{"id":762,"date":"2026-06-16T07:04:02","date_gmt":"2026-06-16T06:04:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/petrolio-scende-a-80-dollari-cosa-devi-fare-subito"},"modified":"2026-06-16T07:30:03","modified_gmt":"2026-06-16T06:30:03","slug":"petrolio-scende-a-80-dollari-cosa-devi-fare-subito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/petrolio-scende-a-80-dollari-cosa-devi-fare-subito","title":{"rendered":"Petrolio scende a 80 dollari: cosa devi fare subito"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: Quattro Mesi di Guerra, Sessanta Giorni per Negoziare<\/h2>\n<p>Il conflitto diretto USA-Iran \u00e8 durato circa quattro mesi. In questo arco temporale, lo Stretto di Hormuz \u00e8 rimasto parzialmente o totalmente bloccato, con traffico commerciale crollato rispetto ai livelli del 2025. Centinaia di navi sono rimaste ferme nelle acque del Golfo, in attesa di autorizzazioni o scorte, mentre le strutture energetiche hanno subito danni operativi che non si risolvono in ore.<\/p>\n<p>Il petrolio ha toccato un picco recente significativo durante la fase pi\u00f9 acuta della crisi, per poi scendere a circa 80 dollari al barile dopo l&#8217;annuncio del framework. Un livello che rimane superiore alla soglia pre-guerra, ma lontano dai massimi. Il diesel nel mercato britannico aveva raggiunto il picco ad aprile ed \u00e8 gi\u00e0 calato di circa 14 pence al litro. Anche le bollette energetiche residenziali nel Regno Unito, stimate in oltre 1.800 sterline annue per una famiglia tipo, potrebbero stabilizzarsi nell&#8217;autunno se la fragile tregua tiene.<\/p>\n<p>Sul fronte alimentare, la pressione sui fertilizzanti \u00e8 ancora presente: le catene di approvvigionamento agricolo hanno tempi di trasmissione dei costi di diversi mesi, e la stagione di semina nell&#8217;emisfero australe sar\u00e0 il primo vero test se le forniture si normalizzeranno in tempo. I prezzi al consumo di generi alimentari continueranno a salire ancora per qualche settimana, indipendentemente da cosa accade oggi allo Stretto.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo firmato prevede tre elementi certi: proroga del cessate il fuoco di 60 giorni, riapertura progressiva dello Stretto con rimozione delle mine ancora presenti, e avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano. Tutto il resto, inclusa la posizione di Israele rispetto a Hezbollah in Libano, resta irrisolto e potenzialmente esplosivo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il G7 Come Cornice e la Logica del Timing<\/h2>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. Trump arriva al G7 di Parigi con un accordo firmato in mano, una narrativa di &#8220;missione compiuta&#8221; da vendere agli alleati, e un occhio alle elezioni israeliane previste tra pochi mesi che complicano ogni lettura regionale. Netanyahu \u00e8 sotto pressione dei falchi del suo gabinetto per continuare le operazioni contro Hezbollah in Libano, ma allo stesso tempo non pu\u00f2 permettersi un conflitto aperto con il principale sponsor degli accordi, cio\u00e8 Washington.<\/p>\n<p>Questo framework nasce in un momento in cui l&#8217;Europa \u00e8 seduta al tavolo senza un ruolo negoziale proprio. La BCE ha pubblicato ieri i dati sulle emissioni di carbonio dei suoi portafogli e Lagarde ha parlato di &#8220;denaro in transizione&#8221;, ma non c&#8217;\u00e8 stato un contributo europeo visibile alla gestione della crisi energetica e geopolitica che ha messo sotto pressione le imprese del continente per quattro mesi. \u00c8 una pattern ricorrente, e la sua rilevanza operativa per le PMI italiane \u00e8 diretta.<\/p>\n<p>Il momento in cui un accordo viene firmato \u00e8 sempre quello in cui si cristallizzano le aspettative. Chi muove adesso sui mercati delle materie prime, sul rinnovo delle coperture assicurative, sulla revisione dei contratti di fornitura, lo fa con un vantaggio informativo che tra due settimane non esister\u00e0 pi\u00f9 perch\u00e9 sar\u00e0 gi\u00e0 prezzato da tutti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Il Segnale dei Premi Assicurativi<\/h2>\n<p>Il petrolio a circa 80 dollari al barile rappresenta un calo significativo rispetto ai massimi della crisi, ma il dato che conta davvero non \u00e8 il prezzo spot del greggio: \u00e8 il livello ancora elevato dei premi assicurativi marittimi sul Golfo Persico. Quando il prezzo di una merce scende ma il costo per assicurarne il trasporto rimane alto, il mercato sta dicendo che non si fida della soluzione politica dichiarata. Questa \u00e8 la differenza tra un effetto spot e un segnale strutturale.<\/p>\n<p>Il dollaro ha reagito in modo contenuto, non c&#8217;\u00e8 stata una correzione significativa sulle valute dei paesi del Golfo, e l&#8217;oro mantiene una posizione sopra la media storica come riserva di protezione. Il comparto energetico europeo, che aveva assorbito una parte rilevante degli shock sui prezzi, dovrebbe beneficiare della normalizzazione delle aspettative sui costi di approvvigionamento, ma con un ritardo di diverse settimane rispetto ai movimenti spot del greggio.<\/p>\n<p>Le azioni delle compagnie di navigazione e di logistica hanno reagito positivamente alla notizia, mentre i titoli legati alla difesa e alla sicurezza marittima hanno mostrato volatilit\u00e0. La volatilit\u00e0 implicita sui contratti futures sull&#8217;energia resta sopra la media pre-crisi: chi sta vendendo protezione su questi contratti non crede che il rischio sia scomparso.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane con contratti di approvvigionamento energetico legati a benchmark spot, il momento di rinegoziare le formule di indicizzazione \u00e8 adesso, non quando i prezzi saranno gi\u00e0 risaliti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> La riapertura progressiva dello Stretto di Hormuz libera centinaia di navi ferme nel Golfo, ma la piena operativit\u00e0 delle rotte richiede settimane, non giorni. Le mine ancora presenti nelle acque richiedono operazioni di bonifica in corso. Per chi ha contratti di consegna bloccati o ritardati, questo \u00e8 il momento di attivare le clausole di rinegoziazione prima che la normalizzazione sia completa e il potere contrattuale si riduca. Chi opera con distributori o clienti nella regione del Golfo, in particolare in Arabia Saudita, UAE ed Oman, deve verificare lo stato degli ordini fermi e prioritizzare il riavvio. I premi assicurativi resteranno elevati almeno per le prossime 6-8 settimane: bilanciarli nel costo di prodotto \u00e8 essenziale per non erodere ulteriormente i margini.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 che i 60 giorni di estensione del cessate il fuoco vengano prorogati ancora, con negoziati sul nucleare iraniano che si prolungano senza una risoluzione definitiva. Questo significa un&#8217;instabilit\u00e0 geopolitica di sfondo permanente nel Golfo, con fasi di riacutizzazione possibili. Le imprese che in questi mesi hanno sviluppato rotte alternative, potenziato i rapporti con fornitori fuori dall&#8217;area di rischio, o costruito scorte strategiche di materie prime critiche, usciranno da questa crisi strutturalmente pi\u00f9 robuste. Chi invece ha atteso che &#8220;tornasse tutto normale&#8221; si trover\u00e0 a gestire la prossima crisi con gli stessi strumenti insufficienti. Il mercato libanese, devastato da mesi di bombardamenti, sar\u00e0 un cantiere enorme nei prossimi anni: chi opera in materiali da costruzione, impiantistica, infrastrutture, deve iniziare adesso a mappare le opportunit\u00e0 di ricostruzione.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale che emerge da questa crisi \u00e8 che lo Stretto di Hormuz non \u00e8 mai stato davvero inviolabile, e che i meccanismi di sicurezza delle rotte energetiche globali possono essere interrotti da un conflitto regionale in modo pi\u00f9 rapido e prolungato di quanto i modelli di rischio tradizionali prevedessero. Questo cambier\u00e0 permanentemente come le imprese calcolano i rischi di approvvigionamento energetico. Il reshoring e il nearshoring europeo di produzioni energy-intensive riceve da questa crisi un argomento che nessun consulente avrebbe potuto costruire a tavolino. Il costo di dipendere da rotte fragili \u00e8 ora documentato, numericamente, in quattro mesi di bilanci.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero ceramico e del vetro<\/strong> \u2014 Entrambi settori ad alta intensit\u00e0 energetica, con una concentrazione produttiva italiana che li rende particolarmente sensibili alle oscillazioni del gas naturale e del petrolio. L&#8217;esposizione diretta alla crisi \u00e8 stata sui costi di produzione, non sulle rotte di export. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella ricostruzione libanese e nelle commesse infrastrutturali che si apriranno nei prossimi 18 mesi nel Levante.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e fertilizzanti<\/strong> \u2014 Il comparto che subisce il lag pi\u00f9 lungo tra evento geopolitico e impatto sui margini. I costi dei fertilizzanti azotati, legati al gas naturale, si tradurranno in prezzi al consumo dei prodotti agricoli ancora per mesi. Le PMI italiane del food che acquistano materie prime agricole devono gi\u00e0 oggi rivedere i contratti di approvvigionamento con i fornitori del semestre successivo, perch\u00e9 i prezzi spot attuali non riflettono ancora l&#8217;intero trasferimento dei costi upstream.<\/p>\n<p><strong>Logistica e spedizioni internazionali<\/strong> \u2014 Il settore che ha assorbito e redistribuito i costi del blocco pi\u00f9 di ogni altro. Con il rerouting forzato verso rotte pi\u00f9 lunghe attorno al Capo di Buona Speranza, molte PMI italiane hanno visto i propri lead time allungarsi di 2-3 settimane e i costi di trasporto impennarsi. La riapertura di Hormuz non riporta automaticamente i noli ai livelli pre-crisi: ci vorr\u00e0 tempo perch\u00e9 la capacit\u00e0 ridistribuita torni alle rotte originali. Chi ha rinegoziato contratti pluriennali con i propri vettori durante la crisi, ottenendo protezione dalle oscillazioni, ora ha un vantaggio sui concorrenti che hanno assorbito tutto senza strutturarlo.<\/p>\n<p><strong>Energia e utility<\/strong> \u2014 Meno ovvio per le PMI, ma chi produce o rivende energie rinnovabili in Italia ha beneficiato della crisi come fornitore di alternativa alla volatilit\u00e0 del gas. Questo vantaggio competitivo potrebbe ridursi con la normalizzazione, ma i 4 mesi di crisi hanno accelerato conversazioni sulle rinnovabili nelle PMI manifatturiere che altrimenti avrebbero richiesto anni.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Fratture del Cessate il Fuoco<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio:<\/strong> la variabile Hezbollah. Netanyahu si trova incastrato tra le richieste di Washington di rispettare il cessate il fuoco e le pressioni interne per continuare le operazioni nel Libano del Sud. Con elezioni israeliane previste tra pochi mesi, un&#8217;escalation contro Hezbollah \u00e8 politicamente appetibile internamente e potrebbe diventare il trigger che manda in fumo i 60 giorni di estensione. Se l&#8217;Iran considera un&#8217;offensiva israeliana in Libano come una violazione delle condizioni del framework, lo Stretto torna sotto pressione nel giro di ore.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio:<\/strong> la fragilit\u00e0 dei negoziati nucleari. Il framework prevede &#8220;ulteriori negoziati&#8221; sul programma nucleare iraniano, ma non contiene ancora un accordo. I precedenti storici, a partire dal JCPOA del 2015 e dal suo abbandono nel 2018, mostrano che i negoziati sul nucleare iraniano producono pi\u00f9 facilmente accordi temporanei che soluzioni permanenti. Se il negoziato si impantana o collassa entro i 60 giorni, il cessate il fuoco non ha meccanismi automatici di proroga.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio:<\/strong> le mine e la logistica del Golfo. Trump ha dichiarato che le mine gi\u00e0 trovate sono in fase di rimozione e che venerd\u00ec lo Stretto sar\u00e0 &#8220;completamente aperto&#8221;. Ma le operazioni di bonifica marina sono complesse e i tempi dichiarati dai politici raramente coincidono con quelli tecnici. Un incidente con una mina non rimossa, anche involontario, potrebbe essere interpretato come un atto ostile e innescare una crisi secondaria indipendentemente dagli accordi firmati.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che ho osservato in questi quattro mesi non mi sorprende, ma mi preoccupa per ragioni diverse da quelle che riempiono i titoli. La vera partita non \u00e8 se la pace regge o meno: \u00e8 che le imprese italiane hanno dimostrato, ancora una volta, di non avere strumenti propri per leggere in anticipo questo tipo di crisi.<\/p>\n<p>Non sto parlando di incapacit\u00e0 analitica. Sto parlando di struttura. Quando chiedo a un imprenditore se ha un piano di contingenza per le rotte energetiche, la risposta tipica \u00e8 che ci pensa il fornitore di logistica. Quando chiedo al direttore export se monitora i premi assicurativi marittimi come indicatore precoce di crisi, mi guarda come se parlassi di astrologia. Eppure i premi assicurativi sul Golfo stavano salendo settimane prima che i giornali parlassero di guerra aperta. Erano gi\u00e0 l\u00ec, nei dati, leggibili da chiunque sapesse dove guardare.<\/p>\n<p>Trump a Parigi vende una narrativa di vittoria, ma quello che ha firmato \u00e8 un documento che rinvia le decisioni difficili. L&#8217;Iran non ha ceduto sul nucleare, ha guadagnato tempo. Israele non ha smesso di considerare Hezbollah una minaccia esistenziale. Gli Stati Uniti hanno bisogno di un successo comunicativo prima del G7, e lo hanno ottenuto. Tutti hanno ottenuto qualcosa, nessuno ha risolto nulla. \u00c8 questo il senso di &#8220;framework&#8221;: un perimetro dentro cui le parti concordano che conviene non spararsi, per ora.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa era, ancora una volta, uno spettatore. La BCE parla di &#8220;denaro in transizione&#8221; il giorno in cui si firma il framework. \u00c8 una metafora precisa dell&#8217;Europa in questo decennio: sempre in transizione, mai nel punto in cui si decide.<\/p>\n<p>La lezione operativa per gli imprenditori \u00e8 questa: non aspettare che la geopolitica si risolva per fare le mosse che avresti dovuto fare tre mesi fa. I 60 giorni del framework non sono una garanzia di pace. Sono una finestra in cui i mercati si rilassano, i costi scendono, e chi si muove ha un vantaggio su chi aspetta. Chi usa questo periodo per rinegoziare contratti, rivedere coperture assicurative, e costruire rapporti commerciali nella regione, tra sei mesi avr\u00e0 un portafoglio pi\u00f9 robusto. Chi lo usa per tirare un sospiro di sollievo si ritrover\u00e0 alla prossima crisi con lo stesso problema.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del cessate il fuoco:<\/strong> dichiarazioni di Netanyahu nelle prossime 72 ore, movimenti delle forze israeliane nel Libano del Sud, reazione di Hezbollah alla presenza dell&#8217;esercito libanese nelle zone di controllo precedente.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dello Stretto di Hormuz:<\/strong> aggiornamenti delle autorit\u00e0 marittime sulla bonifica delle mine, dati di traffico navale in tempo reale (disponibili su portali come MarineTraffic), evoluzione dei premi assicurativi BIMCO e Lloyd&#8217;s Market Association per le rotte del Golfo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> petrolio WTI e Brent a 30 e 60 giorni, differenziale tra spot e futures sull&#8217;energia, volatilit\u00e0 implicita sui contratti Brent, noli marittimi sulle rotte Asia-Europa e Golfo-Mediterraneo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del G7:<\/strong> posizionamento europeo rispetto al framework, eventuali dichiarazioni di Ursula von der Leyen o degli sherpa economici su meccanismi di supporto alle PMI europee colpite dalla crisi di approvvigionamento.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei negoziati nucleari:<\/strong> data e luogo del primo incontro negoziale formale, composizione della delegazione iraniana, ruolo di intermediari come Oman e Qatar che hanno gestito i canali back-channel durante la crisi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Quello che Ogni Imprenditore Chiede<\/h2>\n<p><strong>D: Quando torneranno a scendere veramente i prezzi del petrolio e dell&#8217;energia?<\/strong><\/p>\n<p>R: I prezzi spot potrebbero scendere ancora nelle prossime 2-3 settimane se lo Stretto rimane effettivamente aperto e le mine vengono rimosse. Per\u00f2 i premi assicurativi resteranno elevati ancora 6-8 settimane. Se sei un importatore o esportatore, il vero costo del tuo trasporto scender\u00e0 gradualmente, non subito. Monitora i prezzi BIMCO sui noli marittimi, non solo il petrolio.<\/p>\n<p><strong>D: La mia azienda ha fornitori nel Golfo. Devo spostare tutto subito?<\/strong><\/p>\n<p>R: No. Devi usare questi 60 giorni per negoziare tre cose: una revisione dei prezzi al ribasso dei vostri contratti di approvvigionamento, una garanzia di consegna con penali chiare se lo Stretto si blocca di nuovo, e l&#8217;identificazione di un fornitore alternativo (anche non competitivo sui costi) che puoi attivare come backup. Non \u00e8 una migrazione, \u00e8 una protezione strutturale.<\/p>\n<p><strong>D: Il framework durer\u00e0 davvero 60 giorni?<\/strong><\/p>\n<p>R: Probabilmente s\u00ec, almeno fino a una rinegoziazione. Ma la proroga non \u00e8 automatica. Tre variabili lo rompono rapidamente: un&#8217;azione israeliana non coordinata contro Hezbollah, un fallimento dei negoziati nucleari, o un incidente con una mina. Nessuna \u00e8 improbabile. Quindi s\u00ec, pianifica per 60 giorni, ma costruisci come se fosse 30.<\/p>\n<p><strong>D: Vale la pena investire in logistica alternativa come il nearshoring europeo?<\/strong><\/p>\n<p>R: S\u00ec, ma non per questa crisi sola. Questa crisi \u00e8 il proof of concept che rotte come Hormuz non sono inviolabili. Se sei in un settore energy-intensive (ceramica, vetro, chimica), il costo del nearshoring europeo si ammortizza in 18-24 mesi considerando la volatilit\u00e0 geopolitica ormai strutturale. Se sei un generico import-export, aspetta un segnale pi\u00f9 chiaro dalle politiche europee sul reshoring.<\/p>\n<p><strong>D: Cosa conviene fare con i contratti assicurativi marittimi?<\/strong><\/p>\n<p>R: Rinnova adesso con coperture che proteggono da &#8220;interruzione del traffico&#8221; nello Stretto. I premi sono ancora alti ma stabili. Tra due settimane, quando la gente pensa che il rischio sia passato, i premi scenderanno ma le clausole di esclusione diventano pi\u00f9 stringenti. Scegli adesso: paghi pi\u00f9 premi oggi ma con protezione piena, oppure risparmi domani ma senza protezione.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Pausa Non \u00c8 la Fine della Partita<\/h2>\n<p>Muhammad Harb a Nabatia sta ispezionando le macerie del suo negozio. Le navi nel Golfo stanno lentamente tornando a muoversi. Trump torna a Washington con una narrativa vincente. Tre scene che sembrano indicare una direzione, ma che in realt\u00e0 descrivono tre realt\u00e0 separate che convergono solo nella narrativa politica.<\/p>\n<p>Per chi fa business oltre confine, il messaggio di questa crisi \u00e8 gi\u00e0 scritto nei dati: quattro mesi di blocco parziale di una singola rotta strategica hanno prodotto effetti sui prezzi energetici, sui costi alimentari, sui noli marittimi e sulle catene di fornitura che impiegheranno mesi ancora a rientrare completamente. E tutto questo con un accordo che dura 60 giorni.<\/p>\n<p>Un framework geopolitico non \u00e8 una soluzione, \u00e8 un&#8217;opzione mantenuta aperta. La domanda rilevante non \u00e8 se la pace regger\u00e0, ma se la tua struttura commerciale regge la prossima crisi meglio di quanto ha retto questa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: Quattro Mesi di Guerra, Sessanta Giorni per Negoziare Il conflitto diretto USA-Iran \u00e8 durato circa quattro mesi. 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