{"id":994,"date":"2026-07-29T19:04:19","date_gmt":"2026-07-29T18:04:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/fed-e-warsh-come-i-tassi-usa-impattano-le-tue-esportazioni"},"modified":"2026-07-29T19:30:04","modified_gmt":"2026-07-29T18:30:04","slug":"fed-e-warsh-come-i-tassi-usa-impattano-le-tue-esportazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raisingstar.it\/blog\/post\/fed-e-warsh-come-i-tassi-usa-impattano-le-tue-esportazioni","title":{"rendered":"Fed e Warsh: come i tassi USA impattano le tue esportazioni"},"content":{"rendered":"<h2>Il Fatto in Numeri: la Fed di Warsh e il confronto con i dati reali<\/h2>\n<p>Il contesto in cui si svolge questo confronto interno alla Fed non \u00e8 neutro. Il wage tracker della BCE segnala pressioni salariali negoziate al 2,7% per il primo trimestre 2027, un livello ancora gestibile ma monitorato con attenzione. Sul lato americano, il dibattito monetario avviene mentre l&#8217;amministrazione Trump gestisce quella che alcuni analisti descrivono come una situazione &#8220;everything, everywhere, all at once&#8221;: dazi commerciali, tensioni in Medio Oriente, shock petroliferi sequenziali.<\/p>\n<p>Il governatore Waller, in un discorso del 13 luglio intitolato &#8220;Monetary Policy at a Crossroads&#8221;, ha usato un&#8217;espressione che non \u00e8 casuale: la Fed \u00e8 a un bivio. La governatrice Cook, parlando all&#8217;Exchequer Club il 15 luglio, ha discusso le prospettive economiche in termini di navigazione tra shock, riprendendo quasi testualmente il framework espresso da Jefferson a Stanford. Tre speech ravvicinati, tutti centrati sullo stesso tema: come rispondere a shock di offerta quando l&#8217;inflazione \u00e8 tecnicamente gi\u00e0 sotto pressione.<\/p>\n<p>Il dato che spicca: secondo Vanda Research, citata oggi da MarketWatch, gli investitori individuali stanno vendendo azioni singole al ritmo pi\u00f9 elevato dal crollo Covid del 2020. Non \u00e8 un movimento casuale. \u00c8 la traduzione comportamentale di un&#8217;incertezza che i mercati istituzionali assorbono con strumenti sofisticati, ma che il retail sente come volatilit\u00e0 insostenibile. E la volatilit\u00e0 ha un prezzo che si scarica sulle imprese esportatrici attraverso il costo di hedging e i premi assicurativi sulle operazioni internazionali.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 Ora: il timing non \u00e8 casuale<\/h2>\n<p>Kevin Warsh non \u00e8 un nome nuovo. Ex governatore Fed, considerato da anni un candidato alla presidenza dell&#8217;istituzione, \u00e8 noto per una visione della politica monetaria che privilegia la credibilit\u00e0 anti-inflazionistica rispetto alla flessibilit\u00e0 tattica. La sua nomina e il dibattito che ne \u00e8 seguito si collocano in un momento preciso. La Fed si trova a dover decidere se i rincari importati dai dazi Trump e dalla pressione sul Golfo Persico siano &#8220;inflazione di prima istanza&#8221; da ignorare, oppure il seme di un disancoraggio delle aspettative che va combattuto con i tassi.<\/p>\n<p>Questa domanda non \u00e8 nuova. Nel 2021, quando l&#8217;inflazione cominci\u00f2 a salire dopo il Covid, i mercati e le banche centrali scommisero che sarebbe stata transitoria. Consumatori e imprese, invece, avevano gi\u00e0 incorporato aspettative di rincari persistenti, e avevano ragione. Il ritardo nella risposta della Fed cost\u00f2 anni di rialzi aggressivi e un credit crunch che colp\u00ec in modo asimmetrico le PMI ad alta dipendenza dal credito bancario.<\/p>\n<p>Il rischio oggi \u00e8 una replica di quello schema, ma con un elemento aggiuntivo: la rapidit\u00e0 con cui gli shock si stanno accumulando. Dazi, tensioni energetiche, escalation in Medio Oriente. Ogni shock singolarmente sarebbe gestibile con una strategia di &#8220;look-through&#8221;, cio\u00e8 di tolleranza temporanea. La successione rapida di shock multipli aumenta la probabilit\u00e0 che l&#8217;inflazione si allarghi dalla componente importata a quella salariale, esattamente come avvenne tre anni fa. Ed \u00e8 questo che Warsh vuole impedire, questa volta in anticipo.<\/p>\n<h2>Effetti Immediati sui Mercati: dollaro, tassi, volatilit\u00e0<\/h2>\n<p>Il dollaro in rafforzamento, segnalato da MarketWatch come fenomeno in atto, non sta per\u00f2 producendo gli effetti disinflazionistici attesi. Un dollaro forte teoricamente abbassa il costo delle importazioni americane e quindi frena i prezzi. Ma la dinamica attuale \u00e8 pi\u00f9 complessa: i dazi annullano buona parte dell&#8217;effetto valutario, e le catene di fornitura dislocate rendono il pass-through del cambio molto meno immediato di quanto i modelli classici prevedano.<\/p>\n<p>Per le imprese europee che fatturano in dollari, il rafforzamento del biglietto verde \u00e8 tecnicamente un vantaggio sui ricavi in euro, ma va letto con cautela. Se la Fed di Warsh dovesse interpretare l&#8217;inflazione da dazi come &#8220;inflazione per scelta&#8221; e non come shock esogeno, la risposta sarebbe un ciclo di rialzi dei tassi. Rialzi che apprezzerebbero ulteriormente il dollaro nel breve, ma che nel medio periodo aumenterebbero il costo del credito per le controparti americane, comprimendo la domanda finale.<\/p>\n<p>La volatilit\u00e0 implicita sulle opzioni valutarie EUR\/USD segnala un mercato che non sa ancora come leggere Warsh: \u00e8 un falco puro, oppure \u00e8 un comunicatore che usa il linguaggio duro come coordinamento delle aspettative senza necessariamente agire? Questa ambiguit\u00e0 \u00e8 esattamente il tipo di incertezza che si paga in punti base ogni volta che si negozia un contratto a termine.<\/p>\n<h2>Che Cosa Cambia per le Aziende Italiane<\/h2>\n<p><strong>Orizzonte Immediato (0-6 mesi):<\/strong> Chi ha contratti in dollari con scadenza entro l&#8217;anno deve rivedere le clausole di hedging oggi, non a settembre. La narrativa Warsh, se dovesse consolidarsi internamente alla Fed, riduce la probabilit\u00e0 di tagli dei tassi e aumenta quella di un mantenimento o rialzo. Questo si traduce in un costo di carry pi\u00f9 elevato sulle posizioni in valuta e in una compressione dei margini per chi non ha coperto l&#8217;esposizione. Le imprese con fornitori americani che fatturano in dollari subiscono un effetto immediato di costo; quelle che esportano negli USA beneficiano sul cambio ma rischiano una contrazione della domanda americana se i tassi salgono e il credito al consumo si stringe.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Medio (6-18 mesi):<\/strong> Lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 una Fed che mantiene i tassi pi\u00f9 a lungo del previsto, con una o forse due finestre di decisione in cui il dibattito interno potrebbe emergere pubblicamente attraverso i voti dissenzienti alle riunioni del FOMC. Le imprese che dipendono da finanziamenti in dollari, incluse quelle che usano crediti export con controparti americane, dovranno pianificare su un costo del denaro pi\u00f9 elevato. Chi sta negoziando linee di credito internazionali ora ha una finestra di opportunit\u00e0 prima che la narrativa Warsh si consolidi nei prezzi. Sul fronte europeo, la BCE con salari al 2,7% ha meno pressione immediata, ma una Fed hawkish crea un differenziale di tasso che pesa sull&#8217;euro e sulla competitivit\u00e0 delle importazioni europee.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte Lungo (18+ mesi):<\/strong> Il precedente strutturale \u00e8 rilevante. Se Warsh riesce a instaurare il frame dell&#8217;&#8221;inflazione come scelta&#8221; come dottrina operativa della Fed, cambia il regime di reazione della banca centrale americana per anni. Non pi\u00f9 una Fed che tollera periodi di overshooting dell&#8217;inflazione in nome dell&#8217;occupazione, ma una Fed che interviene preventivamente. Questo riduce la probabilit\u00e0 di cicli inflazionistici prolungati, ma aumenta quella di recessioni indotte da politica monetaria. Per le PMI italiane, significa un pianeta in cui il cliente americano \u00e8 pi\u00f9 esposto a strette creditizie cicliche e meno capace di assorbire aumenti di prezzo, anche quelli giustificati dalla qualit\u00e0 del Made in Italy.<\/p>\n<h2>Settori Strategici: Chi \u00c8 Pi\u00f9 Esposto<\/h2>\n<p><strong>Macchinari e beni strumentali<\/strong> \u2014 Il settore \u00e8 il pi\u00f9 esposto all&#8217;effetto combinato. Le macchine italiane vendute negli USA sono contrattualizzate in dollari, su cicli lunghi, spesso con finanziamento al compratore. Una Fed che mantiene tassi alti comprime i budget di investimento delle imprese manifatturiere americane, che sono il cliente principale. L&#8217;opportunit\u00e0 nascosta \u00e8 che le imprese americane che non possono espandere la capacit\u00e0 produttiva per costo del credito diventeranno acquirenti di macchinari ad alta efficienza energetica con payback rapido, esattamente il punto di forza italiano.<\/p>\n<p><strong>Fashion e lusso<\/strong> \u2014 Il rafforzamento del dollaro migliora i margini sui ricavi USA convertiti in euro, ma la dipendenza da un consumatore americano benestante che investe in borsa \u00e8 oggi pi\u00f9 fragile. La vendita di azioni retail al ritmo Covid suggerisce una riallocazione del risparmio verso strumenti pi\u00f9 difensivi: chi comprava borse di lusso con i guadagni di borsa potrebbe essere meno disposto a farlo nel secondo semestre 2026. L&#8217;opportunit\u00e0: il lusso si difende meglio del premium di massa, e la clientela top americana \u00e8 meno sensibile ai tassi.<\/p>\n<p><strong>Agroalimentare e food<\/strong> \u2014 Meno esposto al ciclo dei tassi, ma pi\u00f9 esposto al rischio dazi su categorie specifiche. L&#8217;aspetto critico qui \u00e8 diverso: se la Fed inasprisce e il dollaro si rafforza ulteriormente, i produttori europei di food che hanno gi\u00e0 costruito presenza fisica negli USA attraverso joint venture o depositi locali beneficiano di un costo in euro pi\u00f9 basso per mantenere quella presenza. \u00c8 il momento di ragionare su investimenti diretti in logistica americana, non di ritirare i piedi.<\/p>\n<p><strong>Finanza e servizi finanziari internazionali<\/strong> \u2014 Spesso trascurato nell&#8217;analisi per le PMI, ma le imprese italiane che usano banche corrispondenti americane per lettere di credito e garanzie bancarie pagheranno spread pi\u00f9 alti se la percezione del rischio aumenta. Chi non ha diversificato su istituti europei o su piazze come Dubai per le garanzie internazionali si trover\u00e0 con costi di accesso al credito documentale pi\u00f9 elevati nel giro di due-tre trimestri.<\/p>\n<h2>Rischi da Monitorare: le tre variabili che decidono lo scenario<\/h2>\n<p><strong>Il primo rischio: Disancoraggio delle aspettative di inflazione<\/strong> \u2014 Se le aspettative di inflazione a lungo termine degli operatori americani superano soglie critiche intorno al 3%, la Fed potrebbe essere costretta a reagire con rialzi pi\u00f9 aggressivi di quelli che il mercato oggi sconta. Questo \u00e8 esattamente lo scenario che si materializz\u00f2 tra il 2021 e il 2022, quando la transitoriet\u00e0 dichiarata si scontr\u00f2 con le aspettative reali di consumatori e imprese. Per chi ha budget pluriennali in dollari, \u00e8 il rischio pi\u00f9 sottovalutato.<\/p>\n<p><strong>Il secondo rischio: Dissidio interno alla Fed come fonte di volatilit\u00e0<\/strong> \u2014 La narrativa della &#8220;lite di famiglia&#8221; che Warsh stesso usa \u00e8 anche un&#8217;ammissione che il consenso interno non \u00e8 scontato. Voti dissenzienti alle riunioni FOMC, dichiarazioni non allineate tra governatori, segnali contraddittori al mercato. Ogni volta che la Fed ha comunicato in modo disordinato negli ultimi anni, la volatilit\u00e0 EUR\/USD \u00e8 aumentata di 200-300 punti base in poche sedute. Per le imprese senza hedging strutturato, ogni picco di volatilit\u00e0 \u00e8 un costo non pianificato.<\/p>\n<p><strong>Il terzo rischio: Contagio da shock multipli simultanei<\/strong> \u2014 Il frame analitico pi\u00f9 utile qui \u00e8 quello della Fed stessa: non \u00e8 un singolo shock di offerta, \u00e8 una successione rapida che aumenta la probabilit\u00e0 di effetti di secondo livello. Dazi che alzano i prezzi, petrolio che preme sull&#8217;energia, tensioni in Medio Oriente che incidono sui premi assicurativi delle rotte. Se questi shock si sovrappongono prima che le aspettative si riancorano, la Fed non ha scelta: deve alzare i tassi, anche a costo di rallentare la crescita. Per le PMI europee \u00e8 lo scenario peggiore perch\u00e9 combina clienti americani sotto pressione con un costo del credito pi\u00f9 alto in tutti i mercati dollaro-dipendenti.<\/p>\n<h2>La Lente dell&#8217;Analisi Strategica: Il Mio Punto di Vista<\/h2>\n<p>Kevin Warsh non sta solo cambiando il tono comunicativo della Fed. Sta cercando di cambiare la dottrina, e c&#8217;\u00e8 una differenza enorme tra le due cose.<\/p>\n<p>Quando dice &#8220;inflazione \u00e8 una scelta&#8221;, sta implicitamente dicendo che qualsiasi inflazione che persiste \u00e8 colpa della Fed, indipendentemente da chi l&#8217;ha generata. \u00c8 una posizione che suona forte e responsabile, ed \u00e8 politicamente efficace contro una banca centrale che negli ultimi anni \u00e8 apparsa lenta. Il problema \u00e8 quello che segnalano gli economisti pi\u00f9 lucidi: questa formula non risponde alla domanda operativa pi\u00f9 difficile, che \u00e8 come si gestisce uno shock di offerta senza spezzare l&#8217;economia reale nel tentativo di combattere un&#8217;inflazione che non viene dalla domanda.<\/p>\n<p>Nel 2021 la Fed sbagli\u00f2 per eccesso di ottimismo. Il rischio Warsh \u00e8 l&#8217;errore opposto: eccesso di rigore ideologico in un contesto in cui l&#8217;inflazione \u00e8 in parte il risultato diretto di scelte politiche dell&#8217;amministrazione, non di una domanda sfuggita di mano. Alzare i tassi per combattere dazi tariffari \u00e8 come abbassare il termostato di casa perch\u00e9 il vicino ha acceso un fal\u00f2. La febbre del paziente scende, ma il fuoco fuori rimane.<\/p>\n<p>Per gli imprenditori europei, la lezione operativa \u00e8 questa: il mercato americano resta fondamentale, ma la finestra in cui era possibile pianificare su un ciclo di allentamento monetario si \u00e8 ristretta. La Fed che emerge da questo &#8220;family fight&#8221; \u00e8 meno prevedibile di quella di Powell, non pi\u00f9 prevedibile. E in un contesto di minore prevedibilit\u00e0, il premium per avere strutture di copertura, contratti flessibili e presenza locale diversificata non \u00e8 un costo di prudenza. \u00c8 l&#8217;unico modo per non pagare la retta della scuola altrui.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa ha un vantaggio in questo momento: la BCE \u00e8 in una posizione pi\u00f9 confortevole, con salari sotto controllo e meno pressione politica sulla banca centrale. Ma questo vantaggio relativo ha una scadenza: se la Fed di Warsh alza i tassi e il dollaro si rafforza ulteriormente, la pressione sulle importazioni energetiche europee torna a salire, e la BCE si ritrova costretta a navigare tra inflazione importata e stagnazione interna, senza gli strumenti politici che Washington pu\u00f2 permettersi.<\/p>\n<h2>Domande Frequenti: Fed, Warsh e il Tuo Business<\/h2>\n<p>**D: Se Warsh alza i tassi, il mio hedging in dollari quanto mi coster\u00e0?<br \/>R:** Dipende dal tipo di hedging. Se hai gi\u00e0 coperto forward a termine fisso, il costo \u00e8 bloccato e non cambia. Se invece usi opzioni valutarie, il premio sale perch\u00e9 la volatilit\u00e0 attesa aumenta. Se non sei coperto, ogni aumento dei tassi americani apprezza il dollaro nel breve e comprime i tuoi margini sui ricavi USA. Il consiglio operativo \u00e8 rivedere oggi le tue clausole di hedging prima che il dibattito della Fed si consolidi nei prezzi, tra due-tre settimane.<\/p>\n<p>**D: La Fed di Warsh far\u00e0 meno danni della Fed di Powell, o pi\u00f9 danni?<br \/>R:** Danni diversi. Powell fu troppo lento a reagire all&#8217;inflazione nel 2021-2022. Warsh rischia di essere troppo rigido nel respingere ogni inflazione, anche quella causata da shock di offerta che i tassi non controllano. Per la tua azienda di export, il rischio \u00e8 che Warsh alzi i tassi in risposta a inflazione da dazi, riducendo la domanda americana proprio quando il costo del tuo prodotto sale gi\u00e0 per il cambio. \u00c8 il peggior scenario combinato.<\/p>\n<p>**D: Vale la pena investire in logistica negli USA ora, prima che i tassi salgono ancora?<br \/>R:** S\u00ec, ma solo se il tuo piano di investimento ha payback sotto 3-4 anni. Se la Fed di Warsh mantiene tassi alti a lungo, chi ha una base di costo in euro in USA trae vantaggio da un dollaro apprezzato e da costi energetici pi\u00f9 bassi. Investire in depositi logistici USA oggi, prima che la narrativa Warsh si consolidi, significa pagare il credito ancora a condizioni quasi accettabili.<\/p>\n<p>**D: Come faccio a sapere se Warsh avr\u00e0 il consenso interno della Fed, oppure se gli altri governatori lo freneranno?<br \/>R:** Il primo segnale arriva dai voti dissenziente alle riunioni FOMC, che vengono pubblicati a verbale. Se Warsh propone un rialzo e due-tre governatori votano contro, significa che non ha consenso pieno. Il secondo segnale sono i discorsi: se Cook e Waller usano linguaggio pi\u00f9 morbido di Warsh nei prossimi mesi, significa che la Fed sta cercando un equilibrio tra il rigore di Warsh e la flessibilit\u00e0 di Powell. Monitorare i discorsi dei governatori ogni due settimane \u00e8 il tuo early warning system.<\/p>\n<p>**D: Se tutto questo si risolve con una recessione americana, il mio business di export ne trarr\u00e0 beneficio?<br \/>R:** No. Una recessione americana causata da inasprimento monetario \u00e8 esattamente il peggior scenario per l&#8217;export europeo. Il cliente americano taglia gli investimenti, le famiglie riducono i consumi, e il tuo prodotto, anche se di qualit\u00e0 Made in Italy, non basta a compensare la caduta della domanda. L&#8217;unico beneficio \u00e8 che il dollaro potrebbe scendere un po&#8217; se la recessione costringe la Fed a tagliare i tassi, ma \u00e8 un comfort freddo.<\/p>\n<h2>Watchlist Operativa: Cosa Seguire nelle Prossime Settimane<\/h2>\n<p><strong>Sul fronte della Fed:<\/strong> il tono dei prossimi discorsi dei governatori dissidenti, in particolare Waller e Cook, che nelle ultime settimane hanno usato un linguaggio pi\u00f9 cauto di Warsh. Un allargamento del gap comunicativo tra i membri del FOMC \u00e8 il segnale pi\u00f9 affidabile di volatilit\u00e0 in arrivo. Monitorare il prossimo voto su tassi e se ci saranno dissensi espliciti a verbale.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte dei mercati:<\/strong> l&#8217;inflazione breakeven a 5 e 10 anni sui Treasury indicizzati (TIPS) \u00e8 l&#8217;indicatore pi\u00f9 pulito per capire se le aspettative si stanno disancorando. Sopra il 2,5% a 10 anni, la pressione su Warsh per agire diventa insostenibile. Il posizionamento degli investitori retail, che oggi stanno vendendo azioni al ritmo pi\u00f9 alto dal Covid, \u00e8 un indicatore di sentiment che precede i movimenti istituzionali di qualche settimana.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte europeo:<\/strong> l&#8217;aggiornamento del wage tracker BCE nel secondo trimestre 2026, atteso tra settembre e ottobre, dir\u00e0 se le pressioni salariali europee restano sotto controllo o se iniziano a seguire il pattern americano con lag. Insieme, monitorare lo spread EUR\/USD e i flussi di capitale verso asset europei: se il dollaro forte attrae capitali fuori dall&#8217;eurozona, la BCE potrebbe essere costretta a reagire prima del previsto.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte geopolitico-commerciale:<\/strong> qualsiasi escalation militare in Medio Oriente o aggiustamento dei dazi Trump verso l&#8217;UE \u00e8 un trigger che pu\u00f2 spostare il calcolo della Fed da &#8220;wait and see&#8221; a &#8220;agire subito&#8221;. Il timing di queste decisioni politiche \u00e8 imprevedibile, ma i segnali di preparazione lo sono molto meno.<\/p>\n<h2>La Famiglia Discute, il Mercato Decide<\/h2>\n<p>Warsh ha scelto l&#8217;immagine della lite di famiglia perch\u00e9 vuole trasmettere un&#8217;idea: il disaccordo \u00e8 interno, la facciata \u00e8 compatta. Ma i mercati finanziari non sono i vicini che si presentano sorridenti alla porta. Sono i creditori che ascoltano dalla finestra aperta, e registrano ogni parola.<\/p>\n<p>La Fed che emerge da questo momento \u00e8 un&#8217;istituzione in transizione di dottrina, non solo di leadership. Questo non \u00e8 un dettaglio tecnico per specialisti di politica monetaria. \u00c8 la variabile che determina il costo del credito per i prossimi tre anni, la forza del dollaro nei prossimi dodici mesi, e la capacit\u00e0 della domanda americana di assorbire le esportazioni europee nel ciclo che viene.<\/p>\n<p>Chi gestisce un&#8217;impresa con esposizione al mercato americano e ancora legge la Fed come se stesse decidendo tra tagliare e aspettare non sta leggendo la partita giusta. La partita giusta \u00e8 un&#8217;altra: non quanto coster\u00e0 il denaro, ma chi dentro la stanza pi\u00f9 importante del pianeta finanziario decide il significato della parola &#8220;responsabilit\u00e0&#8221;. Quella risposta vale pi\u00f9 di qualsiasi previsione sui tassi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fatto in Numeri: la Fed di Warsh e il confronto con i dati reali Il contesto in cui si svolge questo confronto interno alla Fed non \u00e8 neutro. Il wage tracker della BCE segnala pressioni salariali negoziate al 2,7% per il primo trimestre 2027, un livello ancora gestibile ma monitorato con attenzione. 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