{"id":572,"date":"2026-05-09T07:04:13","date_gmt":"2026-05-09T06:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/swap-line-emirati-cosa-significa-per-chi-esporta-nel-golfo"},"modified":"2026-05-09T07:30:04","modified_gmt":"2026-05-09T06:30:04","slug":"swap-line-emirati-cosa-significa-per-chi-esporta-nel-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/swap-line-emirati-cosa-significa-per-chi-esporta-nel-golfo","title":{"rendered":"Swap Line Emirati: cosa significa per chi esporta nel Golfo"},"content":{"rendered":"<p>Abu Dhabi, 8 maggio 2026. Mentre i droni iraniani continuano a incidere sui costi operativi e sull&#8217;umore degli investitori nella regione, gli Emirati Arabi Uniti si sono mossi con una mossa silenziosa ma di portata straordinaria: una richiesta formale alla Federal Reserve per ottenere una swap line permanente e illimitata in dollari. Non un accordo bilaterale temporaneo. Non uno strumento di emergenza con scadenza. Il tipo di accesso riservato a Canada, Giappone, Svizzera, Regno Unito e alla Banca Centrale Europea. Il club dei cinque. Gli Emirati vogliono diventare il sesto.<\/p>\n<p>Per chi legge questa notizia come un fatto di politica estera tra governi, \u00e8 comprensibile. Ma chi guida un&#8217;azienda che esporta negli Emirati, che ha un distributore a Dubai, che incassa in dirhami o lavora con controparti locali, dovrebbe leggerla come quello che \u00e8: un cambiamento potenziale nei fondamentali di rischio del mercato in cui opera.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: la Swap Line che Ridisegna la Mappa del Dollaro<\/h2>\n<p>Una swap line della Federal Reserve non \u00e8 uno strumento ordinario. \u00c8 essenzialmente una linea di credito illimitata in dollari che una banca centrale straniera pu\u00f2 attivare in caso di stress sui mercati valutari, cedendo alla Fed la propria valuta locale in cambio di dollari, che poi distribuisce al sistema bancario nazionale.<\/p>\n<p>Le cinque swap lines permanenti e illimitate oggi attive riguardano banche centrali con un grado di integrazione finanziaria con gli Stati Uniti che si misura in decenni e in migliaia di miliardi di dollari di transazioni quotidiane. La Bank of Japan, la Bank of England, la Swiss National Bank, la Banca del Canada e la BCE sono controparti con cui la Fed condivide un&#8217;esposizione reciproca profonda, con sistemi bancari intrecciati e volumi di clearing in dollari che rendono l&#8217;accesso allo swap line una necessit\u00e0 sistemica, non un privilegio diplomatico.<\/p>\n<p>Gli Emirati si trovano in una posizione diversa. Il dirhamo \u00e8 ancorato al dollaro dal 1997 in un regime di currency peg fisso a 3,6725 AED per dollaro, il che significa che la Banca Centrale degli Emirati deve gi\u00e0 gestire riserve in dollari per mantenere la parit\u00e0. Le riserve valutarie degli UAE superano i 200 miliardi di dollari. Il sistema bancario emiratino \u00e8 solido, ben capitalizzato, con un&#8217;esposizione ai mercati anglosassoni significativa ma non paragonabile a quella delle banche europee o giapponesi.<\/p>\n<p>La richiesta, quindi, non nasce da una necessit\u00e0 tecnica immediata. Nasce da un calcolo strategico che il conflitto con l&#8217;Iran ha accelerato. Gli attacchi con droni iraniani, documentati nelle ultime settimane, hanno gi\u00e0 prodotto impatti tangibili: premi assicurativi in salita sulle operazioni nella regione, rallentamento nelle decisioni di investimento di capitali esteri, un certo nervosismo nei flussi finanziari verso Dubai che si percepisce nei volumi delle transazioni cross-border. Il governo emiratino vuole un&#8217;ancora simbolica e sostanziale insieme, qualcosa che trasmetta al mercato un messaggio preciso: siamo sotto l&#8217;ombrello del dollaro, non solo nel cambio, ma nel credito di ultima istanza.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il Timing della Richiesta Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>Il contesto va letto a strati. Il primo strato \u00e8 ovviamente militare. La guerra con l&#8217;Iran, nella sua forma attuale di tensione elevata con episodi di attacchi fisici, ha cambiato la percezione di rischio sulla penisola arabica. Dubai era diventata negli ultimi quindici anni la capitale globale della neutralit\u00e0 strategica, il luogo dove tutti facevano affari indipendentemente dalla bandiera. Quella narrativa sta subendo pressione.<\/p>\n<p>Il secondo strato \u00e8 americano. Kevin Warsh, indicato da Trump come prossimo presidente della Fed in sostituzione di Powell, ha messo agli atti in forma scritta di fronte al Senato una posizione che rappresenta una rottura con la dottrina consolidata: le swap lines, secondo Warsh, non dovrebbero essere appannaggio esclusivo della Fed ma dovrebbero essere coordinate con il Tesoro, tenendo conto delle considerazioni di politica estera. \u00c8 esattamente l&#8217;apertura che l&#8217;amministrazione Trump stava cercando. Per decenni la Fed ha difeso la propria autonomia nelle decisioni sulle swap lines come parte integrante dell&#8217;indipendenza della banca centrale. Se Warsh cambia questa dottrina, e la sua nomina sembra avanzare, il precedente strutturale diventa evidente: le swap lines smettono di essere uno strumento tecnico e diventano uno strumento diplomatico. Chi \u00e8 alleato degli Stati Uniti, chi li aiuta militarmente, chi ospita basi o coordina intelligence, pu\u00f2 aspettarsi accesso privilegiato al dollaro.<\/p>\n<p>Il terzo strato riguarda il precedente geopolitico. Se gli Emirati ottengono la swap line, l&#8217;Arabia Saudita far\u00e0 immediatamente la stessa richiesta. Il Golfo intero entrer\u00e0 in una dinamica di competizione per il riconoscimento finanziario americano. E quella competizione ridisegna le alleanze, i flussi di capitale e la stabilit\u00e0 percepita di ciascun mercato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Strutturali e Volatilit\u00e0<\/h2>\n<p>L&#8217;oro ha recuperato terreno sopra livelli tecnici rilevanti nella sessione del 9 maggio, riprendendo momentum dopo settimane di lateralizzazione. Il driver \u00e8 la combinazione tra incertezza sul conflitto Iran-UAE e il segnale che la Fed potrebbe essere coinvolta in dinamiche di diplomazia finanziaria che ne complicano la lettura da parte dei mercati. Quando la banca centrale pi\u00f9 potente del mondo diventa variabile di politica estera, il gold riprende il suo ruolo di flight-to-safety non inflazionistico.<\/p>\n<p>Il dirhamo emiratino non mostra tensioni visibili perch\u00e9 il peg lo impedisce per definizione, ma i credit default swap sul debito sovrano degli UAE hanno registrato un allargamento nelle ultime settimane, segnale che il mercato percepisce un rischio crescente anche su una delle economie pi\u00f9 solide del Golfo. I premi assicurativi sulle rotte marittime nel Golfo Persico restano elevati, con un impatto diretto sui costi logistici per chi movimenta merci tra Europa e Asia passando per il corridoio del Golfo.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, l&#8217;euro ha mostrato volatilit\u00e0 contenuta nelle ultime 48 ore, ma il dato che vale la pena monitorare \u00e8 il differenziale tra i tassi overnight nei mercati del dollaro offshore, un indicatore precoce di stress nella liquidit\u00e0 in valuta americana al di fuori degli Stati Uniti. Se la richiesta UAE di swap line guadagna visibilit\u00e0 pubblica e il mercato inizia a prezzare un ampliamento del perimetro della Fed, quello spread si muover\u00e0 prima di qualsiasi dichiarazione ufficiale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Cosa Cambia per Chi Opera negli Emirati<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Il segnale immediato \u00e8 un aumento del rischio percepito sull&#8217;area Dubai come hub neutrale. Le aziende italiane che utilizzano gli Emirati come piattaforma di rerouting commerciale verso mercati difficili, Africa subsahariana, Asia Centrale, alcune economie del Medio Oriente, devono verificare oggi la tenuta dei loro contratti e la situazione dei loro interlocutori locali. La domanda operativa \u00e8 semplice: il vostro distributore o agente emiratino ha accesso a linee di credito stabili in dollari? Se i premi assicurativi salgono e la liquidit\u00e0 locale si comprime, anche i pagamenti a 60-90 giorni diventano un rischio di credito, non solo di cambio.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una biforcazione del mercato emiratino. Da un lato, le aziende che hanno costruito relazioni stabili con controparti locali capitalizzate troveranno Dubai ancora funzionale, forse pi\u00f9 interessante per le opportunit\u00e0 create dalla necessit\u00e0 di sostituzione delle forniture che prima arrivavano dall&#8217;est. Dall&#8217;altro, chi opera con intermediari di secondo livello, con margini di sicurezza ridotti e contratti poco strutturati, si trover\u00e0 esposto a una volatilit\u00e0 operativa che il curriculum degli ultimi anni nel Golfo non aveva preparato ad affrontare. Il precedente strutturale della swap line, se concesso, rafforzer\u00e0 Dubai come piazza finanziaria a lungo termine, ma il percorso verso quel punto \u00e8 irregolare.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Se la dottrina Warsh si afferma e le swap lines diventano uno strumento di politica estera americana, il disegno della mappa finanziaria globale cambia in modo permanente. I mercati emergenti che sono dentro l&#8217;ombrello americano, chi ha basi USA, chi ha accordi di sicurezza, chi allinea la propria politica energetica agli interessi americani, avranno accesso privilegiato alla liquidit\u00e0 in dollari. Quelli fuori da questo perimetro affronteranno condizioni pi\u00f9 dure nei momenti di stress. Per le imprese italiane che operano in mercati diversificati, questa biforcazione \u00e8 un parametro che entrer\u00e0 nelle valutazioni di country risk di ogni banca che finanzia operazioni internazionali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Costruzioni e real estate contractor.<\/strong> Dubai \u00e8 uno dei mercati principali per le imprese italiane di design, costruzione e arredamento di fascia alta. L&#8217;eventuale rallentamento degli investimenti in nuove strutture, legato all&#8217;incertezza geopolitica, colpisce direttamente i commissionati in pipeline. Al tempo stesso, la necessit\u00e0 di rifornire e riqualificare infrastrutture danneggiate o a rischio crea una domanda nuova nel segmento delle costruzioni ad alto contenuto tecnologico. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nei sistemi di protezione delle strutture, dai materiali resistenti agli impatti alla sicurezza degli edifici commerciali.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e beverage.<\/strong> Gli Emirati importano circa il 90% del proprio fabbisogno alimentare. Qualsiasi instabilit\u00e0 nelle catene di approvvigionamento regionali, che siano rotte dal Pakistan, dall&#8217;India o dall&#8217;Africa orientale, aumenta la domanda di fornitori affidabili con standard certificati. Il Made in Italy alimentare ha una posizione di mercato solida negli UAE, ma la pressione sui margini dei distributori locali in un contesto di liquidit\u00e0 compressa pu\u00f2 tradursi in ritardi nei pagamenti. La revisione dei termini contrattuali \u00e8 un&#8217;azione concreta da avviare adesso.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e manifattura industriale.<\/strong> Le aziende italiane che forniscono macchinari all&#8217;industria emiratina, dall&#8217;oil and gas all&#8217;industria leggera che si \u00e8 sviluppata fuori da Abu Dhabi, devono considerare che la diversificazione economica degli Emirati lontano dal petrolio \u00e8 stata un driver di domanda costante. Se quella diversificazione accelera per risposta alla crisi, la domanda di equipaggiamento manifatturiero aumenta. Se invece il conflitto comprime gli investimenti, i cicli di acquisto si allungano. L&#8217;esposizione meno evidente \u00e8 nelle imprese che vendono macchinari a clienti a loro volta esposti alle rotte del Golfo: produttori del nord Italia che servono operatori logistici con hub a Dubai stanno gi\u00e0 sentendo il rallentamento nelle decisioni di nuovi ordini.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: le Tre Variabili che Non Appaiono Ancora nei Giornali<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio. Contagio saudita:<\/strong> se la swap line viene discussa pubblicamente e Riyadh percepisce una preferenza americana per Abu Dhabi, la tensione intra-Golfo si intensifica. Per le aziende italiane che operano sia negli Emirati che in Arabia Saudita, la gestione dei rapporti con i partner locali diventa pi\u00f9 delicata. I distributori sauditi potrebbero ridurre la loro propensione a fare affari attraverso piattaforme UAE, cercando canali diretti, con impatti sulle strutture di distribuzione che molte PMI italiane hanno costruito usando Dubai come hub regionale.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio. Politicizzazione della Fed:<\/strong> la disputa sulla governance delle swap lines non riguarda solo gli Emirati. Se Warsh porta la Fed dentro le logiche di politica estera dell&#8217;amministrazione Trump, la banca centrale americana perde un grado di autonomia che i mercati danno per scontata. Quel cambiamento di regime si traduce in una volatilit\u00e0 strutturale del dollaro che oggi non \u00e8 prezzata. Per chi firma contratti pluriennali in dollari, questa \u00e8 una variabile di rischio che va esplicitata nelle analisi di hedging.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio. Effetto deterrenza sull&#8217;hub Dubai:<\/strong> la narrativa di Dubai come luogo dove le regole della geopolitica si sospendono \u00e8 gi\u00e0 sotto pressione. Se quella narrativa si erode, i capitali che avevano scelto gli Emirati come punto di incontro neutrale si redistribuiscono. Singapore \u00e8 gi\u00e0 il beneficiario primario di questo possibile rerouting finanziario. Per le imprese italiane, la domanda operativa \u00e8 se la loro presenza negli Emirati \u00e8 legata alla neutralit\u00e0 del mercato o al mercato in s\u00e9. Se \u00e8 la prima, il rischio \u00e8 pi\u00f9 immediato di quanto sembri.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sulla Swap Line e l&#8217;Impatto sul Business<\/h2>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 esattamente una swap line della Federal Reserve?<\/strong><br \/>Una swap line \u00e8 una linea di credito illimitata in dollari che una banca centrale straniera pu\u00f2 attivare in caso di emergenza. La banca centrale cede i propri dollari alla Fed in cambio della valuta locale, che poi distribuisce al sistema bancario nazionale per mantenere la liquidit\u00e0. \u00c8 uno strumento di ultima istanza, riservato alle banche centrali considerate partner strategici degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 gli Emirati la richiedono proprio adesso?<\/strong><br \/>Gli attacchi iraniani hanno aumentato il rischio percepito nella regione. Una swap line permanente sarebbe un segnale di solidariet\u00e0 americana e di accesso garantito alla liquidit\u00e0 in dollari in caso di crisi, rafforzando la fiducia dei mercati nella stabilit\u00e0 degli Emirati. Non \u00e8 una questione di necessit\u00e0 immediata, ma di posizionamento strategico di lungo termine.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa per le PMI italiane che esportano negli Emirati?<\/strong><br \/>Se la swap line viene concessa, rafforzer\u00e0 Dubai come piazza finanziaria stabile a lungo termine. Nel breve termine, per\u00f2, l&#8217;incertezza geopolitica potrebbe comprimere la liquidit\u00e0 locale e allungare i tempi di pagamento dei partner emiratini. Le aziende devono verificare oggi se i loro distributori hanno accesso a linee di credito stabili e se i contratti sono protetti da questo scenario.<\/p>\n<p><strong>Come dovrebbero adeguarsi i contratti commerciali?<\/strong><br \/>\u00c8 consigliabile ridiscutere i termini di pagamento con partner emiratini, verificare le loro fonti di finanziamento, inserire clausole di adeguamento automatico in caso di aumento dei premi assicurativi sulle rotte del Golfo, e considerare forme di hedging valutario se le transazioni sono esposte al dirhamo per tempi lunghi.<\/p>\n<p><strong>Se la dottrina Warsh si afferma, cosa cambia per il mercato globale?<\/strong><br \/>Le swap lines smetterebbero di essere uno strumento tecnico di politica monetaria e diventerebbero uno strumento di diplomazia finanziaria. I Paesi alleati degli Stati Uniti avrebbero accesso privilegiato alla liquidit\u00e0 in dollari, mentre gli altri affronterebbero condizioni pi\u00f9 stringenti. Questo comporterebbe una biforcazione strutturale del mercato globale che favorirebbe i mercati inside the American umbrella rispetto agli altri.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sta succedendo con la richiesta UAE alla Federal Reserve mi sembra uno di quei momenti che si capiscono meglio guardando indietro di sei mesi che leggendolo in tempo reale. La notizia sembra tecnica, riguarda le swap lines, la governance della Fed, i rapporti tra Tesoro e banca centrale. Ma quello che si sta discutendo \u00e8 se il dollaro smette di essere un bene pubblico globale gestito da una banca centrale indipendente e diventa uno strumento di politica estera dell&#8217;amministrazione americana.<\/p>\n<p>Ho visto molte imprese italiane costruire la loro presenza negli Emirati su una premessa implicita: Dubai \u00e8 stabile perch\u00e9 \u00e8 neutrale, e la neutralit\u00e0 \u00e8 garantita dall&#8217;interesse economico condiviso di tutti. Quella premessa non era sbagliata. Ma era fragile in modo silenzioso, perch\u00e9 dipendeva da un ordine regionale che il conflitto con l&#8217;Iran sta comprimendo.<\/p>\n<p>La vera partita non \u00e8 se gli Emirati otterranno o meno la swap line. La Fed non ha ancora commentato, e c&#8217;\u00e8 una resistenza interna significativa tra chi ha lavorato nell&#8217;istituzione per decenni. La vera partita \u00e8 il precedente che la sola discussione pubblica di questa richiesta crea. Ogni governo del Golfo, ogni mercato emergente con interessi americani, sta prendendo nota che l&#8217;accesso al dollaro in emergenza pu\u00f2 diventare una leva negoziale, non solo un meccanismo tecnico.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori italiani che ho seguito in questi anni, la lezione operativa \u00e8 questa: le vostre analisi di rischio-paese per gli Emirati devono smettere di essere fotografie statiche delle condizioni economiche locali e diventare analisi dinamiche delle alleanze che proteggono quella stabilit\u00e0. Conoscere il PIL pro capite degli UAE o i volumi di import-export non \u00e8 sufficiente se non capite chi garantisce la loro sicurezza e a quale prezzo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte della Fed:<\/strong> dichiarazioni di Warsh durante il processo di conferma al Senato sulle swap lines, qualsiasi risposta ufficiale della Fed alla richiesta emiratina, votazioni in commissione bancaria.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte degli Emirati:<\/strong> comunicati della Banca Centrale UAE, movimenti delle riserve valutarie, premi dei credit default swap sovrani, eventuali dichiarazioni di governo su accordi di sicurezza con Washington.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> spread overnight sul dollaro offshore nei mercati asiatici e del Golfo, premi assicurativi sulle rotte marittime nel Golfo Persico, posizionamento sull&#8217;oro come indicatore di stress sulla credibilit\u00e0 della Fed.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte multilaterale:<\/strong> reazione saudita, posizione della Banca dei Regolamenti Internazionali, eventuali dichiarazioni BCE su implicazioni per l&#8217;architettura finanziaria globale. Isabel Schnabel ha gi\u00e0 aperto il tema dell&#8217;erosione dell&#8217;indipendenza delle banche centrali questa settimana, un segnale da non ignorare.<\/p>\n<hr>\n<h2>Dubai Non \u00c8 Finita, Ma Il Calcolo \u00c8 Cambiato<\/h2>\n<p>Torniamo all&#8217;immagine di partenza. Una banca centrale tra le pi\u00f9 capitalizzate e ben gestite del Golfo che chiede un salvagente alla Fed non lo fa per paura di affogare. Lo fa perch\u00e9 vuole che il mercato sappia che ha accesso al salvagente, anche se non ne ha bisogno oggi. \u00c8 un segnale di forza travestito da richiesta di protezione, ed \u00e8 anche la dimostrazione che la crisi iraniana ha gi\u00e0 cambiato il calcolo strategico di Abu Dhabi in modo permanente.<\/p>\n<p>Per chi ha interessi commerciali negli Emirati, la domanda non \u00e8 se Dubai sopravviver\u00e0, sopravviver\u00e0. La domanda \u00e8 se la struttura del vostro accordo commerciale, i tempi di pagamento, le garanzie contrattuali, la catena dei garanti locali, \u00e8 stata disegnata per un mercato neutrale e stabile o per un mercato che sta diventando pi\u00f9 coinvolto, pi\u00f9 alleato, e inevitabilmente pi\u00f9 esposto alle fratture geopolitiche del blocco a cui appartiene.<\/p>\n<p>Un hub neutrale che sceglie un&#8217;alleanza non \u00e8 pi\u00f9 neutrale. La domanda rilevante \u00e8 se il vostro business plan lo sapeva gi\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abu Dhabi, 8 maggio 2026. Mentre i droni iraniani continuano a incidere sui costi operativi e sull&#8217;umore degli investitori nella regione, gli Emirati Arabi Uniti si sono mossi con una mossa silenziosa ma di portata straordinaria: una richiesta formale alla Federal Reserve per ottenere una swap line permanente e illimitata in dollari. 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