{"id":829,"date":"2026-06-29T07:04:23","date_gmt":"2026-06-29T06:04:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-iran-usa-strategia-commerciale-per-pmi-europee"},"modified":"2026-06-29T07:30:04","modified_gmt":"2026-06-29T06:30:04","slug":"accordo-iran-usa-strategia-commerciale-per-pmi-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/accordo-iran-usa-strategia-commerciale-per-pmi-europee","title":{"rendered":"Accordo Iran USA: strategia commerciale per PMI europee"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: Un Memorandum Sotto Assedio<\/h2>\n<p>Il quadro che emerge dalle ultime 48 ore \u00e8 netto nei dati anche se confuso nella narrativa politica. I futures sul petrolio WTI hanno aperto la settimana in rialzo di circa 1,2% dopo la notizia della pausa concordata, segnale che i mercati avevano gi\u00e0 scontato uno scenario peggiore nei giorni precedenti. L&#8217;oro, barometro classico del rischio geopolitico, si \u00e8 mantenuto sopra i 3.200 dollari l&#8217;oncia, livello che non \u00e8 compatibile con una percezione di stabilit\u00e0 strutturale.<\/p>\n<p>Sul fronte militare, il Senatore Dave McCormick ha confermato in queste ore che l&#8217;operazione americana ha eliminato una parte sostanziale della capacit\u00e0 militare iraniana e che il blocco navale \u00e8 stato la leva che ha portato Teheran al tavolo dell&#8217;MOU. I tre obiettivi non negoziabili dichiarati da Washington restano: eliminazione del programma nucleare, cessione dell&#8217;uranio arricchito, Stretto di Hormuz completamente aperto. Nessuno dei tre \u00e8 ancora formalmente verificato.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sui contratti petroliferi a breve scadenza rimane elevata, segno che i trader non credono alla stabilit\u00e0 nel brevissimo termine. I premi assicurativi per le navi che transitano il Golfo Persico, secondo gli ultimi aggiornamenti dei broker specializzati, restano a livelli multipli rispetto alla media pre-crisi del 2024. Sul fronte BCE, Isabel Schnabel ha sollevato proprio questa settimana la questione del ritorno dell&#8217;inflazione in un intervento pubblico del 27 giugno che collega esplicitamente le tensioni energetiche globali al profilo inflattivo europeo: non una coincidenza temporale.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00c8 Casuale<\/h2>\n<p>Quarantasette anni: tanto \u00e8 passato dall&#8217;ultima volta che una presidenza americana ha condotto un&#8217;azione militare diretta contro l&#8217;infrastruttura nucleare e militare iraniana di questa portata. Non \u00e8 un&#8217;operazione tattica, \u00e8 un cambio di dottrina. Trump ha compiuto qualcosa che Carter, Reagan, Clinton, Bush, Obama e Biden avevano esplicitamente evitato: la confrontazione diretta con Teheran sul suo territorio.<\/p>\n<p>Il timing \u00e8 rilevante per gli imprenditori europei per due ragioni precise. Prima ragione: il negoziato si svolge mentre l&#8217;Iran \u00e8 strutturalmente indebolito, il che significa che qualsiasi accordo raggiunto ora ha probabilit\u00e0 di contenere concessioni reali da parte di Teheran, non solo dichiarazioni di intenti. Questo cambia la natura del rischio residuo rispetto agli accordi precedenti, costruiti quando l&#8217;Iran negoziava da una posizione di forza regionale. Seconda ragione: siamo in una finestra temporale stretta. L&#8217;MOU \u00e8 in fase di negoziazione attiva, con &#8220;scossoni&#8221; gi\u00e0 previsti da chi segue il dossier, come ha dichiarato esplicitamente McCormick. Le imprese che si posizionano ora, mentre l&#8217;accordo \u00e8 ancora in costruzione, avranno condizioni di accesso e relazioni commerciali strutturalmente diverse da quelle che entreranno a firma avvenuta e mercato gi\u00e0 affollato.<\/p>\n<p>La memoria storica serve qui: nel 2015, dopo il JCPOA, le imprese europee che si erano pre-posizionate nei mesi del negoziato hanno avuto 18 mesi di vantaggio competitivo sulle concorrenti americane, ancora bloccate dalle sanzioni secondarie. Quel vantaggio valeva contratti pluriennali. La struttura dell&#8217;opportunit\u00e0 oggi \u00e8 analoga, anche se il contesto militare \u00e8 pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Pausa, Non Svolta<\/h2>\n<p>I mercati stanno leggendo la pausa negli attacchi come segnale positivo, ma \u00e8 importante distinguere tra effetti spot e segnali strutturali. L&#8217;effetto spot \u00e8 il rialzo dei futures azionari americani e il lieve calo della domanda di asset rifugio nelle prime ore di luned\u00ec mattina. Il segnale strutturale \u00e8 molto diverso: il petrolio non \u00e8 tornato ai livelli pre-crisi, l&#8217;oro non ha ceduto significativamente, e i titoli delle compagnie di navigazione con esposizione al Golfo restano sotto pressione.<\/p>\n<p>Il dollaro si \u00e8 leggermente rafforzato sull&#8217;euro nel weekend, movimento coerente con un flight-to-safety parziale che non si \u00e8 ancora completamente allentato. La BCE, con la Survey sulle Aspettative dei Consumatori di maggio pubblicata venerd\u00ec scorso, ha registrato aspettative inflattive ancora ancorate sopra il target del 2%, elemento che riduce lo spazio di manovra di Francoforte in caso di nuovo shock energetico.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sul Brent a 30 giorni \u00e8 il dato da guardare con attenzione. Quando supera determinati livelli, i contratti di fornitura energetica a prezzo fisso diventano impossibili da negoziare e le imprese manifatturiere con costi energetici non coperti si trovano esposte in tempo reale. Questo non \u00e8 un rischio teorico: \u00e8 la situazione concreta di migliaia di PMI europee oggi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Il rischio principale non \u00e8 un nuovo blocco dello Stretto, almeno nell&#8217;ipotesi che la pausa regga, ma il premio assicurativo e il costo del credito documentario per operazioni con controparti nel Golfo. Le banche italiane e gli istituti di credito all&#8217;esportazione stanno gi\u00e0 applicando maggiorazioni sui prodotti assicurativi legati all&#8217;area MENA. Chi ha contratti aperti con buyer iraniani, emiratini o kuwaitiani deve verificare immediatamente le clausole di force majeure e i termini di delivery: alcuni contratti gi\u00e0 in esecuzione rischiano di diventare non conformi per cause indipendenti dall&#8217;operatore. SACE ha aggiornato i propri rating di rischio paese sull&#8217;Iran. Verificare lo status operativo prima di qualsiasi azione commerciale \u00e8 il primo passo non opzionale.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Se l&#8217;MOU raggiunge una forma stabile nei prossimi 60-90 giorni, il mercato iraniano torner\u00e0 accessibile progressivamente. Lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 un&#8217;apertura immediata e totale, ma un accesso graduale per settori prioritizzati: infrastrutture, energia, agroalimentare, medicale. Le imprese europee che avranno costruito relazioni commerciali indirette attraverso intermediari negli Emirati o in Turchia, dove le reti di distribuzione verso l&#8217;Iran sono gi\u00e0 attive, avranno un vantaggio strutturale sulle concorrenti che aspettano il semaforo verde definitivo. Il reshoring di alcune catene di fornitura energetica verso fonti alternative al Golfo \u00e8 un processo in corso indipendentemente dall&#8217;esito dell&#8217;MOU. Le imprese manifatturiere ad alta intensit\u00e0 energetica devono finalizzare questa diversificazione entro l&#8217;autunno, non aspettare.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Questa crisi sta ridisegnando la mappa del potere regionale in modo permanente. Un Iran post-accordo con capacit\u00e0 nucleare ridotta e bisogno di capitali per la ricostruzione \u00e8 un mercato di 90 milioni di persone con una classe media storicamente orientata ai prodotti europei. Ma la vera partita strategica \u00e8 diversa: le infrastrutture del Golfo Persico che escono da questa crisi saranno gestite da nuovi equilibri tra Arabia Saudita, Emirati Arabi e una presenza americana rafforzata. Chi costruisce relazioni commerciali in questa fase di transizione entra in un mercato che nei prossimi dieci anni sar\u00e0 il motore della crescita regionale. Chi aspetta entrer\u00e0 quando il premium di first-mover sar\u00e0 gi\u00e0 estratto.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifattura ad alta intensit\u00e0 energetica (ceramica, vetro, chimica, carta):<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 doppia. Da un lato il costo dell&#8217;energia, ancora volatile per le oscillazioni del petrolio e del gas con origine Middle Eastern. Dall&#8217;altro, le catene di fornitura di materie prime che transitano via Golfo. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nel posizionamento come fornitori di impianti di efficienza energetica per la modernizzazione industriale iraniana: un mercato che avr\u00e0 bisogno di aggiornare infrastrutture produttive obsolete se l&#8217;accordo si consolida.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food processing:<\/strong> L&#8217;Iran importa significative quantit\u00e0 di prodotti alimentari trasformati e tecnologie per il food processing. Le sanzioni hanno creato un gap di modernizzazione nelle filiere locali che un&#8217;apertura progressiva renderebbe immediatamente indirizzabile. Le PMI italiane del settore, spesso gi\u00e0 presenti negli Emirati come hub di distribuzione regionale, hanno la rete distributiva gi\u00e0 attiva. La sfida non \u00e8 commerciale, \u00e8 di compliance: il labirinto normativo delle sanzioni residue richiede assistenza legale specializzata prima di qualsiasi azione.<\/p>\n<p><strong>Difesa, dual-use e tecnologia industriale:<\/strong> Questo \u00e8 il settore con l&#8217;esposizione meno evidente ma pi\u00f9 strutturale. Il Defense and Innovation Summit annunciato per Pennsylvania, con la presenza di Trump e dei principali CEO della difesa americana, \u00e8 il segnale che Washington sta riorganizzando la propria base industriale militare attorno a AI, droni e autonomia. Questo ha due implicazioni per le imprese europee: prima, le tecnologie dual-use italiane, dalla meccanica di precisione ai sistemi di visione artificiale, entrano in un radar di interesse americano che pu\u00f2 tradursi in partnership industriali. Seconda, le nuove restrizioni all&#8217;export di tecnologia verso l&#8217;Iran che emergeranno dall&#8217;MOU riguarderanno anche le catene di fornitura europee, non solo americane.<\/p>\n<p><strong>Logistica e shipping:<\/strong> I vettori che operano nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso stanno ancora assorbendo i costi del rerouting attorno al Capo di Buona Speranza, una rotta alternativa che aggiunge giorni e costi significativi ai trasporti Asia-Europa. La normalizzazione dello Stretto, anche parziale, cambierebbe i calcoli di rerouting. Le imprese italiane che importano dall&#8217;Asia e che hanno rinegoziato i contratti logistici su questa base devono gi\u00e0 ora costruire clausole di revisione per non restare bloccate su costi alti quando la rotta diretta torna disponibile.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Il Prossimo Scossone<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio:<\/strong> Frammentazione interna iraniana. McCormick ha esplicitamente citato l&#8217;esistenza di &#8220;molteplici gruppi&#8221; in Iran con linee di comunicazione non unificate. Questo significa che la pausa concordata tra i vertici pu\u00f2 essere violata da attori militari o para-militari che non ricevono, o non accettano, gli ordini di cessare gli attacchi. Un singolo incidente nello Stretto, anche non pianificato al livello politico, pu\u00f2 far collassare l&#8217;MOU in poche ore. Per le imprese: monitorare i canali di intelligence commerciale sui movimenti navali nel Golfo vale pi\u00f9 di qualsiasi dichiarazione diplomatica.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio:<\/strong> Disallineamento Europa-USA sulla gestione del post-accordo. Washington vuole un Iran denuclearizzato e aperto al commercio americano, ma controllato. L&#8217;Europa vuole accesso commerciale senza intoppi. Questi obiettivi non sono automaticamente compatibili, e le sanzioni secondarie americane, che colpiscono chi fa affari con entit\u00e0 iraniane inserite nelle liste nere, possono restare attive anche in presenza di un MOU formalmente firmato. Le imprese europee che si muovono troppo in fretta rischiano di entrare in una zona grigia legale con costi di compliance enormi.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio:<\/strong> Shock energetico secondario da Arabia Saudita. Un Iran indebolito riduce il contrappeso alla dominanza saudita nella gestione dei prezzi petroliferi. Se Riad decidesse di usare questa finestra per estrarre una rendita aggiuntiva sul prezzo del greggio, attraverso tagli produttivi OPEC+, le imprese europee ad alta intensit\u00e0 energetica si troverebbero in una situazione peggiore dell&#8217;instabilit\u00e0 attuale, con prezzi alti strutturali invece di volatilit\u00e0 gestibile con hedging.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Le Risposte che Servono<\/h2>\n<p><strong>Cosa significa il Memorandum d&#8217;Intesa USA-Iran per il mio business?<\/strong><br \/>Il Memorandum non \u00e8 un accordo finale, ma una pausa negoziata in tempo reale. Per il tuo business significa: volatilit\u00e0 permanente fino a firma definitiva, costi assicurativi e di credito documentario aumentati, ma anche una finestra temporale di 60-90 giorni per pre-posizionarsi nei mercati che riapriranno. Chi aspetta &#8220;la stabilit\u00e0&#8221; arriver\u00e0 terzo.<\/p>\n<p><strong>Le sanzioni all&#8217;Iran rimangono attive anche dopo l&#8217;accordo?<\/strong><br \/>Molto probabilmente s\u00ec, almeno le sanzioni secondarie americane. Questo significa che le imprese europee che fanno affari con entit\u00e0 iraniane rischiano sanzioni USA anche se rispettano le norme UE. La compliance legale specializzata \u00e8 obbligatoria prima di qualsiasi operazione.<\/p>\n<p><strong>Quando sar\u00e0 possibile riprendere il commercio regolare con l&#8217;Iran?<\/strong><br \/>Se l&#8217;MOU si consolida entro agosto-settembre, il commercio regolare dovrebbe tornare disponibile in forma graduale per settori prioritari (infrastrutture, energia, agroalimentare) a partire dal quarto trimestre 2026. I mercati pienamente aperti potrebbero richiedere 18-24 mesi.<\/p>\n<p><strong>Il mio settore (manifattura, agroalimentare, logistica) come \u00e8 esposto?<\/strong><br \/>La manifattura ad alta intensit\u00e0 energetica soffre dell&#8217;inflazione energetica. L&#8217;agroalimentare ha un mercato d&#8217;importazione potenziale di 90 milioni di persone. La logistica \u00e8 esposta ai costi di rerouting prolungato. Per ognuno, l&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nella diversificazione e nel pre-posizionamento commerciale.<\/p>\n<p><strong>Come devo monitorare il rischio nei prossimi mesi?<\/strong><br \/>Segui quattro indicatori: volatilit\u00e0 implicita sul Brent a 30 giorni (soglia critica: >35), premi assicurativi per il transito del Golfo, comunicazioni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane separate da quelle del governo, aggiornamenti SACE sui rating di rischio paese Iran.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il vantaggio competitivo di muoversi ora rispetto ad aspettare?<\/strong><br \/>Nel 2015, le imprese che si pre-posizionarono durante i negoziati ebbero 18 mesi di vantaggio su concorrenti che aspettarono. Oggi la finestra \u00e8 ancora pi\u00f9 stretta: 60-90 giorni. Chi costruisce relazioni e strutture legali ora entrer\u00e0 con premium di first-mover quando il mercato si aprir\u00e0.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa vicenda non \u00e8 la complessit\u00e0 militare o diplomatica, che pure \u00e8 straordinaria. \u00c8 la velocit\u00e0 con cui le imprese europee, e italiane in particolare, tendono a trasformare l&#8217;incertezza geopolitica in paralisi operativa. L&#8217;atteggiamento che sento pi\u00f9 spesso in questi giorni \u00e8 &#8220;aspettiamo che si stabilizzi&#8221;. Questa frase, pronunciata in buona fede, \u00e8 il meccanismo con cui si perde sistematicamente il vantaggio competitivo nei mercati in transizione.<\/p>\n<p>La vera partita qui non \u00e8 l&#8217;MOU. L&#8217;MOU \u00e8 il veicolo. La partita reale \u00e8 chi costruisce, nei prossimi 90 giorni, le relazioni, le strutture legali e i canali commerciali che permetteranno di operare nel mercato iraniano quando l&#8217;accesso torner\u00e0 disponibile. Quelle strutture non si costruiscono in una settimana. Si costruiscono adesso, con cautela e con la compliance che serve, ma si costruiscono.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, come quasi sempre in queste situazioni, sta guardando. Non perch\u00e9 non abbia gli strumenti, ma perch\u00e9 non ha la struttura istituzionale per muoversi con la velocit\u00e0 che la geopolitica richiede. Le imprese americane hanno gi\u00e0 avvocati specializzati in sanzioni iraniane che lavorano h24 per capire cosa sar\u00e0 permesso e cosa no nel post-accordo. Le imprese emiratine stanno gi\u00e0 riattivando canali che non avevano mai completamente chiuso. Le PMI italiane, quelle pi\u00f9 strutturate, hanno una finestra di 60-90 giorni per non arrivare terze.<\/p>\n<p>La lezione operativa che ho imparato seguendo queste dinamiche da anni \u00e8 semplice: nei mercati che riaprono dopo una crisi, il vantaggio non va a chi \u00e8 pi\u00f9 grande, va a chi \u00e8 arrivato prima. E &#8220;arrivare prima&#8221; significa aver iniziato il lavoro di preparazione prima che il semaforo fosse verde.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte iraniano:<\/strong> Dichiarazioni delle Guardie Rivoluzionarie rispetto all&#8217;MOU, separatamente da quelle del governo Pezeshkian. Sono i due attori che possono divergere. Qualsiasi incidente navale nel Golfo nelle prossime due settimane.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte americano:<\/strong> Il testo formale delle condizioni dell&#8217;MOU, che non \u00e8 ancora pubblico nella sua interezza. Le clausole sulle sanzioni secondarie residue sono il punto che determina cosa \u00e8 operativamente possibile per le imprese europee.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> Volatilit\u00e0 implicita sul Brent a 30 giorni (soglia da tenere: sotto 25 segnala normalizzazione, sopra 35 segnala tensione persistente), premi assicurativi per il transito del Golfo, spread sui corporate bond delle compagnie di shipping europee.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte regolatorio europeo:<\/strong> Aggiornamento SACE sui rating Iran, eventuali comunicazioni della Commissione Europea su esenzioni o modifiche alle sanzioni coordinate con Washington. La BCE rimane in ascolto sul profilo inflattivo energetico: un secondo shock petrolifero cambierebbe la traiettoria dei tassi.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della difesa e tecnologia dual-use:<\/strong> Il Defense and Innovation Summit di Pennsylvania, previsto nelle prossime settimane con la presenza di Trump e dei principali CEO del settore, dar\u00e0 indicazioni sulla nuova dottrina americana per le esportazioni di tecnologia avanzata. Le imprese italiane con componenti dual-use nelle loro linee di prodotto devono monitorare gli output di questo evento.<\/p>\n<hr>\n<h2>Lo Stretto Non Chiude, Si Trasforma<\/h2>\n<p>La scena di questo weekend nel Golfo Persico non si chiuder\u00e0 con una firma su un documento. Si chiuder\u00e0 quando i calcoli di convenienza dei diversi gruppi di potere a Teheran convergeranno abbastanza da rendere l&#8217;accordo pi\u00f9 redditizio della guerra. Quel momento pu\u00f2 arrivare tra trenta giorni o non arrivare affatto, e nessuna dichiarazione diplomatica pu\u00f2 anticiparlo con certezza.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 cambiato strutturalmente, e questa volta in modo difficilmente reversibile, \u00e8 la posizione relativa dell&#8217;Iran nel sistema regionale. Un paese con capacit\u00e0 militare ridotta, bisogno di capitali per la ricostruzione e una popolazione che non ha mai smesso di guardare all&#8217;Europa come modello di consumo \u00e8 un interlocutore commerciale con cui si pu\u00f2 lavorare. La domanda non \u00e8 se l&#8217;Iran si aprir\u00e0. La domanda \u00e8 chi sar\u00e0 gi\u00e0 dentro quando accadr\u00e0.<\/p>\n<p>Lo Stretto di Hormuz non \u00e8 mai stato solo un passaggio geografico: \u00e8 sempre stato il termometro del costo di fare business tra Oriente e Occidente. Chi legge quel termometro in tempo reale non aspetta che la febbre scenda per chiamare il medico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: Un Memorandum Sotto Assedio Il quadro che emerge dalle ultime 48 ore \u00e8 netto nei dati anche se confuso nella narrativa politica. 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