{"id":923,"date":"2026-07-15T19:04:07","date_gmt":"2026-07-15T18:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/cpi-inflazione-americana-il-dato-che-warsh-porta-oggi"},"modified":"2026-07-15T19:30:04","modified_gmt":"2026-07-15T18:30:04","slug":"cpi-inflazione-americana-il-dato-che-warsh-porta-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/cpi-inflazione-americana-il-dato-che-warsh-porta-oggi","title":{"rendered":"CPI inflazione americana: il dato che Warsh porta oggi"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: Il CPI di Giugno e le Tre Forze Sottostanti<\/h2>\n<p>Il rapporto pubblicato oggi mostra che l&#8217;inflazione complessiva negli Stati Uniti \u00e8 scesa al 3,5% annuo a giugno, dopo aver toccato il 4,2% a maggio, che rappresentava il picco pi\u00f9 alto in tre anni. L&#8217;inflazione core, che esclude energia e alimentari, si attesta al 2,6% su base annua. Rimane ancora sopra il target del 2% della Fed, ma \u00e8 in traiettoria discendente.<\/p>\n<p>Il driver principale del calo \u00e8 l&#8217;energia. L&#8217;indice energetico ha segnato una flessione del 15,7% mese su mese, la pi\u00f9 pronunciata in sei anni. Il prezzo della benzina \u00e8 calato del 9,7% solo nel mese di giugno. La causa diretta \u00e8 la ripresa del traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz, conseguenza dell&#8217;accordo tra Washington e Teheran che ha allentato la pressione sulla rotta che movimenta circa il 20% del petrolio mondiale.<\/p>\n<p>Sul fronte opposto, due categorie mostrano dinamiche in accelerazione. Il software e i prodotti informatici accessori segnano un rialzo del 17,4% anno su anno. Un dato alimentato dalla corsa ai chip di memoria innescata dall&#8217;AI boom. \u00c8 inoltre aggravato dai dazi sui materiali specializzati necessari alla produzione. L&#8217;abbigliamento sale del 3,9% su base annua, con la pressione tariffaria che si scarica su un comparto in cui gli Stati Uniti importano la quota preponderante dei prodotti dall&#8217;estero. I prezzi delle abitazioni mostrano segnali di normalizzazione negli affitti, ma il prezzo mediano delle case ha raggiunto un record storico superiore ai 440.000 dollari a giugno.<\/p>\n<p>L&#8217;elettricit\u00e0 sale del 4% anno su anno. Un dato che va letto in relazione diretta con il consumo energetico dei data center. La rivoluzione AI si sta trasformando in un costo diffuso per tutti gli utenti industriali e commerciali connessi alla rete elettrica americana.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing di Warsh e la Politica dei Tassi come Strumento di Consenso<\/h2>\n<p>Il dato di oggi non \u00e8 solo macroeconomia. \u00c8 politica monetaria come strumento di governance interna. Kevin Warsh \u00e8 il presidente della Fed nominato da Trump con un mandato esplicito: riportare i tassi verso il basso. Il fatto che il CPI di giugno sia uscito il primo giorno della sua testimonianza al Congresso, in miglioramento rispetto al picco di maggio, offre a Warsh una finestra narrativa preziosa. Il trend si muove nella direzione giusta, la direzione politicamente richiesta.<\/p>\n<p>Ma questo timing va letto nel contesto pi\u00f9 ampio. Da gennaio a maggio 2026, l&#8217;inflazione americana era in rialzo costante, spinta da tre vettori simultanei: le tensioni militari nel Golfo Persico che avevano compresso i volumi attraverso Hormuz, la corsa infrastrutturale ai data center che spingeva verso l&#8217;alto i prezzi dell&#8217;energia e dei semiconduttori, e i dazi dell&#8217;amministrazione Trump che si scaricavano su abbigliamento, componentistica e beni di consumo importati. Giugno ha visto una riduzione parziale di queste pressioni, principalmente grazie all&#8217;accordo geopolitico con l&#8217;Iran. Le tensioni strutturali sul lato tech e tariffario restano intatte.<\/p>\n<p>La Fed \u00e8 ancora distante dal suo target del 2%. La differenza tra il 3,5% attuale e l&#8217;obiettivo non \u00e8 tecnica. \u00c8 politica. Warsh sa che Trump ha bisogno di tassi pi\u00f9 bassi prima delle elezioni di midterm. Il dato di giugno d\u00e0 al nuovo chairman abbastanza copertura per iniziare a costruire il caso per un taglio nei prossimi mesi, senza apparire come uno strumento della Casa Bianca. \u00c8 una differenza sottile ma che conta. Chi capisce la politica monetaria americana come negoziazione di potere interno ha una mappa molto pi\u00f9 precisa di chi la legge solo come tecnica.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Cosa Si Muove e Cosa Anticipa<\/h2>\n<p>Il calo dell&#8217;inflazione americana ha effetti immediati su almeno quattro variabili che le imprese europee con attivit\u00e0 transatlantiche devono monitorare.<\/p>\n<p>Il dollaro si \u00e8 indebolito rispetto all&#8217;euro nelle ore successive alla pubblicazione del dato. Il movimento riflette l&#8217;aspettativa crescente di tagli ai tassi Fed nei prossimi trimestri. Per le imprese italiane che esportano negli Stati Uniti, un dollaro pi\u00f9 debole comprime i margini in euro. Per quelle che acquistano materie prime o componenti denominate in dollari, invece, il movimento \u00e8 favorevole.<\/p>\n<p>Il petrolio ha segnato una stabilizzazione. La riapertura di Hormuz ha gi\u00e0 scontato buona parte del ribasso, e il mercato guarda ora alle decisioni OPEC+ delle prossime settimane come al prossimo trigger direzionale. Il calo dell&#8217;energia di giugno \u00e8 probabilmente un dato una tantum, non l&#8217;inizio di un trend strutturale.<\/p>\n<p>I mercati tech americani mostrano volatilit\u00e0 biforcata. Le grandi infrastrutture AI, come data center e hyperscaler, reggono la pressione grazie alla narrativa di investimento a lungo termine. Il comparto consumer electronics, colpito dai dazi sui materiali, soffre. SpaceX ha perso oltre 800 miliardi di dollari di capitalizzazione dal suo picco di un mese fa. Un segnale che il sentiment sull&#8217;innovazione tech sta subendo una correzione significativa.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sui Treasury a 10 anni \u00e8 il dato che anticipa i movimenti futuri. Un&#8217;aspettativa di taglio dei tassi riduce i rendimenti, sposta capitali verso azioni e credito a rischio, e allenta le condizioni finanziarie globali. Per le PMI italiane che cercano credito per espandere all&#8217;estero, un ciclo Fed accomodante nei prossimi 12 mesi \u00e8 una finestra da non sprecare.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi).<\/strong> Il calo dei prezzi energetici legato all&#8217;accordo Hormuz riduce temporaneamente i costi di trasporto sulle rotte asiatiche e del Golfo. Le imprese che acquistano energia o materie prime con contratti spot o a breve termine beneficiano di un momento favorevole. Chi ha hedging in essere sulle commodity energetiche deve verificare se le coperture sono allineate al nuovo livello di prezzo. Un hedging costruito sul picco di maggio pu\u00f2 diventare un costo aggiuntivo in uno scenario di prezzi in calo. Sul fronte opposto, le imprese che esportano negli USA e fatturano in dollari subiscono il contraccolpo dell&#8217;indebolimento valutario. Un margine gi\u00e0 sotto pressione per i dazi si assottiglia ulteriormente con il cambio.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi).<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 un ciclo Fed di tagli graduali, con il primo taglio atteso tra fine 2026 e inizio 2027. Questo significa condizioni finanziarie pi\u00f9 accomodanti a livello globale, potenziale rafforzamento dell&#8217;euro, e finestre di credito pi\u00f9 favorevoli per investimenti internazionali. Le PMI che oggi rimandano decisioni di apertura di mercato negli USA in attesa di condizioni migliori rischiano di arrivare quando la finestra si \u00e8 gi\u00e0 ristretta. Il reshoring manifatturiero americano proseguir\u00e0 indipendentemente dall&#8217;inflazione. Chi non ha ancora una presenza produttiva o distributiva negli Stati Uniti deve decidere ora se il modello export puro regge ancora nel lungo termine.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi).<\/strong> Il precedente strutturale che emerge da questo CPI \u00e8 la nuova dipendenza dell&#8217;inflazione americana da tre variabili non tradizionali: accordi geopolitici (Hormuz), infrastrutture digitali (data center e chip), e politica tariffaria come strumento di consenso interno. Questa triade ridisegna il profilo di rischio per chiunque esporti negli USA o dipenda da supply chain che passano per gli Stati Uniti. Le imprese europee che non costruiscono capacit\u00e0 di lettura geopolitica integrata nei loro processi decisionali lavoreranno sempre in ritardo rispetto ai concorrenti americani e cinesi che queste dinamiche le governano dall&#8217;interno.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Manifatturiero e componentistica.<\/strong> Le imprese italiane che esportano componenti negli USA si trovano in una posizione contraddittoria. Il calo dell&#8217;inflazione riduce la pressione sui clienti finali americani, ma il dollaro pi\u00f9 debole comprime i margini sul fatturato in valuta estera. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 per chi ha gi\u00e0 una struttura di costi parzialmente in dollari, attraverso fornitori o sussidiarie americane. Il cambio favorevole sul lato costi compensa la pressione sul lato ricavi.<\/p>\n<p><strong>Tessile e moda.<\/strong> Il dato sull&#8217;abbigliamento \u00e8 un segnale diretto per il Made in Italy. Il 3,9% di inflazione sull&#8217;apparel americano riflette la pressione tariffaria sulle importazioni, e il premium che i consumatori americani pagano per il prodotto importato si sta erodendo. Le imprese che hanno costruito il loro posizionamento sul valore percepito senza un presidio distributivo americano strutturato vedranno i loro distributori locali assorbire margini crescenti per compensare i dazi. La risposta non \u00e8 abbassare il prezzo. \u00c8 capire chi controlla davvero la relazione con il cliente finale americano.<\/p>\n<p><strong>Tech e software B2B.<\/strong> Il dato sul software (+17,4% anno su anno negli USA) apre una finestra interessante per le software house italiane con prodotti B2B. In un mercato in cui i prezzi salgono comunque, il premium per soluzioni europee non \u00e8 pi\u00f9 automaticamente un ostacolo competitivo. Il vincolo non \u00e8 il prezzo, ma la capacit\u00e0 di navigare un ciclo di vendita lungo in un mercato che non ti conosce. Chi ha gi\u00e0 un footprint commerciale negli USA beneficia del contesto. Chi lo sta costruendo deve accelerare, non aspettare.<\/p>\n<p><strong>Energie rinnovabili e efficienza energetica.<\/strong> Il rialzo del 4% sull&#8217;elettricit\u00e0 americana, trainato dalla domanda dei data center, crea una pressione sui costi industriali che non scomparir\u00e0 con il calo del petrolio. Le imprese italiane attive nelle rinnovabili, nell&#8217;efficienza energetica industriale e nelle soluzioni di gestione del consumo trovano un mercato americano strutturalmente recettivo. Il problema energetico degli hyperscaler si trasferisce a cascata su tutti gli utenti industriali connessi alla rete.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: Le Tre Trappole nel Dato di Giugno<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: la trappola del rimbalzo.<\/strong> Il calo dell&#8217;inflazione di giugno \u00e8 reale ma non garantisce una traiettoria. La componente energetica, che ha guidato la flessione, dipende dalla tenuta dell&#8217;accordo USA-Iran e dalla stabilit\u00e0 del traffico a Hormuz. Un deterioramento delle relazioni, una provocazione nel Golfo, o una decisione OPEC+ di tagliare la produzione possono ribaltare il dato in pochi giorni. Le imprese che assumono che il calo dei costi energetici sia strutturale e non rivedono le loro proiezioni di budget espongono i loro margini a uno shock di rimbalzo.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: il costo nascosto dell&#8217;AI.<\/strong> Il rialzo del 17,4% nel software e il +4% sull&#8217;elettricit\u00e0 sono due facce dello stesso fenomeno. La corsa infrastrutturale all&#8217;intelligenza artificiale sta redistribuendo costi su soggetti che non hanno nulla a che fare con il settore tech. Un&#8217;impresa manifatturiera italiana con sedi produttive negli USA o con fornitori americani di servizi digitali sta gi\u00e0 assorbendo questi costi senza riconoscerli come tali. La linea tra inflazione tech e inflazione generalizzata \u00e8 sempre pi\u00f9 sottile.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: la dipendenza dalla narrativa Warsh.<\/strong> Se la Fed inizia a tagliare i tassi sulla base di un trend inflazionistico che si rivela temporaneo, il rischio \u00e8 un errore di politica monetaria con conseguenze globali. Un taglio prematuro dei tassi americani che viene poi revocato crea volatilit\u00e0 sui tassi di cambio, sui mercati obbligazionari e sulle condizioni di credito che si propagano in Europa in tempi molto brevi. La BCE, che ha gi\u00e0 le sue dinamiche interne, si trova a navigare in un ambiente monetario ancora pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Leggo questo dato CPI come un imprenditore che opera sui mercati internazionali, non come un economista. E quello che vedo \u00e8 una conferma di qualcosa che ripeto da anni: i numeri macroeconomici americani non si leggono in isolamento. Si leggono come output di negoziazioni di potere che avvengono molto prima che i dati vengano pubblicati.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo con l&#8217;Iran che ha riaperto Hormuz non \u00e8 una vittoria diplomatica casuale. \u00c8 una mossa calcolata per dare a Warsh la copertura politica necessaria per costruire il caso di un taglio dei tassi prima delle elezioni di midterm. Il calo del petrolio \u00e8 reale, ma \u00e8 anche strumentale. Chi capisce questa sequenza sa che deve posizionarsi adesso, nella finestra tra il dato favorevole e il prossimo shock che inevitabilmente arriver\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, come al solito, arriver\u00e0 a leggere questo dato con tre mesi di ritardo. La BCE terr\u00e0 la sua posizione, Schnabel parler\u00e0 di resilienza europea, e nel frattempo le PMI italiane che non hanno ancora deciso cosa fare degli Stati Uniti aspetteranno altri segnali. Il problema \u00e8 che i segnali esistono gi\u00e0. Il dato di giugno \u00e8 un segnale. La nomina di Warsh \u00e8 un segnale. La pressione tariffaria sull&#8217;abbigliamento \u00e8 un segnale. Manca solo chi sa leggerli come sistema, non come eventi separati.<\/p>\n<p>La lezione operativa che porto da questo dato \u00e8 semplice: la finestra di condizioni favorevoli per l&#8217;accesso al mercato americano, almeno sul fronte del credito e del costo del capitale, si sta aprendo nei prossimi sei mesi. Non durer\u00e0 per sempre. Le imprese che oggi stanno valutando l&#8217;ingresso negli USA rischiano di trovarsi a decidere quando la finestra si \u00e8 gi\u00e0 richiusa, i tassi sono tornati su, e i loro concorrenti europei hanno gi\u00e0 firmato i contratti distributivi.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti: CPI e Inflazione Americana<\/h2>\n<p><strong>Il CPI di giugno significa che l&#8217;inflazione americana torner\u00e0 al 2%?<\/strong><br \/>No. Il CPI \u00e8 sceso al 3,5%, ma il calo \u00e8 stato trainato principalmente dall&#8217;energia, una componente volatile. L&#8217;inflazione core, che esclude energia e alimentari, rimane al 2,6%. Un ritorno al target del 2% dipender\u00e0 da come si evolvono la pressione tariffaria e i costi dell&#8217;infrastruttura AI nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Come impatta il dato sull&#8217;euro-dollaro nei prossimi mesi?<\/strong><br \/>Il dato favorevole sul CPI ha indebolito il dollaro nelle prime ore dopo la pubblicazione. Se la Fed inizia a tagliare i tassi come il mercato ora prezza, l&#8217;euro potrebbe apprezzarsi ulteriormente. Questo migliora la competitivit\u00e0 delle esportazioni europee negli USA, ma comprime i margini in euro per chi fattura in dollari. Le imprese devono monitorare il cambio come proxy di quando la finestra di opportunit\u00e0 su tassi bassi si aprir\u00e0 davvero.<\/p>\n<p><strong>Quali settori italiani dovrebbero muoversi subito in risposta a questo dato?<\/strong><br \/>I settori pi\u00f9 esposti sono quelli che soffrono di pressione tariffaria (tessile, abbigliamento, componentistica) e quelli che beneficiano di tassi bassi (tech B2B, energie rinnovabili). Per il manifatturiero, il timing critico \u00e8 ora: il dollaro indebolito comprime margini oggi, ma un accesso al credito pi\u00f9 facile negli USA nei prossimi 6 mesi crea opportunit\u00e0 di investimento distributivo e produttivo che non torneranno se rimandare.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;accordo USA-Iran su Hormuz durer\u00e0 o \u00e8 solo una finestra temporanea?<\/strong><br \/>Gli accordi geopolitici nel Golfo Persico sono per natura fragili. Il calo del petrolio che abbiamo visto \u00e8 reale, ma dipende dalla tenuta dell&#8217;accordo. Una provocazione, un cambio di amministrazione, o una decisione OPEC+ di ridurre la produzione possono ribaltare il dato rapidamente. Le imprese non dovrebbero pianificare su un calo strutturale dell&#8217;energia, ma su una finestra temporanea di costi ridotti che potrebbe durare 3-6 mesi. Oltre quella finestra, \u00e8 consigliabile assumere una normalizzazione dei prezzi energetici verso livelli pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il rischio maggiore per le PMI italiane in questo scenario?<\/strong><br \/>Il rischio maggiore \u00e8 assumere che il calo dell&#8217;inflazione americana sia un segnale di stabilit\u00e0 durevole. In realt\u00e0, il dato \u00e8 un output di una negoziazione geopolitica complessa e di pressioni strutturali che rimangono. Le PMI che rimandano decisioni strategiche aspettando ulteriori conferme rischiano di perdere una finestra di accesso a mercati e credito che potrebbe non riaprirsi con le stesse condizioni. La paralisi decisionale \u00e8 il vero nemico.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Fed e politica monetaria:<\/strong> le prossime dichiarazioni di Warsh dopo la testimonianza al Congresso, le minute della riunione di giugno gi\u00e0 pubblicate, e soprattutto le aspettative implicite sui futures dei Fed Fund per fine 2026 e inizio 2027. Se il mercato prezza pi\u00f9 di due tagli entro marzo 2027, il segnale di finestra favorevole si consolida.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte energetico e geopolitico:<\/strong> la tenuta dell&#8217;accordo USA-Iran nei prossimi 30-45 giorni, la prossima riunione OPEC+ e le sue decisioni sulla produzione, e il volume di traffico tanker attraverso Hormuz come proxy della stabilit\u00e0 dell&#8217;accordo. Un calo del traffico \u00e8 il segnale d&#8217;allarme prima che i prezzi si muovano.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte tech e supply chain:<\/strong> i risultati trimestrali dei grandi hyperscaler americani (Microsoft, Amazon, Google) attesi nelle prossime settimane, che daranno indicazioni sulla spesa infrastrutturale AI e sui suoi riflessi sui prezzi dell&#8217;energia e dei chip. Monitorare anche l&#8217;evoluzione dei dazi sui materiali per semiconduttori. Qualsiasi allentamento o inasprimento impatta direttamente i costi di produzione di componentistica italiana destinata al mercato tech globale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte BCE e mercati europei:<\/strong> l&#8217;intervista di Cipollone uscita stamattina su Ouest-France e i prossimi segnali di Schnabel sull&#8217;orientamento di politica monetaria europea, che determineranno la dinamica del cambio euro-dollaro nelle prossime settimane. Un ciclo BCE ancora restrittivo mentre la Fed taglia crea pressioni di apprezzamento sull&#8217;euro che erodono competitivit\u00e0 delle esportazioni italiane.<\/p>\n<h2>I Numeri che Warsh Non Pu\u00f2 Pubblicare<\/h2>\n<p>Kevin Warsh uscir\u00e0 dalla sua testimonianza con un dato favorevole in mano e una narrativa costruita con cura. L&#8217;inflazione scende, il trend va nella direzione giusta, i tagli sono all&#8217;orizzonte. \u00c8 una storia pulita, e funzioner\u00e0 politicamente.<\/p>\n<p>Ma sotto quella storia ci sono tre dinamiche che non si risolvono con un accordo geopolitico e un CPI favorevole: la pressione tariffaria strutturale che continua a erodere i margini del manifatturiero, il costo diffuso dell&#8217;infrastruttura AI che si scarica su tutti gli utenti industriali di energia, e la dipendenza dell&#8217;economia americana da accordi geopolitici che possono essere revocati con la stessa rapidit\u00e0 con cui vengono firmati.<\/p>\n<p>Per un imprenditore italiano, la lezione di questo mese non \u00e8 che l&#8217;inflazione americana scende. La lezione \u00e8 che la politica monetaria pi\u00f9 potente del mondo si muove in risposta a una negoziazione a Teheran, a un investimento in GPU in Texas, e a una decisione di acquisto di jeans a Guangzhou. Capire questi collegamenti non \u00e8 macroeconomia. \u00c8 l&#8217;unico modo per prendere decisioni di mercato che reggano allo shock successivo.<\/p>\n<p>Un dato favorevole non \u00e8 un segnale per aspettare. \u00c8 una finestra per muoversi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: Il CPI di Giugno e le Tre Forze Sottostanti Il rapporto pubblicato oggi mostra che l&#8217;inflazione complessiva negli Stati Uniti \u00e8 scesa al 3,5% annuo a giugno, dopo aver toccato il 4,2% a maggio, che rappresentava il picco pi\u00f9 alto in tre anni. L&#8217;inflazione core, che esclude energia e alimentari, si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":922,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[193,1903,1901,427,248,1902,212,363,361,1027,187,364,6,356,1214],"class_list":["post-923","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-cambioeurodollaro","tag-chipai","tag-cpi2026","tag-datacenter","tag-dazitrump","tag-energiaecosti","tag-esportazioniitaliane","tag-federalreserve","tag-inflazioneusa","tag-kevinwarsh","tag-mercatoamericano","tag-politicamonetaria","tag-rischiogeopolitico","tag-supplychainglobale","tag-tassiinteresse"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=923"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/923\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":924,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/923\/revisions\/924"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}