{"id":878,"date":"2026-07-08T19:04:40","date_gmt":"2026-07-08T18:04:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/nato-e-rischio-geopolitico-impatto-sulla-supply-chain"},"modified":"2026-07-08T19:30:04","modified_gmt":"2026-07-08T18:30:04","slug":"nato-e-rischio-geopolitico-impatto-sulla-supply-chain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/nato-e-rischio-geopolitico-impatto-sulla-supply-chain","title":{"rendered":"NATO e rischio geopolitico: impatto sulla supply chain"},"content":{"rendered":"<p>Ankara, 8 luglio 2026. Trump arriva al summit NATO accolto con calore da Erdogan, stringe mani, sorride per le fotografie. Poi passa la mezz&#8217;ora successiva a spiegare perch\u00e9 l&#8217;Europa non merita la protezione americana. L&#8217;USCENTCOM ha appena completato oltre ottanta strike contro obiettivi iraniani. Lo Stretto di Hormuz \u00e8 una zona di tensione attiva. Il presidente degli Stati Uniti usa il palco del principale consesso difensivo occidentale per sollevare la questione della Groenlandia come condizione implicita alla continuit\u00e0 della presenza militare americana in Europa.<\/p>\n<p><strong>Quello che sta accadendo ad Ankara questa settimana non \u00e8 una crisi diplomatica. \u00c8 il momento in cui la NATO cessa di essere un&#8217;infrastruttura e diventa una trattativa.<\/strong><\/p>\n<p>Per un&#8217;impresa italiana con operazioni internazionali, questa distinzione non \u00e8 semantica. Un&#8217;alleanza militare che funziona come infrastruttura \u00e8 un presupposto stabile: ci sei dentro, paghi la quota, e le rotte commerciali rimangono protette. Una NATO che funziona come trattativa \u00e8 invece una variabile aperta, rinegoziabile ogni volta che qualcuno al Congresso americano o alla Casa Bianca ha un&#8217;agenda diversa. Le variabili aperte nelle infrastrutture critiche producono premi assicurativi pi\u00f9 alti, contratti pi\u00f9 corti, e fornitori pi\u00f9 nervosi.<\/p>\n<p>Chi gestisce supply chain che attraversano il Mediterraneo orientale, il Golfo Persico o qualsiasi rotta che dipende dalla deterrenza navale americana sta guardando questa settimana con l&#8217;attenzione sbagliata: legge la politica e non legge il bilancio.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: Ottanta Obiettivi e un Vertice Che Non Torna<\/h2>\n<p>L&#8217;USCENTCOM ha dichiarato concluso il proprio ciclo di strike contro l&#8217;Iran: pi\u00f9 di 80 obiettivi colpiti nell&#8217;ultima tornata, in un&#8217;operazione militare senza precedenti per scala dall&#8217;inizio del 2026. Non si tratta di incursioni simboliche: l&#8217;entit\u00e0 del bombardamento segnala una dottrina operativa, non una risposta tattica.<\/p>\n<p>Parallelamente, almeno una nave di bandiera qatariota risulta tra le imbarcazioni colpite dalle forze iraniane nelle acque prossime allo Stretto di Hormuz, secondo quanto emerso durante il summit. Il Qatar \u00e8 membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo, alleato degli Stati Uniti, e ospita la base aerea di Al Udeid. Che l&#8217;Iran abbia attaccato naviglio qatariota segnala una contrazione del perimetro di sicurezza anche per i partner regionali storicamente allineati con Washington.<\/p>\n<p>Il negoziato nucleare aperto con la finestra di 60 giorni \u00e8, secondo le valutazioni che circolano nei corridoi del summit, destinato ad essere prorogato. La scadenza tecnica non produce un accordo: produce un&#8217;estensione del negoziato in un contesto di belligeranza attiva. Questo \u00e8 il dato che le imprese devono registrare, perch\u00e9 estensione del negoziato significa estensione dell&#8217;incertezza operativa sulle rotte energetiche globali.<\/p>\n<p>Sul fronte della BCE, Philip Lane ha tenuto questa settimana una lectio sull&#8217;intelligenza artificiale e la politica monetaria, mentre Lagarde ha rilasciato un&#8217;intervista a Les \u00c9chos il 2 luglio senza segnalare tagli imminenti. Il segnale implicito \u00e8 che la politica monetaria europea resta in modalit\u00e0 attendista proprio mentre i rischi geopolitici sulle rotte energetiche si intensificano. Una combinazione che non favorisce chi ha bisogno di pianificare a medio termine.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Pivot di Ankara e la Fine del Pilota Automatico<\/h2>\n<p>La NATO esiste dal 1949 e ha attraversato crisi di governance interna periodiche. Ma il summit di Ankara del luglio 2026 ha caratteristiche che i precedenti non avevano.<\/p>\n<p>Per la prima volta, un presidente americano in carica usa esplicitamente la questione territoriale della Groenlandia come leva negoziale nei confronti di un paese membro dell&#8217;alleanza, la Danimarca, minacciando il ritiro delle truppe come conseguenza di una transazione commerciale mancata. Non \u00e8 una posizione negoziale implicita: \u00e8 stata dichiarata pubblicamente, durante il summit stesso, davanti alle telecamere.<\/p>\n<p>Contestualmente, l&#8217;amministrazione Trump sta valutando la fornitura di F-35 alla Turchia, un dossier bloccato dal Congresso americano durante il primo mandato perch\u00e9 Ankara aveva acquistato il sistema missilistico S-400 di produzione russa. I sistemi radar russi integrati nelle infrastrutture aeree turche rappresentavano un rischio di compromissione per l&#8217;avionica degli F-35. Quella preoccupazione tecnica non \u00e8 risolta: \u00e8 semplicemente sospesa in attesa di una decisione politica. Se la fornitura avvenisse senza le necessarie garanzie di sicurezza, Netanyahu lo ha detto senza ambiguit\u00e0 a Dana Bash, si ridisegnerebbe l&#8217;equilibrio di potere aereo nell&#8217;intero Medio Oriente.<\/p>\n<p>Il timing non \u00e8 casuale. L&#8217;Iran sa che le elezioni interne americane proietteranno la loro ombra su ogni accordo negoziato nei prossimi mesi. Usare lo Stretto come leva significa comprare tempo politico, non risolvere un problema strategico. La conseguenza \u00e8 che l&#8217;instabilit\u00e0 sulla rotta non \u00e8 un evento: \u00e8 una condizione prolungata, con una durata minima misurabile in mesi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Volatilit\u00e0 Strutturale, Non Episodica<\/h2>\n<p>Il petrolio ha risposto alla combinazione di strike americani e tensioni sullo Stretto con movimenti che i desk di trading classificano ormai come volatilit\u00e0 strutturale piuttosto che episodica. La distinzione \u00e8 rilevante: la volatilit\u00e0 episodica si copre con contratti futures a breve, la volatilit\u00e0 strutturale richiede hedging strategico di medio periodo con costi significativamente pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>I premi assicurativi sul rischio di guerra per le navi che transitano nel Golfo Persico e nel Mar d&#8217;Arabia sono aumentati in modo non lineare nelle ultime settimane. Le compagnie di riassicurazione londinesi, che prezzano questo rischio attraverso il mercato Lloyd&#8217;s, stanno applicando maggiorazioni che si trasferiscono direttamente sui costi di trasporto marittimo. Chi spedisce macchinari, componentistica o beni di largo consumo via container attraverso quelle acque sta gi\u00e0 assorbendo questi costi, spesso senza che appaiano ancora in modo esplicito nei rendiconti trimestrali.<\/p>\n<p>Il dollaro ha mantenuto una posizione relativamente forte, ma la Fed non ha fornito segnali di supporto attivo. Waller ha parlato di trasmissione della politica monetaria in un mondo che cambia, non di risposta alle tensioni geopolitiche. Il che significa che il mercato valutario non sta ricevendo orientamento dall&#8217;istituzione che in passato ha spesso operato come stabilizzatore implicito nei momenti di crisi. L&#8217;euro, di conseguenza, si muove in un contesto di incertezza doppia: pressione esterna dalle tensioni geopolitiche e assenza di segnali interni forti dalla politica monetaria.<\/p>\n<p>Lo spread tra i bond governativi dei paesi europei percepiti come pi\u00f9 esposti ai rischi energetici e i Bund tedeschi merita attenzione nelle prossime settimane come indicatore precoce di quanto i mercati stiano prezzando la ricalibrazione del rischio europeo complessivo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: I Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Le imprese con contratti di fornitura o acquisto che coinvolgono merci transitate via Golfo Persico devono verificare oggi le clausole di forza maggiore e i meccanismi di adeguamento prezzi. I costi di trasporto marittimo gi\u00e0 incorporano una parte del premio assicurativo aggiuntivo, ma non tutta. La quota rimanente si trasferir\u00e0 nei prossimi mesi sotto forma di rinegoziazione da parte degli armatori. Chi ha contratti pluriennali a prezzo fisso con fornitori asiatici che usano rotte del Golfo si trova esposto a una compressione di margine silenziosa. Agire sulle clausole contrattuali ora, prima che il trend sia pienamente riconoscibile dai fornitori, \u00e8 la mossa disponibile.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un prolungamento della fase negoziale USA-Iran accompagnato da episodi di tensione militare intermittenti. In questo contesto, le imprese che hanno gi\u00e0 avviato un processo di rerouting parziale delle proprie rotte di approvvigionamento verso alternative che bypassano il Golfo Persico (rotta del Capo di Buona Speranza, rotte terrestri trans-eurasiatiche dove applicabili) avranno un vantaggio competitivo operativo concreto. Chi sopravvive meglio non \u00e8 necessariamente chi ha costi pi\u00f9 bassi oggi, ma chi ha catene di fornitura con pi\u00f9 gradi di libert\u00e0. La NATO che funziona come trattativa produce anche un secondo effetto: i governi europei aumenteranno la spesa per la difesa, il che significa riallocazione di budget pubblici con effetti sulle politiche industriali e sugli incentivi disponibili per l&#8217;internazionalizzazione.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale di Ankara \u00e8 che l&#8217;Europa non pu\u00f2 pi\u00f9 assumere la protezione americana come un dato del contesto. Questo non \u00e8 un&#8217;osservazione geopolitica astratta: si traduce in un riposizionamento del rischio paese per tutta la regione MENA nei modelli di valutazione delle imprese europee. Mercati che erano considerati accessibili grazie alla deterrenza americana implicita diventano mercati che richiedono una propria analisi di rischio autonoma. Le imprese che costruiranno questa capacit\u00e0 interna di lettura del rischio geopolitico nei prossimi diciotto mesi avranno un asset competitivo che nessun concorrente pu\u00f2 copiare rapidamente.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Industria meccanica e macchinari per il Golfo<\/strong><br \/>Le esportazioni italiane di macchinari verso i paesi del GCC, Arabia Saudita in testa, transitano spesso attraverso logistiche che fanno scalo ad Abu Dhabi o Dubai. Il rischio non \u00e8 il blocco fisico delle rotte, ma l&#8217;aumento dei costi assicurativi che rende meno competitivi i prezzi CIF. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta: le tensioni iraniane aumentano la domanda di infrastrutture di sicurezza e sistemi industriali nei paesi del Golfo che vogliono ridurre la dipendenza da forniture potenzialmente esposte. Chi produce impianti per la manifattura locale trova un momento favorevole.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food manufacturing<\/strong><br \/>Meno ovvio ma altrettanto esposto: i cereali e le materie prime agricole che transitano nel Golfo o vengono acquistati da paesi che dipendono da rotte del Golfo subiscono effetti di prezzo che si propagano lungo tutta la catena. Le imprese italiane che producono per la GDO di paesi del Medio Oriente e del Nord Africa stanno gi\u00e0 vedendo richieste di rinegoziazione dei termini di consegna. L&#8217;opportunit\u00e0: i paesi del GCC stanno investendo massicciamente in food security locale, e il know-how italiano nella trasformazione alimentare ha un mercato concreto in questa direzione.<\/p>\n<p><strong>Difesa e tecnologia duale<\/strong><br \/>L&#8217;annuncio americano sulla possibile fornitura di F-35 alla Turchia e il dibattito sulla spesa NATO apre uno scenario che le PMI italiane della filiera difesa devono leggere con attenzione. L&#8217;Italia \u00e8 tra i partner industriali del programma F-35 attraverso Leonardo. Un allargamento della platea di paesi acquirenti, se gestito con le necessarie salvaguardie, produce ordini aggiuntivi lungo la filiera. Contestualmente, l&#8217;aumento delle spese per la difesa nei paesi europei significa appalti pubblici in crescita in un segmento dove le competenze italiane nel comparto elettronico e nelle piattaforme navali hanno posizionamento consolidato. Il rischio nascosto \u00e8 che la politica americana sulla Turchia produca tensioni nel consorzio industriale del programma F-35 con ricadute sui tempi e sui termini contrattuali.<\/p>\n<p><strong>Shipping, logistica e intermediari commerciali<\/strong><br \/>Chi fa intermediazione commerciale su rotte che attraversano il Golfo ha un problema di pricing immediato e un&#8217;opportunit\u00e0 di riposizionamento. Le piccole imprese di spedizione e logistica che non hanno ancora integrato nel proprio modello di offerta la gestione del rischio geopolitico sulle rotte stanno perdendo clienti a vantaggio di operatori pi\u00f9 sofisticati. La differenza tra sopravvivere e crescere in questo contesto \u00e8 la capacit\u00e0 di offrire al cliente finale non solo il trasporto, ma la gestione documentata del rischio lungo la rotta.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Faglie<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio<\/strong> costituisce l&#8217;estensione del conflitto verso il Mar Arabico. Se l&#8217;Iran intensifica le operazioni contro naviglio non militare estendendo il raggio d&#8217;azione oltre il Golfo Persico, il costo assicurativo sulle rotte oceaniche potrebbe raggiungere soglie che rendono alcune tratte economicamente non sostenibili per le PMI. Il trigger da osservare \u00e8 il numero di incidenti a navi di paesi terzi nelle prossime quattro settimane.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio<\/strong> riguarda la frattura interna alla NATO con effetti sui mercati dei capitali europei. Se il summit di Ankara producesse una comunicazione formale di riduzione dell&#8217;impegno americano in Europa, anche parziale o condizionale, i mercati obbligazionari europei potrebbero riaprire il tema del risk premium sovrano per i paesi percepiti come pi\u00f9 esposti. Le imprese italiane con debito a tasso variabile o con necessit\u00e0 di rifinanziamento nei prossimi dodici mesi devono monitorare questo scenario.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio<\/strong> vede la Turchia come arbitro ambiguo nel Medio Oriente allargato. Se Washington concedesse gli F-35 ad Ankara senza garanzie adeguate sul sistema S-400, si creerebbe una situazione in cui un paese NATO con radar russi integrati dispone di avionica americana avanzata. Le implicazioni per la sicurezza delle comunicazioni nei teatri operativi dove operano anche imprese civili europee, dalla logistica alla cantieristica, sono concrete e ancora poco dibattute.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande Frequenti: Rischi Geopolitici e Supply Chain<\/h2>\n<p><strong>D: Come posso proteggere i miei contratti commerciali dal rischio di escalation nello Stretto di Hormuz?<\/strong><br \/>R: Verifica immediatamente le clausole di forza maggiore e gli adeguamenti prezzi nei contratti pluriennali. Richiedi ai tuoi fornitori asiatici informazioni sulla struttura dei costi di trasporto e sulla copertura assicurativa. Considera l&#8217;inserimento di clausole di rerouting automatico verso rotte alternative (Capo di Buona Speranza) se i costi assicurativi superano determinate soglie.<\/p>\n<p><strong>D: Quale settore italiano \u00e8 pi\u00f9 esposto ai rischi della NATO ridisegnata?<\/strong><br \/>R: L&#8217;industria meccanica verso il GCC \u00e8 quella con maggiore esposizione immediata, seguita da agroalimentare e logistica. Le PMI della filiera difesa, invece, hanno opportunit\u00e0 di crescita se gestiscono correttamente la transizione verso una spesa europea autonoma in difesa.<\/p>\n<p><strong>D: Come devo modificare i miei modelli di valutazione del rischio paese per MENA?<\/strong><br \/>R: Non puoi pi\u00f9 assumere la protezione americana delle rotte come dato implicito. Integra nella tua analisi: (1) il costo attuale dei premi assicurativi sulle rotte critiche, (2) la stabilit\u00e0 politica interna dei paesi dove operi, (3) la presenza di alternative logistiche effettive per bypassare zone critiche. Costruisci una funzione interna dedicata al monitoraggio del rischio geopolitico, non una attivit\u00e0 saltuaria.<\/p>\n<p><strong>D: Il picco di crisi \u00e8 gi\u00e0 stato raggiunto o devo aspettarmi ulteriori escalation?<\/strong><br \/>R: Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 di prolungamento della tensione a livello medio-alto per almeno 12-18 mesi. Non \u00e8 crisi acuta, \u00e8 instabilit\u00e0 strutturale. Questo \u00e8 pi\u00f9 difficile da gestire di una crisi breve perch\u00e9 non consente budget temporali brevi. Pianifica come se la situazione attuale fosse lo stato normale per i prossimi 18 mesi.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Seguo questo dossier da settimane e devo essere diretto su una cosa: la questione che mi preoccupa di pi\u00f9 non \u00e8 Trump, non \u00e8 Erdogan, non \u00e8 nemmeno l&#8217;Iran. La cosa che mi preoccupa di pi\u00f9 \u00e8 l&#8217;assenza di una lettura europea autonoma di quello che sta succedendo.<\/p>\n<p>Trump ha detto esplicitamente ad Ankara che l&#8217;Europa \u00e8 &#8220;gi\u00e0 coinvolta&#8221; nella crisi dello Stretto, che lo voglia o meno. Ha ragione su questo, anche se lo dice con le motivazioni sbagliate. L&#8217;Europa \u00e8 coinvolta perch\u00e9 il 20% del suo approvvigionamento energetico dipende direttamente o indirettamente dalle rotte del Golfo, perch\u00e9 le sue imprese di maggiore dimensione hanno contratti attivi con controparti del GCC, e perch\u00e9 la protezione delle rotte commerciali nel Mar Arabico non \u00e8 mai stata un problema europeo ma americano per delega.<\/p>\n<p>Quella delega sta per scadere. Non perch\u00e9 Trump voglia che scada, ma perch\u00e9 il calcolo strategico americano si \u00e8 spostato verso il Pacifico da almeno un decennio, e quello che stiamo vedendo ad Ankara \u00e8 semplicemente il momento in cui questo ricalcolo diventa esplicito e pubblico.<\/p>\n<p>La reazione europea che ho osservato in questa settimana \u00e8 la solita: dichiarazioni di preoccupazione, richieste di dialogo, inviti alla moderazione. Non \u00e8 sbagliato come atteggiamento diplomatico. \u00c8 tragicamente insufficiente come postura strategica per le imprese che devono pianificare i prossimi tre anni.<\/p>\n<p>La lezione operativa che estraggo da questo summit \u00e8 una sola: il rischio geopolitico non \u00e8 pi\u00f9 gestibile come costo fisso da assorbire nel budget annuale. \u00c8 diventato una variabile strutturale che richiede una funzione interna dedicata, esattamente come la tesoreria o la compliance. Le imprese che stanno costruendo questa capacit\u00e0 adesso stanno comprando un&#8217;opzione sul futuro. Le altre stanno aspettando che il problema diventi abbastanza grande da essere impossibile da ignorare, il che di solito significa che \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per rispondere in modo ordinato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte iraniano:<\/strong> il numero di incidenti navali nello Stretto di Hormuz e nel Mar d&#8217;Arabia nelle prossime 30 giorni come indicatore del rispetto o violazione del cessate il fuoco informale, le dichiarazioni del negoziatore iraniano sulla proroga dei 60 giorni del negoziato nucleare.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte NATO e Turchia:<\/strong> la decisione finale sulla fornitura degli F-35 ad Ankara incluse le condizioni tecniche e le salvaguardie sul sistema S-400, le comunicazioni formali del Consiglio NATO successivi al summit di Ankara, in particolare su qualsiasi riferimento alla revisione della struttura di comando.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> il livello dei premi assicurativi Lloyd&#8217;s per le rotte del Golfo Persico come indicatore precoce di escalation, lo spread BTP-Bund come proxy del risk premium europeo, le dichiarazioni della BCE nelle prossime settimane su eventuali aggiustamenti alla propria valutazione del rischio geopolitico nell&#8217;area euro.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte energetico:<\/strong> i movimenti del prezzo del Brent con particolare attenzione alla struttura della curva futures (contango vs backwardation) come segnale di quanto il mercato stia prezzando tensione prolungata versus episodica, le decisioni OPEC+ programmate per agosto.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della difesa europea:<\/strong> i bilanci di difesa annunciati dai governi di Germania, Francia e Italia nei prossimi 90 giorni come indicatore del ritmo con cui l&#8217;Europa sta davvero iniziando a costruire autonomia strategica, e non solo a dichiarare di volerlo fare.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Conto che Arriva Sempre in Ritardo<\/h2>\n<p>Il summit di Ankara si chiuder\u00e0 con comunicati ufficiali che parleranno di unit\u00e0, di deterrenza condivisa, di impegno comune. Quei comunicati saranno tecnicamente veri e strategicamente irrilevanti.<\/p>\n<p>La dinamica di potere reale che emerge da questa settimana \u00e8 pi\u00f9 semplice: gli Stati Uniti stanno negoziando il proprio impegno in Europa come se fosse un servizio a pagamento con clausole di recesso. L&#8217;Europa sta reagendo come chi si rende conto solo adesso che il contratto che pensava di avere non era mai stato scritto da nessuna parte.<\/p>\n<p>Per le imprese, la traduzione \u00e8 immediata. Ogni modello di rischio costruito sull&#8217;assunzione che le rotte commerciali siano protette da una garanzia americana implicita va aggiornato. Non domani, non dopo le prossime elezioni americane: adesso, mentre il costo di farlo \u00e8 ancora basso e mentre la finestra per costruire alternative \u00e8 ancora aperta.<\/p>\n<p>Il rischio geopolitico non avvisa quando smette di essere gestibile. Smette di avvisare, e basta.<\/p>\n<hr>\n<p><em>TAG WORDPRESS:<\/em> SummitNATO, Ankara2026, TurchiaNATO, F35Turchia, IranStrike, StretchHormuz, RischioGeopolitico, SupplyChainRischio, EnergiaMedioOriente, PMIExport, InternazionalizzazionePMI, StrategiaAziendale, RischioCommerciale, GolfoArabico, DifesaEuropea, Erdogan, TrumpNATO, MercatiEmergenti, AssicurazioneMarittima, LogisticaInternazionale, CostiTransporto, HedgingGeopolitico, EsportazioneItaliana, MadeInItaly<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ankara, 8 luglio 2026. Trump arriva al summit NATO accolto con calore da Erdogan, stringe mani, sorride per le fotografie. Poi passa la mezz&#8217;ora successiva a spiegare perch\u00e9 l&#8217;Europa non merita la protezione americana. L&#8217;USCENTCOM ha appena completato oltre ottanta strike contro obiettivi iraniani. Lo Stretto di Hormuz \u00e8 una zona di tensione attiva. 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