{"id":702,"date":"2026-06-04T07:04:47","date_gmt":"2026-06-04T06:04:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/schede-circuito-stampato-pcb-dipendenza-dalla-cina"},"modified":"2026-06-04T07:30:04","modified_gmt":"2026-06-04T06:30:04","slug":"schede-circuito-stampato-pcb-dipendenza-dalla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/schede-circuito-stampato-pcb-dipendenza-dalla-cina","title":{"rendered":"Schede Circuito Stampato PCB: Dipendenza dalla Cina"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: La Dipendenza dalla Cina nella PCB Economy<\/h2>\n<p>I dati che emergono dall&#8217;analisi del settore sono pi\u00f9 pesanti di quanto la narrativa pubblica sull&#8217;AI abbia finora comunicato. Nel 2000, gli Stati Uniti producevano il 30% delle schede a circuito stampato mondiali. Oggi quella quota \u00e8 scesa al 4%. La Cina controlla circa l&#8217;89% della produzione globale, con sei schede su dieci fabbricate nella sola Cina continentale.<\/p>\n<p>Il mercato globale delle PCB vale oggi quasi 96 miliardi di dollari, con una crescita proiettata del 12,5% nel 2026 e un target di 123 miliardi entro fine decennio. Non \u00e8 un mercato di nicchia. \u00c8 l&#8217;infrastruttura fisica su cui si regge ogni chip che circola nel mondo, dagli AirPod ai server rack da due tonnellate di Nvidia. Nessun chip pu\u00f2 funzionare senza essere montato su una scheda, nessuna GPU senza un substrate che la connetta al sistema.<\/p>\n<p>La pressione sui prezzi \u00e8 gi\u00e0 visibile. Tra marzo e aprile 2026 il costo delle PCB \u00e8 salito fino al 40%. TTM Technologies, il pi\u00f9 grande produttore americano con 16 impianti negli Stati Uniti e sette in Asia, ha annunciato aumenti di prezzo tra il 5% e il 25% a seconda della tipologia. Victory Giant, fornitore cinese di Nvidia quotato a Hong Kong ad aprile con una valutazione di 2,6 miliardi di dollari (pi\u00f9 grande IPO della citt\u00e0 in sette mesi), ha gi\u00e0 avvertito che il conflitto in Medio Oriente rischia di far salire ulteriormente il prezzo di rame e resine, due dei materiali chiave nel processo produttivo.<\/p>\n<p>Sul fronte legislativo americano, a maggio 2026 senatori bipartisan hanno introdotto il Protecting Circuit Boards and Substrates Act, che propone un credito fiscale del 25% per le aziende che scelgono schede di produzione americana. La Camera ha presentato un progetto parallelo che stanzia 3 miliardi di dollari in sovvenzioni. Numeri lontani dai 52,7 miliardi del CHIPS Act del 2022, ma sufficienti a rendere economicamente praticabile la costruzione di nuovi impianti, il cui costo si aggira tra 250 e 400 milioni di dollari per stabilimento.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Convergere di Tre Pressioni Simultanee<\/h2>\n<p>Fino a tre anni fa, le schede a circuito stampato erano trattate come un commodity. Il settore aveva margini bassi, volumi enormi, e una logica semplice. Chi produceva pi\u00f9 a buon mercato vinceva. La Cina aveva vinto da tempo, con decenni di sussidi statali, economie di scala impossibili da replicare altrove e un ecosistema di fornitori di materiali completamente integrato.<\/p>\n<p>Quello schema si \u00e8 rotto per l&#8217;effetto simultaneo di tre forze che non erano mai apparse insieme. La prima \u00e8 la domanda AI: i chip Nvidia di nuova generazione richiedono schede con fino a 140 layer di rame, una complessit\u00e0 che fino a pochi anni fa non esisteva nel mercato consumer o industriale standard. La seconda \u00e8 la domanda militare: ogni conflitto attivo, dall&#8217;Ucraina all&#8217;Iran, consuma quantit\u00e0 enormi di componenti elettronici. Le normative americane impongono che tutte le schede destinate al Dipartimento della Difesa siano fabbricate sul suolo americano, escludendo per legge la Cina dall&#8217;intera filiera della difesa. La terza \u00e8 il blocco dei materiali: la guerra in Iran ha interrotto alcune rotte di approvvigionamento per resine epossidiche e altri materiali intermedi che transitavano dal Medio Oriente.<\/p>\n<p>Queste tre pressioni hanno trasformato un mercato stabile in un mercato sotto stress. TTM produce gi\u00e0 schede per Nvidia, Google, Apple e clienti della difesa, ma i suoi impianti californiani hanno una capacit\u00e0 46 volte inferiore al solo stabilimento cinese pi\u00f9 grande. Il timing dell&#8217;intervento legislativo americano non \u00e8 casuale. Arriva nel momento in cui la dipendenza dalla Cina \u00e8 diventata un rischio operativo misurabile, non solo una preoccupazione teorica.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Prezzi in Salita, Scorte in Tensione<\/h2>\n<p>I segnali di mercato che anticipano il problema sono gi\u00e0 leggibili per chi sa dove guardare. Le azioni di TTM Technologies e Sanmina, i soli due produttori americani di PCB quotati in borsa, hanno registrato guadagni significativi nell&#8217;ultimo anno. Questi risultati riflettono aspettative di un repricing strutturale del settore.<\/p>\n<p>Il differenziale di prezzo tra schede di produzione americana e cinese rimane ampio. Il costo del lavoro pi\u00f9 elevato, la scarsit\u00e0 di fornitori domestici di materiali base come il foglio di rame, la complessit\u00e0 logistica di una filiera che in Cina \u00e8 completamente integrata mentre negli USA \u00e8 frammentata: tutto questo si traduce in un gap di costo che nessun credito fiscale al 25% copre completamente nell&#8217;immediato.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 delle materie prime energetiche, ancora segnalata dai mercati come elemento di incertezza strutturale legata alla situazione nel Golfo, alimenta una pressione aggiuntiva sui costi di produzione. Fabbricare una scheda da 140 layer richiede da tre a cinque ore di calore e pressione. Il ciclo produttivo di una scheda complessa pu\u00f2 arrivare a sei mesi. Ogni interruzione nella disponibilit\u00e0 di energia o materiali si propaga lungo catene di fornitura gi\u00e0 tirate.<\/p>\n<p>Il segnale strutturale pi\u00f9 rilevante \u00e8 questo: per la prima volta, il rischio geopolitico viene integrato esplicitamente nel costo del prodotto da parte dei produttori americani. Non \u00e8 pi\u00f9 un fattore qualitativo nei report ESG. \u00c8 una variabile nel pricing. Chi compra schede oggi paga gi\u00e0 una parte di quel rischio, anche senza sapere che lo sta facendo.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> L&#8217;aumento di prezzo tra il 5% e il 40% a seconda della categoria di scheda \u00e8 gi\u00e0 in corso. Le aziende italiane che acquistano componenti elettronici o sub-assemblati da fornitori asiatici devono verificare oggi se i contratti in essere contengono clausole di revisione prezzi legate ai costi dei materiali, e rinegoziare dove possibile prima che i nuovi listini diventino standard. Chi ha scorte, le ha. Chi opera just-in-time su questi componenti \u00e8 gi\u00e0 esposto. Sul fronte della difesa e delle applicazioni dual-use, qualunque azienda italiana che stia esplorando contratti con il Dipartimento della Difesa americano o con i programmi NATO deve sapere che la provenienza della scheda \u00e8 un requisito legale, non una preferenza.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Il reshoring americano delle PCB creer\u00e0 una biforcazione di mercato. Da un lato, schede di produzione americana, pi\u00f9 costose, certificate, destinate alla difesa e ai settori critici. Dall&#8217;altro, schede asiatiche, pi\u00f9 economiche, destinate ai mercati consumer e alla parte commerciale dell&#8217;AI. Le aziende europee che si trovano a operare nei settori ad alta regolamentazione, aerospazio, sistemi medicali, infrastrutture critiche, difesa, si troveranno a dover qualificare fornitori certificati, con tempi e costi aggiuntivi. Chi non ha ancora una mappa dei propri fornitori di secondo e terzo livello, il momento per costruirla \u00e8 questo semestre.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale \u00e8 chiaro. Gli Stati Uniti stanno replicando con le PCB esattamente il modello del CHIPS Act: sussidi, incentivi fiscali, requisiti di contenuto nazionale per i contratti pubblici. L&#8217;Europa seguir\u00e0, con il suo consueto ritardo di diciotto mesi e una capacit\u00e0 di esecuzione che rimane da verificare. Le aziende italiane che decidono oggi di qualificare fornitori europei o americani di schede ad alta affidabilit\u00e0 si troveranno tra diciotto mesi con un vantaggio competitivo certificabile verso i clienti che opereranno in settori regolamentati. Chi aspetta che il mercato si stabilizzi da solo sar\u00e0 costretto a correre quando il mercato avr\u00e0 gi\u00e0 scelto i propri fornitori preferenziali.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Meccatronica e automazione industriale.<\/strong> L&#8217;Italia \u00e8 tra i primi produttori mondiali di macchinari industriali, e ogni macchina contiene schede a circuito stampato. I produttori italiani di robot, CNC, linee di assemblaggio automatizzate acquistano componenti elettronici avanzati che nella grande maggioranza dei casi includono PCB di produzione asiatica. L&#8217;esposizione diretta all&#8217;aumento dei prezzi \u00e8 immediata. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 diversa: i produttori europei di macchinari che certificano oggi la provenienza dei componenti elettronici e costruiscono una supply chain tracciabile hanno accesso preferenziale agli appalti della difesa europea e americana.<\/p>\n<p><strong>Sistemi medicali e diagnostica.<\/strong> Il settore medicale \u00e8 uno dei pi\u00f9 esposti al doppio vincolo: regolamentazione stringente sulla provenienza dei componenti da un lato, pressione sui costi dall&#8217;altro. Le PMI italiane che producono dispositivi medicali per esportazione verso mercati anglosassoni devono gi\u00e0 oggi documentare la catena di fornitura a livello di sub-componenti. Il cambio di paradigma nelle PCB trasforma questo da requisito burocratico a differenziale competitivo per chi \u00e8 preparato.<\/p>\n<p><strong>Telecomunicazioni e infrastrutture digitali.<\/strong> Le schede per networking e comunicazione sono esattamente il segmento che TTM mostra come esempio nel suo impianto californiano. Le aziende italiane che forniscono sistemi di comunicazione, ripetitori, infrastrutture 5G o componenti per reti critiche sono esposte sia sul fronte dei costi di approvvigionamento sia sul fronte normativo. La Commissione Europea ha gi\u00e0 avviato discussioni sull&#8217;estensione dei requisiti di sicurezza della supply chain per le infrastrutture digitali critiche. La questione delle PCB diventer\u00e0 parte di quel quadro regolatorio.<\/p>\n<p><strong>Difesa e dual-use.<\/strong> Questo \u00e8 il settore con la curva di apprendimento pi\u00f9 ripida ma il margine di errore pi\u00f9 basso. La normativa americana che vieta le schede cinesi nelle applicazioni militari \u00e8 gi\u00e0 in vigore. I programmi europei di riarmo, accelerati nel 2025 e 2026, riprodurranno logiche simili. Per le PMI italiane che stanno esplorando opportunit\u00e0 nel comparto difesa dopo l&#8217;aumento dei budget europei, la qualificazione della supply chain elettronica non \u00e8 un dettaglio secondario. \u00c8 un prerequisito per entrare nella gara.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che Cambiano il Calcolo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio, Concentrazione del fornitore:<\/strong> La filiera delle materie prime per le PCB presenta punti singoli di failure che il mercato non ha ancora prezzato completamente. Negli Stati Uniti esiste un solo produttore di foglio di rame adeguato alle specifiche richieste. In Europa la situazione non \u00e8 migliore. Un&#8217;interruzione in quel nodo non \u00e8 uno scenario remoto. La guerra in Iran ha gi\u00e0 mostrato come eventi geopolitici apparentemente distanti possano interrompere flussi di materiali considerati sicuri. Un&#8217;azienda che dipende da un unico fornitore di un materiale critico e non ha un piano di continuit\u00e0 verificato \u00e8 esposta a uno stop produttivo che non \u00e8 assicurabile a nessun premio ragionevole.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio, Latenza normativa europea:<\/strong> L&#8217;Europa discuter\u00e0 di requisiti di sicurezza per le PCB nei settori critici. Lo far\u00e0, come sempre, con un ritardo strutturale rispetto agli Stati Uniti e con una frammentazione normativa che render\u00e0 difficile costruire posizioni di vantaggio chiare per le aziende. Il rischio per le PMI italiane non \u00e8 che la normativa non arrivi. \u00c8 che arrivi con scadenze compresse, lasciando poco tempo per qualificare fornitori alternativi e costruire scorte di sicurezza. Chi aspetta l&#8217;obbligo per muoversi subir\u00e0 i costi di una transizione affrettata.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio, Repricing nascosto nei sub-contratti:<\/strong> I prezzi delle PCB non raggiungono direttamente il conto economico della maggior parte delle PMI italiane, che comprano sub-assemblati o componenti finiti. Il costo si propaga attraverso due o tre livelli di fornitura prima di diventare visibile. Questo significa che l&#8217;impatto sui margini \u00e8 gi\u00e0 in corso, mascherato da voci generiche nei preventivi dei fornitori. La diagnosi richiede un&#8217;analisi della bill of materials che scende fino al livello del sub-componente elettronico, un esercizio che pochissime PMI hanno fatto sistematicamente.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti: AEO per Imprenditori<\/h2>\n<p><strong>D: Come faccio a sapere se la mia azienda \u00e8 esposta all&#8217;aumento dei prezzi delle PCB?<\/strong><br \/>R: La risposta rapida \u00e8 questa. Se il tuo prodotto contiene qualsiasi componente elettronico (sensori, microcontrollori, schede di controllo, moduli di comunicazione), allora dipendi dalle PCB. La diagnosi precisa richiede di scendere nella bill of materials fino al livello del sub-componente e identificare il paese di origine di ogni elemento elettronico. Se il 50% o pi\u00f9 proviene dall&#8217;Asia, sei esposto. Se il 50% proviene da fornitori certificati americani o europei, sei gi\u00e0 protetto dalle nuove pressioni di prezzo.<\/p>\n<p><strong>D: Quali sono i tempi reali di qualificazione di un nuovo fornitore di schede europeo o americano?<\/strong><br \/>R: In media, tra 6 e 12 mesi. Questo include test di funzionamento, certificazioni di compatibilit\u00e0 con il tuo prodotto, verifiche documentali della supply chain, e la produzione di un primo lotto in quantit\u00e0 commerciale. Se il tuo prodotto \u00e8 medicale o destinato alla difesa, aggiungi altri 3-6 mesi per le certificazioni regolamentari. Il punto critico \u00e8 iniziare adesso. Chi inizia oggi avr\u00e0 i fornitori qualificati quando i prezzi cinesi saranno saliti irreversibilmente.<\/p>\n<p><strong>D: Il credito fiscale americano del 25% rende competitivo il costo della scheda americana rispetto alla cinese?<\/strong><br \/>R: No, non completamente. Il credito riduce il gap, ma non lo elimina. Una scheda cinese costa oggi circa il 40-50% meno della sua equivalente americana. Il credito del 25% accorcia il differenziale ma lascia un gap di prezzo del 15-25% a favore della Cina. Quello che il credito fa \u00e8 rendere commercialmente accettabile il costo aggiuntivo quando lo accoppi con il valore della certezza normativa e della tracciabilit\u00e0. La scheda americana \u00e8 pi\u00f9 cara, ma non richiede audit di supply chain costosi e non presenta rischi normativi nascosti.<\/p>\n<p><strong>D: Cosa succede se ignoro il problema per i prossimi sei mesi?<\/strong><br \/>R: Tre cose in sequenza. Prima, i tuoi fornitori di sub-componenti applicheranno aumenti di prezzo che copriranno i loro costi di approvvigionamento di PCB pi\u00f9 alte. Tu lo vedrai come aumento generico di prezzo, senza capire che dipende dalle PCB. Secondo, se operi in settori regolamentati (difesa, medicale, infrastrutture critiche), troverai che i tuoi prodotti attuali non passano gli audit di supply chain che i tuoi clienti inizieranno a fare tra 6-12 mesi. Terzo, quando vorrai qualificare fornitori nuovi per rimediare, lo farai in un mercato affollato dove tutti hanno lo stesso problema allo stesso tempo, con tempi di qualificazione allungati da 6-12 a 12-18 mesi.<\/p>\n<p><strong>D: Esiste una scheda cinese &#8220;sicura&#8221; che non rischia aumenti di prezzo?<\/strong><br \/>R: No. Tutti i fornitori cinesi affrontano gli stessi fattori di costo: rame, resine epossidiche, energia. I costi saliranno per tutti. Quello che varia \u00e8 il timing e l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;aumento. I grandi produttori come Victory Giant possono assorbire gli aumenti iniziali distribuendoli nel tempo. I fornitori minori di PCB cinesi faranno aumenti immediati e netti. Il tuo fornitore cinese attuale probabilmente ha gi\u00e0 aumentato il prezzo tra il 5% e il 20% in questi mesi, anche se non te lo ha comunicato formalmente. Verifica il tuo ultimo ordine rispetto a dodici mesi fa.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sta succedendo con le schede a circuito stampato mi sembra il caso di scuola perfetto di un rischio che era completamente visibile e completamente ignorato al tempo stesso. I numeri erano disponibili da anni: la quota americana scesa dal 30% al 4% in venticinque anni, la dipendenza cinese documentata in ogni report di settore. Eppure nessuno ha mosso un dito fino al momento in cui la domanda AI ha reso il problema urgente e la guerra in Iran ha aggiunto una pressione sui materiali impossibile da ignorare.<\/p>\n<p>La dinamica di potere sottostante \u00e8 questa: gli Stati Uniti stanno usando la convergenza di domanda militare e domanda AI come leva per finanziare un reshoring che il mercato da solo non avrebbe mai prodotto. Non \u00e8 un&#8217;operazione di mercato libero. \u00c8 un&#8217;operazione di politica industriale travestita da legge di bilancio bipartisan. Il credito fiscale del 25% e i 3 miliardi in sovvenzioni non chiuderanno il gap con la Cina in termini di costo assoluto, ma creeranno una categoria di prodotto, la scheda certificata americana, con un mercato captive nei settori della difesa e delle infrastrutture critiche. \u00c8 la stessa logica del CHIPS Act applicata a un componente meno visibile ma altrettanto strategico.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, nel frattempo, sta ancora discutendo di autonomia strategica come concetto mentre i suoi produttori di elettronica continuano a comprare schede cinesi perch\u00e9 costano meno. Questo \u00e8 il paradosso che trovo pi\u00f9 difficile da spiegare agli imprenditori italiani che incontro: le aziende europee spesso producono tecnologia avanzata, ma la montano su infrastruttura fisica che non controllano e non capiscono fino in fondo.<\/p>\n<p>La lezione operativa che porto da questa analisi \u00e8 una sola: mappare la propria supply chain fino al terzo livello non \u00e8 un esercizio accademico. \u00c8 la condizione minima per capire dove sono i propri punti di rottura prima che qualcun altro li scopra al posto tuo.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> iter parlamentare del Protecting Circuit Boards and Substrates Act, in particolare se il credito fiscale del 25% verr\u00e0 approvato nella versione originale o ridimensionato, e se i 3 miliardi della Camera convergeranno con la versione del Senato. Apertura degli impianti TTM a Syracuse e Wisconsin prevista per giugno e fine 2026: sar\u00e0 il primo test di scala della capacit\u00e0 americana.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei materiali:<\/strong> quotazioni del rame sul London Metal Exchange, con attenzione particolare alle variazioni settimanali legate alle tensioni nel Golfo. Andamento del prezzo delle resine epossidiche, che Victory Giant ha gi\u00e0 identificato come variabile critica nel proprio avviso agli investitori di aprile.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> comportamento dei titoli TTM e Sanmina come proxy della fiducia del mercato nel reshoring americano. IPO e valutazioni dei produttori asiatici, con attenzione a eventuali annunci di espansione capacitiva, che potrebbero segnalare un tentativo di anticipare i vincoli normativi.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> dichiarazioni della Commissione Europea sui requisiti di sicurezza della supply chain per le infrastrutture critiche digitali, attese nella seconda met\u00e0 del 2026, e posizione del Parlamento Europeo sul dossier autonomia tecnologica nel quadro del rinnovo degli strumenti di politica industriale.<\/p>\n<h2>La Scheda sotto il Chip: Chi Legge l&#8217;Infrastruttura Prima degli Altri<\/h2>\n<p>L&#8217;operaio di Santa Ana che perfora rame con punte da 0,04 millimetri lavora su un prodotto che il mercato ha chiamato commodity per trent&#8217;anni. Quella definizione \u00e8 diventata falsa nel momento in cui quel prodotto \u00e8 entrato dentro ogni missile, ogni server AI e ogni sistema di comunicazione militare, portando con s\u00e9 la questione di dove fosse stato fatto e da chi.<\/p>\n<p>Le schede a circuito stampato non sono un problema della Silicon Valley. Sono un problema di ogni azienda italiana che esporta tecnologia, produce componenti elettronici o vuole accedere a mercati regolamentati nei prossimi cinque anni. La dipendenza al 96% dall&#8217;Asia non \u00e8 un fatto astratto. \u00c8 una vulnerabilit\u00e0 concreta che si traduce in prezzi pi\u00f9 alti, tempi di consegna incerti e, per alcune categorie di prodotto, in un requisito normativo che diventer\u00e0 vincolante prima di quanto molti prevedano.<\/p>\n<p>La supply chain non \u00e8 la parte noiosa dell&#8217;export. \u00c8 la parte che decide se esporti davvero o se stai solo assemblando in Italia qualcosa che \u00e8 gi\u00e0 cinese tre livelli prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: La Dipendenza dalla Cina nella PCB Economy I dati che emergono dall&#8217;analisi del settore sono pi\u00f9 pesanti di quanto la narrativa pubblica sull&#8217;AI abbia finora comunicato. Nel 2000, gli Stati Uniti producevano il 30% delle schede a circuito stampato mondiali. Oggi quella quota \u00e8 scesa al 4%. 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