di politica monetaria. Chi gestisce portafogli a Francoforte o Milano lo sa benissimo.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Sessanta Giorni di Guerra e il Conto Aperto<\/h2>\n<p>Il costo dichiarato dell&#8217;operazione militare USA contro l&#8217;Iran ha superato i 25 miliardi di dollari, secondo le stime conservative del Pentagono. Sono cifre che il Dipartimento della Difesa ha reso pubbliche nelle ultime ore e che gi\u00e0 da sole raccontano la scala di quello che sta succedendo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;area si trovano due carrier strike group americani, l&#8217;equivalente di due citt\u00e0 galleggianti con capacit\u00e0 di proiezione aerea totale. Il Comando Centrale ha richiesto il dispiegamento di missili ipersonici nel teatro mediorientale, una prima assoluta per l&#8217;impiego in ostilit\u00e0 attive. Israele ha ricevuto 6.500 tonnellate di munizioni negli ultimi giorni. Decine di tanker dell&#8217;US Air Force sono posizionati agli aeroporti di Tel Aviv e Elat.<\/p>\n<p>Il War Powers Resolution del 1973, approvato dopo il Vietnam per limitare il potere presidenziale di guerra, fissa a sessanta giorni il limite entro cui il presidente deve ottenere l&#8217;autorizzazione del Congresso oppure ritirare le forze. Oggi \u00e8 quel giorno. L&#8217;amministrazione sostiene che il ceasefire in vigore interrompe il conteggio, interpretazione contestata da costituzionalisti di entrambi gli schieramenti. La tensione al Senato \u00e8 palpabile: fonti vicine alla Camera alta descrivono un&#8217;atmosfera &#8220;molto cupa&#8221;, con nervosismo trasversale ai partiti.<\/p>\n<p>Sul fronte iraniano, le tre settimane di tregua non sono state usate per negoziare, ma per spostare asset militari, rinforzare i silos missilistici e riposizionare le scorte di droni. Teheran ha gi\u00e0 comunicato che una ripresa degli attacchi produrr\u00e0 una risposta di proporzioni maggiori. Il regime attuale \u00e8 considerato significativamente pi\u00f9 intransigente rispetto alla leadership precedente. Questa \u00e8 la variabile che pesa di pi\u00f9 nei calcoli di Washington.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00e8 Casuale<\/h2>\n<p>Il War Powers Act non \u00e8 un dettaglio procedurale: \u00e8 la scadenza che costringe Trump a scegliere tra quattro opzioni, ognuna con implicazioni di mercato distinte. Pu\u00f2 ottenere l&#8217;autorizzazione del Congresso, pu\u00f2 ritirarsi, pu\u00f2 estendere il blocco navale senza riprendere i bombardamenti, oppure pu\u00f2 ignorare la legge e procedere, aprendo una crisi costituzionale in parallelo a quella militare.<\/p>\n<p>Il timing conta perch\u00e9 il mercato petrolifero \u00e8 gi\u00e0 in regime di volatilit\u00e0 strutturale, non episodica. Lo Stretto di Hormuz rimane il punto di pressione su cui si concentra l&#8217;attenzione: qualunque operazione militare vicino a quella rotta, incluse le opzioni discusse di forze speciali o controllo terrestre del passaggio, raddoppierebbe immediatamente i premi assicurativi sulle rotte del Golfo.<\/p>\n<p>Aggiungi il contesto della Fed: Kevin Warsh, nuovo presidente, si insedia in un momento in cui tre governatori hanno gi\u00e0 segnalato questa settimana che i timori sull&#8217;inflazione frenano qualunque impulso verso ulteriori tagli. La BCE ha abbassato i tassi ieri, ma il segnale \u00e8 stato travolto dall&#8217;incertezza geopolitica. Il risultato \u00e8 una forbice rischiosa: politica monetaria che vuole allentarsi in Europa, pressione inflazionistica potenziale sull&#8217;energia che potrebbe rendere quel allentamento controproducente nel giro di settimane.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Volatilit\u00e0 Implicita e Segnali Strutturali<\/h2>\n<p>Il petrolio \u00e8 il termometro principale. Ogni escalation militare nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz produce uno spike immediato sul Brent, con effetti che si trasmettono ai costi logistici entro 48-72 ore. La volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni petrolifere \u00e8 gi\u00e0 elevata, con il mercato che prezza una probabilit\u00e0 non trascurabile di interruzioni di fornitura nel breve periodo.<\/p>\n<p>L&#8217;oro ha mantenuto posizioni da flight-to-safety nelle ultime settimane, segnale che il mercato non crede alla narrativa del ceasefire stabile. Le valute dei paesi esportatori di greggio del Golfo mostrano pressioni contenute ma monitorate. Il dollaro si rafforza ogni volta che arriva una notizia di escalation, complicando la competitivit\u00e0 export europeo verso i mercati dollaro-denominati.<\/p>\n<p>I premi assicurativi sul trasporto marittimo nel Golfo Persico sono gi\u00e0 incorporati nelle quotazioni degli spedizionieri. Chi non ha ancora rinegoziato i contratti di trasporto con clausole di force majeure legate alla chiusura di Hormuz sta operando con un rischio non coperto che non appare in nessuna riga del bilancio.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto strutturale da monitorare \u00e8 diverso dallo spike spot: se il conflitto dovesse riprendere con attacchi all&#8217;infrastruttura energetica iraniana, come suggeriscono alcune delle opzioni sul tavolo di Trump, si aprirebbe uno scenario di riduzione dell&#8217;offerta globale di petrolio non compensabile nel breve da altri produttori. Arabia Saudita e Emirati potrebbero aumentare la produzione entro certi limiti, ma non in tempi compatibili con uno shock immediato.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> le aziende con catene di fornitura che attraversano il Golfo devono verificare oggi, non domani, la copertura assicurativa sui trasporti e la presenza di clausole di riallineamento prezzi nei contratti con i clienti. Chi ha firmato contratti annuali a prezzo fisso senza indicizzazione energetica sta potenzialmente assorbendo un costo che non aveva modellato. I settori pi\u00f9 esposti nell&#8217;immediato sono la manifattura pesante, la ceramica, il vetro, la carta e qualunque produzione energy-intensive. Il costo dell&#8217;energia \u00e8 gi\u00e0 incorporato nei prezzi spot del gas. Un&#8217;interruzione delle rotte del Golfo produce effetti sul gas europeo attraverso il mercato GNL con ritardo di poche settimane.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una guerra di attrito, non un&#8217;escalation totale. Trump \u00e8 riluttante a riprendere i bombardamenti massicci, Vance \u00e8 apertamente contrario alla continuazione del conflitto, e il Senato mostra segnali bipartisan di nervosismo. Questo suggerisce un prolungamento del blocco navale piuttosto che un&#8217;esplosione militare immediata. Per le imprese, significa convivere con premi assicurativi elevati, rotte alternative pi\u00f9 lunghe e costose, e un mercato mediorientale parzialmente paralizzato per la parte di investimenti che dipende da stabilit\u00e0 energetica regionale. Chi ha alternato sourcing tra Golfo e altri fornitori nei mesi precedenti \u00e8 gi\u00e0 in posizione migliore.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> questo conflitto sta creando un precedente strutturale nell&#8217;architettura energetica globale. La dipendenza europea dal GNL, aumentata dopo il 2022, si scontra ora con una nuova instabilit\u00e0 sulle rotte di approvvigionamento asiatico. Le imprese che useranno questo periodo per costruire contratti di fornitura con doppia fonte geografica, europea e non-golfo, usciranno con un vantaggio competitivo permanente rispetto a chi torner\u00e0 semplicemente alla normalit\u00e0 precedente appena la crisi si attenuer\u00e0.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura energy-intensive (ceramica, vetro, chimica, carta).<\/strong> L&#8217;esposizione diretta \u00e8 sui costi energetici: queste filiere assorbono aumenti del gas che non riescono a trasferire completamente a valle senza perdere competitivit\u00e0. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che un periodo prolungato di costi elevati accelera gli investimenti in efficienza energetica, trasformando una pressione esterna in un vantaggio competitivo di lungo periodo rispetto ai concorrenti che non hanno fatto la stessa scelta.<\/p>\n<p><strong>Agro-alimentare ed export verso i mercati del Golfo.<\/strong> Arabia Saudita, Emirati, Kuwait sono tra i maggiori importatori di prodotti italiani nella regione. Una ripresa del conflitto genera incertezza negli investimenti locali e riduzione della spesa delle fasce alte, che sono proprio il target del Made in Italy alimentare. Meno ovvio: le aziende gi\u00e0 presenti con distributori locali consolidati avranno accesso preferenziale quando il mercato si stabilizzer\u00e0. I nuovi entranti non riusciranno ad accreditarsi in un contesto di incertezza.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e automazione industriale.<\/strong> La domanda di automazione nel Golfo \u00e8 trainata da Vision 2030 saudita e da programmi di diversificazione analoghi negli Emirati. Questi programmi rallentano in fase di crisi, ma non si fermano. Il vero rischio per i produttori italiani di macchinari \u00e8 il concorrente cinese che approfitta della finestra di incertezza per offrire condizioni pi\u00f9 aggressive, sapendo che l&#8217;imprenditore italiano \u00e8 in modalit\u00e0 wait-and-see. Chi invece mantiene la presenza commerciale nel Golfo durante la crisi si posiziona come partner affidabile nel momento della ripresa.<\/p>\n<p><strong>Shipping e logistica.<\/strong> Meno visibile ma molto esposto: qualunque azienda italiana che vende verso l&#8217;Asia usando rotte che transitano dal canale di Suez e dal Mar Rosso sta gi\u00e0 pagando premi di rerouting. L&#8217;impatto non \u00e8 sulla notizia di oggi, ma si accumula silenziosamente nei margini di ogni spedizione. Le aziende con volumi sufficienti dovrebbero verificare se il rerouting via Capo di Buona Speranza \u00e8 gi\u00e0 nei contratti come opzione tariffata, oppure se viene gestito come extra non preventivato.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Variabili Che Contano<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation rapida per pressioni interne israeliane.<\/strong> Israele ha interessi strategici distinti da quelli americani sul dossier iraniano. Il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato nelle ultime ore che il paese potrebbe presto &#8220;essere costretto ad agire&#8221; contro minacce esistenziali. Se Gerusalemme forza la mano con un&#8217;azione autonoma, Trump si troverebbe trascinato in un&#8217;escalation che non ha deciso ma che deve sostenere politicamente. Per i mercati sarebbe uno shock non prezzato.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Crisi costituzionale americana in parallelo.<\/strong> Ignorare il War Powers Act crea un precedente legale e politico che diventa contenzioso immediato. Un presidente sotto pressione legale interna e sotto pressione militare esterna \u00e8 un decisore imprevedibile. L&#8217;imprevedibilit\u00e0 del processo decisionale americano \u00e8 essa stessa un fattore di rischio per i mercati, indipendentemente dall&#8217;esito militare.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Risposta iraniana alle infrastrutture energetiche regionali.<\/strong> Teheran ha gi\u00e0 comunicato che una ripresa degli attacchi produrr\u00e0 rappresaglie su infrastrutture energetiche. Gli impianti di lavorazione del petrolio sauditi, gli hub di rigassificazione del Qatar, i terminali degli Emirati sono tutti teoricamente nel raggio d&#8217;azione dei missili iraniani. Un attacco riuscito anche parziale a uno di questi nodi provocherebbe uno spike energetico che nessuna banca centrale, n\u00e9 la Fed n\u00e9 la BCE, \u00e8 attrezzata ad assorbire con gli strumenti monetari disponibili.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte: Quello Che Devi Sapere Adesso<\/h2>\n<p><strong>D: Se domani scatta l&#8217;escalation, quanto tempo ho prima che i costi si riflettano sui miei bilanci?<\/strong><br \/>R: Per il petrolio e l&#8217;energia, 48-72 ore dal primo shock. Per i trasporti marittimi con rerouting, una-due settimane. Per i contratti di fornitura senza clausole di indicizzazione, il tempo dipende da quando sono stati sottoscritti: se annuali, l&#8217;impatto arriva al rinnovo; se pluriennali a prezzo fisso, sei gi\u00e0 in perdita da oggi e non lo sai ancora.<\/p>\n<p><strong>D: La BCE taglier\u00e0 ancora i tassi se scatta la crisi energetica?<\/strong><br \/>R: No. Tagli di tassi risolvono problemi di domanda, non di offerta. Se il petrolio schizza a 120-150 dollari al barile per un&#8217;interruzione di Hormuz, la BCE entrer\u00e0 in un dilemma: tassi bassi che alimentano inflazione di costo, o tassi normali che soffocano un&#8217;economia gi\u00e0 fragile. Lagarde lo sa, e questo \u00e8 il motivo per cui ieri il comunicato \u00e8 stato cos\u00ec prudente.<\/p>\n<p><strong>D: Che cosa significa &#8220;prezzare la scenaro pi\u00f9 costoso&#8221;?<\/strong><br \/>R: Significa che i prezzi spot del petrolio, i CDS sui paesi del Golfo e i premi assicurativi sul trasporto marittimo riflettono gi\u00e0 una probabilit\u00e0 non trascurabile di interruzione di Hormuz. Il mercato non sta aspettando che il rischio diventi certezza. Quindi se il rischio diventa certezza, quei prezzi si muoveranno poco ulteriormente nel breve, ma il danno sui margini per chi non si era coperto sar\u00e0 gi\u00e0 stato fatto.<\/p>\n<p><strong>D: Devo rinegoziare tutti i contratti di fornitura ora?<\/strong><br \/>R: Dipende da tre cose: (1) se includono clausole di force majeure su Hormuz, (2) se l&#8217;energia \u00e8 un item di costo significativo per te, (3) quanto tempo manca alla scadenza. Se il contratto scade tra 18 mesi e non ha clausole di adeguamento, hai tempo per agire con calma. Se scade tra 3 mesi e l&#8217;energia \u00e8 il 30% del tuo costo, non hai scelta.<\/p>\n<p><strong>D: Come faccio a sapere se il mio competitor cinese sta facendo lo stesso?<\/strong><br \/>R: Non lo sai. Ma il competitor cinese opera in un contesto dove il costo energetico \u00e8 sovvenzionato dallo stato, quindi ha meno urgenza di coprirsi. Questo \u00e8 il tuo vantaggio nascosto: se accetti il costo di una copertura ora, esci pi\u00f9 forte quando la crisi si attenuer\u00e0.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che vedo in questa crisi non \u00e8 una guerra tra USA e Iran. \u00c8 un test sulla capacit\u00e0 degli imprenditori europei di leggere il bilancio geopolitico prima che appaia nel bilancio aziendale.<\/p>\n<p>Il Pentagono ha presentato opzioni a Trump. Vance non vuole continuare. Netanyahu s\u00ec. Il Senato americano \u00e8 nervoso ma non abbastanza da fermare nessuno. La BCE ha tagliato i tassi ieri in un contesto di domanda debole europea, senza che nessuno sembrasse particolarmente felice di farlo. Warsh alla Fed, appena insediato, trova gi\u00e0 tre governatori che frenano sull&#8217;ipotesi di ulteriori tagli per timore dell&#8217;inflazione. Il quadro \u00e8 quello di istituzioni che si contraddicono, attori che tirano in direzioni diverse, e un mercato che cerca segnali in un ambiente dove i segnali sono stati deliberatamente oscurati da tutti i protagonisti.<\/p>\n<p>La vera partita non \u00e8 militare: \u00e8 sulla capacit\u00e0 dell&#8217;Iran di tenere abbastanza a lungo da spezzare la volont\u00e0 politica americana. L&#8217;Iran ha gi\u00e0 dimostrato, in queste tre settimane di tregua, di usare il tempo per riposizionarsi, non per cedere. Questo non \u00e8 ottimismo diplomatico, \u00e8 il calcolo razionale di un regime che sa di non poter vincere militarmente ma che punta a far costare abbastanza la vittoria da renderla politicamente insostenibile a Washington.<\/p>\n<p>Per un imprenditore, la lezione operativa \u00e8 scomoda: non puoi aspettare che la crisi si chiarisca per decidere. Quando si chiarir\u00e0, il tuo concorrente avr\u00e0 gi\u00e0 fatto le scelte che tu stavi rimandando. Il piano B non si scrive durante l&#8217;emergenza. Si scrive adesso, che l&#8217;emergenza \u00e8 ancora una possibilit\u00e0 e non un fatto compiuto. Chi sta aspettando che lo Stretto di Hormuz &#8220;si risolva&#8221; prima di rivedere la propria supply chain sta confondendo la gestione del rischio con la speranza.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte USA-Iran:<\/strong> la risposta formale dell&#8217;amministrazione Trump al War Powers Act nelle prossime 24-48 ore, qualunque comunicazione di Centcom sul dispiegamento dei missili ipersonici, la posizione pubblica di Vance nelle prossime settimane.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte israeliano:<\/strong> dichiarazioni operative del ministero della Difesa israeliano, movimenti di forze IDF verso nord e verso il confine iraniano, ripresa di operazioni aeree israeliane in Libano come segnale di escalation progressiva.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> prezzo spot del Brent e volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni a 3 mesi, spread sui credit default swap degli esportatori di petrolio del Golfo, premi assicurativi War Risk sul trasporto marittimo nel Mar Rosso e nel Golfo, andamento dell&#8217;euro-dollaro come proxy del risk appetite europeo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle banche centrali:<\/strong> prossime comunicazioni Fed dopo l&#8217;insediamento di Warsh, eventuali dichiarazioni di Lagarde su revisione dello scenario base nel caso di escalation energetica, survey BCE sul credito bancario che ha gi\u00e0 segnalato condizioni in restrizione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte diplomatico multilaterale:<\/strong> eventuali riunioni di emergenza del Consiglio di Sicurezza ONU, posizione della Cina come acquirente di petrolio iraniano e suo interesse a una soluzione negoziata, eventuali contatti Qatar-Teheran come canale diplomatico alternativo.<\/p>\n<h2>Il Conto che Arriva Sempre Prima del Previsto<\/h2>\n<p>Sessanta giorni fa, Trump firmava la notifica al Congresso. Ieri, la BCE tagliava i tassi in un&#8217;Europa con la domanda interna ferma. Stamattina, i missili ipersonici venivano richiesti per il Medio Oriente mentre tre governatori Fed frenano qualunque impulso accomodante.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 quella di un sistema globale che gestisce contemporaneamente troppi equilibri instabili: un conflitto militare non risolto, una politica monetaria che va in direzioni opposte sulle due sponde dell&#8217;Atlantico, e un mercato energetico strutturalmente fragile perch\u00e9 costruito su rotte che passano per uno chokepoint dove oggi sono parcheggiate due carrier strike group americane.<\/p>\n<p>La dinamica di potere sottostante \u00e8 questa: Trump non vuole una guerra lunga, Netanyahu ne ha bisogno, l&#8217;Iran sta comprando tempo, e l&#8217;Europa guarda. In questo triangolo, le imprese europee non sono spettatori neutrali: sono i soggetti che pagheranno la bolletta di qualunque decisione venga presa senza di loro e senza considerarle.<\/p>\n<p>Un piano export non \u00e8 un documento commerciale: \u00e8 una dichiarazione su quale futuro la tua azienda ha deciso di saper attraversare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gerusalemme, 1 maggio 2026. Nelle ultime ore, i tecnici del Pentagono hanno consegnato a Trump un pacchetto di opzioni militari contro l&#8217;Iran. Fuori dall&#8217;aeroporto di Elat, i tanker dell&#8217;US Air Force sono in fila sul cemento rovente. 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