{"id":745,"date":"2026-06-12T11:34:02","date_gmt":"2026-06-12T10:34:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/tassi-bce-in-salita-ricalcola-il-tuo-piano-export"},"modified":"2026-06-12T12:00:04","modified_gmt":"2026-06-12T11:00:04","slug":"tassi-bce-in-salita-ricalcola-il-tuo-piano-export","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/tassi-bce-in-salita-ricalcola-il-tuo-piano-export","title":{"rendered":"Tassi BCE in salita: ricalcola il tuo piano export"},"content":{"rendered":"<h2>Rubrica: Europa e Opportunit\u00e0 di Mercato<\/h2>\n<hr>\n<p>La BCE ha alzato i tassi mentre Trump spingeva in direzione opposta. Quello che sembra un dibattito tra banchieri centrali \u00e8 in realt\u00e0 una mappa del rischio finanziario per chiunque esporti, compri in dollari o stia pianificando un&#8217;espansione estera nei prossimi dodici mesi.<\/p>\n<hr>\n<p>Francoforte, 12 giugno 2026. Dopo oltre cento giorni di conflitto nel Golfo Persico, la Banca Centrale Europea ha fatto quello che i mercati si aspettavano ma che nessuno voleva vedere formalizzato: ha alzato i tassi di interesse per la prima volta in quasi tre anni. Il petrolio era gi\u00e0 salito, i fertilizzanti anche, l&#8217;alluminio pure. Quello che sembrava un problema circoscritto allo Stretto di Hormuz si \u00e8 trasformato in pressione inflazionistica diffusa, e Lagarde ha scelto di muoversi prima che l&#8217;inflazione si incagliasse nelle aspettative.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte dell&#8217;Atlantico, il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh si trova davanti al primo vero test del suo mandato, con Donald Trump che spinge pubblicamente per tagli ai tassi e un&#8217;economia americana che gira ancora forte, ma con il 40% dell&#8217;inflazione recente direttamente attribuibile al conflitto con l&#8217;Iran. La divergenza tra le due banche centrali non \u00e8 un dettaglio tecnico per specialisti. \u00c8 una forchetta valutaria, un segnale di rischio e, per chi sa leggerla, un&#8217;informazione operativa.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano che esporta, compra materie prime in dollari o sta valutando un&#8217;acquisizione in Europa, questa settimana ha cambiato il contesto finanziario in modo pi\u00f9 silenzioso e pi\u00f9 duraturo di quanto i titoli dei giornali suggeriscano.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: BCE alza i tassi, Fed sotto pressione politica<\/h2>\n<p>La BCE ha annunciato gioved\u00ec 11 giugno un rialzo dei tassi di riferimento, portandoli a un livello che segna la prima stretta monetaria in ventotto mesi. Il segnale \u00e8 diretto: l&#8217;inflazione nell&#8217;area euro ha smesso di rientrare spontaneamente, e la causa principale \u00e8 esterna, non domestica.<\/p>\n<p>Il punto di partenza sono le materie prime che transitano per il Golfo Persico. Il petrolio \u00e8 la voce pi\u00f9 visibile, ma non l&#8217;unica. Attraverso lo Stretto di Hormuz passa una quota rilevante delle esportazioni globali di gas naturale liquefatto, di nafta per fertilizzanti e di alluminio, tutti input primari nei processi produttivi europei. Cento giorni di tensione sostenuta si sono tradotti in rincari lungo l&#8217;intera filiera manifatturiera, e l&#8217;inflazione da costi di produzione \u00e8 pi\u00f9 vischiosa di quella da domanda perch\u00e9 non risponde ai tassi nello stesso modo e con gli stessi tempi.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;ultimo report sull&#8217;inflazione indica che il 40% della pressione sui prezzi \u00e8 direttamente attribuibile al conflitto in corso. La Fed di Warsh, nominato da Trump con la missione implicita di non stringere, si trover\u00e0 a votare in una riunione nei prossimi giorni con un&#8217;economia che gira ancora ad alta velocit\u00e0 ma con un&#8217;inflazione che non scende. Il precedente della BCE, che ha alzato per prima dando copertura politica alla Fed, rende meno isolata una decisione di tenere fermi i tassi o, nel caso pi\u00f9 dirompente, di alzarli.<\/p>\n<p>Il documento pubblicato dalla BCE il 12 giugno sugli indicatori strutturali del sistema finanziario europeo di fine 2025 conferma che i bilanci bancari reggono, ma che la concentrazione del rischio su alcuni comparti esposti alle commodity \u00e8 aumentata rispetto all&#8217;anno precedente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing non \u00e8 Casuale<\/h2>\n<p>La BCE non ha aspettato. Ha mosso prima della Fed, e questo non era scontato. Storicamente il ritmo \u00e8 invertito: la Fed alza, il resto del mondo segue per evitare deflussi di capitale verso il dollaro. Che Lagarde abbia scelto di muoversi per prima segnala almeno due cose che contano per le imprese.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che la BCE non crede che il conflitto nel Golfo si risolva rapidamente. Se l&#8217;inflazione fosse percepita come transitoria, la risposta sarebbe stata attendista. Un rialzo \u00e8 un segnale che il blocco delle rotte commerciali \u00e8 trattato come un fenomeno strutturale, non come uno shock temporaneo da assorbire con la politica monetaria ferma.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 che esiste una lettura geopolitica nella decisione stessa: muoversi prima della Fed, quando la Fed \u00e8 sotto pressione politica di tagliare, \u00e8 un modo per inviare un messaggio a Washington. La BCE sta, in sostanza, dicendo che la credibilit\u00e0 anti-inflazionistica non si sospende per convenienza elettorale. \u00c8 una presa di distanza dall&#8217;approccio trumpiano alla politica monetaria, travestita da decisione tecnica.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il contesto in cui si muovono le PMI italiane oggi. Non \u00e8 il 2021, quando i tassi vicini allo zero rendevano il debito quasi gratuito e l&#8217;accesso al credito abbondante. Non \u00e8 nemmeno il 2023, quando i rialzi della BCE erano prevedibili e gi\u00e0 incorporati nei piani finanziari. \u00c8 un momento di discontinuit\u00e0, in cui la variabile dei tassi torna a pesare sulla pianificazione commerciale estera in modo concreto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Divergenza Atlantica<\/h2>\n<p>L&#8217;effetto pi\u00f9 immediato del rialzo BCE \u00e8 sulla parit\u00e0 euro-dollaro. Una BCE che stringe mentre la Fed resta ferma, o addirittura taglia per compiacere il presidente, tende a rafforzare l&#8217;euro rispetto al dollaro. Per un esportatore italiano verso gli Stati Uniti, un euro pi\u00f9 forte riduce la competitivit\u00e0 di prezzo sui mercati americani senza che sia cambiato nulla nella sua struttura di costo. \u00c8 una perdita di margine che arriva dall&#8217;esterno e che non si compensa con l&#8217;efficienza interna.<\/p>\n<p>Sul fronte obbligazionario, gli spread sui titoli di stato dei paesi periferici dell&#8217;eurozona hanno mostrato una leggera tensione nelle ore successive all&#8217;annuncio: un rialzo dei tassi aumenta il costo del rifinanziamento del debito pubblico, e il mercato prezza gi\u00e0 il rischio che alcuni paesi, Italia inclusa, si trovino in una posizione fiscale pi\u00f9 stretta nei prossimi trimestri. Questo non \u00e8 un segnale di crisi imminente, ma \u00e8 un segnale che il margine di manovra per politiche di sostegno alle imprese si restringe.<\/p>\n<p>Il petrolio ha registrato una volatilit\u00e0 implicita ancora elevata: i mercati delle opzioni incorporano una probabilit\u00e0 non trascurabile di ulteriori spike se il conflitto nel Golfo dovesse intensificarsi o prolungarsi oltre l&#8217;estate. Per chi acquista energia o materie prime con prezzi indicizzati al petrolio, questo \u00e8 il dato che conta, non il prezzo spot.<\/p>\n<p>La vera divergenza strutturale, per\u00f2, \u00e8 questa: la Fed americana ha un presidente che la vorrebbe usare per stimolare la domanda in anno di midterm. La BCE ha una presidente che ha deciso di non aspettare. Chi avr\u00e0 ragione nel medio periodo \u00e8 aperto, ma per le imprese europee il segnale immediato \u00e8 che il costo del capitale in Europa sale, mentre negli USA la direzione rimane incerta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il costo del credito aumenta, e le aziende con finanziamenti a tasso variabile devono ricalcolare il piano finanziario subito. Chi ha linee di credito per l&#8217;export o mutui aziendali indicizzati all&#8217;Euribor vedr\u00e0 la rata salire nelle prossime settimane. Sul fronte valutario, chi esporta verso gli USA senza copertura sul cambio si trova esposto a una potenziale erosione dei margini se l&#8217;euro si rafforza ulteriormente. La priorit\u00e0 immediata \u00e8 verificare l&#8217;esistenza e la tenuta degli strumenti di hedging attivi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una BCE che mantiene i tassi elevati finch\u00e9 l&#8217;inflazione da commodity non rientra, e una Fed che resta in attesa guardando le elezioni di midterm. Questa divergenza prolungata crea un ambiente in cui i progetti di espansione estera finanziati con debito diventano pi\u00f9 onerosi. Chi sopravvive in questo contesto \u00e8 chi ha gi\u00e0 costruito flussi di cassa esteri sufficienti a servire il debito senza dipendere dalla crescita futura. Chi si trova in una fase di investimento pesante senza ancora ricavi consolidati dall&#8217;estero \u00e8 il soggetto pi\u00f9 vulnerabile. Il mercato europeo, con tassi pi\u00f9 alti, premia le aziende con bilanci solidi e penalizza quelle che avevano pianificato la crescita internazionale sul debito a buon mercato.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale \u00e8 chiaro. Una BCE disposta a muoversi per prima, disallineata dalla Fed per ragioni sia economiche sia politiche, ridisegna il costo del capitale in Europa in modo permanente rispetto all&#8217;ultimo decennio. Se il conflitto nel Golfo si risolve e l&#8217;inflazione rientra, c&#8217;\u00e8 spazio per un allentamento. Ma se il blocco delle rotte commerciali persiste e si stabilizzano nuovi equilibri nei prezzi delle commodity, il rialzo di questa settimana diventa la prima mossa di un ciclo pi\u00f9 lungo. Le imprese che oggi pianificano ingressi in nuovi mercati devono incorporare un costo del capitale strutturalmente pi\u00f9 alto rispetto a qualsiasi proiezione fatta prima del 2026.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura con input da commodity.<\/strong> Le aziende che producono con alluminio, acciaio, fertilizzanti o derivati del petrolio si trovano compresse tra costi di produzione in salita e un potenziale rafforzamento dell&#8217;euro che riduce la competitivit\u00e0 sui mercati extra-UE. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella rinegoziazione dei contratti di fornitura a lungo termine: con i prezzi delle commodity volatili, i fornitori hanno interesse a bloccare prezzi oggi, e chi ha liquidit\u00e0 pu\u00f2 strappare condizioni migliori.<\/p>\n<p><strong>Finanza d&#8217;impresa e leasing.<\/strong> Le PMI che utilizzano leasing operativo o finanziario per attrezzature e macchinari vedono il costo di questi strumenti salire in modo diretto. Chi stava valutando un investimento in macchinari per potenziare la capacit\u00e0 produttiva destinata all&#8217;export deve accelerare la decisione o aspettarsi condizioni peggiori nei prossimi mesi. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 reale per chi ha gi\u00e0 i numeri in ordine: i tassi salgono, ma gli incentivi fiscali esistenti su investimenti produttivi non sono ancora stati modificati.<\/p>\n<p><strong>Turismo e hospitality con clientela americana.<\/strong> Questo settore \u00e8 meno ovvio nell&#8217;analisi di un rialzo BCE, ma un euro forte rispetto al dollaro rende l&#8217;Europa pi\u00f9 cara per i visitatori americani. Dopo due anni di boom del turismo americano in Italia, un cambio sfavorevole \u00e8 il trigger che pu\u00f2 ridurre i volumi nella stagione 2027. Chi opera in questo settore dovrebbe iniziare a diversificare i mercati di provenienza gi\u00e0 nei piani commerciali dell&#8217;anno prossimo, puntando su segmenti meno sensibili al cambio, come il turismo di lusso asiatico o il mercato interno europeo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Segnali da Non Perdere<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio riguarda Warsh sotto pressione politica:<\/strong> se il nuovo presidente della Fed cede alle pressioni di Trump e taglia i tassi nonostante l&#8217;inflazione sostenuta, si crea una divergenza di politica monetaria trans-atlantica pi\u00f9 ampia di quanto i mercati abbiano gi\u00e0 prezzato. Un dollaro che si indebolisce artificialmente per scelta politica \u00e8 una variabile non gestibile con i normali strumenti di hedging e pu\u00f2 ribaltare i calcoli di qualunque piano di espansione negli USA.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio riguarda il conflitto nel Golfo oltre l&#8217;estate:<\/strong> ogni settimana di blocco prolungato delle rotte commerciali aggiunge pressione inflazionistica che la politica monetaria non pu\u00f2 risolvere. Se lo Stretto di Hormuz resta sotto tensione oltre i prossimi tre mesi, le aspettative di inflazione a medio termine si disancoreranno ulteriormente, e la BCE sar\u00e0 costretta a un secondo rialzo prima della fine dell&#8217;anno. Per le PMI, questo significa pianificare scenari con tassi ancora pi\u00f9 alti di quelli attuali.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio riguarda l&#8217;effetto contagio sul credito bancario europeo:<\/strong> i tassi pi\u00f9 alti aumentano il costo di raccolta per le banche europee, che tendono a traslarlo sulle imprese con un lag di tre-sei mesi. Le PMI italiane, storicamente dipendenti dal credito bancario per il finanziamento della crescita, potrebbero trovarsi con linee di credito ridotte o pi\u00f9 costose proprio nel momento in cui stanno cercando capitali per i piani di internazionalizzazione. Verificare gi\u00e0 oggi la disponibilit\u00e0 e le condizioni dei propri istituti di credito \u00e8 una mossa preventiva, non un segnale di allarme.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Risposte Dirette per l&#8217;Imprenditore<\/h2>\n<p><strong>D: Il rialzo della BCE riguarda davvero la mia PMI?<\/strong><br \/>R: S\u00ec, soprattutto se esporti, usi credito bancario a tasso variabile o hai pianificato investimenti all&#8217;estero nei prossimi 18 mesi. Anche se non operi direttamente sui mercati internazionali, l&#8217;aumento dei tassi riduce la competitivit\u00e0 dei tuoi fornitori e incrementa i costi di produzione per input da commodity.<\/p>\n<p><strong>D: Quanto coster\u00e0 di pi\u00f9 il mio finanziamento aziendale?<\/strong><br \/>R: Se hai un mutuo o una linea di credito indicizzata all&#8217;Euribor, ogni rialzo di 0,25% della BCE significa circa 250 euro di maggiore costo ogni trimestre su 100.000 euro di finanziamento. Con ulteriori rialzi attesi, calcola incrementi tra il 4 e l&#8217;8% annuo sul costo totale del debito nei prossimi 12 mesi.<\/p>\n<p><strong>D: Conviene accelerare gli investimenti per evitare i tassi pi\u00f9 alti?<\/strong><br \/>R: Solo se i numeri del progetto reggono con tassi ancora pi\u00f9 alti. Se stavi pianificando con tassi al 2% e ora sono al 3,5%, procedi solo se il ROI rimane positivo anche scenari di tassi al 4,5%. Affrettarsi a decisioni finanziarie difficili \u00e8 il modo pi\u00f9 sicuro di fare scelte sbagliate.<\/p>\n<p><strong>D: Come posso proteggermi dalla rivalutazione dell&#8217;euro?<\/strong><br \/>R: Tre strumenti: hedging valutario su contratti export a lungo termine (forward e opzioni), diversificazione dei mercati di destinazione, aumento dei prezzi di vendita in valuta estera incorporando il maggior costo del capitale europeo nei tuoi margini.<\/p>\n<p><strong>D: Che cosa fare adesso, concretamente?<\/strong><br \/>R: Tre azioni immediate. Uno, contatta la tua banca e verifica le condizioni di rifinanziamento delle tue linee di credito prima che i tassi salgano ancora. Due, simula il tuo piano finanziario con tassi al 4% e oltre per capire quali progetti restano sostenibili. Tre, valuta se hai protezione valutaria sui contratti export pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>La BCE ha fatto la cosa tecnicamente corretta. Ma la cosa pi\u00f9 interessante non \u00e8 il rialzo in s\u00e9: \u00e8 che Lagarde si sia mossa in anticipo rispetto alla Fed, in un momento in cui la Fed \u00e8 politicamente paralizzata. Questo non \u00e8 un atto di coraggio istituzionale. \u00c8 un calcolo strategico: muoversi per primo quando il primo di solito si muove per ultimo significa che hai gi\u00e0 deciso che non puoi aspettare che Washington faccia da guida.<\/p>\n<p>La vera partita non \u00e8 tra hawkish e dovish. \u00c8 tra chi ha ancora spazio di credibilit\u00e0 e chi lo sta consumando. La Federal Reserve di Warsh \u00e8 nata gi\u00e0 ipotecata politicamente, e il mercato lo sa. La BCE ha scelto di capitalizzare su questo deficit di credibilit\u00e0 americana alzando i tassi e mettendo Washington davanti a una scelta scomoda: seguire e ammettere che Trump aveva torto, oppure non seguire e guardare il dollaro indebolirsi mentre l&#8217;inflazione sale.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori italiani, la lezione non \u00e8 finanziaria. \u00c8 di metodo. L&#8217;Europa sta attraversando un momento in cui le sue istituzioni mostrano pi\u00f9 autonomia di quanta ne abbiano mostrata nell&#8217;ultimo decennio. Questo \u00e8, paradossalmente, un segnale positivo per chi vuole operare nel mercato europeo: le regole vengono applicate con pi\u00f9 coerenza, e chi le rispetta ha un vantaggio competitivo rispetto a chi aveva costruito il proprio modello sull&#8217;arbitraggio normativo o sul credito facile.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che la stessa Europa che dimostra autonomia monetaria non ha ancora una politica industriale capace di accompagnare questo momento. Alzare i tassi mentre le PMI europee sono gi\u00e0 sotto pressione da commodity care e supply chain fragilizzata \u00e8 un&#8217;operazione che richiede compensazioni strutturali, non solo prudenza monetaria. Quelle compensazioni non sono ancora arrivate, e aspettarle prima di muoversi \u00e8 il modo pi\u00f9 sicuro per perdere un&#8217;altra finestra.<\/p>\n<p>Chi capisce che i tassi alti non sono un ostacolo alla crescita estera ma una selezione dei concorrenti pu\u00f2 ancora muoversi con vantaggio. Chi si ferma aspettando che i tassi scendano sta delegando al contesto una decisione che dovrebbe essere sua.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte della Federal Reserve:<\/strong> la riunione di Warsh nei prossimi giorni \u00e8 il dato pi\u00f9 atteso. Un &#8220;hold&#8221; conferma la divergenza attuale. Un taglio sarebbe un segnale politico fortissimo e innescherebbe un indebolimento del dollaro con effetti immediati sui margini degli esportatori verso gli USA. Monitorare la dichiarazione post-meeting e, soprattutto, il dot-plot delle aspettative sui tassi.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della BCE:<\/strong> il prossimo segnale \u00e8 la lettura dell&#8217;inflazione flash dell&#8217;area euro per giugno, attesa a fine mese. Se i dati mostrano che l&#8217;inflazione da commodity ha smesso di trasmettere ai prezzi finali, la BCE potrebbe segnalare una pausa. Se i dati confermano la pressione, un secondo rialzo nella riunione di settembre diventa probabile.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il cambio euro-dollaro \u00e8 l&#8217;indicatore da guardare ogni settimana. Soglia critica: sopra 1,12 il vantaggio competitivo degli esportatori italiani verso gli USA inizia a erodersi in modo significativo. I premi assicurativi sul trasporto marittimo nel Golfo restano l&#8217;indicatore anticipatore della durata del conflitto, pi\u00f9 affidabile dei comunicati diplomatici.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle materie prime:<\/strong> il prezzo dell&#8217;alluminio e dei fertilizzanti azotati \u00e8 il canale attraverso cui la crisi nel Golfo si trasmette all&#8217;industria manifatturiera europea. Un calo sostenuto di questi prezzi sarebbe il primo segnale concreto di normalizzazione della rotta commerciale, prima ancora di qualsiasi accordo ufficiale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Costo che Non Appare nel Conto Economico<\/h2>\n<p>Il conflitto nel Golfo \u00e8 iniziato come crisi geopolitica. In cento giorni \u00e8 diventato pressione inflazionistica. Questa settimana \u00e8 diventato rialzo dei tassi. La prossima trasformazione, se il quadro non cambia, \u00e8 in piano finanziario aziendale da rifare.<\/p>\n<p>Le PMI italiane che operano o vogliono operare sui mercati internazionali si trovano in un ambiente in cui il costo del capitale \u00e8 pi\u00f9 alto, il cambio \u00e8 incerto, le materie prime costano di pi\u00f9 e la Fed \u00e8 politicamente condizionata. Non \u00e8 una crisi, ma \u00e8 un contesto che seleziona. Chi ha costruito la propria strategia estera su margini sottili e finanziamenti abbondanti deve aggiornare i numeri. Chi l&#8217;ha costruita su prodotti con alto valore aggiunto, relazioni dirette con i clienti finali e bilancio solido ha davanti a s\u00e9 un vantaggio relativo che aumenta ogni volta che un concorrente meno preparato esce dal mercato.<\/p>\n<p>La BCE non ha alzato i tassi per complicare la vita alle imprese europee. Ha alzato i tassi perch\u00e9 qualcuno doveva farlo, e l&#8217;ha fatto per primo perch\u00e9 poteva permetterselo. La domanda rilevante non \u00e8 se i tassi saliranno ancora: \u00e8 se la tua azienda ha gi\u00e0 calcolato cosa significa per il piano export dei prossimi diciotto mesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rubrica: Europa e Opportunit\u00e0 di Mercato La BCE ha alzato i tassi mentre Trump spingeva in direzione opposta. Quello che sembra un dibattito tra banchieri centrali \u00e8 in realt\u00e0 una mappa del rischio finanziario per chiunque esporti, compri in dollari o stia pianificando un&#8217;espansione estera nei prossimi dodici mesi. Francoforte, 12 giugno 2026. Dopo oltre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":744,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[1218,155,108,93,28,364,1490,1214],"class_list":["post-745","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-costocapitale","tag-eurodollaro","tag-exportitaliano","tag-internazionalizzazione","tag-pmiitaliane","tag-politicamonetaria","tag-rialzobce","tag-tassiinteresse"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=745"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/745\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":746,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/745\/revisions\/746"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}