{"id":634,"date":"2026-05-23T07:04:12","date_gmt":"2026-05-23T06:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stretto-di-hormuz-impatto-sul-commercio-globale"},"modified":"2026-05-23T07:30:04","modified_gmt":"2026-05-23T06:30:04","slug":"stretto-di-hormuz-impatto-sul-commercio-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/stretto-di-hormuz-impatto-sul-commercio-globale","title":{"rendered":"Stretto di Hormuz: impatto sul commercio globale"},"content":{"rendered":"<h2>Rubrica: Geopolitica &#038; Mercati Emergenti<\/h2>\n<p>Tehran, 22 maggio 2026. Il feldmaresciallo Asim Munir, capo dell&#8217;esercito pakistano, atterra in Iran con una delegazione. A pochi chilometri di distanza, nello stretto di Hormuz, 1.600 navi aspettano il permesso di passare. L&#8217;Iran ha appena pubblicato una mappa su X che ridisegna unilateralmente i confini marittimi dello stretto, includendo acque territoriali di Oman e degli Emirati Arabi Uniti in una &#8220;zona di controllo&#8221; soggetta a pedaggio. Nel frattempo, a Stoccolma, Marco Rubio parla davanti ai ministri NATO di &#8220;piccoli progressi&#8221; nei negoziati, senza fornire dettagli.<\/p>\n<p>Quello che si sta consumando nello stretto non \u00e8 una crisi energetica. \u00c8 un esperimento di sovranit\u00e0 sul commercio globale che, se consolidato, ridisegner\u00e0 il diritto marittimo internazionale per i prossimi decenni.<\/p>\n<p>L&#8217;ottantaquattresimo giorno del conflitto USA-Israele contro l&#8217;Iran porta con s\u00e9 un aggiornamento che molti analisti in Europa tendono a inquadrare come &#8220;tensione persistente ma gestibile&#8221;. Questa lettura \u00e8 sbagliata, e costa soldi a chiunque la accetti. La vera partita non \u00e8 se i negoziati avranno successo nei prossimi giorni, ma quale precedente strutturale verr\u00e0 stabilito, indipendentemente dall&#8217;esito delle trattative in corso a Tehran.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano che esporta verso i mercati del Golfo, acquista materie prime dall&#8217;Asia o lavora con fornitori che dipendono da rotte marittime attraverso il Golfo Persico, il 23 maggio 2026 non \u00e8 un giorno qualunque di attesa diplomatica. \u00c8 il giorno in cui i contorni permanenti del rischio stanno diventando visibili.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Lo Stretto di Hormuz come infrastruttura ostaggio<\/h2>\n<p>I dati disponibili nelle ultime ore restituiscono un quadro preciso. Circa 1.600 navi commerciali sono ferme nel Golfo Persico, in attesa di autorizzazione al transito. L&#8217;Iran ha dichiarato che 35 navi sono passate nelle ultime 24 ore con la propria supervisione, attraverso la Persian Gulf Strait Authority appena istituita. Si tratta di una nuova struttura burocratica creata per amministrare il pedaggio. I tracking systems indipendenti confermano che il traffico reale rimane una frazione minima rispetto ai livelli normali.<\/p>\n<p>Lo stretto di Hormuz gestisce in condizioni ordinarie circa il 20-21% del commercio petrolifero globale e una quota rilevante del GNL mondiale. L&#8217;Arabia Saudita ricava fino a 12 miliardi di dollari l&#8217;anno dal turismo religioso legato all&#8217;Hajj, una stagione che si apre proprio in questi giorni e che richiede collegamenti aerei e marittimi stabili verso la penisola arabica. Questo dato spiega parte della pressione saudita su Trump a sospendere le operazioni militari. La Cina, il Pakistan, l&#8217;India e il Giappone sembrano aver gi\u00e0 negoziato accordi bilaterali con Tehran per transiti preferenziali o esenzioni parziali dal pedaggio. Questa frammentazione delle regole rende ancora pi\u00f9 difficile valutare l&#8217;esposizione reale di chi non ha ancora trattato.<\/p>\n<p>Il dispositivo militare USA nell&#8217;area \u00e8 significativo. Il CENTCOM ha confermato che 97 navi commerciali sono state dirottate e quattro disabilitate in mare durante l&#8217;applicazione del blocco navale ai porti iraniani. Portaerei, cacciatorpediniere e aerei da attacco sono ancora posizionati nella regione, in grado di sostenere operazioni che vanno da strike limitati alla ripresa delle operazioni su scala nazionale definite &#8220;Operation Epic Fury&#8221; durante la fase acuta del conflitto.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Precedente del Pedaggio Marittimo<\/h2>\n<p>La questione del pedaggio \u00e8 il punto che rende questa settimana diversa da tutte le precedenti. L&#8217;Iran ha sempre usato Hormuz come leva negoziale, ma l&#8217;istituzione formale di una Persian Gulf Strait Authority e la pubblicazione di una mappa che include acque territoriali di paesi terzi sovrani come Oman e UAE rappresenta un salto qualitativo rispetto alle precedenti minacce di chiusura dello stretto.<\/p>\n<p>Marco Rubio ha chiarito pubblicamente che un sistema di tolling non \u00e8 accettabile per gli USA. Ha aggiunto una considerazione che era rimasta in secondo piano fino a ieri: se il pedaggio venisse consolidato come prassi in Hormuz, creerebbe un precedente che altri attori regionali potrebbero replicare in altri chokepoint marittimi globali. Si pensi a Malacca e a Bab el-Mandeb. Il timing non \u00e8 casuale. Questo argomento \u00e8 emerso proprio mentre la Cina sta guardando con attenzione a cosa succede, e mentre Taiwan e i mari del Sud-Est asiatico restano zone di potenziale pressione.<\/p>\n<p>Il voto al Congresso americano sul War Powers Act, che avrebbe limitato l&#8217;autorit\u00e0 di Trump di condurre operazioni militari, \u00e8 stato rinviato almeno a giugno dopo che i Repubblicani non hanno trovato i numeri per bloccarlo in commissione. Questo significa che l&#8217;opzione militare resta formalmente aperta e che Trump non \u00e8 sotto vincoli legislativi immediati. Il segnale \u00e8 che i negoziati si svolgono in un contesto in cui la minaccia di forza rimane credibile. Questo modifica il calcolo strategico di Tehran.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Quel Warning da 2008<\/h2>\n<p>I mercati finanziari ieri hanno prezzato un ulteriore deterioramento delle aspettative. Un&#8217;analisi pubblicata nelle ultime ore da operatori della commodity industry ha evocato esplicitamente lo scenario petrolio del 2008. Secondo questa analisi, se Hormuz non riapre entro fine agosto si potrebbe innescare una dinamica di supply shock paragonabile a quella che accompagn\u00f2 il crollo di Lehman. Non si tratta di un&#8217;ipotesi estrema. \u00c8 il risultato diretto della combinazione tra 1.600 navi ferme, riserve strategiche che non sono illimitate e una domanda globale che non si \u00e8 compressa abbastanza da compensare la riduzione dell&#8217;offerta.<\/p>\n<p>Il petrolio Brent continua a registrare alta volatilit\u00e0 implicita, segnale che i mercati delle opzioni stanno prezzando scenari estremi in entrambe le direzioni. Deescalation rapida o rottura definitiva dei negoziati. L&#8217;oro si mantiene su livelli elevati in modalit\u00e0 flight-to-safety classica. Le valute dei paesi produttori del Golfo che hanno esposizione turistica e logistica, come il dirham degli UAE, stanno assorbendo pressioni indirette attraverso il calo del traffico aereo e commerciale nel hub di Dubai e Abu Dhabi.<\/p>\n<p>Il dato strutturale che anticipa i problemi \u00e8 per\u00f2 un altro. La frammentazione degli accordi bilaterali di transito. Se Cina, India, Pakistan e Giappone hanno gi\u00e0 negoziato esenzioni o condizioni preferenziali con Tehran, significa che il pedaggio non colpisce uniformemente tutti i paesi. Chi non ha un accordo bilaterale, paga di pi\u00f9 o non passa affatto. Le aziende europee e italiane non hanno un accordo bilaterale.<\/p>\n<p>Sul fronte BCE, Philip Lane ha parlato venerd\u00ec di Europa e economia mondiale sottolineando pressioni esterne sulla crescita. Il segnale implicito \u00e8 che Francoforte sta monitorando gli effetti di secondo round dello shock energetico sulle aspettative di inflazione nell&#8217;Eurozona. Waller della Fed, intervenuto a Francoforte lo stesso giorno, ha discusso di &#8220;policy risks che sono cambiati&#8221;. Un&#8217;apertura che alcuni leggono come disponibilit\u00e0 a modificare il profilo dei tassi se lo shock energetico dovesse deteriorare il quadro macroeconomico americano oltre le aspettative.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi).<\/strong> Chi ha contratti di fornitura con clausole di prezzo legate al petrolio o alle commodity energetiche deve riaprire quei contratti adesso, o almeno verificare dove cadono i meccanismi di price revision. Le assicurazioni sul credito all&#8217;esportazione verso i paesi del Golfo e verso i mercati asiatici serviti da rotte che transitano da Hormuz stanno registrando un aumento dei premi. Chi non ha hedging in essere sta pagando un costo crescente ogni settimana senza averlo pianificato. Le spedizioni verso UAE, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Oman richiedono oggi verifiche sui rerouting alternativi, con costi di trasporto che in alcuni casi sono gi\u00e0 raddoppiati rispetto a gennaio. Chi ha forniture in arrivo dall&#8217;Asia deve sapere dove sono fisicamente le sue merci in questo momento.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi).<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile, sulla base dei segnali attuali, \u00e8 un accordo parziale che riapre Hormuz con condizioni negoziate caso per caso, senza una soluzione definitiva sul nucleare. In questo scenario, il commercio globale riprende ma su basi frammentate. Chi ha relazioni bilaterali con paesi che hanno gi\u00e0 accordi con Tehran avr\u00e0 accesso pi\u00f9 fluido. Chi opera attraverso intermediari generici pagher\u00e0 un premio permanente. Le aziende italiane che lavorano con distributori negli UAE o in Arabia Saudita devono capire adesso quali di questi distributori hanno gi\u00e0 negoziato accordi di transito preferenziali e quali no. Questa differenza determiner\u00e0 la competitivit\u00e0 delle forniture nei prossimi 12 mesi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi).<\/strong> Se il pedaggio su Hormuz venisse consolidato, anche solo de facto, il precedente strutturale sarebbe quello di un&#8217;infrastruttura marittima globale soggetta a tariffe estrattive controllate da un singolo stato. Questo sposta permanentemente i costi di transazione su tutte le rotte asiatiche e del Golfo, aumenta l&#8217;attrattivit\u00e0 delle rotte terrestri alternative come il corridoio Trans-Caspico e la rete di infrastrutture cinesi, e ridisegna la mappa dei hub logistici regionali. Il rerouting verso rotte africane via Capo di Buona Speranza comporta in media 10-14 giorni aggiuntivi per viaggio. Per certi settori \u00e8 assorbibile, per altri \u00e8 incompatibile con i cicli produttivi e i contratti di consegna esistenti.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Meccanica strumentale e automazione industriale.<\/strong> Le aziende italiane che esportano macchinari verso Arabia Saudita, UAE ed Egitto si trovano in una posizione doppiamente esposta. Da un lato, i cantieri e gli impianti dei clienti nel Golfo stanno subendo ritardi nelle forniture di componenti asiatici che transitano da Hormuz. Dall&#8217;altro, le spedizioni di macchinari finiti dall&#8217;Italia verso quei mercati stanno accumulando ritardi e costi aggiuntivi. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che le aziende del Golfo stanno cercando fornitori europei affidabili che possano garantire forniture via rotte alternative, disposti a pagare un premium per la certezza delle consegne.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e industria delle bevande.<\/strong> L&#8217;impatto sulle fertilizzanti \u00e8 gi\u00e0 stato citato dalla stessa ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper. Le rotte dei fertilizzanti azotati prodotti in Iran o in transito da Hormuz sono parzialmente interrotte, con effetti che si propagheranno sui costi agricoli globali nei prossimi 6-9 mesi. Per le aziende italiane che esportano prodotti alimentari trasformati verso i mercati del Golfo, il problema immediato \u00e8 la logistica. I container refrigerati non possono stare fermi con 1.600 navi in coda. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 che i paesi del Golfo stanno accelerando gli acquisti di scorte alimentari da fonti europee, riducendo la dipendenza da catene asiatiche.<\/p>\n<p><strong>Energia e impiantistica.<\/strong> Le societ\u00e0 italiane attive nella costruzione di impianti energetici, nel downstream petrolifero o nei servizi alle infrastrutture del Golfo si trovano a navigare un contesto in cui i clienti finali stanno rallentando le decisioni di investimento per incertezza sulle condizioni operative. Ma chi riesce a posizionarsi adesso, con proposte concrete per infrastrutture di stoccaggio o per impianti di rigassificazione alternativi alle rotte via Hormuz, cattura una domanda che esiste ma che non \u00e8 ancora stata soddisfatta. L&#8217;instabilit\u00e0 attuale accelera gli investimenti regionali in ridondanza logistica. Chi si propone come partner prima che i contratti vengano assegnati ha un vantaggio che non si recupera in seguito.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari Che Molti Ignorano<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: frammentazione del diritto marittimo internazionale.<\/strong> Se la Persian Gulf Strait Authority iraniana opera per settimane senza una risposta legale internazionale formale, si consolida il principio che uno stato sovrano pu\u00f2 imporre pedaggi su acque internazionali che includono le acque territoriali di altri stati. Questo non riguarda solo Hormuz. Le implicazioni per altri chokepoint, da Malacca al Canale di Suez fino a Bab el-Mandeb, potrebbero emergere in un orizzonte di 18-36 mesi attraverso tentativi imitativi da parte di altri attori.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: accordo nucleare senza Hormuz.<\/strong> I negoziati potrebbero produrre un&#8217;intesa parziale sul nucleare che congela l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio senza risolvere la questione del controllo dello stretto. In questo scenario, l&#8217;Iran mantiene la leva commerciale su Hormuz come strumento negoziale permanente, anche in assenza di ostilit\u00e0 militari attive. Per le aziende, questo significa anni di incertezza strutturale sulle rotte, non settimane.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: effetto domino sul sentiment dei consumatori americani.<\/strong> Il consumer sentiment USA ha toccato un nuovo minimo storico questa settimana secondo MarketWatch. La connessione tra prezzi energetici alti e fiducia dei consumatori \u00e8 meccanica. Se i prezzi del petrolio continuano a salire a causa del blocco prolungato, si innesca una pressione inflazionistica che complica la posizione della Fed, riduce la spesa dei consumatori americani e comprime la domanda di importazioni europee negli USA. Questo canale di trasmissione \u00e8 meno visibile di quello logistico diretto, ma potenzialmente pi\u00f9 impattante per le aziende italiane che hanno diversificato verso il mercato nordamericano.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte: Quello Che Devi Sapere Adesso<\/h2>\n<p><strong>Quanto tempo pu\u00f2 rimanere chiuso lo stretto di Hormuz?<\/strong> Secondo gli analisti di commodity, il limite massimo \u00e8 di 8-12 settimane prima che la curva di supply shock diventi ingestibile per il sistema energetico globale. Oltre questo limite, anche un accordo diplomatico troverebbe mercati gi\u00e0 destabilizzati.<\/p>\n<p><strong>Le mie merci sono bloccate adesso nello stretto?<\/strong> Se le tue spedizioni hanno passato il Canale di Suez nelle ultime 2 settimane e sono dirette al Golfo, \u00e8 probabile che siano in coda davanti a Hormuz. Verifica la posizione in tempo reale tramite il tracking del vettore marittimo e valuta se convenga dirottare verso rotte alternative.<\/p>\n<p><strong>Cosa posso fare come azienda se dipendo dal passaggio da Hormuz?<\/strong> Primo, verificare immediatamente il livello di hedging sui costi energetici e sui noli. Secondo, contattare i clienti nel Golfo per capire se hanno gi\u00e0 negoziato accordi di transito preferenziale con Tehran, e se posso accedervi come fornitore. Terzo, valutare il rerouting verso Capo di Buona Speranza anche se aggiunge 10-14 giorni, se la certezza della consegna vale pi\u00f9 della velocit\u00e0 per i tuoi contratti.<\/p>\n<p><strong>Quando torner\u00e0 alla normalit\u00e0 il commercio da Hormuz?<\/strong> Nel migliore dei casi, un accordo diplomatico porterebbe a una riapertura con condizioni negoziate entro fine giugno. Ma la &#8220;normalit\u00e0&#8221; sar\u00e0 diversa da prima: il pedaggio, anche se ridotto rispetto alle rivendicazioni iniziali, probabilmente rimarr\u00e0 come costo strutturale.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia pu\u00f2 negoziare un accordo bilaterale come ha fatto la Cina?<\/strong> Non senza una strategia europea coordinata. I singoli stati europei non hanno la leva per sedersi al tavolo dei negoziati con Tehran su questioni di questo livello. L&#8217;UE dovrebbe muoversi, ma \u00e8 un processo lento. Nel frattempo, le aziende rimangono esposte.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sto osservando in questi giorni non \u00e8 una crisi diplomatica in attesa di risoluzione. \u00c8 una rinegoziazione dell&#8217;architettura del commercio globale mascherata da conflitto regionale.<\/p>\n<p>L&#8217;Iran sa di non poter vincere militarmente contro USA e Israele nel lungo periodo. Ma ha capito qualcosa che l&#8217;Europa non ha ancora elaborato: il controllo di un&#8217;infrastruttura critica vale pi\u00f9 di qualsiasi concessione nucleare. Tehran sta utilizzando lo stretto come strumento per ottenere un riconoscimento de facto di una sfera di influenza marittima che non ha mai avuto. La Persian Gulf Strait Authority non \u00e8 un&#8217;istituzione militare. \u00c8 una pretesa di sovranit\u00e0 amministrativa travestita da misura di sicurezza temporanea.<\/p>\n<p>La risposta americana \u00e8 coerente con questa lettura. Rubio non ha detto solo che il pedaggio \u00e8 inaccettabile, ha detto che crea un precedente globale pericoloso. Questo \u00e8 un segnale che Washington ha capito la vera posta in gioco, anche se la politica interna complica la capacit\u00e0 di risposta. Il rinvio del voto sul War Powers Act dice che Trump ha ancora le mani libere militarmente, ma dice anche che i Repubblicani non erano sicuri di avere i numeri per proteggerlo. Questa ambiguit\u00e0 interna americana \u00e8 uno degli elementi che alimenta il calcolo strategico di Tehran. Ogni segnale di divisione politica a Washington \u00e8 letto come un motivo per tenere duro ancora un po&#8217;.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa in tutto questo non esiste come attore. Yvette Cooper parla di &#8220;missione marittima per quando il conflitto sar\u00e0 finito&#8221;. Questa \u00e8 esattamente la postura di chi non siede al tavolo delle decisioni ma vuole essere presente al taglio del nastro. Le nostre aziende operano in un vacuum strategico. Non abbiamo negoziato accordi bilaterali di transito con Tehran come ha fatto la Cina. Non abbiamo proiezione militare nella regione come gli USA. Non abbiamo la leva della mediazione come il Pakistan o il Qatar. Quello che abbiamo \u00e8 un tessuto produttivo eccellente che continua a competere globalmente nonostante l&#8217;assenza di una strategia europea degna di questo nome.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa. Non aspettare che la diplomazia risolva il problema logistico. La diplomazia, anche nella migliore delle ipotesi, produce accordi che vengono implementati in settimane o mesi, non in giorni. Se la tua supply chain passa da Hormuz, il tuo problema \u00e8 adesso, non quando il trattato sar\u00e0 firmato.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte iraniano.<\/strong> Le dichiarazioni della Persian Gulf Strait Authority sui volumi effettivi di transito autorizzati e sulle condizioni precise del pedaggio. Qualsiasi aggiornamento sulla mappa delle acque territoriali rivendicate che include UAE e Oman. La risposta formale di Masqat e Abu Dhabi a questa rivendicazione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei negoziati.<\/strong> Il contenuto specifico del &#8220;piccolo progresso&#8221; citato da Rubio, che non \u00e8 ancora stato comunicato pubblicamente. Il ruolo del capo dell&#8217;esercito pakistano Munir nella mediazione diretta. Eventuali dichiarazioni di Tehran sulle condizioni minime per la riapertura dello stretto distinte dalle condizioni per un accordo nucleare.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati.<\/strong> Il prezzo del Brent e la volatilit\u00e0 implicita nelle opzioni a 30 e 60 giorni. I premi assicurativi delle polizze cargo per le rotte del Golfo. I noli dei container sulle rotte Asia-Europa via Capo di Buona Speranza rispetto alla rotta normale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte militare.<\/strong> Eventuali movimenti delle portaerei USA nella regione. Qualsiasi dichiarazione del CENTCOM su variazioni nel numero di navi dirottate o disabilitate. La posizione dell&#8217;Arabia Saudita dopo la chiusura della stagione Hajj, che rimuove uno dei freni principali alla ripresa delle operazioni militari.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte legislativo USA.<\/strong> Il voto sul War Powers Act quando verr\u00e0 rimesso all&#8217;ordine del giorno del Congresso in giugno, che determiner\u00e0 se Trump avr\u00e0 vincoli formali nella conduzione del conflitto.<\/p>\n<h2>Hormuz o Hohenzollern: La Rotta Che Non Si Sceglie<\/h2>\n<p>Le navi ferme nel Golfo Persico non aspettano la fine di una crisi. Aspettano che qualcuno decida quale sar\u00e0 la nuova regola del gioco. Se quella regola viene scritta con un pedaggio, sar\u00e0 scritta in modo permanente. Non ci sar\u00e0 un trattato internazionale che la canceller\u00e0 in tempi brevi, perch\u00e9 nessuno degli attori che contano ha abbastanza incentivo a pagare il costo politico necessario per farlo.<\/p>\n<p>Per un imprenditore europeo, la dinamica di potere in gioco non \u00e8 tra Iran e USA. \u00c8 tra chi ha gi\u00e0 negoziato un accordo bilaterale e chi aspetta che il diritto internazionale torni a funzionare da solo. Cina, India, Pakistan e Giappone hanno capito che in un mondo di strade a pedaggio, chi non tratta in anticipo paga il prezzo pieno.<\/p>\n<p>Il pedaggio non \u00e8 un&#8217;emergenza temporanea da aspettare seduti. \u00c8 il nuovo costo fisso del commercio globale. La domanda rilevante non \u00e8 quando finir\u00e0, ma chi sta gi\u00e0 calcolando come assorbirlo prima che diventi il prezzo di listino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rubrica: Geopolitica &#038; Mercati Emergenti Tehran, 22 maggio 2026. 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