{"id":580,"date":"2026-05-10T19:04:15","date_gmt":"2026-05-10T18:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-ue-india-2027-opportunita-per-le-aziende-italiane"},"modified":"2026-05-10T19:30:04","modified_gmt":"2026-05-10T18:30:04","slug":"accordo-ue-india-2027-opportunita-per-le-aziende-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-ue-india-2027-opportunita-per-le-aziende-italiane","title":{"rendered":"Accordo UE India 2027: opportunit\u00e0 per le aziende italiane"},"content":{"rendered":"<h2>TITOLO SEO SUGGERITO:<\/h2>\n<p>Accordo UE India 2027: opportunit\u00e0 per le aziende italiane<\/p>\n<h2>SOTTOTITOLO\/OCCHIELLO:<\/h2>\n<p>L&#8217;Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e India non \u00e8 una notizia diplomatica. \u00c8 una finestra di posizionamento che si apre una volta sola, e chi arriva in ritardo la trova gi\u00e0 occupata.<\/p>\n<hr>\n<p>Nuova Delhi, maggio 2026. Nel cortile di un hotel della capitale indiana, il Segretario di Stato portoghese per l&#8217;Economia stringe mani, partecipa a bilaterali, incontra imprenditori. Non \u00e8 una visita di cortesia. \u00c8 una missione commerciale strutturata, con delegazioni aziendali al seguito, bilaterali face-to-face organizzati a Mumbai il venerd\u00ec precedente e un&#8217;agenda costruita attorno a un obiettivo preciso. Lisbona ha capito qualcosa che Roma, per ora, sembra ancora elaborare.<\/p>\n<p><strong>Il prossimo grande accordo commerciale globale non \u00e8 tra USA e Cina, non riguarda i dazi di Trump e non passa per il Medio Oriente. Riguarda l&#8217;India, partir\u00e0 il 1\u00b0 gennaio 2027 e trasformer\u00e0 il mercato di accesso per ogni azienda europea che sappia muoversi prima degli altri.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e India, in fase avanzata di finalizzazione dopo anni di negoziati intermittenti, \u00e8 il tipo di evento che i mercati finanziari prezzano in anticipo e che le imprese scoprono in ritardo. Il Portogallo si \u00e8 presentato in India con una delegazione governativa e imprenditoriale mentre la presidenza della Commissione europea e il Consiglio erano gi\u00e0 sul posto, a Nuova Delhi, insieme al Commissario al commercio. Un segnale di impegno politico che non si vede spesso, e che ha una ragione precisa: chi presidia oggi le relazioni bilaterali costruisce le reti distributive, le joint venture e le partnership locali che domani diventeranno il vantaggio competitivo pi\u00f9 difficile da replicare.<\/p>\n<p>La vera partita non \u00e8 l&#8217;accordo in s\u00e9. \u00c8 chi arriva prima a costruire la presenza locale necessaria per sfruttarlo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: L&#8217;India che Conta sul Piano Commerciale<\/h2>\n<p>L&#8217;India \u00e8 oggi la quarta economia mondiale per PIL nominale e la terza per parit\u00e0 di potere d&#8217;acquisto, con una traiettoria che punta a superare il Giappone entro la fine del decennio. La popolazione attiva \u00e8 la pi\u00f9 giovane tra le grandi economie globali, con un&#8217;et\u00e0 mediana intorno ai 28 anni contro i 45 della Germania e i 47 del Giappone. Gli investimenti infrastrutturali previsti dal governo Modi fino al 2047, anno in cui l&#8217;India celebra il centenario dell&#8217;indipendenza con l&#8217;ambizione dichiarata di diventare paese sviluppato, ammontano a trilioni di dollari distribuiti su energia, trasporti, digitale, manifattura avanzata e difesa.<\/p>\n<p>Il commercio bilaterale tra Unione Europea e India si attestava nel 2024 attorno agli 80 miliardi di euro annui, un numero che appare modesto se confrontato con il potenziale stimato dagli analisti della Commissione europea in caso di accordo ratificato: proiezioni attendibili indicano una crescita del 30-40% degli scambi nei primi cinque anni post-entrata in vigore. Le aziende europee che operano gi\u00e0 in India beneficerebbero immediatamente di riduzioni tariffarie significative su categorie merceologiche che includono macchinari, beni strumentali, prodotti farmaceutici, componenti per energia pulita e tecnologie di automazione industriale.<\/p>\n<p>Il Portogallo ha riaperto la delegazione della propria agenzia per il commercio e gli investimenti a Nuova Delhi nelle ultime settimane, un segnale operativo concreto. L&#8217;Italia, che pure vanta relazioni storiche con l&#8217;India e un tessuto manifatturiero altamente complementare alla domanda indiana, non ha ancora prodotto un&#8217;iniziativa equivalente per visibilit\u00e0 e struttura. I numeri del commercio italo-indiano riflettono questo gap di posizionamento: siamo al di sotto delle nostre potenzialit\u00e0 strutturali, una distanza che non si colma con una fiera e qualche contatto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: La Finestra che Si Apre una Volta Sola<\/h2>\n<p>Gli accordi di libero scambio non funzionano come gli interruttori della luce. Non \u00e8 che prima \u00e8 buio e dopo \u00e8 acceso. Funzionano come l&#8217;apertura di un mercato immobiliare: chi compra quando si parla di costruire il quartiere paga prezzi diversi da chi compra quando il quartiere \u00e8 gi\u00e0 abitato. La logica \u00e8 identica per le reti commerciali.<\/p>\n<p>Il timing dell&#8217;accordo UE-India \u00e8 tutt&#8217;altro che casuale nella prospettiva attuale. Con i dazi americani che hanno riportato l&#8217;incertezza al centro delle strategie di export europee, con la Cina che consolida la propria influenza sui mercati emergenti e con il nearshoring che spinge molte supply chain a cercare alternative affidabili all&#8217;Asia del Pacifico, l&#8217;India rappresenta simultaneamente un mercato di sbocco, una base produttiva e un partner strategico in grado di assorbire capacit\u00e0 industriale europea.<\/p>\n<p>La presenza alla firma degli accordi preliminari della presidente della Commissione, del presidente del Consiglio europeo e del Commissario al commercio non \u00e8 protocollare. \u00c8 un segnale di priorit\u00e0 politica che raramente si manifesta con questa intensit\u00e0. L&#8217;ultimo accordo commerciale europeo di questa portata, quello con il Canada (CETA), ha richiesto anni di ratifica e controversie. L&#8217;India viene trattata con un&#8217;urgenza diversa, probabilmente perch\u00e9 Bruxelles ha capito che la finestra geopolitica favorevole, con un governo Modi orientato alla partnership tecnologica con l&#8217;Occidente, non \u00e8 garantita a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Per le imprese europee, il 1\u00b0 gennaio 2027 non \u00e8 una data lontana. Sono diciannove mesi. \u00c8 il tempo esatto per costruire la struttura minima necessaria: individuare il partner locale giusto, testare il prodotto sul mercato, avviare una presenza che abbia senso quando le tariffe scendono.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: I Segnali che Anticipano i Prezzi<\/h2>\n<p>La BCE ha firmato proprio in queste ore, il 10 maggio 2026, un Memorandum of Understanding con la Reserve Bank of India sulla cooperazione monetaria e regolamentare, un evento che i mercati finanziari tendono a sottovalutare ma che rappresenta l&#8217;infrastruttura invisibile su cui si costruisce l&#8217;integrazione commerciale. Le istituzioni centrali si muovono sempre prima delle imprese: quando BCE e RBI si siedono allo stesso tavolo per armonizzare framework regolatori, stanno sgombrando il terreno per flussi di capitali e transazioni commerciali pi\u00f9 fluidi tra le due aree valutarie.<\/p>\n<p>La rupia indiana ha mostrato una relativa stabilit\u00e0 nel corso degli ultimi mesi nonostante le tensioni geopolitiche regionali, con la banca centrale indiana che ha gestito con disciplina le riserve valutarie. Per un&#8217;azienda italiana che esporta in India, questo si traduce in un ambiente di cambio meno volatile rispetto ad altri mercati emergenti comparabili. I costi di hedging su EUR\/INR rimangono gestibili per operazioni con orizzonti a 12-18 mesi, il che rende la pianificazione finanziaria dell&#8217;ingresso nel mercato indiano pi\u00f9 prevedibile di quanto la percezione comune suggerisca.<\/p>\n<p>Sul fronte dei mercati azionari, le aziende europee con esposizione significativa all&#8217;India hanno mostrato una performance relativa migliore rispetto al benchmark di settore nelle ultime settimane, un segnale che chi muove i portafogli istituzionali sta gi\u00e0 incorporando nei prezzi le aspettative sull&#8217;accordo. Non \u00e8 ancora un trend dominante, ma \u00e8 un segnale strutturale: il mercato sta cominciando a premiare la presenza geopolitica diversificata prima che i fondamentali la giustifichino pienamente sui bilanci.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> chi non ha ancora mappato le proprie categorie merceologiche rispetto alle riduzioni tariffarie previste dall&#8217;accordo UE-India deve farlo adesso. Non \u00e8 un&#8217;analisi complessa: l&#8217;ICE e le associazioni di categoria dispongono gi\u00e0 di documentazione di base. Il rischio imminente non \u00e8 tariffario, \u00e8 relazionale: i competitor portoghesi, olandesi e tedeschi stanno costruendo in questo momento le reti di contatti che tra diciannove mesi diventeranno vantaggio distributivo. Le fiere non bastano e, come ricordava il Segretario di Stato portoghese, &#8220;esportare qui e l\u00e0&#8221; non costruisce una presenza.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che le aziende europee con joint venture o partnership locali gi\u00e0 operative al momento dell&#8217;entrata in vigore dell&#8217;accordo catturino una quota sproporzionata dei benefici iniziali. Il mercato indiano non premia chi arriva al momento giusto, ma chi \u00e8 gi\u00e0 presente quando il momento giusto arriva. Le PMI italiane che producono macchinari per manifattura, tecnologie per energie rinnovabili, soluzioni per waste management, componentistica per aeronautica e difesa, o che operano nel farmaceutico, hanno profili di complementariet\u00e0 altissima con la domanda indiana documentata. Prepararsi significa scegliere una regione o un settore, non tentare di coprire tutto, e avviare la due diligence su uno o due potenziali partner locali.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale che questo accordo crea \u00e8 significativo. L&#8217;India non \u00e8 un mercato emergente nel senso convenzionale del termine: \u00e8 una potenza industriale in costruzione con un piano nazionale esplicito (Viksit Bharat 2047) e la volont\u00e0 politica di assorbire knowhow tecnologico occidentale in cambio di accesso al mercato. Le aziende che costruiranno presenza nei prossimi diciotto mesi non stanno entrando in un mercato: stanno partecipando alla costruzione di un ecosistema industriale che avr\u00e0 una massa critica propria entro il 2035. \u00c8 una differenza sottile ma strutturalmente rilevante nella logica del ritorno sull&#8217;investimento.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Energia rinnovabile e tecnologie di decarbonizzazione.<\/strong> L&#8217;India ha obiettivi climatici ambiziosi e un gap tecnologico reale nelle filiere dell&#8217;energia pulita. Le aziende italiane attive nel solare, nell&#8217;eolico, nelle tecnologie di accumulo energetico e nell&#8217;efficienza industriale hanno un mercato potenziale enorme. Il Portogallo ha gi\u00e0 evidenziato questo come priorit\u00e0: l&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che l&#8217;India non cerca solo componenti, ma trasferimento di competenza e modelli di progetto chiavi in mano. Le imprese italiane che hanno costruito impianti in Nord Africa o nel Medio Oriente hanno esattamente il tipo di esperienza in climi e contesti non europei che l&#8217;India richiede.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e manifattura avanzata.<\/strong> Il piano &#8220;Make in India&#8221; ha un problema strutturale: l&#8217;industria locale non ha ancora la capacit\u00e0 di produrre internamente i beni strumentali di precisione necessari a costruire la propria manifattura avanzata. Questa \u00e8 storicamente la specializzazione del distretto industriale italiano. Chi produce tornitura CNC, automazione per linee di assemblaggio, sistemi di controllo qualit\u00e0 o attrezzature per l&#8217;industria farmaceutica si trova di fronte a una domanda che crescer\u00e0 per almeno un decennio indipendentemente dalle oscillazioni del ciclo economico.<\/p>\n<p><strong>Difesa, aeronautica e droni.<\/strong> Il Portogallo ha esplicitamente identificato la difesa e il settore spaziale come priorit\u00e0 bilaterali. L&#8217;India \u00e8 uno dei maggiori importatori mondiali di sistemi di difesa e sta attivamente cercando di localizzare parte della produzione attraverso joint venture con partner occidentali. Le imprese italiane del comparto aeronautico e della componentistica per sistemi senza pilota hanno profili di interesse elevato. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che la finestra per accordi di co-produzione \u00e8 aperta ora, mentre l&#8217;India diversifica i propri fornitori da Russia verso Occidente: tra cinque anni, quella finestra potrebbe essere molto pi\u00f9 affollata.<\/p>\n<p><strong>Farmaceutico e life sciences.<\/strong> L&#8217;India \u00e8 il pi\u00f9 grande produttore mondiale di farmaci generici, ma importa dall&#8217;Europa ingredienti attivi farmaceutici (API), tecnologie di formulazione avanzata e attrezzature per produzione farmaceutica specializzata. Le aziende italiane del pharma equipment e del biotech hanno una complementariet\u00e0 diretta con la domanda indiana. L&#8217;accordo UE-India includer\u00e0 quasi certamente sezioni specifiche su propriet\u00e0 intellettuale e standard GMP che ridurranno le attuali frizioni normative per le aziende europee operanti in India.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Variabili che Possono Spostare il Calcolo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Rallentamento della ratifica.<\/strong> L&#8217;accordo UE-India \u00e8 stato dichiarato &#8220;in ultima miglio&#8221; pi\u00f9 di una volta negli ultimi cinque anni. Il contesto politico in 27 paesi membri \u00e8 complesso, e un cambio di governo in uno dei paesi chiave, o resistenze settoriali particolarmente forti su specifici capitoli (agricoltura, farmaceutico, appalti pubblici), potrebbe spostare la data di entrata in vigore oltre il 1\u00b0 gennaio 2027. Chi ha costruito aspettative di business rigidamente collegate a quella data senza un piano di contingenza si troverebbe esposto.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Concentrazione geografica mal gestita.<\/strong> L&#8217;India \u00e8 un continente, non un mercato omogeneo. Chi entra in India senza aver scelto una regione o un settore specifico brucia risorse senza costruire vantaggio. Il Segretario di Stato portoghese lo ha detto chiaramente: le aziende devono focalizzarsi su settori o regioni o anche singole citt\u00e0. Un ingresso generico, pensato per coprire tutto il mercato, produce tipicamente una presenza debole ovunque e forte da nessuna parte.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Partner locali non qualificati.<\/strong> Il mercato indiano premia le relazioni di lungo periodo. La scelta del partner locale non \u00e8 un dettaglio esecutivo, \u00e8 la variabile pi\u00f9 rilevante nella determinazione del successo. Aziende europee che hanno selezionato distributori o agenti locali sulla base di disponibilit\u00e0 immediata piuttosto che di complementariet\u00e0 strategica hanno sistematicamente sottoperformato rispetto a chi ha investito sei-dodici mesi nella due diligence relazionale. In India, il &#8220;giusto&#8221; partner locale non \u00e8 chi risponde prima alle email, \u00e8 chi ha le connessioni giuste nel settore e nella regione target.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti sull&#8217;Accordo UE-India<\/h2>\n<p><strong>Quando entrer\u00e0 in vigore l&#8217;accordo UE-India?<\/strong><br \/>L&#8217;accordo \u00e8 previsto per il 1\u00b0 gennaio 2027, anche se la ratifica formale dovr\u00e0 essere completata entro tale data. Attualmente \u00e8 in fase di negoziazione avanzata, ma potrebbero verificarsi ritardi se incontrer\u00e0 resistenze politiche nei 27 stati membri UE.<\/p>\n<p><strong>Quali aziende italiane trarranno maggior beneficio dall&#8217;accordo?<\/strong><br \/>Le aziende pi\u00f9 esposte sono quelle dei settori manufatturiero (macchinari), energia rinnovabile, farmaceutico, aeronautico e difesa. Tutte queste categorie hanno una domanda reale in India e margini di riduzione tariffaria significativi una volta entrato in vigore l&#8217;accordo.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo occorre per prepararsi all&#8217;accordo?<\/strong><br \/>Secondo gli esperti, il timing critico \u00e8 di 18-24 mesi prima dell&#8217;entrata in vigore. Chi vuole sfruttare pienamente l&#8217;accordo dovrebbe iniziare adesso a costituire partnership locali, mappare il mercato e i potenziali distributori, testarvi i prodotti. Aspettare la firma ufficiale comporta rischi significativi di trovare i migliori partner gi\u00e0 impegnati con competitor.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il ruolo della banca centrale europea e della Reserve Bank of India?<\/strong><br \/>Il Memorandum of Understanding firmato tra BCE e RBI a maggio 2026 prepara il terreno per una cooperazione normativa che render\u00e0 pi\u00f9 fluidi i flussi commerciali e finanziari. Questo \u00e8 un segnale istituzionale che le due economie sono pronte a integrarsi pi\u00f9 profondamente, ben prima che l&#8217;accordo commerciale sia formalmente sottoscritto.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i rischi principali per chi entra nel mercato indiano adesso?<\/strong><br \/>Il primo rischio \u00e8 la possibile sospensione o ritardo della ratifica dell&#8217;accordo. Il secondo \u00e8 scegliere partner locali sbagliati. Il terzo \u00e8 non focalizzarsi su un settore o una regione specifica, disperdendo risorse in un approccio troppo generico.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi ha colpito nel guardare questa missione portoghese in India non \u00e8 il contenuto dei discorsi, che era prevedibile, ma la struttura operativa. Il Portogallo ha mandato un ministro con imprenditori al seguito, ha fatto bilaterali face-to-face a Mumbai, ha riaperto la propria agenzia per il commercio a Nuova Delhi. Tutto nello stesso viaggio, tutto coordinato. \u00c8 un modello di internazionalizzazione guidato dallo Stato che accompagna le imprese, non che le sostituisce.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ha strumenti analoghi, ICE in testa, ma quello che vedo troppo spesso nei miei lavori con le PMI \u00e8 una frattura tra gli strumenti disponibili e la capacit\u00e0 delle imprese di usarli in modo strategico. Le aziende italiane tendono ad aspettare che l&#8217;accordo sia firmato prima di muoversi. I portoghesi si muovono mentre l&#8217;accordo \u00e8 ancora in negoziazione. Quella differenza di diciotto mesi, apparentemente marginale, \u00e8 in realt\u00e0 la differenza tra costruire le relazioni locali prima che tutti gli altri arrivino e costruirle dopo, quando i distributori migliori sono gi\u00e0 presi.<\/p>\n<p>La vera partita sull&#8217;India non \u00e8 tariffaria. Le tariffe sono un trigger, non la causa. La causa \u00e8 che l&#8217;India sta cercando partner occidentali per costruire la propria industria avanzata, e lo fa con un metodo che premia le relazioni stabili e la presenza continuativa. Chi si presenta a una fiera ogni due anni e manda email nel mezzo non sta costruendo una relazione, sta facendo turismo commerciale.<\/p>\n<p>La lezione che traggo per gli imprenditori italiani \u00e8 questa: l&#8217;accordo UE-India del 2027 \u00e8 gi\u00e0 prezzato come certezza da chi muove i capitali, e la BCE che firma un MoU con la Reserve Bank of India oggi, 10 maggio 2026, \u00e8 il segnale istituzionale pi\u00f9 nitido che la direzione \u00e8 stabilita. Chi aspetta la firma ufficiale per cominciare a muoversi arriver\u00e0 in un mercato gi\u00e0 parzialmente diviso tra chi si \u00e8 posizionato prima.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una questione di budget. \u00c8 una questione di quando si decide di essere seri.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte dell&#8217;accordo UE-India:<\/strong> progressi nei negoziati sui capitoli aperti (propriet\u00e0 intellettuale, appalti pubblici, standard sanitari per prodotti agroalimentari), eventuali dichiarazioni del Commissario UE al commercio su tempistiche di finalizzazione, reazioni delle associazioni di settore nei paesi membri pi\u00f9 esposti (Germania per automotive, Francia per agricoltura, Italia per manifattura).<\/p>\n<p><strong>Sul fronte istituzionale bilaterale:<\/strong> sviluppi del MoU BCE-Reserve Bank of India firmato oggi, eventuali annunci di programmi di mobilit\u00e0 lavorativa Italia-India sul modello di quanto gi\u00e0 avviato da Lisbona, attivit\u00e0 delle delegazioni ICE in India nel secondo trimestre 2026.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> andamento del cambio EUR\/INR come proxy di stabilit\u00e0 macroeconomica indiana, performance dei fondi azionari con esposizione India-focused nei mercati europei, eventuali annunci di investimenti diretti da parte di grandi gruppi industriali europei in India come segnale di sentiment istituzionale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte competitivo:<\/strong> annunci di missioni commerciali da parte di paesi competitor come Germania, Francia, Paesi Bassi, e attivit\u00e0 di promozione delle rispettive agenzie governative per il commercio estero in India nel semestre in corso.<\/p>\n<hr>\n<h2>Chi Arriva Secondo Trova un Mercato gi\u00e0 Abitato<\/h2>\n<p>La scena di Nuova Delhi, questa settimana, racconta una storia pi\u00f9 ampia di quanto sembri. Un paese piccolo come il Portogallo, con un PIL inferiore a quello della Lombardia, ha capito prima di molti altri che l&#8217;India del 2027 non sar\u00e0 l&#8217;India del 2020, e che il momento per costruire relazioni \u00e8 adesso, non dopo la firma. La dinamica di potere in gioco \u00e8 quella classica dei mercati in apertura: chi presidia le reti distributive e le partnership locali nei mesi precedenti all&#8217;entrata in vigore di un accordo commerciale cattura una quota di mercato che diventa strutturalmente difficile da erodere per chi arriva dopo.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo UE-India non \u00e8 un evento futuro da monitorare, \u00e8 un processo gi\u00e0 in corso che sta producendo vantaggi concreti per le imprese che si stanno muovendo adesso. La BCE che si coordina con la banca centrale indiana, il Portogallo che organizza missioni commerciali strutturate, la Commissione europea che invia segnali di impegno politico ad alto livello: sono tutti pezzi dello stesso puzzle, e il puzzle raffigura un mercato da oltre un miliardo di consumatori in accelerazione industriale.<\/p>\n<p>L&#8217;India non \u00e8 un mercato che aspetta di essere scoperto, \u00e8 un mercato che sta selezionando i propri partner. La domanda rilevante per ogni imprenditore italiano non \u00e8 se entrare, ma se sar\u00e0 tra quelli scelti o tra quelli che arriveranno quando la scelta \u00e8 gi\u00e0 fatta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TITOLO SEO SUGGERITO: Accordo UE India 2027: opportunit\u00e0 per le aziende italiane SOTTOTITOLO\/OCCHIELLO: L&#8217;Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e India non \u00e8 una notizia diplomatica. \u00c8 una finestra di posizionamento che si apre una volta sola, e chi arriva in ritardo la trova gi\u00e0 occupata. Nuova Delhi, maggio 2026. 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