{"id":759,"date":"2026-06-15T07:04:42","date_gmt":"2026-06-15T06:04:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-usa-iran-opportunita-export-nei-60-giorni"},"modified":"2026-06-15T07:30:03","modified_gmt":"2026-06-15T06:30:03","slug":"accordo-usa-iran-opportunita-export-nei-60-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-usa-iran-opportunita-export-nei-60-giorni","title":{"rendered":"Accordo USA-Iran: opportunit\u00e0 export nei 60 giorni"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: cosa \u00e8 stato annunciato e cosa manca ancora<\/h2>\n<p>L&#8217;annuncio \u00e8 arrivato nella notte tra domenica 14 e luned\u00ec 15 giugno 2026. Il presidente Trump ha pubblicato su Truth Social l&#8217;autorizzazione alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alla rimozione immediata del blocco navale americano sulle navi iraniane. Il premier pakistano Shabbaz Sharif ha confermato che entrambe le parti hanno dichiarato &#8220;la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano&#8221;. La firma ufficiale dell&#8217;accordo, denominato Memorandum of Understanding di Islamabad, \u00e8 prevista per il 19 giugno a Ginevra.<\/p>\n<p>Lo Stretto di Hormuz \u00e8 il canale attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa del gas naturale liquefatto globale. Durante i mesi di conflitto, la chiusura o il blocco parziale di quella rotta ha generato premi assicurativi fuori controllo, rerouting forzati verso Capo di Buona Speranza con aggravi di 10-14 giorni sui tempi di consegna e spike nei noli marittimi che hanno colpito indiscriminatamente ogni settore che importa o esporta via mare nell&#8217;area Indo-Pacifica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che manca, tuttavia, \u00e8 altrettanto rilevante. Il testo del memorandum non \u00e8 stato reso pubblico. Le questioni aperte, che le fonti negoziali descrivono come &#8220;ampie quanto il Grand Canyon&#8221;, includono: il destino delle circa 900 libbre di uranio altamente arricchito in possesso dell&#8217;Iran; le undici tonnellate di uranio arricchito accumulato dopo l&#8217;uscita americana dal JCPOA nel 2018; il programma missilistico balistico iraniano; le relazioni di Teheran con i suoi proxy regionali, Hezbollah in testa; le garanzie di sicurezza reciproche; e le modalit\u00e0 di verifica di qualsiasi accordo nucleare. Tutto questo deve essere negoziato nei prossimi 60 giorni. Il punto di partenza diplomatico \u00e8 fragile: Teheran fresca di cambio di potere interno, con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica pi\u00f9 influente che mai dopo la morte del leader supremo Ali Khamenei il 28 febbraio scorso, primo giorno del conflitto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il timing non \u00e8 casuale, non lo \u00e8 mai<\/h2>\n<p>Trump ha annunciato l&#8217;accordo il giorno del suo ottantesimo compleanno, in mezzo alle celebrazioni per il 250esimo anniversario degli Stati Uniti, mentre era presente a un evento pubblico di massa a Washington. Il timing non \u00e8 una coincidenza comunicativa: \u00e8 un calcolo politico preciso. Nelle ore precedenti all&#8217;annuncio, i dati sull&#8217;inflazione americana mostravano la crescita pi\u00f9 rapida degli ultimi tre anni. I prezzi della benzina, dei fertilizzanti e degli alimentari restano politicamente tossici. I sondaggi interni mostrano che l&#8217;elettorato americano non ha mai sostenuto questa guerra, e le elezioni di midterm di novembre sono gi\u00e0 all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>Il conflitto era iniziato in modo non pianificato, con l&#8217;uccisione di Khamenei nel primo giorno di operazioni. Nei mesi successivi, l&#8217;Iran aveva usato il controllo dello Stretto come leva negoziale, dimostrando capacit\u00e0 missilistiche e con droni superiori a qualsiasi stima precedente. La pressione sul presidente americano era quindi duplice: interna, per il costo economico della guerra, ed esterna, perch\u00e9 ogni settimana di conflitto aggiungeva complessit\u00e0 negoziale.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori europei, il contesto \u00e8 che questo accordo arriva nel momento in cui la BCE, l&#8217;11 giugno scorso, ha comunicato le sue decisioni di politica monetaria, e i mercati globali stanno gi\u00e0 elaborando la combinazione tra allentamento delle tensioni geopolitiche e un quadro monetario ancora restrittivo. La riapertura dello Stretto non \u00e8 neutra: ridisegna il costo del denaro, i premi assicurativi e i noli in modo non uniforme. Chi ha gi\u00e0 riconfigurato la supply chain per bypassare il Golfo si trova improvvisamente con costi strutturali pi\u00f9 alti rispetto ai concorrenti che avevano invece mantenuto le rotte originali. \u00c8 una differenza sottile ma cruciale, e nei prossimi sei mesi determiner\u00e0 chi guadagna e chi perde margine.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: il petrolio scende, ma il segnale strutturale \u00e8 pi\u00f9 complesso<\/h2>\n<p>Nella notte tra domenica e luned\u00ec, i futures sul petrolio hanno registrato un calo immediato e i futures sui principali indici azionari americani sono saliti in modo significativo. Il mercato stava gi\u00e0 scontando la notizia nelle ore precedenti: i segnali dall&#8217;Iran e dal Pakistan nelle ultime 24 ore avevano convinto i trader che l&#8217;accordo era imminente.<\/p>\n<p>Il Brent e il WTI scenderanno nelle prossime sessioni, ma la velocit\u00e0 e la profondit\u00e0 della discesa dipenderanno da quante navi riusciranno effettivamente ad attraversare lo Stretto nelle prime 48-72 ore. Gli analisti stimano che con un attraversamento regolare di circa 100 navi al giorno, lo smaltimento dell&#8217;arretrato di migliaia di petroliere in attesa richieder\u00e0 settimane, non giorni. Questo significa che il calo del prezzo sar\u00e0 graduale, non immediato, e che i premi assicurativi per la navigazione nel Golfo Persico diminuiranno pi\u00f9 lentamente di quanto i titoli dei giornali lascino intendere.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, il dollaro tende a indebolirsi in scenari di de-escalation geopolitica quando la domanda di asset rifugio diminuisce. L&#8217;euro potrebbe apprezzarsi, con implicazioni per gli esportatori italiani verso mercati che prezzano in dollari. L&#8217;oro, classico flight-to-safety, dovrebbe correggere, ma la correzione sar\u00e0 limitata dalla persistente incertezza sui 60 giorni di negoziato nucleare. La volatilit\u00e0 implicita sui mercati petroliferi, che era rimasta elevata per mesi, dovrebbe comprimersi rapidamente: questo \u00e8 il segnale che anticipa la riduzione dei premi assicurativi e dei costi di hedging per chi opera su quelle rotte.<\/p>\n<p>Il segnale strutturale, tuttavia, \u00e8 diverso. L&#8217;Iran ha dimostrato di poter chiudere lo Stretto. Questa capacit\u00e0 non scompare con un memorandum. Il mercato prezza oggi la riapertura, ma chi gestisce supply chain lo valuter\u00e0 come un rischio che si \u00e8 materializzato una volta e potrebbe materializzarsi di nuovo. Le compagnie assicurative rivedono le loro tabelle di rischio su orizzonti pluriennali, non su quelli degli annunci presidenziali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Impatto per le Imprese Europee: tre orizzonti di lettura<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> chi ha rerouting attivi verso Capo di Buona Speranza deve valutare subito se mantenere la rotta alternativa o tornare al passaggio per il Golfo. Il calcolo non \u00e8 ovvio: il risparmio sui noli e sui tempi potrebbe essere eroso dai premi assicurativi ancora elevati nelle prime settimane e dall&#8217;incertezza residua sul rispetto del cessate il fuoco, soprattutto nel teatro libanese dove Israele non \u00e8 parte dell&#8217;accordo. Chi invece aveva bloccato ordini verso l&#8217;Asia in attesa di stabilit\u00e0 deve gestire ora una pressione di riattivazione della domanda in un mercato dove la concorrenza asiatica non ha mai smesso di operare. Il rischio imminente \u00e8 pagare il ritardo di mesi di indecisione con margini compressi nel momento in cui tutti entrano contemporaneamente.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una normalizzazione parziale delle rotte con residua volatilit\u00e0 assicurativa. L&#8217;Iran uscir\u00e0 da questa crisi con una struttura di potere pi\u00f9 militarizzata e con leve negoziali che non aveva prima della guerra. Le sanzioni potrebbero essere allentate gradualmente, aprendo o riaprendo un mercato di 90 milioni di persone con significativo potenziale per manifatturiero italiano e beni strumentali. Chi si prepara ora, costruendo relazioni con intermediari nei paesi limitrofi e studiando la compliance post-sanzione, si trova in posizione avanzata quando le finestre si aprono. Chi aspetta l&#8217;accordo definitivo per cominciare a valutare arriver\u00e0 tardi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale di questa crisi \u00e8 che uno Stato medio-orientale ha effettivamente chiuso il 20% del flusso globale di petrolio, dimostrandone la vulnerabilit\u00e0. Questa consapevolezza \u00e8 permanente. Le decisioni di nearshoring e di diversificazione delle fonti energetiche gi\u00e0 in corso in Europa accelereranno. Il gas naturale liquefatto americano, gi\u00e0 in crescita come alternativa strategica, consolida la sua posizione. Il reshoring di produzioni energivore in Europa, che era gi\u00e0 una tendenza in atto, acquista ulteriore momentum. Per le PMI italiane, questo significa che i clienti europei grandi saranno sempre pi\u00f9 disposti a pagare un premium per supply chain tracciabili e localizzate, a condizione che la qualit\u00e0 regga il confronto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: chi \u00e8 pi\u00f9 esposto nei prossimi sei mesi<\/h2>\n<p><strong>Petrolchimico e plastica:<\/strong> l&#8217;industria italiana della plastica e del packaging dipende da materie prime petrolchimiche i cui costi di approvvigionamento erano stati distorti per mesi. La normalizzazione porta sollievo sui costi variabili, ma anche pressione sui prezzi finali perch\u00e9 i clienti chiederanno immediatamente revisioni contrattuali al ribasso. Chi aveva negoziato contratti lunghi ai prezzi di crisi si trova in una posizione paradossale: costi che scendono ma prezzi di vendita contrattualmente bloccati a livelli che sembravano vantaggiosi e ora non lo sono pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e beni strumentali:<\/strong> il settore italiano di riferimento, con un export strutturale verso tutta l&#8217;Asia, vede riaprirsi rotte pi\u00f9 economiche e rapide. Ma l&#8217;opportunit\u00e0 nascosta riguarda l&#8217;Iran stesso: qualora le sanzioni vengano allentate nei prossimi 12-18 mesi, il paese ha un bisogno enorme di ammodernamento industriale dopo anni di isolamento e mesi di conflitto. I costruttori italiani di macchine utensili, impianti per il packaging e sistemi per l&#8217;industria alimentare sono nella posizione migliore per cogliere questa apertura, a condizione di aver gi\u00e0 strutturato una presenza nei mercati limitrofi come Dubai o Istanbul da cui operare nel momento del via libera.<\/p>\n<p><strong>Logistica e trasporto marittimo:<\/strong> le aziende italiane che gestiscono catene logistiche verso Asia, India e Golfo Persico affrontano una riconfigurazione rapida. Le imprese che avevano investito in relazioni con spedizionieri alternativi e in sistemi di visibilit\u00e0 della supply chain recuperano quell&#8217;investimento come riduzione del rischio nei prossimi mesi. Chi invece si era limitato a subirne i costi senza costruire opzioni alternative si trova ora a rincorrere la normalizzazione senza strumenti propri. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta riguarda i fornitori di tecnologia logistica: la crisi ha reso evidente a molte PMI l&#8217;esposizione strutturale della propria supply chain, e la domanda di sistemi di monitoraggio e diversificazione \u00e8 destinata a crescere.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare ed esportatori verso il Golfo:<\/strong> Arabia Saudita, Emirati, Kuwait assorbono volumi significativi di export italiano di qualit\u00e0. Durante i mesi di conflitto, l&#8217;incertezza logistica aveva frenato contratti e rallentato le consegne. La riapertura crea una finestra di recupero immediato, ma anche una competizione pi\u00f9 intensa con altri produttori europei che stanno facendo gli stessi calcoli nello stesso momento. Chi aveva mantenuto la relazione con i distributori locali durante la crisi, anche a costi operativi pi\u00f9 alti, parte avvantaggiato. Chi aveva sospeso, dovr\u00e0 ricostruire fiducia.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: i tre scenari che possono far saltare il tavolo<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: la destabilizzazione israeliana.<\/strong> Israele non \u00e8 parte di questo accordo e il premier Netanyahu, secondo quanto riportato, \u00e8 in aperto conflitto con Trump sulla gestione del conflitto in Libano. Se Israele dovesse proseguire le operazioni contro Hezbollah in modo da provocare una risposta iraniana, il cessate il fuoco potrebbe saltare prima ancora della firma del 19 giugno. L&#8217;Iran ha gi\u00e0 dimostrato di essere pronto a colpire: tre funzionari iraniani avevano confermato al New York Times piani di attacco ritorsivo contro Israele nelle ore precedenti all&#8217;annuncio dell&#8217;accordo. Il meccanismo trigger \u00e8 noto e attivo.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: il vuoto nel testo del memorandum.<\/strong> Nessuno ha ancora letto il documento. I negoziatori di lungo corso avvertono che un memorandum d&#8217;intesa di una o due pagine non pu\u00f2 coprire la complessit\u00e0 tecnica di un accordo nucleare, di garanzie di sicurezza reciproche e di sanzioni. Se nei prossimi 60 giorni emergeranno interpretazioni divergenti su punti ritenuti gi\u00e0 concordati, le trattative tecniche potrebbero bloccarsi e il cessate il fuoco diventare fragile. Per le imprese, questo \u00e8 il rischio di riattivare contratti e ordini su una base di stabilit\u00e0 che si rivela prematura.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: l&#8217;Iran post-Khamenei pi\u00f9 assertivo.<\/strong> La morte del leader supremo nella prima giornata del conflitto ha accelerato una transizione gi\u00e0 in corso verso un potere dominato dalle Guardie della Rivoluzione. Un Iran pi\u00f9 militarizzato e meno incline alla dottrina della deterrenza cauta che caratterizzava Khamenei \u00e8 un attore regionalmente pi\u00f9 destabilizzante nel lungo periodo, indipendentemente dall&#8217;accordo odierno. Le sue relazioni con i proxy, la sua capacit\u00e0 di usare i droni e il suo programma nucleare avanzato restano variabili non risolte. Per chi opera nel Golfo, questo significa che il premio di rischio strutturale non torner\u00e0 ai livelli pre-conflitto: si stabilizzer\u00e0 a un livello pi\u00f9 alto, e il costo del fare business in quella regione rimarr\u00e0 permanentemente pi\u00f9 elevato rispetto a tre anni fa.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: risposte rapide sull&#8217;accordo<\/h2>\n<p><strong>Quando riaprir\u00e0 davvero lo Stretto di Hormuz?<\/strong><br \/>Formalmente stanotte, ma in pratica dipende dalla velocit\u00e0 con cui il blocco navale americano viene revocato e dall&#8217;inizio effettivo dei transiti. Le prime 48-72 ore saranno cruciali per verificare il rispetto dell&#8217;accordo. I noli e i premi assicurativi inizieranno a scendere in parallelo ai transiti effettivi, non all&#8217;annuncio.<\/p>\n<p><strong>Conviene riattivarmi subito verso le rotte del Golfo o aspetto ancora?<\/strong><br \/>Dipende dal tuo settore e dai tempi di consegna. Se operi in agroalimentare o beni di consumo rapido, la finestra \u00e8 stretta: i tuoi concorrenti stanno facendo lo stesso calcolo ora. Se operi in macchinari o engineering, puoi permetterti di aspettare due settimane per verificare la stabilit\u00e0 prima di riconfermare ordini. Il rischio \u00e8 perdere quota se stai fermo troppo a lungo.<\/p>\n<p><strong>Le sanzioni all&#8217;Iran verranno tolte?<\/strong><br \/>Non prima della firma dell&#8217;accordo definitivo, che \u00e8 prevista non prima di luglio. L&#8217;allentamento progressivo delle sanzioni dipender\u00e0 dalla verifica del rispetto dell&#8217;accordo nucleare nei mesi successivi. Chi vuole operare in Iran deve iniziare ora a costruire relazioni nei paesi limitrofi (Dubai, Istanbul, Beirut) per essere posizionato quando le finestre si aprono.<\/p>\n<p><strong>Quali settori traggono subito vantaggio dalla riapertura?<\/strong><br \/>Petrolio e gas naturale liquefatto vedranno cali rapidi nei costi di trasporto. Agroalimentare, beni di consumo e macchinari verso il Golfo vedranno riduzione dei rischi assicurativi. Logistica e supply chain technology vedranno un&#8217;impennata di domanda di monitoraggio e diversificazione.<\/p>\n<p><strong>E se il cessate il fuoco salta nei prossimi 60 giorni?<\/strong><br \/>Il rischio \u00e8 reale. Se salta, i mercati correggono violentemente verso l&#8217;alto sui prezzi dell&#8217;energia e il costo di operare nel Golfo sale ulteriormente. Chi ha riattivato ordini troppo velocemente si trova esposto. Per questo \u00e8 importante mantenere opzioni alternative di routing attive per le prime 8-10 settimane.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo passer\u00e0 prima che i prezzi si normalizzino completamente?<\/strong><br \/>Gradualmente nei prossimi 6-9 mesi. I noli scenderanno pi\u00f9 velocemente dei premi assicurativi. L&#8217;arretrato di migliaia di navi in attesa richieder\u00e0 settimane per essere smaltito. La normalizzazione strutturale dei premi assicurativi dipender\u00e0 dalla verifica plurisettimanale che il cessate il fuoco regga.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: il mio punto di vista<\/h2>\n<p>Guardando quello che \u00e8 successo nelle ultime 24 ore, la prima cosa che mi colpisce \u00e8 la velocit\u00e0 con cui tutti stanno gi\u00e0 parlando di &#8220;pace&#8221; quando quello che esiste \u00e8 un memorandum senza testo pubblico, firmato da un mediatore terzo, che lascia aperte le questioni pi\u00f9 complesse per due mesi di negoziati tecnici. \u00c8 la narrazione che ci convince che il problema \u00e8 risolto, mentre la vera partita comincia adesso.<\/p>\n<p>Quello che Trump ha fatto \u00e8 comprare tempo politico interno convertendo una crisi energetica in una vittoria diplomatica comunicativa. Quello che l&#8217;Iran ha fatto \u00e8 sopravvivere alla decapitazione del suo vertice religioso, dimostrare al mondo che pu\u00f2 chiudere il 20% del petrolio globale, e uscire dal conflitto con pi\u00f9 leva di quanta ne avesse all&#8217;inizio. I due negoziatori si sono incontrati con obiettivi non sovrapponibili, e il documento che firmeranno il 19 giugno dovr\u00e0 contenere tutto questo in qualche modo. Non \u00e8 impossibile, ma richiede di non illudersi che sia gi\u00e0 fatto.<\/p>\n<p>Il vero problema per le imprese europee \u00e8 che l&#8217;Europa, come al solito, ha commentato da fuori. Macron ha gi\u00e0 detto che il G7 di domani discuter\u00e0 la riapertura dello Stretto. Gli europei parleranno del lungo periodo mentre Trump e l&#8217;Iran si dividono i dividendi immediati. Questo \u00e8 il paradosso con cui le PMI italiane devono fare i conti ogni volta: operano in mercati dove l&#8217;Europa non ha n\u00e9 peso n\u00e9 strategia propria, e devono costruire la loro presenza commerciale nonostante l&#8217;assenza strutturale dell&#8217;ombrello politico che paesi come gli Stati Uniti garantiscono ai propri imprenditori.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa: non aspettare che l&#8217;accordo sia definitivo per ricominciare a muoversi. Chi aspetta la certezza completa non trova un mercato migliore, trova un mercato gi\u00e0 occupato dai concorrenti che avevano letto i segnali prima. La finestra pi\u00f9 preziosa non \u00e8 quando la pace \u00e8 confermata, \u00e8 nei 60 giorni in cui si decide che forma prender\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: cosa seguire nelle prossime settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Iran-USA:<\/strong> dichiarazioni ufficiali da Teheran nei prossimi 48 ore, in particolare dalla Guida Suprema ad interim e dai vertici delle Guardie della Rivoluzione; pubblicazione o meno del testo del memorandum prima del 19 giugno; segnali di rispetto del cessate il fuoco nel corridoio dello Stretto nei primi tre-cinque giorni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte israeliano:<\/strong> risposta del governo Netanyahu all&#8217;accordo e all&#8217;obbligo implicito di interrompere le operazioni in Libano; reazione dei partiti di opposizione in vista delle elezioni imminenti; eventuali movimenti militari israeliani nelle 72 ore successive alla firma di Ginevra.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> velocit\u00e0 di discesa dei premi assicurativi per la navigazione nel Golfo Persico; andamento del Brent nelle prime sessioni della settimana e convergenza o divergenza rispetto ai futures notturni; spread tra noli via Suez e via Capo di Buona Speranza, che segnala la velocit\u00e0 di normalizzazione percepita dagli operatori logistici.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte diplomatico multilaterale:<\/strong> dichiarazioni del G7 di Ginevra sull&#8217;accordo e sull&#8217;eventuale forza multinazionale per la sicurezza dello Stretto; posizione della NATO al summit del mese prossimo, che potrebbe includere un aggiornamento delle valutazioni di rischio nel fianco sud; decisioni della BCE sui prossimi passi di politica monetaria in un contesto in cui una delle principali variabili di incertezza energetica si ridimensiona parzialmente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Sessanta giorni per capire se questo \u00e8 davvero un accordo<\/h2>\n<p>Lo Stretto di Hormuz si riapre stanotte, ma la sua chiusura ha gi\u00e0 cambiato qualcosa di permanente nella mappa del rischio globale. Chi ha gestito questi mesi di conflitto con un sistema di alternative, con relazioni costruite anche nei mercati adiacenti, con una supply chain monitorata e non soltanto subita, esce dalla crisi con una competenza che i concorrenti meno strutturati non hanno. Questo \u00e8 il valore che non appare in nessun bilancio ma che determina chi sopravvive alla prossima crisi.<\/p>\n<p>I sessanta giorni che separano oggi dalla firma definitiva sono la finestra in cui si decide chi avr\u00e0 posizionamento quando il mercato sar\u00e0 davvero aperto. Non \u00e8 il momento di aspettare. \u00c8 il momento di costruire.<\/p>\n<p>Un accordo annunciato su Truth Social il giorno dell&#8217;ottantesimo compleanno di un presidente non \u00e8 ancora pace: \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 stretta tra due mesi di negoziati tecnici, e la differenza tra chi la coglie e chi la osserva si chiama preparazione, non fortuna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: cosa \u00e8 stato annunciato e cosa manca ancora L&#8217;annuncio \u00e8 arrivato nella notte tra domenica 14 e luned\u00ec 15 giugno 2026. Il presidente Trump ha pubblicato su Truth Social l&#8217;autorizzazione alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alla rimozione immediata del blocco navale americano sulle navi iraniane. 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