{"id":820,"date":"2026-06-27T19:04:10","date_gmt":"2026-06-27T18:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/petrolio-a-72-dollari-perche-il-rischio-dello-stretto"},"modified":"2026-06-27T19:30:04","modified_gmt":"2026-06-27T18:30:04","slug":"petrolio-a-72-dollari-perche-il-rischio-dello-stretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/petrolio-a-72-dollari-perche-il-rischio-dello-stretto","title":{"rendered":"Petrolio a 72 dollari: perch\u00e9 il rischio dello Stretto"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: Lo Stretto, la Flotta e il Prezzo dell&#8217;Ambiguit\u00e0<\/h2>\n<p>Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio commerciato a livello mondiale e il 17% del gas naturale liquefatto globale. Non sono stime: sono dati dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia aggiornati al 2025. Nelle settimane precedenti al cessate il fuoco temporaneo, si stimava che oltre 20 navi fossero di fatto bloccate o in attesa di transito sicuro nella zona, con i loro equipaggi trattenuti in condizioni di incertezza operativa prolungata.<\/p>\n<p>Il prezzo del Brent, al momento della stesura di questo articolo, si trova intorno ai 72 dollari al barile, in calo rispetto ai picchi delle settimane precedenti. Washington legge questo dato come una vittoria. Il vicepresidente Vance lo ha detto esplicitamente: l&#8217;obiettivo \u00e8 tenere lo Stretto aperto, non necessariamente risolvere il conflitto politico sottostante. \u00c8 una distinzione che rivela molto del calcolo strategico americano, e pochissimo del rischio reale per le imprese europee.<\/p>\n<p>I War Risk Insurance Premium, i premi assicurativi aggiuntivi per le rotte che attraversano zone di conflitto, sono rimasti elevati nonostante il calo del greggio. Lloyd&#8217;s of London e i principali sottoscrittori del mercato di Londra classificano ancora l&#8217;area come zona ad alto rischio. Questo dato \u00e8 pi\u00f9 informativo del prezzo spot del petrolio: i mercati assicurativi si muovono lentamente al rialzo e ancora pi\u00f9 lentamente al ribasso, e incorporano aspettative di rischio a 6-12 mesi, non solo la notizia del giorno.<\/p>\n<p>Sul fronte militare, la sequenza documentata \u00e8 la seguente: attacco iraniano a nave cargo in transito, risposta con strike USA sulle installazioni coinvolte, dichiarazione di Hezbollah che esclude il disarmo come condizione negoziale. Il governo libanese, secondo le fonti citate, vorrebbe Hezbollah fuori dalla propria struttura di potere, ma non ha gli strumenti per imporlo. L&#8217;Iran continua a finanziare e armare i propri surrogati regionali, da Hezbollah allo Yemen, come leva negoziale nei colloqui con Washington.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00e8 Casuale<\/h2>\n<p>La sequenza di eventi delle ultime 72 ore non \u00e8 un&#8217;escalation improvvisa. \u00c8 il risultato prevedibile di una struttura negoziale che aveva lasciato troppe questioni aperte. L&#8217;accordo in discussione tra USA e Iran, che avrebbe dovuto includere come condizione l&#8217;interruzione del supporto iraniano ai propri proxy regionali, si \u00e8 incagliato esattamente su quel punto: Hezbollah non ha intenzione di negoziare la propria sopravvivenza militare, e Teheran non ha intenzione di sacrificare il proprio strumento di proiezione regionale pi\u00f9 potente.<\/p>\n<p>Questo stallo era prevedibile, e lo era da mesi. Il timing di oggi, a fine giugno, non \u00e8 casuale per almeno due ragioni. La prima: il secondo semestre \u00e8 il momento in cui le imprese esportatrici europee consolidano ordini, rinnovano contratti di fornitura, e definiscono le coperture valutarie e assicurative per l&#8217;autunno. Chi non ha ancora aggiornato la propria posizione si trova a farlo in un contesto di massima incertezza. La seconda: l&#8217;estate \u00e8 storicamente il periodo di minore liquidit\u00e0 sui mercati finanziari, il che amplifica la volatilit\u00e0 di qualsiasi shock inatteso.<\/p>\n<p>Nel corso dei mesi precedenti, ogni segnale di possibile accordo tra Washington e Teheran aveva generato fasi di riduzione dei premi di rischio e calo del petrolio. Ogni escalation aveva poi riportato quei premi verso l&#8217;alto. Siamo in una di quelle fasi. La differenza rispetto ai cicli precedenti \u00e8 che ora c&#8217;\u00e8 una componente militare diretta USA, che alza la posta e riduce lo spazio di manovra diplomatica.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Petrolio Basso, Rischio Alto<\/h2>\n<p>Il Brent a 72 dollari \u00e8 un segnale apparentemente positivo per i consumatori di energia. Ma il dato che anticipa i problemi prima che appaiano sui giornali \u00e8 la volatilit\u00e0 implicita delle opzioni sul petrolio, che resta elevata. I mercati stanno prezzando scenari molto dispersi, non un calo ordinato verso la stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Le valute della regione mostrano pressioni asimmetriche. Il rial iraniano \u00e8 strutturalmente debole e non \u00e8 convertibile, ma le valute dei paesi del Golfo ancorate al dollaro, come il dirham emiratino e il riyal saudita, mantengono la loro stabilit\u00e0. Questo crea un&#8217;asimmetria rilevante: chi ha contratti denominati in valute del Golfo \u00e8 relativamente protetto, chi ha esposizioni pi\u00f9 complesse verso mercati adiacenti come Turchia o Egitto deve monitorare le dinamiche di contagio.<\/p>\n<p>Gli spread sui credit default swap delle compagnie petrolifere con esposizione alla regione sono rimasti sopra la media storica. Il mercato dei futures sul gas naturale europeo ha registrato un leggero rialzo nelle ultime ore, riflettendo la preoccupazione per le forniture di GNL che passano per Hormuz. Non \u00e8 un crollo, \u00e8 un segnale debole che vale la pena registrare.<\/p>\n<p>L&#8217;oro ha tenuto le proprie posizioni intorno ai livelli elevati degli ultimi mesi. Il flight-to-safety non si \u00e8 esaurito con il calo del petrolio. Chi gestisce liquidit\u00e0 in dollari o euro e ha esposizione a contratti con controparti della regione far\u00e0 bene a rileggere le clausole di forza maggiore nei propri accordi commerciali prima del fine luglio.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il rischio pi\u00f9 concreto non \u00e8 il blocco totale dello Stretto, ma la variabilit\u00e0 dei costi di trasporto e assicurazione sulle rotte che lo attraversano. Le imprese con contratti CIF verso destinazioni asiatiche o del Golfo devono verificare se i propri transitari stanno gi\u00e0 applicando surcharge temporanei e se questi sono stati trasferiti o assorbiti. Chi vende macchinari o componenti con consegna prevista tra agosto e ottobre ha una finestra stretta per rinegoziare o coprire. Sul fronte delle materie prime, chi dipende da input petrochimici o da componenti prodotti in Asia e transitanti per Hormuz \u00e8 gi\u00e0 in zona di rischio operativo, anche se non se ne \u00e8 ancora accorto.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 la guerra aperta n\u00e9 la pace stabile, ma la continuazione dell&#8217;attuale stato di tensione gestita. In questo contesto, le rotte alternative, il Capo di Buona Speranza in primis, diventano strutturalmente pi\u00f9 care e pi\u00f9 lente. Le imprese che non hanno ancora completato un&#8217;analisi di vulnerabilit\u00e0 delle proprie supply chain rispetto alle rotte del Golfo si trovano in ritardo. Chi sopravvive in questo scenario \u00e8 chi ha diversificato i fornitori, chi ha negoziato contratti con clausole di riadeguamento dei costi logistici, e chi ha una relazione diretta con i propri partner nei mercati di destinazione, senza dipendere da intermediari che potrebbero non essere in grado di garantire continuit\u00e0. Chi non sopravvive \u00e8 chi ha strutturato la propria strategia export sull&#8217;ipotesi di stabilit\u00e0 delle rotte.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale in costruzione \u00e8 quello di uno Stretto di Hormuz permanentemente militarizzato, con presenza navale americana continuativa e premi assicurativi che non tornano mai ai livelli pre-2024. Questo ridisegna il costo del commercio globale in modo non temporaneo. Per le imprese italiane, significa che la competitivit\u00e0 sui mercati del Golfo e dell&#8217;Asia orientale non dipender\u00e0 pi\u00f9 solo dal prezzo del prodotto o dalla qualit\u00e0, ma dalla capacit\u00e0 di costruire logistiche alternative, depositi regionali, e partnership locali che riducano l&#8217;esposizione alle rotte oceaniche. Chi inizia a costruire questo tipo di infrastruttura commerciale oggi, tra 24 mesi avr\u00e0 un vantaggio strutturale difficile da colmare.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Meccanica e macchine utensili.<\/strong> \u00c8 il settore di export italiano pi\u00f9 rilevante verso i paesi del Golfo. I tempi di consegna allungati dalle rotte alternative riducono la competitivit\u00e0 sui tempi, uno dei punti di forza tradizionali delle PMI italiane. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che i clienti del Golfo stanno accelerando gli investimenti in localizzazione produttiva, e chi \u00e8 gi\u00e0 presente con assistenza tecnica in loco parte avvantaggiato nelle gare per nuovi impianti.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food manufacturing.<\/strong> Meno ovvio, ma significativo: una parte rilevante degli imballaggi e dei materiali di confezionamento usati dalle imprese alimentari italiane ha componenti petrochimici prodotti in Asia o nel Golfo. Le variazioni dei costi di input su questa filiera sono spesso invisibili fino a quando non arrivano in fattura. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nei mercati del Golfo stesso, dove la domanda di prodotti alimentari italiani premium \u00e8 strutturalmente crescente e meno ciclica rispetto ad altri comparti.<\/p>\n<p><strong>Logistica e spedizionieri.<\/strong> Gli operatori italiani che gestiscono rotte verso Asia e Golfo sono in prima linea nell&#8217;assorbimento o nel trasferimento dei costi aggiuntivi. I pi\u00f9 esposti sono quelli con contratti a prezzo fisso pluriennale stipulati prima dell&#8217;escalation. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella consulenza al cliente finale: le aziende manifatturiere hanno bisogno di qualcuno che sappia leggere i contratti di spedizione e rinegoziare le clausole, e molti spedizionieri potrebbero trasformare questa competenza in un servizio a valore aggiunto.<\/p>\n<p><strong>Energia e rinnovabili.<\/strong> Le imprese italiane attive nei mercati del Golfo su progetti rinnovabili, fotovoltaico e stoccaggio in particolare, si trovano in una posizione paradossale: l&#8217;instabilit\u00e0 energetica regionale accelera gli investimenti in fonti alternative, il che \u00e8 una buona notizia per chi ha tecnologia da vendere. La cattiva notizia \u00e8 che i finanziamenti per questi progetti dipendono spesso da fondi sovrani regionali che in questo momento stanno riallocando risorse verso priorit\u00e0 di sicurezza.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Scenari che i Giornali Non Stanno Ancora Raccontando<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Escalation per errore di calcolo.<\/strong> Il rischio pi\u00f9 sottovalutato non \u00e8 un&#8217;escalation deliberata ma un incidente operativo, una nave militare che risponde in modo sproporzionato, un drone abbattuto nel posto sbagliato, che rompe la logica di de-escalation gestita su cui si reggono le trattative. In questo caso la volatilit\u00e0 sui mercati sarebbe immediata e intensa, con effetti sulle coperture assicurative che potrebbero diventare inaccessibili nel giro di 48 ore.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Frammentazione delle assicurazioni marittime.<\/strong> Se la tensione nello Stretto dura oltre l&#8217;estate, i Lloyd&#8217;s e i principali riassicuratori potrebbero iniziare a imporre esclusioni geografiche permanenti o premi non pi\u00f9 sostenibili per alcune classi di cargo. Questo non \u00e8 uno scenario teorico: \u00e8 gi\u00e0 accaduto nel Mar Rosso nel 2024, dove alcune rotte sono diventate di fatto non assicurabili a costi commerciali.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Contagio sul cambio euro-dollaro.<\/strong> Una crisi di durata prolungata nello Stretto con effetti rialzisti sul petrolio mette pressione sull&#8217;inflazione europea, il che complica il percorso di normalizzazione della BCE. Isabel Schnabel ha parlato pubblicamente proprio oggi, 27 giugno, di inflazione e stabilit\u00e0 dei prezzi. Se i dati di luglio e agosto mostrano un rimbalzo dell&#8217;inflazione energetica, le aspettative di taglio dei tassi BCE si sposteranno in avanti, rafforzando l&#8217;euro in modo disordinato rispetto al dollaro e comprimendo i margini delle esportazioni italiane denominate in valuta americana.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>La dichiarazione del vice presidente Vance, quella sul petrolio a 72 dollari come prova che &#8220;gli USA vincono in ogni scenario&#8221;, \u00e8 la frase pi\u00f9 pericolosa per un imprenditore europeo che la ascolti senza filtro critico. Perch\u00e9 contiene una logica perfettamente coerente dal punto di vista di Washington, e completamente irrilevante dal punto di vista di chi deve firmare un contratto di fornitura con consegna in ottobre.<\/p>\n<p>Gli USA vincono con il petrolio basso perch\u00e9 sono produttori netti di energia e consumatori interni enormi. L&#8217;Europa no. L&#8217;Italia no. Per noi, il petrolio basso aiuta sull&#8217;energia, ma non compensa il costo assicurativo aumentato, i ritardi logistici, e la perdita di prevedibilit\u00e0 sui tempi di consegna che \u00e8 la vera moneta del commercio B2B internazionale.<\/p>\n<p>Quello che mi colpisce, guardando questa crisi, \u00e8 la struttura di potere sottostante. L&#8217;Iran sta facendo esattamente quello che ci si aspettava: usa lo Stretto come leva negoziale, mantiene i propri proxy operativi come assicurazione contro il collasso del regime, e risponde con attacchi calibrati ogni volta che sente allentarsi la pressione diplomatica. Non \u00e8 irrazionalit\u00e0, \u00e8 coerenza strategica. Il problema \u00e8 che questa coerenza genera un&#8217;instabilit\u00e0 strutturale che nessun accordo bilaterale USA-Iran pu\u00f2 risolvere finch\u00e9 Hezbollah \u00e8 fuori dal negoziato.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, in tutto questo, \u00e8 sostanzialmente assente come attore. Non ha una posizione navale nello Stretto, non ha leva diplomatica su Teheran, e non ha strumenti per proteggere le proprie imprese se la situazione peggiora. Eppure le nostre PMI sono esposte, attraverso le supply chain, i costi energetici, e i contratti commerciali.<\/p>\n<p>La lezione operativa che estraggo da questa situazione \u00e8 semplice e non rassicurante: smetti di leggere il prezzo del petrolio come indicatore di sicurezza. Il prezzo del petrolio racconta il passato. I premi assicurativi e la volatilit\u00e0 implicita raccontano il futuro. Impara a leggere quei numeri, oppure paga qualcuno che lo fa per te, prima che il conto arrivi sotto forma di un contratto non eseguibile.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti: Quello Che Devi Sapere Subito<\/h2>\n<p><strong>Quanti giorni di ritardo comporta l&#8217;alternativa via Capo di Buona Speranza?<\/strong> La rotta via Suez (Stretto di Hormuz) da Golfo Persico a Europa dura circa 25-30 giorni. La rotta via Capo di Buona Speranza aggiunge 12-15 giorni di navigazione, pi\u00f9 i tempi di imbarco. In pratica, 40-50 giorni totali invece di 25-30. Per un contratto con consegna in 60 giorni, \u00e8 la differenza tra esecuzione e inadempimento.<\/p>\n<p><strong>I War Risk Premium quanto aumentano in caso di escalation?<\/strong> Attualmente oscillano tra il 2% e il 4% del valore del carico su rotte standard del Golfo. In caso di escalation militare seria (come accadde nel 2024 con il Mar Rosso), possono raggiungere il 10-15%. Su un ordine da 500.000 euro, sono 50.000-75.000 euro di surcharge improvviso che nessuno ha previsto.<\/p>\n<p><strong>Se ho un contratto CIF verso il Golfo, chi paga l&#8217;aumento assicurativo?<\/strong> Dipende dalla clausola CIF sottoscritta. Se \u00e8 una CIF standard, lo paga l&#8217;importatore (il tuo cliente). Ma se il cliente rifiuta di pagare il surcharge e decide di sospendere l&#8217;ordine, il problema \u00e8 tuo. Meglio verificare ora.<\/p>\n<p><strong>Quale valuta di fatturazione \u00e8 pi\u00f9 sicura in questo scenario?<\/strong> Le valute del Golfo ancorate al dollaro (dirham, riyal) restano stabili strutturalmente. Fatturare in dollaro USA \u00e8 meno rischioso che fatturare in euro durante una crisi energetica. Fatturare in valuta libanese o in rial iraniano \u00e8 una scelta suicida in qualunque scenario.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo rimane per rinegoziare i contratti di fornitura prima che diventi impossibile?<\/strong> La finestra operativa \u00e8 luglio e inizio agosto. Dopo agosto inoltrato, la pressione assicurativa sale ulteriormente e gli spedizionieri iniziano a rifiutare ordini con consegna in settembre-ottobre a prezzi pre-crisi. Agisci subito, non aspettare una conferma di cosa accadr\u00e0.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte USA-Iran:<\/strong> qualsiasi dichiarazione ufficiale sulla ripresa o sospensione dei colloqui nucleari va letta non come notizia diplomatica ma come segnale sulla probabilit\u00e0 di nuovi strike o di una de-escalation temporanea. La finestra critica \u00e8 luglio.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte Hezbollah-Israele:<\/strong> il vero indicatore non \u00e8 il numero di razzi lanciati, ma la posizione del governo libanese. Se Beirut inizia a emettere segnali concreti di separazione da Hezbollah, c&#8217;\u00e8 un accordo possibile. Se continua a restare ambigua, la pressione militare israeliana non si fermer\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> War Risk Premium sulle rotte del Golfo, volatilit\u00e0 implicita delle opzioni sul Brent a 30 e 60 giorni, e differenziale tra GNL spot asiatico e europeo. Questi tre numeri, insieme, raccontano come il mercato prezza il rischio reale, non quello narrato.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della BCE:<\/strong> i dati di inflazione di luglio, attesi a inizio agosto, sono il trigger che potrebbe cambiare il sentiero atteso dei tassi e quindi il cambio euro-dollaro. Se l&#8217;energia rimbalza in luglio, il percorso di normalizzazione si complica e il ciclo di export del secondo semestre diventa pi\u00f9 difficile da pianificare.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte delle assicurazioni marittime:<\/strong> monitorare i comunicati del Joint War Committee di Lloyd&#8217;s sulla classificazione delle zone di rischio. Un eventuale aggiornamento della lista delle aree &#8220;Listed Areas&#8221; per il Golfo Persico sarebbe il segnale pi\u00f9 concreto che la crisi sta diventando strutturale.<\/p>\n<h2>La Rotta Non \u00c8 Bloccata. Ma Il Conto Sta Arrivando<\/h2>\n<p>La nave cargo attaccata nello Stretto di Hormuz nella notte tra il 26 e il 27 giugno non \u00e8 un episodio isolato. \u00c8 l&#8217;ennesimo punto di una linea che si tratteggia da mesi, e che le imprese europee hanno fatto finta di non vedere perch\u00e9 il petrolio calava e i giornali parlavano di trattative.<\/p>\n<p>La vera dinamica di potere in gioco qui \u00e8 semplice da descrivere: l&#8217;Iran non ceder\u00e0 sui proxy regionali perch\u00e9 quei proxy sono la sua unica assicurazione contro il cambio di regime. Gli USA non vogliono una guerra totale perch\u00e9 hanno gi\u00e0 quello che cercano, un petrolio basso e un avversario indebolito. Hezbollah continuer\u00e0 a esistere perch\u00e9 nessuno ha n\u00e9 la forza n\u00e9 la volont\u00e0 di disarmarlo davvero. In questo triangolo di interessi non risolti, lo Stretto rester\u00e0 una variabile di rischio permanente per il commercio globale.<\/p>\n<p>Per chi guida un&#8217;azienda e legge queste righe di sabato mattina, la domanda non \u00e8 se questo scenario cambier\u00e0 nel breve termine. La domanda \u00e8 se la tua struttura contrattuale, logistica e assicurativa \u00e8 stata progettata per un mondo in cui Hormuz \u00e8 stabile, oppure per uno in cui non lo \u00e8 mai completamente.<\/p>\n<p>Un prezzo del petrolio che scende non compra la certezza operativa. Quella si costruisce prima, non quando la notizia \u00e8 gi\u00e0 sui giornali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: Lo Stretto, la Flotta e il Prezzo dell&#8217;Ambiguit\u00e0 Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio commerciato a livello mondiale e il 17% del gas naturale liquefatto globale. 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