{"id":593,"date":"2026-05-13T14:06:32","date_gmt":"2026-05-13T13:06:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/vertice-trump-xi-pechino-cosa-stai-perdendo-2"},"modified":"2026-05-13T14:09:06","modified_gmt":"2026-05-13T13:09:06","slug":"vertice-trump-xi-pechino-cosa-stai-perdendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/vertice-trump-xi-pechino-cosa-stai-perdendo","title":{"rendered":"Vertice Trump Xi Pechino: cosa stai perdendo"},"content":{"rendered":"<p>Pechino, 13 maggio 2026. La Grande Sala del Popolo \u00e8 di nuovo pronta. Le guardie d&#8217;onore schierate, i drappi rossi, il tappeto. Donald Trump atterra a Pechino per la prima volta in nove anni, con al seguito una delegazione che dice pi\u00f9 del comunicato ufficiale: Elon Musk, Tim Cook di Apple, i vertici di Goldman Sachs. Non \u00e8 una visita diplomatica. \u00c8 un&#8217;apertura di mercato travestita da summit geopolitico.<\/p>\n<p><em>La vera partita non \u00e8 tra Trump e Xi. \u00c8 tra chi siede a quel tavolo e chi aspetta di leggerne i risultati sui giornali.<\/em><\/p>\n<p>Per le imprese europee e italiane che operano o vogliono operare in Asia, questo vertice \u00e8 un trigger che cambia le condizioni di accesso al mercato cinese in modo strutturale. Non domani, non tra sei mesi. Adesso. Ogni settimana di attesa \u00e8 una posizione negoziale che si assottiglia.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 potente non arriva dalle dichiarazioni ufficiali, arriva dalla lista dei presenti. Quando Elon Musk e Tim Cook salgono sull&#8217;Air Force One insieme al presidente degli Stati Uniti, il messaggio a Pechino \u00e8 inequivocabile: Washington sta riaprendo la Cina agli affari americani, e lo fa in grande stile, con gli stessi nomi che all&#8217;inizio degli anni 2000 guidarono l&#8217;integrazione commerciale post-WTO. Per chi esporta in Asia o compete globalmente con produttori cinesi, questo non \u00e8 uno sviluppo da seguire, \u00e8 uno sviluppo da cui guardarsi le spalle.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La delegazione che vale pi\u00f9 di qualsiasi comunicato<\/h2>\n<p>Il vertice di questa settimana \u00e8 il primo incontro tra un presidente americano e Xi Jinping in territorio cinese da nove anni. Trump era gi\u00e0 stato a Pechino nel 2017, accolto con quello che i protocolli diplomatici cinesi definirono &#8220;state visit plus&#8221;, un livello di cerimonia riservato agli ospiti che Pechino considera interlocutori di massima importanza.<\/p>\n<p>Nel mezzo ci sono stati anni di guerra tariffaria che hanno portato dazi americani sui prodotti cinesi fino al 145% nella fase pi\u00f9 acuta del 2025, salvo poi essere ridotti in seguito ai negoziati di Ginevra ad aprile 2026. La trattativa attuale si muove su numeri ancora significativi: le tariffe bilaterali restano nell&#8217;ordine del 30-50% su molte categorie merceologiche, con carve-out settoriali in corso di negoziazione.<\/p>\n<p>La delegazione business che accompagna Trump include i CEO di alcune delle pi\u00f9 grandi aziende americane per capitalizzazione di mercato e peso geopolitico. Notevole l&#8217;assenza di Jensen Huang di Nvidia, assenza che non \u00e8 casuale: Washington non porta al tavolo cinese i chip di ultima generazione per l&#8217;AI, quelli restano fuori discussione. Tutto il resto, dai Boeing agli accordi sulle materie prime critiche, dai soia alle infrastrutture finanziarie, \u00e8 sul piatto.<\/p>\n<p>Il tesoro americano, con Scott Bessent, ha definito la Cina &#8220;il pi\u00f9 grande rischio per l&#8217;economia globale&#8221; in riferimento alle esportazioni cinesi che inondano Europa e Sud-Est asiatico a prezzi che distorcono i mercati locali. Eppure \u00e8 lo stesso Bessent a fare parte del sistema che oggi negozia il rientro cinese sui mercati americani. La contraddizione \u00e8 apparente: ci\u00f2 che \u00e8 un rischio globale diffuso diventa un asset negoziale bilaterale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non Casuale di un Vertice che Cambia le Regole<\/h2>\n<p>Il vertice arriva in un momento specifico per entrambe le parti, e il timing non \u00e8 casuale. La Cina sta attraversando una fase di stagnazione della domanda interna che i dati del primo trimestre 2026 confermano: la crescita dei consumi domestici resta al di sotto del 3% reale, mentre le esportazioni rimangono l&#8217;unico motore che evita una frenata pi\u00f9 brusca. Il modello di &#8220;esportare fuori dai guai&#8221; funziona finch\u00e9 ci sono mercati disposti ad assorbire il surplus produttivo cinese. Con gli Stati Uniti che chiudono o tassano pesantemente quelle esportazioni, Pechino si trova a inondare Europa e Sud-Est asiatico di prodotti che non trovano pi\u00f9 sbocco naturale altrove.<\/p>\n<p>Per Trump, la pressione interna \u00e8 di altro tipo. I sondaggi di gradimento sono ai minimi dal suo insediamento nel gennaio 2025. La guerra in Iran non sta producendo la vittoria rapida e netta che era stata anticipata. L&#8217;inflazione da dazi si \u00e8 trasmessa ai consumatori americani con un impatto sulle famiglie a reddito medio che le proiezioni elettorali iniziano a scontare. Serve un accordo che sembri una vittoria, possibilmente annunciabile in grande stile davanti al pubblico televisivo americano.<\/p>\n<p>Il fatto che la visita sia strutturata anche come preludio a una visita di Xi Jinping e di sua moglie Peng Liyuan a Washington entro fine anno aggiunge una dimensione simbolica che pesa quanto quella sostanziale. Trump vuole la foto alla Casa Bianca con Xi che annuncia la fine della guerra commerciale. Xi vuole il mercato americano riaperto alle sue esportazioni. I meccanismi tecnici, i &#8220;five Bs&#8221; citati dagli analisti (Boeing, beef, boeings, board of trade, board of investment), sono la struttura portante di un accordo che entrambi hanno interesse a presentare come storico.<\/p>\n<p>La BCE intanto ha firmato a inizio maggio un memorandum di cooperazione con la Reserve Bank of India, segnale che l&#8217;asse finanziario multilaterale si sta ridisegnando su pi\u00f9 fronti simultaneamente. Il vertice di Pechino non \u00e8 isolato: \u00e8 un nodo di una rete di riallineamenti globali che si stringono tutti nella stessa finestra temporale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: I Segnali che Anticipano il Cambiamento<\/h2>\n<p>I mercati azionari americani hanno registrato nelle ultime 48 ore un&#8217;anticipazione positiva del vertice, con i titoli del settore aerospaziale e agroalimentare in rialzo sulla prospettiva di nuovi ordini cinesi di Boeing e di sblocco delle esportazioni di soia. Apple ha performato sopra il benchmark settoriale nella settimana pre-vertice, con gli analisti che prezzano un possibile accordo di accesso rafforzato per i servizi tecnologici americani in Cina.<\/p>\n<p>Il dollaro si \u00e8 leggermente rafforzato sullo yuan nelle ultime sessioni, segnale che i mercati valutari anticipano un accordo che stabilizza le relazioni bilaterali senza stravolgere i fondamentali di cambio. Il renminbi si muove in una banda controllata da Pechino, ma ogni segnale di distensione commerciale riduce la pressione speculativa sul cross USD\/CNY.<\/p>\n<p>Sul fronte delle materie prime, la notizia pi\u00f9 rilevante per le supply chain europee \u00e8 il tema dei critical minerals. Nelle ultime settimane erano gi\u00e0 stati siglati accordi preliminari su terre rare e minerali strategici come parte del pacchetto negoziale americano-cinese. Se il vertice di questa settimana li consolida, cambia il pricing di lungo periodo per le aziende europee che dipendono da quegli stessi input, e che non siedono a nessun tavolo.<\/p>\n<p>MarketWatch ha pubblicato ieri un&#8217;analisi che sintetizza bene il meccanismo in gioco: i mercati non sono paralizzati dai prezzi alti, sono paralizzati dall&#8217;incertezza. Un accordo Trump-Xi, anche parziale, riduce il premio per l&#8217;incertezza che le aziende stanno pagando da mesi nelle valutazioni dei progetti di investimento internazionale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> le aziende italiane che competono con produttori cinesi in mercati terzi, dall&#8217;Europa al Sud-Est asiatico all&#8217;Africa, devono aspettarsi un aumento del flusso di prodotti cinesi verso quei mercati. Se Washington riapre parzialmente il mercato americano, Pechino riduce la necessit\u00e0 di inondare altri mercati con il surplus. Ma l&#8217;effetto non \u00e8 immediato: le pipeline produttive cinesi gi\u00e0 avviate continueranno a produrre e cercare sbocchi per mesi. Chi esporta macchinari, tessile, ceramica, alimentare in mercati dove compete con il Made in China deve ricalcolare le proprie condizioni di prezzo entro 90 giorni.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> se il vertice produce un &#8220;board of trade&#8221; operativo come descritto nei documenti preparatori, si apre un precedente strutturale. La separazione tra questioni economiche e questioni di sicurezza, che \u00e8 l&#8217;obiettivo dichiarato di quel meccanismo, creerebbe un canale dove le aziende americane possono negoziare accesso al mercato cinese senza l&#8217;ingombro delle tensioni geopolitiche. Le aziende europee, che non hanno un equivalente istituzionale, si troverebbero in posizione asimmetrica: i concorrenti americani con accesso privilegiato a un mercato da 1,4 miliardi di consumatori, mentre le PMI italiane trattano ancora caso per caso senza corsia preferenziale. Chi ha gi\u00e0 relazioni consolidate in Cina deve usare questo semestre per rafforzarle, non aspettare che si chiarisca il quadro.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strategico pi\u00f9 rilevante non \u00e8 l&#8217;accordo sui dazi, \u00e8 la riapertura della logica di integrazione commerciale USA-Cina dopo anni di decoupling. Se questa dinamica si consolida, il modello di diversificazione delle supply chain che molte aziende europee stavano costruendo come risposta al rischio cinese va ricalibrato. Il &#8220;China plus one&#8221; come strategia di protezione dal rischio perde parte del suo razionale se Washington e Pechino convergono verso una nuova fase di interdipendenza gestita. Chi ha investito in Vietnam, Messico o India come alternativa alla Cina non deve abbandonare quell&#8217;investimento, ma deve integrarlo con una lettura pi\u00f9 sofisticata di cosa significher\u00e0 il mercato cinese tra due anni.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero avanzato e macchinari<\/strong><br \/>L&#8217;Italia \u00e8 il secondo esportatore mondiale di macchinari industriali. Una parte significativa di quelle macchine finisce in Cina o in paesi che competono con la Cina. Se il vertice produce un accordo che favorisce il rientro di produttori americani nel mercato cinese dei beni strumentali, le aziende italiane perdono una parte del vantaggio competitivo che avevano accumulato negli anni di tensione USA-Cina, quando Washington escludeva alcuni comparti dalla collaborazione tecnologica. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta: un mercato cinese pi\u00f9 aperto \u00e8 anche un mercato che compra macchinari di qualit\u00e0 elevata, e il Made in Italy ha un posizionamento difendibile se si lavora sulla distribuzione.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e vino<\/strong><br \/>La Cina \u00e8 uno dei mercati di sbocco pi\u00f9 ambiti per l&#8217;export alimentare italiano. Se l&#8217;accordo Trump-Xi prevede quote rafforzate per prodotti americani come soia, manzo e, potenzialmente, vino californiano, l&#8217;effetto \u00e8 un&#8217;intensificazione della competizione sugli scaffali dei supermercati e dei canali horeca cinesi. I distributori cinesi di prodotti premium hanno capacit\u00e0 di scaffale limitata e tenderanno a riorientarsi verso i fornitori americani se questi arrivano con accordi governativi alle spalle. Chi non ha gi\u00e0 un presidio diretto in Cina con contratti pluriennali \u00e8 pi\u00f9 vulnerabile di quanto pensi.<\/p>\n<p><strong>Automotive e componentistica<\/strong><br \/>Questo \u00e8 il settore dove l&#8217;esposizione \u00e8 meno evidente ma pi\u00f9 profonda. La Cina produce gi\u00e0 pi\u00f9 veicoli elettrici di qualsiasi altro paese e li sta esportando a prezzi che nessun produttore europeo pu\u00f2 replicare. Un accordo commerciale USA-Cina che riduce le tensioni pu\u00f2 accelerare l&#8217;ingresso dei veicoli cinesi nei mercati neutrali, dall&#8217;America Latina all&#8217;Africa, dove i produttori italiani di componentistica hanno clienti. La componentistica italiana che serve costruttori non-cinesi deve gi\u00e0 oggi valutare quale sar\u00e0 la quota di mercato dei suoi clienti tra tre anni in uno scenario di riapertura USA-Cina.<\/p>\n<p><strong>Finanza e servizi professionali<\/strong><br \/>Questo \u00e8 il settore dove l&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 pi\u00f9 immediata. Goldman Sachs \u00e8 nella delegazione a Pechino. Dove vanno i grandi istituti finanziari americani, seguono i servizi legali, le consulenze, le certificazioni, le assicurazioni. Le societ\u00e0 italiane di servizi professionali che hanno competenze internazionali e vogliono seguire le aziende clienti in Cina hanno una finestra di 12-18 mesi per posizionarsi prima che la concorrenza anglosassone occupi tutto lo spazio disponibile.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Variabili Che Possono Cambiare Tutto<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: La questione Taiwan<\/strong><br \/>Ogni ammorbidimento del linguaggio americano sulla difesa di Taiwan, anche nella forma di una formulazione ambigua nel comunicato finale, crea instabilit\u00e0 nell&#8217;intera regione indo-pacifica. Per le aziende con supply chain che passano per Taiwan, Singapore o la Corea del Sud, questo \u00e8 il segnale da monitorare con la massima attenzione. Un&#8217;ambiguit\u00e0 su Taiwan non \u00e8 un rischio di lungo periodo: si traduce in volatilit\u00e0 dei premi assicurativi e delle condizioni di credito export nel giro di settimane.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: L&#8217;assenza dell&#8217;Europa al tavolo<\/strong><br \/>Washington e Pechino stanno negoziando le regole del commercio globale senza che l&#8217;UE abbia un seggio equivalente. Il meccanismo del &#8220;board of trade&#8221; proposto da Trump, se realizzato, crea un corridoio preferenziale USA-Cina che esclude strutturalmente i fornitori europei da alcune categorie di accesso. Il rischio non \u00e8 una singola perdita di contratti: \u00e8 la progressiva erosione di posizioni competitive in mercati dove fino a ieri si competeva in condizioni di parit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Il surplus cinese che non va a Washington finisce altrove<\/strong><br \/>Se l&#8217;accordo non arriva o arriva solo parzialmente, Pechino non riduce la produzione. Aumenta la pressione su tutti gli altri mercati di sbocco. L&#8217;Europa \u00e8 il primo candidato ad assorbire questo surplus, con effetti depressivi sui prezzi in settori dove i produttori italiani competono su volumi: acciaio, chimica di base, elettronica di consumo, tessile.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Risposte Dirette sul Vertice Trump-Xi<\/h2>\n<p><strong>Cosa significa il vertice Trump-Xi per le aziende italiane che esportano in Cina?<\/strong><br \/>Significa una finestra breve per consolidare le posizioni prima che i concorrenti americani ottengano accessi preferenziali. Se il vertice produce un &#8220;board of trade&#8221; operativo, gli accordi bilaterali USA-Cina creeranno vantaggi strutturali per le aziende americane. Le PMI italiane devono usare i prossimi 6-18 mesi per rafforzare le relazioni con clienti e distributori cinesi, non aspettare che il quadro si chiarisca.<\/p>\n<p><strong>Come cambieranno i dazi dopo il vertice?<\/strong><br \/>I dazi bilaterali USA-Cina dovrebbero ridursi parzialmente se l&#8217;accordo arriva, probabilmente passando dal range attuale di 30-50% a livelli pi\u00f9 bassi per categorie selezionate (Boeing, soia, tecnologia). Il surplus cinese che non entra negli USA tender\u00e0 verso altri mercati, inclusa l&#8217;Europa, creando pressione ribassista sui prezzi per i competitor europei.<\/p>\n<p><strong>Quale settore italiano \u00e8 pi\u00f9 a rischio?<\/strong><br \/>L&#8217;agroalimentare \u00e8 il pi\u00f9 vulnerabile nel breve termine, per la pressione competitiva dei prodotti americani sul mercato cinese. Nel medio termine, il manifatturiero avanzato e la componentistica automotive soffrono per l&#8217;accelerazione dell&#8217;integrazione USA-Cina nei servizi ad alto valore aggiunto.<\/p>\n<p><strong>Taiwan \u00e8 un rischio reale per le supply chain?<\/strong><br \/>S\u00ec, ma non nell&#8217;immediato. Il rischio concreto \u00e8 una formulazione ambigua nel comunicato finale che crei incertezza sulla difesa americana di Taiwan. Questo si traduce in volatilit\u00e0 assicurativa ed export credit nei giro di settimane. Le aziende con supply chain critiche su Taiwan devono monitorare il comunicato con estrema attenzione.<\/p>\n<p><strong>Cosa dovrebbe fare subito un&#8217;azienda italiana esposta al mercato cinese?<\/strong><br \/>Tre azioni: primo, verificare se ha gi\u00e0 un presidio diretto in Cina con contratti pluriennali, se no avviare contatti con distributori e agenti locali subito. Secondo, ricalcolare le posizioni di prezzo entro 90 giorni in base ai nuovi flussi attesi. Terzo, diversificare il portafoglio geografico verso mercati dove la competizione cinese \u00e8 ancora contenuta (Africa, Sud-Est asiatico a margine del riallineamento USA-Cina).<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Guardo la lista della delegazione americana che vola a Pechino questa settimana e penso a quante volte negli ultimi tre anni ho sentito parlare di decoupling, di diversificazione, di &#8220;non dipendere dalla Cina&#8221;. Tutto giusto in linea di principio. Poi Trump sale sull&#8217;Air Force One con Musk, Cook e i banchieri di Goldman Sachs, e capisci che il decoupling era un&#8217;opzione tattica, non una strategia strutturale. Quando gli interessi economici sono abbastanza grandi, trovano sempre la strada per tornare al tavolo.<\/p>\n<p>Quello che mi preoccupa non \u00e8 Trump a Pechino. \u00c8 che mentre Washington riscrive l&#8217;accesso al mercato cinese con una delegazione da 500 miliardi di capitalizzazione combinata, l&#8217;Europa \u00e8 a guardare. Non perch\u00e9 non abbia interessi in Cina, li ha eccome. Ma perch\u00e9 non ha il meccanismo istituzionale per sedere a quel tavolo con lo stesso peso negoziale.<\/p>\n<p>Il memorandum BCE-Reserve Bank of India firmato dieci giorni fa \u00e8 un segnale positivo in un&#8217;altra direzione: l&#8217;Europa sta lavorando sulla relazione con l&#8217;India come asse strategico alternativo. Ma \u00e8 un processo da dieci anni, non da sei mesi. Nel frattempo, la partita cinese si gioca adesso.<\/p>\n<p>La lezione operativa che porto a ogni imprenditore che segue questa situazione \u00e8 una sola: smettila di aspettare che il quadro si chiarifichi per decidere se entrare in Cina o come posizionarti rispetto alla concorrenza cinese. Il quadro non si chiarifica mai in modo definitivo. Si muove. E chi aspetta la certezza arriva sempre quando gli spazi migliori sono gi\u00e0 occupati. L&#8217;analisi dei dati disponibili, che esistono e sono leggibili oggi, \u00e8 sufficiente per prendere decisioni di posizionamento. Il problema non \u00e8 l&#8217;informazione che manca: \u00e8 la decisione che si rimanda.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del vertice Trump-Xi:<\/strong> testo del comunicato congiunto su Taiwan, annuncio di eventuali ordini Boeing, contenuto operativo del &#8220;board of trade&#8221; proposto, menzione o meno di accordi sui critical minerals.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> cross USD\/CNY nelle 72 ore post-vertice, titoli Boeing e Apple come termometro della reazione del mercato, spread dei credit default swap su obbligazioni sovrane di paesi del Sud-Est asiatico come indicatore del rischio percepito sulla stabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> risposta della Commissione Europea al vertice, eventuali dichiarazioni di Von der Leyen o del Consiglio su una posizione coordinata UE rispetto al riavvicinamento USA-Cina, aggiornamenti sui dossier antidumping in corso contro prodotti cinesi.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei settori esposti:<\/strong> ordini di produttori cinesi di veicoli elettrici per il mercato europeo nei prossimi 60 giorni, variazioni nei prezzi all&#8217;export di acciaio e alluminio cinesi verso l&#8217;Europa, annunci di nuove joint venture tra aziende americane e cinesi in settori strategici.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Sala del Popolo Si Riempie, l&#8217;Europa Resta Fuori<\/h2>\n<p>Quando le grandi sale diplomatiche si riempiono dei nomi giusti, le regole del commercio globale si riscrivono. Successe all&#8217;inizio degli anni 2000 con l&#8217;ingresso della Cina nel WTO, quando un&#8217;intera generazione di imprenditori europei scopr\u00ec troppo tardi che le condizioni di accesso ai mercati asiatici erano gi\u00e0 state negoziate altrove. Sta succedendo di nuovo, con dinamiche diverse ma con la stessa logica di fondo: chi \u00e8 al tavolo negozia per s\u00e9, chi non c&#8217;\u00e8 negozia con quello che resta.<\/p>\n<p>La differenza tra questa tornata e quella di vent&#8217;anni fa \u00e8 che le imprese italiane e europee hanno oggi gli strumenti per leggere questi segnali in tempo reale, per capire dove si formano le nuove correnti commerciali, per posizionarsi prima che i canali siano occupati. La questione non \u00e8 se Trump e Xi troveranno un accordo questa settimana. La questione \u00e8 se il tuo export manager sa gi\u00e0 dove guardare il giorno dopo.<\/p>\n<p>Essere presenti in un mercato non significa averci un agente. Significa avere una posizione difendibile quando le regole cambiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice Trump-Xi di questa settimana non \u00e8 una distensione commerciale. \u00c8 la riscrittura dei termini di accesso al mercato cinese, e l&#8217;Europa non \u00e8 al tavolo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":592,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[1077,1084,1078,1086,1072,1069,111,1073,1071,1076,1074,1070,830,453,1079,93,1085,89,109,1080,514,1081,6,30,356,1082,442,1075,1083,1068],"class_list":["post-593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-accordocommerciale","tag-agroalimentarecina","tag-asiastrategy","tag-bancacentraleeuropa","tag-boardoftrade","tag-cinausa2026","tag-competizionecinese","tag-criticalminerals","tag-daziusacina","tag-decouplingcina","tag-elonmuskcina","tag-exportcina","tag-exportmanager","tag-geopoliticaasia","tag-goldmansachs","tag-internazionalizzazione","tag-macchinariitalia","tag-madeinitaly","tag-mercatocinese","tag-nvidiaai","tag-pmiitalia","tag-renminbidollaro","tag-rischiogeopolitico","tag-strategiaaziendale","tag-supplychainglobale","tag-surpluscinese","tag-taiwan","tag-timcookcina","tag-veicolielettri","tag-vertticetrumpxi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=593"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/593\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":594,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/593\/revisions\/594"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}