{"id":853,"date":"2026-07-03T07:04:16","date_gmt":"2026-07-03T06:04:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/economia-russa-effetti-sui-mercati-europei-e-strategie"},"modified":"2026-07-03T07:04:16","modified_gmt":"2026-07-03T06:04:16","slug":"economia-russa-effetti-sui-mercati-europei-e-strategie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/economia-russa-effetti-sui-mercati-europei-e-strategie","title":{"rendered":"Economia russa: effetti sui mercati europei e strategie"},"content":{"rendered":"<p>Mosca, 3 luglio 2026. Le code ai distributori di benzina si allungano nelle periferie russe mentre il capo della pi\u00f9 grande banca del paese dichiara pubblicamente, davanti agli azionisti, che &#8220;tutti aspettano la fine dell&#8217;operazione militare.&#8221; Non \u00e8 dissidenza. \u00c8 contabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La Russia non sta perdendo la guerra sul campo. La sta perdendo nei bilanci, nei magazzini e nelle stazioni di servizio. Quella distinzione cambia tutto per chi fa business nelle regioni limitrofe.<\/strong><\/p>\n<p>Per un imprenditore europeo che opera in Europa orientale, nei mercati del Caucaso, nell&#8217;Asia centrale o lungo le rotte commerciali che attraversano l&#8217;ex spazio sovietico, la domanda non \u00e8 se Putin ceder\u00e0, ma cosa succede ai mercati circostanti nei mesi in cui l&#8217;economia russa accelera il suo deterioramento senza collassare del tutto. Quello spazio intermedio, n\u00e9 guerra n\u00e9 pace, n\u00e9 prosperit\u00e0 n\u00e9 default, \u00e8 esattamente il tipo di territorio che distrugge i piani a lungo termine e premia chi ha costruito flessibilit\u00e0 operativa.<\/p>\n<h2>Il Fatto in Numeri: L&#8217;Economia di Guerra Russa Tocca i Suoi Limiti Strutturali<\/h2>\n<p>I dati di maggio 2026 confermano una contrazione economica russa che prosegue nonostante il parziale vantaggio derivante dall&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime legato alle tensioni nel Medio Oriente. Il paradosso \u00e8 rilevante: la Russia avrebbe dovuto beneficiare del contesto geopolitico attuale, e invece contrae.<\/p>\n<p>L&#8217;inflazione russa \u00e8 la seconda pi\u00f9 alta del G20 dopo la Turchia. Questo risultato emerge dopo tre anni consecutivi di tassi di interesse elevati e politica monetaria restrittiva. La banca centrale ha esaurito lo spazio convenzionale senza domare i prezzi. Il deficit di bilancio si \u00e8 trasformato in una crisi aperta, con le entrate energetiche sotto pressione per effetto degli attacchi ucraini alle raffinerie e delle sanzioni sui circuiti di pagamento internazionale.<\/p>\n<p>Il fronte del reclutamento racconta la stessa storia da una prospettiva diversa: i volontari disposti a combattere in cambio di stipendi molte volte superiori al salario mediano regionale si stanno esaurendo. Il mercato del lavoro russo \u00e8 teso al punto che una nuova mobilitazione di massa provocherebbe un contraccolpo economico immediato, sottraendo forza lavoro a settori gi\u00e0 in difficolt\u00e0. \u00c8 un vicolo cieco che i tecnici del Cremlino conoscono bene e che il numero uno della banca pi\u00f9 grande del paese ha scelto di enunciare pubblicamente, davanti ai suoi azionisti, il 1\u00b0 luglio 2026. Non \u00e8 un segnale trascurabile.<\/p>\n<p>Le code alla benzina nelle citt\u00e0 russe evocano immagini che non si vedevano dalla fine degli anni Ottanta. Il dato in s\u00e9 \u00e8 simbolico, ma i simboli in Russia hanno un peso specifico nella memoria collettiva che non ha equivalenti nell&#8217;Europa occidentale.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Momento in cui l&#8217;Esaurimento Diventa Visibile<\/h2>\n<p>Per quasi due anni il conflitto ha seguito una logica in cui la resilienza economica russa, pur sotto pressione, non produceva segnali pubblici di frattura. Le \u00e9lite tacevano. I manager bancari parlavano in codice. I ministri difendevano la narrativa ufficiale. Quello schema si \u00e8 incrinato nelle ultime settimane.<\/p>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. Il ciclo di alto inflazione prolungata in Russia ha compresso il potere d&#8217;acquisto delle famiglie in modo ormai visibile nella quotidianit\u00e0, non solo nelle statistiche. La stagione estiva, con la domanda di carburante per i trasporti e le dacce, ha portato in superficie una carenza di benzina che le autorit\u00e0 non riescono a nascondere. Nel frattempo, gli attacchi ucraini ai nodi energetici russi hanno ridotto la capacit\u00e0 di raffinazione in modo abbastanza significativo da influenzare la distribuzione interna.<\/p>\n<p>Il tutto converge con un momento in cui la narrativa del &#8220;noi stiamo vincendo&#8221; si scontra con l&#8217;evidenza materiale della vita quotidiana. Il capo della Sberbank che parla di fine delle operazioni agli azionisti non \u00e8 un dissidente, \u00e8 un segnale che le \u00e9lite economiche stanno facendo i propri calcoli e li stanno comunicando, ancora in forma velata, ma in contesti che lasciano tracce pubbliche.<\/p>\n<p>Per chi monitora i mercati da fuori, questo \u00e8 il momento in cui i rischi latenti diventano prezzabili.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Cosa Gi\u00e0 si Muove<\/h2>\n<p>Il petrolio rimane il canale pi\u00f9 diretto attraverso cui la situazione russa tocca le imprese europee. Le quotazioni Brent hanno gi\u00e0 riflettuto la combinazione di tensioni nel Golfo e incertezza sulle forniture russe, con una volatilit\u00e0 implicita che si mantiene elevata rispetto ai livelli pre-conflitto. Il differenziale tra petrolio russo Urals e il Brent, che aveva in parte recuperato dopo le sanzioni iniziali, sta tornando ad allargarsi, segnale che la domanda per il greggio russo si restringe ulteriormente.<\/p>\n<p>Le valute dei paesi limitrofi alla Russia mostrano pressioni asimmetriche. Il rublo continua a dipendere da meccanismi di controllo amministrativo che possono reggere finch\u00e9 tengono le esportazioni energetiche, ma sono strutturalmente fragili. Le valute di paesi come la Georgia, l&#8217;Armenia e il Kazakhstan, che hanno funzionato da valvola di sfogo per capitali e merci russe, potrebbero essere esposte a correzioni se la struttura dei flussi cambia rapidamente.<\/p>\n<p>I premi assicurativi per le operazioni commerciali nelle regioni adiacenti alla Russia sono saliti in modo progressivo e non hanno ancora trovato un livello stabile. Chi ha contratti in essere con controparti in questi mercati sta gi\u00e0 pagando di pi\u00f9 per la copertura, anche senza che il rischio si sia materializzato in eventi concreti.<\/p>\n<p>Sul fronte azionario europeo, i settori con esposizione energetica e quelli con supply chain che transitano per l&#8217;area ex sovietica hanno mostrato nelle ultime settimane una correlazione pi\u00f9 stretta con gli sviluppi del conflitto rispetto ai sei mesi precedenti: il mercato sta ricominciando a prezzare il rischio russo come variabile attiva, non come dato acquisito.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> La priorit\u00e0 \u00e8 la revisione dei contratti che hanno esposizione diretta o indiretta alla Russia, alla Bielorussia e ai mercati-cuscinetto come Georgia, Armenia, Kazakhstan e Azerbaijan. &#8220;Indiretta&#8221; significa pi\u00f9 di quanto sembri: un distributore turco che rivendeva in Russia, una materia prima che transitava per il porto di Novorossiysk, un componente fornito da una filiera con origine nell&#8217;area ex-CSI. Il rischio non \u00e8 il collasso immediato ma l&#8217;accelerazione di interruzioni che erano gi\u00e0 latenti. Chi ha clausole di forza maggiore nei contratti deve verificare con i propri legali se le condizioni attuali le attivano o si avvicinano alla soglia.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 un crollo russo improvviso ma un deterioramento lento con momenti di crisi acuta. In questo contesto, i mercati che hanno beneficiato del rerouting di merci e capitali russi, quelli turchi, georgiani, uzbeki, kazaki, subiranno riposizionamenti significativi. Per le imprese italiane gi\u00e0 presenti in questi mercati, il rischio \u00e8 che i partner locali si trovino a gestire una transizione che non avevano previsto. Per quelle che stavano valutando un ingresso, il momento attuale richiede due scenari paralleli: uno in cui la situazione si stabilizza e uno in cui accelera il deterioramento, con piani operativi diversi per ciascuno.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Se l&#8217;economia russa continua il suo percorso attuale, il precedente strategico \u00e8 la ridefinizione permanente delle catene di approvvigionamento nell&#8217;arco che va dall&#8217;Europa orientale all&#8217;Asia centrale. Questo non \u00e8 un aggiustamento temporaneo: \u00e8 un ridisegno strutturale delle rotte commerciali che era gi\u00e0 in corso dopo il 2022 e che potrebbe accelerare. Le imprese italiane che producono beni strumentali, agroalimentare di qualit\u00e0, tecnologia per l&#8217;edilizia e materiali da costruzione troveranno in questi mercati una domanda crescente, ma solo se avranno costruito in anticipo la presenza necessaria per intercettarla.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Energia e materie prime industriali<\/strong><br \/>L&#8217;esposizione ovvia \u00e8 il prezzo del gas e del petrolio, ma quella meno evidente riguarda i metalli non ferrosi. La Russia \u00e8 un fornitore primario di palladio, nichel e alluminio per l&#8217;industria europea. Le imprese che producono componenti elettronici, automobilistici o aeronautici con questi materiali hanno gi\u00e0 sostituito in parte i fornitori russi dopo il 2022, ma non completamente. Un&#8217;ulteriore interruzione o un riorientamento forzato delle esportazioni russe crea sia rischi di approvvigionamento che opportunit\u00e0 per chi ha gi\u00e0 diversificato i propri fornitori verso Australia, Canada o Sud America e pu\u00f2 diventare fornitore alternativo per chi non lo ha fatto.<\/p>\n<p><strong>Macchinari e beni strumentali<\/strong><br \/>Qui si apre una dinamica che molti ignorano. La Russia prima del 2022 era un mercato rilevante per la meccanica strumentale italiana. Quel mercato \u00e8 chiuso. Ma i mercati che hanno cercato di compensare la perdita di know-how tecnologico russo, come il Kazakhstan e l&#8217;Uzbekistan, stanno costruendo capacit\u00e0 produttiva propria e cercano partner europei per farlo. La domanda di macchinari italiani per il tessile, l&#8217;agroalimentare e l&#8217;edilizia in questi paesi \u00e8 reale e documentata, ma richiede una presenza commerciale che non si costruisce in tre mesi.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e logistica<\/strong><br \/>Le code alla benzina in Russia segnalano qualcosa di preciso: un sistema logistico interno sotto stress. Le catene di distribuzione alimentare russe, che gi\u00e0 dipendono in misura crescente da importazioni parallele attraverso paesi terzi, diventano pi\u00f9 vulnerabili. Per le imprese italiane dell&#8217;agroalimentare, questo non \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 diretta verso la Russia, bloccata dalle sanzioni, ma verso i mercati intermedi che riforniscono la Russia e che stanno espandendo la propria infrastruttura commerciale. La Turchia, il Kazakhstan e gli Emirati Arabi Uniti sono i tre nodi principali di questo rerouting.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Variabili che Possono Cambiare Tutto<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Mobilitazione accelerata.<\/strong> Se Putin decide di procedere con una nuova ondata di mobilitazione di massa nonostante i costi economici, il mercato del lavoro russo andr\u00e0 sotto ulteriore pressione, l&#8217;inflazione interna accelerer\u00e0 e le catene di approvvigionamento nell&#8217;area ex-CSI subranno uno shock. Il segnale da osservare \u00e8 l&#8217;annuncio ufficiale di nuove quote di reclutamento, che nell&#8217;ambiente mediatico russo controllato arriver\u00e0 probabilmente con poco preavviso pubblico ma con segnali anticipatori nei canali Telegram e nelle comunicazioni delle regioni.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Contagio finanziario nei mercati cuscinetto.<\/strong> Georgia, Armenia e Kazakhstan hanno assorbito capitali e know-how russi in fuga dopo il 2022, costruendo una crescita economica parzialmente artificiale. Se l&#8217;economia russa deteriora abbastanza rapidamente da invertire questi flussi, o da ridurre la domanda russa di beni da questi paesi, le valute e i sistemi bancari locali potrebbero subire tensioni significative in tempi brevi. Le imprese italiane con crediti o investimenti in questi mercati devono monitorare la posizione in valuta locale.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Escalation energetica asimmetrica.<\/strong> Gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, incluse le raffinerie, hanno gi\u00e0 ridotto la capacit\u00e0 di esportazione russa in alcuni periodi. Una risposta russa che coinvolgesse infrastrutture energetiche critiche in paesi terzi, o che alterasse il transito di forniture verso l&#8217;Europa attraverso rotte ancora operative, potrebbe produrre spike di prezzo improvvisi e imprevedibili. Il mercato non sta prezzando adeguatamente questo scenario perch\u00e9 lo considera improbabile, non perch\u00e9 lo escluda.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce nella situazione russa attuale non \u00e8 la fragilit\u00e0 del regime, che esiste ed \u00e8 reale, ma la velocit\u00e0 con cui le \u00e9lite economiche stanno cominciando a fare i propri calcoli in modo separato da quelli del Cremlino. Il numero uno della Sberbank che parla di &#8220;attesa della fine delle operazioni&#8221; davanti agli azionisti non sta facendo dissidenza politica: sta comunicando un&#8217;analisi del rischio. Sta dicendo ai propri investitori che l&#8217;orizzonte temporale del conflitto \u00e8 diventato una variabile nel bilancio della banca, non uno sfondo immobile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la vera novit\u00e0 degli ultimi mesi. Non la situazione sul campo, che \u00e8 di stallo da tempo. Non l&#8217;inflazione, che dura da tre anni. Ma il fatto che chi gestisce il capitale russo stia cominciando a incorporare uno scenario di fine del conflitto nei propri modelli, e lo stia dicendo ad alta voce in contesti semi-pubblici.<\/p>\n<p>Per me, questo cambia la logica del rischio per le imprese europee. Finch\u00e9 le \u00e9lite economiche russe erano allineate con la narrativa ufficiale, il conflitto aveva una durata indefinita e i mercati circostanti si adattavano di conseguenza. Quando quelle stesse \u00e9lite cominciano a ragionare con categorie di &#8220;quanto ancora reggiamo&#8221;, si apre un periodo di massima incertezza, non di stabilizzazione. Perch\u00e9 tra il momento in cui le \u00e9lite cambiano calcolo e il momento in cui il sistema si adegua, c&#8217;\u00e8 una finestra in cui tutto pu\u00f2 succedere: escalation militare disperata, crisi valutaria improvvisa, movimenti di capitale disordinati, cambi di alleanza tra stati dell&#8217;area.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa in questo quadro continua a mancare di una strategia commerciale coordinata per i mercati post-conflitto. Ogni paese membro si muove per proprio conto: la Germania ragiona sui costi dell&#8217;energia, la Polonia sulla sicurezza, l&#8217;Italia sulle opportunit\u00e0 commerciali nei Balcani e nel Caucaso. Non esiste un piano europeo per intercettare la ricostruzione economica dell&#8217;area quando il conflitto si fermer\u00e0, qualunque forma prenda quella fine. Questo non significa che le imprese italiane debbano aspettare Bruxelles. Significa che chi si muove oggi, costruendo relazioni commerciali in Kazakhstan, in Uzbekistan, in Azerbaijan, in Georgia, arriver\u00e0 con sei mesi o un anno di vantaggio rispetto a chi aspetter\u00e0 un segnale politico europeo che non arriver\u00e0 in forma coerente.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 questa: non stai monitorando la Russia. Stai monitorando i mercati che dipendono dalla Russia, e la velocit\u00e0 con cui si stanno attrezzando per dipenderne di meno.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti sulla Situazione Economica Russa<\/h2>\n<p><strong>D: Come fa l&#8217;economia russa a reggere con inflazione cos\u00ec alta e tassi cos\u00ec elevati?<\/strong><br \/>R: Attraverso tre meccanismi: controllo amministrativo dei prezzi per i settori strategici, limitazione della convertibilit\u00e0 del rublo in valuta estera, e una domanda interna compressa che gi\u00e0 da tre anni sta migrando verso i beni essenziali e lontana dai consumi discrezionali. Il modello regge finch\u00e9 rimangono entrate energetiche sufficienti per finanziare il deficit di bilancio. Quando quelle cominciano a scarseggiare, il sistema si trova in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>D: Le code alla benzina significano davvero che la raffinazione russa \u00e8 in crisi?<\/strong><br \/>R: Non completamente crollata, ma sotto stress significativo. Gli attacchi ucraini hanno colpito raffinerie specifiche riducendo la capacit\u00e0 di trasformazione del greggio in prodotti finali. La logistica interna non riesce a ridistribuire efficientemente i carburanti verso le aree di deficit. \u00c8 meno una crisi di disponibilit\u00e0 totale e pi\u00f9 un&#8217;inefficienza di distribuzione amplificata dai controlli amministrativi sugli spostamenti di merci.<\/p>\n<p><strong>D: Qual \u00e8 il legame tra l&#8217;economia russa che deteriora e le opportunit\u00e0 in Kazakhstan o Georgia?<\/strong><br \/>R: Quando la Russia contrae, i partner commerciali della Russia riorientano i propri investimenti e i propri sforzi di diversificazione verso altri partner. Kazakhstan, Georgia e Uzbekistan stanno costruendo infrastrutture commerciali e logistiche precise con Europa, Turchia e Asia per non dipendere pi\u00f9 da Mosca. Le imprese europee che arrivano oggi in questi mercati intercettano questa riallocazione di risorse mentre avviene.<\/p>\n<p><strong>D: Le sanzioni continueranno anche quando il conflitto terminer\u00e0?<\/strong><br \/>R: Probabilmente s\u00ec, ma in forma diversa e con una struttura meno universale. Quello che cambier\u00e0 \u00e8 la loro intensit\u00e0 e il grado di adesione internazionale. Nel frattempo, i paesi limitrofi stanno costruendo catene di approvvigionamento alternativeutili indipendentemente dalla forma finale che prenderanno le sanzioni.<\/p>\n<p><strong>D: Cosa dovrebbe fare una PMI italiana con esposizione in questi mercati adesso?<\/strong><br \/>R: Tre cose immediate: 1) verificare la struttura dei propri contratti e le clausole di protezione dal rischio valutario e geopolitico, 2) mettere in contatto i propri sistemi di assicurazione e gestione del rischio (SACE, SIMEST) con le nuove esigenze, 3) iniziare a raccogliere intelligence sui partner locali nei mercati di rerouting (Turchia, Kazakhstan, Georgia) per una possibile espansione non appena le condizioni lo permetteranno.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte russo:<\/strong> annunci di nuove quote di mobilitazione nelle comunicazioni regionali, dichiarazioni pubbliche di altri dirigenti bancari o industriali sulle prospettive del conflitto, dati ufficiali sull&#8217;inflazione di giugno 2026 attesi nelle prossime due settimane, movimenti nei prezzi del carburante interno che segnalano carenze di raffinazione.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> quotazioni Urals vs Brent come indicatore della domanda effettiva per il petrolio russo, valute di Georgia e Kazakhstan come proxy dei flussi finanziari nell&#8217;area, premi assicurativi war-risk per le rotte che attraversano il Mar Nero, volatilit\u00e0 implicita sui future energetici europei come segnale anticipatore di tensioni sulle forniture.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte diplomatico e multilaterale:<\/strong> contatti tra delegazioni USA e russe attraverso canali terzi, particolarmente attraverso la Turchia, dichiarazioni dei governi kazako e uzbeko sulle relazioni commerciali con Mosca, posizioni europee su eventuali negoziati, che al momento rimangono frammentate e senza coordinamento reale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte operativo per le PMI:<\/strong> comunicazioni di SACE e SIMEST su eventuali aggiornamenti alla copertura assicurativa per i mercati dell&#8217;area ex-CSI, segnali dei principali operatori logistici europei sui tempi e costi delle rotte alternative ai corridoi russi, bandi europei per la cooperazione commerciale con i paesi del Partenariato Orientale, che stanno aumentando in frequenza e dotazione.<\/p>\n<h2>L&#8217;Inverno dei Conti<\/h2>\n<p>Le code alla benzina nelle periferie russe riportano alla mente le immagini della fine di un&#8217;altra era. Chi conosce quella storia sa che tra le prime file ai distributori e un cambiamento di sistema ci sono anni, non settimane, e che la strada \u00e8 piena di momenti in cui il sistema sembra collassare ma poi regge ancora un giro. Il punto non \u00e8 prevedere il giorno del crollo, un esercizio che ha deluso analisti molto pi\u00f9 attrezzati di chiunque di noi.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che l&#8217;economia russa sta consumando le sue riserve di tempo. Le \u00e9lite economiche lo sanno, i mercati lo stanno incorporando lentamente, e i paesi limitrofi si stanno riposizionando in anticipo. In questo scenario, aspettare un segnale chiaro prima di muoversi \u00e8 la strategia che ti lascia sempre in ritardo di un passaggio.<\/p>\n<p>Il conflitto russo-ucraino non \u00e8 uno sfondo, \u00e8 una forza di riallocazione permanente dei flussi commerciali nell&#8217;arco est-europeo: la domanda rilevante non \u00e8 quando finir\u00e0, ma in quale posizione si trover\u00e0 la tua azienda quando i mercati circostanti avranno gi\u00e0 scelto i loro partner.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mosca, 3 luglio 2026. Le code ai distributori di benzina si allungano nelle periferie russe mentre il capo della pi\u00f9 grande banca del paese dichiara pubblicamente, davanti agli azionisti, che &#8220;tutti aspettano la fine dell&#8217;operazione militare.&#8221; Non \u00e8 dissidenza. \u00c8 contabilit\u00e0. La Russia non sta perdendo la guerra sul campo. 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