{"id":865,"date":"2026-07-06T11:34:06","date_gmt":"2026-07-06T10:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/ucraina-nel-mercato-ue-strategie-per-imprese-italiane"},"modified":"2026-07-06T12:00:05","modified_gmt":"2026-07-06T11:00:05","slug":"ucraina-nel-mercato-ue-strategie-per-imprese-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/ucraina-nel-mercato-ue-strategie-per-imprese-italiane","title":{"rendered":"Ucraina nel mercato UE: strategie per imprese italiane"},"content":{"rendered":"<p>Kyiv, 6 luglio 2026. Mentre i leader NATO si stavano radunando ad Ankara per il summit dell&#8217;Alleanza, Mosca ha scelto il momento con precisione chirurgica: una pioggia di missili sul centro residenziale della capitale ucraina, poche ore prima dell&#8217;apertura dei lavori. Non \u00e8 un caso. Non \u00e8 nemmeno una provocazione nel senso classico del termine.<\/p>\n<p><em>\u00c8 una dichiarazione di posizione negoziale, espressa in tonnellate di esplosivo.<\/em><\/p>\n<p>Per chi legge i mercati internazionali senza gli occhiali della cronaca, questo attacco dice una cosa sola: la guerra non finisce a breve, l&#8217;Ucraina rimane il perno attorno a cui ruota il futuro europeo nei prossimi anni, e le imprese che non hanno ancora aggiornato la propria mappa strategica stanno operando con una bussola rotta. L&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nell&#8217;Unione Europea, oggi, non \u00e8 un&#8217;eventualit\u00e0 lontana da osservare distrattamente. \u00c8 un processo in corso, con cluster di negoziazione aperti, una presidenza di turno irlandese gi\u00e0 operativa e una Commissione che sta ridisegnando i termini dell&#8217;integrazione pre-adesione. Per le imprese italiane ed europee, il calcolo da fare non \u00e8 &#8220;se&#8221; ma &#8220;quando&#8221; e soprattutto &#8220;chi arriva prima&#8221;.<\/p>\n<p>Il NATO summit di Ankara \u00e8 la cornice istituzionale. La vera partita si gioca nella stanza accanto: quella dell&#8217;allargamento UE, dei contratti di ricostruzione e del riposizionamento economico di un paese da 44 milioni di abitanti che si sta integrando nel mercato unico a tappe forzate, anche mentre subisce bombardamenti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Lo Stato dell&#8217;Allargamento e della Ricostruzione<\/h2>\n<p>Il processo di adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;Unione Europea \u00e8 tecnicamente avanzato molto pi\u00f9 di quanto la copertura mediatica faccia percepire. Kyiv ha completato il cosiddetto &#8220;frontloading&#8221;, ovvero tutta la preparazione tecnica necessaria all&#8217;apertura dei sei cluster negoziali previsti dal processo di accession screening. Secondo quanto dichiarato dall&#8217;ambasciatore ucraino all&#8217;UE in queste ore, l&#8217;Ucraina sarebbe pronta ad aprire tutti e sei i cluster anche oggi, incluso il sesto sulla politica estera. Il freno si trova esclusivamente sul lato politico degli stati membri, non su quello tecnico di Kyiv.<\/p>\n<p>La presidenza di turno del Consiglio UE \u00e8 passata all&#8217;Irlanda il 1\u00b0 luglio 2026. Dublino eredita un dossier aperto e delicato: da un lato la gestione delle sanzioni contro Mosca, dall&#8217;altro una questione interna non risolta sulle esportazioni di allumina verso la Russia, che rischia di compromettere la credibilit\u00e0 irlandese come &#8220;honest broker&#8221;. Il Facility for Ukraine, il veicolo finanziario europeo da 50 miliardi di euro approvato nel 2024, \u00e8 gi\u00e0 operativo ed eroga fondi in tranche vincolate a riforme specifiche. La Banca Mondiale stima il fabbisogno di ricostruzione ucraina in oltre 486 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Secondo il Kyiv School of Economics, il solo settore delle infrastrutture richiede pi\u00f9 di 100 miliardi di investimenti nella prima fase.<\/p>\n<p>Sul fronte militare, l&#8217;attacco di stanotte a Kyiv segue uno schema gi\u00e0 documentato la settimana precedente: Mosca intensifica i bombardamenti in prossimit\u00e0 di appuntamenti diplomatici per segnalare che non si sente costretta a modificare la propria postura. La risposta ucraina, definita dall&#8217;ambasciatore &#8220;kinetic sanctions&#8221;, sono i deep strike sul territorio russo, sostenuti dalle forniture europee di sistemi antibalistici.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non Casuale della Presidenza Irlandese<\/h2>\n<p>La coincidenza tra il NATO summit di Ankara, il passaggio della presidenza UE all&#8217;Irlanda e l&#8217;accelerazione del dossier di allargamento non \u00e8 accidentale. L&#8217;Irlanda ha storicamente una posizione di neutralit\u00e0 militare che la rende un interlocutore accettabile sia per i paesi dell&#8217;Europa orientale pi\u00f9 intransigenti sulle sanzioni, sia per quelli mediterranei pi\u00f9 cauti sull&#8217;escalation. Questa neutralit\u00e0, che in altri contesti \u00e8 stata un limite, diventa oggi una risorsa diplomatica.<\/p>\n<p>Il timing conta per un secondo motivo. La proposta emersa nelle ultime settimane, attribuita alla Cancelleria tedesca e poi ripresa dalla Commissione, di creare una forma di &#8220;associate membership&#8221; o di integrazione graduale pre-adesione risponde a una preoccupazione reale: il processo formale di adesione richiede anni, ma le opportunit\u00e0 economiche legate alla ricostruzione e al mercato unico si concentrano adesso. Chi aspetta l&#8217;adesione formale per entrare in Ucraina si trover\u00e0 a competere con chi \u00e8 gi\u00e0 strutturato sul territorio da tre o quattro anni.<\/p>\n<p>Il precedente storico pi\u00f9 vicino \u00e8 l&#8217;allargamento del 2004: le imprese italiane che si erano posizionate in Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria nel decennio precedente all&#8217;ingresso hanno catturato la prima ondata di crescita. Quelle che hanno aspettato la certezza formale hanno trovato mercati gi\u00e0 presidiati da tedeschi, olandesi e austriaci.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Segnali che il Conflitto Prezza gi\u00e0 Diversamente<\/h2>\n<p>I mercati energetici hanno reagito all&#8217;attacco di Kyiv con movimenti contenuti, segnale che la &#8220;guerra-normal&#8221; \u00e8 ormai scontata nei prezzi. Il Brent si mantiene in una fascia che riflette la tensione strutturale senza picchi emergenziali, ma il vero segnale da leggere \u00e8 altrove.<\/p>\n<p>L&#8217;euro mantiene una posizione stabile rispetto al dollaro, e i discorsi recenti della BCE, con Lagarde intervistata da Les \u00c9chos il 2 luglio, non anticipano svolte di politica monetaria imminenti. Questo si traduce in condizioni di finanziamento prevedibili per le imprese che vogliono strutturare operazioni di medio termine in area est-europea. Il costo del denaro non \u00e8 il principale ostacolo.<\/p>\n<p>Lo spread sui bond ucraini denominati in euro, invece, rimane elevato, e questo \u00e8 il dato che gli imprenditori tendono a ignorare. Non perch\u00e9 significhi che il paese sia insolvente, ma perch\u00e9 segnala che il mercato dei capitali privati considera ancora il rischio ucraino come non autonomamente assorbibile senza garanzie sovrane o multilaterali. In pratica, operare in Ucraina richiede ancora strutture di garanzia pubbliche come SACE, strumenti bilaterali o coperture MIGA della Banca Mondiale. Chi entra senza queste coperture sta assumendo un rischio che il mercato prezza come significativo.<\/p>\n<p>Il segnale strutturale, per\u00f2, \u00e8 quello sui chip: Samsung sta valutando un aumento del 20% sul prezzo medio delle memorie DRAM, il che comprimer\u00e0 ulteriormente i margini per chi dipende da supply chain tecnologiche asiatiche e rafforza la tesi del reshoring europeo come scelta non pi\u00f9 solo ideologica ma economicamente difendibile.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Il Mercato Ucraino Come Caso Operativo<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le imprese che vogliono partecipare agli appalti di ricostruzione in Ucraina devono registrarsi adesso nei database dei donatori e delle agenzie internazionali che gestiscono i fondi. Prozorro, la piattaforma pubblica di e-procurement ucraina, \u00e8 gi\u00e0 operativa e accessibile. I bandi finanziati dal Facility UE e dalla Banca Mondiale hanno requisiti di compliance specifici: anticorruzione, KYC rafforzato, documentazione delle catene di subappalto. Chi non \u00e8 registrato nei prossimi mesi non partecipa alla prima tornata. Il rischio immediato per chi \u00e8 gi\u00e0 presente in mercati vicini, Polonia, Romania, Slovacchia, \u00e8 di perdere l&#8217;accesso preferenziale che la vicinanza geografica garantisce se non si struttura un ufficio o una partnership locale in Ucraina prima che il mercato si consolidi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Il processo di integrazione pre-adesione accelerer\u00e0 il recepimento della normativa UE in Ucraina, incluse le direttive su appalti pubblici, standard tecnici e tutela della propriet\u00e0 intellettuale. Per le imprese italiane nei settori manifatturiero, agroalimentare e costruzioni, questo significa che i prodotti gi\u00e0 certificati CE potranno entrare nel mercato ucraino senza adattamenti regolatori rilevanti. Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una fase di crescita accelerata della domanda interna ucraina gi\u00e0 a partire dalla fine del 2026, finanziata da fondi europei e internazionali, con una concentrazione iniziale sulle infrastrutture energetiche, reti elettriche, sistemi di distribuzione del gas, impianti di stoccaggio, e sulle costruzioni residenziali nei territori meno colpiti. Chi non ha ancora un piano d&#8217;ingresso strutturato non sopravvive alla fase competitiva: nel 2027-2028 il mercato ucraino sar\u00e0 gi\u00e0 presidiato da player tedeschi, austriaci e polacchi che si stanno muovendo oggi.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strategico che si sta costruendo \u00e8 paragonabile all&#8217;allargamento del 2004, ma con due differenze rilevanti. La prima: l&#8217;integrazione avviene in tempo di guerra, il che comprime i tempi e amplifica il vantaggio del first mover. La seconda: la ricostruzione \u00e8 finanziata da fondi pubblici internazionali, non dal mercato privato, il che significa che le regole del gioco sono quelle degli appalti sovranazionali, non del mercato competitivo classico. Le imprese che imparano a navigare questa logica oggi acquisiscono una competenza che vale ben oltre l&#8217;Ucraina: \u00e8 la stessa logica che governa i mercati dell&#8217;Africa sub-sahariana, del Sud-Est asiatico e di tutti i paesi in fase di sviluppo accelerato sostenuto da istituzioni multilaterali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Costruzioni e materiali da costruzione.<\/strong> L&#8217;esposizione \u00e8 diretta e massiccia. Il fabbisogno ucraino di cemento, acciaio strutturale, prefabbricati, sistemi di isolamento e componenti per infrastrutture \u00e8 stimato in decine di miliardi di euro nella sola prima fase. Le imprese italiane del settore, spesso subfornitori di eccellenza senza capacit\u00e0 commerciale internazionale strutturata, rischiano di cedere questo mercato a player nordeuropei e polacchi meglio organizzati sul fronte dell&#8217;export. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nei sistemi costruttivi prefabbricati e nelle soluzioni di edilizia modulare rapida, dove le PMI italiane hanno competenze che non si trovano facilmente altrove.<\/p>\n<p><strong>Energia e rinnovabili.<\/strong> L&#8217;Ucraina ha perso capacit\u00e0 di generazione significativa a causa dei bombardamenti sulle infrastrutture energetiche. La ricostruzione del sistema elettrico \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta, finanziata in parte dal REPowerEU e da fondi dedicati. Le imprese italiane nei settori del solare, dell&#8217;efficienza energetica degli edifici e delle reti di distribuzione intelligente hanno un posizionamento tecnologico competitivo. Il rischio specifico qui \u00e8 la complessit\u00e0 delle gare internazionali: richiedono certificazioni, track record documentato e spesso partnership locali. Chi non ha un advisor esperto di procurement multilaterale lascia questi bandi ai concorrenti.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e trasformazione alimentare.<\/strong> Meno ovvio, ma strategico. L&#8217;Ucraina \u00e8 uno dei principali produttori mondiali di grano, girasole e mais. La guerra ha devastato parte delle infrastrutture di stoccaggio e trasformazione. Le imprese italiane nel settore dei macchinari per l&#8217;industria alimentare, silos, essiccatori, linee di trasformazione, hanno un&#8217;opportunit\u00e0 di fornitura diretta di attrezzature industriali che non viene ancora letta come priorit\u00e0. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nell&#8217;integrazione verticale: chi riesce a costruire joint venture per la trasformazione in loco pu\u00f2 accedere a materie prime ucraine a prezzi che il mercato europeo non pu\u00f2 offrire, una volta che la logistica si stabilizzi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Variabili che Possono Ribaltare il Quadro<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Stallo negoziale sull&#8217;allargamento.<\/strong> Se gli stati membri pi\u00f9 scettici, o le dinamiche interne alla presidenza irlandese, bloccano l&#8217;apertura dei cluster negoziali previsti, l&#8217;orizzonte temporale dell&#8217;integrazione si allunga significativamente. Questo non elimina le opportunit\u00e0 di ricostruzione, ma modifica il rischio regolatorio: senza la certezza del percorso di adesione, le garanzie legali per gli investitori privati restano fragili. Il segnale da osservare \u00e8 il Consiglio Affari Generali di settembre 2026.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Escalation militare incontrollata.<\/strong> Gli attacchi sistematici sulle infrastrutture civili ucraine hanno gi\u00e0 dimostrato che Mosca non esita a colpire obiettivi non militari. Un&#8217;escalation verso infrastrutture critiche nelle aree occidentali del paese, le pi\u00f9 attrattive per gli investitori, potrebbe bloccare o rallentare i flussi di capitale previsti. Il rischio non \u00e8 la fine del mercato, ma la compressione geografica delle opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Disallineamento tra fondi disponibili e capacit\u00e0 di assorbimento ucraina.<\/strong> I 486 miliardi di fabbisogno stimato sono reali, ma la capacit\u00e0 dello stato ucraino di gestire appalti complessi in tempo di guerra \u00e8 limitata. La Banca Mondiale e la Commissione europea stanno investendo in capacity building istituzionale, ma i tempi non si comprimono per decreto. Il risultato pratico \u00e8 che i bandi potrebbero essere pi\u00f9 lenti di quanto le aspettative di mercato suggeriscano, con picchi di attivit\u00e0 concentrati in finestre temporali strette che premiano chi \u00e8 gi\u00e0 strutturato e penalizzano chi aspetta.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che osservo, e che trovo sistematicamente sottovalutato dalle imprese con cui lavoro, \u00e8 la distanza tra la narrazione pubblica sull&#8217;Ucraina, ancora prevalentemente militare, umanitaria, geopolitica, e la natura concreta di quello che sta accadendo sul piano economico. L&#8217;Ucraina non \u00e8 solo un teatro di guerra. \u00c8 un cantiere da mezzo trilione di dollari che si apre in diretta, finanziato da istituzioni pubbliche internazionali, con regole note e accessibili, a meno di tre ore di volo da Milano.<\/p>\n<p>Quello che mi colpisce nel dialogo tra l&#8217;ambasciatore ucraino e la presidenza irlandese dell&#8217;UE \u00e8 la lucidit\u00e0 con cui Kyiv legge il proprio interesse: non chiedono di aspettare la pace per avviare l&#8217;integrazione economica. Chiedono di accelerarla adesso, perch\u00e9 \u00e8 proprio l&#8217;integrazione economica, la certezza dei contratti, la tutela degli investimenti, l&#8217;allineamento regolatorio, a costruire le condizioni per la stabilit\u00e0 che seguir\u00e0. \u00c8 una logica che le imprese europee intelligenti dovrebbero leggere in modo speculare: non aspettate la pace per entrare in Ucraina. Aspettare la pace significa aspettare un mercato gi\u00e0 affollato.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, come al solito, sta ragionando in termini di architettura istituzionale, quale titolo dare all&#8217;associazione, quanti cluster aprire, quale presidenza gestire il dossier, mentre il calcolo strategico reale si svolge altrove. Le imprese tedesche hanno gi\u00e0 strutture in Polonia che lavorano con fornitori e subappaltatori ucraini. Le imprese austriache hanno posizioni bancarie e commerciali che risalgono agli anni &#8217;90. Le italiane, nella maggior parte dei casi, stanno ancora leggendo le notizie dal conflitto come se fossero aggiornamenti meteo: informazioni rilevanti per capire il clima, non per prendere decisioni.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 semplice e scomoda: ogni mese che passa senza una strategia ucraina strutturata non \u00e8 un mese di prudenza, \u00e8 un mese di svantaggio competitivo che si accumula.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte: Le Risposte Dirette che Cercano gli Imprenditori<\/h2>\n<p><strong>D: Posso entrare in Ucraina adesso, o \u00e8 troppo rischioso?<\/strong> R: Il rischio esiste ed \u00e8 reale, ma \u00e8 gi\u00e0 prezzato. Le istituzioni internazionali gestiscono il rischio attraverso garanzie pubbliche (SACE, MIGA, strumenti bilaterali). Chi aspetta la &#8220;certezza&#8221; di una pace formale far\u00e0 un ingresso in un mercato gi\u00e0 presidiato da competitor meglio posizionati. Il rischio di arrivare tardi supera il rischio di arrivare oggi con le giuste coperture.<\/p>\n<p><strong>D: Da dove comincio concretamente?<\/strong> R: Registrazione su Prozorro, la piattaforma di e-procurement ucraina. Mappatura dei bandi del Facility for Ukraine e Banca Mondiale nel vostro settore. Ricerca di un partner locale (studio legale, consulente, agenzia commerciale) che conosca la compliance multilaterale. Valutazione con SACE sulla copertura assicurativa disponibile. I tempi sono di 2-3 mesi per un&#8217;entrata strutturata.<\/p>\n<p><strong>D: Quali settori hanno le migliori opportunit\u00e0 subito?<\/strong> R: Costruzioni e materiali (domanda immediata), energia e rinnovabili (finanziamento gi\u00e0 disponibile), macchinari agroalimentari (ricostruzione infrastrutture critiche). Evitare i settori consumer per ora: la domanda interna \u00e8 compressa dalla guerra.<\/p>\n<p><strong>D: Se il mercato \u00e8 cos\u00ec interessante, perch\u00e9 non lo vedo sulla stampa economica italiana?<\/strong> R: Perch\u00e9 la narrativa italiana su Ucraina rimane prevalentemente militare e umanitaria. Gli articoli di economia parlano di questo sono quelli che leggono i 30 grandi player europei che si stanno gi\u00e0 muovendo. Le PMI italiane in media non hanno visibility su questa fonte di informazione, il che \u00e8 un vantaggio per chi arriva prima.<\/p>\n<p><strong>D: Che cosa devo monitorare nei prossimi mesi?<\/strong> R: Consiglio Affari Generali UE (settembre 2026) su allargamento, comunicati su apertura dei cluster negoziali, annunci di SACE su nuovi strumenti di garanzia, bandi Prozorro nei vostri settori, mosse dei principali competitor europei in Ucraina.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del NATO summit di Ankara:<\/strong> impegni formali sull&#8217;aumento dei sistemi antibalistici a Kyiv, posizione degli alleati sulle deep strikes ucraine in territorio russo, eventuali comunicati sul percorso di sicurezza come precondizione all&#8217;adesione UE.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dell&#8217;allargamento UE:<\/strong> esito del Consiglio Affari Generali previsto per luglio, posizione della presidenza irlandese sull&#8217;apertura del sesto cluster, progressi sulla questione allumina irlandese come test della coerenza delle sanzioni.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> spread sui bond ucraini denominati in euro come termometro del rischio percepito dagli investitori istituzionali, flussi sul Facility for Ukraine e tempi di erogazione delle tranche come indicatore della velocit\u00e0 reale del processo, eventuali annunci di grandi player europei su joint venture o uffici di rappresentanza in Ucraina come segnale che il mercato si sta consolidando.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte settoriale:<\/strong> bandi Prozorro nei settori energia e costruzioni con finanziamento europeo, annunci SACE su nuovi strumenti di garanzia dedicati all&#8217;Ucraina, mosse dei principali competitor europei nel settore dei macchinari industriali.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Cantiere che Non Aspetta il Cessate il Fuoco<\/h2>\n<p>La scena di stanotte su Kyiv torner\u00e0 nei notiziari nelle prossime settimane, probabilmente con lo stesso copione: attacco, condanna, riunione di emergenza, dichiarazione di solidariet\u00e0. \u00c8 il rumore di fondo di una guerra che si \u00e8 normalizzata nell&#8217;attenzione pubblica europea. Ma sotto quel rumore di fondo, il processo di integrazione economica dell&#8217;Ucraina nell&#8217;orbita europea avanza in modo silenzioso e strutturale, attraverso cluster negoziali, facility di finanziamento, allineamenti regolatori, gare internazionali.<\/p>\n<p>Chi gestisce un&#8217;impresa manifatturiera italiana ha oggi davanti a s\u00e9 lo stesso scenario che i pi\u00f9 lungimiranti si sono trovati davanti nel 1995, guardando la Polonia: un paese in trasformazione accelerata, finanziato dall&#8217;esterno, con una domanda enorme e un&#8217;offerta locale ancora debole. La differenza \u00e8 che questa volta il window di vantaggio \u00e8 pi\u00f9 stretto, perch\u00e9 la velocit\u00e0 dell&#8217;integrazione \u00e8 maggiore e la concorrenza europea \u00e8 gi\u00e0 in movimento.<\/p>\n<p>Aspettare la pace per valutare l&#8217;Ucraina non \u00e8 prudenza, \u00e8 la strategia di chi arriva sempre secondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kyiv, 6 luglio 2026. 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