{"id":640,"date":"2026-05-24T07:04:13","date_gmt":"2026-05-24T06:04:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-iran-hormuz-il-rischio-che-stai-sottovalutando"},"modified":"2026-05-24T07:30:03","modified_gmt":"2026-05-24T06:30:03","slug":"accordo-iran-hormuz-il-rischio-che-stai-sottovalutando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-iran-hormuz-il-rischio-che-stai-sottovalutando","title":{"rendered":"Accordo Iran-Hormuz: il rischio che stai sottovalutando"},"content":{"rendered":"<p>Washington, 24 maggio 2026. Nella notte tra venerd\u00ec e sabato, mentre i suoi collaboratori erano gi\u00e0 in viaggio verso i festeggiamenti di nozze del figlio, Donald Trump ha cancellato tutto e si \u00e8 chiuso nello Studio Ovale. Il motivo: una serie di chiamate con i leader del Golfo, di Israele, di Pakistan, Turchia ed Egitto, al termine delle quali ha postato su Truth Social quello che ha descritto come un accordo &#8220;largamente negoziato&#8221; con l&#8217;Iran, che includerebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p>Nel giro di un&#8217;ora, l&#8217;agenzia di stampa iraniana FARS, controllata dai Pasdaran, smentiva la parte pi\u00f9 rilevante dell&#8217;annuncio: lo Stretto non sarebbe &#8220;aperto&#8221;, rimarrebbe &#8220;sotto gestione iraniana&#8221;. Non \u00e8 una sfumatura. \u00c8 la differenza tra un canale commerciale libero e un passaggio che Teheran pu\u00f2 chiudere di nuovo ogni volta che lo ritiene utile come leva negoziale.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;annuncio americano e la smentita iraniana usciti a distanza di sessanta minuti l&#8217;uno dall&#8217;altro non sono una contraddizione: sono la struttura dell&#8217;accordo stesso.<\/strong> Ognuna delle due parti comunica ai propri pubblici interni ci\u00f2 che ha bisogno di comunicare, e la realt\u00e0 dell&#8217;intesa, ammesso che esista, vive nello spazio tra le due versioni. Per un imprenditore che deve decidere oggi se rimettere in moto una supply chain attraverso il Golfo Persico, questa ambiguit\u00e0 non \u00e8 un dettaglio tecnico: \u00e8 il perimetro esatto del rischio che si sta assumendo.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 se l&#8217;accordo sia autentico o meno. Il punto \u00e8 che le imprese europee che nei quaranta giorni scorsi hanno accumulato costi di rerouting, assorbito sovrapprezzi assicurativi e visto i propri margini compressi dall&#8217;incertezza sulle rotte, adesso devono decidere se fidarsi di un&#8217;intesa che nessuna delle due controparti ha ancora firmato, che non menziona il nodo nucleare, e che per ammissione dello stesso Trump \u00e8 &#8220;soggetta all&#8217;approvazione di altri paesi&#8221;. La storia recente insegna che questi accordi durano in media tra i sessanta e i novanta giorni prima che la tensione riaffiori. La domanda operativa \u00e8: il tuo piano logistico regge su un orizzonte cos\u00ec corto?<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Lo Stretto, il Traffico e il Vuoto dell&#8217;Accordo<\/h2>\n<p>Lo Stretto di Hormuz \u00e8 il collo di bottiglia energetico pi\u00f9 stressato del pianeta. Secondo i dati dell&#8217;Energy Information Administration americana, circa il 20% del commercio globale di petrolio transita attraverso questa rotta ogni giorno, pari a circa 17-21 milioni di barili. Per il gas naturale liquefatto la dipendenza \u00e8 ancora pi\u00f9 marcata: Qatar, il terzo esportatore mondiale di GNL, convoglia attraverso Hormuz una quota superiore al 30% delle sue esportazioni totali.<\/p>\n<p>Dall&#8217;inizio delle tensioni militari tra Stati Uniti e Iran nelle ultime settimane, i premi assicurativi per le navi che transitano nel Golfo Persico erano saliti a livelli che alcuni broker del mercato di Londra hanno paragonato al periodo pi\u00f9 acuto della crisi Houthi nel Mar Rosso nel 2024. Le tariffe di noleggio per le petroliere VLCC sull&#8217;area del Golfo avevano subito un&#8217;impennata superiore al 35% rispetto ai livelli pre-crisi, con effetti a cascata sui costi di trasporto per tutti i beni che usano quella rotta come punto di transito.<\/p>\n<p>Sul fronte nucleare, i termini citati dal Segretario di Stato Rubio durante la sua visita in India includono la consegna dell&#8217;uranio arricchito e la cessazione dell&#8217;arricchimento. FARS e altri media vicini al governo di Teheran non hanno confermato nessuno di questi punti. L&#8217;accordo &#8220;memorandum of understanding&#8221; menzionato da Trump non \u00e8 un trattato, non \u00e8 vincolante, e non \u00e8 ancora stato reso pubblico nel testo integrale. \u00c8 una fotografia della volont\u00e0 negoziale in un momento dato, non un&#8217;architettura giuridica su cui costruire una strategia commerciale.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non Casuale di un Annuncio di Venerd\u00ec Sera<\/h2>\n<p>Trump ha scelto la serata di venerd\u00ec per l&#8217;annuncio, un momento in cui i mercati europei erano chiusi e quelli americani stavano per chiudere. Il timing non \u00e8 casuale: riduce la volatilit\u00e0 immediata, lascia il weekend per permettere alla narrativa di consolidarsi prima che luned\u00ec mattina i trader debbano prendere posizione. \u00c8 una tecnica che questa amministrazione conosce bene.<\/p>\n<p>Il contesto pi\u00f9 ampio \u00e8 quello di un&#8217;America che, dopo quaranta giorni di pressione militare sull&#8217;Iran, si trova davanti a una scelta: escalation con costi interni crescenti, oppure de-escalation che per\u00f2 deve essere venduta come vittoria. Il commercio globale del petrolio compresso, i consumi americani gi\u00e0 sotto pressione per l&#8217;inflazione persistente, e la Federal Reserve nell&#8217;impossibilit\u00e0 politica di tagliare i tassi mentre il petrolio rischia di tornare sopra i novanta dollari, creano un sistema di incentivi che spingono Washington verso una soluzione negoziata, anche se parziale.<\/p>\n<p>Sul lato iraniano, quaranta giorni di bombardamenti da parte di una superpotenza non hanno prodotto n\u00e9 la capitolazione del regime n\u00e9 il crollo del consenso interno. Teheran esce da queste settimane con la narrativa della resilienza intatta, e con la dimostrazione pratica che la chiusura di Hormuz funziona come leva di pressione sul sistema economico globale. Non cede per debolezza, cede per opportunit\u00e0, lasciandosi una porta aperta per riaprire la partita se le condizioni cambiano.<\/p>\n<p>Netanyahu resta fuori dalla stanza. Le ricostruzioni dei media americani descrivono una telefonata tra Trump e il premier israeliano definita &#8220;incandescente&#8221;, con Israele che adesso raccoglie informazioni sui negoziati attraverso i propri asset di intelligence regionali, non attraverso il canale diretto con Washington. Questa frattura tra i due leader che all&#8217;inizio del conflitto si presentavano come alleati perfetti \u00e8 il vero segnale strutturale di questa settimana: la Casa Bianca ha scelto la strada diplomatica, e Israele non \u00e8 nella stanza dove si decide.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali Spot e Strutturali<\/h2>\n<p>All&#8217;annuncio di Trump, i futures sul petrolio Brent hanno registrato nelle prime ore una correzione verso il basso, che i trader hanno interpretato come sollievo parziale sulla continuit\u00e0 delle rotte energetiche. Ma il movimento \u00e8 stato contenuto, perch\u00e9 il mercato non crede ancora a un accordo definitivo: la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni petrolio resta elevata, ben sopra la media storica degli ultimi due anni, il che significa che chi si muove professionalmente sui mercati energetici incorpora ancora un premio per il rischio di ricaduta.<\/p>\n<p>Il dollaro si \u00e8 stabilizzato, ma l&#8217;oro non ha ceduto in modo significativo. Questo \u00e8 il segnale strutturale pi\u00f9 interessante: quando l&#8217;oro non scende su una notizia di de-escalation, i mercati stanno dicendo che non credono la de-escalation sia strutturale. \u00c8 un flight-to-safety che si mantiene in posizione difensiva nonostante le notizie positive. La posizione di Christopher Waller alla Fed sul cambiamento dei rischi di policy, comunicata venerd\u00ec da Francoforte, conferma che la banca centrale americana opera in un contesto di incertezza che non si dissolve con un post su Truth Social.<\/p>\n<p>Per le compagnie di assicurazione e i broker del mercato di Londra, la riapertura dello Stretto prima che ci sia un accordo scritto e verificabile non basta a ridurre i premi in modo significativo. Le polizze per i trasporti nel Golfo potrebbero calare del 15-20% nelle prossime settimane se l&#8217;accordo tiene, ma torneranno immediatamente ai livelli precedenti al primo segnale di tensione. Chi sta strutturando contratti di fornitura pluriennali con controparti del Golfo deve calcolare questo scenario nel proprio pricing.<\/p>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: Decidere su un Terreno Ancora Instabile<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> la riapertura dichiarata di Hormuz non \u00e8 ancora operativa nel senso commerciale del termine. Le compagnie di navigazione pi\u00f9 prudenti aspetteranno conferme concrete prima di spostare di nuovo le loro rotte attraverso il Golfo. Chi ha diversificato le proprie supply chain verso rotte alternative, come il Capo di Buona Speranza o la rotta settentrionale, si trova adesso davanti a una scelta di timing: tornare sulla rotta Golfo con i costi logistici pi\u00f9 bassi, oppure mantenere la diversificazione come assicurazione contro una ricaduta. La risposta dipende dall&#8217;orizzonte contrattuale e dalla capacit\u00e0 di assorbire il costo dell&#8217;incertezza per ancora novanta giorni.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 quello descritto dagli analisti del Council on Foreign Relations come un &#8220;rinvio&#8221; dei nodi strutturali, con un accordo che garantisce sessanta-novanta giorni di navigabilit\u00e0 mentre le questioni nucleari e di governance del Golfo restano irrisolte. In questo contesto, le imprese europee che costruiscono contratti di fornitura con controparti del Golfo devono inserire clausole di forza maggiore molto pi\u00f9 granulari di quelle standard, con trigger specifici legati alla chiusura dei transiti nel Golfo piuttosto che a generici &#8220;eventi bellici&#8221;. Chi sopravvive commercialmente in questo scenario \u00e8 chi ha gi\u00e0 diversificato i propri fornitori fuori dall&#8217;arco Golfo-Stretto, non chi si affida a una normalizzazione che potrebbe non arrivare.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale che questo accordo parziale stabilisce \u00e8 pericoloso per chi non lo legge attentamente. Se Teheran mantiene effettivamente la &#8220;gestione&#8221; del Golfo come afferma FARS, l&#8217;architettura del commercio energetico globale attraverso Hormuz non \u00e8 tornata alla normalit\u00e0 pre-conflitto: \u00e8 entrata in una nuova fase in cui l&#8217;Iran ha dimostrato di poter usare il controllo dello Stretto come leva negoziale in qualsiasi futura crisi. Questo ridisegna il calcolo del rischio per qualsiasi impresa europea che pianifichi contratti di fornitura energetica con orizzonti superiori ai dodici mesi e che abbia esposizione diretta o indiretta alla rotta del Golfo.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Energia e utilities industriali.<\/strong> Le imprese manifatturiere italiane con contratti di gas indicizzati al prezzo spot internazionale hanno vissuto settimane di volatilit\u00e0 estrema. La riapertura parziale di Hormuz non normalizza immediatamente i prezzi del GNL sul mercato spot europeo: i contratti di copertura in scadenza nelle prossime settimane potrebbero essere rinnovati a condizioni ancora deteriorate rispetto al 2024. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 per chi riesce a bloccare contratti pluriennali nelle prossime settimane, prima che la normalizzazione dei prezzi elimini la finestra di arbitraggio tra prezzo spot ancora alto e aspettativa di ribasso.<\/p>\n<p><strong>Componentistica meccanica e automotive.<\/strong> Le supply chain che passano per il Golfo non riguardano solo l&#8217;energia. I produttori italiani di componenti per l&#8217;industria petrolifera e petrolchimica del Golfo hanno visto rallentare o bloccare le spedizioni nelle ultime settimane. Una riapertura anche parziale delle rotte rende urgente verificare lo stato degli ordini in giacenza con i propri distributori negli Emirati, Arabia Saudita e Qatar: ci sono commesse che si sono accumulate e che potrebbero tornare attive rapidamente, ma solo per chi \u00e8 gi\u00e0 presente con rapporti commerciali strutturati.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e beni di consumo premium.<\/strong> Meno ovvio degli altri, ma esposto in modo significativo: le esportazioni italiane di prodotti alimentari e di consumo verso i mercati del Golfo avevano subito un rallentamento nei flussi logistici. Il canale degli Emirati in particolare era stato colpito dall&#8217;aumento dei costi di trasporto. La riapertura di Hormuz crea una finestra di sei-dodici mesi in cui la domanda repressa di prodotti premium nel Golfo potrebbe tradursi in ordini accelerati: le aziende che hanno mantenuto il presidio commerciale locale durante la crisi, anche solo attraverso un agente o un distributore attivo, si trovano in una posizione di vantaggio strutturale rispetto a chi ha aspettato di &#8220;vedere come va a finire&#8221;.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che i Giornali Non Stanno Seguendo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio:<\/strong> l&#8217;accordo che non esiste ancora. Il testo integrale del memorandum of understanding non \u00e8 stato reso pubblico. Fino a quando non sar\u00e0 disponibile e non sar\u00e0 verificabile da parti terze, l&#8217;unica cosa che esiste \u00e8 un post su Truth Social e una smentita parziale da parte dell&#8217;agenzia di stampa dei Pasdaran. Chi riprende la pianificazione logistica assumendo che l&#8217;accordo sia solido prima di avere questo testo si espone a un rischio di ricaduta immediata.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio:<\/strong> la variabile Netanyahu. Israele \u00e8 stato escluso dai negoziati e i report descrivono una tensione profonda tra Netanyahu e Trump. Se il premier israeliano decidesse di colpire nuovamente obiettivi in Iran, anche in modo unilaterale, la risposta di Teheran ricadrebbe sull&#8217;intera architettura dell&#8217;accordo e il Golfo si richiuderebbe nel giro di ore. La frattura USA-Israele che emerge questa settimana \u00e8 un trigger che il mercato sottostima.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio:<\/strong> il nodo nucleare irrisolto. Rubio ha elencato esplicitamente la consegna dell&#8217;uranio arricchito e la cessazione dell&#8217;arricchimento come condizioni dell&#8217;accordo. Teheran non ha confermato nessuna di queste condizioni. Se nelle prossime settimane emerger\u00e0 che l&#8217;accordo non include impegni verificabili sul nucleare, la pressione degli Stati pi\u00f9 falchi all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione americana, e di Israele, per tornare a opzioni militari aumenter\u00e0 significativamente. Il nodo nucleare non \u00e8 stato rimosso: \u00e8 stato spostato fuori dalla finestra dell&#8217;attenzione.<\/p>\n<h2>Domande e Risposte Dirette: Quello che Devi Sapere<\/h2>\n<p><strong>L&#8217;accordo \u00e8 davvero un accordo? Quando sar\u00e0 firmato?<\/strong><br \/>No, non \u00e8 ancora un accordo vero. \u00c8 un annuncio di intenti che le due parti descrivono in modo diverso. Il testo completo non \u00e8 stato reso pubblico. Non c&#8217;\u00e8 una data di firma comunicata ufficialmente. Quello che esiste oggi \u00e8 una dichiarazione di Trump e una controdichiarazione di FARS. Fino a quando non avrai il documento firmato, il vostro piano logistico dovrebbe rimanere in modalit\u00e0 cautelativa.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo reggerebbe questo accordo se viene rispettato?<\/strong><br \/>Gli analisti del Council on Foreign Relations stimano una durata di 60-90 giorni prima che emergano tensioni strutturali non risolte. Questo non significa che Hormuz si chiuder\u00e0 automaticamente, ma che l&#8217;ambiguit\u00e0 sull&#8217;accordo potrebbe tornare a premere sui mercati e sui costi assicurativi prima ancora di una ricaduta militare. Il vostro orizzonte di pianificazione non dovrebbe superare questo periodo senza aver messo in atto contingency plan.<\/p>\n<p><strong>Come influisce questo sulla mia supply chain oggi?<\/strong><br \/>Se la vostra catena di fornitura dipende dal Golfo: non cambiate le vostre rotte alternative nelle prossime due settimane. Monitorate i dati AIS sulle rotte effettive delle petroliere. Solo quando vedrete un ritorno consistente dei traffici commerciali attraverso Hormuz (non dichiarazioni ufficiali, ma volumi effettivi) potrete iniziare una transizione graduale. Se le vostre controparti nel Golfo vi chiedono di riportare gli ordini sulle rotte tradizionali, chiedete una certificazione assicurativa specifica e inserite clausole di rimborso in caso di chiusura del canale nei prossimi 90 giorni.<\/p>\n<p><strong>Che cosa conviene fare nei prossimi 30 giorni?<\/strong><br \/>Tre cose: primo, recupera il testo integrale dell&#8217;accordo quando sar\u00e0 reso pubblico e fallo leggere a un esperto di geopolitica energetica, non solo al tuo CFO. Secondo, mappa gli scenari di costo logistico se Hormuz richiude tra 60 giorni: quanto costerebbe a quel punto passare al Capo di Buona Speranza o altre rotte? Terzo, valuta con i tuoi assicuratori marittimi se il premio su una polizza di copertura specifica per transiti nel Golfo vale la pena rispetto al costo di transito su rotte alternative. A volte l&#8217;assicurazione \u00e8 pi\u00f9 cara della diversificazione.<\/p>\n<p><strong>E per chi esporta beni verso il Golfo, non solo energia?<\/strong><br \/>La finestra di 90 giorni potrebbe essere la migliore opportunit\u00e0 di quest&#8217;anno per accelerare gli ordini che avevi in sospeso. I costi logistici da Hormuz scenderanno nei prossimi giorni (il mercato gi\u00e0 lo sta prezzando), ma torneranno alti al primo segnale di tensione. Se hai debitori nel Golfo che stavano aspettando di stabilizzarsi prima di ordinare, contattali adesso. Hanno 60-90 giorni di comfort di prezzo. Dopo potrebbe essere troppo tardi.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che \u00e8 successo venerd\u00ec notte non \u00e8 un accordo di pace. \u00c8 una gestione della narrativa in un momento in cui entrambe le parti avevano bisogno di un annuncio positivo: Trump per dare un segnale ai mercati e ai suoi alleati nel Golfo che il caos non \u00e8 permanente, Teheran per dimostrare che esce dalla crisi come interlocutore, non come sconfitto.<\/p>\n<p>La vera dinamica di potere sottostante \u00e8 questa: l&#8217;Iran ha dimostrato che controllare Hormuz significa controllare una leva sul sistema economico globale. Non era scontato che questo messaggio passasse cos\u00ec chiaramente. Adesso Teheran l&#8217;ha integrato nella propria posizione negoziale in modo permanente, e qualsiasi futuro presidente americano che si trover\u00e0 a trattare con l&#8217;Iran dovr\u00e0 fare i conti con questo precedente.<\/p>\n<p>Per le imprese europee, la lezione operativa \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice di quanto appaia. L&#8217;Europa non era nella stanza. Non era nella lista di leader che Trump ha chiamato. Non era nella lista di paesi che &#8220;devono approvare l&#8217;accordo&#8221;. Philip Lane della BCE ha parlato venerd\u00ec di &#8220;Europa e l&#8217;economia mondiale&#8221; in un discorso che riconosce l&#8217;esposizione strutturale del continente alle dinamiche del commercio globale, ma l&#8217;Europa come attore geopolitico era assente mentre si decideva il futuro del canale energetico pi\u00f9 importante per i suoi consumi industriali. Questa \u00e8 l&#8217;assenza di strategia di cui parlo da anni: non siamo al tavolo dove si decide, ma paghiamo i costi delle decisioni degli altri.<\/p>\n<p>La cosa che mi colpisce di pi\u00f9, guardando questa settimana, \u00e8 quante imprese italiane stiano aspettando che &#8220;si chiarisca la situazione&#8221; prima di muoversi. Ma la situazione non si chiarir\u00e0 nei prossimi novanta giorni: si sposter\u00e0 in un&#8217;altra fase di ambiguit\u00e0 gestita. Chi aspetta la certezza in questo contesto non sta gestendo il rischio: sta subendo il costo dell&#8217;inazione travestita da prudenza.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte dei negoziati USA-Iran:<\/strong> la pubblicazione del testo integrale del memorandum of understanding \u00e8 il segnale discriminante. Finch\u00e9 non \u00e8 disponibile, qualsiasi altra dichiarazione \u00e8 rumore. Monitora anche la posizione di Khamenei, che non ha ancora parlato direttamente sull&#8217;accordo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni petrolio Brent a 30 giorni \u00e8 il termometro pi\u00f9 affidabile del livello di credibilit\u00e0 che il mercato attribuisce all&#8217;accordo. Se scende sotto la soglia pre-crisi, il segnale \u00e8 che i professionisti credono alla tenuta. Se resta elevata o risale, quella \u00e8 la risposta vera.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte israeliano:<\/strong> le dichiarazioni pubbliche di Netanyahu nelle prossime quarantotto ore e l&#8217;eventuale risposta militare israeliana a qualsiasi segnale di attivit\u00e0 iraniana sono il trigger di ricaduta pi\u00f9 probabile. I canali di intelligence israeliani nel Golfo sono attivi: se Israele percepisce che l&#8217;accordo rafforza l&#8217;Iran anzich\u00e9 indebolirlo, la pressione per un&#8217;azione unilaterale aumenter\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle supply chain:<\/strong> i dati di tracciamento AIS sulle rotte delle petroliere nel Golfo nelle prossime settimane sono pi\u00f9 affidabili di qualsiasi dichiarazione politica. Se le navi tornano a transitare per Hormuz in volume normale, l&#8217;accordo tiene operativamente. Se le compagnie di navigazione mantengono le rotte alternative, il mercato sta prezzando ancora il rischio.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> le decisioni del Consiglio BCE nelle prossime settimane riguardo alle proiezioni energetiche e i segnali di Lane sull&#8217;esposizione dell&#8217;economia europea ai prezzi dell&#8217;energia sono indicatori indiretti di quanto Francoforte stia gi\u00e0 prezzando una normalizzazione o meno.<\/p>\n<h2>Ormuz Aperto, Strategia Chiusa: Cosa Fare Adesso<\/h2>\n<p>Venerd\u00ec sera, mentre Trump postava su Truth Social, decine di imprenditori europei dormivano senza sapere che il calcolo del rischio sulla loro supply chain stava cambiando di nuovo. Questa mattina, molti di loro leggeranno i titoli, sentiranno che &#8220;l&#8217;accordo \u00e8 fatto&#8221; e torneranno alle abitudini pre-crisi senza aver cambiato nulla nella struttura delle loro decisioni logistiche e commerciali.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco \u00e8 semplice: due paesi che si sono fatti la guerra per quaranta giorni hanno trovato un modo per fermarsi senza che nessuno dei due ammetta di aver perso. Questo genere di accordi lascia tutti i nodi strutturali esattamente dove erano, con l&#8217;aggiunta di un precedente che rafforza la posizione negoziale di chi ha la leva fisica sul canale commerciale. L&#8217;Iran non ha ceduto Hormuz: ha negoziato le condizioni per tenerlo aperto, che \u00e8 una posizione di partenza molto pi\u00f9 forte di quella che aveva prima del conflitto.<\/p>\n<p>Un accordo che nessuno ha firmato, che nessuno ha ancora letto, e che le due controparti descrivono in modi opposti non \u00e8 una riapertura: \u00e8 un&#8217;opzione mantenuta aperta da entrambe le parti fino al prossimo round. La domanda rilevante per chi fa business nel Golfo non \u00e8 se Hormuz \u00e8 aperto oggi, ma se la tua struttura commerciale regge quando si chiude di nuovo domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Washington, 24 maggio 2026. Nella notte tra venerd\u00ec e sabato, mentre i suoi collaboratori erano gi\u00e0 in viaggio verso i festeggiamenti di nozze del figlio, Donald Trump ha cancellato tutto e si \u00e8 chiuso nello Studio Ovale. 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