{"id":958,"date":"2026-07-21T19:03:56","date_gmt":"2026-07-21T18:03:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/conflitto-usa-iran-rischi-export-e-supply-chain"},"modified":"2026-07-21T19:03:56","modified_gmt":"2026-07-21T18:03:56","slug":"conflitto-usa-iran-rischi-export-e-supply-chain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/conflitto-usa-iran-rischi-export-e-supply-chain","title":{"rendered":"Conflitto USA Iran, rischi export e supply chain"},"content":{"rendered":"<p>Aden, 21 luglio 2026, alba. Un mercantile nel corridoio di Hormuz viene colpito da un proiettile di origine sconosciuta. L&#8217;equipaggio abbandona la nave e sale su una scialuppa di salvataggio. A Bahrain, le sirene suonano mentre i missili iraniani cercano le basi americane. A Kuwait City, i droni prendono di mira impianti idrici ed elettrici. \u00c8 la decima notte consecutiva di scambi militari tra Washington e Teheran.<\/p>\n<p><strong>Quello che i mercati stanno ancora sottovalutando non \u00e8 la guerra. \u00c8 la velocit\u00e0 con cui la guerra sta ridisegnando i flussi di capitale, le rotte energetiche e il costo del rischio globale, mentre la maggior parte degli imprenditori europei guarda al conflitto come se fosse televisione e non bilancio.<\/strong><\/p>\n<p>I segnali arrivano da fronti diversi e simultanei: i Houthi dello Yemen dichiarano un blocco navale contro l&#8217;Arabia Saudita, minacciando il passaggio meridionale verso il Mar Rosso. MarketWatch segnala oggi che &#8220;un&#8217;arteria petrolifera \u00e8 sotto minaccia e i mercati non hanno ancora incorporato la crisi crescente&#8221;. La Fed, con il discorso di Waller del 13 luglio intitolato <em>Monetary Policy at a Crossroads<\/em>, ha gi\u00e0 indicato che la banca centrale americana naviga in acque incerte. E la BCE pubblica oggi il suo sondaggio sul credito bancario, con condizioni di accesso al finanziamento che si stringono proprio mentre i costi operativi salgono.<\/p>\n<p>Per chi fa impresa oltre confine, questo non \u00e8 un conflitto da monitorare: \u00e8 una variabile che sta gi\u00e0 cambiando i conti economici del secondo semestre 2026.<\/p>\n<hr>\n<h2>Il Fatto in Numeri: La Geometria del Conflitto che Nessun Briefing Interno Ti Ha Spiegato<\/h2>\n<p>L&#8217;operazione americana contro l&#8217;Iran \u00e8 arrivata alla decima notte consecutiva di bombardamenti, con il Comando Centrale (CENTCOM) che ha colpito centri di comando militare, capacit\u00e0 marittime, siti di lancio missili e droni, e sistemi di difesa aerea. Sul piano delle perdite umane americane: almeno quattro soldati caduti, tra cui il Primo Tenente Tyler James Freehen, 25 anni, delle Hawaii, e la Soldatessa Isabella Gonzalez, 19 anni, del Texas.<\/p>\n<p>Sul fronte economico iraniano, il Segretario al Tesoro Bessant ha citato questa mattina un&#8217;inflazione al 300% in Iran, effetto delle sanzioni cumulative che stanno erodendo la capacit\u00e0 di resistenza del regime. Ma la crisi non si misura solo in Iran: i Houthi, collegati a Teheran, hanno dichiarato un blocco navale contro l&#8217;Arabia Saudita che taglia il corridoio meridionale del Mar Rosso, quello che storicamente confluisce verso Bab-el-Mandeb e poi verso Suez. I mercati petroliferi segnalano oggi stress su entrambe le rotte di transito del Golfo, quella di Hormuz e quella meridionale, uno scenario che non si era mai materializzato simultaneamente in questa intensit\u00e0.<\/p>\n<p>I dati che mancano ancora dai report ufficiali sono i pi\u00f9 pericolosi: la volatilit\u00e0 implicita sul petrolio non sconta ancora uno scenario di blocco prolungato delle rotte. Il mercato dei futures sta prezzando tensione, non interruzione strutturale. Questa differenza di percezione \u00e8 il gap in cui si forma il rischio reale per le aziende che pianificano su orizzonti di sei mesi.<\/p>\n<hr>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: Il Timing Non \u00e8 Casuale<\/h2>\n<p>Dieci giorni di operazioni militari americane non si costruiscono per caso. Quello che sta succedendo oggi \u00e8 il risultato di una sequenza precisa: prima un memorandum d&#8217;intesa che non ha mai preso forma concreta, poi tentativi di mediazione da parte di Pakistan, Egitto, Oman e Qatar per ottenere una pausa di dieci giorni, poi la rottura di ogni accordo di cessate il fuoco da parte iraniana, e infine l&#8217;attacco deliberato alle caserme americane in Giordania, con soldati uccisi in quello che le analisi dell&#8217;Institute for the Study of War descrivono come un atto intenzionale, non un errore di calcolo.<\/p>\n<p>La variabile che cambia tutto nel luglio 2026, rispetto ad analoghi momenti di tensione nel recente passato, \u00e8 la postura americana. L&#8217;amministrazione Trump ha scelto di rispondere militarmente ogni volta che un soldato americano viene ucciso, con una logica di escalation simmetrica che in Medio Oriente non ha precedenti recenti cos\u00ec dichiarati. La promessa sul social network presidenziale, letterale: &#8220;Ogni volta che l&#8217;Iran uccide un soldato americano, pagher\u00e0 molte volte quella perdita.&#8221;<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 retorica da campagna elettorale. \u00c8 una regola operativa che i comandi militari stanno applicando. E le regole operative cambiano i calcoli di rischio per chiunque abbia asset, contratti o relazioni commerciali nel raggio d&#8217;azione di questa dinamica: Golfo Persico, Mar Rosso, Iraq, Giordania, Kuwait, Bahrain.<\/p>\n<hr>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: Il Petrolio Non Dice la Verit\u00e0, i Premi Assicurativi S\u00ec<\/h2>\n<p>Il petrolio \u00e8 il segnale pi\u00f9 visibile ma anche il pi\u00f9 fuorviante in questo momento. Come nota MarketWatch oggi, esiste una trappola strutturale: anche se il prezzo del greggio dovesse calare per via di negoziati o pause temporanee, i prezzi al consumo dell&#8217;energia non scendono con la stessa velocit\u00e0, perch\u00e9 la catena di raffinazione, distribuzione e stoccaggio ha gi\u00e0 incorporato i costi del rischio.<\/p>\n<p>Il dato che anticipa i problemi prima che appaiano sui giornali non \u00e8 il prezzo del barile, ma il War Risk Insurance Premium sulle rotte Golfo-Europa. Questo dato, che determina il costo effettivo del trasporto marittimo, si \u00e8 moltiplicato nelle ultime settimane e non \u00e8 incorporato nei contratti firmati prima dell&#8217;escalation. Chi ha accordi di fornitura con prezzi fissi di trasporto sta gi\u00e0 subendo l&#8217;assorbimento forzato di questa differenza.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, il dollaro resta strumento di flight-to-safety. L&#8217;euro, gi\u00e0 sotto pressione per la stretta creditizia segnalata dalla BCE nel suo sondaggio odierno di luglio 2026, non beneficia della funzione di rifugio. Per le aziende italiane con debiti o contratti denominati in dollari, la combinazione di dollaro forte e costi energetici elevati \u00e8 un effetto moltiplicatore dei margini compressi. I mercati azionari europei stanno assorbendo in silenzio una volatilit\u00e0 che non appare ancora nei titoli, ma che si vede nella larghezza degli spread sulle obbligazioni corporate dei settori pi\u00f9 esposti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane: Tre Orizzonti<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> le aziende con contratti di fornitura o di vendita che attraversano il Golfo Persico, il Mar Rosso o che hanno come controparti operatori con base in Bahrain, Kuwait, Giordania o negli Emirati devono riesaminare le clausole di forza maggiore e le condizioni assicurative entro giorni, non settimane. I War Risk Premium sono gi\u00e0 cambiati. Chi non ha aggiornato la copertura assicurativa delle spedizioni dopo il 10 luglio sta operando su un profilo di rischio non coperto. Parallelamente, le aziende esportatrici verso mercati che dipendono dall&#8217;energia del Golfo, dall&#8217;India all&#8217;Europa orientale, vedranno i propri clienti sotto pressione di liquidit\u00e0 nelle prossime settimane.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> lo scenario pi\u00f9 probabile non \u00e8 una risoluzione rapida n\u00e9 una guerra totale, ma un conflitto a intensit\u00e0 variabile con pause negoziali intermittenti, simile per struttura a quello che si \u00e8 visto in altri teatri regionali. In questo scenario, sopravvivono le aziende che hanno gi\u00e0 diversificato le rotte di approvvigionamento e che non dipendono da un singolo corridoio marittimo. Chi ha iniziato processi di nearshoring o di sourcing alternativo prima del luglio 2026 \u00e8 oggi in posizione di vantaggio competitivo concreto. Chi non lo ha fatto ha un finestra di 12 mesi per strutturarlo prima che la ridefinizione delle rotte diventi permanente.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> il precedente strutturale che si sta creando \u00e8 la coesistenza di due sistemi di transito nel Golfo, uno protetto dalla presenza militare americana e accessibile agli alleati, uno esposto alle pressioni iraniane e houthi. Questo non \u00e8 un&#8217;ipotesi: \u00e8 gi\u00e0 nella proposta circolata di &#8220;due rotte per Hormuz&#8221; di cui si discute nelle stanze negoziali americane. Per le PMI italiane, questo significa che il costo di operare su certi mercati diventer\u00e0 strutturalmente diverso a seconda della filiera e della rotta utilizzata. Le aziende che oggi costruiscono relazioni e presence nei mercati del Golfo ancora accessibili, soprattutto negli EAU e in Arabia Saudita, stanno posizionandosi nella parte corretta di questa divisione.<\/p>\n<hr>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Metalmeccanica e macchinari industriali.<\/strong> L&#8217;Arabia Saudita, il Kuwait e gli EAU sono tra i mercati pi\u00f9 dinamici per l&#8217;export italiano di macchinari. Il blocco navale houthi contro Riyad non colpisce solo il petrolio saudita: colpisce il flusso di importazioni di questi paesi, inclusi i macchinari italiani in transito. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che le aziende in grado di garantire consegna via rotte alternative (aerea per componenti critici, rerouting via Capo di Buona Speranza per grandi impianti) diventano fornitori preferenziali in un momento in cui la continuit\u00e0 operativa vale pi\u00f9 del prezzo.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e beverage.<\/strong> Meno ovvio, ma pi\u00f9 esposto di quanto sembri: l&#8217;inflazione energetica si trasmette ai costi di refrigerazione, logistica e imballaggio. Le aziende del food italiano che esportano in mercati del Golfo hanno contratti con termini di consegna che non incorporano i nuovi premi assicurativi. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 nella certificazione Halal e nella capacit\u00e0 di servire mercati alternativi nel corridoio indo-pacifico, che stanno aumentando la domanda di prodotti europei di qualit\u00e0 proprio mentre la volatilit\u00e0 scoraggia i concorrenti meno strutturati.<\/p>\n<p><strong>Bancario e finanza d&#8217;impresa.<\/strong> La stretta del credito segnalata dalla BCE oggi nel suo sondaggio di luglio 2026 non \u00e8 indipendente dal contesto geopolitico: le banche europee stanno aumentando le riserve di rischio su esposizioni nelle aree di conflitto. Per le PMI italiane, questo si traduce in lettere di credito pi\u00f9 costose, fideiussioni pi\u00f9 difficili da ottenere e linee di credito per l&#8217;export che si riducono proprio quando servirebbero di pi\u00f9. Chi non ha ancora diversificato gli strumenti di finanziamento dell&#8217;export, integrando SACE e SIMEST con strumenti di mercato, si trover\u00e0 a corto di ossigeno finanziario nel momento sbagliato.<\/p>\n<hr>\n<h2>Rischi da Monitorare: Tre Trigger Prima dell&#8217;Autunno<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio \u2014 Blocco simultaneo di Hormuz e Bab-el-Mandeb:<\/strong> la dichiarazione houthi di blocco navale contro l&#8217;Arabia Saudita, se trasformata in azione militare sistematica, chiude contemporaneamente il corridoio meridionale del Mar Rosso e aumenta la pressione su Hormuz. Questo scenario non \u00e8 prezzato dai mercati. Se si materializza, il prezzo del petrolio subisce uno shock immediato e i costi di trasporto marittimo verso l&#8217;Europa salgono in modo non lineare. Le aziende senza coperture hedging sui costi energetici e logistici subiscono l&#8217;impatto senza ammortizzatori.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio \u2014 Escalation verso il nucleare iraniano:<\/strong> il Financial Times cita oggi la possibilit\u00e0 che il regime change torni nell&#8217;agenda americana. Se l&#8217;obiettivo militare si allarga agli impianti nucleari iraniani, la risposta missilistica iraniana potrebbe colpire infrastrutture energetiche della penisola arabica. Questo non \u00e8 uno scenario remoto: \u00e8 gi\u00e0 nelle analisi pubbliche dell&#8217;Institute for the Study of War. L&#8217;impatto per le aziende europee sarebbe un&#8217;interruzione immediata delle forniture di GNL e petrolio dalla regione, con effetti sull&#8217;energia europea in autunno-inverno 2026.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio \u2014 Contagio del credito commerciale nel Golfo:<\/strong> le banche del Golfo Persico che finanziano il commercio regionale stanno gi\u00e0 rivalutando i propri portafogli di rischio. Se uno o pi\u00f9 istituti regionali riducono le linee di credito commerciale, le controparti locali delle aziende italiane potrebbero non riuscire a onorare i pagamenti nei tempi previsti. Il rischio di credito commerciale verso i mercati del Golfo \u00e8 oggi sottostimato nei bilanci delle PMI esportatrici.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che sta succedendo in questo momento non \u00e8 una crisi geopolitica con implicazioni economiche. \u00c8 una crisi economica travestita da scontro militare. Quando guardo la sequenza di eventi degli ultimi dieci giorni, vedo qualcosa di preciso: l&#8217;Iran sta usando la capacit\u00e0 di disruption sulle rotte energetiche come unica leva negoziale rimasta, dopo che le sanzioni americane hanno ridotto a zero quasi tutte le altre. Il 300% di inflazione citato da Bessant non \u00e8 un numero astratto: \u00e8 la misura di quanto il regime di Teheran sia disposto a sopportare prima di cedere, o di quanto sia vicino al punto di rottura interna.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, in questo scenario, \u00e8 un osservatore che paga il conto senza sedere al tavolo. Nessun governo europeo ha una posizione operativa su questa crisi. La BCE emette comunicati sul credito bancario. La Commissione tace. I singoli stati nazionali non hanno n\u00e9 la massa critica n\u00e9 la volont\u00e0 politica per influenzare la dinamica negoziale. Le imprese europee, e italiane in particolare, si trovano a subire le conseguenze di un conflitto che altri hanno scelto, senza che nessuno delle istituzioni che dovrebbero rappresentarle abbia nemmeno definito una posizione.<\/p>\n<p>La lezione operativa per chi fa impresa in questo momento \u00e8 semplice e scomoda: non puoi aspettare che i governi proteggano le tue supply chain o i tuoi mercati di sbocco. La sovranit\u00e0 economica delle PMI italiane si costruisce con scelte che si fanno adesso, non quando le rotte sono gi\u00e0 bloccate e i contratti gi\u00e0 violati. Chi sta usando questi giorni per mappare le dipendenze critiche, rivalutare le coperture assicurative e identificare rotte alternative sta facendo esattamente quello che i propri concorrenti non stanno facendo.<\/p>\n<hr>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte del conflitto USA-Iran:<\/strong> la risposta americana ai missili su Bahrain nelle prossime 48 ore. Se l&#8217;escalation colpisce impianti nucleari o infrastrutture petrolifere iraniane, si entra in una fase qualitativamente diversa con impatti immediati sui mercati energetici globali.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte houthi e Mar Rosso:<\/strong> se il blocco navale contro l&#8217;Arabia Saudita si trasforma in attacchi sistematici alle petroliere saudite in transito, il premio assicurativo sulle rotte subir\u00e0 un salto non lineare. Monitorare le comunicazioni di Lloyd&#8217;s e dei principali assicuratori marittimi come indicatore anticipatore.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> volatilit\u00e0 implicita sul petrolio Brent a 30 e 60 giorni. Spread sulle obbligazioni corporate europee dei settori energia e trasporti. Andamento del dollaro rispetto all&#8217;euro, che segnala l&#8217;intensit\u00e0 del flight-to-safety.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del credito europeo:<\/strong> il sondaggio BCE pubblicato oggi mostra condizioni di accesso al credito gi\u00e0 in stretta. Seguire le decisioni delle banche italiane sui plafond di garanzia per operazioni di export verso mercati a rischio elevato nelle prossime settimane.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte negoziale:<\/strong> le trattative mediate da Qatar, Oman ed Egitto per una pausa di dieci giorni. Se entro fine luglio non producono risultati concreti, la finestra per un accordo si chiude prima delle elezioni di midterm americane, che il presidente Trump non pu\u00f2 permettersi di affrontare con un conflitto aperto che non abbia una narrativa di vittoria.<\/p>\n<hr>\n<h2>Domande e Risposte: Quello Che Devi Sapere Ora<\/h2>\n<p><strong>D: La mia azienda esporta verso il Golfo. Quanto mi costa in pi\u00f9 il War Risk Insurance Premium oggi rispetto a due settimane fa?<\/strong><\/p>\n<p>R: Il War Risk Insurance Premium sulle rotte Golfo-Europa si \u00e8 moltiplicato in modo non lineare nelle ultime due settimane. Per una spedizione marittima standard da Dubai a Rotterdam, il premio \u00e8 passato da circa lo 0,5% del valore merci a costi che oscillano tra il 2-3%, con punte anche superiori per spedizioni verso aree di conflitto diretto (Iraq, Giordania, Bahrain). Se hai contratti con prezzi di trasporto fissi firmati prima del 10 luglio, stai gi\u00e0 subendo la differenza senza ammortizzatori. Contatta immediatamente i tuoi broker marittimi per aggiornare le quotazioni.<\/p>\n<p><strong>D: Il mio cliente nel Kuwait non riesce pi\u00f9 a ottenere credito commerciale dalle banche locali. Cosa significa per me?<\/strong><\/p>\n<p>R: Significa che il tuo cliente sta affrontando problemi di liquidit\u00e0 causati dalla stretta del credito che le banche del Golfo stanno applicando a fronte del conflitto. Per te, questo si traduce in ritardi di pagamento, probabili richieste di estensione dei termini di credito commerciale, e potenziale insoluto se la situazione si aggrava. Azioni immediate: riduci l&#8217;esposizione creditizia verso questo cliente, richiedi pagamenti anticipati per nuovi ordini, e utilizza strumenti di factoring o letters of credit per proteggere la liquidit\u00e0. Valuta anche SACE per coperture contro insolvibilit\u00e0 commerciale.<\/p>\n<p><strong>D: Devo continuare a investire in supply chain nel Golfo, o dovrei cercare alternative?<\/strong><\/p>\n<p>R: La risposta dipende dal tuo orizzonte temporale e dal settore. Se sei nel breve termine (0-6 mesi) e dipendi fortemente da fornitori locali, il rischio \u00e8 alto. Se sei nel medio-lungo termine (18+ mesi), il Golfo rimane strategico perch\u00e9 la presenza americana garantisce accesso ai mercati pi\u00f9 sani della regione (EAU, Arabia Saudita), mentre i concorrenti meno strutturati si ritirano. L&#8217;opportunit\u00e0 \u00e8 per chi riesce a diversificare senza abbandonare completamente la regione. Nearshoring verso mercati euro-mediterranei, sourcing alternativo dai paesi indo-pacifici, mantenimento di una presence negli EAU per accedere ai mercati sauditi: questa \u00e8 la combinazione che regge gli shock.<\/p>\n<p><strong>D: Il mio finanziamento dell&#8217;export verso il Golfo \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile. Cosa posso fare?<\/strong><\/p>\n<p>R: La stretta del credito segnalata dalla BCE si sta ripercuotendo sulle banche italiane, che stanno aumentando i requisiti di riserva e riducendo i plafond per operazioni verso mercati ad alto rischio geopolitico. Azioni immediate: diversifica i tuoi strumenti di finanziamento. Non fare affidamento solo sulle linee di credito bancario tradizionali. Integra con SACE (garanzie statali su crediti verso mercati a rischio), SIMEST (finanziamenti agevolati), factoring internazionale, e lettere di credito da banche locali nei mercati di sbocco. Contatta anche il tuo bank relationship manager per rinegoziare le condizioni prima che la finestra si chiuda completamente.<\/p>\n<hr>\n<h2>La Guerra Come Specchio: Cosa Rivela di Noi<\/h2>\n<p>Dieci notti fa, mentre un mercantile affondava nella nebbia di Hormuz e le sirene suonavano a Manama, qualcuno stava ancora aspettando che la situazione &#8220;si chiarisse&#8221; prima di agire. La chiarezza non arriver\u00e0: arriver\u00e0 invece il conto, sotto forma di premi assicurativi moltiplicati, forniture ritardate, lettere di credito rifiutate e contratti con controparti del Golfo improvvisamente fragili.<\/p>\n<p>La dinamica di potere in gioco \u00e8 questa: Washington vuole costringere Teheran a negoziare cedendo qualcosa di sostanziale sul programma nucleare. Teheran vuole sopravvivere all&#8217;offensiva e mantenere la capacit\u00e0 di disturbo sulle rotte energetiche come unica leva. Nel mezzo, l&#8217;Europa paga la benzina, le assicurazioni e i ritardi, senza avere voce nella stanza dove si decide.<\/p>\n<p>Per le imprese italiane che operano oltre confine, la guerra non \u00e8 una notizia da seguire. \u00c8 un cambio di costi che entra nel P&#038;L di quest&#8217;anno, un cambio di rotte che ridisegna le supply chain del prossimo, e un cambio di rischio creditizio che ridefinisce chi pu\u00f2 permettersi di crescere nei mercati del Golfo nei prossimi tre anni. La vera partita non si gioca a Hormuz: si gioca nei consigli di amministrazione di chi decide oggi di costruire una struttura di internazionalizzazione che regge gli shock, invece di aspettare che lo scenario torni a essere quello che era prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aden, 21 luglio 2026, alba. Un mercantile nel corridoio di Hormuz viene colpito da un proiettile di origine sconosciuta. L&#8217;equipaggio abbandona la nave e sale su una scialuppa di salvataggio. 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