{"id":564,"date":"2026-05-07T19:04:16","date_gmt":"2026-05-07T18:04:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/merz-e-trump-non-si-parlano-impatti-per-le-aziende"},"modified":"2026-05-07T19:30:03","modified_gmt":"2026-05-07T18:30:03","slug":"merz-e-trump-non-si-parlano-impatti-per-le-aziende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/merz-e-trump-non-si-parlano-impatti-per-le-aziende","title":{"rendered":"Merz e Trump non si parlano: impatti per le aziende"},"content":{"rendered":"<p>Berlino, 7 maggio 2026. Friedrich Merz compie un anno da cancelliere tedesco con il 15% di tedeschi convinti che il suo governo stia facendo bene il proprio lavoro. Per dare un punto di riferimento: Olaf Scholz, nel momento pi\u00f9 buio della sua parabola politica, era intorno al 20%. Non \u00e8 un sondaggio di gradimento, \u00e8 una fotografia della frattura tra un governo che governa e una popolazione che non si riconosce pi\u00f9 in nessuna proposta del centro.<\/p>\n<p>Ma la cifra che conta davvero per chi fa business internazionale non \u00e8 quella sui sondaggi interni. \u00c8 il silenzio telefonico tra la Cancelleria federale e lo Studio Ovale che dura ormai da settimane, da quando Merz, in un incontro con studenti di liceo, ha detto quello che pensava dell&#8217;operazione militare americana in Iran: nessuna strategia di uscita, nessun piano, una nazione intera umiliata dai Pasdaran mentre i negoziatori americani volano a Islamabad per tornare a mani vuote. Parole precise, vere e devastanti nel timing.<\/p>\n<p>La risposta di Trump \u00e8 arrivata in forma di dollari e hardware: dazi sulle auto tedesche dal 10% al 25%, addio ai missili Tomahawk promessi da Biden per colmare il gap di deterrenza europea, ritiro programmato di 5.000 soldati dalla Germania. Ogni misura, presa singolarmente, \u00e8 gestibile. Tutte e tre insieme, mentre la Cina aspetta una visita di Trump e l&#8217;AFD supera il CDU nei sondaggi nazionali, compongono un quadro che le imprese europee non possono permettersi di leggere come gossip diplomatico.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: L&#8217;anno di Merz e il peso della disconnessione transatlantica<\/h2>\n<p>Il quadro macroeconomico tedesco \u00e8 documentato con precisione: la previsione di crescita per il 2025 era gi\u00e0 scesa da 0,9% a 0,4%, per poi essere rivista ulteriormente a 0,3%, contro una media europea dell&#8217;1,5%. La Germania \u00e8 l&#8217;unico grande paese dell&#8217;eurozona che cresce meno della met\u00e0 della media continentale. Questo accade prima di contabilizzare l&#8217;impatto della crisi iraniana sui prezzi energetici.<\/p>\n<p>L&#8217;industria automotive, storica locomotiva dell&#8217;export tedesco, assorbir\u00e0 l&#8217;impatto dei nuovi dazi americani al 25% su un volume che secondo le stime rappresenta il 23% dell&#8217;export di settore verso gli USA. Volkswagen ha gi\u00e0 annunciato riduzioni di capacit\u00e0 produttiva, complice il crollo delle vendite in Cina dove il mercato premium europeo ha perso quote strutturalmente a favore dei costruttori locali. Quando il principale cash cow di un settore intero, ovvero il mercato cinese, si restringe e contemporaneamente il secondo mercato di riferimento alza le barriere tariffarie, non \u00e8 una crisi ciclica: \u00e8 un cambio di struttura.<\/p>\n<p>Sul fronte delle capacit\u00e0 militari, la decisione di non dispiegare i Tomahawk in Germania lascia un gap di deterrenza che dovr\u00e0 essere coperto dal sistema missilistico europeo ELSA. Quest&#8217;ultimo non sar\u00e0 operativo per anni. La Germania ha nel frattempo inviato fisicamente, anche se non ancora con mandato parlamentare formale, imbarcazioni specializzate nello sminamento verso il Golfo Persico. \u00c8 uno dei rari casi in cui le Forze Armate tedesche dispongono di una capacit\u00e0 che gli USA non hanno e di cui hanno bisogno. Una leva negoziale reale, ma che richiede una finestra diplomatica aperta per essere spesa.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il momento in cui le architetture si riscrivono<\/h2>\n<p>Il timing di questa crisi non \u00e8 casuale. La rottura tra Merz e Trump arriva in un momento in cui tre dinamiche convergono simultaneamente: Trump ha i sondaggi al 34%, il pi\u00f9 basso della sua presidenza, con l&#8217;operazione iraniana che non produce vittorie comunicabili. La Cina \u00e8 la prossima destinazione diplomatica del presidente americano, con accordi che si formeranno senza la presenza europea al tavolo. L&#8217;AFD \u00e8 il primo partito nazionale tedesco per intenzioni di voto, tra il 26% e il 28%, mettendo Merz in una morsa tra la necessit\u00e0 di riformare e l&#8217;impossibilit\u00e0 politica di coalizzarsi con l&#8217;unico partner che avrebbe i numeri.<\/p>\n<p>Il precedente da tenere a mente \u00e8 il novembre scorso, quando Trump aveva tabulato un piano in 28 punti sull&#8217;Ucraina che i suoi stessi alleati repubblicani definirono in privato un documento uscito dal Cremlino. In quell&#8217;occasione Merz reag\u00ec in meno di 48 ore, tenne uniti gli europei durante un viaggio in Sudafrica e convinse Trump a fare un passo indietro. Quella capacit\u00e0 di interlocuzione oggi non esiste pi\u00f9. L&#8217;Europa non siede al tavolo sui negoziati ucraini. Il canale bilaterale \u00e8 muto. Trump si sta muovendo verso Putin con una logica che non include pi\u00f9 il mediatore tedesco.<\/p>\n<p>La BCE intanto pubblica oggi stesso il suo rapporto annuale sull&#8217;integrazione finanziaria europea: il documento registra progressi, ma segnala frammentazione persistente. Isabel Schnabel ha parlato oggi di erosione silenziosa dell&#8217;indipendenza delle banche centrali. Cipollone, due giorni fa, ha delineato scenari economici per il nuovo shock energetico. Il sistema europeo sta elaborando i dati, ma chi decide le traiettorie politiche si muove su frequenze che la BCE non controlla.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali deboli che anticipano i movimenti<\/h2>\n<p>L&#8217;euro ha mostrato volatilit\u00e0 implicita in aumento nelle ultime sessioni. Il mercato delle opzioni prezza una finestra di incertezza pi\u00f9 lunga del previsto sul differenziale di crescita eurozona-USA. Il differenziale di spread tra Bund tedeschi e Treasury americani si \u00e8 allargato in risposta alla revisione al ribasso delle stime di crescita tedesca. Questo rappresenta un segnale che il mercato obbligazionario inizia a prezzare un&#8217;economia tedesca strutturalmente pi\u00f9 debole rispetto a sei mesi fa.<\/p>\n<p>Il petrolio rimane su livelli elevati, alimentato dalla crisi iraniana in corso, con il WTI che ha trascinato al rialzo i costi logistici per le rotte che attraversano il Golfo Persico. I premi assicurativi per le spedizioni nella regione restano significativamente superiori alla media storica. Per le imprese italiane che importano componentistica o materie prime dall&#8217;Asia via Suez, questa non \u00e8 volatilit\u00e0 temporanea: \u00e8 un costo strutturale che si sta sedimentando nei contratti a lungo termine.<\/p>\n<p>Il settore automotive tedesco registra cali in borsa che precedono di alcuni mesi i risultati di bilancio, meccanismo classico del mercato che anticipa la compressione dei margini prima che appaia nei report trimestrali. Chi fornisce la filiera automotive tedesca, e qui le imprese italiane di subfornitura meccanica hanno una esposizione significativa, deve leggere questi movimenti come segnali operativi, non come rumore finanziario.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> la priorit\u00e0 operativa \u00e8 mappare l&#8217;esposizione alla filiera automotive tedesca. Qualsiasi azienda italiana che fornisce componenti, lavorazioni meccaniche, materiali o servizi a Volkswagen, BMW, Mercedes o alla loro catena di subfornitura deve quantificare oggi quale percentuale del fatturato dipende da ordini che a loro volta dipendono dalla produzione destinata al mercato USA. Il dazio al 25% non colpisce solo le case automobilistiche: comprime i margini lungo tutta la catena. I grandi gruppi scaricano quella compressione sui fornitori con ritardi di 90-180 giorni rispetto all&#8217;annuncio. Chi non ha ancora rivisto i propri contratti di fornitura alla luce di questo scenario sta gi\u00e0 perdendo margine senza saperlo.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una Germania che cresce intorno allo 0,3% mentre gli altri mercati europei crescono cinque volte tanto. Per le imprese italiane che hanno concentrato la propria strategia di internazionalizzazione sul mercato tedesco, questa \u00e8 una finestra per diversificare verso mercati del Nord Europa, Scandinavia e Polonia, che mostrano dinamiche di crescita ben diverse. Il vuoto diplomatico transatlantico, nel frattempo, crea un&#8217;opportunit\u00e0 non ovvia: gli USA hanno bisogno di interlocutori europei credibili proprio mentre il principale \u00e8 fuori gioco. Le imprese italiane con presenza diretta negli USA, specialmente nel manifatturiero avanzato e nell&#8217;agroalimentare premium, hanno una finestra per consolidare relazioni che due anni fa dovevano passare attraverso Berlino.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale \u00e8 questo: l&#8217;Europa non ha mai avuto un&#8217;architettura diplomatica che non dipendesse da un singolo paese pivot. Prima era la Francia con De Gaulle, poi la Germania con Kohl e Merkel. Ogni volta che quel pivot si indebolisce, il sistema si riorganizza attorno a nuove geometrie. Se Merz non recupera il canale con Washington, e se contemporaneamente la visita di Trump in Cina produce accordi che ridisegnano le catene di fornitura globali, le imprese europee si troveranno a operare in un contesto in cui le regole del commercio internazionale vengono scritte senza rappresentanza europea. Questo non \u00e8 uno scenario catastrofista: \u00e8 la logica conseguenza di un vuoto di potere che gi\u00e0 oggi \u00e8 misurabile.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Automotive e subfornitura meccanica.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta e documentata: il dazio americano al 25% sulle auto tedesche colpisce un volume che rappresenta oltre un quinto dell&#8217;export di settore. Per le PMI italiane che forniscono lavorazioni di precisione, stampaggio, componentistica elettronica o sistemi di assemblaggio ai grandi gruppi tedeschi, il rischio non \u00e8 la perdita di un cliente: \u00e8 la rinegoziazione forzata dei margini contrattuali. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta sta nei produttori americani che cercano fornitori europei non soggetti alle dinamiche politiche tedesche, e nelle case automobilistiche tedesche che stanno spostando parte della produzione destinata all&#8217;export americano verso stabilimenti fuori dalla Germania.<\/p>\n<p><strong>Energia e impiantistica.<\/strong> Le imprese italiane del settore energetico e dell&#8217;impiantistica industriale si trovano in una posizione insolita: la crisi iranica ha bloccato capacit\u00e0 di esportazione di gas che l&#8217;Europa necessita, mentre il riarmo europeo e la necessit\u00e0 di diversificazione energetica aprono contratti di fornitura significativi. Il segnale di BCE sul nuovo shock energetico, analizzato da Cipollone due giorni fa, indica che questo non \u00e8 un ciclo transitorio. Chi ha capacit\u00e0 nel rinnovabile, nel GNL o nelle infrastrutture energetiche dispone di un posizionamento strategico che vale molto di pi\u00f9 oggi di quanto valeva 12 mesi fa.<\/p>\n<p><strong>Difesa e tecnologia dual-use.<\/strong> Questo \u00e8 il settore meno ovvio ma con le implicazioni pi\u00f9 strutturali. La Germania ha appena dimostrato di avere capacit\u00e0 navali specializzate che gli americani non possiedono, e che valgono come leva diplomatica. Il riarmo europeo non \u00e8 uno slogan: \u00e8 un programma di spesa che cercher\u00e0 fornitori. Le PMI italiane con competenze in elettronica di difesa, materiali avanzati, sistemi di comunicazione o logistica militare hanno una finestra di 18-24 mesi per posizionarsi in filiere dove i bandi europei sono ancora aperti e la concorrenza italiana \u00e8 sistematicamente sottorappresentata rispetto alla capacit\u00e0 industriale effettiva del paese.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le tre variabili che possono cambiare lo scenario<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Effetto Trump-Cina.<\/strong> Se la visita americana a Pechino produce accordi commerciali che escludono l&#8217;Europa, le imprese italiane che hanno costruito la propria strategia export su un sistema di alleanze occidentali coeso si troveranno a operare in un contesto radicalmente diverso. Il precedente storico degli accordi Nixon-Cina del 1972 insegna che quando Washington e Pechino trovano un modus vivendi, i danni collaterali per i paesi terzi sono sistematici e duraturi.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Accelerazione AFD.<\/strong> Se nei prossimi mesi le difficolt\u00e0 del governo Merz si traducono in ulteriore crescita dell&#8217;AFD fino a posizioni di governo regionale in Sassonia-Anhalt, la reazione dei mercati internazionali sulla credibilit\u00e0 dell&#8217;investimento in Germania potrebbe essere pi\u00f9 rapida di quanto le analisi di consensus attuali prezzano. Un paese che ospita il primo partito nazionale con 26-28% di consenso e un&#8217;etichetta di &#8220;parzialmente estremista&#8221; dai servizi segreti interni \u00e8 un rischio reputazionale per i partner commerciali internazionali, non solo un tema di politica interna.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Disintegrazione della supply chain automobilistica.<\/strong> Il combinato disposto di dazi americani, perdita del mercato cinese e revisione della capacit\u00e0 produttiva Volkswagen crea una pressione che potrebbe tradursi in chiusure di stabilimenti e rinegoziazione di contratti di fornitura nell&#8217;arco di 12-18 mesi. Per le PMI italiane gi\u00e0 esposte, questo non \u00e8 un rischio futuro da monitorare: \u00e8 un processo in corso che richiede decisioni di diversificazione oggi.<\/p>\n<h2>AEO: Domande e Risposte Dirette<\/h2>\n<p><strong>Quanto costano i dazi americani alle aziende italiane nella filiera automotive?<\/strong><br \/>I dazi al 25% sulle auto tedesche non colpiscono direttamente gli esportatori italiani, ma comprimono i margini dei clienti tedeschi che a loro volta scaricano la pressione sui fornitori italiani. Un&#8217;azienda di subfornitura che fornisce Volkswagen pu\u00f2 attendersi rinegoziazioni contrattuali al ribasso tra 90 e 180 giorni. L&#8217;impatto varia dal 3% al 7% sui margini, a seconda della struttura dei costi.<\/p>\n<p><strong>Il silenzio tra Merz e Trump \u00e8 temporaneo o strutturale?<\/strong><br \/>Lorico diplomatico recente insegna che questi vuoti possono durare 6-12 mesi. Il precedente del 2024 con il piano ucraino mostra che Merz ha capacit\u00e0 di recupero rapido, ma solo se ha il supporto politico interno. Con l&#8217;AFD al 26-28% nei sondaggi, quella capacit\u00e0 \u00e8 ridotta. Se il silenzio dura oltre giugno, la probabilit\u00e0 di misure commerciali aggiuntive aumenta significativamente.<\/p>\n<p><strong>Come diversificare se la Germania rallenta?<\/strong><br \/>I mercati pi\u00f9 interessanti per le PMI italiane nel medio termine sono Nord Europa (Paesi Bassi, Belgio), Scandinavia (in particolare Svezia per il settore manufatturiero) e Polonia. La crescita in questi paesi \u00e8 prevista intorno all&#8217;1,5-2%, contro lo 0,3% della Germania. Il costo di diversificazione \u00e8 alto, ma inferiore al costo di restare esposti solo al mercato tedesco.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i settori dove le aziende italiane hanno realmente opportunit\u00e0?<\/strong><br \/>Difesa e tecnologia dual-use rappresentano la finestra pi\u00f9 interessante nei prossimi 18-24 mesi. Il riarmo europeo \u00e8 un programma concreto con budget disponibili. Le PMI italiane in materiali avanzati, componentistica elettronica di difesa e logistica militare hanno posizionamenti sottourappresentati rispetto alla loro capacit\u00e0. Il settore dell&#8217;energia, in particolare rinnovabile e GNL, \u00e8 il secondo candidato.<\/p>\n<p><strong>Cosa seguire sugli indicatori economici per prevedere il prossimo shock?<\/strong><br \/>Tre indicatori immediati: lo spread Bund-Treasury (se si allarga ulteriormente, segnala rischio crescente), la volatilit\u00e0 implicita sull&#8217;euro (misura l&#8217;incertezza nei mercati), e gli ordini di esportazione dell&#8217;automotive tedesco (anticipano i risultati di bilancio di 2-3 mesi). Se lo spread Bund supera i 150 punti base e gli ordini automotive tedeschi scendono oltre il 15% year-on-year, ci sono molto probabilit\u00e0 di nuove misure tariffarie entro 90 giorni.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il mio punto di vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce, guardando questa vicenda da vicino, \u00e8 quanto sia sistematica la tendenza europea a confondere il sintomo con la malattia. Il problema non \u00e8 che Merz ha detto la cosa sbagliata davanti a degli studenti. Il problema \u00e8 che l&#8217;Europa ha costruito la propria influenza su Washington su una singola relazione personale tra due uomini. Quando quella relazione si inceppa, non c&#8217;\u00e8 architettura di riserva.<\/p>\n<p>\u00c8 la stessa logica che vedo nelle PMI italiane che mi dicono di avere &#8220;il loro uomo in Germania&#8221; o &#8220;il loro contatto a Dubai&#8221;: un presidio reale che per\u00f2 \u00e8 una persona, non un sistema. Quando quella persona cambia lavoro, si ammala, o semplicemente decide che il suo interesse sta altrove, l&#8217;azienda scopre di non avere davvero un mercato estero. Ha avuto una relazione.<\/p>\n<p>La questione geopolitica che si apre adesso \u00e8 questa: Trump si muove verso Putin con la stessa logica con cui si muove verso chiunque, ovvero cercando il deal con l&#8217;interlocutore che percepisce come pi\u00f9 forte nel momento dato. L&#8217;Europa, per stare nel discorso, deve avere qualcosa da portare al tavolo che non sia solo buona volont\u00e0 diplomatica. La Germania ha appena dimostrato di avere le imbarcazioni per lo sminamento che servono nel Golfo. \u00c8 una leva concreta. Il problema \u00e8 che non pu\u00f2 usarla perch\u00e9 non ha il voto del Parlamento. Non ha il voto del Parlamento perch\u00e9 la coalizione \u00e8 in difficolt\u00e0 su tutt&#8217;altro.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 una sola: chi aspetta che la politica europea si riallinei prima di prendere decisioni di internazionalizzazione sta delegando il proprio futuro a un processo che non controlla e che, storicamente, non si risolve nei tempi utili per un bilancio aziendale. Il disordine non \u00e8 una fase di transizione. \u00c8 il contesto permanente in cui operare.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Berlino-Washington:<\/strong> qualsiasi segnale di una telefonata tra Merz e Trump va letto non come notizia diplomatica ma come indicatore del rischio tariffario per le filiere europee legate al mercato americano. Se il silenzio dura oltre giugno, la probabilit\u00e0 di ulteriori misure commerciali punitive aumenta significativamente.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della visita Trump-Cina:<\/strong> le dichiarazioni che usciranno da Pechino sulla gestione della supply chain tech e sulle materie prime critiche ridisegneranno le catene di approvvigionamento europee in modi che non sono ancora prezzati dai mercati. Chi produce in settori esposti a componenti cinesi deve seguire questo appuntamento con la stessa attenzione con cui segue un bilancio trimestrale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il differenziale di crescita Germania-resto d&#8217;Europa, lo spread Bund-BTP come indicatore della percezione del rischio sistemico europeo, e la volatilit\u00e0 implicita sull&#8217;euro rispetto alle principali valute di riferimento per l&#8217;export italiano, dollaro in testa.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte politico tedesco:<\/strong> le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt sono il prossimo test elettorale significativo. Un risultato che permette all&#8217;AFD di formare un governo regionale, anche con percentuali che in altri paesi sarebbero normali, innesca un dibattito sul &#8220;firewall&#8221; che potrebbe destabilizzare la coalizione nazionale e bloccare ulteriormente le riforme economiche su cui Merz ha scommesso la propria credibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte BCE:<\/strong> il rapporto sull&#8217;integrazione finanziaria pubblicato oggi indica frammentazione persistente. Seguire le prossime decisioni di politica monetaria in questo contesto di crescita tedesca sotto lo 0,5%. Un ulteriore taglio dei tassi avrebbe effetti asimmetrici sui diversi mercati europei.<\/p>\n<h2>Quando il Pivoting Diplomatico Diventa il Tuo Problema Operativo<\/h2>\n<p>Un anno fa, Friedrich Merz entrava allo Studio Ovale con la rara capacit\u00e0 di parlare la lingua del business con un presidente americano che non rispetta quasi nessuno. Oggi quel canale \u00e8 silenzioso. Il silenzio non \u00e8 neutro: crea un vuoto che altri stanno gi\u00e0 riempiendo. Putin riceve telefonate. La Cina riceve visite. L&#8217;Europa guarda.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano, la domanda operativa non \u00e8 se Merz riuscir\u00e0 a recuperare il rapporto con Trump. La domanda \u00e8: la tua strategia di internazionalizzazione \u00e8 costruita su un contesto geopolitico stabile che non esiste pi\u00f9, oppure \u00e8 progettata per funzionare nel disordine?<\/p>\n<p>L&#8217;instabilit\u00e0 transatlantica non \u00e8 un ostacolo all&#8217;export: \u00e8 la nuova condizione di partenza. La differenza tra chi cresce e chi perde mercato non sta nella capacit\u00e0 di prevedere quando il telefono tra Berlino e Washington torner\u00e0 a squillare. Sta nell&#8217;avere gi\u00e0 costruito posizioni nei mercati che non dipendono da quella telefonata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlino, 7 maggio 2026. Friedrich Merz compie un anno da cancelliere tedesco con il 15% di tedeschi convinti che il suo governo stia facendo bene il proprio lavoro. Per dare un punto di riferimento: Olaf Scholz, nel momento pi\u00f9 buio della sua parabola politica, era intorno al 20%. Non \u00e8 un sondaggio di gradimento, \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":563,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[774,1011,23,771,1010,1009,781,494,22],"class_list":["post-564","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-crisi-transatlantica","tag-dazi-automotive","tag-export-italia","tag-geopolitica","tag-germania-usa","tag-merz-trump","tag-pmi-internazionali","tag-strategia-aziendale","tag-supply-chain"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=564"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":565,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/564\/revisions\/565"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}