{"id":529,"date":"2026-05-02T11:34:16","date_gmt":"2026-05-02T10:34:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/energia-mareomotrice-la-filiera-che-trasforma-lindustria"},"modified":"2026-05-02T11:34:16","modified_gmt":"2026-05-02T10:34:16","slug":"energia-mareomotrice-la-filiera-che-trasforma-lindustria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/energia-mareomotrice-la-filiera-che-trasforma-lindustria","title":{"rendered":"Energia mareomotrice, la filiera che trasforma l&#8217;industria"},"content":{"rendered":"<h1>L&#8217;energia che arriva dalla luna vale meno di quella che sai gi\u00e0 comprare<\/h1>\n<p><em>L&#8217;energia mareomotrice \u00e8 affascinante, prevedibile e ancora tre volte pi\u00f9 cara dell&#8217;eolico. Ma le imprese europee che ignorano questa tecnologia oggi rischiano di trovarsi fuori da una filiera che tra cinque anni non avr\u00e0 pi\u00f9 posti disponibili.<\/em><\/p>\n<hr>\n<p>Al largo delle Isole Orcadi, nel Mare del Nord, una macchina da 680 tonnellate trasforma il moto delle maree in elettricit\u00e0 con la stessa regolarit\u00e0 con cui la luna si alza ogni sera. Non dipende dal vento, non dipende dal sole, non dipende da nessuna variabile meteorologica. Il progetto And Peak ha operato in continuo per sette anni senza essere portato a riva per manutenzione straordinaria, un risultato che i progettisti stessi non si aspettavano. Novanta gigawattora generati, circa 3.500 abitazioni alimentate in modo stabile.<\/p>\n<p>Notizia di nicchia, direbbero molti. Un esperimento scientifico interessante, direbbe chi ha imparato a ignorare le promesse del settore energetico. Ma chi si ferma a questa lettura sta perdendo il segnale che davvero conta per le imprese europee nei prossimi anni: non la tecnologia in s\u00e9, ma la struttura industriale che si sta costruendo attorno a essa, con tempi e dimensioni che iniziano a essere rilevanti per chi produce componenti, eroga servizi ingegneristici o cerca mercati stabili dove posizionare capacit\u00e0 manifatturiera.<\/p>\n<p><strong>Il mare non \u00e8 il prossimo mercato dell&#8217;energia: \u00e8 il prossimo mercato della manifattura di precisione, dell&#8217;ingegneria subacquea, della manutenzione in ambienti estremi.<\/strong> E in questo mercato, le PMI italiane hanno competenze che il mondo intero sta cercando senza trovare ancora abbastanza offerta.<\/p>\n<p>La domanda operativa non \u00e8 se l&#8217;energia mareomotrice diventer\u00e0 competitiva con il fotovoltaico. La domanda \u00e8 chi star\u00e0 gi\u00e0 dentro la filiera quando i costi scenderanno abbastanza da far partire gli ordini industriali su scala. Perch\u00e9 in quel momento, le posizioni nei consorzi internazionali saranno gi\u00e0 assegnate.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: quanto pesa davvero il settore che nessuno sta guardando<\/h2>\n<p>Il costo attuale dell&#8217;energia mareomotrice si colloca tra 250 e 280 sterline per megawattora nel Regno Unito, circa 3,5 volte il costo dell&#8217;eolico offshore, che viaggia attorno a 70 sterline per megawattora. Il gap \u00e8 reale, sostanziale, e chiunque stia valutando l&#8217;energia mareomotrice come alternativa energetica immediata sta guardando i numeri nel modo sbagliato.<\/p>\n<p>Il confronto rilevante non \u00e8 con il prezzo attuale dell&#8217;eolico: \u00e8 con la curva storica dell&#8217;eolico stesso. Nel 2010, l&#8217;eolico offshore costava oltre 150 sterline per megawattora e sembrava destinato a rimanere marginale. Il meccanismo che ne ha abbattuto i costi \u00e8 identico a quello che i ricercatori di Oxford e i gestori di progetto scozzesi stanno descrivendo per il mareomotore: scala installata, investimento pubblico stabile, standardizzazione dei componenti. Le previsioni attualmente pi\u00f9 accreditate indicano un potenziale calo fino a 100 euro per megawattora entro il 2030, con scenari che arrivano a 80-90 euro entro il 2035, cio\u00e8 in linea con l&#8217;eolico offshore di dieci anni fa.<\/p>\n<p>La Francia ha annunciato 250 megawatt di nuova capacit\u00e0 mareomotrice in sviluppo, sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 400.000 persone. Il Regno Unito ha incluso la tidal stream energy nei suoi schemi di contratti differenziali (CfD), lo stesso meccanismo che aveva accelerato il decollo dell&#8217;eolico offshore. La Corea del Sud ha operato il Sihwa Lake Tidal Power Station per oltre quindici anni con costi operativi minimi dopo l&#8217;investimento iniziale. La diga della Rance in Bretagna produce energia da sessant&#8217;anni e oggi genera elettricit\u00e0 a costi inferiori al nucleare e al solare.<\/p>\n<p>Il mercato europeo delle energie rinnovabili marine era valutato intorno a 400 milioni di euro nel 2024. Le stime per il 2030 lo collocano tra 2 e 4 miliardi, con accelerazione attesa dopo il 2028 se i meccanismi di supporto pubblico resteranno stabili. Ocean Energy Europe, l&#8217;associazione di settore, stima che entro il 2050 l&#8217;energia marina potrebbe coprire il 10% del fabbisogno elettrico europeo, contribuendo a 400.000 posti di lavoro diretti e indiretti nel continente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il momento di mercato che non torner\u00e0<\/h2>\n<p>La finestra che si apre nei prossimi diciotto mesi \u00e8 strutturalmente diversa da tutte le finestre precedenti, e chi ha seguito il settore negli ultimi dieci anni sa che questa affermazione non \u00e8 fatta con leggerezza.<\/p>\n<p>Fino al 2022, il settore era in fase di sviluppo tecnologico puro: non c&#8217;erano ancora dispositivi che avessero dimostrato operativit\u00e0 pluriennale senza manutenzione straordinaria. Il progetto And Peak ha cambiato questa narrativa, dimostrando sette anni di operazione continua con un solo intervento di sostituzione di un connettore. L&#8217;O2 di Orbital Marine Power, ancorato alle Orcadi, ha completato la transizione da prototipo a dispositivo market-ready. Questi non sono pi\u00f9 esperimenti: sono referenze commerciali.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 significativo anche per ragioni di contesto macroeconomico. La BCE ha tagliato i tassi il 30 aprile 2026 in una sessione in cui Lagarde ha confermato la direzione accomodante, rendendo il costo del capitale per i progetti infrastrutturali di lungo periodo pi\u00f9 accessibile. I progetti mareomotrici hanno una struttura finanziaria analoga ai parchi eolici offshore: alto investimento iniziale, costi operativi bassi, rendimenti stabili su orizzonti ventennali. Con i tassi in discesa, la valutazione attualizzata di questi cash flow migliora in modo sostanziale.<\/p>\n<p>Parallelamente, il conflitto commerciale che ha caratterizzato i rapporti transatlantici nel 2025 ha spinto l&#8217;Europa a cercare indipendenza energetica con urgenza inedita. L&#8217;obiettivo REPowerEU di 1.236 gigawatt di capacit\u00e0 rinnovabile entro il 2030 richiede di aggiungere tecnologie che vadano oltre eolico e solare, proprio perch\u00e9 queste due fonti soffrono di intermittenza e richiedono capacit\u00e0 di backup significative. La prevedibilit\u00e0 delle maree risolve strutturalmente questo problema, rendendo il mareomotore non un concorrente del fotovoltaico ma un complemento ad alto valore strategico.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti sui Mercati: segnali deboli che anticipano movimenti strutturali<\/h2>\n<p>I segnali di mercato nel settore dell&#8217;energia marina non si leggono sulle borse tradizionali, perch\u00e9 la maggior parte degli attori \u00e8 ancora privata o in fase pre-IPO. Ma esistono indicatori che chi fa business in questo spazio deve monitorare.<\/p>\n<p>Il primo segnale \u00e8 il crowdfunding industriale: Orbital Marine Power ha incluso investitori retail tramite piattaforme di equity crowdfunding nel finanziamento dell&#8217;O2. Questo schema, apparentemente marginale, \u00e8 un indicatore leading della maturit\u00e0 percepita di una tecnologia perch\u00e9 i retail investor entrano solo quando il risk profile diventa comprensibile. Il fatto che ci siano sottoscrizioni retail in un progetto di ingegneria subacquea nelle Orcadi \u00e8, per chi sa leggere i segnali deboli, un dato strutturalmente rilevante.<\/p>\n<p>Il secondo segnale \u00e8 la struttura dei contratti pubblici britannici. L&#8217;inclusione della tidal stream nei CfD con strike price negoziati \u00e8 il meccanismo che trasforma una promessa tecnologica in un mercato reale: significa che esiste un acquirente garantito per l&#8217;elettricit\u00e0 prodotta, il che sblocca il finanziamento bancario che fino a quel momento rimane prudente. Lo stesso schema aveva reso possibile il boom eolico offshore tra il 2012 e il 2018.<\/p>\n<p>Il terzo segnale \u00e8 geopolitico-industriale: la Cina sta investendo massicciamente nelle energie rinnovabili marine, con ambizioni di diventare il principale produttore di turbine mareomotrici mondiali entro il 2030, replicando la strategia gi\u00e0 eseguita con i pannelli solari e le batterie. Chi aspetta che il mercato sia maturo per entrarci potrebbe ritrovarsi a comprare turbine cinesi invece di vendere componenti europei.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il lavoro da fare adesso non \u00e8 investire nel settore, ma mappare la propria esposizione alla filiera. Le aziende italiane di componentistica meccanica di precisione, trattamenti superficiali anti-corrosione, sistemi di cablaggio subacqueo, calcestruzzi speciali per strutture offshore e ingegneria strutturale per ambienti marini sono gi\u00e0 potenziali fornitori di primo livello per i grandi integratori di sistema. Il rischio immediato non \u00e8 di perdita economica diretta, ma di esclusione dalla qualification list dei progetti europei in corso, qualification che richiede tipicamente 12-18 mesi di iter. Chi non avvia il processo di accreditamento oggi non sar\u00e0 qualificato quando partiranno gli ordini dei prossimi 24 mesi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> la Francia da sola prevede l&#8217;installazione di 250 megawatt di capacit\u00e0 mareomotrice, con gare che partiranno in modo strutturato nei prossimi tre anni. Il mercato delle forniture sar\u00e0 europeo per preferenza politica e per logistica, ma non sar\u00e0 automaticamente italiano: sar\u00e0 di chi ha costruito una relazione con i general contractor prima dell&#8217;apertura delle gare. Le aziende italiane di subfornitura che operano gi\u00e0 nell&#8217;offshore oil and gas o nell&#8217;eolico marino hanno una finestra di vantaggio competitivo reale, perch\u00e9 le certificazioni e le metodologie sono in larga parte trasferibili. Chi ha un catalogo di prodotti certificati DNV o Bureau Veritas per l&#8217;ambiente marino \u00e8 gi\u00e0 a met\u00e0 strada.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale pi\u00f9 rilevante non \u00e8 tecnologico, \u00e8 finanziario. L&#8217;Unione Europea ha incluso l&#8217;energia marina nel Fondo per l&#8217;Innovazione e nei programmi Horizon Europe, con allocazioni che crescono in ogni ciclo di bilancio. Il meccanismo del bilancio UE 2028-2034, attualmente in discussione, ha una componente energetica che alcune stime collocano attorno a 80 miliardi di euro complessivi per le fonti rinnovabili di nuova generazione. Chi costruisce oggi la reputazione come fornitore qualificato di questa filiera, con referenze su progetti attivi, entra in ogni ciclo di finanziamento con un vantaggio competitivo che le aziende entry-level non possono replicare in tempi brevi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura di precisione e componentistica meccanica.<\/strong> Le turbine mareomotrici operano in un ambiente di stress meccanico estremo: densit\u00e0 dell&#8217;acqua ottocento volte superiore all&#8217;aria, correnti che invertono direzione quattro volte al giorno, salinit\u00e0 e pressione costanti su materiali e guarnizioni. I componenti che durano in questo ambiente sono l&#8217;equivalente marino dei componenti aerospaziali: i margini sono pi\u00f9 alti della media del settore, ma le barriere di qualificazione anche. Le aziende italiane di lavorazione meccanica di precisione che operano gi\u00e0 per l&#8217;oil and gas o per il medicale hanno la base tecnica per qualificarsi. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che la domanda \u00e8 ancora bassa abbastanza da rendere ogni fornitore qualificato un partner rilevante, non un commodity.<\/p>\n<p><strong>Ingegneria e consulenza impiantistica.<\/strong> I progetti di installazione subacquea richiedono engineering specialistico che in Europa \u00e8 ancora scarso rispetto alla domanda prevista. Le imprese di ingegneria italiana che hanno esperienza in opere idrauliche, gallerie subacquee, fondazioni marine o infrastrutture portuali complesse hanno competenze trasferibili con investimenti moderati in adeguamento normativo. La nicchia meno ovvia \u00e8 quella della pianificazione della manutenzione in ambienti con finestre operative ristrette: la logistica di intervenire in quattro finestre da due ore al giorno, come descritto dal project director di And Peak, \u00e8 un problema di ottimizzazione operativa prima ancora che di ingegneria, e richiede competenze di project management e scheduling che alcune PMI italiane gi\u00e0 possiedono.<\/p>\n<p><strong>Formazione tecnica e trasferimento di know-how.<\/strong> Il settore che nessuno sta guardando dentro questo settore \u00e8 la formazione specialistica. L&#8217;industria mareomotrice europea ha un problema strutturale di scarsit\u00e0 di tecnici qualificati, un problema che Fraser Johnson di And Peak ha citato esplicitamente come la sfida pi\u00f9 grande del progetto. ITS, politecnici e centri di formazione tecnica avanzata che sviluppano percorsi certificati in ingegneria marina, manutenzione di sistemi subacquei o gestione di impianti in ambienti estremi hanno davanti un mercato B2B che pagher\u00e0 bene per accedere a talenti formati. L&#8217;opportunit\u00e0 si lega anche ai fondi europei per la formazione professionale legata alla transizione energetica.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: le variabili che possono fermare la curva di costo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: dipendenza dalla continuit\u00e0 del supporto pubblico.<\/strong> L&#8217;intera traiettoria di costo dell&#8217;energia mareomotrice dipende dalla continuit\u00e0 dei meccanismi di supporto governativo, in particolare i CfD britannici e gli incentivi francesi. Se un cambio di governo o una crisi fiscale porta alla riduzione o alla modifica di questi schemi, come gi\u00e0 successo in Spagna con il fotovoltaico tra il 2010 e il 2013, gli investitori si ritirano e la curva di costo si ferma. Per le aziende della filiera, questo significa che i contratti pluriennali con clausole di indicizzazione e uscita sono pi\u00f9 importanti dei margini nominali.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: la competizione asimmetrica cinese.<\/strong> La Cina ha replicato in ogni nuovo settore delle rinnovabili la stessa strategia: sussidiare massicciamente la produzione nazionale fino a raggiungere scale che abbattono i costi al di sotto di qualsiasi competitor occidentale, poi conquistare i mercati globali con prezzi che i produttori europei non possono eguagliare senza perdere margine. Con l&#8217;eolico offshore, l&#8217;Europa \u00e8 riuscita finora a mantenere una presenza competitiva grazie a vincoli normativi e di localizzazione. Nei nuovi segmenti come il mareomotore, questi vincoli sono meno consolidati, e una penetrazione cinese rapida potrebbe chiudere in pochi anni la finestra di opportunit\u00e0 per i fornitori europei.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: i vincoli ambientali come trigger di blocco progettuale.<\/strong> Le ricerche sull&#8217;impatto delle turbine mareomotrici sulla fauna marina sono ancora nella fase iniziale. I dati sull&#8217;interazione con i mammiferi marini sono promettenti, ma la ricerca a lungo termine su sedimenti, habitat di fondo e catena alimentare \u00e8 incompleta. In Europa, dove i processi di valutazione di impatto ambientale (VIA) per le opere marine possono richiedere anni e bloccare progetti gi\u00e0 finanziati, l&#8217;incertezza regolamentare \u00e8 un rischio reale che pu\u00f2 prolungare i tempi di sviluppo e aumentare il costo del capitale. Le aziende della filiera devono costruire nei propri forecast un buffer di tempo e di costo per questo tipo di friction regolatoria.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sulla Filiera Mareomotrice<\/h2>\n<p><strong>Quale \u00e8 il costo attuale dell&#8217;energia mareomotrice rispetto alle altre rinnovabili?<\/strong><br \/>L&#8217;energia mareomotrice costa attualmente tra 250 e 280 sterline per megawattora nel Regno Unito, circa 3,5 volte l&#8217;eolico offshore. Tuttavia, le previsioni indicano un calo fino a 80-90 euro per megawattora entro il 2035, seguendo la stessa curva di riduzione dell&#8217;eolico offshore.<\/p>\n<p><strong>Quando inizieranno gli ordini industriali su larga scala per i fornitori della filiera?<\/strong><br \/>I prossimi 18-24 mesi rappresentano la finestra critica. La Francia prevede l&#8217;installazione di 250 megawatt entro tre anni, il Regno Unito ha integrato la tidal stream nei CfD, e le aste pubbliche apriranno progressivamente nel 2026-2028. Chi costruisce credibilit\u00e0 tecnica adesso entrer\u00e0 nei vendor list dei progetti quando gli ordini accelereranno.<\/p>\n<p><strong>Quale expertise delle aziende italiane \u00e8 pi\u00f9 richiesta nel settore mareomotrice?<\/strong><br \/>Le aziende italiane di componentistica meccanica di precisione, trattamenti anti-corrosione subacquei, ingegneria strutturale marina e project management in ambienti estremi hanno competenze immediatamente trasferibili dall&#8217;offshore oil and gas e dall&#8217;eolico marino. La scarsit\u00e0 di tecnici qualificati in Europa crea opportunit\u00e0 anche per la formazione specialistica.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i principali rischi di mercato per chi entra nella filiera marina adesso?<\/strong><br \/>I tre rischi principali sono: dipendenza dai sussidi governativi europei, penetrazione competitiva cinese nel settore delle turbine, e vincoli ambientali che potrebbero ritardare i progetti. I contratti devono prevedere clausole di indicizzazione per proteggere i margini da cambiamenti normativi.<\/p>\n<p><strong>Come iniziare concretamente come fornitore della filiera mareomotrice?<\/strong><br \/>Il primo passo \u00e8 mappare quali dei propri prodotti e competenze sono gi\u00e0 certificati per ambienti marini (DNV, Bureau Veritas). Successivamente, avviare relazioni con i general contractor europei, partecipare a bandi pre-qualificazione per le gare pubbliche francesi e britanniche, e costruire case studies con progetti pilota in corso.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: il vero mercato non \u00e8 l&#8217;energia<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa storia non \u00e8 la turbina. \u00c8 il pattern che riconosco per averlo visto gi\u00e0 tre volte nelle ultime due decadi.<\/p>\n<p>Nel 2005, quando incontravo imprenditori italiani che producevano componenti per l&#8217;eolico, la maggioranza mi diceva che era un mercato di nicchia, troppo dipendente dai sussidi, troppo incerto. Le aziende tedesche e danesi che si erano qualificate nella filiera in quegli anni avevano costruito posizioni di mercato che oggi valgono centinaia di milioni di euro in ordini stabili. Nel 2012, lo stesso discorso veniva fatto sul fotovoltaico utility-scale. Nel 2018, sulle batterie industriali.<\/p>\n<p>Il pattern \u00e8 sempre identico: tecnologia cara, dipendente da supporto pubblico, incerta nei tempi di maturazione. E poi, in un arco di cinque anni, una combinazione di economie di scala, consolidamento delle supply chain e pressione regolamentare che trasforma la nicchia in mercato standard. Ogni volta, chi aveva costruito posizione nella fase di incertezza aveva margini e relazioni che chi arrivava dopo non riusciva pi\u00f9 a replicare.<\/p>\n<p>Oggi il settore mareomotore \u00e8 esattamente dove era l&#8217;eolico offshore nel 2008. La tecnologia funziona, i costi sono ancora alti, i governi stanno costruendo i meccanismi di supporto, e la filiera ha ancora spazio per nuovi entranti qualificati. Tra tre anni, lo stesso settore avr\u00e0 probabilmente una struttura di vendor list consolidata dove entrare sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile e meno redditizio.<\/p>\n<p>Quello che trovo meno convincente \u00e8 l&#8217;argomento &#8220;aspettiamo che il mercato maturi&#8221;. Lo sento spesso da imprenditori che gestiscono bene la propria operativit\u00e0 quotidiana ma che confondono la prudenza operativa con la strategia di lungo periodo. La prudenza dice di non investire in un mercato incerto. La strategia dice che i mercati incerti sono gli unici dove un entrante di medie dimensioni pu\u00f2 ancora costruire una posizione competitiva difendibile. Nei mercati maturi, la battaglia \u00e8 solo sul prezzo, e l\u00ec vince chi ha la scala pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa: non si tratta di diventare un&#8217;azienda energetica. Si tratta di capire quale pezzo della propria manifattura o del proprio know-how ingegneristico \u00e8 trasferibile a una filiera che nei prossimi cinque anni spender\u00e0 miliardi di euro in Europa, e costruire oggi quella credibilit\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: cosa seguire nelle prossime settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del mercato britannico:<\/strong> i risultati della prossima asta CfD per la tidal stream energy, attesa entro fine 2026, stabiliranno lo strike price di riferimento e daranno il segnale pi\u00f9 preciso sullo stato di maturit\u00e0 commerciale del settore. Un prezzo sotto le 150 sterline per megawattora sarebbe un segnale forte di accelerazione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del mercato francese:<\/strong> l&#8217;avanzamento del programma da 250 megawatt annunciato da EDF e i dettagli del processo di gara per fornitori. La Francia tende a privilegiare la filiera nazionale nei grandi progetti energetici, ma le specifiche tecniche lasciano spesso spazio a fornitori europei di componentistica specialistica.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati finanziari:<\/strong> il livello dei tassi BCE nei prossimi due trimestri ha un impatto diretto sulla fattibilit\u00e0 finanziaria dei progetti infrastrutturali di lungo periodo. Una politica accomodante stabile fino a fine 2026 renderebbe questa finestra di investimento nella filiera particolarmente favorevole.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte regolamentare europeo:<\/strong> le linee guida della Commissione sulle valutazioni di impatto ambientale per le opere marine offshore sono in revisione nell&#8217;ambito del pacchetto semplificazione. Una riduzione dei tempi di VIA sarebbe un accelerante diretto per gli investimenti nel settore.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte competitivo cinese:<\/strong> i movimenti di CSSC (China State Shipbuilding Corporation) e Dongfang Electric nel segmento delle turbine mareomotrici. Questi attori sono gi\u00e0 presenti nei test europei e ogni acquisizione o partnership con player europei deve essere letta come segnale di posizionamento strategico, non come collaborazione industriale neutrale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Conclusione: La marea non aspetta<\/h2>\n<p>Al largo delle Orcadi, l&#8217;O2 di Orbital Marine Power converte in elettricit\u00e0 la stessa forza gravitazionale che muove gli oceani da miliardi di anni. Non \u00e8 romanticismo energetico: \u00e8 un calcolo di prevedibilit\u00e0 che vale, in termini assicurativi e di pianificazione della rete, molto pi\u00f9 del suo costo nominale attuale.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco non \u00e8 tra fonti energetiche rinnovabili: \u00e8 tra ecosistemi industriali. L&#8217;Europa sta costruendo una filiera dell&#8217;energia marina che nei prossimi dieci anni generer\u00e0 decine di miliardi di euro in ordini industriali. La domanda non \u00e8 se la tecnologia funzioner\u00e0: funziona gi\u00e0. La domanda \u00e8 quale industria nazionale star\u00e0 dentro quella filiera quando la scala raggiunger\u00e0 la soglia di profittabilit\u00e0 di mercato.<\/p>\n<p>Entrare in una filiera industriale non \u00e8 una questione di budget, \u00e8 una questione di tempistica. Il tuo prodotto non deve essere perfetto per il mercato di domani: deve essere qualificato per il mercato di dopodomani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;energia che arriva dalla luna vale meno di quella che sai gi\u00e0 comprare L&#8217;energia mareomotrice \u00e8 affascinante, prevedibile e ancora tre volte pi\u00f9 cara dell&#8217;eolico. Ma le imprese europee che ignorano questa tecnologia oggi rischiano di trovarsi fuori da una filiera che tra cinque anni non avr\u00e0 pi\u00f9 posti disponibili. 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