{"id":970,"date":"2026-07-23T19:04:12","date_gmt":"2026-07-23T18:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/dazi-canada-opportunita-export-per-le-pmi-europee"},"modified":"2026-07-23T19:30:04","modified_gmt":"2026-07-23T18:30:04","slug":"dazi-canada-opportunita-export-per-le-pmi-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/dazi-canada-opportunita-export-per-le-pmi-europee","title":{"rendered":"Dazi Canada: opportunit\u00e0 export per le PMI europee"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: un&#8217;alleanza da 2.000 miliardi che si incrina in diretta<\/h2>\n<p>Il commercio bilaterale tra Stati Uniti e Canada vale circa 800 miliardi di dollari annui, con catene produttive cos\u00ec integrate che un&#8217;auto assemblata a Detroit pu\u00f2 contenere componenti canadesi che hanno attraversato il confine sei o sette volte prima di diventare un veicolo finito. I nuovi dazi al 50%, applicati via decreto presidenziale sotto la Sezione 338 dello Smoot-Hawley Tariff Act (norma rimasta inutilizzata per un secolo), colpiscono un flusso di merci stimato in 28 miliardi di dollari, stando alle prime proiezioni pubblicate il 22 luglio.<\/p>\n<p>Il dato politicamente pi\u00f9 rilevante, per\u00f2, viene dal Pew Research Center: nel 2022, l&#8217;83% dei canadesi considerava gli Stati Uniti un partner affidabile. Nel 2026, quella cifra \u00e8 crollata al 35%. Non \u00e8 un sondaggio di opinione, \u00e8 un segnale strutturale: una societ\u00e0 intera ha cambiato postura e non torner\u00e0 indietro. La BCE, che oggi ha pubblicato le proprie decisioni di politica monetaria, opera in un contesto in cui l&#8217;instabilit\u00e0 nordamericana aggiunge pressione sulle aspettative di crescita globale, rendendo il costo del capitale un fattore ancora pi\u00f9 rilevante per chi pianifica investimenti export a medio termine.<\/p>\n<p>Il governo Carney ha risposto con una strategia di de-escalation tattica, senza contromisure immediate e con apertura al negoziato formale, ma ha gi\u00e0 attivato la diplomazia commerciale con Cina, India, Europa e Medio Oriente. Il Wall Street Journal, in un&#8217;analisi del 21 luglio, ha descritto Carney come l&#8217;architetto di un tentativo deliberato di riorganizzare le &#8220;medie potenze&#8221; globali attorno a un asse alternativo a Washington. Questo non \u00e8 un esercizio retorico, \u00e8 un mandato operativo per i prossimi anni.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il timing non \u00e8 casuale<\/h2>\n<p>Lo USMCA, il grande accordo commerciale nordamericano rilanciato da Trump nel suo primo mandato come miglioramento del NAFTA, era in scadenza per revisione. L&#8217;amministrazione ha annunciato che non intende rinnovarlo nei termini attuali. Questo ha trasformato l&#8217;accordo in quello che il giornalismo canadese chiama uno &#8220;zombie deal&#8221;: tecnicamente in vigore, praticamente privo di certezze. Nessuna impresa pianifica investimenti su base quinquennale in uno scenario di rinegoziazione annuale.<\/p>\n<p>Il timing della mossa attuale, luglio 2026 con scadenza trenta giorni, non \u00e8 casuale. Coincide con la finestra in cui il governo Carney sta accelerando i contatti con Bruxelles su sicurezza e commercio, con le trattative sulle materie prime critiche con l&#8217;India, e con segnali di apertura verso mercati del Golfo. Washington ha deciso di applicare pressione esattamente nel momento in cui Ottawa stava costruendo alternative credibili, perch\u00e9 sa che aspettare renderebbe quelle alternative meno reversibili. \u00c8 un calcolo strategico che chi studia le relazioni di potere riconosce immediatamente.<\/p>\n<p>La base giuridica scelta, la Sezione 338 dello Smoot-Hawley, \u00e8 significativa anche per un altro motivo: secondo gli esperti citati dalla stampa canadese nelle ultime ore, questa norma avrebbe probabilit\u00e0 pi\u00f9 alte di sopravvivere a una sfida legale rispetto ai dazi di emergenza che la Corte Suprema ha gi\u00e0 annullato. Il segnale \u00e8 che questa volta Washington non stia lanciando un pallone di prova, ma stia costruendo una posizione difendibile.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: petrolio, spread e il segnale delle obbligazioni<\/h2>\n<p>Il petrolio si trova gi\u00e0 in una fase di risalita verso la soglia dei 100 dollari al barile, segnale che MarketWatch riporta come uno dei fattori che rendono difficile digerire la crescita del costo del capitale per le aziende americane. In questo contesto, i nuovi dazi canadesi aggiungono un livello di incertezza sui flussi energetici nordamericani: il Canada \u00e8 il principale fornitore di petrolio agli Stati Uniti, e la potash canadese \u00e8 indispensabile per l&#8217;agricoltura americana. Questi non sono argomenti commerciali marginali, sono leverage geopolitici che Ottawa non ha ancora usato.<\/p>\n<p>Sul fronte valutario, il dollaro canadese ha gi\u00e0 subito pressioni nelle ultime settimane, rendendo le importazioni dall&#8217;Europa meno competitive in termini nominali ma creando al tempo stesso opportunit\u00e0 per chi vende in dollari canadesi e converte in euro. Le obbligazioni governative canadesi, che fungono da indicatore di sentiment istituzionale, riflettono una situazione di attesa: il mercato non vede ancora una crisi, ma la volatilit\u00e0 implicita sugli asset nordamericani si \u00e8 ampliata.<\/p>\n<p>Il segnale pi\u00f9 interessante per gli operatori europei non \u00e8 lo spot ma il segnale strutturale: ogni punto di pressione che Washington esercita su Ottawa spinge il governo canadese a diversificare pi\u00f9 velocemente le sue relazioni commerciali. Questo non \u00e8 un trend che si inverte con un accordo di palazzo, \u00e8 un riassestamento generazionale delle priorit\u00e0 canadesi.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Chi ha gi\u00e0 accordi con distributori o buyer canadesi deve verificare i propri contratti di fornitura rispetto all&#8217;esposizione valutaria e alle clausole di rinegoziazione legate a variazioni tariffarie. Non sui propri prodotti, ma su quelli dei loro partner nordamericani, le cui strutture di costo stanno cambiando. Il settore alimentare \u00e8 quello con la finestra temporale pi\u00f9 stretta: la politica canadese di supply management nel lattiero-caseario potrebbe essere oggetto di concessioni nei prossimi trenta giorni, aprendo uno spazio inedito a forniture europee di qualit\u00e0 come alternativa alle produzioni domestiche pressate.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Il governo canadese sta costruendo con urgenza un&#8217;agenda di diversificazione commerciale. Questo si traduce in missioni di sistema verso Europa, in aperture a prodotti europei nei settori in cui le forniture americane diventano politicamente tossiche, e in una ricettivit\u00e0 nuova verso accordi bilaterali con PMI non americane. Chi presidia oggi quella relazione, con un ufficio commerciale, un agente locale, una presenza alle fiere di settore, sar\u00e0 nella posizione giusta quando il Canada aprir\u00e0 formalmente bandi e contratti. Chi \u00e8 ancora nella fase &#8220;stiamo valutando&#8221; arriver\u00e0 quando gli spazi migliori saranno gi\u00e0 occupati.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale qui \u00e8 enorme. Per la prima volta dal dopoguerra, il Canada sta ridisegnando consapevolmente la propria architettura commerciale lontano da una dipendenza all&#8217;80% dagli Stati Uniti. Questo \u00e8 un riassestamento irreversibile, indipendente dall&#8217;esito dei negoziati in corso. Anche se Trump e Carney firmassero un accordo domani mattina, il 35% di fiducia non torna all&#8217;83%. Le imprese canadesi che hanno iniziato a costruire forniture alternative continueranno a costruirle. Le aziende europee che entrano in questo mercato oggi entrano con un vantaggio sistemico che non avranno mai pi\u00f9 con la stessa intensit\u00e0.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Agroalimentare e bevande:<\/strong> L&#8217;alcol americano \u00e8 gi\u00e0 stato rimosso dagli scaffali delle liquor store provinciali canadesi dopo la prima tornata di dazi. Birre, vini e spirits europei hanno beneficiato di quel vuoto. I nuovi dazi prendono di mira anche i latticini: il sistema canadese di supply management \u00e8 sotto pressione americana, ma la risposta politica interna potrebbe paradossalmente aprire la porta a prodotti europei di fascia premium come alternativa &#8220;neutrale&#8221; che non offende n\u00e9 Washington n\u00e9 i produttori canadesi. Per un&#8217;azienda italiana del food and beverage, questo \u00e8 il momento di strutturare la presenza distributiva, non di aspettare che il mercato si stabilizzi.<\/p>\n<p><strong>Macchinari industriali e automazione:<\/strong> La filiera auto nordamericana \u00e8 in piena ridefinizione. Le parti prodotte in Canada sono sotto attacco, il che significa che i costruttori di impianti canadesi e le loro catene di subfornitura stanno cercando alternative di approvvigionamento. Un&#8217;azienda italiana di automazione industriale o di macchine utensili che si posiziona come fornitore non-americano in questo momento intercetta una domanda che si stava formando indipendentemente dalla crisi, ma che la crisi ha accelerato di tre o quattro anni.<\/p>\n<p><strong>Materie prime critiche e minerali:<\/strong> Il Canada detiene riserve significative di minerali critici (potash, nichel, cobalto, litio) che sono al centro dell&#8217;agenda europea di sovranit\u00e0 strategica. L&#8217;accelerazione dei negoziati Canada-Europa su questi asset, gi\u00e0 in corso ma spinta dall&#8217;urgenza geopolitica attuale, crea un contesto favorevole per aziende europee che operano nel processing, nella raffinazione o nelle tecnologie di estrazione. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta qui non \u00e8 nella materia prima, ma nelle tecnologie e nei servizi che il Canada dovr\u00e0 acquistare per valorizzarla fuori dall&#8217;orbita americana.<\/p>\n<p><strong>Infrastrutture digitali e tecnologia:<\/strong> Ottawa sta riorientando anche le sue dipendenze tecnologiche. La pressione americana sulle big tech canadesi, la rimozione di alcune agevolazioni fiscali verso i giganti americani, e la ricerca di alternative europee in cloud e cybersecurity creano uno spazio per operatori europei del settore IT che raramente hanno considerato il Canada come mercato prioritario. \u00c8 un mercato anglofono, con standard normativi vicini all&#8217;Europa, e con una motivazione politica nuova a diversificare i propri fornitori tecnologici.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: le tre variabili che cambiano scenario<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: La finestra si chiude prima di aprirsi.<\/strong> I trenta giorni di countdown servono da pressione negoziale, ma Trump ha una storia di deroghe e rinvii dell&#8217;ultimo minuto. Se Washington e Ottawa trovano un accordo rapido, la spinta canadese alla diversificazione si raffredda temporaneamente, e la finestra per gli operatori europei si restringe. Non scompare, il 35% di fiducia strutturale non torna, ma il senso di urgenza che oggi muove i buyer canadesi verso fornitori alternativi si attenua. Chi aspetta che &#8220;si chiarisca la situazione&#8221; rischia di arrivare quando i canadesi hanno gi\u00e0 risolto il loro problema senza di noi.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: La ritorsione sulle materie prime destabilizza le supply chain globali.<\/strong> Il Canada non ha ancora attivato i suoi leverage pi\u00f9 pesanti: potash, petrolio, minerali critici. Se lo facesse in risposta a un&#8217;escalation americana, l&#8217;impatto sui prezzi globali di questi asset sarebbe immediato e non lineare. Per le aziende europee esposte su fertilizzanti, energia o batterie, un&#8217;escalation canadese verso Washington potrebbe tradursi in costi di approvvigionamento significativamente pi\u00f9 alti entro settimane, indipendentemente dalla loro presenza o assenza nel mercato nordamericano.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: L&#8217;effetto contagio su USMCA spinge il Messico fuori dall&#8217;orbita americana.<\/strong> Se lo USMCA non viene rinnovato nei suoi termini essenziali, anche il Messico, che rappresenta un&#8217;altra tranche enorme di catene produttive integrate con gli USA, si trova in una posizione di rinegoziazione forzata. Per le imprese italiane presenti in Messico come piattaforma di accesso al mercato nordamericano, questo scenario richiederebbe una revisione urgente delle proprie strutture legali e fiscali. Il rischio non \u00e8 immediato, ma il meccanismo si sta gi\u00e0 innescando.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Quello che mi colpisce di questa vicenda non \u00e8 il dazio al 50%. I numeri, per quanto pesanti, sono strumenti tattici che possono essere tolti domani mattina. Quello che mi colpisce \u00e8 il dato del Pew Research Center: 83% a 35% in quattro anni. Quella \u00e8 una discontinuit\u00e0 strutturale, non una crisi temporanea, e le discontinuit\u00e0 strutturali producono riassestamenti che durano decenni.<\/p>\n<p>Il Canada sta facendo esattamente quello che le imprese intelligenti fanno quando si rendono conto di avere un&#8217;esposizione eccessiva su un singolo cliente o partner: diversifica, costruisce alternative, riduce la dipendenza. Lo sta facendo con l&#8217;urgenza di chi ha ricevuto uno shock improvviso, le minacce di annessione, i dazi di emergenza, la fine della certezza sul rinnovo dello USMCA, ma lo sta facendo con la determinazione di chi sa che non c&#8217;\u00e8 ritorno.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, in questa partita, ha una posizione straordinariamente favorevole che rischia di sprecare per la sua incapacit\u00e0 strutturale di tradurre segnali geopolitici in azioni commerciali veloci. Bruxelles sta gi\u00e0 negoziando con Ottawa su materie prime critiche e sicurezza, ma quelle sono trattative tra governi: lente, formali, spesso bloccate da veti interni. Le PMI europee, italiane in particolare, possono muoversi pi\u00f9 velocemente degli stati.<\/p>\n<p>La lezione operativa \u00e8 semplice quanto scomoda: ogni volta che un grande mercato rompe una relazione commerciale consolidata, si crea un vuoto. Quel vuoto non aspetta. Si riempie con chi arriva, non con chi stava aspettando di capire come sarebbe andata a finire. Il Canada non \u00e8 un mercato in crisi, \u00e8 un mercato in transizione, e la transizione \u00e8 l&#8217;unico momento in cui un nuovo entrante pu\u00f2 competere con chi c&#8217;era gi\u00e0.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti: Quello che gli Imprenditori Chiedono<\/h2>\n<p><strong>D: Conviene davvero investire in Canada adesso o \u00e8 meglio aspettare che la situazione si stabilizzi?<\/strong><\/p>\n<p>R: La situazione non si stabilizzer\u00e0 tornando indietro. Il 35% di fiducia canadese verso gli USA \u00e8 un dato strutturale, non una fluttuazione tattica. Anche se Trump e Carney firmano un accordo la prossima settimana, le aziende canadesi che hanno iniziato a cercare fornitori alternativi non torneranno indietro completamente. Aspettare significa arrivare quando gli spazi migliori sono gi\u00e0 stati occupati da chi ha mosso i primi passi oggi.<\/p>\n<p><strong>D: Quali settori hanno davvero opportunit\u00e0, o \u00e8 solo hype intorno ai dazi?<\/strong><\/p>\n<p>R: Agroalimentare, macchinari industriali, materie prime critiche e tecnologia digitale hanno fondamentali concreti, non solo hype. Il governo canadese sta attivamente cercando alternative proprio in questi settori per ridurre la dipendenza americana. Non \u00e8 una supposizione, \u00e8 politica ufficiale, e quella politica apre contratti pubblici e privati che oggi preferibilmente cercano fornitori non-americani.<\/p>\n<p><strong>D: Come faccio a iniziare senza investire subito milioni?<\/strong><\/p>\n<p>R: Inizia con una missione commerciale strutturata per identificare buyer e distributori, affidati a un agente locale di qualit\u00e0, e partecipa alle fiere di settore canadesi dove i buyer sono attivamente cercando alternative europee. Il primo anno non deve essere un investimento infrastrutturale, ma una raccolta di intelligence commerciale.<\/p>\n<p><strong>D: E se il Canada e gli USA trovano un accordo rapidamente?<\/strong><\/p>\n<p>R: Allora la finestra si restringe, ma non scompare. La motivazione strutturale canadese a diversificare persiste indipendentemente dall&#8217;accordo. Chi ha gi\u00e0 posizionato il proprio prodotto rester\u00e0 in una posizione competitiva. Chi aspetta una stabilizzazione completa arriver\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n<p><strong>D: Il dollaro canadese debole \u00e8 un vantaggio o uno svantaggio per l&#8217;export europeo?<\/strong><\/p>\n<p>R: In termini nominali, rende le importazioni dall&#8217;Europa meno competitive, ma \u00e8 uno svantaggio che il mercato canadese sta tollerando consapevolmente perch\u00e9 la diversificazione vale il costo. Per chi vende in USD canadesi e converte in euro, la debolezza della valuta canadese crea effettivamente opportunit\u00e0 di margine.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte Ottawa-Washington:<\/strong> la scadenza dei trenta giorni sui nuovi dazi \u00e8 il trigger principale. Qualsiasi apertura di negoziato formale tra Carney e l&#8217;amministrazione Trump entro quella finestra modifica lo scenario. Monitorare anche le dichiarazioni sui dazi legati agli incendi, se Trump formalizza quella misura, il tono della crisi scala a un livello diverso.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte canadese interno:<\/strong> l&#8217;attivazione o meno dei &#8220;trump card&#8221; canadesi (potash, petrolio, minerali critici) \u00e8 il segnale che indica se Ottawa ha deciso di passare dalla difesa tattica alla pressione attiva. Questo trigger cambierebbe la dinamica molto rapidamente, con effetti immediati sui mercati delle materie prime.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> petrolio verso 100 dollari, spread sulle obbligazioni canadesi, tasso di cambio CAD\/EUR. Un indebolimento significativo del dollaro canadese migliora la competitivit\u00e0 delle esportazioni europee verso quel mercato in termini nominali. Le decisioni BCE di oggi suggeriscono un orientamento ancora cauto sul costo del denaro, il che mantiene relativamente accessibili i finanziamenti per chi vuole investire in nuovi mercati.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte multilaterale:<\/strong> i negoziati UE-Canada su materie prime critiche e il possibile aggiornamento del CETA (l&#8217;accordo commerciale gi\u00e0 in vigore tra Europa e Canada) sono le partite istituzionali che possono creare o chiudere spazi per le PMI. Vale la pena seguire il calendario degli incontri bilaterali tra Bruxelles e Ottawa nelle prossime sei settimane.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte della competizione:<\/strong> le aziende americane presenti in Canada sono sotto pressione politica. I buyer canadesi hanno oggi una motivazione strutturale, non solo economica, a preferire fornitori non americani. Questo \u00e8 un vantaggio che esiste adesso, non tra un anno.<\/p>\n<h2>Il 35% che ridisegna il commercio globale<\/h2>\n<p>Mark Carney \u00e8 tornato da quel palco del Mondiale con le fotografie di rito e una certezza in tasca: il Canada non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di essere l&#8217;80% dipendente da un singolo partner commerciale che considera la sovranit\u00e0 dei vicini come un&#8217;opzione negoziabile. Quello che accade nelle prossime settimane nei negoziati tra Washington e Ottawa, accordo, escalation o stallo prolungato, \u00e8 meno rilevante di quello che \u00e8 gi\u00e0 accaduto nella testa degli imprenditori e dei cittadini canadesi.<\/p>\n<p>Il sondaggio Pew non mente: quando la fiducia crolla di quasi cinquanta punti percentuali in quattro anni, non si tratta di un&#8217;opinione che cambia con la prossima notizia positiva. Si tratta di una nuova postura strategica che una societ\u00e0 intera ha adottato e che orienter\u00e0 le decisioni di acquisto, investimento e partnership per i prossimi anni. Per le aziende europee, questo \u00e8 il segnale pi\u00f9 importante dell&#8217;intera vicenda.<\/p>\n<p>Il Canada non \u00e8 un mercato che si apre, \u00e8 un mercato che cambia orientamento. La domanda rilevante non \u00e8 se conviene entrare, ma se hai ancora il tempo di arrivarci prima che gli spazi migliori siano gi\u00e0 occupati da chi ha letto questo segnale sei mesi prima di te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: un&#8217;alleanza da 2.000 miliardi che si incrina in diretta Il commercio bilaterale tra Stati Uniti e Canada vale circa 800 miliardi di dollari annui, con catene produttive cos\u00ec integrate che un&#8217;auto assemblata a Detroit pu\u00f2 contenere componenti canadesi che hanno attraversato il confine sei o sette volte prima di diventare un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":969,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[86,2008,2005,2002,1351,2010,2009,2006,769,80,169,2004,913,2007,1581,8,112,1995,2003,317,1994],"class_list":["post-970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica","tag-agroalimentareexport","tag-ceta","tag-commercionordamerica","tag-daziusacanada","tag-diversificazionecommerciale","tag-dollarocanadese","tag-europacanada","tag-exportcanada","tag-geopoliticacommerciale","tag-internazionalizzazionepmi","tag-macchinariindustriali","tag-markcarney","tag-materieprimecritiche","tag-mercatocanadese","tag-opportunitaexport","tag-pmiinternazionalizzazione","tag-strategiaexport","tag-supplychainnordamerica","tag-tariffecanada","tag-tensionicommerciali","tag-usmca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=970"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":971,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/970\/revisions\/971"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/969"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}