{"id":794,"date":"2026-06-22T19:04:14","date_gmt":"2026-06-22T18:04:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-usa-iran-il-margine-che-perdi-mentre-negozia"},"modified":"2026-06-22T19:04:14","modified_gmt":"2026-06-22T18:04:14","slug":"accordo-usa-iran-il-margine-che-perdi-mentre-negozia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-usa-iran-il-margine-che-perdi-mentre-negozia","title":{"rendered":"Accordo USA Iran: il margine che perdi mentre negozia"},"content":{"rendered":"<p>Ginevra, 22 giugno 2026. JD Vance \u00e8 seduto a un tavolo di negoziati in Svizzera mentre i mediatori iraniani fanno i bagagli e dichiarano &#8220;produttivo&#8221; il primo giorno di colloqui. Cinquantacinque navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri. Il petrolio quota 82 dollari al barile, in risalita dai 70 della scorsa settimana. Tutto sembra muoversi nella direzione giusta.<\/p>\n<p><em>Eppure leggere questa situazione come una stabilizzazione progressiva \u00e8 esattamente l&#8217;errore che pu\u00f2 costare caro a chi gestisce esposizioni commerciali nel Golfo.<\/em><\/p>\n<p>Quello che si sta costruendo in queste ore a Ginevra non \u00e8 la fine di una crisi, \u00e8 l&#8217;architettura di un nuovo sistema di condizionalit\u00e0. Ogni clausola ancora ambigua del Memorandum of Understanding, ogni paragrafo interpretabile in modo diverso dai due tavoli negoziali, \u00e8 una variabile aperta che si rifletter\u00e0 su prezzi energetici, premi assicurativi marittimi e accessibilit\u00e0 del mercato iraniano nei prossimi trimestri. Per un imprenditore italiano che opera o vuole operare nella regione, la domanda rilevante non \u00e8 se i colloqui andranno bene, ma quale versione dell&#8217;accordo prevarr\u00e0 quando i nodi verranno al pettine.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: L&#8217;Accordo che Non \u00c8 Ancora un Accordo<\/h2>\n<p>Il Memorandum of Understanding USA-Iran siglato nelle scorse settimane articola quattordici punti, due dei quali, i paragrafi 10 e 11, restano di interpretazione controversa anche tra i sostenitori dell&#8217;accordo. Lo stesso senatore Dave McCormack, membro del Senate Foreign Relations Committee, ha ammesso pubblicamente in queste ore che il testo &#8220;non \u00e8 del tutto chiaro&#8221; riguardo ai tempi e alle condizioni per la rimozione delle sanzioni.<\/p>\n<p>I tre pilastri operativi che Washington considera non negoziabili sono: primo, lo Stretto di Hormuz deve restare aperto senza controlli iraniani, senza pedaggi, senza &#8220;maritime fees&#8221; come quelle che Teheran vorrebbe definire con l&#8217;Oman in base allo stesso MOU; secondo, nessun percorso verso l&#8217;arma nucleare, con consegna dell&#8217;uranio arricchito; terzo, il principio &#8220;pay for performance&#8221;, ovvero nessun alleggerimento delle sanzioni senza passi tangibili e verificabili.<\/p>\n<p>Sul fronte energetico, il petrolio \u00e8 risalito a 82 dollari al barile dopo un passaggio intorno ai 70 dollari nella fase acuta della crisi. La soglia di 65 dollari rappresenta il breakeven sotto il quale i produttori statunitensi dichiarano non conveniente aumentare la produzione: un dato che non \u00e8 solo americano, ma che calibra l&#8217;intero mercato globale dell&#8217;offerta. Cinquantacinque navi hanno attraversato Hormuz nelle ultime ventiquattr&#8217;ore, segnale operativo positivo ma non ancora strutturale. Il processo di sminamento promesso nell&#8217;MOU non \u00e8 ancora formalmente avviato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Momento in Cui le Ambiguit\u00e0 Diventano Costose<\/h2>\n<p>Questa fase conta oggi, 22 giugno 2026, per una ragione precisa: siamo nel periodo in cui le ambiguit\u00e0 contrattuali di un accordo geopolitico si trasformano in comportamenti di mercato concreti, e quei comportamenti si consolidano prima che i testi vengano chiariti ufficialmente.<\/p>\n<p>Nei sei mesi successivi alla firma dell&#8217;MOU, Teheran ha gi\u00e0 ripreso a vendere petrolio a prezzo pieno per la prima volta in anni. Questo non \u00e8 ancora sanzione relief formale, ma \u00e8 gi\u00e0 un cambiamento operativo reale. I mercati lo stanno prezzando. Gli armatori lo stanno valutando. Le compagnie assicurative che coprono le rotte del Golfo lo stanno reinterpretando nei loro modelli di rischio.<\/p>\n<p>Il precedente rilevante \u00e8 il JCPOA del 2015: in quella fase, le aziende europee che si mossero nella finestra di ambiguit\u00e0 tra firma e implementazione formale catturarono posizioni di vantaggio significativo rispetto a chi aspett\u00f2 la certezza giuridica completa. Chi aspett\u00f2 la certezza completa arriv\u00f2 tardi, quando i canali distributivi erano gi\u00e0 presidiati. Il timing non \u00e8 casuale: i colloqui di Ginevra di questa settimana definiranno se il framework regge o se la disputa sull&#8217;interpretazione dei paragrafi 10 e 11 far\u00e0 saltare il tavolo nei prossimi 60 giorni.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Tra Segnali Spot e Struttura<\/h2>\n<p>Il petrolio a 82 dollari \u00e8 un segnale composito: incorpora sia la riduzione del rischio di chiusura dello Stretto sia l&#8217;incertezza residua sulla tenuta dell&#8217;accordo. Non \u00e8 un prezzo di equilibrio stabile, \u00e8 un prezzo di attesa. La volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni crude rimane elevata rispetto ai livelli pre-crisi, a segnalare che il mercato non ha ancora scontato uno scenario definitivo in nessuna direzione.<\/p>\n<p>L&#8217;oro si mantiene su livelli elevati: il flight-to-safety non si \u00e8 ancora smontato completamente, coerentemente con la persistenza di rischi non risolti nel negoziato. Le valute del Golfo, agganciate al dollaro, non mostrano stress significativo, ma il dirham degli Emirati ha registrato leggere pressioni sulle scadenze forward a 6 mesi. I War Risk Premiums assicurativi per le rotte del Golfo Persico sono scesi rispetto al picco della crisi ma restano il doppio dei livelli di gennaio 2026: questo \u00e8 il dato operativo pi\u00f9 rilevante per chi spedisce merci in quella direzione.<\/p>\n<p>Sul fronte dollaro, la conferenza della Federal Reserve sull&#8217;international role del dollaro, tenuta proprio oggi a Washington con intervento del governatore Waller, ricorda che in ogni fase di stress geopolitico nel Golfo il dollaro si rafforza come asset di riserva, comprimendo i margini di chi fattura in euro verso mercati dollarizzati. Un effetto che si sovrappone ai costi gi\u00e0 cresciuti della logistica.<\/p>\n<hr>\n<h2>Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Leggere i Segnali Prima che Diventino Titoli<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Chi ha contratti attivi o in negoziazione con controparti iraniane si trova in una finestra di massima ambiguit\u00e0 legale e operativa. Le sanzioni secondarie USA non sono state rimosse formalmente: un&#8217;azienda italiana che firma accordi commerciali con entit\u00e0 iraniane in questo momento si espone a rischi di compliance che non sono stati eliminati dall&#8217;MOU. Il consiglio non \u00e8 fermarsi, \u00e8 documentare ogni passo con estrema cura e verificare lo status delle controparti nei registri OFAC. Sul fronte energetico e logistico, la parziale riapertura di Hormuz abbassa i costi di spedizione verso il Golfo, ma i War Risk Premiums ancora elevati erodono una parte del beneficio. Chi ha hedging sui costi energetici deve ricalcolarlo con scenari a 65 e 90 dollari al barile, non con il dato spot.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una de-escalation lenta con tensioni residue periodiche intorno all&#8217;interpretazione delle clausole dell&#8217;MOU. In questo scenario, il mercato iraniano si apre in modo selettivo e informale prima ancora che le sanzioni vengano rimosse formalmente. Le aziende europee con relazioni storiche nel paese, o con strutture societarie negli Emirati o in Oman in grado di fare da interfaccia, avranno un vantaggio strutturale rispetto a chi parte da zero. Il rischio principale in questo orizzonte \u00e8 l&#8217;interruzione improvvisa: un singolo episodio interpretato come violazione delle condizioni sull&#8217;uranio pu\u00f2 rimettere tutto in discussione, con effetti immediati su contratti gi\u00e0 firmati.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Se l&#8217;accordo regge, si apre un mercato da 85 milioni di persone con una classe media significativa e una domanda repressa in macchinari industriali, agrifood, tecnologie medicali e infrastrutture. Il precedente strategico \u00e8 questo: l&#8217;Iran non sar\u00e0 mai un mercato semplice, ma sar\u00e0 un mercato con altissime barriere all&#8217;ingresso per chi non si \u00e8 posizionato nella fase transitoria. Chi costruisce relazioni oggi, anche solo a livello di contatti qualificati e strutture legali verificate, avr\u00e0 un vantaggio difficilmente colmabile tra tre anni. Chi aspetta la certezza completa arriver\u00e0 a mercato gi\u00e0 occupato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Meccanica strumentale e macchinari industriali:<\/strong> L&#8217;Iran ha bisogno di rinnovare un parco macchine industriale che ha accumulato dieci anni di mancati investimenti a causa delle sanzioni. La domanda potenziale \u00e8 enorme, le barriere tecnologiche relativamente basse rispetto ad altri mercati avanzati. L&#8217;esposizione \u00e8 diretta per chi produce impiantistica, macchine utensili, sistemi di automazione. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella componentistica: molte PMI italiane che non pensano di esportare in Iran forniranno indirettamente attraverso integratori di sistema gi\u00e0 attivi nel paese.<\/p>\n<p><strong>Agrifood e packaging alimentare:<\/strong> La catena agroalimentare iraniana \u00e8 sottocapitalizzata e dipende da tecnologie di lavorazione e conservazione che l&#8217;Italia produce al livello di eccellenza mondiale. Non si tratta solo di esportare prodotti finiti, il mercato \u00e8 nelle linee di lavorazione e nel packaging tecnologico. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 meno visibile rispetto alla meccanica pesante, ma competitivamente meno affollata.<\/p>\n<p><strong>Shipping, logistica e intermodale:<\/strong> Ogni riapertura progressiva di Hormuz ridisegna le rotte e i costi degli operatori logistici europei. Le aziende italiane con esposizione alle rotte India-Golfo-Mediterraneo vedono abbassarsi i costi spot, ma devono rinegoziare i contratti pluriennali firmati durante la crisi. Il rischio non ovvio \u00e8 che molti contratti di lungo termine con compagnie di navigazione incorporino clausole War Risk che rimangono attive fino a certificazione formale di riapertura, indipendentemente dal prezzo di mercato.<\/p>\n<p><strong>Farmaceutica e medical devices:<\/strong> Le sanzioni hanno creato una carenza grave nel sistema sanitario iraniano. Molti dispositivi medici non erano formalmente sotto sanzione, ma le restrizioni sui pagamenti li rendevano praticamente inaccessibili. Con la normalizzazione progressiva dei canali finanziari, questo segmento pu\u00f2 aprirsi rapidamente. L&#8217;esposizione per le PMI italiane del settore \u00e8 positiva, ma richiede attenzione alla compliance specificamente nella catena dei pagamenti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Variabili che Possono Rimettere Tutto in Discussione<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: L&#8217;interpretazione delle clausole marittime.<\/strong> I paragrafi 10 e 11 dell&#8217;MOU contemplano che l&#8217;Iran definisca con l&#8217;Oman una struttura di &#8220;maritime fees and services&#8221; nello Stretto. Se questa definizione viene interpretata come un sistema di pedaggio o controllo iraniano sulle acque internazionali, la reazione americana sar\u00e0 immediata. Non si tratta di un rischio teorico: \u00e8 la specifica ambiguit\u00e0 che i legislatori americani stanno gi\u00e0 segnalando come potenzialmente dirompente. Per chi pianifica rotte commerciali che transitano da Hormuz, questo paragrafo vale una lettura attenta.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Il calendario nucleare e la verifica AIEA.<\/strong> Il principio &#8220;pay for performance&#8221; richiede che l&#8217;Iran consegni l&#8217;uranio arricchito prima di ricevere alleggerimenti sanzionatori significativi. Se la verifica dell&#8217;AIEA evidenzia incongruenze, o se Teheran rallenta il processo di consegna, Washington pu\u00f2 sospendere l&#8217;accordo con effetti immediati sui mercati energetici. La volatilit\u00e0 implicita sui mercati del petrolio riflette esattamente questa incertezza: il mercato sta prezzando una probabilit\u00e0 non trascurabile di interruzione nei prossimi 90 giorni.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Il supplemental militare USA e la pressione politica interna.<\/strong> L&#8217;amministrazione americana sta richiedendo al Congresso un supplemento finanziario significativo per mantenere la presenza militare nel Medio Oriente e nel Pacifico. Se i Democratici ostruzionano o se il supplemental viene percepito come un costo eccessivo dall&#8217;opinione pubblica americana, la pressione politica interna potrebbe spingere verso un accordo affrettato o, al contrario, verso una postura pi\u00f9 dura. Le imprese europee che pianificano su un orizzonte di 12 mesi devono tenere a mente che la politica estera americana nel 2026 \u00e8 intimamente collegata al calendario politico interno.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa fase, guardando i colloqui di Ginevra da una prospettiva imprenditoriale, \u00e8 la distanza tra la narrativa pubblica e la vera partita in corso. La narrativa pubblica dice: pace in costruzione, Stretto che si apre, petrolio che scende, sollievo per i consumatori americani. La vera partita \u00e8 diversa: si sta definendo chi avr\u00e0 il controllo economico del Golfo nel prossimo decennio.<\/p>\n<p>L&#8217;Iran, anche in una posizione di debolezza relativa dopo i danni militari subiti, sta cercando di trasformare la sua posizione geografica sullo Stretto in una rendita permanente. I paragrafi 10 e 11 dell&#8217;MOU non sono sviste negoziali, sono un tentativo di istituzionalizzare un diritto di estrazione economica mascherato da &#8220;maritime services&#8221;. Gli americani lo sanno. I sauditi lo sanno. \u00c8 questo il nodo che render\u00e0 difficile la seconda settimana di colloqui.<\/p>\n<p>Per le imprese europee, e italiane in particolare, la lezione non \u00e8 aspettare che il nodo si sciolga. La lezione \u00e8 capire su quale scenario stiamo scommettendo quando pianifichiamo la nostra presenza nella regione. Perch\u00e9 scommettere senza saperlo \u00e8 lo stesso che non avere un piano.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, nel frattempo, discute il digital euro. Cipollone alla BCE parla di &#8220;sovranit\u00e0 monetaria del futuro&#8221; mentre il Waller della Fed tiene una conferenza sul ruolo internazionale del dollaro, che in questa crisi si \u00e8 dimostrato ancora pi\u00f9 centrale di quanto fosse prima. La BCE ha abbassato i tassi, giustamente, ma non ha una politica energetica, non ha una politica commerciale verso il Medio Oriente, non ha una postura negoziale nel Golfo. Le imprese italiane eccellenti stanno navigando geopolitiche da potenza mediana senza avere una potenza mediana alle spalle. Questa \u00e8 la vera asimmetria competitiva con i concorrenti americani, che invece hanno la Marina degli Stati Uniti e il Dipartimento del Tesoro a garantire le rotte e i mercati.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 semplice: in questa fase, chi ha gi\u00e0 strutture societarie negli Emirati o relazioni consolidate con trading companies del Golfo ha un&#8217;opzione reale che chi parte da zero non ha. Costruire quella presenza non \u00e8 un costo di oggi, \u00e8 l&#8217;unico hedge che funziona quando la geopolitica torna a muoversi pi\u00f9 velocemente dei contratti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Risposte Dirette<\/h2>\n<p><strong>Domanda: Come posso valutare il rischio OFAC della mia controparte iraniana?<\/strong><br \/>Risposta: Consulta il database OFAC (Office of Foreign Assets Control) sul sito treasury.gov con il nome completo dell&#8217;entit\u00e0 e verifica tre elementi: figura nella lista SDN (Specially Designated Nationals)? La sua banca corrisponde \u00e8 statunitense o ha esposizione al sistema bancario americano? Ha transazioni documentate con entit\u00e0 USA negli ultimi 3 anni? Se uno qualsiasi di questi tre elementi \u00e8 affermativo, il rischio \u00e8 elevato e richiede parere legale specializzato.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Il mio hedging sui costi energetici rimane valido in caso di rottura dell&#8217;accordo?<\/strong><br \/>Risposta: Dipende dalla struttura del contratto. Se l&#8217;hedging \u00e8 su futures WTI standard, rimane valido indipendentemente dall&#8217;esito negoziale. Se invece incorpora clausole di &#8220;contingent risk&#8221; o scadenze legate a trigger geopolitici specifici, controlla se la rottura dell&#8217;accordo USA-Iran attiva quelle clausole. I contratti stipulati durante la crisi spesso contengono queste specificit\u00e0. Consiglio di ricalcolare con uno scenario di petrolio a 95-100 dollari (breakout scenario in caso di rottura) e a 60-65 dollari (scenario di abbondanza post-accordo).<\/p>\n<p><strong>Domanda: Vale la pena aprire una struttura negli Emirati per presidiare il mercato iraniano?<\/strong><br \/>Risposta: S\u00ec, ma con parametri specifici. Una struttura negli Emirati ha senso se: possiedi gi\u00e0 una rete commerciale nel Golfo, la tua operazione genera fatturato minimo di 2-3 milioni annui, puoi realisticamente affidarla a un management locale competente. Se non soddisfi questi tre parametri, inizia con partnership con trading companies gi\u00e0 radicate (basate a Dubai o Abu Dhabi) e sviluppa la struttura solo se i volumi lo giustificano. L&#8217;errore comune \u00e8 aprire per &#8220;presidiare il futuro&#8221; senza flussi presenti.<\/p>\n<p><strong>Domanda: Quali settori hanno minore esposizione alle ambiguit\u00e0 dell&#8217;MOU?<\/strong><br \/>Risposta: I settori meno sensibili all&#8217;interpretazione dei paragrafi 10-11 sono: farmaceutica e medical devices (le restrizioni sono gi\u00e0 parzialmente rimosse per motivi umanitari), tecnologie IT e software (non hanno componente di shipping geopolitico), consulenza professionale e servizi. I settori pi\u00f9 sensibili rimangono: idrocarburi (direttamente interessati), shipping e logistica (operano sullo Stretto), macchinari industriali pesanti (richiedono finanziamenti che dipendono dalle sanzioni bancarie).<\/p>\n<p><strong>Domanda: Che timeline devo usare per pianificare l&#8217;accesso al mercato iraniano?<\/strong><br \/>Risposta: Usa tre timeline separate. Breve termine (0-6 mesi): pianifica solo operazioni che non richiedono impegno strutturale significativo. Medio termine (6-18 mesi): costruisci relazioni, mapping dei player, verifiche legali, strutture leggere. Lungo termine (18+ mesi): investimento in strutture proprietarie e partnership strategiche. Non comprimere il medio termine per accelerare al lungo. Le aziende che falliscono nel mercato iraniano tipicamente saltano il medio termine, convinte che la &#8220;finestra&#8221; sia gi\u00e0 chiusa.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte negoziale USA-Iran:<\/strong> Esito formale del secondo giorno di colloqui a Ginevra, dichiarazioni divergenti tra delegazione americana e iraniana sulla portata delle clausole marittime, avvio o mancato avvio del processo di sminamento formale concordato nell&#8217;MOU.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Petrolio: tenuta della fascia 78-88 dollari come segnale di stabilit\u00e0; rottura sotto 72 come segnale di deterioramento della domanda globale; risalita sopra 90 come segnale di tensione non risolta. War Risk Premiums assicurativi per le rotte del Golfo: la normalizzazione sotto il doppio dei livelli pre-crisi richieder\u00e0 probabilmente 60-90 giorni di transito regolare verificato. Volatilit\u00e0 implicita sul crude: scendere sotto 25% di VIX energetico sarebbe il segnale che il mercato ha scontato uno scenario stabile.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del Congresso americano:<\/strong> Tempistica e ammontare del supplemental militare richiesto dall&#8217;amministrazione, postura dei Democratici sulla questione, eventuale collegamento con il debt ceiling o con altri pacchetti legislativi in corso.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte AIEA e nucleare:<\/strong> Prima ispezione formale post-MOU, dichiarazioni del Direttore Generale Grossi sull&#8217;accesso ai siti iraniani, eventuali discrepanze tra le dichiarazioni iraniane sulle riserve di uranio arricchito e le verifiche sul campo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> Risposta della Commissione Europea sulla compatibilit\u00e0 dell&#8217;MOU con le sanzioni UE autonome ancora vigenti, eventuali segnali di accelerazione su accordi bilaterali di singoli stati membri con Teheran.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Partita Vera si Gioca sui Paragrafi, non sui Comunicati<\/h2>\n<p>Quando i mediatori iraniani sono partiti da Ginevra dichiarando &#8220;produttivo&#8221; il primo giorno di colloqui, e quando JD Vance ha confermato che nessuna sanzione relief sar\u00e0 concessa prima di passi tangibili, entrambi avevano ragione sul proprio piano. Non si stavano contraddicendo: stavano descrivendo lo stesso testo con enfasi diverse, e quella differenza di enfasi \u00e8 esattamente il campo su cui si giocher\u00e0 la stabilit\u00e0 dell&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane, questa non \u00e8 filosofia negoziale: \u00e8 il parametro operativo che determina se il mercato iraniano si apre davvero nei prossimi 18 mesi o se resta in un limbo di opportunit\u00e0 teoriche e rischi reali. La storia di ogni apertura di mercato nell&#8217;ultimo trent&#8217;anni insegna che il vantaggio va a chi costruisce la propria posizione nella fase ambigua, non a chi aspetta la certezza.<\/p>\n<p>Un accordo geopolitico non \u00e8 un semaforo verde: \u00e8 un corridoio stretto con ostacoli ancora da mappare. La domanda rilevante non \u00e8 se passarci, ma se hai gi\u00e0 disegnato la rotta.<\/p>\n<hr>\n<p><strong>TITOLO SEO:<\/strong> Accordo USA Iran: il margine che perdi mentre negozia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ginevra, 22 giugno 2026. JD Vance \u00e8 seduto a un tavolo di negoziati in Svizzera mentre i mediatori iraniani fanno i bagagli e dichiarano &#8220;produttivo&#8221; il primo giorno di colloqui. Cinquantacinque navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri. Il petrolio quota 82 dollari al barile, in risalita dai 70 della scorsa settimana. Tutto sembra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":793,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[1629,1628,1635,1637,1472,801,1166,762,1636,822,1630,1634,481,1632,1633,798,705,74,1631,78],"class_list":["post-794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-accordo-usa-iran-2","tag-colloqui-ginevra-2026","tag-commerciale-golfo","tag-farmaceutica-export","tag-finanza-geopolitica","tag-geopolitica-medio-oriente","tag-hedging-energetico","tag-internazionalizzazione-pmi","tag-macchinari-industriali-export","tag-mercati-emergenti","tag-mercato-iraniano","tag-normativa-ofac","tag-petrolio-brent","tag-pmi-italiane-export","tag-rischio-compliance","tag-sanzioni-iran","tag-strategia-export","tag-stretto-hormuz","tag-supply-chain-golfo","tag-war-risk-premium"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/794\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}