{"id":533,"date":"2026-05-03T07:04:04","date_gmt":"2026-05-03T06:04:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/difesa-europea-lopportunita-industriale-che-non-puoi-perdere"},"modified":"2026-05-05T12:11:50","modified_gmt":"2026-05-05T11:11:50","slug":"difesa-europea-lopportunita-industriale-che-non-puoi-perdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/difesa-europea-lopportunita-industriale-che-non-puoi-perdere","title":{"rendered":"Difesa Europea: L&#8217;Opportunit\u00e0 Industriale che non Puoi Perdere"},"content":{"rendered":"<h1>L&#8217;America manda la fattura: quanto vale per te la difesa europea<\/h1>\n<p><em>Washington rallenta le forniture di armi all&#8217;Europa mentre consuma le sue scorte in Iran. Non \u00e8 una crisi dell&#8217;alleanza atlantica. \u00c8 l&#8217;apertura del pi\u00f9 grande programma di acquisti industriali che l&#8217;Europa abbia lanciato dai tempi della Guerra Fredda.<\/em><\/p>\n<hr>\n<p><strong>Se produci difesa, energia o macchinari, il tuo mercato di riferimento sta cambiando forma<\/strong><\/p>\n<p>Mentre Washington consuma le sue scorte di munizioni di precisione in Medio Oriente, l&#8217;Europa scopre di dover ricominciare a badare a se stessa. Per le imprese italiane, questo non \u00e8 un problema di sicurezza nazionale. \u00c8 un&#8217;opportunit\u00e0 industriale con un countdown preciso.<\/p>\n<hr>\n<p>Bruxelles, 3 maggio 2026. Da qualche parte in una cancelleria europea, un funzionario della difesa sta leggendo un messaggio di Washington che dice, sostanzialmente, aspettate. I missili HIMARS ordinati da Estonia e Polonia arriveranno, ma non adesso. Il Pentagono ha priorit\u00e0 pi\u00f9 urgenti: 8,5 miliardi di dollari in forniture di emergenza verso il Golfo Persico, Qatar in testa, poi Kuwait, Israele, Emirati Arabi Uniti. Il tutto autorizzato attraverso poteri di emergenza che bypassano il Congresso, un meccanismo che l&#8217;amministrazione Trump ha imparato a usare come carta jolly in ogni dominio di politica estera.<\/p>\n<p><strong>La vera notizia non \u00e8 che l&#8217;America sta vendendo armi al Golfo. Lo fa da cinquant&#8217;anni. La notizia \u00e8 che lo sta facendo consumando le scorte che dovrebbero servire a deterrere la Cina, a supportare l&#8217;Europa, e a mantenere la credibilit\u00e0 dell&#8217;alleanza atlantica.<\/strong><\/p>\n<p>Per chi fa business internazionale, questo scenario non \u00e8 un fatto militare lontano. \u00c8 il trigger di una delle pi\u00f9 rapide trasformazioni della spesa industriale europea degli ultimi trent&#8217;anni, con effetti che toccano la filiera manifatturiera, i contratti pubblici, i partner commerciali e persino i tassi di credito.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Le Armi che Non Arrivano e i Miliardi che Cambiano Direzione<\/h2>\n<p>L&#8217;amministrazione Trump ha approvato forniture di emergenza per oltre 8,5 miliardi di dollari verso quattro paesi del Golfo Persico. Il Qatar riceve la quota maggiore, seguito da Kuwait, Israele ed Emirati Arabi Uniti. La designazione come &#8220;emergenza&#8221; consente di aggirare il controllo del Congresso, uno strumento che secondo i costituzionalisti americani viene impiegato in modo sistematico, non per rispondere a crisi oggettive, ma come tattica di governo.<\/p>\n<p>Il Financial Times ha riportato nei giorni scorsi la comunicazione formale di Washington agli alleati europei. UK, Polonia, Lituania ed Estonia devono aspettarsi &#8220;lunghi ritardi&#8221; nelle consegne di sistemi d&#8217;arma gi\u00e0 ordinati. L&#8217;Estonia ha confermato che i ritardi riguardano in particolare i sistemi HIMARS. La Finlandia ha scelto toni pi\u00f9 cauti, ma il presidente Stubb ha definito la situazione &#8220;un segreto di Pulcinella.&#8221;<\/p>\n<p>Sul fronte della capacit\u00e0 militare complessiva, l&#8217;analisi degli esperti \u00e8 unanime. Gli Stati Uniti dispongono di munizioni sufficienti per sostenere la campagna in corso contro l&#8217;Iran, che rimane una &#8220;potenza regionale di medio livello&#8221; nelle parole degli analisti di sicurezza. Il problema \u00e8 strutturale. Il ritmo di consumo delle munizioni di precisione nel conflitto iraniano ha eroso una quota significativa delle scorte destinate a deterrere la Cina nel Pacifico e a supportare gli alleati europei in caso di escalation russa.<\/p>\n<p>I numeri politici completano il quadro: oltre l&#8217;80% dei democratici americani supporta la NATO, meno del 40% dei repubblicani. Una frattura che non \u00e8 congiunturale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale, \u00c8 Strutturale<\/h2>\n<p>La guerra in Iran ha fatto quello che nessuna analisi strategica aveva previsto con questa velocit\u00e0: ha assorbito l&#8217;ossigeno dell&#8217;intera politica estera americana. Ogni decisione di Washington, dai rapporti con la Germania alla riduzione delle truppe in Europa, viene oggi filtrata attraverso una domanda sola. Come usciamo dall&#8217;Iran senza un disastro alle elezioni di midterm?<\/p>\n<p>Questo timing \u00e8 rilevante per le imprese europee per una ragione precisa. Le agenzie di intelligence di Finlandia, Estonia e Polonia stimano che la Russia potrebbe essere pronta per un conflitto con l&#8217;Europa entro il 2029. Alcuni analisti spostano la finestra di rischio sulla Cina gi\u00e0 al 2026. Questi dati non sono nuovi. Quello che \u00e8 nuovo \u00e8 che arrivano nel momento in cui l&#8217;ombrello americano mostra la prima vera perdita di pressione strutturale, non retorica.<\/p>\n<p>Il precedente storico pi\u00f9 utile non \u00e8 il 2022, quando la Russia invase l&#8217;Ucraina. \u00c8 il 2011-2014, quando l&#8217;Europa ignor\u00f2 gli avvertimenti di Obama sul burden-sharing della NATO e si trov\u00f2 impreparata quando il contesto geopolitico cambi\u00f2 sotto i piedi. Quella volta ci fu tempo per correggere. Adesso il margine \u00e8 pi\u00f9 stretto, e il mercato della difesa europeo lo sa gi\u00e0: la spesa militare del continente \u00e8 cresciuta del 17% nel 2024 e le proiezioni per il 2025 e 2026 sono ancora pi\u00f9 aggressive.<\/p>\n<p>La BCE, che ha tenuto la sua riunione di politica monetaria il 30 aprile scorso, ha confermato condizioni di credito in irrigidimento per le imprese europee. Ha anche segnalato che i settori legati alla difesa e alle infrastrutture strategiche restano tra i pochi con accesso al credito su tranche favorevoli. Non \u00e8 un segnale debole. \u00c8 un segnale operativo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Cosa Si Muove Gi\u00e0<\/h2>\n<p>L&#8217;oro si mantiene su livelli elevati, sostenuto dal flight-to-safety che dura ormai da settimane. Il petrolio ha mostrato volatilit\u00e0 nelle ultime sessioni, con il Brent che oscilla in una forchetta che riflette l&#8217;incertezza sulle forniture dal Golfo, un&#8217;area che gestisce una quota significativa dell&#8217;export energetico verso l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Le valute raccontano una storia pi\u00f9 articolata. L&#8217;euro ha tenuto meglio del previsto contro il dollaro nella settimana corrente, in parte perch\u00e9 il mercato percepisce che la Fed \u00e8 vincolata da dati inflattivi ancora elevati. Tra i dichiaranti del board federale, Waller ha usato la locuzione &#8220;one transitory shock after another&#8221; per descrivere l&#8217;ambiente attuale. La Fed \u00e8 in una posizione scomoda: inflazione ancora presente, crescita in rallentamento, nessun margine per tagli aggressivi. Questo mantiene il costo del capitale alto anche per le PMI esportatrici italiane che si finanziano in dollari o che hanno clienti con esposizione in valuta.<\/p>\n<p>I titoli della difesa europea, da Rheinmetall a Leonardo, hanno registrato performance positive sostenute nell&#8217;ultimo trimestre, con flussi in ingresso da investitori istituzionali che leggono l&#8217;autonomia strategica europea non come uno slogan politico ma come un programma di spesa pluriennale. Gli spread sui bond sovrani dei paesi dell&#8217;Europa orientale mostrano pressione, segnale che i mercati prezzano gi\u00e0 un premio di rischio per la frontiera est.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sui mercati delle materie prime energetiche resta alta, e i premi assicurativi sulle rotte marittime nel Golfo Persico non si sono normalizzati dopo l&#8217;inizio della campagna iraniana. Questo si traduce in costi logistici strutturalmente pi\u00f9 alti per le imprese europee che importano o transitano in quell&#8217;area.<\/p>\n<hr>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> chi ha contratti con clienti governativi europei nel settore difesa o sicurezza deve verificare oggi lo stato delle forniture di componenti a doppio uso. Il mercato delle subforniture per sistemi d&#8217;arma europei sta gi\u00e0 registrando pressioni sui lead time. Le imprese che producono componentistica elettronica, materiali speciali o sistemi di comunicazione devono aspettarsi richieste di accelerazione dai clienti. Sul fronte opposto, chi dipende da rotte marittime nel Golfo per importare materie prime o semilavorati deve rivalutare i premi assicurativi e i tempi di consegna nei contratti in corso.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> il budget della difesa europeo si trasformer\u00e0 in ordini reali. Il Consiglio europeo ha gi\u00e0 approvato il meccanismo SAFE per finanziare acquisti congiunti di armamenti, con una dotazione iniziale che supera i 150 miliardi di euro. Le imprese del manifatturiero avanzato, dell&#8217;aerospazio, dell&#8217;elettronica e dei materiali compositi che non stanno attivamente lavorando per posizionarsi in questa filiera stanno perdendo una finestra che si aprir\u00e0 in modo concentrato nei prossimi 12-18 mesi. Chi \u00e8 gi\u00e0 presente nei cataloghi dei grandi prime contractor europei, Leonardo, Airbus, KNDS, Thales, \u00e8 in una posizione strutturalmente diversa da chi arriva adesso. Ma adesso \u00e8 ancora possibile arrivare.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale \u00e8 questo. L&#8217;Europa sta costruendo una capacit\u00e0 industriale della difesa autonoma per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda. Non \u00e8 un ciclo di spesa. \u00c8 un ridisegno permanente delle catene di fornitura in un settore che vale centinaia di miliardi l&#8217;anno e che fino a ieri dipendeva in modo sproporzionato da componenti e piattaforme americane. Le imprese che entrano in questa filiera nei prossimi 18 mesi costruiscono relazioni e qualifiche che durano decenni. Quelle che aspettano si troveranno di fronte a barriere all&#8217;ingresso molto pi\u00f9 alte.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero avanzato e componentistica aerospaziale<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione \u00e8 diretta e immediata. La corsa europea alla riarma non si traduce solo in acquisto di missili e carri armati. Si traduce in ordini per sistemi idraulici, attuatori, strutture in composito, avionica, propulsione. Le PMI italiane che gi\u00e0 lavorano per Airbus o Leonardo hanno un vantaggio di qualifica enorme. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nelle nuove piattaforme che l&#8217;Europa sta sviluppando in autonomia: il programma GCAP per il caccia di sesta generazione, i sistemi missilistici MBDA, i droni militari di produzione europea. Queste filiere cercano attivamente nuovi fornitori qualificati.<\/p>\n<p><strong>Energia e infrastrutture critiche<\/strong><\/p>\n<p>Il nesso tra autonomia strategica militare e autonomia energetica \u00e8 diretto. I paesi dell&#8217;Europa orientale che si stanno riarminando stanno anche investendo in infrastrutture energetiche per ridurre la dipendenza da fonti non affidabili. Le imprese italiane dell&#8217;energia, dalla componentistica per impianti di rigassificazione agli impianti per le rinnovabili, trovano un mercato che compra per ragioni strategiche prima che economiche. Chi sa leggere questa domanda come domanda di sicurezza piuttosto che come domanda di mercato pu\u00f2 costruire posizionamenti molto pi\u00f9 solidi.<\/p>\n<p><strong>Logistica e supply chain management<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione qui \u00e8 a doppio senso. Chi dipende da rotte o fornitori nel Golfo o nel Sud-Est asiatico sta gi\u00e0 subendo costi pi\u00f9 alti e lead time allungati. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 meno ovvia: la domanda di rerouting e nearshoring logistico in Europa \u00e8 in forte crescita. I paesi baltici, la Polonia, la Romania stanno diventando hub logistici regionali anche per ragioni di sicurezza delle supply chain. Le imprese italiane con competenze in logistica integrata, magazzinaggio avanzato o gestione doganale hanno un mercato in forte espansione nei prossimi 18-24 mesi, a patto di arrivarci con strutture locali o partnership radicate.<\/p>\n<p><strong>Fintech e sicurezza informatica<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione meno ovvia. Ogni incremento di spesa nella difesa europea porta con s\u00e9 requisiti di sicurezza informatica che si estendono a tutta la filiera, inclusi i fornitori civili. Le normative NIS2 e il Cyber Resilience Act europeo stanno gi\u00e0 creando obblighi per le imprese che lavorano con soggetti nel settore della difesa o delle infrastrutture critiche. Chi non si \u00e8 ancora adeguato rischia di perdere la qualifica come fornitore proprio nel momento in cui la domanda \u00e8 massima.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation non lineare nel Golfo<\/strong><\/p>\n<p>La guerra in Iran consuma munizioni americane a un ritmo che l&#8217;amministrazione Trump non aveva previsto. Se il conflitto si allarga o si prolunga oltre i parametri attuali, il riallineamento delle priorit\u00e0 USA si approfondisce ulteriormente. Per le imprese europee esposte a rotte del Golfo, questo significa un prolungamento strutturale dei costi logistici elevati e dei premi assicurativi. Per chi esporta verso i paesi del Golfo, significa clienti sempre pi\u00f9 sotto pressione e cicli di pagamento potenzialmente allungati.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Rottura accelerata del legame transatlantico<\/strong><\/p>\n<p>Il ritiro parziale di truppe dalla Germania e i ritardi nelle forniture agli alleati europei non sono ancora una rottura. Sono una serie di segnali che puntano nella stessa direzione. Se entro i midterm americani del 2026 la narrativa di Washington consolida la retorica del &#8220;l&#8217;Europa si difenda da sola&#8221;, il mercato potrebbe anticipare una ristrutturazione formale del rapporto NATO-USA. Questo accelererebbe la spesa europea, ma creerebbe anche volatilit\u00e0 sui mercati obbligazionari dei paesi con deficit elevati, Italia inclusa.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Finestra Taiwan compressa<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;erosione delle scorte di munizioni di precisione americane riduce oggettivamente la deterrenza verso la Cina sul breve periodo. Se Pechino legge questa finestra come un&#8217;opportunit\u00e0, le conseguenze sull&#8217;economia globale, e in particolare sulle supply chain di semiconduttori, sarebbero di un ordine di grandezza superiore a qualsiasi perturbazione attuale. Le imprese che dipendono da componentistica taiwanese o da clienti nell&#8217;elettronica di consumo devono avere un piano alternativo gi\u00e0 in bozza.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Guardando questa situazione, la prima cosa che mi viene in mente \u00e8 che l&#8217;Europa sta vivendo un paradosso che ho visto ripetersi in molte aziende che seguo. Le migliori opportunit\u00e0 di mercato arrivano nel momento di massimo disagio strutturale, quando la visibilit\u00e0 \u00e8 scarsa e la voglia di muoversi \u00e8 minima.<\/p>\n<p>Quello che Washington sta facendo, al di l\u00e0 della narrativa pubblica sull&#8217;emergenza iraniana, \u00e8 spostare il costo della sicurezza europea sugli europei stessi. Non \u00e8 un errore di calcolo. \u00c8 un calcolo deliberato, mascherato da disattenzione. L&#8217;amministrazione Trump ha scoperto che l&#8217;Europa paga, letteralmente, quando viene messa sotto pressione: lo ha dimostrato con i dazi, lo sta dimostrando con la NATO, e lo sta facendo con le forniture di armi. La vera partita non \u00e8 l&#8217;Iran. L&#8217;Iran \u00e8 il trigger. La vera partita \u00e8 quanto l&#8217;Europa \u00e8 disposta a pagare per mantenere una relazione che l&#8217;altro lato sta sistematicamente svalutando.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane, questo si traduce in una domanda operativa che raramente viene posta con sufficiente durezza. Il tuo piano commerciale per i prossimi tre anni si regge su un&#8217;Europa che ha ancora bisogno di comprare sicurezza dagli americani, o su un&#8217;Europa che sta costruendo la sua? Sono due mercati diversi, con player diversi, con budget diversi e con cicli di decisione d&#8217;acquisto completamente diversi.<\/p>\n<p>Quello che vedo nelle PMI pi\u00f9 avanzate che seguo \u00e8 una tendenza chiara. Chi ha gi\u00e0 investito negli ultimi 18 mesi per qualificarsi come fornitore nella filiera difesa europea, anche con un singolo contratto pilota, anche con un solo cliente nel settore aerospaziale, si trova oggi in una posizione di vantaggio difficile da colmare per chi parte adesso. Non perch\u00e9 il mercato sia chiuso. Ma perch\u00e9 le qualifiche richiedono tempo, e il tempo \u00e8 la risorsa pi\u00f9 scarsa in questa finestra.<\/p>\n<p>La lezione operativa, quella che porto via da questa analisi, \u00e8 che l&#8217;autonomia strategica europea non \u00e8 uno slogan del prossimo Consiglio Europeo. \u00c8 gi\u00e0 un programma di acquisti. E i programmi di acquisti hanno fornitori.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sulla Difesa Europea e le Opportunit\u00e0 Industriali<\/h2>\n<p><strong>Come posso capire se la mia azienda \u00e8 esposta a questa transizione della difesa europea?<\/strong><\/p>\n<p>Se la tua azienda produce componentistica, materiali speciali, sistemi di comunicazione o soluzioni logistiche, sei potenzialmente esposto. Verifica se hai gi\u00e0 clienti nel settore aerospaziale, difesa o infrastrutture critiche. Se no, analizza se i tuoi prodotti potrebbero entrare in queste filiere. La domanda chiave \u00e8: i miei prodotti servono a costruire autonomia strategica europea? Se la risposta \u00e8 s\u00ec, il mercato sta aprendosi adesso.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il primo passo concreto per posizionarsi nella filiera della difesa europea?<\/strong><\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 la qualificazione. Contatta i grandi prime contractor europei (Leonardo, Airbus, KNDS, Thales, MBDA) e chiedi quale sia il processo di qualifica per i fornitori nel tuo settore. Contemporaneamente, verifica se i tuoi processi produttivi rispettano gi\u00e0 gli standard di sicurezza informatica dettati da NIS2 e dal Cyber Resilience Act. Questi obblighi diventeranno requisiti obbligatori per chiunque fornisca alla filiera difesa.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo ci vuole per ottenere una qualifica come fornitore della difesa europea?<\/strong><\/p>\n<p>I tempi variano da 6 a 18 mesi, a seconda della complessit\u00e0 del prodotto e della filiera. Per la componentistica aerospaziale di bassa criticit\u00e0, 6-9 mesi \u00e8 realistico. Per sistemi critici o avionica, 12-18 mesi \u00e8 lo standard. Adesso \u00e8 il momento migliore per iniziare, perch\u00e9 la domanda \u00e8 massima e i clienti sono pi\u00f9 disponibili ad accelerare i processi di qualifica rispetto agli anni passati.<\/p>\n<p><strong>Cosa succede se aspetto un anno prima di muovermi su questo mercato?<\/strong><\/p>\n<p>Rischi di perdere una finestra di opportunit\u00e0 difficile da recuperare. Non per mancanza di mercato, che crescer\u00e0 ulteriormente, ma per l&#8217;accesso a posizioni privilegiate. Chi si qualifica nei prossimi 12 mesi entra negli elenchi fornitori dei grandi contractor e costruisce relazioni decennali. Chi arriva dopo trover\u00e0 barriere all&#8217;ingresso molto pi\u00f9 alte e clienti gi\u00e0 forniti. Inoltre, i bonus di capacit\u00e0 produttiva e le agevolazioni creditizie per chi lavora nella difesa europea sono oggi pi\u00f9 generose che non saranno in futuro.<\/p>\n<p><strong>Come valutiamo il rischio geopolitico di una possibile instabilit\u00e0 atlantica?<\/strong><\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 reale, ma \u00e8 anche il motore della transizione che stiamo descrivendo. Se il legame transatlantico si indebolisce, la spesa europea per l&#8217;autonomia strategica accelera ulteriormente, non rallenta. Per un&#8217;azienda che fornisce al mercato della difesa europea, una rottura atlantica sarebbe una crisi di transizione breve seguita da un boom di ordinativi molto pi\u00f9 intenso. Per un&#8217;azienda che non si posiziona adesso, una rottura atlantica significa l&#8217;esclusione da un mercato che si sta ridisegnando.<\/p>\n<p><strong>Quali normative devo rispettare per lavorare nella filiera difesa europea?<\/strong><\/p>\n<p>Le principali sono: NIS2 (Direttiva sulla Sicurezza delle Reti e dei Sistemi Informativi), Cyber Resilience Act, eventuali standard internazionali per la componentistica aerospaziale (AS9100 per l&#8217;avionica, EN 9100 per l&#8217;aerospace). Se vendi a clienti governativi, le certificazioni ISO 27001 (sicurezza informatica) e ISO 45001 (sicurezza sul lavoro) diventano quasi obbligatorie. Non aspettare che i clienti te lo chiedano: adeguati proattivamente, perch\u00e9 la disponibilit\u00e0 e la certificazione sono gi\u00e0 criterio di selezione in molti bandi europei.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> dichiarazioni del Pentagono sullo stato delle scorte di munizioni, eventuali nuove designazioni di emergenza per vendite d&#8217;armi, progressi o stalli nei negoziati con Teheran. Un cessate il fuoco prima delle elezioni di midterm cambierebbe radicalmente il quadro.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> approvazione formale del meccanismo SAFE e prime gare d&#8217;appalto congiunte, posizione della Germania sul bilancio della difesa dopo la recente crisi con Washington, segnali dal Parlamento europeo sulla revisione dei requisiti NIS2 per i fornitori della filiera difesa.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> spread BTP-Bund come proxy del rischio percepito sull&#8217;Italia in un contesto di aumento della spesa per la difesa, prezzo del Brent e premi assicurativi sulle rotte del Golfo Persico, volatilit\u00e0 implicita sull&#8217;euro\/dollaro nelle prossime sessioni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte industriale:<\/strong> annunci di nuovi contratti di qualifica da parte di Leonardo, Rheinmetall, MBDA e KNDS per fornitori europei nella componentistica avanzata; eventuali bandi EDIP (European Defence Industry Programme) con apertura a PMI qualificate.<\/p>\n<hr>\n<h2>L&#8217;Alleanza che Non Si Pu\u00f2 Dare per Scontata<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 un funzionario estone che ha usato una frase che vale la pena ricordare: &#8220;l&#8217;Europa dovrebbe sviluppare la sua industria della difesa molto pi\u00f9 velocemente, senza fare affidamento su paesi diversi nel mondo.&#8221; Lo ha detto con toni cauti, quasi diplomatici. Ma il contenuto \u00e8 esatto e irreversibile.<\/p>\n<p>L&#8217;America non sta abbandonando l&#8217;Europa. Sta inviando una fattura. E la fattura ha un importo che cresce ogni mese che passa senza che l&#8217;Europa costruisca alternative concrete. Per le imprese italiane, questo significa che il mercato che si sta aprendo non \u00e8 quello di chi vende alla NATO americana. \u00c8 quello di chi vende all&#8217;Europa che impara a difendersi da sola.<\/p>\n<p>Aspettare che la situazione si chiarisca non \u00e8 prudenza. \u00c8 il modo pi\u00f9 costoso per arrivare tardi a un mercato che si sta costruendo adesso, davanti ai tuoi occhi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;America manda la fattura: quanto vale per te la difesa europea Washington rallenta le forniture di armi all&#8217;Europa mentre consuma le sue scorte in Iran. Non \u00e8 una crisi dell&#8217;alleanza atlantica. \u00c8 l&#8217;apertura del pi\u00f9 grande programma di acquisti industriali che l&#8217;Europa abbia lanciato dai tempi della Guerra Fredda. Se produci difesa, energia o macchinari, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":532,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[926,924,933,932,341,931,830,925,923,80,927,929,661,935,928,6,930,934,30,721],"class_list":["post-533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-aerospazioitaliano","tag-autonomiastrategica","tag-componentisticaavanzata","tag-cyberresilience","tag-difesaeuropea","tag-eurodifesa","tag-exportmanager","tag-filieradifesa","tag-geopoliticausaeuropa","tag-internazionalizzazionepmi","tag-leonardo","tag-mercatosdifesa","tag-nis2","tag-opportunitadifesa","tag-rheinmetall","tag-rischiogeopolitico","tag-sicurezzanazionale","tag-spesamilitareeuropa","tag-strategiaaziendale","tag-supplychaindifesa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=533"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":545,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/533\/revisions\/545"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}