{"id":855,"date":"2026-07-03T11:47:34","date_gmt":"2026-07-03T10:47:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/relazione-transatlantica-strategie-per-pmi-italiane"},"modified":"2026-07-03T12:00:03","modified_gmt":"2026-07-03T11:00:03","slug":"relazione-transatlantica-strategie-per-pmi-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/relazione-transatlantica-strategie-per-pmi-italiane","title":{"rendered":"Relazione Transatlantica: strategie per PMI italiane"},"content":{"rendered":"<p>Bruxelles, 3 luglio 2026. Nel parco del Cinquantenario, ancora cosparso di briciole di ciambelle e lattine di Budweiser, tremila metri quadrati di prato pubblico vengono riconsegnati ai cittadini dopo una notte da diecimila invitati, drone show e T-bone steaks pagati da Meta e Microsoft. L&#8217;ambasciatore Bill White, dal palco, ha detto semplicemente: &#8220;Lo abbiamo fatto in grande perch\u00e9 siamo l&#8217;America.&#8221; Nessuno ha fatto finta di non capire.<\/p>\n<p><em>La vera domanda non era se festeggiare il 250\u00b0 anniversario americano, ma perch\u00e9 la presidente della Commissione europea non era l\u00ec. E perch\u00e9 chiunque abbia declinato l&#8217;invito lo ha fatto sapere pubblicamente.<\/em><\/p>\n<p>Dietro la scenografia del prato, c&#8217;\u00e8 la mappa reale della relazione transatlantica nel 2026: un&#8217;alleanza che regge sul piano dei numeri economici, traballa sul piano della fiducia politica, e lascia le imprese europee in un&#8217;area grigia dove nessun ministro ti aiuta a navigare. Le PMI italiane che esportano verso gli Stati Uniti, o che hanno fornitori americani, stanno osservando questa dinamica come se fosse un problema altrui. Non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Il punto che emerge dalla settimana di Bruxelles, tra il garden party e il vertice NATO in programma ad Ankara, \u00e8 uno solo: l&#8217;Europa sta vivendo il suo momento di massima pressione strategica dal dopoguerra, e lo sta attraversando senza una strategia commerciale coordinata. Per gli imprenditori che leggono questa assenza come una notizia astratta, esiste un costo concreto, misurabile, gi\u00e0 visibile nelle condizioni di accesso al mercato americano.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: la relazione transatlantica sotto pressione quantificata<\/h2>\n<p>La relazione economica tra Unione Europea e Stati Uniti resta la pi\u00f9 grande del pianeta per volumi di scambio, con un interscambio commerciale che supera i 1.500 miliardi di dollari annui e investimenti diretti incrociati nell&#8217;ordine dei 4.000 miliardi. Questi numeri non raccontano per\u00f2 la direzione del cambiamento.<\/p>\n<p>Nel corso del 2025 e nella prima met\u00e0 del 2026, l&#8217;amministrazione Trump ha reintrodotto dazi settoriali su acciaio, alluminio e prodotti manifatturieri europei, avanzato minacce di dazi al 100% sulle importazioni da paesi che applicano tasse sui servizi digitali americani, e mantenuto una posizione di ambiguit\u00e0 strategica sul sostegno all&#8217;Ucraina che impatta direttamente sulla spesa difensiva europea e quindi sui bilanci pubblici degli stati membri. Il documento di intesa sull&#8217;Iran, con scadenza a sei settimane, \u00e8 un ulteriore elemento di incertezza: nessuna delle parti ha ancora offerto incentivi sufficienti all&#8217;altra per rendere l&#8217;accordo strutturalmente stabile, secondo l&#8217;analisi emersa nel dibattito degli esperti riuniti a Bruxelles questa settimana.<\/p>\n<p>Sul fronte digitale, la minaccia tariffaria americana arriva direttamente dalla stessa settimana in cui aziende come Meta e Microsoft hanno co-sponsorizzato il party da cinque milioni di dollari. \u00c8 una differenza sottile ma rilevante: le grandi piattaforme americane coltivano la relazione a Bruxelles, mentre Washington usa quella stessa relazione come leva negoziale. Le PMI europee che dipendono da queste piattaforme per l&#8217;accesso ai mercati internazionali si trovano nel mezzo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il vertice NATO di Ankara come momento di verifica<\/h2>\n<p>Non si tratta di una crisi nuova. Il cosiddetto pivot americano verso l&#8217;Asia \u00e8 un processo che dura da oltre un decennio, e la domanda &#8220;quanto vale davvero l&#8217;ombrello NATO per l&#8217;Europa?&#8221; si pone sistematicamente almeno dal 2016. Quello che cambia nel luglio 2026 \u00e8 la concentrazione temporale degli eventi: il garden party di Bruxelles, il vertice NATO ad Ankara la prossima settimana, la scadenza negoziale sul dossier Iran, e la presidenza irlandese del Consiglio UE appena avviata si sovrappongono in un arco di giorni che render\u00e0 visibile, con rara chiarezza, quanto l&#8217;Europa sia capace di parlare con una voce sola.<\/p>\n<p>Il fatto che Trump partecipi al vertice di Ankara principalmente in virt\u00f9 del suo rapporto personale con Erdogan, e non per convinzione atlantista, \u00e8 un segnale della logica bilaterale che ha sostituito quella multilaterale. Per le imprese europee, questo significa che le condizioni di accesso al mercato americano dipenderanno sempre di pi\u00f9 da chi ha il rapporto diretto con Washington, non da chi rispetta le regole del sistema commerciale multilaterale.<\/p>\n<p>La Turchia, padrona di casa del summit, \u00e8 stata colpita due volte da missili iraniani durante il conflitto recente. Il fatto che i leader NATO si riuniscano entro il raggio d&#8217;azione dei missili balistici iraniani non \u00e8 una nota a margine: \u00e8 la condizione operativa entro cui si negozia la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz e la futura architettura difensiva europea.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: incertezza strutturale travestita da stabilit\u00e0<\/h2>\n<p>I mercati questa settimana sembrano ordinati in superficie: il Dow Jones ha segnato un nuovo record nonostante un rapporto sull&#8217;occupazione americana debole, con il 4 luglio che chiude i mercati americani domani e attutisce i volumi. L&#8217;oro si mantiene su livelli elevati, segnale che la domanda di protezione non \u00e8 scomparsa. Il petrolio riflette la tensione residua sullo Stretto di Hormuz, con il cessate il fuoco Iran-USA che rimane fragile e privo di un&#8217;architettura di garanzie stabile.<\/p>\n<p>Sul fronte europeo, la BCE si trova in una posizione scomoda: Lagarde ha rilasciato un&#8217;intervista a Les \u00c9chos il 2 luglio in cui il tema della transizione verde e quello della stabilit\u00e0 dei prezzi continuano a competere per la priorit\u00e0. Piero Cipollone, membro del board BCE, ha parlato ieri sera di trasformazione digitale della moneta, un dossier che si intreccia direttamente con la minaccia americana sui dazi digitali: se Washington applica tariffe sui servizi digitali europei, la risposta europea passa anche dall&#8217;accelerazione dell&#8217;euro digitale come strumento di autonomia nei pagamenti internazionali.<\/p>\n<p>Per le PMI esportatrici, il segnale strutturale da leggere non \u00e8 il livello del cambio EUR\/USD di oggi, ma la volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni a tre e sei mesi, che incorpora gi\u00e0 una quota significativa di premio per l&#8217;incertezza geopolitica. Chi non sta facendo hedging sulla componente valutaria dei contratti di medio termine sta assumendo un rischio non prezzato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> il dossier dazi digitali \u00e8 il rischio pi\u00f9 immediato per le PMI che usano piattaforme americane come canale di vendita o distribuzione verso mercati terzi. Se l&#8217;UE risponde alle minacce tariffarie americane con contromisure sui servizi digitali, le commissioni e le condizioni di accesso a quelle piattaforme cambieranno. Chi ha gi\u00e0 diversificato i propri canali di vendita internazionale \u00e8 meno esposto; chi dipende da un unico ecosistema americano per la propria visibilit\u00e0 globale deve iniziare a valutare alternative adesso. Sul fronte Iran, la finestra negoziale di sei settimane mantiene aperta l&#8217;ipotesi di una de-escalation che allenta la pressione sui noli e sull&#8217;energia, ma il rischio di un fallimento delle trattative \u00e8 reale e concreto.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> il vertice NATO di Ankara definir\u00e0 la misura in cui l&#8217;Europa \u00e8 disposta ad aumentare la propria spesa difensiva autonoma. Un impegno credibile in quella direzione ha due effetti opposti per le PMI: da un lato, aumenta la domanda pubblica in settori come aerospazio, difesa, infrastrutture critiche e sicurezza informatica; dall&#8217;altro, sottrae risorse fiscali agli incentivi all&#8217;internazionalizzazione e agli strumenti di garanzia del credito all&#8217;export. Chi \u00e8 posizionato nella filiera della difesa o delle infrastrutture strategiche europee si trova in un mercato in espansione; chi dipende dagli incentivi SACE\/SIMEST per finanziare l&#8217;export deve verificare oggi la stabilit\u00e0 di quelle linee.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale che si sta costruendo in questi mesi \u00e8 la fine del multilateralismo come sistema di regole affidabile per il commercio transatlantico. Non \u00e8 una crisi temporanea: \u00e8 un ridisegno permanente in cui le condizioni di accesso ai mercati dipenderanno dalla qualit\u00e0 delle relazioni bilaterali, non dalle norme WTO. Le PMI italiane che non hanno ancora costruito una presenza diretta e riconoscibile sui mercati dove vogliono operare, affidarsi alle regole del sistema multilaterale come garanzia di accesso, stanno costruendo la propria vulnerabilit\u00e0 nel tempo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero tecnologico e macchinari.<\/strong> Il rischio principale per questo settore non sono i dazi gi\u00e0 applicati, ma quelli potenziali sui prodotti che incorporano software o componenti digitali soggetti alle dispute sui servizi digitali. Un macchinario connesso venduto negli USA che trasmette dati su piattaforme cloud americane potrebbe rientrare in un perimetro tariffario allargato. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 la domanda europea di reshoring produttivo: le stesse tensioni che minacciano l&#8217;export verso gli USA stanno accelerando la rilocalizzazione di produzioni in Europa, con una domanda crescente di macchinari italiani per nuovi impianti in Germania, Polonia e Spagna.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food manufacturing.<\/strong> Il party americano a Bruxelles con lobster, T-bone e M&#038;M&#8217;s \u00e8, involontariamente, una mappa dei prodotti che non avranno problemi di accesso al mercato americano. Il Made in Italy alimentare gode ancora di un premium significativo negli USA, ma il rischio reale \u00e8 la risposta europea alle tariffe americane: se Bruxelles applicasse contromisure sul food americano, Washington risponder\u00e0 quasi certamente con dazi sui prodotti agroalimentari europei, come gi\u00e0 avvenuto nel 2018 con il caso Boeing-Airbus. Chi esporta vino, formaggi o salumi verso gli USA deve avere un piano di diversificazione geografica gi\u00e0 operativo, non in bozza.<\/p>\n<p><strong>Servizi professionali e consulenza internazionale.<\/strong> Questo \u00e8 il settore meno ovvio ma pi\u00f9 direttamente colpito dalla tensione sui dazi digitali. Le PMI di servizi che operano attraverso piattaforme digitali americane, usano strumenti cloud USA per la gestione dei clienti internazionali, o erogano servizi remoti verso mercati extra-UE passando per infrastrutture americane si trovano in una zona grigia normativa e tariffaria che si sta restringendo. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 nell&#8217;accelerazione del mercato europeo dei servizi digitali sovrani, dove la domanda pubblica e privata di soluzioni non-americane sta crescendo a velocit\u00e0 sostenuta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: le tre variabili che determineranno il prossimo trimestre<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio \u2014 Escalation tariffaria digitale:<\/strong> la minaccia americana di dazi al 100% sui paesi che tassano i servizi digitali USA non \u00e8 ancora operativa, ma la presidenza irlandese del Consiglio UE si trova a gestire un dossier esplosivo nei primi mesi del suo mandato. Dublino ha un conflitto di interessi strutturale su questo tema, essendo la sede europea di gran parte delle piattaforme americane. Se l&#8217;UE non riesce a rispondere con una posizione unitaria entro settembre, Washington interpreter\u00e0 il silenzio come invito ad alzare la posta.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio \u2014 Collasso del memorandum Iran-USA:<\/strong> il negoziato ha una scadenza di sei settimane ma nessun meccanismo di enforcement credibile. Un fallimento delle trattative riporterebbe la pressione sullo Stretto di Hormuz e sui prezzi energetici europei in una fase in cui la BCE ha gi\u00e0 esaurito gran parte dello spazio per misure straordinarie. Le imprese con contratti di fornitura o distribuzione ancorati a prezzi energetici fissi per il secondo semestre sono quelle pi\u00f9 esposte a questa variabile.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio \u2014 Frammentazione NATO post-Ankara:<\/strong> il vertice di Ankara potrebbe produrre un risultato ambiguo sul tema del supporto all&#8217;Ucraina e sulla condivisione degli oneri difensivi. Un&#8217;ambiguit\u00e0 prolungata alimenta la volatilit\u00e0 sugli spread dei titoli di stato europei, in particolare di quelli che hanno annunciato piani di riarmo finanziati con deficit, e mantiene elevato il costo del capitale per le PMI che operano in mercati percepiti come adiacenti al rischio geopolitico europeo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte sulla Relazione Transatlantica<\/h2>\n<p><strong>D: Cosa significa concretamente la minaccia di dazi al 100% sui servizi digitali per la mia PMI?<\/strong><\/p>\n<p>R: Se la tua azienda utilizza piattaforme americane per vendere online, usufruisce di servizi cloud USA, o opera attraverso ecosystem digitali americani, una tariffazione al 100% comporterebbe aumenti significativi nei costi di transazione. Per una PMI del settore e-commerce, questo potrebbe tradursi in margini ridotti del 10-15% o necessit\u00e0 di aumentare i prezzi di vendita in un mercato gi\u00e0 competitivo. La soluzione \u00e8 iniziare da ora a valutare piattaforme alternative europee o a costruire canali di distribuzione diretti che bypassino gli intermediari digitali americani.<\/p>\n<p><strong>D: Il vertice NATO di Ankara avr\u00e0 davvero impatti sulla mia attivit\u00e0 di esportazione?<\/strong><\/p>\n<p>R: S\u00ec, in tre modi specifici. Primo, le decisioni sulla spesa difensiva europea determineranno quali settori riceveranno maggiori finanziamenti pubblici nei prossimi 18 mesi. Se sei nella filiera della difesa, \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0; se dipendi dagli incentivi all&#8217;export, \u00e8 un rischio. Secondo, l&#8217;ambiguit\u00e0 sulla continuit\u00e0 del supporto USA all&#8217;Ucraina mantiene elevati i costi di energia e logistica, che impattano i margini di tutte le PMI esportatrici. Terzo, la qualit\u00e0 della risposta europea sul tema della sicurezza determiner\u00e0 il premio di rischio che il mercato applicher\u00e0 ai titoli di stato europei, con effetti indiretti sul costo del credito per le PMI.<\/p>\n<p><strong>D: La relazione transatlantica pu\u00f2 crollare nei prossimi 12 mesi?<\/strong><\/p>\n<p>R: No, non completamente. Ma la logica multilaterale su cui si reggeva sta cedendo al bilateralismo. Questo significa che le condizioni di accesso ai mercati dipenderanno sempre meno da accordi formali e sempre pi\u00f9 da relazioni dirette tra attori specifici. Per la tua PMI, questo non \u00e8 una notizia astratta: significa che il tuo accesso al mercato americano dipender\u00e0 dalla qualit\u00e0 della tua relazione commerciale diretta con i tuoi clienti USA, non dalla presenza di un accordo commerciale UE-USA. Se quella relazione non esiste, devi iniziare a costruirla adesso.<\/p>\n<p><strong>D: Quale settore affrontar\u00e1 i rischi maggiori nei prossimi sei mesi?<\/strong><\/p>\n<p>R: Il manifatturiero tecnologico che incorporate componenti digitali o che trasferisce dati su piattaforme cloud americane. Il dossier dazi digitali \u00e8 il prossimo campo di battaglia della disputa commerciale USA-UE, e se non hai ancora diversificato i tuoi canali di accesso ai dati o i tuoi fornitori di servizi cloud, il tempo per farlo \u00e8 adesso, prima che le tariffe rendano l&#8217;operazione pi\u00f9 costosa.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa settimana non \u00e8 la festa americana a Bruxelles. Mi colpisce che il dibattito pubblico europeo si sia concentrato sull&#8217;opportunit\u00e0 o meno di andarci, sul costo del biglietto, sulle ciambelle e sui fuochi d&#8217;artificio, mentre la vera architettura della relazione transatlantica si stava ridisegnando nei corridoi accanto.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa non ha una strategia Iran. Non ha una strategia digitale autonoma. Non ha ancora tradotto l&#8217;impulso al riarmo in una dottrina difensiva condivisa. Ha per\u00f2 diecimila persone in coda per un garden party. \u00c8 un paradosso che conosco bene: le imprese europee producono eccellenza, innovano, conquistano mercati difficili, e lo fanno nonostante l&#8217;Europa, non grazie a essa. Questa settimana quella contraddizione \u00e8 stata visibile come raramente accade.<\/p>\n<p>La cosa che mi preoccupa di pi\u00f9, guardando la dinamica di potere sottostante, \u00e8 questa: Trump sta usando la logica bilaterale in modo sistematico, costruendo relazioni personali con Erdogan, mantenendo l&#8217;ambiguit\u00e0 su Ucraina e NATO, minacciando tariffe e poi aprendo negoziati diretti con singoli paesi. L&#8217;Europa risponde ancora come se il sistema multilaterale fosse il suo principale strumento di difesa. Non lo \u00e8 pi\u00f9. Non lo \u00e8 stato per almeno un decennio, ma continuare a comportarsi come se lo fosse ha un costo reale.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano, la lezione operativa \u00e8 questa: smetti di aspettare che Bruxelles risolva il problema della tua relazione con il mercato americano. Quella relazione la devi costruire tu, direttamente, con i tuoi clienti, con i tuoi partner, con la tua presenza fisica nei mercati che contano. Le tutele sistemiche che esistevano vent&#8217;anni fa si stanno assottigliando. Chi lo ha capito e si \u00e8 mosso di conseguenza sta gi\u00e0 negoziando in condizioni migliori di chi aspetta il prossimo accordo di libero scambio.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte NATO e difesa europea:<\/strong> dichiarazioni di impegno di spesa dei singoli paesi membri al vertice di Ankara, tono di Trump sul tema Ucraina, eventuale richiesta americana di contributi europei alla sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte Iran e Medio Oriente:<\/strong> progressi concreti sul memorandum di intesa entro la finestra di sei settimane, segnali di disponibilit\u00e0 iraniana alla riduzione delle sanzioni come incentivo negoziale, eventuali dichiarazioni europee sul ruolo del JCPOA come base per nuovi accordi.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> livello del petrolio Brent in relazione alla tenuta del cessate il fuoco, spread BTP-Bund come proxy del rischio percepito sulla spesa difensiva italiana, volatilit\u00e0 implicita EUR\/USD sulle opzioni a tre mesi come segnale anticipatore di tensioni tariffarie.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte digitale e normativo:<\/strong> prima mossa della presidenza irlandese del Consiglio UE sul dossier tasse digitali, risposta di Washington alla posizione europea, eventuali aggiornamenti BCE sul progetto euro digitale come strumento di autonomia nei pagamenti internazionali.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte bilaterale USA-UE:<\/strong> segnali dalla visita di eventuali delegazioni europee a Washington nelle prossime settimane, qualit\u00e0 del contatto tra la Commissione e l&#8217;amministrazione Trump al di fuori dei canali formali.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Coda del Fuoco d&#8217;Artificio<\/h2>\n<p>Mentre il parco del Cinquantenario veniva restituito ai residenti di Bruxelles con le prime luci del mattino, i diplomatici europei tornavano alle loro scrivanie con una certezza in pi\u00f9 e nessuna risposta in meno. La relazione transatlantica regge perch\u00e9 non pu\u00f2 permettersi di cedere, non perch\u00e9 qualcuno l&#8217;abbia riparata.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco \u00e8 semplice nella sua brutalit\u00e0: Washington detta le condizioni, Bruxelles discute se protestare o adattarsi, e nel mezzo ci sono centinaia di migliaia di imprese europee che devono decidere come impostare contratti, investimenti e strategie di mercato in un contesto che nessun vertice risolver\u00e0 in tempi utili.<\/p>\n<p>La presenza in un mercato non si costruisce aspettando che la geopolitica si stabilizzi. Si costruisce mentre la geopolitica oscilla, perch\u00e9 \u00e8 esattamente in quella finestra che la concorrenza \u00e8 distratta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles, 3 luglio 2026. 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