{"id":647,"date":"2026-05-25T19:04:05","date_gmt":"2026-05-25T18:04:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/idrogeno-verde-opportunita-business-che-le-pmi-italiane-stanno-perdendo"},"modified":"2026-05-25T19:04:05","modified_gmt":"2026-05-25T18:04:05","slug":"idrogeno-verde-opportunita-business-che-le-pmi-italiane-stanno-perdendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/idrogeno-verde-opportunita-business-che-le-pmi-italiane-stanno-perdendo","title":{"rendered":"Idrogeno verde: opportunit\u00e0 business che le PMI italiane stanno perdendo"},"content":{"rendered":"<p>Rotterdam, 22 maggio 2026. Al World Hydrogen Summit, tra portacontainer e turbine eoliche visibili dall&#8217;auditorium del porto pi\u00f9 grande d&#8217;Europa, il Governatore di Tokyo Ki sale sul palco come panelist. Non \u00e8 un ministro dell&#8217;energia. Non \u00e8 il CEO di una multinazionale del gas. \u00c8 il sindaco di una metropoli di tredici milioni di persone che ha deciso che l&#8217;idrogeno non \u00e8 un tema da delegare al governo centrale. Mentre ascolta i colleghi di Sudafrica e Regno Unito, ha gi\u00e0 firmato un MOU con Astana e ha in agenda un incontro con il Presidente Tokayev. La sua agenda non \u00e8 cerimoniale: \u00e8 la traiettoria di un mercato da centinaia di miliardi che si sta costruendo, in questo momento, fuori dai radar della maggior parte delle imprese europee.<\/p>\n<p>Chi legge questo come una notizia di politica urbana sta perdendo il segnale. La vera partita \u00e8 su chi entra nella filiera dell&#8217;idrogeno verde nei prossimi ventiquattro mesi, prima che le posizioni si consolidino.<\/p>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. Il Governatore Ki ha citato esplicitamente l&#8217;instabilit\u00e0 in Medio Oriente come variabile che orienta le scelte di sicurezza energetica di Tokyo. Rotterdam e Amsterdam sono state scelte non per protocollo, ma perch\u00e9 il porto di Rotterdam \u00e8 oggi il nodo europeo pi\u00f9 avanzato per la ricezione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno verde importato. E Astana, capitale del Kazakhstan, sta emergendo come hub di transito per l&#8217;energia proveniente dall&#8217;Asia centrale verso Europa e Asia orientale. Tre punti su una mappa che non \u00e8 ancora sui manuali di strategia export, ma che lo sar\u00e0 presto.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Il mercato dell&#8217;idrogeno verde che prende forma a Rotterdam<\/h2>\n<p>Il World Hydrogen Summit di Rotterdam, tenutosi il 20-22 maggio 2026, ha riunito oltre quattromila partecipanti da sessantadue paesi, con una rappresentanza di player industriali, autorit\u00e0 portuali e governi locali raramente vista in un singolo evento settoriale. I numeri di sfondo forniscono la dimensione della posta in gioco. Secondo l&#8217;Hydrogen Council, il mercato globale dell&#8217;idrogeno pulito potrebbe raggiungere i 2.500 miliardi di dollari entro il 2050, con un&#8217;accelerazione significativa gi\u00e0 nella finestra 2026-2032, quando si stima che circa 500 grandi progetti industriali passeranno dalla fase di sviluppo a quella di esecuzione.<\/p>\n<p>Il porto di Rotterdam ha gi\u00e0 investito oltre 600 milioni di euro in infrastrutture per l&#8217;idrogeno tra il 2023 e il 2025, inclusa la costruzione di terminal dedicati e pipeline di distribuzione verso la Germania e il Benelux. Il porto di Amsterdam, visitato dal Governatore Ki, ha invece puntato sull&#8217;integrazione tra produzione agricola urbana ad alto consumo energetico e autoproduzione da fonti rinnovabili. Un modello che interessa direttamente chi opera nell&#8217;agrifood e nell&#8217;industria alimentare ad alta intensit\u00e0 energetica.<\/p>\n<p>Sul fronte Kazakhstan, Astana ospita oggi ALMA AI, il centro internazionale per l&#8217;intelligenza artificiale finanziato in parte da investimenti governativi locali e partnership con player tecnologici asiatici. Il paese \u00e8 il secondo produttore mondiale di uranio e sta costruendo un posizionamento come hub energetico multi-combustibile, inclusi idrogeno e LNG, lungo la rotta che collega i mercati del Golfo, dell&#8217;Europa centrale e dell&#8217;Asia orientale. L&#8217;MOU firmato tra Tokyo e Astana nel dicembre 2025 sulla resilienza urbana digitale \u00e8 il gancio formale su cui il Governatore Ki sta costruendo un corridoio di business concreto.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il pivot energetico che si consolida mentre l&#8217;Europa discute<\/h2>\n<p>La crisi energetica europea del 2022 ha accelerato una ristrutturazione che era gi\u00e0 in corso, ma che la dipendenza dal gas russo aveva rallentato artificialmente per un decennio. Oggi, a maggio 2026, ci troviamo in un momento preciso di quella ristrutturazione: la fase in cui le infrastrutture fisiche iniziano a essere costruite, i contratti di lungo periodo iniziano a essere firmati e le posizioni di filiera si consolidano. Chi non \u00e8 presente in questa fase non entra facilmente in quella successiva, perch\u00e9 le posizioni nella catena dell&#8217;idrogeno sono per definizione asset-intensive e relazione-intensive.<\/p>\n<p>Il segnale del Governatore di Tokyo a Rotterdam \u00e8 particolarmente significativo perch\u00e9 le grandi citt\u00e0 asiatiche stanno operando come avanguardie della politica energetica dei rispettivi paesi. Tokyo ha gi\u00e0 approvato mandati per veicoli a idrogeno nella flotta pubblica, sussidi per la conversione industriale e piani per un porto verde entro il 2030. Questo non \u00e8 verde washing: \u00e8 domanda industriale garantita da bilanci pubblici, che crea una trazione a valle su tutta la filiera dei componenti, degli elettrolizzatori, dei sistemi di stoccaggio e della logistica specializzata.<\/p>\n<p>La menzione esplicita dell&#8217;instabilit\u00e0 in Medio Oriente da parte del Governatore Ki non \u00e8 retorica. \u00c8 il riconoscimento che la diversificazione energetica ha acquisito urgenza strategica per le economie asiatiche esportatrici, e che i corridoi alternativi attraverso Kazakhstan ed Europa centrale stanno diventando infrastruttura critica, non pi\u00f9 opzione di riserva.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: I segnali che anticipano il ciclo<\/h2>\n<p>L&#8217;idrogeno verde non ha ancora un mercato spot liquido come il petrolio o il gas, ma i segnali di pricing si leggono su altri strumenti. I green bond legati a progetti idrogeno hanno visto rendimenti compressi tra il 2025 e il primo trimestre 2026, segnale che la domanda istituzionale per questo asset class supera l&#8217;offerta di progetti bancabili. I titoli dei principali produttori di elettrolizzatori europei, tra cui Nel Asa e ITM Power, hanno registrato una volatilit\u00e0 implicita elevata nelle ultime settimane, riflettendo incertezza sui tempi di scaling industriale ma aspettative positive sulla direzione strutturale.<\/p>\n<p>Le valute dei paesi produttori di energia in Asia centrale hanno mostrato apprezzamento relativo rispetto all&#8217;euro nelle ultime sessioni, con il tenge kazako in rafforzamento su dati di esportazione energetica superiori alle attese. Sul fronte della BCE, il discorso di Philip Lane del 22 maggio sulla posizione dell&#8217;Europa nell&#8217;economia globale ha sottolineato l&#8217;importanza della transizione energetica come vettore di competitivit\u00e0 industriale, confermando che Francoforte non vede la politica di sussidio green come puramente distributiva ma come strumento di posizionamento strutturale dell&#8217;industria europea.<\/p>\n<p>La differenza tra effetti spot e segnali strutturali \u00e8 qui particolarmente netta. Nell&#8217;immediato, non cambia quasi nulla per un imprenditore italiano che guarda i prezzi energetici della prossima fattura. Il segnale strutturale, invece, dice che le imprese che entreranno nella filiera dell&#8217;idrogeno nei prossimi dodici mesi avranno accesso a condizioni contrattuali e partnership difficilmente replicabili in una fase di mercato maturo.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p>Orizzonte Immediato (0-6 mesi): il World Hydrogen Summit ha generato un bacino di contatti e intenzioni di partnership che si trasformeranno in richieste di offerta e gare nei prossimi due trimestri. Chi ha partecipato o ha una presenza riconoscibile nell&#8217;ecosistema Rotterdam-Amsterdam \u00e8 gi\u00e0 in agenda. Chi non c&#8217;era deve decidere ora se il settore \u00e8 rilevante per il proprio portafoglio prodotti, perch\u00e9 la prossima finestra utile sar\u00e0 nel 2027. Il rischio immediato \u00e8 per i fornitori di componenti meccanici, valvole, sistemi di controllo e logistica specializzata che potrebbero perdere le prime gare di approvvigionamento semplicemente per assenza di visibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Orizzonte Medio (6-18 mesi): lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che il polo Rotterdam-Amsterdam-Amburgo si consolidi come principale hub europeo per l&#8217;idrogeno verde importato, con un corridoio di distribuzione che raggiunger\u00e0 l&#8217;Italia settentrionale attraverso la Germania. Le aziende italiane dell&#8217;industria pesante, della chimica e della ceramica, che sono tra i maggiori consumatori industriali di gas, si troveranno a dover negoziare contratti di fornitura di idrogeno con player che oggi stanno costruendo le loro posizioni. Chi ha gi\u00e0 una relazione con questi player negozia da una posizione diversa rispetto a chi si presenta come cliente sconosciuto.<\/p>\n<p>Orizzonte Lungo (18+ mesi): il precedente strutturale che si sta creando \u00e8 quello di una geografia energetica europea ridisegnata attorno a porti e corridoi alternativi a quelli tradizionali. Il Kazakhstan come nodo di transito energetico tra Asia e Europa, con un&#8217;infrastruttura digitale e AI crescente, non \u00e8 pi\u00f9 solo una curiosit\u00e0 geopolitica: \u00e8 un mercato di sbocco e un hub di sourcing per imprese che vogliono diversificare geograficamente la propria catena del valore. Le PMI italiane che operano nell&#8217;automazione, nell&#8217;agrifood technology e nell&#8217;ingegneria ambientale hanno potenzialmente un vantaggio competitivo in questo mercato, che al momento \u00e8 presidiato soprattutto da player asiatici e tedeschi.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p>Componentistica e ingegneria industriale \u00e8 il settore con l&#8217;esposizione pi\u00f9 diretta e meno sfruttata. La filiera dell&#8217;idrogeno richiede valvole ad alta pressione, sistemi di compressione, elettrolizzatori, serbatoi criogenici e sensoristica avanzata: categorie in cui l&#8217;industria italiana ha competenze consolidate e riconosciute a livello internazionale. Il rischio \u00e8 che queste imprese guardino al settore come troppo nuovo o troppo lontano dalla propria base clienti tradizionale, perdendo un ciclo di ordini che nei prossimi tre anni sar\u00e0 particolarmente concentrato in pochi player globali.<\/p>\n<p>Agrifood technology e automazione agricola emerge come esposizione meno ovvia ma concreta. Il Governatore Ki ha citato esplicitamente le visite alle floating farm di Amsterdam e alle vertical farm automatizzate con AI e robotica come fonte di ispirazione per Tokyo e, implicitamente, per Astana, dove il Ministero dell&#8217;Agricoltura lavora su acquacoltura e produzione proteica alternativa. Le aziende italiane di automazione per il settore food e di tecnologie per l&#8217;agricoltura controllata hanno un mercato nascente nel Kazakhstan e nelle citt\u00e0 asiatiche che investono in food security urbana. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che questi contratti tendono a portare con s\u00e9 partnership di lungo periodo, formazione tecnica locale e accordi di fornitura ricorrente.<\/p>\n<p>Logistica e portualit\u00e0 \u00e8 il terzo fronte, meno visibile dall&#8217;Italia ma strutturalmente rilevante. Il modello di port management integrato con tecnologie digitali che Rotterdam e Amsterdam stanno esportando come benchmark globale \u00e8 anche un&#8217;opportunit\u00e0 per le aziende italiane di software logistico, consulenza portuale e infrastrutture digitali. Il porto di Tokyo guarda a Rotterdam come modello: e tra Rotterdam e Tokyo ci sono decine di porti asiatici e dell&#8217;Asia centrale in fase di upgrade tecnologico che cercano partner europei con know-how specifico.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Variabili che Possono Alterare il Calcolo<\/h2>\n<p>Il primo rischio riguarda l&#8217;eccesso di offerta di progetto senza bancabilit\u00e0. Il mercato dell&#8217;idrogeno verde soffre di un paradosso: ci sono molti annunci di progetto e poca capacit\u00e0 di esecuzione finanziata. Il rischio per le PMI italiane che entrano in questo ecosistema \u00e8 di investire in partnership con soggetti che non riescono a chiudere il finanziamento del progetto, con conseguente blocco delle forniture e perdita dei costi di sviluppo commerciale sostenuti. La soglia da monitorare \u00e8 la capacit\u00e0 dei progetti di ottenere garanzie da istituti come la BEI o SACE, che segnalano bancabilit\u00e0 reale.<\/p>\n<p>Il secondo rischio riguarda la dipendenza dalla politica di sussidio UE. Gran parte dell&#8217;economia dell&#8217;idrogeno verde europeo \u00e8 oggi trainata da sussidi e obblighi regolatori, non ancora da una competitivit\u00e0 di costo stand-alone rispetto al gas naturale. Un cambio di priorit\u00e0 nella politica industriale europea, o un ritardo nell&#8217;implementazione del pacchetto REPowerEU, potrebbe rallentare significativamente la domanda di mercato nei prossimi diciotto mesi. Per le aziende che stanno costruendo una linea di business specifica sull&#8217;idrogeno, questo \u00e8 un rischio di timing da considerare nella struttura dei contratti.<\/p>\n<p>Il terzo rischio riguarda il posizionamento geopolitico del Kazakhstan. Astana \u00e8 un mercato interessante ma complesso. Il Kazakhstan mantiene equilibri delicati tra Russia, Cina e Occidente, e la sua traiettoria di apertura verso partnership con Tokyo, l&#8217;UE e gli USA non \u00e8 lineare. Sanzioni, restrizioni sui capitali o cambi di orientamento politico possono alterare rapidamente le condizioni operative per le aziende europee che vi investono. Il KYC e la due diligence geopolitica su partner locali non sono opzionali in questo contesto.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quando leggo la notizia del Governatore di Tokyo che parla di idrogeno a Rotterdam e poi vola ad Astana, la prima cosa che noto non \u00e8 la notizia in s\u00e9. \u00c8 il soggetto. Non \u00e8 un ministro dell&#8217;energia. Non \u00e8 un CEO di utility. \u00c8 un sindaco. E questo mi dice qualcosa di preciso su come si sta ridisegnando il potere nell&#8217;economia della transizione energetica.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 stanno diventando attori geopolitici ed economici autonomi in modo che non ha precedenti nella storia moderna. Tokyo, Rotterdam, Amsterdam, Singapore, Dubai: queste entit\u00e0 urbane firmano MOU, partecipano a summit internazionali, costruiscono corridoi di investimento e creano domanda industriale garantita su orizzonti decennali. Per un imprenditore italiano che esporta o vuole esportare, questo \u00e8 un cambiamento di paradigma nella mappa dei decision maker. Non basta pi\u00f9 avere un contatto al ministero o all&#8217;agenzia governativa. I contratti pi\u00f9 interessanti nei prossimi anni si chiuderanno con le autorit\u00e0 portuali, le agenzie di sviluppo urbano e i programmi di smart city che operano con budget propri e agende proprie.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, da parte sua, sta facendo qualcosa di interessante con Rotterdam e Amsterdam: sta trasformando la propria infrastruttura portuale in un asset di attrazione strategica per investimenti asiatici. Il fatto che il Governatore di Tokyo scelga Rotterdam come benchmark per il porto di Tokyo non \u00e8 un complimento: \u00e8 un contratto futuro. \u00c8 una pipeline di tecnologia, consulenza e forniture che si aprir\u00e0 nei prossimi anni. L&#8217;Italia ha porti eccellenti, Genova e Trieste su tutti, che stanno cercando lo stesso posizionamento. Ma la velocit\u00e0 con cui si muovono Rotterdam e Amsterdam suggerisce che il gap non si chiude da solo.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa: smetti di aspettare che il mercato dell&#8217;idrogeno diventi maturo per entrarci. I mercati maturi non hanno spazio per i nuovi arrivati. Lo spazio lo costruisci adesso, quando le posizioni sono ancora aperte e i partner cercano ancora chi si presenta con competenza e intenzione.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sull&#8217;Idrogeno Verde e le Opportunit\u00e0 di Business<\/h2>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 esattamente l&#8217;idrogeno verde e come differisce da altre forme di idrogeno?<\/p>\n<p>L&#8217;idrogeno verde \u00e8 prodotto attraverso l&#8217;elettrolisi dell&#8217;acqua alimentata da energie rinnovabili come solare e eolico. Differisce dall&#8217;idrogeno grigio, prodotto da gas naturale e fonte di alte emissioni di CO2, e dall&#8217;idrogeno blu, che cattura e stocca le emissioni di carbonio. L&#8217;idrogeno verde \u00e8 l&#8217;unico completamente decarbonizzato e rappresenta la soluzione per la transizione energetica della filiera industriale pesante.<\/p>\n<p>Quale \u00e8 il timeline realistico per l&#8217;adozione massiccia dell&#8217;idrogeno verde in Europa?<\/p>\n<p>Secondo le proiezioni dell&#8217;Hydrogen Council, la fase di scaling industriale significativo inizia tra il 2026 e il 2028, con la costruzione di infrastrutture critiche e la firma di contratti di lungo periodo. La competitivit\u00e0 di costo con il gas naturale \u00e8 prevista tra il 2030 e il 2035, a condizione che i sussidi europei continuino e che il costo degli elettrolizzatori continui a diminuire secondo la curva di apprendimento attesa.<\/p>\n<p>Quali settori industriali italiani trarranno pi\u00f9 vantaggio dalla transizione all&#8217;idrogeno verde?<\/p>\n<p>I settori con maggiore potenziale sono: siderurgia, chimica, ceramica, carta, raffinazione e agrifood technology. L&#8217;industria pesante italiana dipende attualmente da elevati consumi di gas naturale, per cui l&#8217;accesso a contratti di idrogeno verde rappresenta un vantaggio competitivo critico nei mercati europei e asiatici dove il carbon pricing sta diventando stringente.<\/p>\n<p>Quanto costa oggi produrre idrogeno verde rispetto al gas naturale?<\/p>\n<p>Attualmente, il costo di produzione dell&#8217;idrogeno verde \u00e8 ancora superiore al gas naturale (mediamente tra il 150-200% del prezzo del gas), ma la forbice si sta chiudendo rapidamente grazie al calo dei costi degli elettrolizzatori e dei pannelli solari. Nei prossimi tre anni, molti progetti verranno finanziati a prezzi competitivi grazie ai contratti a lungo termine (power purchase agreements) sottoscritti con utility e industrie.<\/p>\n<p>Come possono entrare nella filiera dell&#8217;idrogeno le PMI italiane senza investimenti massicci in R&#038;D?<\/p>\n<p>Le PMI italiane possono entrare come fornitori di componenti specializzati, integratori di soluzioni, consulenti di processo o partner di implementazione locale per multinazionali gi\u00e0 attive nel settore. Il valore non \u00e8 nella produzione dell&#8217;idrogeno ma nell&#8217;ingegneria, nell&#8217;automazione, nella logistica e nella manutenzione degli asset. Questi sono segmenti dove le competenze italiane sono gi\u00e0 consolidate.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il ruolo del Kazakhstan e dell&#8217;Asia centrale nella filiera dell&#8217;idrogeno verde globale?<\/p>\n<p>Il Kazakhstan emerge come hub di transito energetico e potenziale produttore di idrogeno verde grazie all&#8217;abbondanza di energia rinnovabile (solare e eolico nelle steppe) e alla posizione geografica che lo pone al crocevia tra Asia, Europa e Medio Oriente. Astana sta costruendo un ecosistema di competenze digitali e industriali che attrarr\u00e0 investimenti e partnership nei prossimi cinque anni.<\/p>\n<p>Quali sono i principali contratti e gare pubbliche a cui le aziende italiane dovrebbero prestare attenzione?<\/p>\n<p>Le principali fonti di opportunit\u00e0 sono: gare per la fornitura di componenti nei porti di Rotterdam, Amsterdam e Anversa; contratti di integrazione con utility europee che convertono asset a idrogeno; progetti finanziati dall&#8217;EU Hydrogen Bank e dal Recovery Fund; gare di fornitura nei piani di sviluppo urbano e portuale di citt\u00e0 asiatiche che guardano a Rotterdam come modello.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p>Sul fronte Rotterdam-Amsterdam: annunci di nuovi contratti di approvvigionamento di idrogeno verde dal World Hydrogen Summit, in particolare accordi tra autorit\u00e0 portuali europee e produttori australiani, cileni e nordafricani che useranno Rotterdam come punto di ingresso EU.<\/p>\n<p>Sul fronte Kazakhstan-Asia centrale: decisioni del governo kazako sull&#8217;apertura di nuove zone economiche speciali e aggiornamenti sull&#8217;ALMA AI International Center, che funzioner\u00e0 come punto di accesso per partnership tecnologiche con il paese.<\/p>\n<p>Sul fronte Tokyo e Asia orientale: pubblicazione del piano definitivo per il porto verde di Tokyo, prevista entro fine 2026, che dar\u00e0 la dimensione esatta delle gare di fornitura attese nei settori della componentistica e della logistica digitale.<\/p>\n<p>Sul fronte della politica energetica UE: aggiornamenti sulla revisione del Hydrogen Bank europeo e sui risultati dell&#8217;asta per i contratti di approvvigionamento di idrogeno verde, che definiranno i prezzi di riferimento e la struttura dei contratti industriali per i prossimi cinque anni.<\/p>\n<p>Sul fronte dei mercati: spread tra prezzo del gas naturale e costo di produzione dell&#8217;idrogeno verde, che \u00e8 il parametro strutturale che determina quando l&#8217;economia del settore diventa autosufficiente dai sussidi; titoli dei produttori di elettrolizzatori come indicatore anticipatore della domanda industriale.<\/p>\n<h2>La mappa si traccia adesso, non quando il mercato \u00e8 gi\u00e0 fatto<\/h2>\n<p>Il Governatore di Tokyo ha lasciato Rotterdam con una lista di contatti, un modello da replicare e un accordo da sviluppare ad Astana. Non ha aspettato che il mercato dell&#8217;idrogeno fosse maturo, che i prezzi fossero competitivi, che il quadro regolatorio fosse definitivo. Ha capito che la posizione si costruisce quando le cose sono ancora fluide.<\/p>\n<p>In gioco c&#8217;\u00e8 molto pi\u00f9 dell&#8217;energia. C&#8217;\u00e8 la ridefinizione delle rotte commerciali tra Asia, Asia centrale ed Europa, con nuovi hub che stanno acquisendo potere contrattuale e capacit\u00e0 di attrazione che nei prossimi dieci anni determineranno chi siede ai tavoli che contano. Le PMI italiane che producono componenti, automazione, tecnologia per l&#8217;agrifood e soluzioni logistiche hanno le credenziali per stare in quei corridoi. Quello che manca non \u00e8 il prodotto.<\/p>\n<p>Entrare in un mercato prima che sia sicuro non \u00e8 temerariet\u00e0: \u00e8 l&#8217;unico momento in cui il primo vantaggio vale ancora qualcosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rotterdam, 22 maggio 2026. 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